Strane creature

Strane creature
Tracy Chevalier
Romanzo storico, biografia
Neri Pozza
2009
Copertina rigida
287

È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex. Un giorno sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha e l'aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista. Quand'era poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dell'incidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.

Strane creature è un romanzo storico di Tracy Chevalier, ambientato in Inghilterra, basato sulla biografia di due donne straordinarie.

Ovviamente, come precisato dall’autrice stessa, si tratta di una versione romanzata e arricchita di dettagli di fantasia rispetto a quanto accaduto realmente. Per vari motivi, infatti, è praticamente impossibile risalire a tutti i fatti nel dettaglio.

La ricostruzione di una vita non è mai semplice, nemmeno quando si tratta di quella di personaggi illustri su cui si possono trovare testimonianze e documentazioni. Questo compito è reso tanto più difficile, in questo caso, dal fatto che le vite in questione fossero di due donne, per di più bizzarre per la loro epoca.

Le donne in questione sono Mary Anning e Elizabeth Phiplot che, grazie alla loro curiosità e voglia di apprendere, hanno scoperto esemplari fossili fino ad allora sconosciuti e hanno scatenato non poche critiche e dubbi sul mondo per come lo si conosceva.

Strane creature

Dopo la morte del padre, tre sorelle sono costrette a trasferirsi a Lyme Regis, un paese decisamente meno mondano e attraente rispetto alla rigogliosa città di Londra.

Qui, ognuna di esse si dedica ad un’attività diversa, ma è Elizabeth a trovare sé stessa e molto di più.

Nel giro di poco tempo dopo il suo arrivo a Lyme Regis, scopre i fossili e se ne appassiona, tanto da passare intere giornate cercandone.

In questo modo incontra la giovane Mary Anning, una ragazzina che cerca fossili per venderli con il fratello.

Questa coppia stravagante dovrà affrontare una società patriarcale, dominata dalla religione e completamente assoggettata alle scritture bibliche per portare alla luce i primi esemplari di dinosauro fossile (all’epoca ritenuto coccodrillo) e mettere in discussione argomenti come l’estinzione, fino ad allora nemmeno contemplata.

Oltre la trama

Tracy Chevalier si dimostra ancora una volta una maestra del romanzo storico, mettendo alla portata di tutti biografie spesso dimenticate o messe in secondo piano.

Questa volta lo fa con due donne che hanno cambiato lo studio della paleontologia e la percezione del mondo e del tempo.

Lo fa in modo impeccabile. Stile, ritmo, ambientazione e atmosfera: tutto perfetto.

Strane creature è un romanzo relativamente breve, dall’andamento costante e dalla trama coinvolgente ed affascinante: lo si può letteralmente divorare in poche ore.

Senza dilungarsi ulteriormente sullo stile che, appunto, si conferma impeccabile, va aggiunta una sola nota.

La narrazione avviene attraverso due punti di vista alternati, quello di Mary e quello di Elizabeth. Le due protagoniste sono molto diverse tra loro (una di ceto medio, l’altra povera; una istruita, l’altra no; una “zitella” che non si sposerà mai, l’altra appena adolescente): le diversità sono percettibili dallo stile dell’autrice, che cambia e si caratterizza in modo diverso in base alla voce narrante.

In conclusione: non posso fare altro che consigliarvi questo libro e l’autrice in generale! Leggete tutto ciò che ha scritto!


INDICE RECENSIONI

Altri romanzi di Tracy Chevalier:

La dama e l’unicorno

La ragazza con l’orecchino di perla

Le fiabe dei fratelli Grimm

Grimm's Fairy Tales
J.L.C. & W.C. Grimm
Fiaba
Macmillan Collector's Library
Copertina rigida
392

For the past two centuries these delightful stories, gathered together and written down by brothers Jacob and Wilhelm Grimm, have entertained and frightened children and adults alike. The lives of Tom Thumb, Cinderella, Rumplestiltskin and the Frog Prince form part of our common heritage: they stimulate the imagination and the heart, and linger at the back of our minds for a lifetime. They are funny, disturbing, wise and compassionate. They speak of joy and terror, happiness and revenge, love and violence.

This beautiful Macmillan Collector's Library edition of Grimm's Fairy Tales is complete and unabridged, and features Arthur Rackham's masterly illustrations, all hand-coloured by Barbara Frith, one of Britain's leading colourists.

