Invisibile

Invisibile Book Cover Invisibile
M
Ursula Poznanski, Arno Strobel,
Thriller
Giunti
2019
Copertina rigida
360

Un paziente trafitto a morte dal bisturi del chirurgo durante un'operazione a cuore aperto. Un agente immobiliare ucciso con ventiquattro coltellate sulla soglia di casa. Un ragazzo massacrato con una mazza da baseball per strada, davanti a decine di testimoni. Un assurdo bagno di sangue travolge la città di Amburgo, ma la cosa più singolare è la facilità con cui i commissari Daniel Buchholz e Nina Salomon riescono a catturare i colpevoli. Eppure il movente rimane incomprensibile: nessuno di loro sembrava conoscere davvero la vittima. L' unico elemento in comune è una rabbia feroce cresciuta a dismisura, fino a diventare inarrestabile. Una rabbia che non lascia immuni nemmeno gli investigatori: mentre l'indagine si fa sempre più tesa, Nina stenta a riconoscere il suo partner. Come è possibile che Daniel, di solito così controllato e padrone di sé, stia diventando ogni giorno più aggressivo e irrazionale? Intanto, un dubbio comincia a insinuarsi in lei: e se gli assassini fossero stati manipolati? Ma da chi? E soprattutto: come?

Invisibile è un thriller psicologico attuale e piuttosto inquietante.
Il tema principale del libro è “il giudizio degli altri” e l’effetto che fa sulle persone.

Invisibile: Il libro

Per evitare spoiler di qualsiasi tipo accenno soltanto al primo capitolo per dare un’idea di quale sia il contenuto del libro.

Ospedale. Un paziente deve essere operato al cuore, un’operazione di routine. Nell’ospedale lavorano due cardiologi e chirurghi tra i migliori che si possano trovare (uno è primario del reparto). L’operazione sta andando bene ma, all’improvviso, il primario si presenta in sala operatoria e trafigge il cuore del paziente. Il motivo? Una recensione negativa.

Già dal primo capitolo si comprende, quindi, quale sia il movente comune a tutta la serie di omicidi: il giudizio altrui e, in particolar modo, la “fama online“. Quanto influenza la vita quotidiana di ognuno? E cosa si sarebbe disposti a fare pur di cancellare un’opinione negativa?

Invisibile: Oltre la trama

Ciò che rende veramente inquietante (e quindi ben riuscito) questo thriller è proprio il fatto che gli assassini sono persone comuni e apparentemente innocue, senza moventi validi o trascorsi particolari.

L’unica cosa che accomuna queste persone è la presenza invisibile di un giudizio, un qualcosa da cui non riescono più a liberarsi.

Lo stile è semplice e particolarmente scorrevole, lascia spazio alla trama e ai retroscena psicologici delle vicende narrate. L’ambientazione cambia ripetutamente (pur restando nella città di Ambrugo), così come l’atmosfera: in realtà, a differenza di molti altri thriller, non trasmette uno stato di allerta costante ma piuttosto punta sui colpi di scena (come accennato per il primo capitolo, in cui ci si può aspettare qualcosa di insolito solamente perché si è consapevoli di leggere un thriller ma non perché siano i fatti raccontati a suggerirlo).

I protagonisti sono due detective, Daniel Buchholz e Nina Salomon, incaricati di scoprire le cause e i colpevoli di queste morti inspiegabili: sembra esserci una mente “superiore” in grado di manipolare gli assassini.

Questo è il secondo volume della serie che vede come protagonisti Daniel Buchholz e Nina Salomon (il primo è Anonimo) e sicuramente ci sarà un seguito.

In conclusione

Credo sia un thriller molto valido, gli appassionati non possono farselo scappare! Personalmente ho sospeso la lettura di thriller per qualche anno e ho ripreso da poco con questo genere ma credo che sia uno dei migliori tra le ultime uscite!

 


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Morte nelle Highlands

Morte nelle Highlands Book Cover Morte nelle Highlands
Lucy Foley
Thriller
Giunti
2019
372

Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l'ultimo dell'anno insieme. Per Emma, l'ultima arrivata, l'unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l'occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell'esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l'ospite viene ritrovato - morto - tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l'ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l'unica single del gruppo. Chi è l'assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?

Morte nelle Highlands è un thriller che potrebbe sembrare scontato per la trama ma, in realtà, è molto originale nella forma.

Mi spiego meglio: la trama presenta dei punti comuni a molti altri thriller. L’ambientazione in una baita sperduta, la festa tra amici che si trasforma in tragedia, omicidi senza apparente spiegazione, i sospetti che ricadono su coloro che fino ad un attimo prima erano stati compagni di scherzi e bevute.

La particolarità del romanzo è, invece, la struttura della narrazione: non solo non si sa chi sia l’assassino, non si sa nemmeno chi sia la vittima!

Il libro

Morte nelle Highlands si rivela comunque un buon thriller, soprattutto per la struttura descritta poco fa.

Può essere suddiviso in due parti: la prima dal ritmo più lento e costate e la seconda dal ritmo più veloce e con una serie di colpi di scena più repentini.

Se, per un accanito lettore di thriller, la prima parte può risultare lenta e prolissa, sicuramente la seconda metà può riscattare il libro e portare ad un giudizio positivo.

