Astrattismo #MuseoAStratto

L’astrattismo

L’Astrattismo è un movimento artistico che nasce nei primi anni del XX secolo, contemporaneamente in diverse zone dell’Europa, pur senza un intento comune.

Coinvolge arti pittoriche e plastiche che hanno come base la rappresentazione oggettiva della vita reale tramite colori e forme.
L’intenzione è quella di creare una rappresentazione comprensibile e riconoscibile in modo universale.

Fino a quel momento, l’arte era basata sulla prospettiva e sulla rappresentazione verosimile della realtà o su un’illusione di come avrebbe potuto essere.

Tuttavia, anche grazie alla scoperta di nuove culture e nuove forme d’arte nel resto del mondo, gli artisti europei dell’epoca sentono la necessità di esprimere questo cambiamento attraverso le proprie opere.

Rappresentano infatti, attraverso forme geometriche e colori, l’ansia e lo stato di incertezza tipico della società dell’epoca.

L’astrattismo in Italia

In Italia le prime opere astrattiste sono da attribuire a Romolo Romani, all’inizio del ‘900, benché le sue opere fossero più che una vera rappresentazione astratta un tentativo di rappresentare le forse della natura.

In seguito altri artisti si approcciano all’astrattismo; uno in particolare: Giacomo Balla, che realizza una sequenza di tele nel 1912, chiamata Compenetrazioni Iridescenti.

Segue un periodo di incertezza e “stallo”, in cui l’arte futurista in Italia non ha molto successo. Verso la fine degli anni ’30, però, alcuni artisti italiani si riuniscono in gruppi “misti”, determinati a portare avanti una nuova esperienza artistica.

Questa sarà la base delle più innovative correnti artistiche della seconda metà del 900.

Sono due i principali gruppi di pittori astrattisti: uno a Milano e uno a Como; data la vicinanza geografica, gli artisti di entrambi i gruppi hanno modo di confrontarsi e dare sfogo a idee comuni.

Il gruppo milanese segue le orme di Reggiani e Licini, creando opere istintive e puramente astratte. Ospita una mostra personale di Kandinsky e presto le influenze di questo artista arrivano al gruppo comasco.

Terragni diventa uno dei massimi rappresentanti dell’astrattismo italiano. Dopo aver appreso l’arte di Kandinsky, infatti, crea qualcosa di unico: “Casa del Fascio” di Como, una trasposizione in chiave attuale del palazzo comunale medievale, anticipando un gusto che si sarebbe diffuso decenni dopo.

Zoom su: Vasilij Kandinskij

«L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.»

Vasilij Kandinskij (o Vasily Kandinsky; 1866 – 1944), pittore franco-russo, precursore dell’astrattismo, realizza i primi acquerelli astratti tra il 1910 e il 1912, ma non aveva ancora conosciuto il testo di Worringer.

In seguito, proprio da questo trae il termine astratto, che usa per primo in riferimento ad un’opera d’arte.

Nelle sue opere è fondamentale il rapporto con la musica, infatti alcuni lavori hanno titoli e numerazioni che solitamente vengono utilizzati per i brani musicali.

Futurismo

Il futurismo

Il Futurismo è stato un movimento artistico e culturale Italiano sviluppatosi nel XX secolo, nonché prima avanguardia europea; è stato la base che ha consentito la nascita di diversi movimenti artistici in Europa, Stati Uniti e Asia.

Il futurismo racchiude diverse forme d’arte: dalla pittura alla scultura, fino alla letteratura, musica, danza, fotografia; addirittura ha avuto esponenti e influenze sull’arte cinematografica e culinaria.

Le origini del futurismo

L’origine del Futurismo è stata, quindi, tutta italiana.

Il manifesto del Futurismo è stato pubblicato nel 1909 su Le Figaro: questa data ha segnato la nascita ufficiale del movimento artistico.

Le caratteristiche del futurismo

In questo particolare movimento artistico è costante la ricerca del dinamismo: il soggetto non appare quasi mai fermo, così da rappresentare un’azione che sta avvenendo mentre l’osservatore guarda il quadro.

Una delle tecniche usate nel futurismo, per rendere l’idea di movimento, è quella delle linee di forza: la linea, usata nelle arti statiche, permette all’artista di dare l’idea di movimento.

Come si potrebbe immaginare questo movimento artistico ha la sua massima espressione nelle arti come la pittura, scultura e tutto ciò che le circonda, le arti letterarie e  teatrali non ebbero lo stesso riscontro dell’ influenza futurista.

Nella pittura il futurismo ha come principale esponente Boccioni il quale creò una sintesi del dinamismo e della rappresentazione della velocità il tutto con influenze cubiste.

Nelle opere futuriste, data la forte presenza della rappresentazione della velocità, è prevalente la dinamicità della scena che comprende sia l’oggetto della rappresentazione sia lo spazio in cui esso si muove.

