Recensione | Ikigai

Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici Book Cover Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici
Bettina Lemke
Saggio
Giunti
2017
Cartaceo, copertina flessibile
160

Dal Giappone un metodo per giungere alla conoscenza di sé, alla scoperta di ciò che dà senso e realizzazione alla propria quotidianità. Lo scopo? Trovare il proprio ikigai, la propria ragione di vita, e sentire finalmente di condurre un'esistenza piena, soddisfacente e degna di essere vissuta. Ikigai è una parola magica, così magica che non ne esiste una traduzione semplice nelle lingue occidentali. Possiamo definirlo "la ragione di esistere", "il motore della vita", o ancora meglio "ciò per cui vale la pena di alzarsi la mattina". Ognuno di noi possiede il proprio, anche se non tutti ne sono consapevoli: è la premessa fondamentale per vivere una vita sana, soddisfacente e, semplicemente, felice. Esempio ne sono gli abitanti dell'isola giapponese di Okinawa, dove il tasso di ultracentenari è tre volte superiore a quello delle quattro isole più grandi del paese: la loro consapevolezza riguardo al proprio ikigai, unita a uno stile di vita sano e rilassato, li rende una tra le popolazioni più longeve e felici del pianeta. Ispirandosi a loro e suggerendo esercizi pratici che guidano al riconoscimento dei valori e degli obiettivi veramente importanti per ciascuno nella vita, l'autrice ci insegna a riconoscere cosa ci trasmette energia, curiosità, positività, realizzazione personale, fiducia in noi stessi, progettualità. In altre parole, cosa ci serve per essere felici.

Recensione | Ikigai

Ikigai è un saggio suddiviso in due parti. La prima è descrittiva e viene spiegato il significato della parola e della filosofia che rappresenta. La seconda “interattiva”, in cui il lettore può cimentarsi in domande e risposte a sé stesso, in modo da riflettere su alcuni aspetti della propria vita.

Fondamentalmente il percorso verso l‘ikigai è quello che porta a conoscere sé stessi e, nello specifico, ciò a cui si è maggiormente portati. In questo modo si potrà stabilire un percorso da seguire che avrà lo scopo principale di garantire serenità in ogni ambito della propria vita.

L’ikigai racchiude quindi in una sola parola missione, vocazione, professione e passione.

Quattro aspetti che determinano l’esistenza di ognuno ma che spesso non vengono considerati per indifferenza o impossibilità. Ovviamente, nella vita di ognuno ci sono molti fattori che determinano ciò che una persona può o non può fare – non è sufficiente avere una passione per vederla realizzata all’istante.

Piuttosto, l’intento dell’Ikigai è quello di aiutare a “leggere” sé stessi, ed è proprio quello che il libro cerca di fare questo libro con le domande che vengono poste al lettore.

 

Il saggio

Come ho accennato all’inizio della recensione, la prima parte del libro è una spiegazione sul significato dell’Ikigai. Si tratta essenzialmente di un saggio breve suddiviso in più parti: dal significato della parola alle esperienze dell’autrice e di altre persone, fino al racconto dell’esistenza di alcune realtà in cui l’ikigai è una regola di vita, come l’isola di Okinawa per esempio.

Personalmente avrei preferito che la parte dedicata alla storia dell’Ikigai e del Giappone fosse più corposa rispetto a quella dedicata agli esercizi, ma tuttavia si è rivelata abbastanza interessante, soprattutto in alcuni punti.

 

Gli esercizi

Gli esercizi occupano la maggior parte del libro e, nella prima parte, servono al lettore per analizzare i propri gusti e passioni senza pensarci troppo. In seguito vengono poste delle domande che hanno lo scopo di aiutare il lettore a trovare la positività ogni giorno.

Infine, l’ultima parte, serve a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e trovare “la soluzione”, anche grazie ad un grafico a quattro sezioni: gli elementi che andranno a sovrapporsi tra le varie sezioni saranno quelli che determineranno missione, vocazione, professione e passione.

 

In conclusione

Nonostante conoscessi già il significato dell’Ikigai, questo è stato il primo libro letto a riguardo. Come ho già detto, avrei preferito se avesse dato maggiore importanza alla spiegazione che agli esercizi, ma tutto sommato ho apprezzato questo libro perché fornisce buoni spunti di riflessione e, soprattutto, alcune idee su come avere una visione più positiva della propria quotidianità.

Lo consiglio a chi cerca un momento di pace e serenità. Anche se alcune affermazioni possono sembrare scontate e banali, in realtà è impressionante come quotidianamente vengano accantonate per colpa di fretta, stress e quant’altro. Esempi lampanti sono dati dalla respirazione e dalla postura, che spesso sono scorrette proprio a causa dei motivi citati poco fa e che possono creare disturbi e malessere!

 

Bene, a questo punto vi auguro buon viaggio e buona lettura!

