I maestri dell’horror

Ottobre è il mese dell’horror, dello stupore e della paura. Per questo motivo, sul blog, pubblicheremo una serie di articoli dedicati ai maestri dell’horror nella letteratura mondiale.

Il terrore può nascere nelle menti dei lettori in diversi modi, ed ognuno dei maestri che approfondiremo nelle prossime settimane ha contribuito alla creazione di una particolare tipologia di horror.

I maestri dell’horror: gotico.

Dracula: non occorrono altre parole per descrivere il mistero, il carisma e il terrore che Bram Stoker ha instillato nei suoi personaggi e nelle sue storie; tra tutte la più famosa, appunto, Dracula.

L’horror gotico è ormai parte della cultura moderna, i vampiri hanno subito centinaia di mutazioni nel tempo, così come i lupi mannari. Ma il concetto fondamentale è sempre lo stesso: mescolare una belva feroce o inquietante con la malvagità e l’ingegno tipici dell’essere umano.

I maestri dell’horror: “classico”.

Quante volte, leggendo un libro o guardando un film horror, vi è capitato di avere un’immagine impressa nella retina o nella mente: la luna piena illumina, un cimitero, corvi volano verso l’orizzonte staccandosi da un ramo di un albero morente; albero sul quale riposa, in eterno, quello che era il protagonista del racconto, impiccato? Se queste immagini vi hanno suscitato dei ricordi, molto probabilmente vi siete imbattuti nell’horror che prende ispirazione dal maestro Edgar Allan Poe: poeta e scrittore.

I maestri dell’horror: cosmico.

Ed eccoci finalmente all’inventore della fantascienza, dell’horror cosmico: Howard Philips Lovecraft. L’horror cosmico non usa sangue, fantasmi o assassini ma usa la paura che è instillata da sempre nel genere umano: la paura dell’ignoto.

Le storie di Lovecraft spingono la mente dei protagonisti, e del lettore, in luoghi nei quali non sarebbe mai dovuta stare e sfruttano ciò che non si può conoscere, ciò che non si può descrivere per far sentire indifeso il lettore.

I maestri dell’horror: simbolico.

L’horror migliore è quello che usa le forti immagini caratteristiche del genere per inviare un messaggio, una critica o raccontare una storia molto più complessa di quella che appare in superficie.

E’ molto più semplice da spiegare con un esempio.
Un uomo decide di intraprendere un viaggio verso luoghi sconosciuti del globo, pur sapendo che Dio glielo vieta, nell’aldilà la sua punizione è quella di bruciare in eterno: come la sua insaziabile curiosità.

Il maestro dell’horror simbolico, oltre che della letteratura in generale, Dante ha creato il genere nell’Inferno della Divina Commedia; in seguito altri autori hanno preso spunto dalle allegorie del sommo poeta per creare opere del terrore più profonde e complesse. 

Nelle prossime settimane analizzeremo ognuno di questi autori, sottolineando la loro influenza nel genere horror e nella letteratura in generale. Non mancate!


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Il tulipano nero

Il tulipano nero. Ediz. integrale Book Cover Il tulipano nero. Ediz. integrale
Grandi classici
Alexandre Dumas
Romanzo, Classico
Crescere Edizioni
2016
Flessibile
224

Siamo nei Paesi Bassi, la terra dei tulipani, nel '600, il cosiddetto secolo d'oro olandese. Qui si sta svolgendo un'accesa lotta politica per il potere tra il Gran Pensionario, il borghese Johan de Witt, e lo Statolder, l'aristocratico Guglielmo III d'Orange. Nello specifico, va ricordato che, con il primo diffondersi dei tulipani, allora importati in Europa dall'Oriente, si sviluppò una vera e propria mania tra le classi altolocate del paese per questi fiori. I protagonisti sono invece tre personaggi inventati: Cornelius van Baerle, il carceriere Grifo e sua figlia Rosa; ma soprattutto il fiore che dà anche il titolo al romanzo, ossia il tulipano nero. Il medico Cornelius Van Bearle che, pur appartenendo a una ricca famiglia dell'Aja, non vuole arricchirsi ulteriormente, ma investe grosse somme di denaro nella sua passione per i tulipani, alla ricerca di forme e colori sempre più nuovi fino a riuscire a creare l'impossibile tulipano nero, per il quale la città di Haarlem offre il ricchissimo premio di centomila fiorini. Cornelius sta quasi per riuscirci ma un vicino invidioso, Isaac Boxtel, organizza un piano per rubargli i preziosi bulbi.

