Dracula

Dracula! Ediz. illustrata Book Cover Dracula! Ediz. illustrata
Oscar Draghi
Bram Stoker
Horror
Mondadori
2019
Copertina rigida
531

«Dracula», archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabile e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi che questo volume presenta insieme ad altri testi, di Stoker o di altri autori, che rendono conto dell'eccezionale "vitalità" dei non-morti

Dracula di Bram Stoker è IL grande classico dell’horror gotico: un romanzo epistolare che presenta una nuova versione del vampiro, diversa da quella nota nel folklore popolare fino al momento della sua pubblicazione.

Dracula

Trattandosi di un romanzo interamente epistolare, tutti i fatti che ne compongono la trama sono deducibili da ciò che viene raccontato nello scambio di lettere tra i personaggi principali.

La narrazione inizia il 3 maggio 1890, quando Jonathan Harker parte per la Transilvania e si reca dal Conte Dracula, acquirente di una tenuta a Londra, per conto del suo capo – il Signor Hawkins.

Oltre alle lettere, i fatti vengono raccontati attraverso i diari personali dei protagonisti: Jonathan annota ogni dettagli della sua permanenza presso la dimora del Conte, in modo da non dimenticare ciò che accade e non cadere nella confusione causata dagli avvenimenti strani e da orari e consuetudini particolari del Conte.

In questo modo si apprende, poco per volta, come Jonathan si trovi coinvolto nel piano diabolico del Conte di trasferirsi in Inghilterra per avere accesso illimitato a nuove fonti di nutrimento: il sangue degli inglesi.

Poco alla volta, infatti, Jonathan ha modo di intuire e poi confermare il grande segreto del Conte: è un vampiro.

Dall’altra parte dell’Europa, nel frattempo, Mina e la sua amica Lucy scrivono lettere e diari a loro volta: da questi si può capire come anche loro siano coinvolte in fatti strani e sinistri.

Proprio quando inizia a temere per la propria vita, Jonathan riesce a tornare in Inghilterra… ma questo è solo l’inizio!

Oltre la trama

Dracula è il frutto di studi approfonditi da parte del suo creatore: Stoker, infatti, si è basato su un personaggio storico realmente esistito ma ha anche articolato personaggi e ambientazione in modo che ogni dettagli rappresentasse qualcosa di specifico e assolutamente voluto.

Il Conte rappresenta lo straniero, come veniva visto dal popolo inglese dell’epoca; la sua crudeltà rappresenta ciò che l’Inghilterra ha subito dai popoli invasori.

La scelta dalle Transilvania come luogo d’origine del Male è stata particolarmente oculata: quella terra, infatti, è stata culla di popoli diversi per secoli e ha creato una fusione di religioni, credenze e culture più unica che rara. Inoltre la morfologia di questa zona geografica si adatta perfettamente al genere gotico di Stoker: una terra fredda e ostile, che viene rappresentata come praticabile soltanto da creature non umane.

Il Conte Dracula di Stoker è comunque ispirato alla figura storica del principe Vlad III di Valacchia: governatore della Valacchia – terra al confine con l’Impero Ottomano – fu investito dall’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo ed entrò a far parte dell’Ordine del Dragone: Draculea. “Drac” significa sia drago che demonio, da qui l’associazione a “figlio del demonio”.

Vlad III è passato alla storia come Vlad l’Impalatore a causa della sua propensione a punire gli avversari attraverso l’impalatura, tecnica appresa durante i suoi dieci anni di prigionia presso i turchi.

Questo personaggio già di per sé molto complicato e cruento, è stato l’ispirazione perfetta per creare il vampiro elegante e maestoso di Stoker.

Ovviamente la figura del vampiro non ha fatto la sua prima apparizione con Stoker, infatti era già largamente riportata nelle storie popolari e ripresa da altri autori prima di Stoker.

Tuttavia Stoker fornisce una nuova visione del vampiro: elegante, raffinato, subdolo e pianificatore, anziché bestia selvatica e aggressore senza scrupoli.

Sembra che Dracula sia nato da un incubo di Stoker, che poi ha studiato e approfondito nel dettagli tutto ciò che è servito per la composizione del romanzo.

Lo stile di Stoker

Con Dracula, Stoker è diventato il maestro dell’horror gotico, così come altri autori si sono contraddistinti in altre sottocategorie dell’horror: Poe con il classico, Lovecraft con il cosmico e così via.

Oltre alla trama, agli aspetti psicologici, alle metafore e ai personaggi, ciò che rende questo libro un grande classico da leggere assolutamente è lo stile dell’autore.

Si tratta di un romanzo epistolare, perciò ogni “visione” della storia è scritta e trasmessa attraverso i pensieri di personaggi diversi: ogni penna è caratterizzata in modo diverso; ogni personaggio è costruito non solo esteticamente e caratterialmente, ma anche psicologicamente e questo traspare da un diverso stile di scrittura per ogni narratore.

Il ritmo di lettura è lento: ogni dettaglio è volutamente descritto nel modo più accurato e preciso possibile. Questo, unito alla quantità di fatti e alla molteplice narrazione, inevitabilmente rende la lettura più lenta rispetto alla media. Ciò non toglie che sia un romanzo estremamente coinvolgente e appassionante.

Per quanto riguarda il lessico, invece, basta una parola: affascinate. Come ogni classico, grazie al lessico riesce a trasportare il lettore in un’atmosfera d’altri tempi e trasmettere una cura per il linguaggio che non è più così osservata al giorno d’oggi.


In conclusione: consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere ma anche agli amanti dei classici; lo stile di Stoker è qualcosa di unico e merita di essere scoperto anche dai lettori meno avvezzi all’horror.

Dracula è il mio romanzo preferito in assoluto, l’ho letto più volte a distanza di anni  e in diverse edizioni. A questo proposito mi permetto di consigliarvi l’edizione OscarVault Mondadori: dire che è estremamente curata è poco. Non solo la copertina, non solo la costa della pagine nera, non solo le illustrazioni interne, le foto d’epoca, gli schizzi: l’insieme. Ogni dettaglio è perfetto!

 

Il guardiano degli innocenti – The Withcer 1

Il guardiano degli innocenti. The Witcher Book Cover Il guardiano degli innocenti. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2019
372

Geralt è uno 'strigo', un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...

Il guardiano degli innocenti è il primo volume della saga The Witcher: un gran bel fantasy.

