Spietati gentiluomini

Spietati gentiluomini Book Cover Spietati gentiluomini
Ginn Hale
Fantasy, Gotico moderno, Thriller
Triskell Edizioni
2016
Copertina flessibile
219

Belimai Sykes è molte cose. È un prodigo, il discendente di antichi diavoli, una creatura di oscure tentazioni e rari poteri. È anche un uomo con un passato brutale e una pericolosa dipendenza.
E Belimai Sykes è l’unico uomo a cui il capitano William Harper può rivolgersi quando deve affrontare una serie di sanguinosi omicidi.
Il signor Sykes, però, non lavora gratuitamente e il prezzo della sua frequentazione costerà al capitano Harper ben più della propria reputazione.
Dai palazzi sontuosi dei nobili, dove la vivisezione e la stregoneria sono celati da una patina dorata, ai quartieri malsani dei Bassinferi, il capitano Harper deve combattere per la giustizia e per la propria vita.
Ha molti nemici e il suo unico alleato è un diavolo che conosce fin troppo bene. Sono questi i pericoli che si incontrano quando si ha a che fare con gli spietati.

Spietati gentiluomini è un romanzo fantasy-gotico moderno con la struttura di base di un thriller.

Difficile da definire? Si. Questo romanzo è molte cose; rientra in generi diversi: ha la struttura di un giallo/thriller, ha alcuni elementi di un horror ma non troppo marcarti, ha del fantasy – senza dubbio.

Spietati gentiluomini

Belimai, il protagonista, è un prodigo dal passato discutibile, con una dipendenza pericolosa, incline all’autodistruzione, troppo duro con sé stesso e intrappolato nei ricordi di un passato tormentato e difficile ma, a tratti, comunque migliore del futuro che lo attende.

Fino al momento in cui viene ingaggiato per indagare sul caso di una misteriosa sparizione: il capitano Harper si rivolge a Belimai per ritrovare la sorella scomparsa ma questo è solo l’inizio della turbolenta avventura, che proseguirà con una serie di sanguinosi omicidi tra umani e prodighi.

Per Belimai e il capitano Harper, però, si intravede una luce alla fine del tunnel: la possibilità di un nuovo inizio, di redenzione e di pace…sarà possibile?

Spietati Gentiluomini è, quindi, molte cose: i prodighi fanno pensare all’horror, l’ambientazione ad un dark fantasy, la struttura ad un thriller.

L’unione di vari generi letterari crea in questo modo un libro originale, con elementi diversi dal solito nonostante la struttura di base sia quella di un giallo.

Lo stile dell’autrice è molto curato. La lettura risulta scorrevole e piacevole; il lettore viene completamente catturato dalla storia dei protagonisti da non curarsi delle pagine che scorrono. Il ritmo di lettura è piuttosto veloce, sia grazie allo stile che alla trama.

In conclusione:

Spietati gentiluomini si è rivelato una belle scoperta: una storia fuori da ogni schema narrativo e d’immaginazione.

Lo consiglio ai lettori che vogliono sperimentare testi nuovi e diversi!+

Personalmente non conoscevo l’autrice né il libro, è stato un regalo apprezzatissimo che, oltre al piacere della lettura, mi ha regalato qualche perla di ispirazione per quanto riguarda la creazione dei personaggi e delle ambientazioni immaginarie.


Indice recensioni

Miti del Nord

Miti del Nord Book Cover Miti del Nord
Neil Gaiman
Miti e leggende
Oscar Vault Mondadori
2019
Copertina flessibile
228

Odino il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, suo figlio, incredibilmente forte ma non certo il più intelligente fra gli dèi; e Loki, figlio di un gigante, fratello di sangue di Odino, insuperabile e scaltrissimo manipolatore. Sono alcuni dei protagonisti che animano il nuovo libro di Neil Gaiman: noto per essersi ispirato spesso ai miti dell'antichità nel creare universi e personaggi fantastici, questa volta Gaiman ci offre una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti. Tra i racconti più avventurosi ci sono quello di Thor, che, per riprendersi il martello che gli è stato rubato, è costretto a travestirsi da donna, un'impresa non da poco considerando la sua barba e il suo sconfinato appetito; o quello di Kvasir - il più saggio fra gli dèi - il cui sangue viene trasformato in un idromele che colma di poesia chi lo assaggia. Il finale del libro invece è dedicato a Ragnarok, il giorno del giudizio, il crepuscolo degli dèi, ma anche la nascita di un nuovo tempo e nuovi popoli.