Recensione | I nodi dell’anima

I nodi dell'anima Book Cover I nodi dell'anima
Mondo
Daniela Graglia
Saggio, Romanzo
Golem Edizioni
2017
Cartaceo, Copertina flessibile
190

«Pronto Anna?» Di scatto mi tirai su dal letto, ma sentii le forze cedere. Capogiro e nausea. Chiusi gli occhi e mi appoggiai alla testiera. Il cuore prese a battere forte e il peso della cornetta mi buttava giù di lato.  «Ciao, sono Renata, Marco...» Fu in quel preciso istante che tutto ebbe inizio.

Sinossi:

Questo libro nasce dall'unione di due generi: il romanzo e il saggio. La narrazione semplifica e concretizza la profondità della psicologia. È la storia del primo amore adolescenziale, quello che si dice non si scorda mai, inserita in un viaggio transgenerazionale in cui le vicende sentimentali dei due adolescenti si intercalano con l'amore, le storie e le caratteristiche dei nonni e dei genitori, figure significative fonte di saggezza e modelli interiorizzati condizionanti. Scritto con uno stile semplice e scorrevole per trattare argomenti difficili e formativi, il testo riprende la vita e la morte, gli aspetti vitali dell'esistenza si confrontano e coesistono con quelli mortiferi. La nascita, l'adolescenza, il rapporto con il proprio corpo, la relazione genitori-figli, la sessualità, l'innamoramento, la progettualità del futuro, la separazione, il lutto, la perdita, l'emotività e gli attacchi di panico, la riprogrammazione quotidiana dell'esistenza. Un libro scritto con il cuore, che parla al cuore di problemi di cuore, in grado di far sorridere e piangere, dove il rumore assordante della musica si intercala con il silenzio della solitudine.

 

Recensione I nodi dell’anima

Tutto questo ci fa capire che siamo inseriti all’interno di foreste, frutteti, boschi, deserti di cactus e non sempre è facile vederci chiaro. La colpa può essere dei rami così fitti che impediscono alla luce di penetrare, dell’arsura e del calore che offusca le proprie funzioni , o di qualcosa che ci pareva fantastico e poi si comprende che non lo era. 

Il libro:

Si tratta di un saggio sotto forma di romanzo: la trama è semplice ed essenzialmente racconta delle vite tipiche, non ideali ma reali. Vite in cui, bene o male, chiunque si può rispecchiare: è proprio attraverso il racconto di momenti ed emozioni tipici della vita di ognuno che si snoda il saggio. L’autrice, infatti, analizza passo a passo le varie fasi che solitamente ogni persona è costretta ad affrontare nel corso della propria vita, spiegandone i risvolti psicologici.

Ogni stato d’animo o emozione umana viene preso in considerazione: amore, paura, tristezza, euforia, indecisione. Allo stesso modo vengono analizzati molti aspetti di una vita che dipendono direttamente da un evento specifico: lutto, perdite, separazioni, crescita, sessualità e così via.

Lo stile dell’autrice è molto scorrevole e discorsivo: riesce a spiegare concetti che sono alla base della psicologia attraverso esempi di vite comuni. Il lessico è curato ma mai troppo complesso, nemmeno quando è il saggio a prevalere sul romanzo.

La protagonista e narratrice è Anna: attraverso il racconto delle sue esperienze vengono presentati gli altri personaggi principali (Marco, i genitori, la nonna, ecc). Sono tutte persone comuni: una ragazza semplice, degli studenti o dei lavoratori, dei sognatori o dei pessimisti, un’anziana che ha molto da insegnare e così via.

Riassumendo il contenuto della vita di una persona e di quelle collegate ad essa in meno di duecento pagine, questo libro mette in risalto aspetti che spesso possono sembrare di poca rilevanza ma che, al contrario, contribuiscono alla tessitura di quell’esistenza specifica: l’importanza di una canzone, di una frase, di parole dette o non dette, di momenti e ricordi.

Sembra strano, ma ci sono argomenti paradossali e stravaganti che non destano alcun timore a chi ne discute se non vergogna; mentre in altri casi, temi così umani e di vitale importanza, scatenano il riserbo più totale. Dei veri tabù. La morte è uno di questi.

In conclusione:

Secondo il mio parere il punto di forza di questo libro è, come detto in precedenza, la capacità di tradurre la psicologia in quotidianità e viceversa. Senza dubbio lo consiglio a tutti gli appassionati di psicologia ma, soprattutto, a chi dovesse essere interessato all’argomento senza esserne esperto, proprio per la capacità dell’autrice di rendere comprensibili molti concetti.

Buona lettura! Vi lascio il link per l’acquisto su Amazon: qui.

Recensione | I roghi delle streghe

I roghi delle streghe - Storia di un olocausto Book Cover I roghi delle streghe - Storia di un olocausto
Alessandra Micheli
Saggio
Caravaggio Editore
2008
e-book
75

Sinossi:

La storia della persecuzione delle streghe come prima manifestazione di un fenomeno più profondo e radicato nella concezione moderna occidentale, quello di un accanimento inflessibile e programmatico nei confronti di tutte le donne. Questa la tesi dell'autrice che, attraverso il filtro di una cronaca lucida, ci riporta in quel mondo misterioso e lontano che per troppo tempo è stato ignorato o, più colpevolmente, frainteso. Iniziata nel Trecento e protrattasi per secoli, fino a culminare negli atti efferati dell'Inquisizione, la "caccia" contro le streghe rappresenta il paradigma di una lotta epocale da parte della Chiesa e dello Stato contro il potere femminile e i suoi valori di immaginazione, libertà e sensualità, che sono il vero motore della nostra evoluzione spirituale. L'affermazione definitiva dello spirito maschile, a partire da quelle vicende sanguinarie, segna pertanto una perdita incalcolabile non solo per le donne ma per l'umanità tutta che, agganciata a una concezione dualistica della vita, dove il divino è confinato in un luogo inavvicinabile, si ritrova debole e separata dalle ricchezze immanenti dell'invisibile.