Designed to appeal to the booklover, Macmillan Collector's Library is a series of beautiful gift editions of much loved classic titles. Macmillan Collector's Library are books to love and treasure.

Le fiabe dei Fratelli Grimm, da ormai due secoli, sono il simbolo dell’intero genere letterario e sono state la base per le pubblicazioni successive delle più importanti fiabe europee.

I fratelli Grimm, furono due linguisti e filologi tedeschi, passati alla storia per la loro rielaborazione e stesura della più importanti fiabe della tradizione popolare tedesca.

Pubblicarono le Fiabe del focolare (Kinder und Hausmärchen, 1812-1822) e Saghe germaniche (Deutsche Sagen, 1816-1818). Alcune di queste fiabe sono diventate dei classici e continuano a fare scuola al giorno d’oggi. Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, sono solo alcune delle fiabe che nei decenni successivi alla pubblicazione sono state rivisitate e interpretate in tutti i modi possibili.

Le fiabe dei Fratelli Grimm

Come accennato in precedenza, le fiabe dei fratelli Grimm sono la rivisitazione dei più celebri racconti popolari tedeschi. Questi racconti erano caratterizzati da scene macabre e sanguinarie, ambientate in luoghi tetri e con protagonisti spaventosi: questi gli elementi tipici del folclore tedesco.

Secondo alcuni studiosi moderni, queste figure non erano altro che la rappresentazione delle paure più sentite dal popolo dell’epoca. Paura dell’ignoto, del buio, del dolore e dell’abbandono.

I Fratelli Grimm hanno tenuto fede a tutto ciò, ponendo un limite unicamente alle scene di sesso, spesso riportate nei racconti popolari ma evitate o “alleviate” dai due autori.

Le opere dei Fratelli Grimm sono state determinanti anche per l’evoluzione della lingua tedesca: una delle motivazioni che spinsero i fratelli a raccogliere e pubblicare le fiabe fu proprio il desiderio di contribuire alla formazione di un’identità culturale tedesca, comune ai popoli di origine germanica.

Ovviamente, la scelta del folclore popolare non è stata fatta in modo casuale: unire l’aspetto linguistico a tutto ciò che una fiaba può contenere riguardo le tradizioni di un popolo, infatti, era il lavoro più complesso e completo che si potesse fare.


Le fiabe in lingua inglese

Di recente ho avuto modo di rileggere le fiabe in lingua inglese: l’edizione in questione è particolarmente curata, abbellita con illustrazioni e contenente l’intera collezione di fiabe.

Inoltre, leggerle in una lingua diversa offre la possibilità di scoprire sempre qualcosa di nuovo!

Consigli questa lettura a chiunque: non c’è età o momento giusto per leggere una fiaba, ha sempre qualcosa da insegnare!


Indice recensioni

Il conte di Huntingdon – Gloria

Il conte di Huntingdon Book Cover Il conte di Huntingdon
Gloria
Venus Marion
Romanzo storico, Fiction, Novella, Racconti
Self-published
2020
Copertina flessibile
101

⤜ IL MEDIOEVO COME LO AVETE GIA' LETTO... solo in GLORIA!⤞
Terza novella della saga di GLORIA. Agli episodi già noti della storia principale, che vede protagonista milady di Gisborne, si intrecciano le (dis)avventure di Adam di Locksley. Bandito sin dalla nascita, reietto finché non si presenta l’occasione di riappropriarsi di titoli e proprietà, Adam non deve solo portare avanti un’eredità ingombrante, ma deve compiere un’impresa titanica: scavare le fondamenta di un futuro incerto. Senza farsi sfuggire l’amore della sua vita, nel frattempo.

⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.
Cover Art by © Alice Sogno


Il conte di Huntingdon è la terza novella/spin-off di Gloria, di Venus Marion.

Se avete seguito le vicende di Cybele e Adam – e le mie recensioni – fino qui, saprete ormai che le recensioni di questa saga sono diverse dalle altre. Sono diverse perché V. è ormai una delle più grandi amiche che abbia mai avuto e perché oltre a propinarvi qui e su Instagram i suoi libri, vi propino anche le mia copertine! Ma veniamo al libro…

Il conte di Huntingdon

Stravolge completamente la struttura e l’impostazione della trilogia principale e delle precedenti novelle, cambiano punto di vista e suddivisione della narrazione.