I miti del Nord è una raccolta di racconti di Nail Gaiman che racchiude i più importanti miti norreni, partendo dalla creazione dei nove mondi fino a Ragnarok, la fine del mondi conosciuti e l’inizio di una nuova era.

I miti del Nord

Attraverso una decina di racconti, Nail Gaiman ripercorre in ordine cronologico le vicende chiave dell’intero filone narrativo norreno: dalla genesi dei mondi a Ragnarok, dal sacrificio del gigante Ymir per la creazione della nostra Terra a storie più buffe e divertenti.

Inoltre, l’autore presenta alcune delle divinità più importanti: Odino, Thor, Loki, Hela, Heimdal e così via.

Vengono narrate storie di giganti e di nani, di come gli Dei abbiano avuto il loro potere, le loro armi e le loro usanze.

Nel complesso Miti del Nord è un bel libro, adatto ad appassionati e a chi si avvicina per la prima volta alla mitologia norrena, soprattutto perché scritto in modo semplice, scorrevole e non prolisso.

Lo stile di Gaiman è molto diretto, usa un lessico semplice e periodi poco articolati. Il ritmo di lettura, di conseguenza, è piuttosto veloce.

Si può dire quindi che sia un buon libro ma, attenzione, si tratta di una versione “romanzata” a piacere dell’autore perciò, se si sta cercando un testo approfondito sulla mitologia norrena che spieghi in modo dettagliato tutte le caratteristiche di questi racconti, questo non è il libro giusto.

Si potrebbe definire come un romanzo riassuntivo sulla mitologia norrena.

 

NOTA PERSONALE:

Dopo aver analizzato questo libro in modo oggettivo, mi sento di aggiungere un parere soggettivo, sperando che possa tornare utile a qualche lettore appassionato di mitologia nordica.

Leggendo Miti del Nord ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa “fuori posto”. Alla fine del libro ho capito: è moderno. Il lessico e lo stile sono estremamente moderni, contemporanei. Cos’era fuori posto? Nulla. Semplicemente per mio gusto personale avrei preferito che i miti fossero riportati con uno stile più classico e un ritmo più lento.

Ribadisco: questo è un appunto personale che non ha nulla a che vedere con la qualità del libro, che si è dimostrato valido in tutto e per tutto.


 

RECENSIONI: INDICE

Strane creature

Strane creature
Tracy Chevalier
Romanzo storico, biografia
Neri Pozza
2009
Copertina rigida
287

È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex. Un giorno sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha e l'aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista. Quand'era poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dell'incidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.

Strane creature è un romanzo storico di Tracy Chevalier, ambientato in Inghilterra, basato sulla biografia di due donne straordinarie.

Ovviamente, come precisato dall’autrice stessa, si tratta di una versione romanzata e arricchita di dettagli di fantasia rispetto a quanto accaduto realmente. Per vari motivi, infatti, è praticamente impossibile risalire a tutti i fatti nel dettaglio.

La ricostruzione di una vita non è mai semplice, nemmeno quando si tratta di quella di personaggi illustri su cui si possono trovare testimonianze e documentazioni. Questo compito è reso tanto più difficile, in questo caso, dal fatto che le vite in questione fossero di due donne, per di più bizzarre per la loro epoca.

Le donne in questione sono Mary Anning e Elizabeth Phiplot che, grazie alla loro curiosità e voglia di apprendere, hanno scoperto esemplari fossili fino ad allora sconosciuti e hanno scatenato non poche critiche e dubbi sul mondo per come lo si conosceva.

Strane creature

Dopo la morte del padre, tre sorelle sono costrette a trasferirsi a Lyme Regis, un paese decisamente meno mondano e attraente rispetto alla rigogliosa città di Londra.

Qui, ognuna di esse si dedica ad un’attività diversa, ma è Elizabeth a trovare sé stessa e molto di più.

Nel giro di poco tempo dopo il suo arrivo a Lyme Regis, scopre i fossili e se ne appassiona, tanto da passare intere giornate cercandone.

In questo modo incontra la giovane Mary Anning, una ragazzina che cerca fossili per venderli con il fratello.

Questa coppia stravagante dovrà affrontare una società patriarcale, dominata dalla religione e completamente assoggettata alle scritture bibliche per portare alla luce i primi esemplari di dinosauro fossile (all’epoca ritenuto coccodrillo) e mettere in discussione argomenti come l’estinzione, fino ad allora nemmeno contemplata.