Recensire Il tulipano nero o no? C’è chi sostiene che le recensioni dei classici siano inutili perché, in quanto classici, non necessitano di commenti. Io credo piuttosto che recensire un classico non sia semplice perché, per quanto la recensione voglia essere oggettiva, si rischia sempre di improntarla con un giudizio. Tuttavia, anche questo giudizio può aiutare il lettore successivo a farsi un’idea del tipo di lettura a cui va in contro. Perciò eccoci qua…

Il tulipano nero

Il tulipano nero è un romanzo di Alexandre Dumas (padre) scritto nel 1850.

Ambientato nei Paesi Bassi, nel ‘600 (periodo d’oro per l’Olanda), racconta di una efferata lotta di potere tra Johan De Witt (un ricco borghese) e Guglielmo III D’Orange (aristocratico).

Alla base della trama c’è il mercato dei tulipani, che venivano importati dall’Oriente. Il mercato dei tulipani diventa in poco tempo la base dell’economia olandese, attirando soprattutto i nobili del Paese. Il prezzo dei fiori continua a salire, vittima delle speculazioni di chi vede in questi fiori un’ottima fonte di guadagno. Questo libro racconta i meccanismi del mercato dei tulipani dell’epoca attraverso una storia originale e coinvolgente.

Il tulipano nero racconta…

La storia del medico Cornelius Van Bearle che, pur essendo di famiglia borghese benestante, decide di non portare avanti gli affari di famiglia ma di investire nella coltivazione di tulipani di ogni specie e colore, fino a creare il misterioso e impossibile tulipano nero, per il quale la città di Haarlem offre il ricchissimo premio di centomila fiorini.

Un vicino invidioso, però, tenderà una trappola a Cornelius, che rischierà addirittura la condanna a morte.

Inizia in questo momento una storia tragica di amore e lotta per la giustizia.

Il tulipano oltre la trama

Il tulipano nero è un grande classico di Dumas, autore noto per il suo stile curato e coinvolgente e per le sue storie affascinanti. Come ci si può aspettare dal titolo e dall’autore, è un libro di grande classe ed eleganza, nonostante tratti anche di invidia, odio e violenza.

Ha un ritmo di lettura medio a causa delle descrizioni e delle nozioni da assimilare (soprattutto nella prima parte) per potersi immergere nella storia.

In realtà, il ritmo cambia a metà del libro: la prima parte è più lenta, contiene più informazioni storiche e dettagli su quella che è realmente stata la storia del mercato dei tulipani in Olanda. Nella seconda parte, invece, hanno più importanza i protagonisti del racconto e il ritmo accelera leggermente.

Come tanti libri contemporanei a questo, fa riferimento alla società dell’epoca mettendone in risalto alcune caratteristiche e, soprattutto, alcuni difetti e mancanze. Tra le righe si può trovare una sorta di critica ai ceti sociali protagonisti del racconto.

Nonostante ciò, però, è un libro che si legge tranquillamente e lascia un bel ricordo. Per questo lo consiglio sia agli amanti dei classici e sia a lettori “onnivori”, merita davvero di essere letto nonostante non sia di certo il più conosciuto romanzo di Dumas.

***un appunto: in questo caso, l’edizione Crescere non è la migliore. Nel testo ci sono alcuni errori e la traduzione non è sempre scorrevole.