Questa volta il protagonista è Adam, ed è proprio lui a raccontare i fatti attraverso gesta, parole e pensieri. Si tratta perlopiù di scene già viste in Gloria, ma questa volta narrate secondo l’esperienza del protagonista maschile: alcune scene vengono approfondite e interpretate in modo diverso rispetto a ciò che abbiamo letto nella “prima versione dei fatti”, dettata da Cybele.

La novella è essenzialmente una raccolta di racconti brevi che ripercorrono l’arco temporale della trilogia principale. Rimangono quindi invariati i personaggi, l’ambientazione e l’atmosfera, ma cambia la percezione di tutto ciò.

Questo è possibile grazie a V., che si è divertita (o, forse, ha più che altro sofferto) nel saltare da una mente all’altra dei suoi personaggi, rendendo tutto assolutamente realistico e percettibile.

Adam in questa novella ci fa ridere e piangere. Come anticipato, anche questa novella è l’equilibrio esatto tra ironia e tragedia.

𝒮𝑒𝒾 𝓈𝑜𝓁𝑜. 𝐸 𝓈𝑒𝒾 𝒸𝒾𝓇𝒸𝑜𝓃𝒹𝒶𝓉𝑜. 𝒩𝑜𝓃 𝓈𝑒 𝓃𝑒 𝑒𝓈𝒸𝑒, 𝓂𝒶 𝓃𝑜𝓃 𝒹𝑒𝓋𝒾 𝓊𝓈𝒸𝒾𝓇𝓃𝑒.
𝒟𝑒𝓋𝒾 𝓈𝑜𝓁𝑜
𝓇𝑒𝓈𝓉𝒶𝓇𝑒
𝓋𝒾𝓋𝑜.

Devo dirvi ancora qualcosa? Si: recuperate Gloria, Radici d’inverno e Ci vorrebbe un eroe. SUBITO.

 

 

 

 

La strega verde

La strega verde. Guida completa alla magia naturale di erbe, fiori, oli essenziali e pietre Book Cover La strega verde. Guida completa alla magia naturale di erbe, fiori, oli essenziali e pietre
Arin Murphy-Hiscock
Medical
2019
233

Questo libro illustra la via della strega verde: come usare erbe, piante e fiori per creare pozioni e oli per la guarigione e come cristalli, gemme, pietre e persino semplici ramoscelli possono aiutarti a ritrovare l'equilibrio interiore. Scoprirai come cogliere l'armonia nei grandi elementi della Terra e connettere la tua anima a ogni creatura vivente. Questa guida contiene anche indicazioni per miscele di erbe e pozioni, suggerimenti rituali, ricette per cibi sacri e informazioni su come ascoltare e comunicare con la natura. Abbraccia il mondo della strega verde e scopri ciò che ti riserva il potere della natura.

La strega verde è una sorta di guida all’utilizzo quotidiano di piante ed erbe.

La strega verde

Si suddivide in due parti: la prima è un’introduzione discorsiva e generica sull’argomento della “strega verde“, cioè quella figura spesso schernita che conosce a fondo le erbe e gli elementi naturali e ne sfrutta le proprietà in vari ambiti.

La seconda parte, invece, è la vera e propria guida, suddivisa per settori di utilizzo degli elementi naturali: cura della persona, omeopatia, cura della casa e così via.

In generale, il libro è ben strutturato e facilmente consultabile, scritto in modo semplice e comprensibile anche per chi non dovesse avere esperienza in questo campo.

Tuttavia, ci sono alcune precisazioni da fare, per “avvertire” sia i lettori più esperti e sia quelli che affrontano per la prima volta questi argomenti.

Da questo punto il poi la recensione non sarà come le altre perché sono costretta a paragonare quanto scritto nel libro alla mia esperienza personale. In questo modo spero di poter rendere meglio l’idea di ciò che potrete o non potrete trovare in questo volume.

La magia verde

La magia verde è una pratica antica, tramandata da tempi immemori, che si basa sulla conoscenza – prima di ogni cosa – del mondo che circonda ogni “strega verde”. Basti pensare alle erbe: ogni zona geografica ha una flora ben diversa da tutte le altre, perciò non si può avere una “legge universale”. D’altra parte, però, ci sono piante ed erbe molto comuni, ormai reperibili quasi ovunque, che consentono di affrontare facilmente questo primo punto.

