Astrattismo #MuseoAStratto

L’astrattismo

L’Astrattismo è un movimento artistico che nasce nei primi anni del XX secolo, contemporaneamente in diverse zone dell’Europa, pur senza un intento comune.

Coinvolge arti pittoriche e plastiche che hanno come base la rappresentazione oggettiva della vita reale tramite colori e forme.
L’intenzione è quella di creare una rappresentazione comprensibile e riconoscibile in modo universale.

Fino a quel momento, l’arte era basata sulla prospettiva e sulla rappresentazione verosimile della realtà o su un’illusione di come avrebbe potuto essere.

Tuttavia, anche grazie alla scoperta di nuove culture e nuove forme d’arte nel resto del mondo, gli artisti europei dell’epoca sentono la necessità di esprimere questo cambiamento attraverso le proprie opere.

Rappresentano infatti, attraverso forme geometriche e colori, l’ansia e lo stato di incertezza tipico della società dell’epoca.

L’astrattismo in Italia

In Italia le prime opere astrattiste sono da attribuire a Romolo Romani, all’inizio del ‘900, benché le sue opere fossero più che una vera rappresentazione astratta un tentativo di rappresentare le forse della natura.

In seguito altri artisti si approcciano all’astrattismo; uno in particolare: Giacomo Balla, che realizza una sequenza di tele nel 1912, chiamata Compenetrazioni Iridescenti.

Segue un periodo di incertezza e “stallo”, in cui l’arte futurista in Italia non ha molto successo. Verso la fine degli anni ’30, però, alcuni artisti italiani si riuniscono in gruppi “misti”, determinati a portare avanti una nuova esperienza artistica.

Questa sarà la base delle più innovative correnti artistiche della seconda metà del 900.

Sono due i principali gruppi di pittori astrattisti: uno a Milano e uno a Como; data la vicinanza geografica, gli artisti di entrambi i gruppi hanno modo di confrontarsi e dare sfogo a idee comuni.

Il gruppo milanese segue le orme di Reggiani e Licini, creando opere istintive e puramente astratte. Ospita una mostra personale di Kandinsky e presto le influenze di questo artista arrivano al gruppo comasco.

Terragni diventa uno dei massimi rappresentanti dell’astrattismo italiano. Dopo aver appreso l’arte di Kandinsky, infatti, crea qualcosa di unico: “Casa del Fascio” di Como, una trasposizione in chiave attuale del palazzo comunale medievale, anticipando un gusto che si sarebbe diffuso decenni dopo.

Zoom su: Vasilij Kandinskij

«L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.»

Vasilij Kandinskij (o Vasily Kandinsky; 1866 – 1944), pittore franco-russo, precursore dell’astrattismo, realizza i primi acquerelli astratti tra il 1910 e il 1912, ma non aveva ancora conosciuto il testo di Worringer.

In seguito, proprio da questo trae il termine astratto, che usa per primo in riferimento ad un’opera d’arte.

Nelle sue opere è fondamentale il rapporto con la musica, infatti alcuni lavori hanno titoli e numerazioni che solitamente vengono utilizzati per i brani musicali.

L’Indaco – Museo AStratto

L’indaco è un pigmento di origine vegetale, utilizzato da più di 4000 anni soprattutto in Asia.

All’inizio ci fu il dolore.
O forse arrivò alla fine, a soffondere ogni cosa con le sue sfumature d’indaco. Colore di vecchi lividi, di porcellane andate in frantumi, di mappe accartocciate nella luce serotina. (Chitra Banerjee Divakaruni)

L’indaco nell’arte

L’indaco indiano in realtà veniva già prodotto in Cina fin dal 2000 a.C. e veniva utilizzato principalmente come tintura, successivamente apprezzato anche da greci e romani.

La produzione chimica dell’indaco è iniziata, invece, nel 1913 in Germania, sostituendo progressivamente la produzione di colore naturale soprattutto a causa dei tempi di produzione nettamente più brevi.

In ambito artistico, l’indaco è stato messo in risalto da grandi maestri dell’arte, come Jan Vermeer e Peter Paul Rubens.

Il blu (in varie tonalità) è stato storicamente associato alla nobiltà: nel Medioevo, per esempio, era molto diffuso nella raffigurazione di soggetti religiosi o membri della nobiltà.

I colori più utilizzati erano il blu oltremare (più prezioso perché ricavato dai Lapislazzuli), l’azzurrite (relativamente più economica  e diffusa) e, appunto, l’indaco.