Quando ti rendi conto di quanto siamo isolati,
capisci che soltanto un matto sceglierebbe di viverci,
soltanto chi scappa da qualcosa,
o chi non ha niente da perdere.
Persone come me.

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole: si alternano descrizioni, dialoghi e pensieri. Per quanto riguarda il ritmo, invece, si nota molto la differenza tra la prima metà del libro e la seconda.

L’ambientazione, come anticipato, è una baita sperduta in montagna, d’inverno (è capodanno!). L’atmosfera è, inizialmente, festosa e spensierata; successivamente diventa inquieta e sospettosa.

I protagonisti sono molto vari: vengono descritti singolarmente, sono perlopiù coppie ma anche single che si ritrovano abitualmente per festeggiare insieme. Benché siano descritti come amici, sin dall’inizio vengono poste in evidenza situazioni di invidia, gelosia o incomprensione.

 

In conclusione

Consiglio questo libro (soprattutto in questo periodo… una buona “lettura sotto l’ombrellone”!) a lettori di thriller e non. Infatti si tratta di un thriller non eccessivamente cruento o psicologico, perciò può essere apprezzato anche da chi non predilige esclusivamente questo genere di letture.


Ringrazio @giuntieditore per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima!

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La notte del b(r)uco

La notte del b(r)uco Book Cover La notte del b(r)uco
Menzella, Cirigliano
Fiction, Giallo
Eretica edizioni
2018
ebook
128

In una notte senza fine, scossa dal vento e avvolta dai vapori acidi delle strade, un gruppo di amici si mette alla ricerca di qualcuno. Intrappolati nel cemento di una città consumata dal vizio e dalla droga, che sfuma tra le note cupe di un arpeggio e i lamenti della notte, scendono nell'abisso, come Orfeo alla ricerca di Euridice. La città di notte, con le sue stradine che si intersecano nel buio, è la stessa della loro interiorità, smarrita nel groviglio delle possibilità incerte. L'assassinio misterioso di un amico, a cui ne seguono altri, il ritrovamento di lettere che annunciano l'arrivo della morte, li spingono a cercare una meta, a fuggire dalla morte, ma allo stesso tempo a trovarla e guardarla negli occhi, nei due buchi neri sulla maschera del malinconico Pierrot, o dietro le lenti scure dell'uomo che si fa chiamare il Bruco. Trafitti da un'apatia bianca che ha il sapore di una noia amara, di un eterno e irrisolto conflitto con la vita, cercano se stessi nel vuoto, progettando un futuro che gli sfugge.

Fuori il mondo dorme, il brusio della notte culla il moto ondoso dei sospiri. Anche gli incubi si fanno sentire, quelli che accompagnano i respiri affannosi o i passi furtivi che risuonano tra le vie deserte. Il buio mormora parole sconosciute che fanno rumore, insieme agli stivali chiodati sulle foglie secche, sui ramoscelli che si spezzano al passaggio delle ombre.

La notte del b(r)uco è un giallo dall’animo malinconico.

Il libro

La storia ha inizio con un’aggressione: un ragazzo nota la scena ma ha paura e non interviene; si rivolge alla polizia ma senza ottenere aiuto o consigli. Decide allora di contattare un programma radiofonico per raccontare ciò che ha visto ad un pubblico più ampio.

La conduttrice crede alla sua storia ma non può fare nulla per aiutarlo, anzi viene rimproverata per averlo ascoltato.

Inizia in questo modo una caccia al colpevole “alternativa” e decisamente non consueta.

– Questa notte nessuno mi fermerà, la morte vi verrà a cercare, ve lo volevo solo far sapere. Il Bruco non si è dimenticato di voi, ricordatevelo.

L’intera narrazione è accompagnata da un sottofondo musicale: una playlist strepitosa che include gruppi che hanno fatto la storia del rock.

Bury me softly in this womb
I give this part of me for you
Sand rains down and here I sit
Holding rare flowers
In a tomb, in bloom…

Down in a hole – Alice in chains

Questo è fondamentale per la resa dall’atmosfera: cupa, malinconica. Ed è così che il protagonista assume la sua veste di “pierrot” come descritto nella sinossi.

Un pierrot che non smetterà di stupire fino alla fine, quando verranno rivelate le cause dei suoi gesti, una sorta di giustificazione magari non condivisibile ma in qualche modo comprensibile.

Oltre la trama

Un thriller dal ritmo medio ma dalle tante sorprese: a cominciare dal Bruco stesso, il pierrot che vaga per le vie della città sembrando pazzo all’inizio e diventando un vendicatore alla fine.

La notte del b(r)uco non è semplicemente un thriller, è un romanzo che narra di droga, di spacciatori, di giovani e cattive compagnie, di morte.

Il risultato è quindi un romanzo che unisce thriller e formazione. Scritto in modo fluido, unisce descrizioni, dialoghi e stralci di canzoni in un flusso costante, dall’inizio alla fine.

In conclusione

Lo consiglio a tutti gli appassionati di giallo/thriller.

Non ho voluto descriverlo in modo troppo dettagliato per evitare di rovinare la lettura, perché ogni dettaglio aggiuntivo avrebbe rovinato la “sorpresa” della trama. Ad ogni modo è un gran bel thriller, con una colonna sonora pazzesca!