Il guardiano degli innocenti

Il primo volume della saga The Witcher fa egregiamente il suo lavoro: catapultare il lettore in questo mondo fantastico sapientemente creato e raccontato, e invogliarlo a leggere l’intera saga.

Si comincia con una scena che presenta il protagonista, Geralt di Rivia, e da questo momento si inizia a seguirlo in tutte le sue avventura a caccia di mostri imbattibili e creatura di ogni genere.

Il guardiano degli innocenti si basa sulla perfetta unione di quattro elementi fondamentali:

  • lo stile;
  • i personaggi;
  • l’ambientazione;
  • l’atmosfera.

La prima cosa da analizzare è sicuramente l’insieme dei personaggi.

Come ogni fantasy che si rispetti, anche questo libro contiene una grande varietà di personaggi umani e non: ci sono molti personaggi dalle sembianze umane ma dai poteri sovrannaturali; e poi ci sono moltissime creature di ogni forma e genere, che riprendono in qualche modo le fattezze di quelle menzionate o descritte in testi del passato, o sono originate dall’unione di alcune di queste creature.

Il protagonista è, come accennato poco fa, Geralt di Rivia (lo strigo, o witcher): un uomo a tutti gli effetti, ma dotato di forza, capacità e conoscenze fuori dal comune. Subito dopo di lui, come importanza, ci sono Jennefer e Cirilla: due donne con poteri incredibili e con ruoli estremamente diversi all’interno della storia.

Dopodiché compaiono una serie infinita di personaggi secondari e creature mostruose: re e regine, elfi, fauni, strigi, maghe, e così via.

Ovviamente, essendo il primo volume di una saga composta da sette libri, alla fine si hanno le soluzioni ad alcuni dei fatti che hanno inizio in questa prima fase, ma non a tutti: ci sono alcuni punti che rimangono in sospeso e che, giustamente, invogliano il lettore a proseguire. Principalmente si tratta dei legami che uniscono i tre protagonisti e le vicende che riguardano il loro passato o futuro, mentre le vicende risolte nell’immediato sono quelle che danno un senso ai personaggi e, se vogliamo, spiegano anche il significato del titolo.

Il guardiano degli innocenti è, infatti, Geralt, lo strigo dalla fama indiscussa di uccisore, mercenario e spietato, che però si trova più di una volta a salvare vite innocenti e spiegare misteri incompresi da persone che altrimenti avrebbero continuato ad agire nell’ignoranza.

Ambientazione e atmosfera

Come anticipato, questi due elementi sono molto rilevanti e vanno avanti di pari passo: nel momento in cui una scena cambia, cambia l’ambientazione, e l’atmosfera di conseguenza. Questo avviene molto spesso e talvolta velocemente: le scene si susseguono repentinamente e si alternano momenti di tensione e di pace; ciò che si percepisce è sempre molto chiaro: al variare della scena, cambia nettamente anche l’atmosfera, passando da scene di battaglia a scene scherzose di dialogo e svago.

Ciò che non cambia per tutta la durata del testo, è la capacità dell’autore di far immaginare ogni dettaglio pur non essendo prolisso nella descrizione dei luoghi, dei personaggi e degli avvenimenti.

Infine, lo stile

Lo stile dell’autore ne Il guardiano degli innocenti, è assolutamente impeccabile: scorrevole, divertente e crudo al punto giusto, mai prolisso, mai eccessivo in alcun senso. Tant’è che ci si ritrova a leggere un libro di 500 pagine in tre giorni, e senza nemmeno avere tanto tempo a disposizione (o, almeno, questo è ciò che è successo a me!).

Il ritmo di lettura è quindi veloce, non tanto per la trama in sé (che è piuttosto articolata), quanto per lo stile dell’autore. Oltre tutto il libro è stato tradotto, su richiesta dell’autore, direttamente dalla lingua originale, senza passare per la traduzione intermedia in inglese!

 


Libro e Serie TV Netflix

Personalmente cerco sempre di non paragonare il libro alla sua trasposizione cinematografica, ma piuttosto cerco di vederli come due elementi ben distinti da valutare separatamente.

Ad ogni modo, ho pensato di riportare la mia opinione anche sulla serie TV.

Trattandosi appunto di una serie, è stata realizzata senza dubbio in modo strategico: senza aver letto il libro molti collegamenti rimangono irrisolti fino alla fine della stagione. Inoltre è strutturata con molteplici salti avanti e indietro nel tempo, a differenza del libro che è molto più lineare.

Ovviamente, come serie incuriosisce molto di più essendo strutturata in questo modo piuttosto che “in linea retta”, e invoglia gli spettatori a rimanere incollati allo schermo puntata dopo puntata.

Ci sono poi altre due differenze rispetto al libro: nella serie i tre protagonisti assumono importanza quasi equivalente sin dall’inizio, mentre nel libro Geralt rimane sempre un gradino più in alto; infine, sono state apportate alcune modifiche allo svolgimento della trama (il motivo per cui Geralt si trova a corte con la regina Calathe, per esempio).

 

In conclusione vi consiglio sia il libro che la serie, magari senza paragonarli troppo! La saga merita davvero… e la serie è ben fatta nonostante le incongruenze con il libro! Buona lettura e buona visione!


Recensioni: INDICE

4 3 2 1

4 3 2 1 Book Cover 4 3 2 1
Super ET
Paul Auster
Narrativa contemporanea
Einaudi
2017
Copertina flessibile
939

Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell'altra scuola, se... Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosi ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale»: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto "4321", il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l'incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un'opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c'è molto altro in "4321". C'è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l'assassinio di Kennedy, c'è lo sport e il Sessantotto, c'è Parigi e c'è New York, c'è tutta l'opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l'hanno ispirato, c'è il fato e la fatalità, c'è la morte e il desiderio.

4 3 2 1 è IL romanzo di Paul Auster. Per quanto tutti i suoi scritti sino geniali, questo li supera senza ombra di dubbio.

Si tratta infatti di un romanzo di più di 950 pagine che racchiude al suo interno quattro romanzi minori: attenzione, non è una raccolta di romanzi, ma bensì quattro versioni della stessa storia, la vita di Archie Ferguson.

4 3 2 1

4 3 2 1 inizia col raccontare la storia degli avi del protagonista e, nello specifico, del nonno paterno a cui deve il cognome. Il nonno è un immigrato ebreo, che cerca una nuova vita in America: a causa di un malinteso al suo arrivo su Ellis Island, il suo cognome rimarrà Ferguson.

Dopodiché Auster fornisce una panoramica sulla vita del padre di Archie, i  suoi fratelli e la moglie, introducendo in questo modo la prima versione della vita del bambino, che nasce nel 1947.