Nella scultura il futurismo ha come esponente Boccioni stesso il quale pubblicò il manifesto tecnico della scultura futurista. Nel manifesto veniva suggerita la ricerca di una forma unica per rappresentare la continuità nello spazio del soggetto della scultura.

Da sottolineare è anche l’importanza del mosaico, il quale si mostrò particolarmente adatto come strumento per la rappresentazione futurista.

Nell’architettura il principale esponente del futurismo fu Antonio Sant’Elia, il quale pubblicò il manifesto dell’architettura futurista, nel quale sono raccolti in principi fondamentali della corrente architettonica.

Al centro dell’architettura futurista rimane sempre il concetto di dinamismo, di innovazione e di velocità.

Va sottolineato come i principi teorici dell’architettura futurista trovarono poco riscontro in tecniche pratiche vere e proprie.

Uno dei caratteri identificativi delle architetture futuriste è l’uso delle linee ellittiche: un altro modo per rifiutare la staticità anche negli edifici.

Inoltre…

Il futurismo ha i propri esponenti anche nel campo della ceramica, infatti venne pubblicato il manifesto futurista della ceramica e aeroceramica.


Altri articoli sulla storia dell’arte e sui movimenti artistici: qui.

Movimenti artistici… con la A! – Museo AStratto

Astrattismo

Nasce in Germania, nel 1910. L’astrattismo è fondato sull’interpretazione e sull’immaginazione dell’artista: una sorta di fuga dal mondo reale. Uno dei massimi esponenti: Kandiskij.

Avanguardia

Con il termine di Avanguardia si indicano tutti quei fenomeni derivati dal comportamento di artisti e letterari che, tra l’800 e il ‘900 rifiutano ciò che si può definire classico, anticipando i tempi e proponendo qualcosa di estremamente innovativo.

Avant-pop

L’Avant-Pop è un movimento artistico nato intorno agli anni Novanta, comprende tutte le forme d’arte che riproducono ciò che viene proposto dai mass-media (musica, cinema, tv e giornali).

Aeropittura

L’aeropittura è una corrente pittorica nata dal Futurismo e sviluppatasi dopo la Prima Guerra Mondiale. Ha come tema principale la rappresentazione del movimento (aeroplani,per esempio).

Art Brut

Come suggerisce il nome “Brut“, lanciato per la prima volta nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet, questo movimento artistico racchiude tutte le opere d’arte “brutte”, cioè realizzate al di fuori del consueto ambiente artistico e senza rispettarne le regole. Raccoglie opere realizzate non solo da artisti “improvvisati”, ma anche da pazienti psichiatrici e detenuti.

Arte concettuale

L’Arte concettuale rifiuta la convenzionale idea d’opera d’arte. Si tratta, infatti, di “parlare di un’opera” piuttosto che realizzarla.

Arte concreta

Uno dei movimenti artistici strettamente italiani, nato a Milano nel 1948. Ha come tema principale la rappresentazione della concretezza.

Arte cinetica

Questa è l’arte del movimento. Le opere “sono in grado di muoversi“: sia in modo apparente – quando il movimento è percepito dall’osservatore – e sia in modo effettivo – quando l’opera in questione si muove realmente.

Arte contemporanea

Tutte le opere realizzate dal post-impressionismo ad oggi possono essere definite “contemporanee“.

Arte debole

L’Arte Debole è un una corrente artistica nata in Italia nel 1986. Ebbe origine da una riunione di artisti appartenenti al già costituito “Gruppo di Ricerca Materialista” (nato a Torino verso la fine degli anni Settanta).

Arte figurativa

Il termine figurativo indica tutte le opere d’arte che rappresentano elementi riconoscibili nel mondo reale.

Arte informale

Prende forza in Europa e negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra.. A seguito delle enormi devastazioni e sofferenze portate dalla seconda guerra mondiale, anche gli artisti non hanno più certezze e rifiutano l’arte figurativa.

Art Nouveau

È nata nel 1890 a Parigi. Sviluppatasi soprattutto nella decorazione delle città, riconoscibile da elementi molto dettagliati, principalmente floreali.

Arte Povera

Nell’arte povera l’elemento dominante è l’utilizzo di materiali naturali, con la predilezione del legno. Infatti l’arte povera riguarda principalmente l’arredamento.

Arte Ufficiale e Arte Pubblica

Sono due forme d’arte che hanno come scopo la rappresentazione (e talvolta la “promozione) di un governo, di un partito, di una classe sociale o di un simbolo ad essi collegato (un palazzo, una stanza, ecc).


Per tutte gli altri articoli sull’arte: MUSEO AS.TRATTO

Libri consigliati:

L’Indaco – Museo AStratto

L’indaco è un pigmento di origine vegetale, utilizzato da più di 4000 anni soprattutto in Asia.

All’inizio ci fu il dolore.
O forse arrivò alla fine, a soffondere ogni cosa con le sue sfumature d’indaco. Colore di vecchi lividi, di porcellane andate in frantumi, di mappe accartocciate nella luce serotina. (Chitra Banerjee Divakaruni)

L’indaco nell’arte

L’indaco indiano in realtà veniva già prodotto in Cina fin dal 2000 a.C. e veniva utilizzato principalmente come tintura, successivamente apprezzato anche da greci e romani.