In secondo luogo, la magia verde va praticata unendo nozioni ed esperienza personale: questo è fondamentale. Trattandosi di una pratica che unisce mente e corpo di un individuo ad un’infinità di possibilità e combinazioni di erbe, piante, pietra, e chissà cos’altro, ovviamente può generare effetti positivi o negativi. Di conseguenza, va presa a piccole dosi, appresa, modificata, adattata, non copiata.

Infine, verde significa naturale: va bene adattarsi ai tempi moderni, va bene sfruttare ciò che si ha, ma personalmente avrei preferito trovare qualche frullatore e microonde in meno nella guida.

Colei che oggi può essere definita come la strega verde è quella donna particolarmente legata alla natura, che la rispetta, la difende e ne sfrutta le potenzialità…ma mai senza dare nulla in cambio.

Di nuovo secondo la mia opinione, è sbagliato diffondere una “magia alla portata di tutti” che in realtà insegna ad andare al supermercato a comprare barattoli di spezie!

Tornando al libro, lo consiglio solo in parte: alcune nozioni di base sulla preparazione di infusi, decotti, erbe essiccate e quant’altro, sono veritiere e possono tornare utili. Per approfondire l’argomento delle piante medicinali, invece, consiglio libri specifici, che trattino unicamente questo argomento. Dopo aver appreso il necessario, ci si può cimentare nella preparazione e nell’utilizzo delle erbe e degli altri elementi naturali.


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A est del sole, a ovest della luna e Kay Nielsen

A est del sole, a ovest della luna Book Cover A est del sole, a ovest della luna
Kay Nielsen
Fantasy, Fiaba, Biografia
Taschen
1 marzo 2016
Copertina rigida
168

La ristampa di un grande classico della cultura mondiale. Entrate in un mondo fatto di innamorati osteggiati dal destino, venti magici e troll dispettosi, e lasciatevi incantare da alcune delle più raffinate illustrazioni nella storia del libro. Con questa ristampa, l'editore fa rivivere il più ambizioso progetto editoriale dell'amato artista danese Kay Nielsen, uno dei più apprezzati illustratori di libri per l'infanzia di tutti i tempi. Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è una celebre antologia di fiabe che i leggendari folkloristi norvegesi Peter Christen Asbjornsen e Jorgen Engebretsen Moe hanno raccolto nel corso dei loro viaggi per la Scandinavia a metà del XIX secolo. L'edizione illustrata da Nielsen dei racconti di Asbjornsen e Moe è considerata un gioiello della letteratura per ragazzi del Ventesimo secolo, osannato dai collezionisti d'arte e di libri di tutto il mondo. Una copia originale autografata di questo libro è stata venduta all'asta nel 2008 per il prezzo più alto mai pagato per un libro illustrato di letteratura per ragazzi. Questa curatissima riproduzione presenta 10 delle fiabe originali, con un totale di 46 illustrazioni e numerosi ingrandimenti degli acquerelli originali di Nielsen, stampati in cinque colori per consentire agli straordinari dettagli di brillare di luce propria. Il volume include inoltre due saggi illustrati da decine di opere rare e inedite di Nielsen, ed esplora la storia delle fiabe norvegesi, la vita e le opere dell'artista, nonché la genesi del libro.

 


 

A est del sole, a ovest della luna è una raccolta di fiabe norvegesi (prende il nome da una di esse), illustrata dell’artista danese Kay Nielsen.

In particolare, questa edizione firmata Taschen è suddivisa in due parti: la prima parte è sostanzialmente una biografia del celebre illustratore; la seconda parte contiene la raccolta di fiabe.

Kay Nielsen

Celebre artista danese, è vissuto nell’epoca d’oro dell’illustrazione. Ha partecipato alla realizzazione di alcune opere che hanno fatto la storia, tra cui illustrazioni per la Disney. Tuttavia, la sua celebrità si è accresciuta maggiormente dopo la sua morte piuttosto che in vita, come spesso accade per gli artisti innovativi e fuori dagli schemi.

Le fiabe

La raccolta è composta da fiabe classiche, perciò i temi e la struttura sono simili in tutte. La struttura e la trama si basano sempre su protagonista e antagonista (anche multipli), una situazione iniziale, un fatto decisivo, una trasformazione o evoluzione e un epilogo.