Ringrazio gli autori, nonché fondatori di Eretica Edizioni, per avermi dato la possibilità di leggerlo. Vi lascio il link per l’acquisto qui.


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I senza cuore

I senza cuore
ScrittoriGiunti
Giuseppe Conte
Romanzo storico, Thriller storico
Giunti
2019
Copertina rigida
420

Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un’emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.

Anno Domini 1116, la Grifona salpa dal porto di Genova con 192 anime a bordo: la rotta è verso il burrascoso Atlantico e le brume della Cornovaglia bretone, dove un monastero pare custodisca un misterioso manoscritto. Il suo comandante Guglielmo il Malo, della famiglia degli Embriaci e trionfatore alla Prima Crociata, è segretamente in cerca della verità sul Vaso di smeraldo, portato a Genova come bottino di guerra e dono della Regina di Saba a Salomone, presente sulla tavola dell'Ultima Cena di Nostro Signore. È davvero l'originale? O è un clamoroso falso? Ma Guglielmo, l'ingegnoso costruttore di macchine da guerra, è subito costretto a calarsi nei panni di un riluttante detective, per indagare col fedele, sveglio scrivano Oberto da Noli, narratore di tutta la storia, sui delitti di un efferato serial killer che semina il terrore a bordo della sua galea nelle notti di luna nuova: tre ufficiali sono stati uccisi uno dopo l'altro e lasciati con il petto squarciato e senza cuore. Fra dramma e leggenda, bonacce e tempeste, scarsità di viveri e malattie che riducono l'equipaggio a 109 anime, fra incontri con pirati e Vichinghi ma anche ammutinamenti, Giuseppe Conte scrive un romanzo corale, ricco di suspense e colpi di scena: protagoniste sono le crociate e le conquiste della sua grande Genova, ma anche la pace e la nonviolenza che vedono Conte in persona prestare un po' della sua voce al mastro d'ascia sufi Yusuf Abdel Rahim, alias Giuseppe Pietrabruna. Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un'emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.

 

I senza cuore è un romanzo storico, ambientato tra Genova e l’Inghilterra nella prima metà del 1100.

Racconta, attraverso due narratori diversi, due storie parallele che si mescolano e confluiscono nel finale.

Devo rassegnarmi. L’assassino è sulla galea, chiunque di noi può sospettare l’altro, ed essere a sua volta sospettato.
Una condizione terribile, se ci aggiungo i pirati che forse ci inseguono ancora, le provviste che diminuiscono, il mare tutt’intorno, animale senza pietà che come niente alza la cresta e gli artigli delle onde.

Il libro

Ne I senza cuore vengono raccontate due storie, con protagonisti e ambientazioni diverse.

La prima è quella della Grifona, nave salpata dal porto di Genova con 192 uomini a bordo, diretta in Cornovaglia. Sulla nave, poco dopo la partenza viene commesso un omicidio: un uomo, Astor Della Volta, viene trovato a terra, senza cuore.

Il comandante inizia la sua indagine per scovare l’assassino: interrogatori, incarcerazioni e punizioni. Tutti i marinai vengono passati in rassegna per avere informazioni sulla notte del delitto, invano.

Il viaggio si protrae per mesi, la Grifona fa tappa in vari porti e riparte ogni volta nonostante i continui problemi: epidemie, mancanza di cibo, inquietudine generale.

Molti, tra rematori e schiavi, muoiono sulla Grifona e vengono gettati in mare. Alcuni uomini perdono la ragione, altri si ammalano. Vengono commessi altri omicidi… ma il responsabile sembra non possa essere trovato!

Tutto ciò viene raccontato tramite l’abile scribacchino che, date le circostanze del viaggio, si trova ad avere un’occupazione molto più consistente rispetto al previsto. Non è dato sapere molto su di lui, se non una breve presentazione e qualche segreto svelato sul finale.

Parallelamente viene portata avanti la storia di Giannetta Centurione, figlia di una nobile famiglia genovese rimasta orfana di madre.

è lei stessa a raccontare la propria storia: è una donna forte, coraggiosa, un’arciera che sogna di diventare una combattente in difesa delle bambine e delle giovani donne di cui ha sentito storie di rapimenti e stupri.

La matrigna e il padre la obbligano ad un matrimonio che lei non desidera, si innamora di un uomo ma sarà messa alla prova e il destino la porterà in una direzione completamente diversa…

 

Oltre la trama…

I senza cuore è un libro ben costruito: ha una buona trama (o meglio due trame parallele), i personaggi principali sono ben costruiti e sono sostenuti da una quantità indefinita di personaggi secondari, molto utili a ricreare l’atmosfera giusta.

Gli aspetti positivi di questo romanzo sono sicuramente la trama, i personaggi e le descrizioni.

Sulle descrizioni, infatti, merita fare una nota: solitamente, per quanto un viaggio sia descritto come insidioso, l’atmosfera sulla nave ha sempre qualcosa di affascinante e magico (come se la nave fosse sempre splendente…in stile Priati dei Caraibi, per intenderci).

In questo libro non è così: l’atmosfera “magica” – ma tetra – viene ricreata a causa degli omicidi e delle superstizioni dei marinai, della possibile maledizione che imperversa sulla nave e così via.