La produzione chimica dell’indaco è iniziata, invece, nel 1913 in Germania, sostituendo progressivamente la produzione di colore naturale soprattutto a causa dei tempi di produzione nettamente più brevi.

In ambito artistico, l’indaco è stato messo in risalto da grandi maestri dell’arte, come Jan Vermeer e Peter Paul Rubens.

Il blu (in varie tonalità) è stato storicamente associato alla nobiltà: nel Medioevo, per esempio, era molto diffuso nella raffigurazione di soggetti religiosi o membri della nobiltà.

I colori più utilizzati erano il blu oltremare (più prezioso perché ricavato dai Lapislazzuli), l’azzurrite (relativamente più economica  e diffusa) e, appunto, l’indaco.

 

Curiosità sul colore indaco

  • Prende il suo nome da India, il Paese che ne è stato il primo e maggiore produttore.
  • Anche in ambito chimico la sua molecola mantiene lo stesso nome.
  • Il pigmento è una sostanza insolubile, che viene resa solubile mediante un apposito trattamento per permetterne l’utilizzo come colorante.
  • Al contrario della maggior parte dei coloranti, l’indaco mantiene il colore brillante nel tempo. Per questo motivo viene spesso utilizzato nella colorazione dell’abbigliamento.
  • L’indaco è il colorante utilizzato per i jeans.
  • Anticamente veniva prodotto tramite fermentazione con l’utilizzo di urina di cavallo, oggi si usano sostanze chimiche.
  • L’indaco, nelle regioni del Sahel della Mauritania, è uno dei simboli di prestigio più rilevanti.
  • La tunica dei Tuareg è tutta indaco, colore con
  • siderato nobile. I mauritani, nelle zone del corpo non coperte da indumenti, si spalmano una polvere color indaco che li protegge dai raggi solari e dà origine al soprannome di “uomini
    blu”
    conferito alle popolazioni nomadi dell’area.
  • Le persone che prediligono il colore indaco sono tendenzialmente volte a scoprire il significato di ogni cosa per

Fonte immagine: wikipedia


Per leggere gli altri articoli sul colore: il colore nell’arte

Gotico, Storia dell’arte #MuseoAStratto

Gotico Book Cover Gotico
Robert Suckale, Matthias Weniger, Manfred Wundram
Arte, Architettura
Taschen
2007
Copertina flessibile
95

Gotico

Il gotico è uno stile artistico che nasce nei pressi di Parigi, intorno al 1100 e si diffonde in tutta Europa.

Il gotico si insedia in ogni forma d’arte: dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla miniatura fino all’oreficeria e all’arte tessile.

In realtà, è stato definito un momento ben preciso per la nascita del Gotico: la costruzione dell’Abbazia di Saint-Denis a Parigi, consacrata nel 1144.

Il Gotico si diffonde poi in tutti i principali Paesi europei, assumendo significati diversi in base alla situazione politica e religiosa di ogni Paese, a chi commissionava la realizzazione di un’opera e con quale scopo.

 

Architettura

Ciò che rende riconoscibile lo stile Gotico nell’architettura è la struttura stessa: scompaiono le mura imponenti dello stile romanico per dare spazio ad un nuovo metodo di costruzione che distribuisce il peso su pilastri portanti; le facciate sono composte da vetrate colorate e molto luminose, con forme allungate verso l’alto.
Si sviluppa poco per volta la struttura con volta a crociera che, in seguito, viene modificata ulteriormente con strutture a sei spicchi, a raggiera e a ventaglio, per distribuire uniformemente il peso dell’edificio.

Tutto, nella realizzazione di un edificio gotico, sembra puntare verso il cielo: guglie e vetrate indirizzano lo sguardo verso l’alto, tramite decori e forme affusolate.

Ovviamente, lo stile Gotico non può essere definito in modo universale se non per i suoi tratti caratteristici generali; in ogni Paese europeo si è poi creata una diversa versione dello stesso stile, con particolati caratteristiche.

Pittura

La pittura gotica si sviluppa successivamente rispetto all’architettura e alla scultura, in questo caso, non in Francia: è grazie ai pittori della scuola toscana che la pittura gotica riesce a svilupparsi e, nel XIII secolo subisce un radicale rinnovamento grazie a Giotto.

I motivi di questo distacco nello sviluppo è probabilmente dovuto alla situazione politico-religiosa dei Paesi europei tra il 1100 e il 1300. Per esempio, erano molto diffuse le opere bizantine a causa della crociata del 1200.

Inoltre, lo spazio dedicato alla pittura all’interno degli edifici e nettamente inferiore rispetto ai tempi dello stile gotico, ed è occupato principalmente da vetrate.

Dopo la metà del 1200, però, la pittura gotica riacquista importanza e si diffonde in modo esponenziale in tutta Europa.