Da questo momento in posi si susseguono le quattro versioni (1.1, 2.1,…) in ordine cronologico rispetto alla vita del protagonista: infanzia, adolescenza, età adulta e così via.

Il romanzo ha quindi una struttura piuttosto complessa e, soprattutto all’inizio si può avere qualche difficoltà a ricordare cosa sia capitato ad ogni Archie.

Tuttavia la trama, o meglio le trame, si fanno più lineari e comprensibili man mano che si prosegue con la lettura.

Come in ogni romanzo di Auster sono fondamentali due componenti: l’atmosfera (e di conseguenza l’ambientazione) e i personaggi.

L’atmosfera

Varia più volte: in base alla fascia d’età del protagonista, alla situazione familiare ed economica, ai rapporti con la famiglia e gli amici o i parenti, all’ambientazione geografica e temporale di ogni scena. Ma rimane comunque sempre determinante per la piena resa del racconto.

L’atmosfera è assolutamente percettibile in ogni momento e, anzi, si può distinguere di due parti: una “micro-atmosfera“, che è quella che caratterizza ogni momento della vita di Archie, e una “macro-atmosfera“, cioè quella che dipende dalla storia d’America.

Ciò che rende questo libro un grande romanzo è proprio l’attenzione al minimo dettaglio: Auster non si lascia sfuggire nemmeno un particolare della storia d’America. Dall’arrivo degli immigrati ebrei, all’entrata in guerra, dall’elezione di Kennedy alla morte, dall’avvento del consumismo alla grande depressione.

In poche parole: la storia di una nazione raccontata da persone comuni, dagli occhi di un bambino che cresce e diventa adulto in quel determinato lasso temporale.

I personaggi

I personaggi sono tantissimi. Ce n’è però un numero ristretto che si ritrova in ogni versione, o quasi. Ovviamente sono fondamentali i genitori di Archie, i fratelli del padre e la sorella della madre, con rispettivi coniugi in alcuni casi. Ci sono poi alcuni amici ed Amy, il primo amore di Archie. La zia, sorella della madre, riappare in tutte le versioni con ruoli sempre piuttosto importanti.

In ogni versione della vita di Archie i personaggi sono caratterizzati in modo diverso in base a ciò che li ha formati: il loro passato, i loro rapporti, tutto ciò che li ha costruiti passo a passo, formando una personalità, un’identità e un aspetto ben precisi.

Questo fa parte del significato del libro: l’identità, le scelte, il passato, come è composto un essere umano.

Il mondo non era più reale. Tutto era una copia fasulla di quello avrebbe dovuto essere, e tutto quello che accadeva non sarebbe dovuto accadere.

Il significato

Il significato di tutto ciò (macro-storia e micro-storia) è intuibile sin dal momento in cui si comprende che il libro offre quattro possibili versioni di una vita: ogni individuo è ciò che sceglie in ogni istante della sua vita, ed è strettamente legato al suo passato (micro-storia di Archie) e a ciò che avviene attorno a lui (macro-storia d’America).

Inoltre…

4 3 2 1 è un libro piuttosto lungo e ha un ritmo di lettura medio. Il ritmo narrativo è volutamente lento: Auster spiega ogni singolo dettaglio della vita dei protagonisti, in ognuna della quattro versioni. Questo è determinante per immergersi nella lettura e, soprattutto, per avere una visione chiara di quello che sarà il messaggio finale.

Inoltre, come detto poco fa, Asuter integra all’interno della sua storia i dettagli della Storia d’America: tutto ciò rende la lettura complessa ed un ritmo lento è assolutamente indicato. Ciò che velocizza la lettura è, però, lo stile dell’autore: sempre scorrevole al punto che il lettore non si rende conto dello scorrere della pagine, curato e preciso.

In conclusione

Questo è il classico libro da consigliare a tutti. Probabilmente all’inizio è scoraggiante per via della mole (più di 900 pagine!) ma merita davvero di essere letto.

Personalmente ho preferito avvicinarmi ad Auster cominciando da Nel paese delle ultime cose, che tuttora rimane uno dei miei libri preferiti, per poi continuare con Mr.Vertigo e Trilogia di New York.

Tuttavia, come ho scritto all’inizio della recensione, questo rimane il grande romanzo di Paul Auster, perciò sta a voi la scelta di cominciare dal più celebre e impegnativo o da uno degli altri romanzi.


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Gloria

Gloria Book Cover Gloria
Venus Marion
Romanzo storico
Self-published
24 novembre 2019
Copertina flessibile
619

⤜IL MEDIOEVO COME NON LO AVETE MAI LETTO⤞

Un matrimonio combinato…Una contea in pericolo…Un gioco di bugie…Un richiamo di gloria.⤜SINOSSI⤞Nell’anno di Nostro Signore 1214, a seguito della morte della madre, Cybele si ritrova nella contea di Nottingham, sotto la custodia dell’unico parente in vita rimastole: il vice sceriffo suo zio Guy di Gisborne. Messa alle strette dalla prospettiva di un matrimonio combinato, pur di evitare il letto di uno sconosciuto stringe una deprecabile alleanza con i fuorilegge della foresta di Barnsdale, capitanati da Adam di Locksley, figlio del famigerato e ormai defunto Robin Hood. Nascondendosi dietro un muro di bugie, Cybele inizia a muoversi all’interno di due mondi, quello di facciata al cospetto dello sceriffo e dello zio, e quello reale dei fuorilegge e degli abitanti della contea. Ma con l’arrivo di Sir Goliath di Rochester, suo promesso sposo, tenere il piede in due staffe si rivela più complicato del previsto. E forse dietro un classico matrimonio combinato si nasconde più dell’intento di Gisborne di trovare l’uomo ideale per sua nipote…

⤜QUELLO CHE LA SINOSSI NON DICE⤞
1) Adam di Locksley è un idiota;
2) Goliath di Rochester è più figo del previsto;
3) le spade pesano davvero troppo;
4) se non puoi essere te stessa fingi; a meno che tu non sia una Gisborne… allora fingi come una Gisborne.

⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.

Cover Art by © Alice Sogno

Gloria è la terza pubblicazione di Venus Marion, della quale ho recensito La settima imperatrice – Lo scettro un paio d’anni fa.

