Arte medievale: un’occhiata al passato.

L’ arte medievale copre un lungo periodo di circa mille anni ed è quindi un insieme di culture, influenze e artisti distribuiti, non solo nel tempo, ma anche in uno spazio molto vasto. Più precisamente i territori interessati dal maggiore sviluppo artistico nell’epoca medievale sono: Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Le influenze dell’arte medievale.

L’arte medievale si sviluppa in un periodo di “incontro” fra numerose culture: i romani in decadimento, i popoli barbari del nord, le culture medio-orientali e nord africane e i popoli cristiani, per questo motivo l’arte durante il medioevo si presenta come un’unione di influenze sfruttate per scopi diversi.

Arte sacra.

Il periodo medievale è un periodo di fervore religioso nato principalmente per via della sempre maggiore influenza del cristianesimo. L’artista medievale si trovava quindi spesso a sacrificare parte della sua libertà di espressione al fine di relazionarsi con i dogmi religiosi dell’epoca. La religione stessa però è uno dei motori principali che trainano l’avanzamento artistico in periodo medievale: per rappresentare il “sacro” gli artisti spingono sempre più in là le loro tecniche e i loro studi per raggiungere la perfezione.

Nel tardo medioevo la chiesa prende posizione rispetto all’arte, vedendola come un modo per educare il popolo a seguire i propri dogmi e insegnamenti morali: da questo momento in poi la maggior parte dell’arte “commissionata” agli artisti è di carattere prettamente religioso.

L’artista medievale

L’artista medievale è storicamente inteso come anonimo, questo non perchè l’artista non avesse interesse ad essere associato al proprio lavoro ma perchè il lavoro dell’artista era considerato al pari di quello artigiano. Spesso anche i guadagni e lo status sociale di un artista erano come quelli di un artigiano. Altre volte, però, l’artista medievale sfruttava il lavoro di bottega per vivere ma cercava di lasciare il proprio segno nelle opere in modo che fossero riconoscibili.

 

Per leggere di più sull’arte medievale leggi: l’arte prima dell’anno mille!


Seguimi su instagram per non perdere nessun post!

Arte prima dell’anno 1000

Tra l’anno 0 e l’anno 1000 sono successe parecchie cose: guerre, rivolte, esplorazioni, civiltà che sono nate e scomparse. Stranamente però pochi sembrano interessarsi alle forme artistiche che si sono sviluppate in questo lungo periodo di tumulti e civiltà importantissime per la cultura moderna. In realtà la mancanza di documentazione riguardo all’arte rende difficile ricostruire a pieno la linea del tempo della storia dell’arte dall’anno 0 all’anno mille. In ordine cronologico, dall’anno 0, la maggior parte dell’arte si sviluppa in territorio romano, con influenze dalla cultura ellenica.

 

Arte Romana: dall’anno 0 al  400 d.c.

L’arte romana non era un’arte realizzata per il puro godimento estetico ma era spesso creata per fini ben più materiali come per esempio la propaganda. Infatti molte delle opere romane rappresentano capi politici, militari e religiosi e, di conseguenza, celebrano la loro figura e le loro imprese. Un fattore cruciale sia nella società che nell’arte romana è la divisione fra patrizi e plebei: l’arte plebea, indirizzata ad un pubblico ritenuto inferiore, aveva caratteristiche diverse da quella indirizzata ai patrizi. Di rilievo sono le sculture, le incisioni e le opere architettoniche in questo periodo artistico che si estende fino al 476 d.c. ma che è influente ancora oggi.

 Arte Tardoantica dal 400 al  500 d.c.

L’arte tardoantica si estende fino alla fine del v secolo dopo cristo. In questo periodo sono ancora di rilievo le sculture, le incisioni, i rilievi e le opere architettoniche. Sono molte, però, le innovazioni sia tecniche che stilistiche che vengono apportate all’arte in questo periodo precedente all’anno 1000. E’ importante sottolineare che l’influsso cristiano inizia ad essere preponderante, quindi i soggetti ed il modo in cui vengono rappresentati cambia drasticamente.

Arte medievale dal 500 d.c. all’anno 1000.

Il periodo dell’arte medievale si estende per circa mille anni, portandoci verso la fine del nostro viaggio nell’arte dall’anno 0 all’anno mille. Questo periodo, per l’arte e per la società, è profondamente influenzato dalle dottrine religiose.