Oltre la trama

Tracy Chevalier si dimostra ancora una volta una maestra del romanzo storico, mettendo alla portata di tutti biografie spesso dimenticate o messe in secondo piano.

Questa volta lo fa con due donne che hanno cambiato lo studio della paleontologia e la percezione del mondo e del tempo.

Lo fa in modo impeccabile. Stile, ritmo, ambientazione e atmosfera: tutto perfetto.

Strane creature è un romanzo relativamente breve, dall’andamento costante e dalla trama coinvolgente ed affascinante: lo si può letteralmente divorare in poche ore.

Senza dilungarsi ulteriormente sullo stile che, appunto, si conferma impeccabile, va aggiunta una sola nota.

La narrazione avviene attraverso due punti di vista alternati, quello di Mary e quello di Elizabeth. Le due protagoniste sono molto diverse tra loro (una di ceto medio, l’altra povera; una istruita, l’altra no; una “zitella” che non si sposerà mai, l’altra appena adolescente): le diversità sono percettibili dallo stile dell’autrice, che cambia e si caratterizza in modo diverso in base alla voce narrante.

In conclusione: non posso fare altro che consigliarvi questo libro e l’autrice in generale! Leggete tutto ciò che ha scritto!


INDICE RECENSIONI

Altri romanzi di Tracy Chevalier:

La dama e l’unicorno

La ragazza con l’orecchino di perla

Il conte di Huntingdon – Gloria

Il conte di Huntingdon Book Cover Il conte di Huntingdon
Gloria
Venus Marion
Romanzo storico, Fiction, Novella, Racconti
Self-published
2020
Copertina flessibile
101

⤜ IL MEDIOEVO COME LO AVETE GIA' LETTO... solo in GLORIA!⤞
Terza novella della saga di GLORIA. Agli episodi già noti della storia principale, che vede protagonista milady di Gisborne, si intrecciano le (dis)avventure di Adam di Locksley. Bandito sin dalla nascita, reietto finché non si presenta l’occasione di riappropriarsi di titoli e proprietà, Adam non deve solo portare avanti un’eredità ingombrante, ma deve compiere un’impresa titanica: scavare le fondamenta di un futuro incerto. Senza farsi sfuggire l’amore della sua vita, nel frattempo.

⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.
Cover Art by © Alice Sogno


Il conte di Huntingdon è la terza novella/spin-off di Gloria, di Venus Marion.

Se avete seguito le vicende di Cybele e Adam – e le mie recensioni – fino qui, saprete ormai che le recensioni di questa saga sono diverse dalle altre. Sono diverse perché V. è ormai una delle più grandi amiche che abbia mai avuto e perché oltre a propinarvi qui e su Instagram i suoi libri, vi propino anche le mia copertine! Ma veniamo al libro…

Il conte di Huntingdon

Stravolge completamente la struttura e l’impostazione della trilogia principale e delle precedenti novelle, cambiano punto di vista e suddivisione della narrazione.

Questa volta il protagonista è Adam, ed è proprio lui a raccontare i fatti attraverso gesta, parole e pensieri. Si tratta perlopiù di scene già viste in Gloria, ma questa volta narrate secondo l’esperienza del protagonista maschile: alcune scene vengono approfondite e interpretate in modo diverso rispetto a ciò che abbiamo letto nella “prima versione dei fatti”, dettata da Cybele.

La novella è essenzialmente una raccolta di racconti brevi che ripercorrono l’arco temporale della trilogia principale. Rimangono quindi invariati i personaggi, l’ambientazione e l’atmosfera, ma cambia la percezione di tutto ciò.

Questo è possibile grazie a V., che si è divertita (o, forse, ha più che altro sofferto) nel saltare da una mente all’altra dei suoi personaggi, rendendo tutto assolutamente realistico e percettibile.

Adam in questa novella ci fa ridere e piangere. Come anticipato, anche questa novella è l’equilibrio esatto tra ironia e tragedia.

𝒮𝑒𝒾 𝓈𝑜𝓁𝑜. 𝐸 𝓈𝑒𝒾 𝒸𝒾𝓇𝒸𝑜𝓃𝒹𝒶𝓉𝑜. 𝒩𝑜𝓃 𝓈𝑒 𝓃𝑒 𝑒𝓈𝒸𝑒, 𝓂𝒶 𝓃𝑜𝓃 𝒹𝑒𝓋𝒾 𝓊𝓈𝒸𝒾𝓇𝓃𝑒.
𝒟𝑒𝓋𝒾 𝓈𝑜𝓁𝑜
𝓇𝑒𝓈𝓉𝒶𝓇𝑒
𝓋𝒾𝓋𝑜.