Vetrate

Vere protagoniste del periodo Gotico sono le vetrate: essendo realizzate prevalentemente a scopo decorativo, danno la possibilità agli artisti di esprimersi senza vincoli.

L’unico vincolo è l’impossibilità di realizzare grosse lastre di vetro: motivo per cui le vetrate sono realizzate in tante piccole sezioni. In questo modo le vetrate diventano il simbolo e il tratto distintivo dell’arte gotica.

Con l’avanzare degli anni, cambia anche la situazione politico-sociale e di conseguenza le rappresentazioni artistiche: la società diventa sempre più propensa alla concretezza, le figure bibliche vengono attualizzate e rappresentate nelle vesti dell’epoca.

In Italia, tuttavia, il Gotico non estirpa completamente la tradizione e rimangono in auge affreschi e dipinti, nonostante la diffusione progressiva dell’arte gotica in ogni ambito.

Fonte immagine: wikipedia

Gotico – Taschen Edizioni

Come anticipato per il volume Rococò, le edizioni Taschen sulla storia dell’arte si rivelano sempre molto affidabili e accurate.

Il libro riporta nelle prime 25 pagine la storia dello stile Gotico. Dopodiché troviamo, per le restanti 70 pagine, una vastissima serie di riproduzioni di opere con relativa descrizione: ogni descrizione non contiene esclusivamente informazioni sull’opera in questione ma anche sullo stile in generale.

La qualità delle immagini è ottima, le spiegazioni sono dettagliate ma mai troppo complesse: CONSIGLIATISSIMO!

Per altri approfondimenti sulla storia dell’arte: MuseoAStratto

Rococò

Rococò Book Cover Rococò
Eva Gesine Baur
Arte
Taschen
2007
96

Rococò

Il rococò è uno stile originario della Francia, nato nella prima metà del ‘700 come evoluzione dello stile Barocco.

Il rococò è uno stile inconfondibile. Si riconosce da alcune caratteristiche determinanti, che sono la sfarzosità, la grande quantità di dettagli e particolari, decorazioni floreali, onde e riccioli.

Ha avuto particolare successo e sviluppo nell’arredamento e nella moda (tant’è che esistono stilisti che tutt’oggi disegnano abiti e accessori ispirati a questo filone artistico), e poi nella pittura e nella scultura.

Il termine “rococò” deriva dal francese rocaille, una decorazione che veniva realizzata all’intero di arcate e grotte con pietre e conchiglie. Questa parola associata a quella italiana “barocco”, dà origine al termine Rococò.

Un altro segno distintivo dello stile rococò è il “messaggio” che contiene: leggerezza, delicatezza e spensieratezza. In un certo senso racchiude al suo interno lo stile di vita e il pensiero dell’aristocrazia libera settecentesca.

Il rococò si colloca, quindi, sulla linea del tempo della storia dell’arte tra Barocco e Neoclassico.

I motivi ricorrenti e le emozioni che questo stile vuole esprimere sono veicolati nei soggetti e nei colori scelti dagli artisti: luminosità, gioia e, ancora una volta, spensieratezza. Questo è ciò che traspare osservando le opere appartenenti a questo particolarissimo stile.

Il Rococò è, se vogliamo, una reazione al Barocco: si contrappone nettamente allo stile che lo ha preceduto rappresentando scene leggere piuttosto che battaglie e figure religiose.

Benché per parecchio tempo il Rococò abbia faticato a farsi riconoscere come uno stile vero e proprio perché considerato frivolo, viene oramai classificato come un stile artistico a tutti gli affetti e ne viene riconosciuto il peso nello sviluppo della storia dell’arte europea.

Arti decorative

La  massima espressione dello stile Rococò è avvenuta nelle arti decorative, in quanto la riproduzione di elementi decorativi molto articolati e particolareggiati è più agevole in oggetti di piccole dimensioni. Tuttavia, il Rococò ha potuto esprimersi anche attraverso l’architettura e la scultura, sebbene in quantità minore.

Il Rococò ha iniziato, quindi, a diffondersi inizialmente tramite oggetti e complementi d’arredo nelle abitazioni dell’aristocrazia francese, attraverso porcellane e argenteria principalmente.

Il Rococò è cresciuto e si è sviluppato, partendo dalla Francia per arrivare all’intera Europa. In questo modo gli artisti hanno avuto modo di diversificare lo stile:

  • in Francia, il Rococò è rimasto sobrio ed elegante; si è diffusa la lavorazione del legno con intarsi floreali, la creazione di elementi decorativi unendo legno, metalli e pietre preziose;
  • in Germania, questo stile è esploso il tutto il suo sfarzo, con opere molto elaborate e caratterizzate da una quantità esagerata di decorazioni e particolari;
  • in Inghilterra, lo stile è rimasto moderato, a causa della situazione religiosa ed economica dello stato all’epoca.
  • in Italia il massimo esponente del Rococò nell’arredamento è stato l’ebanista e intagliatore Pietro Piffetti, attivo a Torino fino al 1777. Ebanista di Carlo Emanuele III, ha creato molte opere destinate ai Savoia. Le sue opere sono molto preziose, grazie ai materiali scelti: avorio, argento, pietre preziose, tartaruga (un esempio: Biblioteca Piffetti – Palazzo del Quirinale).