 

Curiosità sul colore indaco

  • Prende il suo nome da India, il Paese che ne è stato il primo e maggiore produttore.
  • Anche in ambito chimico la sua molecola mantiene lo stesso nome.
  • Il pigmento è una sostanza insolubile, che viene resa solubile mediante un apposito trattamento per permetterne l’utilizzo come colorante.
  • Al contrario della maggior parte dei coloranti, l’indaco mantiene il colore brillante nel tempo. Per questo motivo viene spesso utilizzato nella colorazione dell’abbigliamento.
  • L’indaco è il colorante utilizzato per i jeans.
  • Anticamente veniva prodotto tramite fermentazione con l’utilizzo di urina di cavallo, oggi si usano sostanze chimiche.
  • L’indaco, nelle regioni del Sahel della Mauritania, è uno dei simboli di prestigio più rilevanti.
  • La tunica dei Tuareg è tutta indaco, colore con
  • siderato nobile. I mauritani, nelle zone del corpo non coperte da indumenti, si spalmano una polvere color indaco che li protegge dai raggi solari e dà origine al soprannome di “uomini
    blu”
    conferito alle popolazioni nomadi dell’area.
  • Le persone che prediligono il colore indaco sono tendenzialmente volte a scoprire il significato di ogni cosa per

Fonte immagine: wikipedia


Per leggere gli altri articoli sul colore: il colore nell’arte

Movimenti artistici: la “linea del tempo”

#ArtFriday

Movimenti artistici: la “linea del tempo”

Buon venerdì lettori! Qualche giorno fa, ho fatto un sondaggio chiedendo di scegliere tra un articolo riguardante un artista o un movimento artistico: ha vinto il movimento artistico!

L’unico problema è stato sceglierne uno… sicché, ho deciso di scrivere un articolo contenente una sorta di “linea del tempo” contente i più importanti movimenti artistici. In questo modo, dalla prossima settimana, potrete votare quali vi interessano maggiormente e potrò scrivere degli articoli di approfondimento in merito.

Cominciamo!!

Di seguito, un elenco dei principali movimenti con alcune caratteristiche ed alcuni esempi:

  • 1000/1200: Romanico, è quella fase dell’arte medievale europea sviluppatasi fino all’affermazione dell’arte gotica. Definita “romanica” perché si sviluppò nei territori che erano stati conquistati dai romani, benché fosse differente sotto molti punti di vista dall’arte romana, alcune caratteristiche sono comuni. Caratterizzata da linee e motivi molto semplici, l’architettura è caratterizzata da un aspetto semplice e massiccio (un esempio: San Miniato al Monte – Firenze).
  • 1100/1200: Cistercense, si denomina architettura cistercense quella sviluppata dai monaci cistercensi nella costruzione delle loro abbazie, momento dell’espansione iniziale di questo ordine religioso.
  • 1150/1400: Gotico, Il gotico è una fase della storia dell’arte che, da un punto di vista geografico, nasce nella regione intorno a Parigi, per poi diffondersi in tutta l’Europa e termina, in alcune aree, per lasciare il suo posto al linguaggio architettonico di ispirazione classica, recuperato nel Rinascimento italiano e da qui irradiatosi nel resto del continente. Il gotico fu un fenomeno di portata europea dalle caratteristiche molto complesse e variegate, che interessò tutti i settori della produzione artistica, portando grandi sviluppi anche nelle cosiddette arti minori: oreficeria, miniatura, intaglio di avorio, vetrate, tessuti, ecc.
    Si differenzia in periodi più specifici:
    – Gotico Radiante (a partire dal 1230)
    – Gotico Ornato (a partire dal 1290)
    – Gotico Perpendicolare (a partire dal 1330)
    -Gotico Cortese (a partire dal 1370)
    -Gotico Internazionale (a partire dal 1370)
    -Gotico Fiammeggiante (a partire dal 1390)
  • 1400/1500: Umanesimo: si intende quel movimento culturale, ispirato da Petrarca e Boccaccio, volto alla riscoperta dei classici latini e greci nella loro storicità, per riportarli negli usi e costumi quotidiani. Rappresenta l’inizio della rinascita dopo il Medioevo. L’umanesimo coinvolge ogni ambito culturale: arte, scultura, letteratura.
  • 1400/1600: Rinascimento: è un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppò a Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, differenziandosi molto in base al contesto geografico a cui ci si riferisce. Il Rinascimento, vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un’età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo, ad opera soprattutto di Francesco Petrarca, e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.
  • 1500/1600: Naturalismo
  • 1500/1600: Umanesimo Nordico
  • 1500/1540: Leonardismo
  • 1500/1600: Monumentalismo
  • 1500/1600: Italianismo
  • 1600/1700: Barocco, è il termine utilizzato per indicare una “visione” culturale nata a Roma, che si espresse in letteratura, filosofia, arte e musica.
  • 1600/1700: Realism0
  • 1600/1800: Illusionismo
  • 1650/1800: Quadraturismo
  • 1700/1900: Orientalismo
  • 1715/1770: Rococò, Il Rococò è uno stile ornamentale sviluppatosi in Francia come evoluzione del barocco. Si distingue per la grande eleganza e la sfarzosità delle forme, caratterizzate da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. Sono espresse soprattutto nelle decorazioni, nell’arredamento, nella moda e nella produzione di oggetti.
  • 1750/1830: Neoclassicismo
  • 1770/1900: Neogotico
  • 1790/1848: Romanticismo, è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi in Germania (esempio: Francesco Hayez).
  • 1850/1920: Estetismo  è un movimento artistico, ma soprattutto letterario della seconda metà dell’800. Rappresentava una tendenza del Decadentismo, che trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Oscar Wilde. Questo movimento è tuttavia riscontrabile anche in vari studi di filosofi o studiosi di discipline umanistiche che ne intendono dare una definizione etimologicamente esatta, dato che si contemplano due categorie riguardanti l’estetismo, ossia quella filosofica e quella morale.
  • 1855/1900: Macchiaioli
  • 1862/1900: Giapponismo
  • 1874/1886: Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia e durato fino ai primi anni del Novecento. Una precisa esperienza di gusto, un momento caratteristico e storicamente definito, identificano questa tendenza nella civiltà artistica moderna (esempio: Claude Monet)
  • 1880/1910: Simbolismo
  • 1886/1900: Puntinismo
  • 1890/1920: Liberty: L’Art Nouveau, noto in Italia anche come stile floreale, stile Liberty o arte nuova, fu un movimento artistico e filosofico attivo nei decenni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e che influenzò le arti figurative e l’architettura in ogni Paese europeo, anche se noto con nomi diversi (esempio: Gustav Klimt).