Devo dirvi ancora qualcosa? Si: recuperate Gloria, Radici d’inverno e Ci vorrebbe un eroe. SUBITO.

 

 

 

 

Il castello errante di Howl

Il castello errante di Howl Book Cover Il castello errante di Howl
Diana Wynne Jones
Fantasy, Fiaba
Kappalab
2013
Copertina flessibile
245

Il castello errante di Howl è un romanzo fantasy dell’autrice Diana Wynne Jones; è il primo volume di una trilogia, ma i protagonisti di questo primo romanzo hanno ruoli solamente marginari nei due volumi successivi.

Il castello errante di Howl

Il racconto è ambientato nel regno di Ingary, un mondo magico con strane tradizioni e caratteristiche.

La protagonista è Sophie, figlia di un rispettabile cappellaio, che vive con le sorelle e la seconda moglie del padre. Questa donna sembra volere il bene delle figliastre ma, dopo la morte del padre, decide di mandare le figlie minori a lavorare come apprendiste e tenere Sophie con sé al negozio di cappelli, facendole rinunciare alla scuola.

Sophie accetta il suo destino monotono e si rassegna al lavoro nel negozio. Ben presto, però, accade qualcosa che cambierà la sua vita per sempre: tra intrallazzi di potere, incantesimi e altre stranezze, Sophie si ritrova nel corpo di un’anziana signora a vagare per il regno in cerca di soluzioni e risposte.

Così incontra gli altri stravaganti protagonisti della storia: Howl, il mago proprietario del castello errante, Calcifer – il demone del fuoco con cui il mago ha un legame sin dall’infanzia, grazie al quale il castello viene alimentato costantemente. Dopodiché si susseguono una serie di personaggi secondari e antagonisti.

Il castello errante di Howl può essere classificato come fiaba moderna: la struttura della trama è quella di una fiaba, inoltre si possono trovare altre caratteristiche in comune a questo genere letterario (come per esempio la mutazione fisica dei protagonisti, la loro evoluzione psicologica e così via).

Si tratta, quindi, di un romanzo adatto ad un pubblico adolescente-adulto, capace di far riscoprire il piacere della lettura di una fiaba o di un racconto fantasy bizzarro e insolito.

Il punto di forza di questo libro è, infatti, l’insieme delle stranezze che contiene. Il castello che si muove e che consente di “uscire dalla porta” in un paese piuttosto che in un altro. L’unine di maghi, streghe, demoni e altre figure fantastiche in un’ambientazione quasi contemporanea.

Da non sottovalutare, in ogni caso, l’importanza di uno stile semplice e fluido come quello dell’autrice, unito ad un ritmo di lettura costante e piuttosto veloce, che rende la lettura ancora più piacevole e scorrevole.

In conclusione:

Personalmente ho trovato questa lettura molto piacevole e diversa dal solito, benché io legga molto spesso fantasy e fiabe. Lo consiglio ad ogni genere di lettore, di qualsiasi età; unico requisito: apprezzare almeno uno tra i generi fantasy e fiabesco!


RECENSIONI: INDICE

 

Il sangue degli elfi – The Witcher 3

Il sangue degli elfi. The witcher Book Cover Il sangue degli elfi. The witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2019
393

Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d'assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l'intera famiglia reale. La principessa Ciri è l'unica che riesce a fuggire ma, all'improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato... Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un'estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per Ellander, dove una maga le insegnerà a controllare quell'immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos...

Il sangue degli elfi  è il primo romanzo vero e proprio della Saga di Geralt di Rivia dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. In ordine cronologico di narrazione però si colloca al terzo posto, preceduto da Il guardiano degli innocenti e La spada del destino, che sono raccolte di racconti.

Ricorda. La magia è Caos, Arte e Scienza. È maledizione, benedizione e progresso. Tutto dipende da chi si serve della magia, come e con quale scopo. Ma la magia è ovunque. Ovunque intorno a noi. Facilmente accessibile. Basta allungare la mano. Guarda.

Il sangue degli elfi

In questo terzo volume molti dei pezzi che finora erano sparsi, trovano il loro posto all’interno della trama generale della saga. Viene fatta chiarezza sulla natura di Ciri, Geralt e Yennefer definiscono i loro ruoli all’interno della storia e nei confronti della bambina. C’è un altro personaggio a ricoprire un ruolo importante in questo volume… e si pensava non esistesse più!