Le descrizioni dell’ambiente, però, sono molto molto realistiche e crude: topi, escrementi, sporcizia di ogni genere e un tanfo insopportabile sono i veri abitanti della Grifona.

Il viaggio viene raccontato in maniera molto verosimile. Lo stesso le abitudini dei marinai, degli schiavi e di chiunque si trovasse nei porti o per mare.

Il ritmo di lettura è medio e costante: i racconti dello scribacchino e di Giannetta vengono spesso intervallati a descrizioni di eventi o luoghi.

L’ambientazione cambia spesso lungo il tragitto di viaggio ma la maggior parte delle scene si svolge sulla Grifona per lo scribacchino e l’equipaggio, e a Genova per Giannetta.

L’atmosfera resa è molto realistica, mai troppo “solare”.

 

In conclusione

Lo consiglio come buon romanzo storico, un thriller in viaggio e un buon racconto sulla tradizione navale tra il 1100 e il 1200.

L’unico appunto leggermente negativo è sullo stile dell’autore: l’ho trovato un po’ difficile da seguire. Non tanto per il lessico o per il ritmo, quanto per la struttura dei periodi. Ovviamente si tratta di un parere personale, per molti non sarà assolutamente così!

Per concludere ve lo consiglio senza pensarci due volte: vi innamorerete di Giannetta!

Per l’acquisto vi rimando a GIUNTIALOPUNTO.IT


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Recensione | Il killer del decalogo

Il killer del decalogo Book Cover Il killer del decalogo
Robin&sons
Tiziana Privitera
Thriller
Robin
2017
e-book
320

«****** non è altro che uno psicotico paranoico con una spiccata personalità narcisistica»
«Che tradotto in parole povere...»
«è un pazzo presuntuoso.» [...]

"Vedi la parte superiore del libro? è consumata come e piegata all'ingiù come se fosse stato preso e poi rimesso a posto più volte. Probabilmente l'ha letto più di una volta così ho semplicemente pensato che potesse essere il suo libro preferito"

Sinossi:

Los Angeles. Davanti alla cattedrale di Saint Paul viene rinvenuto il corpo di una donna, uccisa con un colpo di pistola e marchiata a fuoco con l'indicazione di un passo biblico: il primo dei dieci comandamenti. Le delicate indagini vengono affidate all'unità speciale della omicidi, un team di quattro detective specializzati nella soluzione dei casi più efferati. Quando, però, a una settimana esatta di distanza l'uno dall'altro, vengono ritrovati i corpi di altre due donne marchiate con i passi del secondo e terzo comandamento, l'ipotesi di un serial killer comincia a farsi sempre più concreta. Un killer freddo e calcolatore, che si rivelerà essere molto più vicino ai detective di quanto loro possano mai immaginare.

 

Trama.

Los Angeles, California. Taylor, una giovane poliziotta capace determinata si trova a dover risolvere una caso tutt’altro che semplice: una donna viene ritrovata sulla scalinata della cattedrale di Saint Paul, freddata con un colpo di pistola e con una scritta marchiata a fuoco sulla pelle.

Questo è solo il primo ritrovamento: gli omicidi si diffonderanno a macchia d’olio, coinvolgendo vittime apparentemente scollegate tra loro ma che, loro malgrado, sono entrate a far parte del piano diabolico di un assassino senza scrupoli.

Dopo aver intravisto un collegamento con gli alti omicidi, gli incaricati alla risoluzione del caso si troveranno a dover esaminare scene del crimine disseminate in corrispondenza di chiese: questo complica le cose, perché dovranno fare i conti anche con un clero difficile da trattare e con un ambiente cristiano tutt’altro che semplice.

Il libro:

Un thriller ambientato a Los Angeles: l’ambientazione è, quindi, la famosa città californiana ma ciò che rende questo libro diverso è l’atmosfera cupa, gotica.

Un thriller contemporaneo, la cui protagonista è Taylor, una poliziotta incaricata di risolvere un caso molto complesso. Sia la protagonista e sia i personaggi secondari sono ben definiti  e particolareggiati, sia fisicamente che caratterialmente.

La scrittura è semplice ma accattivante: unisce scene d’azione come sparatorie e inseguimenti a momenti “pacati” ma ricchi di dettagli fondamentali, come le autopsie e la definizione dei profili psicologici.

Il ritmo è medio: tutto ciò che riguarda “il caso” (ritrovamenti, indagini, ecc) si svolge ad un ritmo piuttosto sostenuto ma l’andamento generale del testo viene moderato da scene di vita quotidiana che la protagonista vive con la nipote adolescente, con cui affronta i problemi tipici di questa fascia d’età.

In conclusione:

Una lettura piacevole, un thriller articolato ma scorrevole. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere, è ben scritto e si legge davvero con piacere!

 

Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di leggerlo e vi lascio il link al suo sito web:

Tiziana Privitera

Recensione | Cos’è meglio?

Cos'è meglio? Book Cover Cos'è meglio?
Michele Milia
Giallo, Thriller
Self-published
2018
e-book
117

Sinossi:

Una coppia appartata in un parcheggio della città, un'ombra che li spia e subito dopo l'omicidio. Questa è la storia di una giovane ragazza che viene brutalmente uccisa davanti gli occhi del suo ragazzo impossibilitato dal salvarla. Il Detective Caruso verrà chiamato per risolvere questo caso cercando di trovare il più velocemente possibile il colpevole.