Il periodo medievale, data la sua estensione temporale, viene diviso in filoni principali. Che sono:
Il filone dell’arte bizantina;
Il filone dell’arte islamica;
Il filone dell’arte romanica;
Il filone dell’arte gotica.

Il filone dell’arte bizantina.

L’arte bizantina ha mantenuto forti influssi in Italia almeno fino alla seconda metà dell’800 d.c. In quest’arte sono protagonisti i mosaici che diventano simbolo della raffinatezza e tecnica artistica. E’ un filone molto ramificato e differenziato in base alle zone in cui si è sviluppat0: dall’influenza persiana a quella romana, dalla nobiltà alle campagne.

Il filone dell’arte islamica.

L’arte islamica si è espressa nel medioevo soprattutto in campo architettonico (le altre arti patirono le limitazioni che l’Islam impone alla rappresentazione figurativa, a partire da Allah). La diffusione dell’arte islamica avviene principalmente in nord Africa, medio oriente, Sicilia e penisola iberica.

Il filone dell’arte romanica.

L’arte romanica è quella, che in tutte le sue forme, rappresenta al meglio il periodo di conflitti e tumulti nella società e nelle istituzioni. L’arte romanica rappresenta anche il conflitto religioso che era in corso, specialmente per quando riguarda la raffigurazione di figure religiose. La massima diffusione di questo filone d’arte medievale avviene attorno all’anno 1000 grazie alla rinascita del lavoro e all’affermazione del ceto borghese.

Il filone dell’arte gotica.

Questo filone conclude il nostro viaggio e ci porta oltre l’anno 1000, questo periodo è un periodo di distruzione delle regole e dei dogmi dell’arte classica (gotico, da Goti, uno dei nomi attribuiti ai barbari). Il gotico è anche un periodo di traguardi nella tecnica e nello stile, rappresenta la massima evoluzione del romanico.

 


L’arrivo del millennio

Continua con: Movimenti artistici, la linea del tempo


Seguimi su instagram per non perdere nessun post!

Rinascimento: arte e non solo!

Rinascimento
Storia dell'arte
Taschen
Copertina flessibile

Il Rinascimento è un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si è sviluppato in Italia, nello specifico da Firenze, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, a partite dalla metà del XIV secolo.

Si tratta di un periodo di cambiamento nella percezione di sé e del mondo: si sviluppa l’Umanesimo in ambito letterario, soprattutto grazie a Petrarca.

Il Rinascimento e l’individuo

A partire dal periodo rinascimentale, si sviluppa il concetto dell’individualità, del soggetto al centro di tutto ciò che lo circonda.

L’uomo è libero e artefice della propria sorte. In questo modo si potrebbe sintetizzare il pensiero dell’epoca: la religione e la “presenza” divina in ogni cosa vengono, per la prima dopo secoli, messe in secondo piano e l’individuo diventa il fulcro di ogni cosa. Ogni individuo è unico e capace di plasmarsi a suo piacimento.

Poco alla volta cambia la percezione del mondo, delle abitudini e soprattutto del modo in cui viene vista ogni azione umana: la ricerca del piacere e della felicità non sono più una colpa ma un vanto.

Unico lato negativo di questa nuova versione dell’individuo è la possibilità d’errore, il fallimento dovuto alla propria persona e non ad una volontà esterna. Questo porta angoscia e senso di inquietudine.

Cambiano radicalmente le materie di studio, anche nelle scuole: scompaiono i testi medioevali e le nuove generazioni studiano i classici nelle lingue originali: latino, greco, ebraico. Le figure di spicco basano il loro potere sullo studio della retorica, delle ideologie più diffuse e sulla conoscenza della storia, dell’economia e dalla società.

 

Vita quotidiana

Tra il XV e XVI secolo il tempo libero è dedicato nelle corti d’Italia alle corse di cavalli e alle giostre che vedono impegnate le diverse compagnie cittadine, vere e proprie competizioni con le loro bandiere che servono da diversivi dalle cruente guerre civili. La corte del principe poi conquista il favore del popolino con eventi particolari, residui del resto delle feste pagane, come il Carnevale dove il popolo può lasciarsi andare agli eccessi e credere di potersi sostituire per un giorno al potere costituito.