Come anticipato per i due volumi precedenti, la saga si basa su ben quattro punti di forza:

  • lo stile;
  • i personaggi;
  • l’ambientazione;
  • l’atmosfera.

Senza ripetere quanto detto in precedenza, quindi, ci si può soffermare sulle “novità”: la più importante è sicuramente il fatto che si tratti di un romanzo anziché di una raccolta di racconti. La suddivisione avviene quindi in capitoli, in ordine cronologico, non in “eventi” distaccati.

Inoltre, rispetto ai precedenti volumi, questo districa in modo lineare ciò che accade sullo sfondo: lotte di potere tra re, rivalità tra creature di varie specie, intrighi tra maghi e così via. I tre personaggi principali salgono di livello: Geralt mostra ancor di più la sua personalità dalle mille facce, Yennefer si rivela una grande donna oltre che una grande maga, Ciri si allena fino allo sfinimento in tutte le sue svariate capacità e… ovviamente, non è ancora in salvo!

Il sangue degli elfi, come l’intera saga, è un fantasy molto valido dal punto di vista tecnico, piacevole da leggere, molto scorrevole e capace di dare un sacco di emozioni.

Per tutte le informazioni tecniche su questa saga vi rimando alle due recensioni precedenti:


Recensioni: INDICE

The Drunk Fury – La nascita della fratellanza

The drunk fury. La nascita della fratellanza Book Cover The drunk fury. La nascita della fratellanza
Paolo Andrico, Paolo Maria Corbetta
Fiction, Storico, Epistolare
bookabook
2019
Copertina flessibile
261

Mar dei Caraibi, 1702. Isabel de la Guardia, figlia del viceré del Perù, inorridita dai soprusi inflitti dagli spagnoli agli indigeni e infiammata dagli ideali dei ribelli, rinnega sangue e patria e progetta un'insurrezione. Le rivoluzioni però costano e per armare i rivoltosi la principessa ha un piano: recuperare il tesoro maledetto dell'Huascarán. Recluta così una ciurma di pirati, nativi, utopisti e balenieri e fonda la fratellanza della Drunk Fury. Anni dopo, nel 1718, toccherà a due reduci della spedizione raccontare gli eventi: Jack Tyler, pirata e baleniere, e Paul Dragon, rivoluzionario corso. Ma il passato è meno lontano e più minaccioso di quanto si possa pensare. Tra sospetti, imboscate, colpi di spada, barili di rum, vecchi nemici e nuovi amici, Jack e Paul dovranno sopravvivere ai propri demoni e lottare per un'ultima, insperata, possibilità di redenzione.

La mia interpretazione del personaggio di Chepi


The Drunk Fury – La nascita della fratellanza è il primo volume di una saga fiction-storica, ambientata nella prima metà del ‘700 attraverso il Mar dei Caraibi.

The Drunk Fury – La nascita della fratellanza

In questo romanzo ci sono tante cose analizzare e che vale la pena sottolineare.

Si tratta di un romanzo storico che ha come protagonisti personaggi inventati, ma che in qualche modo richiamano quelli realmente esistiti – quantomeno come simbolo di una categoria: pirati, nobili, nativi americani, e così via.

La nascita della fratellanza è il primo volume della saga e racconta, appunto, la prima parte di una storia che vede protagonisti Jack Tyler e Paul Dragon, due ex-pirati molto legati tra loro. I due protagonisti si sono ritirati da tempo quando decidono di raccontare le proprie gesta e fare chiarezza su quanto accaduto anni prima. In questo modo inizia la vera e propria storia della Drunk Fury: una nave, una leggenda, un simbolo.

Ambientato nel Mar dei Caraibi, a partire dal 1702 e nei due decenni successivi, ripercorre una parte della storia d’America e dei colonizzatori europei, attraverso le vite di una manciata di persone che simboleggiano, in qualche modo, i tratti caratterizzanti della società settecentesca, a partire dai pirati della peggior specie fino ai nobili più spietati e senza scrupoli.

The Drunk Fury – La nascita della fratellanza  unisce lettere e memorie, creando un ritmo di lettura piuttosto veloce e incalzante. Lo stile invece, giustamente, varia a seconda che sia Paul o Jack a scrivere. Benché ci siano alcuni tratti comuni, sono comunque distinguibili come “due penne diverse”.

Oltre la trama

Attraverso le lettere che Paul e Jack si scambiano, si ricostruisce a ritroso parte della trama che lega l’intera saga – fino ad arrivare alla Nascita della fratellanza.