Libri consigliati:

 

 

Grafica italiana dal 1945 ad oggi di Carlo Vinti

Grafica italiana dal 1945 ad oggi Book Cover Grafica italiana dal 1945 ad oggi
artedossier
Carlo Vinti
Giunti
2016
50

Grafica italiana

So di avervi già parlato di questo dossier tempo fa ma, considerando di creare una sorta di archivio dei testi che ho letto (riguardanti arte, grafica, immagine), ho decido di  dedicare nuovamente un po’ di spazio a questi testi che ritengo assolutamente utili e gradevoli!

✒ “La grafica, intesa in senso ampio come produzione di segni e scritture, è uno dei grandi capitoli della storia della cultura visuale dell’umanità”.

📌 70 anni di storia della grafica italiana:

La storia della grafica italiana è un susseguirsi di vicende e protagonisti che hanno influenzato la grafica nel mondo occidentale e non solo.

Sicuramente la massima espressione degli artisti nel campo della grafica è avvenuta nel periodo del secondo dopoguerra, quando il “graphic design” è diventato un lavoro a tutti gli effetti anche in Italia.

Tuttavia, prima di questo momento, vale la pena di ricordare almeno tre passaggi importanti:

  • seconda metà dell’800/inizi del ‘900: è il periodo dei cartellonisti, con influenze dello stile Liberty e Déco, delle avanguardie artistiche e del Novecento.
  • il Futurismo e la “Rivoluzione Tipografica”, che inizialmente hanno incontrato una certa resistenza da parte dei tradizionalisti, ma hanno aperto le porte ad una vera e propria rivoluzione tipograficache sfocerà nel Secondo Futurismo, con Carboni, Grignani e Munari.
  • gli anni ’30: sono gli anni dell’astrattismo razionalista, influenzato dalle avanguardie europee.

Ed è proprio in questi anni che si creano le basi per lo sviluppo della grafica italiana: nasce a Milano negli anni ’30 la figura del progettista grafico.

Il capoluogo lombardo era, infatti, un punto geografico strategico per assimilare le influenze europee e svilupparle nei primi uffici pubblicitari.

Nel 1933 in particolare, accadono a Milano una serie di eventi che determineranno il futuro della grafica italiana. Alla V Triennale viene presentata una raccolta di lavori dei maggiori esponenti della Nuova tipografia, curata da Paul Renner – progettista del Futura, uno dei font più influenti del modernismo(eh si, è il mio font preferito!). 