 

Il libro:

Possiamo definire questo libro come un giallo/thriller giovanile. Mi spiego meglio: la struttura è quella classica di un giallo, di cui ha tutti gli elementi caratteristici (omicidio, prove, investigatore, risoluzione del caso); può rientrare nella categoria thriller, in quanto gli omicidi sono piuttosto efferati e l’assassino si delinea a poco a poco come un’entità piuttosto inquietante, facendo ricadere i sospetti del lettore prima su un personaggio, poi su un altro, e così via.

Perché giovanile? Soprattutto per due aspetti, che definiscono la trama e lo stile:

  1. gli argomenti trattati: ambientato in una scuola, le vicende si svolgono tra compagni di classe o comunque tra alunni e professori frequentanti lo stesso ambiente scolastico; i temi trattati sono quelli tipici della scuola moderna: alunni più o meno popolari, rapporti più o meno buoni con compagni e professori;
  2. il linguaggio: piuttosto diretto e abbastanza scurrile, rappresenta appieno il linguaggio tipico della maggior parte dei ragazzi d’oggi.

La narrazione avviene in prima persona e aiuta ad immedesimarsi in ciò che vive il protagonista. L’ambientazione, come già detto, è quella di una scuola (un liceo, per essere precisi) e, di conseguenza, offre l’atmosfera giusta per un giallo di questo tipo: la vita scolastica non è sempre rosea!

La struttura è ben delineata, permette ai fatti di evolversi coinvolgendo il lettore; inoltre, non mancano i colpi di scena, determinanti per questo tipo di racconto.

Il titolo è la chiave del racconto: una scelta. “Cos’è meglio?”

Unica pecca: la scarsità di dettagli. Un thriller, a mio parere, si basa sui dettagli.

Sotto questo aspetto, si percepisce una certa “fretta” di arrivare alla conclusione, mentre con un numero maggiore di dettagli il libro sarebbe stato più corposo e i personaggi più definiti, così come gli avvenimenti (per esempio, l’investigatore Caruso diventa padre durante le indagini e non riesce a seguire questo evento importante della sua vita a causa del suo impegno nel risolvere il caso: tutto ciò è spiegato in poche righe).

Cosa vi piacerà:

  1. l’ambientazione: una giallo all’italiana;
  2. l’investigatore Caruso: ostinato e capace.

Cosa non vi piacerà:

  1. la scarsità di dettagli.

In conclusione:

Credo sia un ottimo punto di partenza per l’autore che, a mio parere, dovrà unicamente migliorare la forma, aggiungendo dettagli e particolari caratterizzanti a fatti e personaggi.

Lo consiglio agli amanti del giallo, soprattutto per coloro che apprezzano questo genere con un’ambientazione italiana.

 

Ringrazio Michele Milia per avermi dato la possibilità di leggerlo e vi lascio il link per l’acquisto:

Cos’è meglio?

 

 

Recensione | Caravaggio Enigma

Caravaggio Enigma Book Cover Caravaggio Enigma
Alex Connor
Romanzo storico
Newton Compton
2017
Cartaceo / Copertina rigida
317

"A partita conclusa, re e pedone finiscono nella stessa scatola."

"Ci sono preghiere che non possono essere esaudite. 
E io le ho espresse tutte"

Sinossi:

Il giovane Michelangelo Merisi da Caravaggio è cresciuto come un reietto. Cacciato dalla famiglia, ancora adolescente è stato costretto a fuggire da Milano perché accusato di omicidio. Quando arriva a Roma, solo e senza un soldo, scopre presto che l'accecante bellezza della città nasconde anche un aspetto pericoloso e sinistro: sopravvivere nel quartiere degli artisti significa destreggiarsi tra ricchi committenti e spietati criminali. Sotto la protezione del potente cardinale del Monte, Caravaggio inizia la sua turbolenta ascesa, intrecciando una relazione con la musa Fillide, "la più famosa puttana di Roma". Con la gloria cresce però anche la sua arroganza, e Caravaggio si troverà a un bivio dal quale non potrà più tornare indietro. Di nuovo nella polvere, di nuovo in fuga, con una taglia sulla testa. Tra gli splendori dell'arte e i violenti piaceri della carne, questa è la travolgente, enigmatica storia di un uomo fuori dal comune.

 

Trama:

Il piccolo Michele gioca con il fratello accanto ad uno stagno, cade e rischia di annegare; il fratello lo porta a casa in braccio e lui approfitta di questo momento di apprensione per godersi le attenzioni della madre: non è morto, ci è andato molto vicino, ha finto di morire?

La madre lo accusa per questo suo scherzo di cattivo gusto, da quel momento è portatore di sventure: la peste che colpisce Milano è solo una delle conseguenze della sua bravata. Michele ha cinque anni e rimane segnato da queste accuse della madre a vita.

“L’implacabile ragazzino dagli occhi neri, che un giorno sarebbe diventato il più grande pittore italiano trascorse con sua madre le lunghe ore delle streghe di una luna calante.”

“L’importanza del potere, il fatto che una persona senza autorità non valesse niente, aveva avuto un grande impatto emotivo sulla sua psiche.”

Viene mandato a Roma, solo, a ringraziare personalmente colei che provvederà al suo mantenimento ed istruzione. Una donna che vede in lui più di un semplice bambino scontroso, un pittore: Costanza Colonna.