Devo fare una premessa, prima di iniziare con la recensione vera e propria: mi sono affezionata molto a questo libro, avendo avuto modo di leggerne una bozza precedente rispetto alla versione definitiva e avendone illustrato la copertina. Perciò, inevitabilmente, ci saranno alcune opinioni personali all’interno di questa recensione…

Gloria

Gloria è un romanzo storico anacronistico, ambientato nel Medioevo, in quel di Barnsdale. Perché anacronistico? Per due motivi: alcuni elementi inseriti nel romanzo (come il castello, per esempio) sono precedenti o antecedenti rispetto agli anni che compongono la trama; inoltre lo stile narrativo è moderno, così come il lessico utilizzato per i dialoghi e così via.

Analizzando questo libro in modo oggettivo, si nota come lo stile dell’autrice sia cambiato rispetto agli scritti precedenti: benché già ne La settima imperatrice fosse molto curato, in Gloria la cura è stata ancora maggiore. Ogni  parola è scelta con attenzione per trasmettere un’emozione ben precisa.

Emozione… questo è il pezzo forte di Gloria.
Questo romanzo contiene una quantità indefinibile di emozioni che vengono letteralmente scaraventate sul lettore. Attraverso le avventure dei protagonisti si passa dalla gioia incontenibile al dolore più forte, dalla rabbia all’orgoglio, dall’amore all’odio.

La trama è complessa ma ben strutturata, tant’è che il lettore si trova immerso negli intrighi dei protagonisti, tra bugie e inganni, per poi arrivare all’epilogo senza nemmeno accorgersene.

L’epilogo, per quanto doloroso *Venus I’ll find you*, è necessario e dà un significato molto profondo all’intero libro. Non è facile da metabolizzare perché, proprio quando si inizia a sperare che tutto prenda in verso giusto, succede qualcosa per cui la trama cambia rotta completamente… ma tant’è ed è giusto che sia così. Leggendolo capirete cosa intendo.

Oltre alle emozioni, ciò che dà valore a questo libro è la “costruzione“, sia dei personaggi che della struttura generale. I personaggi sono caratterizzati nel minimo dettaglio, fisicamente ma soprattutto caratterialmente e psicologicamente.

La protagonista principale è Cybele Gisborne, una ragazza condannata ad un matrimonio che non approva, che si ritrova a vivere nella foresta con una banda di fuorilegge. Attenzione, Cybele è tante cose in una: è una donna, è un’amica, una promessa sposa e una fidanzata in segreto, è una ragazza insicura ma coraggiosa.

Poi ci sono Adam e Goliath, Kate e Seth, e così via. Se non si entra in sintonia con uno, lo si fa necessariamente con un’altro e non c’è via d’uscita.

Scendere nei dettagli di questo libro non è semplice, ci sarebbero troppi aspetti di cui parlare. Perciò mi limito ad accennarne alcuni:

  • cristianesimo, paganesimo e religiosità nella vita quotidiana;
    Danzeremo scalzi fino all’inferno.
  • una forma di femminismo che non spesso si trova: quello che ogni donna nasconde nel suo profondo e tira fuori in caso di bisogno; in questo caso, in un’epoca in cui questo era il solo femminismo possibile;
    “Ragazze che dovevano stare a galla in un mondo di uomini, costruito dagli uomini per gli uomini. Io e Kate ci siamo dette, proviamo a vedere di che stoffa sono fatte. Così abbiamo racimolato armi, sparso la voce. E tenuto il segreto fino ad ora”. 
  • amicizia, legami che si creano nel corso di una vita, anche nei modi più inaspettati;
  • un amore come dovrebbe essere: con litigi, incomprensioni, ma soprattutto basato sulla fiducia e su un legame indissolubile;
  • scene di sesso (questa cosa ha scatenato una vera battaglia su Instagram): le scene in Gloria sono sempre molto curate, discrete ma decise, per trasmettere anche in questo caso ciò che realmente sentono i protagonisti – senza soffermarsi unicamente sulla scena fisica.

Note personali:

Ebbene, potrei andare avanti a blaterare di questo libro in eterno, ma finirei per spoilerare tutto. Quindi vi dico questo: leggetelo perché merita di essere letto e, soprattutto, parlatene perché merita di essere conosciuto. Ci sono stati dieci anni di studi, lotte e notti insonni da parte dell’autrice per tirare fuori questa storia: leggetelo! Si tratta di un romanzo anacronistico e scritto in chiave moderna ma, vi assicuro, si basa su studi approfonditi e ogni dettaglio è assolutamente voluto!

Lo trovate su Amazon in versione digitale e cartacea!

Gloria è un libro che porterò sempre nel cuore perché, grazie a questo libro, ho realizzato la mia prima copertina interamente illustrata e soprattutto ho trovato una vera amica.

 


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Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale
Albi illustrati
Tom Percival
Libri per bambini
Giunti editore
2020
Copertina rigida
32

Un racconto toccante e audace sull'individualità e sull'avere il coraggio di essere se stessi. Norman era sempre stato un ragazzo "normale", fino al giorno in cui gli spuntarono un paio di ali. All'inizio Norman era sorpreso e felice e si divertiva a volare in alto nel cielo. Ma poi giunse l'ora di cena: cosa penseranno i suoi genitori? Cosa penseranno tutti gli altri? Meglio coprire le ali con un grande cappotto. Ma nascondere ciò ci rende unici è difficile e doloroso... Età di lettura: da 4 anni.


 

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale è un albo illustrato per bambini che racconta una breve fiaba istruttiva e toccante.

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Si tratta di un libro piuttosto breve (poco più di 30 pagine), con una ridotta quantità di testo – come del resto è giusto che sia, trattandosi di un libro rivolto ad un pubblico infantile.

La trama è ovviamente semplice ma completa e con un messaggio molto importante per i piccoli lettori (o ascoltatoti). Norman è un bambino normalissimo, fino al giorno in cui gli spintano le ali: il giorno più entusiasmante della sua vita. Vola e si diverte insieme agli uccellini, ma quando si ferma si rende conto di non essere più come gli altri bambini.

Normal ora è diverso. Decide così di nascondere le sue ali ai genitori e agli amici, indossando un grosso cappotto. Il cappotto, però, gli impedisce di fare molte cose e Norman si sente sempre più solo.

Quando ormai Norman si sente completamente solo e inadeguato, si ricorda del suo primo volo e di quanto era stato felice. Decide così di abbandonare il cappotto e di spiccare il volo: poco dopo altri bambini seguono il suo esempio e scopre che sono diversi come lui.

La struttura si può assimilare a quella della fiaba, seppur semplificata.