Nella raccolta si ripresentano spesso anche alcune figure importanti: per esempio, in quasi tutte le fiabe si trovano del troll. Creature malvagie e subdole, che hanno la capacità di assumere le sembianze umane e trarre in inganno gli ignari protagonisti delle storie.

Altrettanto importanti sono alcuni elementi della natura, rappresentati come figure pensanti, con una volontà propria: l’esempio più rilevante è quello dei Venti, capaci di aiutare i protagonisti in più occasioni.

Lo stie narrativo è ovviamente molto semplice e scorrevole, adatto ad un pubblico di età varia. I periodi sono brevi ed essenziali, il lessico altrettanto semplice. Va da sé che la lettura nel suo complesso acquisisca un ritmo veloce e un andamento costante.

Come per ogni fiaba che si rispetti, la funzione di queste storie risiede nella morale: fiducia, amicizia, amore, famiglia, inganno, curiosità e rispetto, sono solo alcuni degli argomenti che stanno alla base dei messaggi veicolati in questi racconti!

Le illustrazioni

Ovviamente il punto di forza di questo libro sta nelle illustrazioni, opera di Kay Nielsen, che vede proprio in questa raccolta una delle sue opere più grandiose e complesse.

Ogni fiaba contiene numerose illustrazioni che accompagnano la trama dall’inizio alla fine. Ogni illustrazione è caratterizzata da una quantità incalcolabile di dettagli e da contrasti forti, in netta contrapposizione con i tratti semplici e la composizione delle tavole.

 

 


indice recensioni

Tutti i demoni sono qui

Tutti i demoni sono qui Book Cover Tutti i demoni sono qui
Venus Marion
Horror, Raccolta di racconti
Self-published
3 luglio 2019
Copertina flessibil
45

Qrul sul Rila, Toldre, Găeșani Alta: tre città del continente di Kherida.Tamina, Dimitri, Serpil-Eda: tre demoni necrofagi antropomorfi. Le vittime degli abusi dell'uomo sono pronte a diventare carnefici.

Tutti i demoni sono qui è una raccolta di quattro racconti horror di Venus Marion.

Si tratta di quattro racconti ambientati in zone e periodi diversi ma in uno stesso continente. Il quarto racconto, infine, crea un legame tra tutti i racconti della raccolta.

«Se il prezzo da pagare per un mondo meno crudele è ogni rimasuglio di bontà», aveva detto, sputando fuori le parole come se avessero un sapore disgustoso, «io non lo pagherò. Io non ucciderò per ordine di una razza che ci considera feccia. È ora che qualcuno ricordi a questi uomini che cosa significa la parola demone.»

Tutti i demoni sono qui: una piccola raccolta con un grande significato

Al di là delle trame, ciò che merita di essere posto in evidenza in questa raccolta è ciò che ha da trasmettere. Qualsiasi lettore, andando avanti con i racconti, non può fare altro che schierarsi dalla parte dei demoni (necrofagi antropomorfi… bestioline poco raccomandabili, almeno in apparenza).

Gli umani non sapevano cos’era l’inferno. Non l’avevano provato. Ma l’avevano creato, senza neppure saperlo. E ora avrebbero dovuto fare i conti con il fatto che ogni fossa oscura aveva i propri demoni, e se avevano trasformato l’intero pianeta in una fossa – tutti i demoni erano lì.

Ed è proprio così, lentamente e inesorabilmente, che si fa largo il pensiero che sta alla base della raccolta: la razza umana fa schifo. Fa schifo, salvo alcune sporadiche eccezioni, perché “è nella sua natura” sfruttare, torturare, abusare, corrompere, distorcere e prendere senza dare. I demoni ne sono la prova: sfruttati, deformati, usati addirittura contro i propri simili per servire gli umani. Questa razza che si crede superiore, sempre e comunque.

Di conseguenza, in vari momenti della lettura, si presentano altri temi forti: coraggio, sacrificio, amore, lealtà, giustizia, vendetta.

«Non è una guerra che possiamo vincere, Elisha.»
Nessuno di quelli che combatte una guerra lo fa per vincere.
Tamina lo aveva fissato dritto in quei suoi occhi azzurri.
«Per cosa dobbiamo farlo, allora?»
Elisha l’aveva baciata di nuovo. «Per essere liberi.»