Pittura

Il Rococò influenza anche il mondo della pittura, originando opere innovative e mai viste prima: gli artisti scelgono colori chiari, forme curvilinee e armoniose. Rappresentano scene di divertimento o intimità, dipingono cherubini e dame spensierate. Creano un nuovo filone artistico in cui l’arte è mondana e, in un certo senso, impertinente, fuori dagli schemi del barocco.

Una nota va fatta per il Capriccio: questo particolare movimento artistico è l’evoluzione del vedutismo (ovvero la rappresentazione di panorami reali), che unisce fantastico e reale con paesaggi fantastici in cui vengono collocate rovine classiche provenienti dai siti più disparati.

Tra i maggiori esponenti del Rococò ricordiamo:

  • Jean-Antoine Watteau
  • François Boucher
  • Jean-Honoré Fragonard
  • Thomas Gainsborough

In Italia

In Italia il Rococò si sviluppa quasi esclusivamente nelle regioni del nord, principalmente il Piemonte (come detto in precedenza, i Savoia furono grandi sostenitori dello stile), Liguria, Veneto e Lombardia. Le regioni del centro (fatta eccezione per la città di Jesi) subiscono ancora una forte influenza da parte della Chiesa e rifiutano lo stile Rococò, troppo leggero e frivolo per i canoni ecclesiastici.

Rococò Taschen Editore

Rococò fa parte della collana di libri illustrati editi da Taschen.

Si tratta di un libro relativamente breve ma molto valido: contiene tutte le informazioni di base e qualche approfondimento su questo movimento artistico.

Essendo un’edizione illustrata di buona qualità, permette di apprezzare le caratteristiche di questo particolarissimo movimento artistico e offre molti spunti di approfondimento sui singoli artisti o sulle opere citate e riprodotte.

Lo consiglio senza dubbio, buona lettura!

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Per tutti gli altri articoli, vi rimando alla sezione Museo AStratto!

Recensione | Caravaggio Enigma

Caravaggio Enigma Book Cover Caravaggio Enigma
Alex Connor
Romanzo storico
Newton Compton
2017
Cartaceo / Copertina rigida
317

"A partita conclusa, re e pedone finiscono nella stessa scatola."

"Ci sono preghiere che non possono essere esaudite. 
E io le ho espresse tutte"

Sinossi:

Il giovane Michelangelo Merisi da Caravaggio è cresciuto come un reietto. Cacciato dalla famiglia, ancora adolescente è stato costretto a fuggire da Milano perché accusato di omicidio. Quando arriva a Roma, solo e senza un soldo, scopre presto che l'accecante bellezza della città nasconde anche un aspetto pericoloso e sinistro: sopravvivere nel quartiere degli artisti significa destreggiarsi tra ricchi committenti e spietati criminali. Sotto la protezione del potente cardinale del Monte, Caravaggio inizia la sua turbolenta ascesa, intrecciando una relazione con la musa Fillide, "la più famosa puttana di Roma". Con la gloria cresce però anche la sua arroganza, e Caravaggio si troverà a un bivio dal quale non potrà più tornare indietro. Di nuovo nella polvere, di nuovo in fuga, con una taglia sulla testa. Tra gli splendori dell'arte e i violenti piaceri della carne, questa è la travolgente, enigmatica storia di un uomo fuori dal comune.

 

Trama:

Il piccolo Michele gioca con il fratello accanto ad uno stagno, cade e rischia di annegare; il fratello lo porta a casa in braccio e lui approfitta di questo momento di apprensione per godersi le attenzioni della madre: non è morto, ci è andato molto vicino, ha finto di morire?

La madre lo accusa per questo suo scherzo di cattivo gusto, da quel momento è portatore di sventure: la peste che colpisce Milano è solo una delle conseguenze della sua bravata. Michele ha cinque anni e rimane segnato da queste accuse della madre a vita.

“L’implacabile ragazzino dagli occhi neri, che un giorno sarebbe diventato il più grande pittore italiano trascorse con sua madre le lunghe ore delle streghe di una luna calante.”

“L’importanza del potere, il fatto che una persona senza autorità non valesse niente, aveva avuto un grande impatto emotivo sulla sua psiche.”

Viene mandato a Roma, solo, a ringraziare personalmente colei che provvederà al suo mantenimento ed istruzione. Una donna che vede in lui più di un semplice bambino scontroso, un pittore: Costanza Colonna.

“Michele, dimentica gli scontri o l’idea di diventare un soldato. Dimentica un futuro da scalpellino. Tu, bambino mio, diventerai un pittore.”

Da questo momento Michelangelo non farà altro che cercare approvazione, vorrà soltanto essere accettato.