Oltre ai due protagonisti citati poco fa, ci sono Marie Anne e Chepi, due donne a cui Paul e Jack si legano durante la loro straordinaria avventura. Due pirati, una nobildonna che rinnega le sue origini per qualcosa di più nobile, una nativa americana: tutti questi personaggi hanno qualcosa in comune. Cercano la libertà.

In questo senso il testo è molto rivoluzionario e idealista: la Drunk Fury viene infatti costituita per opporsi ad una sorta di imposizione dell’impero sul mare, sottratto ai suoi precedenti occupatori. Ognuno dei fondatori ha un motivo diverso e ugualmente valido per opporsi a questo regime.

Questa trama e questo sviluppo dei fatti sulla base di una qualche rivoluzione vengono spesso utilizzati nei romanzi… ma non in una storia di pirati! In questo il testo è molto originale.

Inoltre il ruolo del pirata viene rivalutato. Mai sentito parlare di Pirati Nobili? Strana associazione di parole, in effetti.

Ebbene, questi sono i pirati nobili: i protagonisti (non solo Paul e Jack)  tengono fede ai propri ideali dall’inizio alla fine, rischiando la vita per difendere il mare e il loro diritto di far parte di una realtà che sta per essere spazzata via. Volendo rendere universale il messaggio contenuto in questo libro, lo si può sintetizzare in questo modo: una lotta per la libertà e per mantenere ciò che c’è, in modo che non venga annientato dal “nuovo”.


In più.

Il libro contiene anche:

  • L’elenco dei personaggi con una breve descrizione
  • La biografia dei protagonisti
  • I ritratti dei personaggi principali

In conclusione:

Un bel libro: originale, con un bel messaggio, adatto a tutti i lettori. Consigliato!


RECENSIONI: INDICE

L’età dei profeti

L'età dei profeti Book Cover L'età dei profeti
Matteo Farneti
Thriller
Self-published
Copertina flessibile
408

L’età dei Profeti è un libro difficile da definire: un thriller? Un romanzo? Probabilmente una via di mezzo.

L’età dei profeti

Si tratta di un libro molto inteso, soprattutto per la quantità di avvenimenti che vengono narrati. Attraverso il protagonista si passa attraverso una serie di scene che vedono alternarsi questioni di affari (soprattutto legati al destino di una importante banca), politica e problemi personali di Mattia, il protagonista.

Per quanto riguarda i personaggi, perciò, si può dire che quelli secondari fungano esclusivamente da “base” per la trama, tranne una figura femminile – Giulia – che scatena l’inizio di tutto il percorso di Mattia. Benché si trovi ad affrontare ostacoli e problemi di ogni genere, il protagonista rimane immutato dall’inizio alla fine. Si tratta di un ragazzo che ha avuto problemi di alcol e droga, relazioni tormentate – fatta eccezione per quella con Giulia, che comunque è terminata. In più di 400 pagine e dopo una serie di eventi fuori dal comune, Mattia è lo stesso dell’inizio: è come se la trama iniziasse e finisse senza uno scopo, o quantomeno senza avere un risvolto sul protagonista. Per questo motivo è difficile entrare in sintonia con lui ed è difficile per il lettore immergersi nella storia.

Il ritmo di lettura è medio: benché lo stile sia semplice e scorrevole, la struttura rallenta la lettura. Il lettore si trova di fronte ad un puzzle da comporre e solo alla fine riesce a mettere insieme tutti i pezzi – come è giusto che sia.

Una  nota va fatta sull’epilogo: le ultime pagine, infatti, vanno interpretate da ogni lettore e, in base a queste, il libro può assumere significati diversi (personalmente credo possa essere interpretato almeno in due modi).

In conclusione

Personalmente credo sia un libro con un buon potenziale, che ha coinvolto il lavoro di diverse persone e soprattutto ha richiesto un grande impegno da parte dell’autore. Ho apprezzato molto la scelta delle citazioni e l’iea alla base della trama. Tuttavia, credo che possa essere migliorato ulteriormente o che, in ogni caso, l’autore possa sviluppare al meglio le sue capacità e le sue idee.

Ringrazio l’autore per avermi inviato una copia del libro e avermi dato modo di leggere la sua opera!