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Amanti e regine. Il potere delle donne

Amanti e regine Book Cover Amanti e regine
Benedetta Craveri
Saggio, Biografia
2008
432

"Non si è mai sazi di queste mitiche figure femminili che montagne di biografie e romanzi hanno di volta in volta esaltato o denigrato, icone avventurose o romantiche, melodrammatiche o futili, raggelate dal tempo. Scorrono adesso tutte insieme, da Caterina de' Medici a Maria Antonietta, dai primi decenni del XVI secolo alla fine del XVIII, gemme della storia e delle storie delle donne, con le loro fortune e sfortune, col potere della loro bellezza e della loro sottomissione, il fervore della loro ambizione o del loro ardore, lo slancio della loro intelligenza o della loro astuzia, nel nuovo libro di Benedetta Craveri; la scrittrice che si muove nelle corti e nei castelli dei Valois e dei Borbone, dei Guisa o dei Lorena con la grazia somma della cultura, della curiosità, del pensiero, della scrittura magnifica" (Natalia Aspesi).


Amanti e regine è un saggio storico che racconta di donne che, in epoche diverse e in modi diversi, hanno cambiato la storia e la posizione della donna all’interno di essa.

Nel 1586 il celebre giurista francese Jean Bodin non esitava a confinare le donna ai margini della vita civile ritenendo che “dovessero essere tenute lontane da tutte le magistrature, i luoghi di comando, i giudizi, le assemblee pubbliche e i consigli, perché si occupassero solo delle faccende donnesche e domestiche”.

Amanti e regine: il potere delle donne

Il libro racconta la vita e le imprese di alcune donne, personaggi più o meno conosciuti che hanno fatto molto.

KatharinavonMedici.jpg

Il racconto inizia con un’introduzione sulla figura femminile nel corso dei secoli.

Dopodiché, viene fatto un salto indietro nella storia e si riparte con Caterina de’ Medici, ragazzina che viene mandata per interesse della famiglia come sposa al principe di Francia Enrico II. Caterina è sola in un mondo sconosciuto, in cui non è più “LA” Caterina ma solo la donna che sposerà il Enrico II.

Nonostante le mille avversità, però, riesce a entrare nelle grazie del Re e ad avere una posizione autorevole. Non solo: nonostante l’iniziale l’impossibilità di dare un’erede al marito, Caterina viene comunque amata e apprezzata da tutto il popolo.

Rimane un personaggio controverso a causa della sua personalità austera e del suo coinvolgimento nel massacro della notte di San Bardolomeo. D’altro canto però, viene ricordata come una sovrana indulgente, che ha cercato di adottare una politica di tolleranza e conciliazione.

Ma questo è solo il primo personaggio citato nel libro perché, ricordiamocelo, si parla di DONNE prima che di regine, amanti, mogli, figlie, ecc.

Amanti e regine: il libro

Analizzando la Storia, il libro racconta come sia cambiato il ruolo della donna nel corso dei secoli, prima e dopo la diffusione del Cristianesimo, attraverso l’inquisizione e l’avvento della cultura a stampo maschilista.

Il ritmo di lettura è medio: non tanto per lo stile, semplice e scorrevole, quanto per la quantità di nozioni da assimilare durante la lettura.

Si tratta di un saggio storico, quindi le date e i nomi si susseguono ripetutamente, senza rendere la lettura pesante o noiosa, ma incidendo lievemente sulla velocità con cui il libro può essere letto. Cosa che comunque è tipica dei saggi di questo tipo.

Amanti e regine – Il potere delle donne è un saggio adatto sia agli appassionati di storia e sia a lettori onnivori che cercano informazioni su personaggi rilevanti. Si tratta infatti di personaggi legati da un unico filo conduttore: l’emancipazione, per quanto velata potesse essere in ogni singolo caso.

 

Fonte immagine: wikipedia.