L’illustrazione

La tecnica d’illustrazione usata dall’autore è molto semplice ma curata e, soprattutto adatta al pubblico.

Inoltre le tavole sono realizzate in tre modi diversi per accentuare il significato della trama: le tavole completamente a colori rappresentano i momenti felici di Norman, le tavole in bianco e nero con il protagonista a colori indicano i momenti in cui Norman si sente diverso, quelle totalmente in bianco e nero indicano i momenti tristi.

 

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale è un libro davvero molto carino, adatto ai lettori più piccoli o come libro che i genitori possono leggere e mostrare ai loro bimbi. Davvero molto curato e piacevole!

Vi lascio il link al sito Giunti Editore, su cui trovate questo e altri albi di Tom Percival: Norman.

 

 


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La fattoria degli animali

La fattoria degli animali Book Cover La fattoria degli animali
Oscar moderni
George Orwell
Romanzo
Mondadori
1945 - 1^ edizione
Copertina flessibile
141

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull'uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali. L'acuta satira orwelliana contro il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un'energia stilistica che pongono "La fattoria degli animali" tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.


 

La fattoria degli animali è un romanzo di Orwell pubblicato nel 1945.

Secondo quanto affermato dall’autore stesso, il romanzo voleva essere una critica alla politica di Stalin e alla situazione generale della Russia durante e dopo la Rivoluzione.

Fu pubblicato per la prima volta con un sottotitolo (a fairy story), successivamente abolito per poi essere sostituito con altri sottotitoli nelle varie traduzioni che il romanzo ha avuto. In alcuni casi il sottotitolo faceva espressamente riferimento alla Russia.

Si tratta di un romanzo allegorico estremamente significativo e per comprenderlo a pieno bisogna analizzarne le singole parti.

La fattoria degli animali

Sinteticamente si può riassumere la trama in questo modo: gli animali presenti in una fattoria (gestita inizialmente da esseri umani, ovviamente) stabilisce una gerarchia interna, con un capo, dei subordinati, e ognuno ha il proprio compito. Ma, come in ogni comunità, col passare del tempo iniziano i problemi dovuti al pensiero politico e alle caratteristiche che contraddistinguono ogni corrente di pensiero.

La fattoria degli animali oltre a rappresentare la situazione politica russa negli anni ’40/’50, rappresenta in modo generico e universale le caratteristiche delle correnti politiche più rilevanti e le conseguenze della loro applicazione.

Per poi terminare con un epilogo significativo almeno quanto il contenuto del resto del romanzo. Gli animali cacciano il fattore, ma finiscono presto per instaurare un sistema altrettanto autoritario e problematico.

I personaggi

Vecchio Maggiore o Old Major nella versione originale, è un maiale rispettato da tutti gli altri animali poiché è il più longevo e di conseguenza il più saggio. Rappresenta Lenin: come Lenin muore dopo aver tenuto il suo discorso al popolo e, come per Lenin, il suo corpo (cranio) viene esposto come simbolo di rivoluzione.

Il discorso del maiale espone la teoria dell’Amimalismo, secondo la quale il lavoro di un animale produce più valore di quello necessario al suo mantenimento e le differenza viene “rubata” dall’umano parassita. Il Vecchio Maggiore è una sorta di rappresentazione dell’idea marxista.

Napoleone è un maiale opportunista che emerge rispetto agli altri animali, facendo leva sulla loro ignoranza. Rappresenta Stalin.

Palladineve, è un rivoluzionario convinto e sincero; non viene compreso dagli animali e viene boicottato da Napoleone, più astuto e crudele, che lo accusa di tradimento.

Clarinetto fa propaganda per conto di Napoleone, raccontando bugie e facendo leva sulla minaccia del possibile ritorno del fattore.

Boxer è un cavallo il cui lavoro è fondamentale per il funzionamento della fattoria. Rappresenta il lavoratore medio: umile e onesto. Il suo motto è “lavorerò di più”, ma questo lo porterà allo sfinimento e alla soppressione, su volere di Napoleone – che, tra l’altro il cavallo ha sempre sostenuto.

Beniamino è un cinico che dubita di tutti, un asino longevo e istruito che si rifiuta di mettere la sua istruzione al servizio degli altri animali. Rimane leale a Boxer fino alla fine e, solo dopo il crollo dell’Animalismo, accetta di leggere l’ultimo comandamento.

Berta (o Trifoglio) è la figura materna della fattoria, sensibile e di conforto per gli altri animali oppressi dai maiali; rappresenta il popolo ordinario, che viene inconsapevolmente manipolato e sfruttato.

Mollie è indifferente alla rivoluzione e sembra che tutto ciò che avviene nella fattoria non la tocchi realmente; le basta poter mantenere i suoi vizi. Rappresenta l’aristocrazia.

Mosè è il corvo rappresenta la Chiesa ortodossa russa: promette il paradiso agli animali, per alleviare il peso dello sfruttamento e indurli a sopportare ciò che avviene all’interno della fattoria, in accordo con chi la governa – in questo caso i maiali.

Minimus è il maiale poeta che canta le gesta di Napoleone, rappresenta l’intellettuale asservito al potere dittatoriale, che mette la sua cultura al servizio della propaganda.

I cani e le pecore vengono rappresentati come gruppo. I primi rappresentano la polizia politica che reprime le opposizioni, i secondi le masse facilmente manipolabili.

Ci sono, poi, le galline e i conigli e altri animali citati di rado: le galline, per esempio, simboleggiano il popolo costretto alla fame dal regime.

Infine c’è Jones, il fattore alcolista cacciato durante la rivoluzione dagli animali.

In questo libro l’ambientazione non è rilevante, in quanto la fattoria potrebbe essere ubicata in qualsiasi luogo del mondo: è un simbolo. L’atmosfera invece è molto rilevante, è percepibile: è la tipica atmosfera di inquietudine, oppressione, malessere comune, insoddisfazione generale e difficoltà che si percepisce in una qualsiasi comunità in cui a star bene sono solo i pochi al potere.

Per quanto riguarda lo stile, Orwell è un maestro. Riesce a coinvolgere a tal punto da far sembrare tutto reale e percepibile. Come in tutti gli altri suoi scritti, Orwell fa un uso magistrale del lessico, curato e appropriato: in questo modo riesce a rendere le sue storie assolutamente vere, pur essendo metafore.

La fattoria degli animali: significato

Oltre alla rappresentazione del regime di Stalin, della morte di Lenin, degli Zar di Russia e del popolo russo, La fattoria degli animali è la rappresentazione della politica e della natura umana egoista e autoritaria che si manifesta sotto forma di pensiero politico totalitario.