Edoardo persico presenta la rivista “Casabella” in una nuova veste editoriale e nello stesso anno esordisce “Campo Grafico”, una rivista redatta da un gruppo di tipografi d’avanguardia.

In questi anni inoltre viene introdotta la fotografia come elemento fondamentale della grafica, il carattere tipografico assume un ruolo determinante e viene utilizzato in modo plastico ed espressivo, il colore viene usato con moderazione ed, infine, la composizione è basata sull’equilibrio degli elementi.

Successivamente la grafica italiana si sviluppa maggiormente nel nord del Paese, tra MilanoTorino e Genova. Queste tre città erano le più sviluppate economicamente e culturalmente: nel secondo dopoguerra le aziende hanno cominciato a ricostruirsi e rimodernarsi, puntando molto sull’immagine e sull’impressione sul consumatore (basti pensare ai manifesti della Fiat 500, o della Olivetti).

Inoltre queste città ospitavano intellettuali e studiosi italiani e non solo: questo ha reso possibile un collaborazione tra intellettuali e progettisti grafici con l’intenzione di democratizzare la cultura.

In seguito è stato un percorso in ascesa: lo stile italiano è diventato inconfondibile, il design “made in Italy” continua a fare tendenza e scuola in tutto il mondo.

📎 Il dossier è composto di sole 50 pagina ma, nonostante questo, trovo che sia assolutamente completo e ricco di informazioni. Contiene, inoltre, molti spunti di approfondimento e immagini.

Bianco & Arte

Salve lettori! oggi vi parlo del bianco nell’arte. Come vi ho detto nell’articolo precedente relativo a questo colore, si tratta di una tinta molto particolare: nonostante possa sembrare scontata e indefinita, è la base di tutto.

Una breve premessa:

Soprattutto nella società occidentale, il bianco è simbolo di pulizia, in passato anche di purezza (abiti da sposa, battesimo in bianco e così via). Il bianco è il colore del bene e, se c’è un colore associato al bene deve essercene anche uno associato al male: ed ecco il binomio bianco e nero, bene e male, angelo e demone, vita e morte, luce e buio. La maggior parte delle rappresentazioni artistiche, soprattutto del passato, si basano su questi concetti.

Non è così in Estremo Oriente e per molte popolazioni dell’Africa: in queste culture, infatti, il bianco è il colore del lutto, della morte e della malvagità.

E con questo aspetto del bianco, torniamo all’Occidente, perché a pensarci bene, anche nella cultura occidentale questo colore non ha sempre un significato positivo: il bianco di un fantasma, di un cadavere.

Anche questo colore, quindi, ha un doppio significato: probabilmente il suo lato candido e positivo è quello più immediato e facile da riconoscere ma, tuttavia, ne nasconde uno opposto che significa malessere e paura.

Detto ciò, vediamo alcune rappresentazioni artistiche che hanno il bianco come protagonista.

AGNELLO

Una delle raffigurazioni “in bianco” più celebri è sicuramente l’agnello. Non solo come animale sacro, ma anche come simbolo di sacrificio (tant’è che già nell’Odissea venivano offerte in sacrificio delle giovenche bianche al dio del sole). Nelle opere cristiane, poi, assume ancor di più un significato simbolico di gloria, cammino verso i cieli, luce divina.

Una rappresentazione interessante è quella di Francisco de Zurbarán (Fuente de Cantos, 7 novembre 1598 – Madrid, 27 agosto 1664) nella sua opera Angus Dei, in cui l’agnello è simbolo di sacrificio e martirio, sofferenza e liberazione.

PERLA

La perla è stato un elemento caratterizzante nel mondo dell’arte per molto tempo: il suo colore trasmetteva purezza di per sé a cui, poi, si aggiungevano la forma, la trasparenza, la luce, l’iridescenza. Insomma, un elemento che evocava una sensazione di perfezione, di purezza.

L’esempio più significativo è sicuramente la Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, ritratto che ha dato origine a interpretazioni letterarie e cinematografiche.

LUNA

La Luna è da sempre un soggetto fondamentale nell’arte, nella poesia, nella musica. Tinta di molti colori, dal giallo all’oro, dal bianco al rosso, ha ispirato artisti di ogni genere.

Il chiaro di luna è stato un punto fermo dell’arte e del romanticismo per secoli, perlomeno fino all’inizio del ‘900, con l’avvento del Futurismo. E, in questo caso, è d’obbligo citare l’opera Fuga in Egitto di Elsheimer.