Recensione I roghi delle streghe

Il libro:

I roghi delle streghe – Storia di un olocausto è un saggio estremamente curato e dettagliato: nonostante sia piuttosto breve, infatti, contiene nozioni fondamentali per chiunque si affacci su questo argomento per la prima volta ma, soprattutto, offre un punto di vista non comune.

Il ritmo è piuttosto veloce perché, come detto poco fa, riassume in meno di cento pagine secoli di storia.

Lo stile è curato e professionale: unisce nozioni storiche e opinioni personali dell’autrice (con cui, per altro, sono pienamente d’accordo). Il lessico è accuratamente scelto per definire ogni aspetto di quello che è stato, a tutti gli effetti, un olocausto – troppo a lungo dimenticato, mascherato, nascosto.

Per quanto riguarda il libro in sé, posso quindi affermare che la mia impressione sia stata quella di avere tra le mani un testo molto valido, realizzato da un’autrice con una profonda conoscenza dell’argomento.

Per quanto riguarda, invece, il contenuto, ammetto di non poter dare un parere imparziale, in quanto il tema trattato mi è sempre stato molto a cuore ed è per me un piacere parlare di un testo che offre un punto di vista differente sugli eventi storici, arrivando fino ai giorni nostri, e che, come già detto, mi trova in totale accordo.

Premesso questo, posso dare una motivazione al mio totale apprezzamento di questo saggio: oltre ad illustrare gli avvenimenti storici ponendo in luce le crudeltà che sono state commesse per ignoranza e paura contro le streghe, incita a soffermarsi a riflettere su come questa non sia altro che una definizione erroneamente associata al male ma che, in realtà, identifica le donne in generale.

Il potere maschile demonizzò, nascose o addirittura sterminò le stesse radici culturali. I roghi delle streghe rappresentarono questa deliberata sottovalutazione, se non addirittura la perdita del femminino nella nostra cultura.

Si tratta di un messaggio molto forte: gran parte di ciò che ci viene insegnato è, in realtà, un tacito nascondere la verità o, perlomeno, tralasciare l’argomento come se non fosse importante.

Questo è doppiamente ingiusto: in primo luogo, per il fatto che degli eventi storici, brutti o belli che siano, possano essere dimenticati; in secondo luogo, per ogni donna.

Con il Rinascimento, per ironia della sorte, esplose la caccia alle streghe. Da una parte, ci fu la riscoperta del sapere ermetico, della tradizione pitagorica e dell’alta magia. Il sapere magico diventò iniziatore ed elitario[…]. Dall’altra parte, le pratiche di stregoneria si caratterizzarono per l’aspetto volgare e spicciolo di una magia incentrata sui bassi appetiti.

Come volevasi dimostrare, gli argomenti trattati sono molto delicati: partendo dal concetto di base, la donna, che rimane un “problema” per molti anche nella società moderna, fino alla stregoneria, idealizzata in un modo profondamente scorretto.

I roghi, le persecuzioni lette in questa ottica, non sono altro che forme di controllo per reprimere l’influsso del potere femminile […].

La Chiesa si impegnò a distruggere le streghe perché erano una manifestazione superstite del paganesimo.

Non solo: il saggio aiuta a far comprendere, a chi dovesse interessarsi per la prima volta all’argomento, come la streghe in realtà siano la base della conoscenza medica, erboristica ed ostetrica. Fattore questo, che viene spesso volutamente nascosto, riportando la conoscenza indietro di centinaia d’anni, ancora prigioniera della paura di ciò che non si conosce.

Colpevoli di essere state donne fiere di esserlo.

In conclusione:

Potrei dilungarmi per ore a parlare degli argomenti trattati nel libro ma mi fermo qui e consiglio vivamente di leggere questo saggio.

Nonostante le nozioni storiche non mi fossero nuove, ho trovato questo testo geniale anche per quanto riguarda lo stile e la forma; lo consiglio quindi ad ogni genere di lettore.

L’unico punto su cui non sono d’accordo con l’autrice è il fatto che ogni donna senta dentro di sé la storia delle streghe: credo, invece, che per alcune donne purtroppo non sia così… credo siano ormai troppo assoggettate a ciò che è stato imposto per secoli come vero.

Detto ciò, vi lascio il link per l’acquisto del libro e ripeto: leggetelo.

P.S. La frase conclusiva del libro è stupenda, ma non voglio rovinarvi la sorpresa!

 

Link per l’acquisto: Caravaggio Editore