Inoltre rappresenta un ciclo che spesso si è ripetuto nella storia: una situazione di malessere e oppressione porta ad una rivoluzione. La rivoluzione ha successo grazie a degli esponenti capaci di coinvolgere le masse. Gli esponenti si trasformano in regime, proprio come coloro che hanno da poco spodestato.

In conclusione

Consiglio la lettura di questo libro a tutti. Si tratta di un romanzo che esce da tutti gli schemi ed è difficilmente assimilabile ad un genere. Piuttosto è un libro, come gli altri di Orwell (1984, Fiorirà l’aspidistra), che contiene una sorta di avvertimento a diffidare di chi si impone al governo, un’esortazione a riflettere sugli avvenimenti storici e politici per evitare di incappare negli errori sistematici già commessi più volte in passato.


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Il lupo della steppa

Il lupo della steppa Book Cover Il lupo della steppa
Oscar moderni
Hermann Hesse
Romanzo, Classico
Mondadori
2016
Copertina flessibile
222

Il disagio di fronte alla volgarità e alla massificazione della società moderna, la ricerca di valori più elevati, la forza liberatrice degli impulsi primordiali, il rimettersi in gioco a partire da una nuova consapevolezza. Sono questi alcuni dei temi che si intrecciano nel "Lupo della steppa", uno dei romanzi più "radicali" e più affascinanti di Hesse, pubblicato nel 1927 in un'Europa in cui i regimi totalitari si andavano moltiplicando. Il protagonista, Harry Haller, vive in una condizione di impotente infelicità generata da un insanabile dissidio interiore tra l'"uomo" - tutto quello che ha in sé di spirituale, di sublimato, di culturale - e il "lupo" - tutto ciò che ha di istintivo, di selvatico e di caotico. Haller si è chiuso in un isolamento quasi totale rispetto al mondo meschino e privo di spirito in cui vive, arrivando a un passo dal suicidio. Verrà "rieducato" alla vita comune, quella di tutti, da una donna incolta ma esperta e intelligente, che lo aiuterà a trovare la via per meglio comprendere le "non regole" dell'assurdo gioco della vita. Introduzione di Daniela Idra.


 

Il lupo della steppa è un romanzo dello scrittore Hermann Hesse pubblicato nel 1927. Si tratta di un’opera in parte autobiografica (sebbene  attraverso uno pseudonimo), sviluppata perlopiù sul piano psicologico.

All’interno di quest’opera, l’autore racchiude una critica verso la società degli anni ’20, ma anche una profonda analisi di sé stesso.

L’ambientazione geografica e temporale non sono definite con precisione, ma si può intuire che si tratti degli anni ’20 per il fatto che il manoscritto ritrovato da cui ha origine il racconto si riferisca a qualche anno prima della pubblicazione, avvenuta nel ’27.

Attraverso il protagonista Harry Haller, si comprende il significato del libro: il protagonista è il lupo della steppa, isolato e infelice.

Haller trova il suddetto manoscritto e, successivamente, inizia il suo racconto personale attraverso un diario.

Questo libro contiene le memorie lasciate da quell’uomo che, con una espressione usata sovente da lui stesso, chiamavamo “il lupo della steppa”. 

Il lupo della steppa

Il lupo della steppa è un libro dai contenuti molto profondi, parla di sofferenza e infelicità, isolamento e di una lotta interiore tra uomo e lupo.

Attenzione: non si tratta di una lotta “fisica”, non stiamo parlando di licantropi. Il lupo della steppa è la rappresentazione dell’uomo che si isola, che sdegna la razza umana, che non vuole socializzare con nessuno.

A lottare con questo “lupo” è il lato umano: un uomo a tutti gli effetti, con le sue insicurezze e le sue paure; un uomo che ha bisogno di altre persone, di socializzare, un uomo che sbaglia, riflette, e si trova costantemente in conflitto con sé stesso e con gli altri.

«L’uomo non è una forma fissa e permanente […], ma un tentativo, una transizione, un ponte stretto e pericoloso fra la natura e lo spirito. Verso lo spirito, verso Dio lo spinge il suo intimo destino; a ritroso, verso la Natura, verso la Madre lo trae la sua intima nostalgia: tra l’una e l’altra di queste forze oscilla la sua vita angosciata e tremante.»

Haller si racconta, a tratti come uomo e a tratti come lupo:

  • l’uomo: è un cittadino tipico, conforme alla massa, che svolge attività ordinarie come lavorare quotidianamente, risparmiare, desiderare cose che non ha.
  • il lupo: è solitario, scettico, odia l’uomo e i suoi schemi, non vuole sentir parlare di politica eppure, dentro di sé, è in qualche modo un rivoluzionario.

Nel suo diario, Harry annota tutto ciò e, poco alla volta, capisce che la vita è l’unione di questi due aspetti, sempre.

Trama e significato

Oltre alle riflessioni sull’essere uomo o essere lupo, viene portata avanti parallelamente la trama vera e propria del romanzo: Harry sempre più solo e disperato, sempre più convinto di essere fuori posto, Harry che pensa al suicidio, programma il suicidio dopo il suo cinquantesimo compleanno. Harry che incontra Erminia (la sua metà androgina, tra l’altro) e riscopre i piaceri della vita “normale”. Harry che si crede di aver superato i suoi problemi, si innamora, frequenta donne e locali, fa uso di sostanze stupefacenti.

Harry arriva ad un epilogo. Un epilogo che contiene il messaggio – dichiarato e palese – dell’autore.

La prima parte del messaggio è l’impossibilità di identificare un uomo in modo univoco: un uomo ha tanti aspetti, nature molteplici. La seconda parte è da interpretare, perché potrebbe essere capita in due modi opposti perciò lascio a voi la scelta.

L’intero libro è da interpretare: ci sono molti punti su cui merita riflettere e trarre delle conclusioni. Harry è tutti noi. Ognuno di noi è un po’ uomo e un po’ lupo, chi più chi meno.

Il lupo della steppa è un libro complesso per i concetti che riporta, ma è reso semplice – quantomeno nella forma – da uno stile impeccabile e volutamente semplice. Questo fa sì che il testo abbia un ritmo di lettura piuttosto veloce, nonostante si tratti di un classico del secolo scorso con temi tanto delicati e complessi.