“Michele, dimentica gli scontri o l’idea di diventare un soldato. Dimentica un futuro da scalpellino. Tu, bambino mio, diventerai un pittore.”

Da questo momento Michelangelo non farà altro che cercare approvazione, vorrà soltanto essere accettato.

“Volevo essere amato, ma odiavo chiunque mi amasse. Volevo essere accettato e allontanavo tutti.”

Il suo carattere irrequieto e la sua arroganza lo aiuteranno ad arrivare ad essere famoso nelle più importanti città italiane e a collaborare con la Chiesa; questi aspetti del suo carattere gli porteranno anche molti guai, fino alla fine!

Le ambizioni di successo sembravano una farsa, le scarpe gli erano state rubate e i libri, che si erano rivelati una consolazione inattesa, gli erano stati confiscati non appena era arrivato a Roma.”

Il libro:

Il libro ha una struttura molto semplice  e ben definita: narra le vicende del pittore a partire da quando è solo un bambino fino agli ultimi anni della sua vita.

La narrazione è semplice, fluida, e garantisce una lettura scorrevole; è molto descrittiva ed aiuta ad immergersi nell’atmosfera cupa e torbida dei bassifondi romani del 1500: le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono molto dettagliate e curate, così come quelle dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti.

Il ritmo ha una velocità media, adatta al tipo di romanzo e, su questo c’è da fare una precisazione: non è un thriller, al contrario di quanto riportato sulla copertina del libro.

Piuttosto lo definirei un buon romanzo storico, pieno zeppo di scene cruente, senza dubbio, che non fanno altro che descrivere come potesse essere realmente la vita il quel periodo e in quei luoghi: ad ogni modo, non ho trovato elementi per poterlo definire thriller.

Al contrario, secondo il mio parere, l’aspetto storico è molto curato e ben definito: personaggi, luoghi, opere, eventi, tutto molto dettagliato.

“Quella era la vita di strada, messa su tela nel modo più drammatico possibile. Chiari e scuri, il nascosto e il visibile, il sesso e la morte.”

La verosimiglianza era tutto. I corpi non erano statue, le donne non erano perfette e i santi potevano puzzare quanto i contadini”

Cosa mi è piaciuto:

  1. il racconto della vita di Caravaggio: benché in versione “romanzata”, è la prima volta che trovo un racconto così approfondito, dall’infanzia all’età adulta;
  2. l’ambientazione

In conclusione:

Un buon libro, addirittura migliore di Cospirazione Caravaggio: la differenza sostanziale tra i due è che uno è un thriller, l’altro no; inoltre, Cospirazione Caravaggio si svolge su due piani narrativi, mentre Caravaggio Enigma su uno solo, ambientato nel 1500.

Lo consiglio a tutti gli amanti della storia dell’arte e di Caravaggio: è sempre molto bello immaginare come siano nate le opere che hanno fatto la storia.

 

 

Recensione | Cospirazione Caravaggio

Cosipirazione Caravaggio Book Cover Cosipirazione Caravaggio
Alex Connor
Thriller
Newton Compton
2017
Cartaceo / copertina rigida
317

📌 Sinossi:

1608. Michelangelo Merisi da Caravaggio, il più grande artista del suo tempo, viene espulso dall'Ordine dei Cavalieri di Malta per un crimine misterioso. La sua colpa deve restare un segreto gelosamente custodito. 2014. In una galleria d'arte di Londra vengono ritrovati i cadaveri dei proprietari, i gemelli Weir. La scena è raccapricciante: i corpi, nudi e legati insieme da una corda, presentano segni di tortura e oscene mutilazioni. Chi può aver commesso un crimine tanto brutale? E perché? La polizia brancola nel buio, ma l'investigatore privato Gil Eckhart, esperto d'arte, potrebbe avere una pista: il delitto Weir ricorda un altro raccapricciante duplice omicidio avvenuto a Berlino anni prima e un filo rosso pare collegare le vittime, galleristi di successo, con due capolavori del maestro Caravaggio scomparsi in circostanze misteriose. Costretto a confrontarsi con un passato che pensava di essersi lasciato alle spalle per sempre, Gil seguirà gli indizi lungo un percorso che porta dalle prestigiose gallerie di New York fino alle buie catacombe di Palermo e scoprirà che nel mondo dell'arte il bene e il male sono dipinti con lo stesso pennello intinto nel sangue.

 

📌  Trama:

1608: Michelangelo Merisi da Caravaggio sta vivendo uno dei periodi più tormentati della sa vita, è in fuga, si nasconde, è ferito, sporco e denutrito. Viene accusato di un crimine misterioso, che porterà con sé fino alla morte.

“Caravaggio era rimasto in piedi, confuso, con la spada in mano; la sua ombra come un nero e maledetto ceppo d’albero”

2014: Omicidi misteriosi e apparentemente scollegati decimano il mondo dei critici d’arte e dei collezionisti. Gil Eckhart, un investigatore privato che ha abbandonato da tempo il mondo dell’arte, viene richiamato in causa per investigare su queste morti inspiegabili. Viaggerà da New York a Londra e Berlino, fino a Palermo, dove un misterioso erede di Caravaggio sembra essere spuntato dal nulla, mettendo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia.