“Volevo essere amato, ma odiavo chiunque mi amasse. Volevo essere accettato e allontanavo tutti.”

Il suo carattere irrequieto e la sua arroganza lo aiuteranno ad arrivare ad essere famoso nelle più importanti città italiane e a collaborare con la Chiesa; questi aspetti del suo carattere gli porteranno anche molti guai, fino alla fine!

Le ambizioni di successo sembravano una farsa, le scarpe gli erano state rubate e i libri, che si erano rivelati una consolazione inattesa, gli erano stati confiscati non appena era arrivato a Roma.”

Il libro:

Il libro ha una struttura molto semplice  e ben definita: narra le vicende del pittore a partire da quando è solo un bambino fino agli ultimi anni della sua vita.

La narrazione è semplice, fluida, e garantisce una lettura scorrevole; è molto descrittiva ed aiuta ad immergersi nell’atmosfera cupa e torbida dei bassifondi romani del 1500: le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono molto dettagliate e curate, così come quelle dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti.

Il ritmo ha una velocità media, adatta al tipo di romanzo e, su questo c’è da fare una precisazione: non è un thriller, al contrario di quanto riportato sulla copertina del libro.

Piuttosto lo definirei un buon romanzo storico, pieno zeppo di scene cruente, senza dubbio, che non fanno altro che descrivere come potesse essere realmente la vita il quel periodo e in quei luoghi: ad ogni modo, non ho trovato elementi per poterlo definire thriller.

Al contrario, secondo il mio parere, l’aspetto storico è molto curato e ben definito: personaggi, luoghi, opere, eventi, tutto molto dettagliato.

“Quella era la vita di strada, messa su tela nel modo più drammatico possibile. Chiari e scuri, il nascosto e il visibile, il sesso e la morte.”

La verosimiglianza era tutto. I corpi non erano statue, le donne non erano perfette e i santi potevano puzzare quanto i contadini”

Cosa mi è piaciuto:

  1. il racconto della vita di Caravaggio: benché in versione “romanzata”, è la prima volta che trovo un racconto così approfondito, dall’infanzia all’età adulta;
  2. l’ambientazione

In conclusione:

Un buon libro, addirittura migliore di Cospirazione Caravaggio: la differenza sostanziale tra i due è che uno è un thriller, l’altro no; inoltre, Cospirazione Caravaggio si svolge su due piani narrativi, mentre Caravaggio Enigma su uno solo, ambientato nel 1500.

Lo consiglio a tutti gli amanti della storia dell’arte e di Caravaggio: è sempre molto bello immaginare come siano nate le opere che hanno fatto la storia.

 

 

Movimenti artistici: la “linea del tempo”

#ArtFriday

Movimenti artistici: la “linea del tempo”

Buon venerdì lettori! Qualche giorno fa, ho fatto un sondaggio chiedendo di scegliere tra un articolo riguardante un artista o un movimento artistico: ha vinto il movimento artistico!

L’unico problema è stato sceglierne uno… sicché, ho deciso di scrivere un articolo contenente una sorta di “linea del tempo” contente i più importanti movimenti artistici. In questo modo, dalla prossima settimana, potrete votare quali vi interessano maggiormente e potrò scrivere degli articoli di approfondimento in merito.

Cominciamo!!

Di seguito, un elenco dei principali movimenti con alcune caratteristiche ed alcuni esempi:

  • 1000/1200: Romanico, è quella fase dell’arte medievale europea sviluppatasi fino all’affermazione dell’arte gotica. Definita “romanica” perché si sviluppò nei territori che erano stati conquistati dai romani, benché fosse differente sotto molti punti di vista dall’arte romana, alcune caratteristiche sono comuni. Caratterizzata da linee e motivi molto semplici, l’architettura è caratterizzata da un aspetto semplice e massiccio (un esempio: San Miniato al Monte – Firenze).
  • 1100/1200: Cistercense, si denomina architettura cistercense quella sviluppata dai monaci cistercensi nella costruzione delle loro abbazie, momento dell’espansione iniziale di questo ordine religioso.
  • 1150/1400: Gotico, Il gotico è una fase della storia dell’arte che, da un punto di vista geografico, nasce nella regione intorno a Parigi, per poi diffondersi in tutta l’Europa e termina, in alcune aree, per lasciare il suo posto al linguaggio architettonico di ispirazione classica, recuperato nel Rinascimento italiano e da qui irradiatosi nel resto del continente. Il gotico fu un fenomeno di portata europea dalle caratteristiche molto complesse e variegate, che interessò tutti i settori della produzione artistica, portando grandi sviluppi anche nelle cosiddette arti minori: oreficeria, miniatura, intaglio di avorio, vetrate, tessuti, ecc.
    Si differenzia in periodi più specifici:
    – Gotico Radiante (a partire dal 1230)
    – Gotico Ornato (a partire dal 1290)
    – Gotico Perpendicolare (a partire dal 1330)
    -Gotico Cortese (a partire dal 1370)
    -Gotico Internazionale (a partire dal 1370)
    -Gotico Fiammeggiante (a partire dal 1390)
  • 1400/1500: Umanesimo: si intende quel movimento culturale, ispirato da Petrarca e Boccaccio, volto alla riscoperta dei classici latini e greci nella loro storicità, per riportarli negli usi e costumi quotidiani. Rappresenta l’inizio della rinascita dopo il Medioevo. L’umanesimo coinvolge ogni ambito culturale: arte, scultura, letteratura.
  • 1400/1600: Rinascimento: è un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppò a Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, differenziandosi molto in base al contesto geografico a cui ci si riferisce. Il Rinascimento, vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un’età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo, ad opera soprattutto di Francesco Petrarca, e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.
  • 1500/1600: Naturalismo
  • 1500/1600: Umanesimo Nordico
  • 1500/1540: Leonardismo
  • 1500/1600: Monumentalismo
  • 1500/1600: Italianismo
  • 1600/1700: Barocco, è il termine utilizzato per indicare una “visione” culturale nata a Roma, che si espresse in letteratura, filosofia, arte e musica.
  • 1600/1700: Realism0
  • 1600/1800: Illusionismo
  • 1650/1800: Quadraturismo
  • 1700/1900: Orientalismo
  • 1715/1770: Rococò, Il Rococò è uno stile ornamentale sviluppatosi in Francia come evoluzione del barocco. Si distingue per la grande eleganza e la sfarzosità delle forme, caratterizzate da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. Sono espresse soprattutto nelle decorazioni, nell’arredamento, nella moda e nella produzione di oggetti.
  • 1750/1830: Neoclassicismo
  • 1770/1900: Neogotico
  • 1790/1848: Romanticismo, è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi in Germania (esempio: Francesco Hayez).
  • 1850/1920: Estetismo  è un movimento artistico, ma soprattutto letterario della seconda metà dell’800. Rappresentava una tendenza del Decadentismo, che trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Oscar Wilde. Questo movimento è tuttavia riscontrabile anche in vari studi di filosofi o studiosi di discipline umanistiche che ne intendono dare una definizione etimologicamente esatta, dato che si contemplano due categorie riguardanti l’estetismo, ossia quella filosofica e quella morale.
  • 1855/1900: Macchiaioli
  • 1862/1900: Giapponismo
  • 1874/1886: Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia e durato fino ai primi anni del Novecento. Una precisa esperienza di gusto, un momento caratteristico e storicamente definito, identificano questa tendenza nella civiltà artistica moderna (esempio: Claude Monet)
  • 1880/1910: Simbolismo
  • 1886/1900: Puntinismo
  • 1890/1920: Liberty: L’Art Nouveau, noto in Italia anche come stile floreale, stile Liberty o arte nuova, fu un movimento artistico e filosofico attivo nei decenni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e che influenzò le arti figurative e l’architettura in ogni Paese europeo, anche se noto con nomi diversi (esempio: Gustav Klimt).

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Oro & arte

Il colore ORO

…il colore oro che fa parte della storia dell’uomo sin dall’antichità, assumendo significati e utilizzi differenti nel corso del tempo, ma comunque sempre presente in ogni luogo e periodo storico. Questo perché non si tratta semplicemente di un colore ma di un materiale, un metallo prezioso.

  • Antica Grecia: l’oro è nella mitologia come simbolo e nella realtà come ornamento.
  • Antico Egitto: si può dire che l’oro sia l’Antico Egitto, e viceversa.
  • Antica Roma: come in Grecia, l’oro è simbolo di sfarzo e benessere, è la moneta, è il simbolo di un Impero rigoglioso.
  • Popolo vichingo: secondo alcuni ritrovamenti, questo popolo ha utilizzato le antiche monete d’oro romane per scambi commerciali.
  • Sud America: Eldorado, ed è tutto detto.

L’elenco potrebbe essere interminabile, se si pensa che per ogni singola civiltà e luogo sul pianeta si può trovare un nesso con l’oro.

E, proprio per questo, da sempre utilizzato in diverse forme d’arte: dalla lavorazione del metallo stesso alla pittura, dalla scultura all’arte orafa, e così via (l’arte sacra è particolarmente caratterizzata dalla presenza di elementi in oro o di colore oro).

IL MEDIOEVO E L’ARTE ORAFA

L’oro viene utilizzato nell’arte con maggiore intensità nel Medioevo: periodo in cui questo colore assume il significato vero e proprio di ciò che non è reale. Ed ecco che si diffonde l’utilizzo dell’oro nell’arte sacra: dipinti, sculture, raffigurazioni religiose di ogni genere.

Proprio durante il Medioevo, il colore oro utilizzato nelle opere d’arte, viene realizzato da artigiani (chiamati Battiloro), che ricavano minuscole pagliuzze di metallo dalla battitura delle monete: è il primo colore a non essere ricavato da pigmenti naturali (pietre, vegetali o animali).