In conclusione:

Il lupo della steppa è un libro che consiglio a TUTTI: è un classico e spesso i classici o li si ama o li si odia. Per chi li ama non sarà un problema leggerlo, è un capolavoro. Per chi li odia…beh, si potrebbe tentare un’eccezione perché merita davvero. Ognuno di noi si è sentito un po’ lupo almeno una volta nella vita e trovare un libro che ne parla in questo modo è incredibile!


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Il libro di Gaia

Il libro di Gaia: un bellissimo viaggio tra alchimia e magia.

La trama è piuttosto articolata. Racconta la storia di Sofia, maestra alchemica eccellente, che riesce a sintetizzare il cristallo dell’Io e ad iniziare un percorso alla scoperta di limiti inesplorati dell’alchimia.

Una voce misteriosa, però, la mette in guardia da coloro per cui lavora e di cui si è sempre fidata. Sofia capisce di essere sfruttata per scopi tutt’altro che buoni e decide di seguire la voce sconosciuta che l’ha avvertita di tutto ciò.

Sempre grazie alla voce, incontra Teleo, un giovane ragazzo esperto di erbe, piante medicinali e quant’altro. I due iniziano in questo modo un lungo viaggio che li porta a scoprire cosa c’è oltre il mondo che conoscono e, nonostante siano ormai considerati nemici pubblici, riusciranno a salvare il mondo e i loro cari.

La voce sconosciuta si rivela essere Gaia, la voce della Terra stessa, che guida i due ragazzi durante la loro impresa.

Il libro di Gaia: oltre la trama

In questo libro l’aspetto più rilevane, oltre la trama in sé, è il legame uomo-pianeta: davvero molto forte e toccante, contro avversità e “cattivi” – che spesso sono gli stessi umani nei confronti della Terra.

Un libro molto carino, con una trama intricata e un messaggio molto profondo.

I protagonisti sono ben definiti, soprattutto caratterialmente e per tutto ciò che riguarda i loro ideali.

Lo stile è semplice ma molto curato, così come i dettagli: trattandosi si un libro basato sull’alchimia, riporta molte informazioni a riguardo ed è sempre molto preciso e dettagliato. Il ritmo di lettura è medio e costante dall’inizio alla fine, benché ci siano delle scene più movimentate rispetto ad altre.

In conclusione:

Il libro di Gaia è stato uno dei libri migliori del 2019 tra le nuove scoperte, sicuramente per l’originalità e il messaggio. Consigliatissimo!

 

 

L’autore:
Giorgio Tarditi Spagnoli
GIORGIO TARDITI SPAGNOLI è nato nel 1982 a Sestri Levante. Dopo la
laurea triennale in Scienze Naturali all’università di Genova e ha conseguito
quella magistrale in Paleobiologia all’Università degli Studi di Milano e in Biologia Evoluzionistica all’Imperial College di Londra. Ha conseguito il dottorato di Scienze della Formazione all’Università di Milano-Bicocca ed è diplomato in Naturopatia e Counseling presso l’Associazione Europea Medicine Tradizionali di Torino. Lavora come naturopata, fioriterapeuta e counselor biografico e tiene incontri sull’antroposofia e l’esoterismo occidentale. Nel 2018 ha pubblicato Cabala e Antroposofia.
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L’eredità di Agneta

L'eredità di Agneta. Book Cover L'eredità di Agneta.
Le signore di Löwenhof
Corina Bomann
Fiction, Romanzo
2019
640

Stoccolma, 1913. Dall'ultimo violento litigio con i genitori a Natale, Agneta ha chiuso ogni rapporto con la famiglia di origine, rinunciando al titolo nobiliare di contessa di Löwenhof e trasferendosi in un piccolo appartamento nel quartiere studentesco della capitale. A venticinque anni, il suo sogno non è certo sposarsi con un buon partito, ma studiare per diventare pittrice, lottare per il diritto di voto insieme alle amiche femministe e, soprattutto, vivere liberamente le sue passioni, compresa quella per Michael, aspirante avvocato. Finché una mattina un telegramma le porta una notizia destinata a cambiare completamente il corso della sua vita: il padre e il fratello sono rimasti coinvolti in un incendio, e la madre le chiede di tornare subito a Löwenhof. Inaspettatamente, i verdi prati, i boschi imponenti, i recinti dei cavalli e la bianca villa padronale suscitano in lei una strana malinconia. Ancora non sa che la situazione è molto più grave del previsto e che sarà posta di fronte a una scelta: prendere la guida della tenuta o continuare a inseguire i suoi sogni di libertà. Dilaniata dal dubbio che l'incendio sia stato doloso, tormentata dalla madre che vorrebbe vederla sposata con un aristocratico, Agneta troverà sostegno solo in Max, il giovane amministratore delle scuderie da cui si sente pericolosamente attratta...

L’eredità di Agneta è il primo volume della saga Le signore di Löwenhof, della famosa autrice tedesca Corina Bomann.

L’eredità di Agneta

Come si può facilmente intuire dal titolo, la protagonista di questo volume della saga è Agneta.

Agneta è una giovane ragazza, figlia di nobili, che esce dagli schemi che le vengono imposti e da ciò che ci si aspetterebbe da una ragazza come lei.

Cosa ci si aspetta da lei? Che viva all’ombra del fratello primogenito, che rispetti le tradizioni della sua famiglia borghese e che, in quanto donna, si rassegni ad un matrimonio combinato per interesse.

Cosa fa invece? Si trasferisce in città, lasciando la tenuta di famiglia per vivere in un appartamento fatiscente. Si unisce alla suffragette e combatte per il diritto di voto. Frequenta un ragazzo di cui è innamorata, non perché lui le possa offrire una vita agiata. Vive come artista.

A interrompere i suoi piani è un telegramma della madre, che la avverte che il fratello e il padre hanno avuto un incidente. Preoccupata, torna alla tenuta di famiglia – e la sua vita cambia completamente.

Agneta è costretta a valutare le opzioni che la vita le mette davanti: ignorare la famiglia e restare in città? Tornare alla tenuta, ereditare i beni di famiglia, sposarsi con qualcuno che nemmeno conosce?

Gli avvenimenti che si susseguono tra il telegramma e l’epilogo sono davvero molti e il lettore li percorre con Agneta, assistendola nelle sue scelte e scoprendone i pensieri.

Oltre la trama

L’eredità di Agneta è un romanzo molto scorrevole, si legge in fretta ed è molto piacevole. Racconta di un periodo storico non facile, soprattutto per le donne.

Siamo negli anni ’20, un periodo in cui molte donne si sono battute per ottenere diritti che per gli uomini erano scontati da tempo.