📌  Il libro:

La narrazione è strutturata su due piani paralleli: sul primo viene portata avanti la vicenda ambientata nel mondo attuale, con l’investigatore che indaga sugli omicidi nel mondo dell’arte, e il secondo in cui vengono raccontati gli ultimi anni della vita di Caravaggio, perlopiù in fuga.

La parte contemporanea e molto più dettagliata rispetto a quella storica e presenta i tratti che definiscono un giallo/thriller: una serie di omicidi, persone in conflitto, un movente, un mistero, un investigatore incaricato di risolvere il caso.
Ha un ritmo piuttosto veloce, anche a causa del fatto che ci siano due piani narrativi; molti colpi di scena ed un finale imprevedibile.

L’ambientazione è molto varia: da New York a Palermo, da Londra a Berlino, passando per la Roma del ‘500. Ciò che accomuna tutti questi luoghi è l’arte, o meglio, il mondo dell’arte: gallerie, mostre, riunioni e compravendite di quadri, musei e così via. Un ambiente ostile ai più, aperto solo agli “addetti ai lavori”, aiuta a creare il clima giusto per la tensione tipica del romanzo giallo.

Lo stile è “bilanciato”: l’autrice mescola passato e presente, descrizione e dialogo, fatti e conseguenze, in modo molto fluido; il libro si legge velocemente e senza difficoltà.

📌 Cosa mi è piaciuto

  1. L’ambientazione
  2. La scelta di Caravaggio come fulcro del racconto

📌 In conclusione

Lo consiglio agli amanti del giallo/thriller e, perché no, anche del romanzo storico (benché la parte storica non sia così approfondita, resta comunque molto interessante).

Recensione | Mosca Cieca – Viviana Spoldi

Mosca cieca Book Cover Mosca cieca
Viviana Spoldi
Romanzo giallo, Thriller, Contemporaneo
Self-published
8 gennaio 2018
ebook
222

📌Sinossi

Florent è un piccolo paese. Circondati dalla campagna, gli abitati trascorrono una vita tranquilla tra il bar della piazza, il panificio, le chiacchiere coi vicini di casa e il parco dove giocano i bambini. Poi una mattina la quotidianità a cui sono abituati viene stravolta da un delitto inspiegabile. La vittima è Teodor Banisten che vive, con la moglie Catherine e la governante, in una villetta al quartiere Giada. L’ex giudice in pensione Walter Noel, insieme all’energica e pettegola cognata Clotilde Gamble, sono coinvolti dalla polizia nella ricerca di un assassino che non ha lasciato nessuna traccia dietro di sé.
Due giorni dopo, un secondo omicidio, al quartiere Ambra, scatena un’ondata di panico all’interno del paese e ogni persona, ogni parola e piccoli episodi del presente e del passato iniziano ad assumere significati diversi e cruciali in un cammino alla ricerca della verità.

 

📌Trama

Un duplice omicidio in un paese di campagna in cui tutti si conoscono e in cui la quotidianità è scandita da pettegolezzi e battibecchi tra vicini di casa.

La prima vittima è Teodor, un uomo che vive nel villaggio Giada insieme a sua moglie. Successivamente, pochi giorni dopo, si verifica un secondo omicidio.

Per tentare di riappacificare questo tranquillo paese di campagna, un giudice in pensione e sua cognata, cercheranno di scoprire la verità su questi casi che hanno portato lo scandalo all’interno della comunità: sono collegati tra loro? L’assassino è il medesimo? Cosa ha spinto l’assassino ad uccidere due persone in una cittadina come questa?

Tutto gira intorno a pettegolezzi, parole dette o non dette, anche in passato.

📌Il libro

Questo romanzo è un “giallo diverso”: la struttura è quella classica del giallo, con omicidio, inchiesta, risoluzione del caso. La particolarità, però, sta nel fatto che – come detto in precedenza –  tutta la vicenda sia scandita dai pettegolezzi e dai litigi tra vicini. La trama è ben costruita e tutti i dettagli prendono significato mentre si procede con la lettura.

Si generano le classiche situazioni che si possono trovare solo in un paese di campagna: vicini di casa che si spiano, che fingono amicizie, che sparlano e che criticano per il gusto di farlo. Ma, allo stesso, una comunità dove tutti si conoscono e dove, in un modo o nell’altro, si è tutti uniti.

Il ritmo è medio, scandito dalla quotidianità degli abitanti di Florent; nonostante la cerchia ristretta di persone e sospettati, non mancano i colpi di scena! L’ambientazione, un piccolo paese, aiuta a creare l’atmosfera giusta, soprattutto considerando gli intrighi e le vicende che portano all’assassinio.

Lo stile è chiaro e descrittivo al punto giusto. I personaggi sono ben definiti e, benché all’inizio alcuni possano sembrare incerti, alla fine risultano tutti ben delineati e comprensibili.

📌Cosa mi è piaciuto:

  1. La scelta del “paesino”;
  2. La particolarità del racconto

📌Cosa ne penso?

Una lettura piacevole e scorrevole, adatta agli amanti del giallo.  Nonostante si tratti di un giallo con omicidi e quant’altro, personalmente non l’ho trovato eccessivamente “crudo”, adatto quindi a chi adora il mistero ma senza troppi spargimenti di sangue e scene macabre.