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Il giorno del giudizio

Il giorno del giudizio Book Cover Il giorno del giudizio
Salvatore Satta
Fiction, Narrativa moderna, Storico
Adelphi
1990
Copertina flessibile
292

Il giorno del giudizio è il famoso romanzo di Salvatore Satta, in parte autobiografico (Sanna anziché Satta), che racconta la vita in Sardegna tra la fine dell’800 e gli anni ’20 del ‘900.

Il giorno del giudizio: cosa racconta?

Il narratore, anonimo membro della famiglia Sanna, torna al suo paese d’origine e visita il cimitero: questo scatena in lui una serie di ricordi che permettono al lettore di addentrarsi nelle usanze e nei costumi della Sardegna d’altri tempi.

I ricordi del narratore vanno dalla fine dell’800 fino alla Prima Guerra Mondiale e raccontano della famiglia Sanna-Carboni, in parallelo al cambiamento e alle vicissitudini della città di Nuoro.

Vengono menzionati i componenti della famiglia in questione, uniti ad altri personaggi chiave come il parroco, per esempio.

Particolare attenzione viene posta su come l’individualità e la collettività si fondessero all’interno del paese.

Vengono messi in risalto aspetti della vita dell’epoca, della suddivisione del paese in poche famiglie e delle usanze e costumi di anni passati.

Oltre la trama

È un’anonima voce narrante a condurre la storia che, secondo i più, rappresenta l’autore stesso.

Il giorno del giudizio è un libro tragico e malinconico, con un unico messaggio portante: l’inevitabilità della morte nonostante la posizione sociale, la provenienza, la ricchezza.

Pubblicato dopo la morte dell’autore, è stato reso famoso dalla critica (spesso ostile, a causa dei riferimenti sociali e politici) e tradotto in svariate lingue.

Ha un ritmo di lettura lento e il lessico scelto, seppur non difficile, rende, contribuisce ad aumentarne la lentezza.

Inoltre non ha una struttura cronologica lineare. Gli eventi vengono proposti secondo il filo conduttore che lega i ricordi del narratore, non per forza ordinati cronologicamente.

Lo stile dell’autore è semplice ma piuttosto ripetitivo e tedioso su alcuni argomenti.

In conclusione

Personalmente apprezzo molto i romanzi storici realistici ambientati nei luoghi più disparati del mondo, perché danno la possibilità di scoprire di più su questi posti e sulla loro storia.

Al contrario, non apprezzo quando un autore esprime un giudizio tramite il suo racconto. Si al messaggio, ma non al giudizio – quello spetta al lettore.

In conclusione: avevo alte aspettative su questo libro, sopratutto dopo aver letto quanto fosse famoso. Tuttavia, personalmente non ho apprezzato la lettura e, contrariamente a quanto ci si aspetta da queste edizioni e da un libro di tale notorietà, ho trovato anche alcuni errori grammaticali.

Mi sento comunque di consigliarlo a chi stesse cercando informazioni sulla Sardegna dell’epoca (soprattutto per quanto riguarda la società).

Non credo comunque sia adatto ad un pubblico così vasto come mi sarei aspettata.

Buona lettura!


Recensioni: INDICE

Sì Book Cover
Viviana Rivero
Fiction, Romanzo Storico
Giunti
2019
Copertina flessibile
688