NEVE

Un’altro elemento spesso utilizzato dagli artisti è la neve: in alcuni casi simbolo della stagione fredda, in altri casi di un “periodo freddo” come per esempio la guerra, la carestia, e così via.

Gli artisti che maggiormente hanno dato vita alla neve in campo artistico sono gli impressionisti, uno su tutti: Monet. Nelle sue opere spesso appaiono soggetti “immersi” nella neve: La gazza, Il carro sulla strada di Honfleur, e così via.

E ANCORA…

La neve, la luna, la perla e l’agnello sono solo alcuni dei molteplici significati attribuiti al bianco. Non si possono non citare, per esempio, la seta, la luce, il bianco nuziale, ecc.

 

//Grafica: il rosso e la pubblicità

Buon venerdì lettori! Mancano solo tre giorni a Natale! Siete pronti?

In questo periodo siamo circondati dal rosso: alberi di Natale, pacchi, fiocchi e quant’altro. Non a caso ho scelto proprio questo colore come tema di dicembre… è vero, ne siamo circondati e ce ne siamo accorti tutti ma qualcuno di voi ha fatto caso al “come”?

Oggi, quindi, vi parlerò di due versioni del rosso nella grafica pubblicitaria, così potrete approfittare di questo periodo di festa per notare maggiormente come viene impiegato e con quale scopo.

IL ROSSO “COMMERCIALE”

“Commerciale”… perché questa parola? Perché il rosso è il colore che viene utilizzato maggiormente per “far colpo” sui possibili clienti, a maggior ragione se può essere camuffato da un luogo comune noto a tutti: “il Natale è rosso”.

Sicché ci ritroviamo con manifesti rossi, volantini rossi, gadgets rossi e chi ne ha più ne metta.

Questo risultato è dato da due fattori:

  1. la capacità del rosso di ne, di colpire, di rimanere a mente
  2. l’emotività delle persone: anche se inconsciamente, in questo periodo in particolare, si è più propensi ad acquistare un articolo che sia presentato nella sua versione rossa, piuttosto che gialla o rosa, ecc.

Il rosso commerciale sarà quindi un’ottima soluzione per negozi di alimentari, abbigliamento, ristoranti, hotel… insomma, per chiunque voglia sfruttarlo a proprio favore.

Ed è così svelato il mistero dell’invasione del rosso!

IL ROSSO ELEGANTE

Il rosso non è solo commerciale, può essere anche elegante, tant’è che la lotta tra il rosso e il nero su quale sia il colore più elegante, non è ancora giunta al termine.

Probabilmente molto spesso i due tratti, commerciale ed elegante, finiscono per coincidere e fondersi in un unico scopo. Tuttavia, per ottenere un aspetto raffinato utilizzando il colore rosso, la soluzione migliore è quella di non abusare di questa tinta: dettagli rosso sangue / bordeaux su una base banca, nera, oro, rosa cipria (ecc) danno un tocco di classe a qualsiasi elemento d’immagine.

Lo troverete facilmente in ristoranti, boutique ed artigianato d’alta gamma.

 

… adesso potete girovagare per il mondo in questo clima di festa e notare tutti i dettagli rossi che vi circondano! Buone Feste!!

I 10 volti del rosso nell’arte… più uno!

Buon venerdì lettori!
Oggi vi propongo il rosso nella sua veste artistica, in … versioni diverse e tutte da scoprire!

Il più antico dei colori

Il rosso è stato definito dagli studiosi il “più antico dei colori”, questo perché gli studi effettuati su alcuni campioni di ocra rossa – rinvenuti nella grotta di Blombos, in Sudafrica – hanno rivelato come questi rudimentali coloranti fossero utilizzati per la colorazione del corpo già più di 70000 anni fa. Successivamente (tra il 13000 e il 10000 a.C.), possiamo trovare il rosso come colore base dell’arte rupestre, raffigurante principalmente scene di caccia.

In queste opere è sorprendente la maestria con cui è stato utilizzato il colore: nero, rosso e giallo ocra per creare sfumature o tratti netti (esempi significativi sono la Grotta di Altamira, in Spagna, e di Lascaux, in Francia).

Ceramica a figure rosse

Si tratta dell’evoluzione della classica ceramica greca: inizialmente le ceramiche greche venivano realizzate con “figure nere”, creando delle sagome nere sullo sfondo chiaro del vaso.