Link per l’acquisto: Amazon

Pagina Facebook dell’autrice: qui.

Ringrazio infinitamente l’autrice per avermi dato la possibilità di leggerlo e recensirlo 🙂

Recensione | L’insana improvvisazione di Elia Vettorel

L'insana improvvisazione di Elia Vettorel Book Cover L'insana improvvisazione di Elia Vettorel
Anemone Ledger
Thriller psicologico
Elison Publishing
2017
e-book
168

“Ho sempre creduto e saputo di essere diverso […]”

📌 Incipit

“…la prego mi parli liberamente, come se io non ci fossi o come se fossi il suo amico più intimo, se le fa piacere. Mi parli di tutti i suoi problemi, di tutti quello che ha passato, parliamo dapprincipio. Non estrometta nulla. Siamo solo io e lei, soltanto noi due.”

📌 Sinossi

Improvvisazioni negative accompagnano tutta la fiaba nera di Elia Vettorel, dai suoi primi anni in orfanotrofio fino alla morbosa attenzione nei confronti di sua madre, al delirio completo, alla perdita di se stesso. La collezione di quadri inquietanti raffiguranti bambini uccisi in modi brutali, l’adrenalina nel compiere atti immondi, la derisione per il suo aspetto e la cicatrice sulla guancia, vero e proprio squarcio nell’abisso infernale e sconnesso della sua anima; come non poteva, Elia Vettorel, compiere un atto insano?

📌 Trama

Elia Vettorel, un bambino diverso dagli altri, un bambino fondamentalmente arrabbiato con tutto e tutti, è un bambino problematico che viene lasciato in orfanotrofio dopo la sua nascita dalla madre che, si coprirà nel corso del racconto, tenta in questo modo di proteggere il figlio dal padre.

Lo lascia poco dopo la sua nascita, salvandolo da un atroce destino ed affidandolo alle suore. Elia non può sapere questa verità ed è molto arrabbiato anche con la madre, proprio perché lo ha abbandonato. Esterna i suoi pensieri per tutta la durata del libro, raccontando come si sia trovato in primo luogo ad affrontare gli altri bambini, ed in seguito le suore stesse.

Poco alla volta matura nella sua mente il desiderio di una famiglia felice: ne  immagina una e disegna su un muro dell’orfanotrofio (questo originerà una delle sue punizioni più severe).

Allo stesso modo, disegna il suo amico immaginario: un amico che “gli parlerà” e lo consiglierà durante tutta la sua permanenza all’orfanotrofio.

Solo una delle suore crede ancora nella bontà di Elia e cerca di aiutarlo in tutti i modi possibili, finché un giorno non scopre che Elia è in possesso di un quotidiano trafugato dalle proprietà delle suore.

Quel tipo di lettura è vietato ai bambini ma uno di loro riesce ugualmente ad impossessarsene e, in seguito, finisce nelle mani di Elia, che lo custodisce gelosamente sotto il materasso e rilegge in modo assiduo i fatti di cronaca.

La vita nell’orfanotrofio procede tra alti e bassi ed Elia è sempre più feroce e introverso, tant’è che le suore non vedono l’ora di liberarsene.

Un giorno la madre di Elia arriva a prenderlo: lo carica in macchina e lo porta a casa. Elia è spaesato, combattuto tra la rabbia che prova ancora nei confronti della madre e la voglia di fuggire da quel posto.

Il tempo passa ma Elia continua a sentirsi inadatto, brutto e fuori luogo. Inizia ad avere pensieri inquietanti nei confronti della madre e a scoprire verità sconcertanti sul padre: questo e molto altro ancora sarà raccontato da un Elia adulto, davanti ad uno psicologo che, ancora una volta, tenterà di capire lui, la sua mente e gli atti sconcertanti che ha compiuto e che sta raccontando.

📎 Il libro:

Lo stile dell’autrice è molto chiaro e lineare, benché spesso tratti argomenti tutt’altro che semplici. Il ritmo è piuttosto veloce, scandito dai continui turbamenti del protagonista e dalle sue reazioni a ciò che gli accade. La narrazione avviene in prima persona: Elia bambino che racconta tramite i suoi pensieri ed Elia adulto che narra la vicenda allo psicologo. Lo stile cambia leggermente tra i due momenti della vita di Elia e questo credo faciliti molto a distinguere le fasi del racconto.

👍 Cosa mi è piaciuto:

  1. Lo stile di scrittura;
  2. La particolarità del racconto;
  3. I dettagli e il paragone tra improvvisazione e musica jazz.

📎  Cosa ne penso?

Penso sia un libro spaventosamente realistico sotto molti punti di vista: la mente umana sa essere indecifrabile e incomprensibile, soprattutto se pensieri e atteggiamenti perversi iniziano durante l’infanzia. Le cause scatenanti possono essere molte: abbandono, difficoltà, incomprensioni. Ma molto è dovuto anche al carattere e alla determinazione di ognuno.

Un apprezzamento particolare per l’autrice: la sua capacità di descrivere la mente umana e i suoi “scherzi” è incredibile. Lo stesso vale per i pensieri più cupi, gli istinti, il disagio. Complimenti! Grazie per avermi dato la possibilità di leggerlo!

Vi lascio il link al suo libro su Amazon qui.