INDICE RECENSIONI

Gli occhi invisibili del destino

Gli occhi invisibili del destino Book Cover Gli occhi invisibili del destino
Mondo
Silvia Casini
Thriller, Urban Fantasy, Soprannaturale
Golem Edizioni
2019
Copertina flessibile
277

Eilis Rush ha occhi molto particolari: verdi, striati di grigio, giallo e blu notte, ma soprattutto nascondono un segreto. Lei è una giovane studentessa diciassettenne che, dopo un incidente automobilistico, dove i suoi genitori hanno perso la vita, dall’America è venuta a vivere a Roma. Va a stare da sua zia Clara che gestisce il negozio esoterico “Filincanto”. Eilis ha un’amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato, in compenso ha strane e inquietanti percezioni, così sua zia la porta da uno psichiatra. In sala d’attesa, Eilis legge su un giornale che a piazza Barberini, nella fontana del Tritone, è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Inizia così una strana e straordinaria avventura che la vede collaborare con Luca Marra, giovane poliziotto, per scoprire cosa si cela dietro una misteriosa serie di delitti dalle connotazioni esoteriche e, al tempo stesso, conoscere la verità sulla propria storia, sulla morte dei suoi genitori, sulle sue strane visioni e, magari, scoprire l’amore.

Gli occhi invisibili del destino è un thriller con tratti fantasy/soprannaturali.

La protagonista è Eilis, una ragazza che vive e in America e che si trasferisce a Roma dopo la morte dei suoi genitori in un incidente. Anche Eilis è coinvolta nell’incidente ma riesce a salvarsi, riportando un trauma che le causa un’amnesia parziale a lungo termine, ciò significa che non riesce a ricordare parecchi momenti del suo passato. Stranamente, però, dopo l’incidente inizia ad avere strane visioni. Dopo il suo trasferimento a Roma, inizia un’avventura che la porta in un vortice di esperienze ed emozioni, fino a scoprire la verità su di sé, sul suo passato, sull’incidente e sulle sue strane visioni: le vie più nascoste di Roma, una tipografia, un personaggio misterioso, un vecchio diario e delle risposte da trovare. E così per Eilis, forse, dopo tanto dolore e caos, arriva anche anche la pace.

Gli occhi invisibili del destino: oltre la trama

Gli occhi invisibili del destino è un romanzo che contiene alcune caratteristiche di un thriller, ma anche alcuni elementi del fantasy soprannaturale. La narrazione avviene in terza persona e mantiene i riflettori puntati sempre sulla protagonista, Eilis, della quale vengono riportati anche i pensieri più nascosti. Questo aiuta notevolmente il lettore a immedesimarsi nella protagonista e ad avere un’immagine più definita della sua personalità e del suo carattere.

Lo stile dell’autrice è scorrevole, il lessico scelto è semplice ma ricercato: questi due elementi, uniti, creano una narrazione fluida e coinvolgente. L’elemento più rilevante del libro è, però, l’atmosfera: ambientato quasi interamente a Roma, riesce a rendere la città “magica” e surreale, con un’atmosfera nostalgica e inquietante allo stesso tempo.

La descrizione della città attraverso ciò che la protagonista percepisce è davvero avvolgente ed è ciò che permette al lettore di immergersi ulteriormente nel racconto. A questo si aggiungono le descrizioni delle sensazioni della protagonista, anch’esse molto vivide e percepibili.

Il sole era calato già da un pezzo, lanciando dardi infuocati e bagliori nel cielo, prima di svanire sotto una morbida cortina di stelle. La luna, dal canto suo, aveva già ammaliato il mondo con la sua ascesa d’oro, prima di diventare del colore degli astri. Eilis era seduta nella sua stanza ad osservare l’universo silente dalla finestra, con il respiro affaticato.

Il ritmo di lettura è medio: lo stile scorrevole è contrappesato da descrizioni minuziose, perciò si ottiene un lettura di velocità intermedia. Tuttavia, avendo una trama coinvolgente, il libro può essere letto tranquillamente in tempi piuttosto brevi.

In conclusione:

Consiglio Gli occhi invisibili del destino a lettori di ogni genere: agli appassionati di thriller “soft”, del soprannaturale, dello urban fantasy e a lettori onnivori… Si tratta di un libro davvero molto piacevole!


Tutte le altre recensioni: INDICE

 

La spada del destino – The witcher 2

La spada del destino Book Cover La spada del destino
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2012
Copertina flessibile
438

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può sopraffare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un'orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio… Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l'unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore...

La spada del destino è il secondo volume della saga di Geralt di Rivia, in ordine cronologico di narrazione ma il primo di ordine di pubblicazione.

La spada del destino – The Witcher 2

In questo secondo volume continuano le avventure dello strigo Geralt, della maga Yennefer, del fedele compagno di viaggio Ranuncolo e della giovane Ciri.