Forse questo aspetto nel libro viene un po’ semplificato e coperto dalle storie d’amore e dagli eventi familiari, che prendono il sopravvento e rendono il libro più “leggero“. Questo ovviamente non deve essere per forza un aspetto negativo, dipende dai gusti e dalle priorità di ogni lettore.

Ad ogni modo: il libro è ben scritto, lo stile dell’autrice è semplice ma molto curato. Il ritmo di lettura è medio-veloce: nonostante sia un libro di più di 600 pagine si legge piuttosto velocemente.

Oltre alle descrizioni dei luoghi e degli avvenimenti, si ha modo di leggere anche i pensieri della protagonista e scoprire cosa la porta a fare determinate scelte.

Anche l’epilogo è un pensiero di Agneta, che chiude la storia e fornisce una spiegazione alla sua ultima scelta decisiva.

In conclusione:

L’eredità di Agneta è un romanzo storico, che racchiude molti tratti del romanzo rosa. Lo consiglio agli amanti delle saghe familiari, del romanzo storico/rosa e a chiunque cerchi una lettura leggera ma piacevole.


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Favole, Victoria Francés

Favole Book Cover Favole
Victoria Francés
Fantasy, Horror, Libri illustrati
Rizzoli Lizard
2012
Copertina rigida
248

Cavalieri e dee albine, demoni e principesse, angeli di pietra e seducenti spiriti immortali, ambigue sirene e ninfe spettrali: l'universo di Victoria Francés, popolato di presenze intriganti e morbosamente irresistibili, si è rivelato per la prima volta al mondo con i tre volumi di "Favole", debutto presto trasformatosi in un vero e proprio fenomeno internazionale. Oggi la serie che ha saputo inventare una nuova strada per il gotico torna in un'unica edizione integrale ricca di contenuti nuovissimi.

Victoria Francés

Victoria Francés è un’illustratrice spagnola. La sua carriera nel fantasy inizia con “Favole”, inizialmente pubblicato come singolo libro e poi diventato una trilogia edita da Rizzoli.
In questa trilogia di libri le illustrazioni sono accompagnate da storie con protagoniste giovani donne. Una serie di libri in cui le storie romantiche di giovani fanciulle si intrecciano con le favole e l’ispirazione gotica della Francés.
I lavori di  Victoria vengono anche usati per poster, magliette, calendari ecc ecc…
Le ispirazioni di Victoria Francés sono da ricercare nell’horror gotico del primo ‘900: trae ispirazione da Edgar Allan Poe, Anne Rice e Howard Phillips Lovecraft, e da Brian Froud e Arthur Rackham per quanto riguarda le illustrazioni. Per questo motivo sono spesso presenti vampiri, donne dai lunghi abiti e fantasmi.


Victoria Francés: opere

  • Favole 1. Lacrime di Pietra (Favole 1. Làgrimas de piedra)
  • Favole 2. Liberami (Favole 2. Libérame)
  • Favole 3. Gelida luce (Favole 3. Gélida luz)
  • Angel Wings
  • Portafolio
  • El corazón de Arlene
  • Misty Circus: 1. Sasha, il piccolo Pierrot
  • Misty Circus: 2. La notte delle streghe
  • Favole ed. integrale (Favole), Spagna: Norma Editorial // Italia: Rizzoli Lizard
  • Il lamento dell’oceano (El lamento del océano), Spagna: Norma Editorial // Italia: Rizzoli Lizard
  • Mater Luna, Spagna: Norma Editorial // Italia: Rizzoli Lizar

Favole: la trilogia

Favoleè la trilogia illustrata più celebre dell’autrice. Essenzialmente si tratta di una raccolta di illustrazioni legate da una trama.

L’edizione integrale Rizzoli comprende i tre volumi pubblicati tra il 2003 e il 2007, con l’aggiunta di illustrazioni, schizzi e testi.

Ovviamente, a rendere la trilogia incredibile sono le illustrazioni prima del racconto: luci e – soprattutto – ombre, creature magiche e fantastiche, il tetro e il dolce insieme.

Tra i personaggi ci sono spettri, vampiri, ninfe, streghe e angeli di pietra, fanciulle malinconiche e romantiche.

I protagonisti sono Favole, una fanciulla veneziana, ed Ezequiel, un vampiro dei Carpazi: il vampiro si innamora perdutamente della fanciulla e la porta a vivere nel suo castello.
Con il passare del tempo, il legame tra i due diventa sempre più forte ma il vampiro non viole dannare per l’eternità la sua amata e così la manda altrove per salvarla da questo destino crudele, pur soffrendo per questa decisione.

Ecco che l’intensità delle emozioni trasmesse dalle illustrazioni si fa sempre più forte: un amore puro e indissolubile che non può essere vissuto.

Nel ricercare il suo amato vampiro, Favole si imbatte in diversi personaggi fantastici, tra cui la Vergine del Lago, altri vampiri e così via, girando il mondo intero sulle tracce di Ezequiel.

Tutti i personaggi, umani e non, hanno qualcosa in comune: sono anime dannate, tormentate e costretta ad un destino non desiderato.

Favole è anche un omaggio ai grandi classici della letteratura, tra cui Dracula, I fiori del male e Clarimonde, di cui troviamo citazioni all’inizio e alla fine di ogni volume.

Lo stile dell’autrice è iper-dettagliato; le opere sono realizzate principalmente a matita e china per poi essere colorate. Alla fine della trilogia, troviamo anche una raccolta di schizzi e bozze che raccontano come è nata la trama di Favole e come hanno preso vita i suoi personaggi.

Favole è un autoritratto dell’autrice: le tavole raffiguranti la protagonista sono infatti tratte da fotografie raffiguranti l’autrice stessa!

In conclusione:

Questo libro è adatto ad un pubblico molto variegato: amanti dei libri illustrati, del gotico e del barocco, della letteratura fantasy/dark e così via.

Piccola nota personale: 

Victoria Francés è uno dei miei miti più grandi sin da quando ha pubblicato le sue prime opere: uno dei miei primi disegni, anni fa, si ispirava proprio a Favole ed Ezequiel… è rimasto appeso sopra il mio letto per anni!

Le opere di questa autrice mi ricordano sempre un periodo molto bello per me e, soprattutto, le collego al percorso che ho fatto per trasformare la mia passione nella mia professione… insomma,  Favole è uno dei libri che conservo con più affetto!

Quindi non posso fare altro che consigliarvi questo fantastico libro, sono sicura che vi piacerà!


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