Parigi, anni '20. Melisa Loyola è la figlia del sarto più rinomato della città e fin da piccola aiuta il padre a confezionare i costumi di scena dei più importanti teatri di Parigi, come il Moulin Rouge e Les Folies Bergère. I meravigliosi vestiti, le struggenti melodie del tango e il suo innato talento per il canto e il ballo fanno crescere in lei il desiderio di entrare a far parte di quel mondo scintillante. Ma per la sua famiglia e il suo fidanzato è impensabile che lei lavori, tanto meno che si esibisca su un palco. Quando finalmente si presenta l'occasione di realizzare il suo sogno, Melisa non ci pensa due volte, anche se significa mollare tutto e salpare per Buenos Aires insieme a una prestigiosa compagnia teatrale. E se proprio lì, dall'altra parte del mondo, trovasse il vero amore? Melisa non ha mai dimenticato lo sguardo di Nikolai, il giovane e ricco argentino che ha conosciuto a Parigi, così testardo e insopportabilmente affascinante. Quando l'amore arriva, forte e travolgente, che importanza hanno la carriera e i tanti sacrifici fatti? Una storia romantica e appassionante, ricca di avventura e colpi di scena. Il viaggio per la felicità è lungo e pieno di ostacoli, ma niente è impossibile per chi è capace di dire "sì" alla vita.


Sì è un romanzo storico ambientato negli anni ’20, che ha le sue radici in Marocco e che arriva fino a Buenos Aires, passando per Parigi e non solo.

Sì: tra realtà e fantasia

La narrazione ha inizio con qualche accenno sulla vita dei genitori di quella che sarà poi la protagonista dell’intero romanzo: madre musulmana, padre occidentale. Un matrimonio che viene, in un certo senso, “organizzato” nonostante lo sposo non fosse connazionale della sposa e non professasse la stessa religione.

Questa prima “stranezza” per l’epoca si verifica perché il padre della sposa ha premura di accasare tutte e cinque le figlie, scegliendo con attenzione gli sposi.

Questo perché, come da tradizione, proprio a loro sarebbero finiti i patrimoni e gli affari di famiglia, mentre le figlie sarebbero soltanto “passate di proprietà”.

Si verifica, quindi, il primo fatto insolito e vagamente rivoluzionario per l’epoca: è il futuro sposo (occidentale) a proporsi per il matrimonio.

Dopo le nozze, la coppia si trasferisce e inizia a condurre una vita più occidentalizzata, pur mantenendo la fede musulmana e le tradizioni marocchine.

Poco dopo nasce la figlia, Melisa.

Era decisa a dare ogni ora della sua vita, le sue notti, le vittorie e le sconfitte, pur di non separarsi mai da quel fagottino di carne rosa.

Quel giorno d’estate segnò un prima e un dopo nella sua vita e nelle sue decisioni. Ma se ne sarebbe accorta solo con il passare dei mesi, o addirittura con il trascorrere degli anni.

Come da tradizione, anche lei, viene promessa in sposa ad un uomo che conosce appena e che non ama.

Melisa, cresciuta tra stoffe pregiate e abiti di scena nella bottega dei genitori, non vuole arrendersi ad un destino scontato, rifiuta il matrimonio combinato e si butta nella carriera di cantante e ballerina.

<<E poi io voglio una vita diversa>> […] <<voglio fare la ballerina e la cantante>>

Melisa è brava, ha successo e viene invitata ad unirsi ad una compagnia teatrale a Buenos Aires. Non senza difficoltà, lascia i genitori e la sua casa per andare dall’altra parte del mondo, incontro al suo destino.

Quando finalmente la nave avvistò terra, l’entusiasmo dei passeggeri esplose. Melisa invece scoppiò a piangere. Aveva attraversato l’oceano per inseguire il suo sogno abbandonando le persone che amava. Era il primo dei molti sacrifici che avrebbe fatto per assecondare la sua vocazione, solo che ancora non lo sapeva.

Questa storia straordinaria, che vede come protagonisti i personaggi inventati di Melisa e la sua famiglia, viene però storicamente collocata in corrispondenza di una tragedia realmente avvenuta: il naufragio della nave Principessa Mafalda.

Questo tragico incidente è avvenuto nel 1927 ed è costato la vita a 314 persone in viaggio verso Buenos Aires.

 

Sì: oltre la trama

Il significato del titolo, come specificato nella sinossi, è la capacità di dire  alla vita.