Insomma, Venus Marion è sempre una grande fonte di divulgazioni dei temi più importanti, sia che decida di ambientarli nel Medioevo (Gloria) o in qualche strano continente abitato da demoni dalle sembianze semi-umane.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici di questo libro, oltre ad elogiare come sempre l’autrice per il modo in cui esprime qualsiasi cosa, si può solo fare un paragone con i libri letti in precedenza. Ebbene: cambia l’ambientazione, sia storica che geografica (in questo caso si parla di un continente inventato di nome Kherida, in un tempo X), e di conseguenza cambiano lo stile, il lessico, il ritmo…OTTIMO!

Consiglio questo libro agli amanti del genere e a tutte le persone non facilmente impressionabili da membra dilaniate e pasti a base di umani o demoni. Si legge molto velocemente e, personalmente, trovo sia molto originale 🙂


PS. Venus Marion è una matta enorme: ADORO.

Bibliografia di V. recensita da me:


INDICE RECENSIONI

Ci vorrebbe un eroe (Gloria)

Ci vorrebbe un eroe Book Cover Ci vorrebbe un eroe
Gloria
Venus Marion
Storico
Independently published
8/05/20
Copertina flessibile
79

⤜IL MEDIOEVO COME LO AVETE GIA' LETTO... solo in GLORIA! ⤞ Dopo essersi ritrovata inaspettatamente complice di una banda di fuorilegge ormai disgregata, Cybele è costretta a tornare dietro la facciata della rispettabilità per affrontare le nuove minacce che incombono sui villaggi della contea di Nottingham, mentre oltre Manica si combatte la terribile battaglia di Bouvines. Una novella ambientata tra il primo e il secondo libro di GLORIA, alla scoperta della menzogna più grande dietro il velo di bugie intessuto da milady di Gisborne. ⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.Cover Art by © Alice Sogno

Ci vorrebbe un eroe è la seconda novella/spin-off di Venus Marion, che si colloca dopo il primo libro della trilogia di Gloria.

In questa seconda novella troviamo un approfondimento sulla vita di Cybele, che si nasconde e mette insieme un “esercito” di ragazze che fino a quel momento avevano subito fin troppo. Grazie alla sua guida, benché incerta e inesperta, le ragazze si rendono conto di potersi difendere da sole e di poter portare alla luce del sole ciò che hanno sempre fatto come se non importasse a nessuno.

Un tributo. Altre morti. Altro dolore. Un altro scempio che non posso fermare, arginare, impedire.

Ci vorrebbe un eroe: oltre la trama

Come nei precedenti scritti di Venus Marion, dietro la trama si nasconde molto di più. Anche questa volta, durante la lettura, ci si trova a prendere in considerazione questioni di grande importanza: in questo caso, la posizione di una donna.

Ciò che può o non può fare; ciò che fa per istinto, per dovere o per senso di giustizia, ma nell’ombra. Perché per una donna è sempre più difficile che per un uomo, qualsiasi cosa faccia.

Per quanto riguarda gli aspetti “tecnici” della novella, non si può fare altro che ripetere quanto già detto per la trilogia e la precedente novella, perciò rimando alle rispettive recensioni:

A questo punto posso solo ripetere: LEGGETE QUESTA SAGA. LEGGETE QUESTA SAGA. LEGGETE QUESTA SAGA.


INDICE RECENSIONI

Il castello errante di Howl

Il castello errante di Howl Book Cover Il castello errante di Howl
Diana Wynne Jones
Fantasy, Fiaba
Kappalab
2013
Copertina flessibile
245

Il castello errante di Howl è un romanzo fantasy dell’autrice Diana Wynne Jones; è il primo volume di una trilogia, ma i protagonisti di questo primo romanzo hanno ruoli solamente marginari nei due volumi successivi.

Il castello errante di Howl

Il racconto è ambientato nel regno di Ingary, un mondo magico con strane tradizioni e caratteristiche.

La protagonista è Sophie, figlia di un rispettabile cappellaio, che vive con le sorelle e la seconda moglie del padre. Questa donna sembra volere il bene delle figliastre ma, dopo la morte del padre, decide di mandare le figlie minori a lavorare come apprendiste e tenere Sophie con sé al negozio di cappelli, facendole rinunciare alla scuola.

Sophie accetta il suo destino monotono e si rassegna al lavoro nel negozio. Ben presto, però, accade qualcosa che cambierà la sua vita per sempre: tra intrallazzi di potere, incantesimi e altre stranezze, Sophie si ritrova nel corpo di un’anziana signora a vagare per il regno in cerca di soluzioni e risposte.