Rientravano nelle attività dedicate al tempo libero per i cavalieri inglesi, francesi e tedeschi la caccia e l’agricoltura, giudicate invece come non appropriate per chi apparteneva alla nobiltà dal letterato umanista Niccolò Niccoli e da Pietro de’ Medici il quale riteneva che la propria casata, benché di origine non nobile, poteva accomunarsi all’aristocrazia adottando le tradizionali usanze dei cavalieri medioevali come il torneo e la corsa delle lance che vennero spesso praticati a Firenze. Concordava nel ritenere questi passatempi tipici del cortigiano anche il Castiglione che nell’esercizio cavalleresco identificava un’importante qualità esteriore del nobile.

Nel Rinascimento uno strumento di acquisizione di popolarità erano anche i sontuosi banchetti regolati da un rigido cerimoniale per la somministrazione dei cibi e l’assegnazione dei posti. I banchetti pubblici tenuti in occasione di feste famigliari, religiose o comunali si tenevano all’aperto o in grandi sale dove era in mostra la ricchezza della famiglia con l’oreficeria per la tavola o con il vasellame prezioso esposto in grandi credenze a vetro. Lo svolgimento del banchetto era inoltre allietato da musica e dai cosiddetti “intermezzi”: spettacoli d’arte varia che si sviluppavano in vere e proprie rappresentazioni teatrali e commedie dell’antica Roma.

Nelle città la vita quotidiana è segnata dalle attività dei bottegai e degli artigiani che lavorano fuori delle mura della propria casa mentre quelli dediti alla tessitura e al filatoio svolgono il loro lavoro nella loro abitazione dove abitualmente ci si riunisce in grandi e confortevoli sale per i pasti e le veglie dopo cena dove si esercita l’arte del conversare a proposito di dote e interessi, di religione o di scandali locali. Successivamente si impiega il tempo libero serale per il gioco delle carte, degli scacchi o dei dadi mentre i bambini giocano a esercitarsi nella lettura

Il ruolo della donna

Dopo il matrimonio la tutela della donna passava dal padre al marito che eviterà nei casi più coercitivi che la moglie si affacci alla finestra o che si intrattenga sulla porta di casa per spiare o per ciarlare. Le mogli, in assenza del marito si prendono allora la libertà di andare in chiesa, al mercato, al pozzo o al mulino, tutti luoghi questi dove spesso nascono amori destinati presto a morire.

A partire dal Rinascimento in Italia, il ruolo della donna, in specie per quella appartenente all’aristocrazia e all’alta borghesia, al contrario del resto d’Europa, è particolarmente significativo: riceve un’educazione, come quella dell’uomo, basata sulle materie classiche e acquista rilievo nella vita sociale nella conduzione di feste, balli e tornei. La condizione femminile acquisisce valore come sposa, madre dedita alla cura della famiglia di cui cura gli interessi, anche politici, in assenza del marito. Tipico esempio di queste doti fu Lucrezia Borgia: perfetta castellana rinascimentale, acquistò la fama di abile politica e accorta diplomatica, tanto che il marito arrivò ad affidarle la conduzione politica e amministrativa del ducato quando doveva assentarsi da Ferrara. Fu anche un’attiva mecenate, accogliendo a corte poeti e umanisti come Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Gian Giorgio Trissino e Ercole Strozzi.

L’eleganza nel vestire degli uomini e delle donne italiane nel Rinascimento non ha pari nel resto d’Europa. Per evitare eccessive stravaganze vari provvedimenti impongono regole restrittive nonostante le quali però non riescono a controllare l’influenza francese e spagnola. Le donne curano in modo particolare il loro aspetto dal colore della pelle sino a quello dei capelli che la moda prescrive dover essere biondi. L’uso dei cosmetici e del profumo sono tanto diffusi che persino nel contado divengono abituali.

 

Rinascimento e arte: tra innovazione e tradizione.

Nel Rinascimento le arti figurative subiscono una rivoluzione importantissima: vengono stabilite delle regole per la prospettiva. Inoltre, nello stesso periodo, il corpo umano inizia a essere rappresentato come masse caratterizzate da forme anatomiche dando spessore ed importanza ad ogni figura rappresentata.

Allo stesso tempo nel periodo rinascimentale gli artisti riscoprono i modelli antichi, adattandoli però alle nuove regole e innovazioni che si sono sviluppate. L’architettura vede dunque un periodo di riscoperta e di innovazione simultanee: l’armonia e la distribuzione dei volumi della struttura diventano centrali nello studio delle strutture.

In Italia, Firenze e Roma sono i due maggiori centri di sviluppo artistico: Roma diventa centro indiscusso dell’arte grazie a Michelangelo e Raffaello.

 

Per tutti gli altri articoli: MUSEO AS.TRATTO