Successivamente (dal 530 a.C.), i colori vengono invertiti e nasce, così, la tecnica delle “figure rosse“: le sagome si distinguono chiaramente sullo sfondo nero lucido ed i particolari vengono dipinti, non più incisi.

L’esempio più significativo di questo tipo di realizzazione è l’hydria raffigurante pittori di ceramiche al lavoro, realizzata nel 480 a.C. dal Pittore di Leningrado.

Antica Roma

Il Rosso Pompeiano è una tonalità di colore particolarmente accesa e vivace, così chiamata a causa della quantità di questo colore presente sui muri di Pompei, e non solo.

Questa tinta nasce in un periodo in cui la massima espressione della classe e dell’eleganza sono da ricondurre al bianco e al marmo: particolare, non è così?

In realtà la storia di questo colore (conosciuto anche come rosso Ercolano, terra di Pozzuoli, rosso inglese e terra rossa di Verona), è piuttosto curiosa: in un primo tempo veniva ricavato da un costosissimo cinabro che, successivamente, è stato sostituito dall’ematite (il nome stesso di questa pietra deriva dal suo colore), già nota in tempi antichi come fonte di pigmenti, utilizzati per vari scopi.

Rubino e corallo

I colori rubino e corallo hanno sempre avuto un ruolo importante nell’arte, non solo per la loro capacità di dare “profondità” e importanza ai dettagli, ma anche perché pare avessero un significato quasi mistico: oltre a comparire come ornamenti, servivano a proteggere e salvaguardare chi indossava elementi realizzati con questi materiali.

Secondo la mitologia greca, il corallo è stato generato dal sangue di Medusa, decapitata da Perseo. Da sempre utilizzato per creare gioielli e piccoli ornamenti, nell’Antica Roma si credeva fosse in grado di scacciare il malocchio; nel Medioevo si usava appendere al collo dei neonati dei piccoli ciondoli di corallo per sconfiggere le malattie.

Ira

Con quale colore viene rappresentata la rabbia? Ovviamente il rosso! Sia che si tratti di cartoni animati e sia di mitologia e storia. Il rosso è il colore di Marte, dio della guerra, è il colore delle divise militari inglesi e non solo (fino alla comparsa delle armi da guerra moderne, che hanno reso questo colore impossibile da utilizzare sul campo in quanto troppo visibile), è il colore del pianeta Marte e del fuoco in ogni sua raffigurazione.

Non solo il rosso tinge gli abiti e i dettagli dei personaggi crudeli e sanguinosi, ma spesso viene utilizzato anche per scurirne la carnagione e l’aspetto in generale: questo per aumentare il contrasto purezza/brutalità.

Lussuria

Dopo l’ira, non si può non citare la lussuria: il rosso è il colore anche di questo aspetto del genere umano, in ogni sua versione. La mela rossa (non espressamente descritta, ma così rappresentata) della Bibbia, la mela di Biancaneve, le bacche rosse di Bosch e così via: il rosso è tentazione, è peccato, è lussuria.

Seduzione

Oltre a essere il simbolo dell’amore e della passione, il rosso e anche simbolo di seduzione.

In questo caso prendiamo in considerazione due esempi Dalì che il progetto un intero salotto ispirato alla Diva del cinema Mae West creando per esempio il famoso divano a forma di labbra rosse.

Il secondo maestro del rosso è sicuramente Valentino che nel mondo del lusso e dell’alta moda ha raggiunto fama internazionale proprio grazie al “rosso Valentino”, con cui ha realizzato i suoi abiti esposti nel primo Atelier a Roma nel 1959.

Porpora

Il color porpora è da sempre associato alla Chiesa e al potere in quanto simbolo dei Cardinali (colore della loro veste), già nell’Antica Roma era il colore delle tuniche dei Patrizi e, successivamente, soltanto dell’Imperatore, questo colore simboleggia spesso il martirio e, anche i giorni nostri, è rimasto il colore delle tuniche dei cardinali.

Sangue

Il colore rosso è spesso associato anche al sangue, per questo utilizzato di frequente in tutto ciò che riguarda la violenza e l’orrore.

È parte integrante di molti aspetti dell’essere umano sia positivi sia negativi: per esempio ferite e malattie, oppure nascita e prosperità.

In questo caso non si può non citare Caravaggio, che è sicuramente stato uno degli artisti più “sanguinari”, raffigurando scene molto violente come per esempio Giuditta e Oloferne, dipinto con un realismo sorprendente.

Non è un caso che nello stesso periodo siano state fatte grandi scoperte sulla circolazione del sangue all’interno del corpo umano.