Così incontra gli altri stravaganti protagonisti della storia: Howl, il mago proprietario del castello errante, Calcifer – il demone del fuoco con cui il mago ha un legame sin dall’infanzia, grazie al quale il castello viene alimentato costantemente. Dopodiché si susseguono una serie di personaggi secondari e antagonisti.

Il castello errante di Howl può essere classificato come fiaba moderna: la struttura della trama è quella di una fiaba, inoltre si possono trovare altre caratteristiche in comune a questo genere letterario (come per esempio la mutazione fisica dei protagonisti, la loro evoluzione psicologica e così via).

Si tratta, quindi, di un romanzo adatto ad un pubblico adolescente-adulto, capace di far riscoprire il piacere della lettura di una fiaba o di un racconto fantasy bizzarro e insolito.

Il punto di forza di questo libro è, infatti, l’insieme delle stranezze che contiene. Il castello che si muove e che consente di “uscire dalla porta” in un paese piuttosto che in un altro. L’unine di maghi, streghe, demoni e altre figure fantastiche in un’ambientazione quasi contemporanea.

Da non sottovalutare, in ogni caso, l’importanza di uno stile semplice e fluido come quello dell’autrice, unito ad un ritmo di lettura costante e piuttosto veloce, che rende la lettura ancora più piacevole e scorrevole.

In conclusione:

Personalmente ho trovato questa lettura molto piacevole e diversa dal solito, benché io legga molto spesso fantasy e fiabe. Lo consiglio ad ogni genere di lettore, di qualsiasi età; unico requisito: apprezzare almeno uno tra i generi fantasy e fiabesco!


RECENSIONI: INDICE

 

L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre

L'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre Book Cover L'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre
Marilù Oliva
Retelling
Solferino
2020
Copertina flessibile
143

L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d’amore di molte donne.
C’è Calipso, che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. C’è Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, e ci sono le Sirene, ciecamente decise a distruggerlo. C’è Nausicaa, seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo. C’è Circe dominatrice, che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri. E naturalmente c’è lei, Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà.
In questo libro, sono loro a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte. Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, dea ex machina, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo.
In un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista, torna in vita e vibra di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola alta sulla varietà e sulla verità dei sentimenti umani.


 

L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre è un retelling di uno dei poemi epici più conosciuti al mondo – L’Odissea di Omero.

Come suggerisce il titolo, infatti, la storia di Odisseo viene raccontata attraverso le protagoniste femminili con i ruoli più rilevanti. L’Odissea è, in effetti, per la maggior parte costituita da un insieme di eventi in cui le protagoniste sono donne. Fatta eccezione per il celebre Odisseo, ovviamente.

L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre

Le donne all’interno dell’Odissea hanno sicuramente ruoli determinanti per l’andamento dell’intera trama, ma sono sempre avvolte da una sorta di “ombra” sprigionata da Odisseo, che rimane il protagonista indiscusso del poema.

L’intenzione di questo libro è proprio quella di dar voce a queste donne.

La prima a parlare è Calipso, figura forte e solitaria, determinata e autoritaria ma con un gran bisogno di compagnia. Un bisogno che la spinge a “donare” la sua terra all’uomo venuto dal mare, a patto che lui rimanga con lei. Presto, però, si accorge che Odisseo non pensa ad altro che a tornare a casa e, benché sia riconoscente e rinvigorito, non riesce a staccarsi definitivamente dalla sua adorata Itaca. Per questo motivo, alla fine, Calipso lo lascerà andar via.

Poi, successivamente, si leggono le versioni di Nausicaa, Circe, delle Sirene, di Euriclea e, infine, di Penelope. Ogni donna offre la propria visione di Odisseo: ogni racconto è ben caratterizzato, soprattutto grazie all’opinione che ogni donna matura nei confronti del protagonista. Lo stile narrativo, invece, varia solo leggermente, tant’è che solo in base a quello non sarebbero completamente distinguibili le diverse voci narranti.

Si tratta di un libro dal ritmo di lettura medio: è volutamente raccontato con “lentezza”, per dar modo al lettore di assimilare i punti di vista delle protagoniste, come se stesse ascoltando i loro pensieri nel momento esatto in cui vengono formulati.