Melisa, infatti, nonostante le difficoltà e le perdite, riesce a costruire qualcosa di suo e, successivamente, con l’uomo che ha scelto.

Lo stile dell’autrice è molto semplice e fluido. Il romanzo risulta scorrevole e si legge abbastanza velocemente nonostante conti più di 600 pagine.

L’ambientazione cambia ripetutamente, attraversando tre continenti e riportando alcune caratteristiche tipiche dell’epoca delle città menzionate.

L’atmosfera, invece, cambia in base a due fattori: il luogo in cui si svolge una determinata scena e ciò che accade ai protagonisti e come si sentono a riguardo.

Il ritmo di lettura è medio, è una lettura “tranquilla”, che fa scorrere gli eventi senza troppi scossoni per il lettore.

In conclusione: Sì a questo libro

Si tratta di un libro positivo e piacevole che lascia un bel ricordo nonostante tratti anche fatti spiacevoli, come il naufragio che, come anticipato, è realmente accaduto ed è costato la vita a centinaia di persone.

 


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PER L’ACQUISTO:

Il vecchio e il mare

Il vecchio e il mare Book Cover Il vecchio e il mare
Oscar Mondadori
Ernest Hemingway
Romanzo
Mondadori
2016
Flessibile
138

Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago trova la forza di riprendere il mare: questa nuova battuta di pesca rinnova il suo apprendistato di pescatore e sigilla la sua simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi. nella lotta quasi a mani nude contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione finalmente sconfitta. Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura. E, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.


 

Il vecchio e il mare è una della opere più famose in assoluto dell’auotore Ernest Hemingway.

Benché si tratti di un’opera relativamente recente, può già essere considerata un classico della letteratura moderna.

Grazie a questo romanzo, infatti, l’autore è stato vincitore di un premio Pulitzer nel 1953. Questo testo ha avuto anche una forte influenza sulla conquista del del premio Nobel l’anno successivo.

“Dove andrai?” chiese il ragazzo.
“Al largo, per rientrare quando cambia il vento. Voglio esser fuori prima di giorno”.

Il vecchio e il mare: messaggi

La storia è semplice ma intensa e significativa: Santiago, un vecchio pescatore cubano, si intestardisce sul voler pescare il pesce marlin più grande della sua vita. Dopo giorni in mare aperto riesce a conquistarlo, arrivando allo stremo delle forze e rischiando più volte la vita.

“Chiunque può fare il pescatore, di maggio.”

Nel riportarlo al porto, però, il pesce viene spolpato da diversi attacchi di squali e questo fa sì che il povero Santiago torni a riva con nient’altro che una carcassa.

Ad aspettarlo a riva c’è il ragazzo, a cui ha insegnato tutto sul mare e con cui ha un legame speciale.

“La mia sveglia è l’età” disse il vecchio. “Perché i vecchi si svegliano così presto? Sarà perché la giornata duri più a lungo?”

Risulta evidente, durante la lettura, come il libro sia un susseguirsi di messaggi e metafore:

  • in primo luogo, la supremazia del mare e della natura sull’uomo: quanto un uomo possa sentirsi piccolo e indifeso nonostante la saggezza e l’esperienza acquisite;
  • di conseguenza, l’invito a non sentirsi mai troppo sicuri e, se possibile, essere un po’ più “modesti” e rispettosi nei confronti del mare e dei suoi abitanti;
  • il ciclo della vita, l’invecchiamento, la nostalgia e, nonostante tutto, le soddisfazioni e le dure lezioni che si presentano nei momenti più inaspettati;
  • l’importanza del trasmettere le conoscenze a chi verrà dopo, in questo caso il ragazzino che accompagna il vecchio per mare.

Oltre la trama

Poi gli dispiacque che il grosso pesce non avesse nulla da mangiare e il dispiacere non indebolì mai la decisione di ucciderlo. A quanta gente farà da cibo, pensò. Ma sono degni di mangiarlo? No, no di certo. Non c’è nessuno degno di mangiarlo, con questo suo nobile contegno e questa sua grande dignità.