L’oreficeria diventa la vera e propria “arte guida” del Medioevo. Il periodo di transito tra la caduta dell’Impero Romano e la nascita dei regni barbarici, porta ad un mutamento dell’arte: dall’architettura e scultura si passa alla lavorazione del legno e dei metalli.

A partire dalla seconda metà del V secolo, inoltre, molte di queste popolazioni si convertono al cristianesimo, portando le loro arti nel mondo liturgico e nei temi iconografici tipicamente cristiani, diventa così la tecnica guida per tutto l’Alto Medioevo.

L’arte orafa è, poi, lo spunto per altre tecniche particolarmente utilizzate in questo periodo storico: bassorilievi in pietra, miniature e decorazione di libri (praticata per la maggior parte dai monaci irlandesi).

L’arte orafa trasforma la rappresentazione della realtà in simbolismo: i Celti, per esempio, mirano a creare dei simboli facilmente riconoscibili, piuttosto che a riprodurre la realtà tale e quale.

TAVOLE A FONDO ORO

Prima dello sviluppo della prospettiva, la tipologia di dipinto più diffuso – soprattutto nell’arte sacra – è la pittura su tavola a fondo oro: le figure “piatte” vengono rappresentate su un fondale dorato, su una o più assi di legno (con, solitamente, il perimetro rinforzato da ferro e chiodi).

Prima di realizzare il dipinto, è necessario far realizzare la cornice, la struttura in ferro e sagomare le tavole, in seguito si stende una sottilissima lamina creata battendo una goccia d’oro zecchino tra due pelli. Infine viene realizzato il dipinto con colori a tempera, fissato con vernici lucide.

CUPOLA DI SAN LORENZO – 4 luglio 1442

Dove cercare l’oro se non in un cielo stellato? La cupola della vecchia sagrestia di San Lorenzo a Firenze è una rappresentazione particolarmente significativa della volta celeste.

Forse non tutti sanno che la rappresentazione iconografica dello zodiaco ha attraversato più di tre millenni, mantenendo il proprio significato invariato: dalla Babilonia alla Grecia, dall’Antico Egitto  al Cristianesimo.

La fascia che unisce Sole, Luna, e i pianeti visibili a occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) racchiude i dodici simboli dello zodiaco che, nonostante siano passati attraverso popolazioni e culture diverse, hanno mantenuto invariati il nome, la sequenza, la raffigurazione e le caratteristiche dei segni.

Tornando alla cupolina: si trova sopra l’altare della sagrestia vecchia in San Lorenzo, a Firenze, progettata da Brunelleschi, rappresenta una mappa del cielo estremamente fedele (Sole, meridiani, costellazioni zodiacali, ecc)… il cielo rappresentato è quello del 4 luglio 1442: il Sole è posizionato sulla costellazione del Cancro, posto tra Leone e Gemelli.

L’opera strabiliante è stata realizzata da Giuliano d’Arrigo con foglia d’oro e azzurrite, con la collaborazione dell’astronomo Paolo Dal Pozzo Toscanelli (amico di Brunelleschi e legato alla famiglia Medici).

Un’opera conservata perfettamente, che ci mostra esattamente come si presentava il cielo sopra Firenze il 4 luglio del 1442.

ORO-DENARO (1500/1600)

 Nel mondo dell’arte sacra, l’oro è conosciuto – oltre che come simbolo di tutto ciò che è divino – anche come “vile denaro“: in molte opere vengono riportate scene in cui Cristo condanna l’uso peccaminoso della ricchezza.

Tuttavia, con il passare del tempo, il denaro assume un significato più legato all’ambito professionale che a quello religioso: un esempio su tutti è il dipinto di Quentin Massys Il cambiavalute e la moglie, realizzato nel 1514.

Più di un secolo dopo,  nel 1627, Rembrandt, offre una nuova raffigurazione di un professionista all’opera con monete d’oro: Il cambiavalute (o Parabola del vecchio avaro), dando una propria interpretazione della pittura caravaggesca.

Ritrae un uomo, collocato in un interno disordinato e pieno di libro e fogli di carta, nell’atto di scrutare una moneta al lume di candela: l’opera ha avuto diverse interpretazioni – dalla parabola evangelica del vecchio avaro, al ritratto di un cambiavalute.

 

KLIMT (1900)

Il “periodo d’oro” di Klimt raffigura quello che, il realtà, è anche un periodo storico ben preciso: la Belle Epoque: le sue opere realizzate in questo periodo metto in evidenza, non solo le capacità dell’artista, ma anche il pregio dei materiali utilizzati nella realizzazione. Il bacio è forse l’opera più celebre e significativa sotto questo punto di vista: i protagonisti sono avvolti da un alone d’oro che li colloca in un mondo ultraterreno, distante dalla realtà. I motivi geometrici sugli abiti di ognuno permettono di distinguere la figura maschile da quella femminile, nonostante la loro posizione e vicinanza, così come lo sfondo si distingue dalle figure grazie ai motivi geometrici differenti: il tutto è immerso nell’oro, che crea un’atmosfera surreale e affascinante.


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