Complessivamente L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre è un testo molto interessante proprio per lo scopo per cui è stato scritto. Tuttavia, ogni punto di vista è una supposizione fatta sulla base di ciò che viene detto riguardo queste donne all’interno dell’Odissea, perciò la loro personalità e la loro visione degli eventi è comunque strettamente legata a questo.

Eccoli, gli sciocchi.
Uomini.
Animali.
Maili.
C’è poi così tanta differenza?
Sono arrivati qui spossati dai viaggi e dalle intemperie, cercando quello che ogni maschio insegue. Cibo. Riparo. Una donna che li accudisca. La protezione della loro madre. Che noia, questi uomini!

Nonostante tutto, ogni donna ha una sorta di amore-odio per Odisseo: ognuna di esse rimane in qualche modo affascinata da lui (dalla sua forza d’animo, dal suo alone di mistero, dalla sua nostalgia di casa, dalla sua determinazione o dalla sua malinconia). Calipso vorrebbe farlo restare con sé, Circe ammette, alla fine, che non incontrerà mai più un uomo come lui.

In conclusione

Credo che L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre sia un buon testo di approfondimento per appassionati del genere classico, di retelling, o un modo diverso e simpatico per avvicinarsi all’opera. Lo consiglio ad ogni tipo di lettore: è ben scritto, si legge piacevolmente e in modo scorrevole!

 

Nota: Personalmente ho trovato che, benché messe nel ruolo di protagoniste, le donne fossero comunque assoggettate a questa sorta di fascino intramontabile di Odisseo. Non so se sia una mia interpretazione personale o un effetto voluto dall’autrice per mantenere comunque il protagonista originale al di sopra delle protagoniste del retelling. Se qualcuno là fuori l’ha letto, possiamo parlarne! 🙂


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Il sangue degli elfi – The Witcher 3

Il sangue degli elfi. The witcher Book Cover Il sangue degli elfi. The witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2019
393

Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d'assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l'intera famiglia reale. La principessa Ciri è l'unica che riesce a fuggire ma, all'improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato... Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un'estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per Ellander, dove una maga le insegnerà a controllare quell'immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos...

Il sangue degli elfi  è il primo romanzo vero e proprio della Saga di Geralt di Rivia dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. In ordine cronologico di narrazione però si colloca al terzo posto, preceduto da Il guardiano degli innocenti e La spada del destino, che sono raccolte di racconti.

Ricorda. La magia è Caos, Arte e Scienza. È maledizione, benedizione e progresso. Tutto dipende da chi si serve della magia, come e con quale scopo. Ma la magia è ovunque. Ovunque intorno a noi. Facilmente accessibile. Basta allungare la mano. Guarda.

Il sangue degli elfi

In questo terzo volume molti dei pezzi che finora erano sparsi, trovano il loro posto all’interno della trama generale della saga. Viene fatta chiarezza sulla natura di Ciri, Geralt e Yennefer definiscono i loro ruoli all’interno della storia e nei confronti della bambina. C’è un altro personaggio a ricoprire un ruolo importante in questo volume… e si pensava non esistesse più!

Come anticipato per i due volumi precedenti, la saga si basa su ben quattro punti di forza:

  • lo stile;
  • i personaggi;
  • l’ambientazione;
  • l’atmosfera.

Senza ripetere quanto detto in precedenza, quindi, ci si può soffermare sulle “novità”: la più importante è sicuramente il fatto che si tratti di un romanzo anziché di una raccolta di racconti. La suddivisione avviene quindi in capitoli, in ordine cronologico, non in “eventi” distaccati.

Inoltre, rispetto ai precedenti volumi, questo districa in modo lineare ciò che accade sullo sfondo: lotte di potere tra re, rivalità tra creature di varie specie, intrighi tra maghi e così via. I tre personaggi principali salgono di livello: Geralt mostra ancor di più la sua personalità dalle mille facce, Yennefer si rivela una grande donna oltre che una grande maga, Ciri si allena fino allo sfinimento in tutte le sue svariate capacità e… ovviamente, non è ancora in salvo!

Il sangue degli elfi, come l’intera saga, è un fantasy molto valido dal punto di vista tecnico, piacevole da leggere, molto scorrevole e capace di dare un sacco di emozioni.

Per tutte le informazioni tecniche su questa saga vi rimando alle due recensioni precedenti:


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