Negli anni successivi Caravaggio si sbizzarrisce con la rappresentazione di teste mozzate: oltre a Oloferne dipingere anche Medusa, San Giovanni Battista, il gigante Golia e, infine, nel 1606 viene condannato alla decapitazione perché accusato di omicidio.

Il rosso sangue ha mantenuto negli anni sempre la stessa determinazione è influenza soprattutto nella cultura occidentale, basti pensare a ogni rappresentazione o raffigurazione che abbia in qualche modo a che fare con la violenza o con il mondo dell’horror.

Il Giappone

Come da tradizione, il Giapponeviene definito il paese del Sol levante, non a caso questo elemento viene raffigurato come un grosso disco di colore rosso in molti dipinti della tradizione giapponese: uno tra tutti è, appunto, il Sol Levante di Monet dipinto tra il 1872 e il 1873.

Il rosso nella cultura orientale – e in particolare in Giappone – è un elemento positivo e di grande speranza, per questo viene spesso utilizzato con maggiore “disinvoltura” nelle opere d’arte, una tra tutte il Fuji rosso di Hokusai,  il grande maestro dello stile Ukyo-e.

 

Percezione e memoria

A questo punto non si può non citare Henri Matisse e la sua opera Lo studio rosso: come egli stesso afferma, molte delle sue opere sono state intrise a tal punto dal rosso che ne è diventato il colore dominante.

Questo perché è il colore per eccellenza che ha la capacità di rimanere in memoria e trasmettere il maggior numero di sensazioni ed emozioni in quanto in grado di far aumentare la pressione e addirittura il battito cardiaco, va da sé che sia nettamente più influente sulla psicologia umana rispetto ad altri colori.

 

Rosso: interpretazione

Buon venerdì lettori!
Lo so, è un giorno di festa, ma sto cercando di mantenere l’abitudine di pubblicare sempre di venerdì.
Oltretutto l’8 Dicembre per molti è il giorno dedicato agli addobbi e ai preparativi per il

periodo natalizio: non c’è niente di più appropriato considerando che il tema del blog di questo mese è proprio il colore rosso.

Anche il rosso, proprio come il giallo del mese scorso, è un colore dalle mille caratteristiche ed interpretazioni: festa, calore, amore, ma anche terrore, sangue, violenza.

Il rosso è il colore a cui sono stati attribuiti più significati in assoluto, spesso contrastanti tra loro: ciò dipende molto dalla cultura e dalla posizione geografica a cui si fa riferimento (es: Oriente / Occidente).

Rosso: curiosità

Proprio per questo motivo oggi ho deciso di parlarvene sotto vari aspetti.. quindi ecco a voi alcune curiosità:

  • Energia: pare che questo colore sia in grado di trasmettere energia fisica e psichica
  • Personalità: gli amanti del rosso solitamente sono individui energici e competitivi; al contrario, chi non tollera il colore rosso, spesso ha una personalità irrequieta e preferisce la tranquillità piuttosto che l’avventura
  • Natale: il rosso è il colore che più rappresenta questa festività.
  • Politica: il rosso è stato spesso utilizzato come “bandiera” politica, ma non necessariamente sempre dallo stesso schieramento; in alcuni casi è stato simbolo di destra e in altri di sinistra.
  • Medioevo: durante questo periodo storico, il rosso era il colore del guelfismo.
  • Calore: in qualsiasi rappresentazione strumentale o tecnica, il rosso è simbolo di calore (acqua, impianti, ecc)
  • Luci rosse: film, quartieri.. da dove proviene questo termine? In passato il quartieri in si praticava prostituzione, venivano segnalati tramite delle lanterne rosse.
  • Pericolo: il rosso è il colore che si riconosce con più facilità e a maggiore distanza, per questo viene utilizzato per i segnali di pericolo e avvertimento.
  • Fuoco: il rosso identifica questo elemento dai tempi più remoti, tutt’oggi utilizzato per segnalare oggetti e strumenti legati in qualche modo al fuoco.
  • Sistema nervoso: il rosso è in grado di stimolare il sistema nervoso, aumentare il battito cardiaco e la pressione, nonché il senso di appetito.
  • Deserto: il nome (DeSheReT) deriva dal colore rosso (DeSheR, per gli antichi egizi).
  • Amore e seduzione: dall’aspetto romantico a quello dei sensi, il rosso è il colore degli innamorati per eccellenza.
  • Andare in rosso: un modo di dire utilizzato da sempre per indicare una situazione di debito.
  • Laurea: si festeggia con nastri e confetti rossi.