Il volume è composto da sei racconti, può quindi essere definito come una raccolta di racconti. Benchè, appunto, siano racconti separati, sono comunque legati da un ordine cronologico di fondo: durante la lettura capita di fare salti temporali ma sempre piuttosto ravvicinati e mantenendo l’ordine in cui si svolgono gli eventi.

I sei racconti sono:
Il limite del possibile
Una scheggia di ghiaccio
Il fuoco eterno
Un piccolo sacrificio
La spada del destino
Qualcosa di più

Nel loro insieme portano all’evolversi della storia e del ruolo di Geralt e Yennefer, ad alcune rivelazioni sulla misteriosa Ciri e, in qualche modo, all’avvicinamento dello stirgo con il “premio” della legge della sorpresa a cui è vincolato.

Al di là dei risvolti della trama, che vanno giudicati in base al gusto personale di ogni lettore, ci sono alcuni elementi su cui vale la pena soffermarsi, come anticipato nel primo volume:

  • la struttura della trama: benché strutturata in racconti, mantiene un filo conduttore saldo e ben celato tra le scene, tant’è che il lettore viene magnetizzato dalla lettura dall’inizio alla fine;
  • i personaggi: oltre a quanto detto già nel primo volume riguardo alla caratterizzazione di ognuno, va aggiunto un appunto sulla dualità dei protagonisti. Geralt: uomo e strigo. Yennefer: maga e donna. Ciri: bambina e creatura dai poteri inestimabili. Ognuno dei protagonisti si trova a lottare con la propria natura, ma allo stesso tempo a difenderla; si trova ad odiarla e ad amarla, perché grazie ad essa può fare cose che altri non possono fare, decidere di salvare il possibile, cambiare il mondo in qualche modo.
  • gli elementi mitologici e storici riportati nei racconti. La trama, come per ogni fantasy, riprende la Storia, che si ripete inesorabilmente tra guerre e rinascite. Inoltre sono presenti riferimenti alla mitologia e alla religione nordiche: per esempio, un’intera scena che vede protagonisti Geralt e Yennefer fa riferimento alla festa di Belleteyn – o Beltane, una delle principali ricorrenze nella tradizione celtica.Belleteyn! Si divertono. Festeggiano il ciclo secolare della natura che rinasce. E noi? Che ci facciamo qui? Noi, due relitti condannati all’estinzione, allo sterminio e all’oblio? La natura rinasce, il ciclo si ripete. Ma noi no, Geralt. Noi non possiamo ripeterci. Siamo stati privati di questa possibilità. Ci è stata data la facoltà di fare cose straordinarie con la natura, a volte perfino contrarie a essa. E al tempo stesso ci è stato tolto ciò che in natura c’è di più semplice e naturale. Che importa che viviamo più di loro? Al nostro inverno non seguirà una primavera, non rinasceremo. Ma sia tu sia io siamo attratti da questi fuochi, sebbene la nostra presenza a questa festa sia una beffa malevola ed empia. (Yennefer)

Per quanto riguarda lo stile e il ritmo di lettura, non si può che confermare quanto detto per il primo volume: estremamente scorrevole, scritto in modo impeccabile, piacevole e coinvolgente. Mantiene, come nel primo volume, alcuni tratti caratteristici della fiaba tradizionale, della leggenda e del racconto popolare.

Appunti personali

Finora ho analizzato il libro in modo oggettivo, ma vorrei aggiungere alcune considerazioni personali. Ho letto opinioni contrastanti su questa saga, soprattutto per quanto riguarda lo stile. Ho letto che alcuni lettori lo ritengono adolescenziale e troppo semplice. Personalmente credo che la “semplicità” apparente e lo stile non eccessivamente arricchito ed elaborato siano una scelta ben calcolata. In questa saga sono presenti moltissimi personaggi, luoghi, creature di ogni sorta ed eventi da ricordare: sovraccaricare il testo con uno stile eccessivamente elaborato avrebbe reso il testo difficile da seguire e ricordare; questo tipo di stile narrativo, invece, rende il testo molto scorrevole e magnetico, tant’è che il lettore viene assorbito completamente e riesce a seguire la lettura senza difficoltà.

Si tratta di un libro di più di 400 pagine che può essere letto in pochi giorni: credo che questo sia sinonimo di maestria nello scrivere, non di scarsità nello stile. Sicuramente non è una saga rivolta a ragazzini, ma ad un pubblico adulto o comunque ad adolescenti che siano lettori incalliti di ogni genere.