Si potrebbe andare avanti in eterno con l’elenco di tutti gli ambiti in cui viene utilizzato il rosso propriamente o impropriamente, ciò dimostra quanto questo colore sia fondamentale per la conoscenza e l’interpretazione del mondo che ci circonda.

Nei prossimi articoli di questo mese ve ne parlerò sotto l’aspetto artistico, grafico e, ovviamente, non potrà mancare l’articolo dedicato ai #LibriATema.


altri articoli sul blog

Il giallo nell’arte

Buon lunedì lettori! Questo è l’ultimo articolo dedicato al giallo, in cui vi parlo di “giallo nell’arte”.

Come vi ho già accennato nei post precedenti, il giallo è un colore “controverso”: se da un lato è simbolo di energia e forza, dall’altro è malattia e ansia. Molto dipende dalla tonalità e dal contesto in cui viene utilizzato (storico, geografico e culturale), vediamo alcuni esempi.

Culture:

  • Antico Egitto: simbolo di tutto ciò che è eterno e forte (positivo);
  • Grecia: simbolo di follia;
  • Impero romano: simbolo di forza, potenza, esaltazione della personalità (giallo-oro)
  • In Oriente: il giallo è il colore del sole, della fertilità e della regalità

Artisti:

  • Klimt: utilizza spesso un giallo-oro, anche in questo caso con un significato contrastante che rappresenta da un lato il malessere diffuso nella società e dall’altro la gioia di vivere, l’allegria.
  • Kandisky: si affida al colore in tutto e per tutto per esprimere emozioni e pensieri attraverso le sue opere (un esempio di utilizzo “positivo” del colore giallo è Piccole gioie)
  • Van Gogh: utilizza il giallo in molte delle sue opere, una tra tutte I Girasoli, anche nel suo caso spesso il giallo viene utilizzato con significato positivo, ma altrettanto spesso assume un significato negativo (Il caffè di notte)

Per approfondire l’argomento vi segnalo il libro “I colori nell’arte” di Stefano Zuffi, edito da Rizzoli.

 

 

 

Giallo: quando sceglierlo per la grafica

Buon venerdì lettori! Questo pomeriggio vi propongo il secondo dei quattro post dedicati al colore giallo e vi racconto come viene utilizzato nel mondo del Graphic Design.

Come vi ho già spiegato nel post precedente, il giallo è un colore controverso: ha molti aspetti positivi (è allegro, vivace, stimola la concentrazione…) ma ha anche delle controindicazioni: mai eccedere con questo colore!

Molto apprezzato nel mondo della grafica e della pubblicità per le sue capacità di attirare l’attenzione, proprio come il rosso (che sarà il tema di dicembre, ndr), utilizzato soprattutto per promuovere prodotti per giovani e bambini; attenzione però: è molto “commerciale” e per chi volesse un’immagine raffinata andrebbe sicuramente evitato o utilizzato a piccole dosi.

Sicuramente, se la vostra intenzione fosse quella di incuriosire, sarebbe il colore adatto.

Non è finita qui: pare che questo colore sia in grado di stimolare l’appetito, come il rosso e l’arancione. Per questo motivo viene spesso utilizzato nel campo della ristorazione… Qualcuno ha detto McDonald?!

La seconda versione del giallo nella grafica è il contrasto: esistono pochi colori che riescano a creare un contrato così evidente se associati al nero o al grigio. In questo caso viene utilizzato esclusivamente un duetto di colori, soprattutto per agenzie di comunicazione e simili.

Detto questo, il giallo è da scegliere o no?

Come già detto, stiamo parlando di un colore molto vivace e allegro, da scegliere quindi per composizioni grafiche rivolte ad un pubblico giovane (locali, eventi…) oppure per promuovere una campagna pubblicitaria che punti sull’aspetto economico e prettamente commerciale (saldi, sconti, e così via). Ovviamente è un colore perfetto per chi si occupa di ristorazione e derivati.

In alternativa lo si può “alterare”: giallo pastello per i bambini, ocra per ambienti rustici; oppure abbinare ad altri colori: giallo-blu-bianco, molto particolare e sicuramente d’impatto, giallo-rosso per macellerie o centri commerciali, ecc.

Da evitare categoricamente per ambienti eleganti e raffinati, perderebbero la loro classe.

Da ricordare: secondo alcune ricerche, il giallo associato al nero forma la combinazione di colori che si nota e ricorda con più facilità.