Il vecchio e il mare è sicuramente un libro che merita di essere letto non solo per il contenuto e i messaggi citati poco fa, ma anche per lo stile e la forma impeccabili.

Lo stile narrativo di Hemingway, infatti, è qualcosa di unico: la percezione dell’atmosfera è veramente realistica durante la lettura, l’ambientazione perfetta e i personaggi più che significativi.

Nonostante la trama sia piuttosto semplice e si basi su due protagonisti (tre, se contiamo il mare come elemento chiave), la narrazione e fluida e fitta e porta il lettore fino alla fine in un batter d’occhio.

Per quanto riguarda i protagonisti, invece, sono essenzialmente due: il vecchio, Santiago, e il ragazzo. Vengono descritti fisicamente e, soprattutto, caratterialmente; ma ciò che conta di più è la loro esperienza, loro sono il messaggio.

Un discorso a parte va fatto per il mare che è contemporaneamente protagonista e antagonista. Il mare stupendo e “amico”, con i suoi colori e le sue usanze; il mare impetuoso e “nemico”, con i suoi predatori e le sue tempeste.

La struttura del romanzo è molto simile a quella di una fiaba: protagonista e antagonista, fatto scatenante, trasformazione (in questo caso sia del mare da positivo a negativo e poi viceversa, e sia della visione generale di Santiago) conseguenze ed epilogo.

Il vecchio e il mare: in conclusione

Come anticipato, si tratta di un “Signor Libro”, consigliato ad un pubblico sia adolescente che adulto e con qualsiasi gusto letterario. Merita davvero di essere letto.

Per concludere, consiglio a tutti di riflettere sui messaggi che questo libro porta con sé! Buona lettura!


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Per l’acquisto:

Nuove Uscite – GOLEM EDIZIONI

Udite, udite lettori accaniti… da oggi in libreria ben 4 nuove uscite firmate Golem Edizioni!

1° libro: Indizi e silenzi

di Alessandro Cerutti
Genere: noir
Pagg. 240
Prezzo: € 13,90
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Il commissario Rita Salati riprende il servizio dopo che le hanno asportato un tumore al seno e deve immediatamente confrontarsi con un caso problematico e pericoloso: una serie di suicidi sospetti in cui le vittime sono tutti pregiudicati.
Grazie alla sua perseveranza e al suo acume, non tarderà a scoprire che le radici di questi avvenimenti trovano le loro radici in una sanguinosa rapina avvenuta quasi vent’anni prima.
Le indagini prendono una strana piega e presto il commissario si accorgerà che rovistare nel passato può mettere a serio rischio la sua stessa vita e che diventa quasi impossibile capire di chi potersi fidare: occorre seguire i pochi indizi e decifrare i tanti silenzi.

L’autore: Alessandro Cerutti è nato a Torino ed è laureato in Teologia. Dal 2011 insegna presso alcuni istituti superiori di Torino, tra cui il carcere “Lorusso Cotugno” e lo “Juventus college”. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’incantesimo e la spada (Riccadonna Editori) e da questo romanzo è stato tratto lo spettacolo teatrale “Fra magia e arte”. A maggio 2017 ha pubblicato, insieme ai suoi alunni del liceo, una raccolta di racconti sul tema della disabilità Volare liberi (Riccadonna Editori). Nel dicembre 2017 è uscito il suo secondo romanzo L’ordine del Mandylion (Riccadonna Editori). Ha scritto e scrive numerosi racconti
presenti in antologie.
Indizi e silenzi rappresenta il suo esordio nel mondo del noir..

2° libro: Gli occhi invisibili del destino

di Silvia Casini
Genere: thriller paranormale
Pagg. 360
Prezzo: € 16,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Eilis Rush, una giovane studentessa diciassettenne, dopo un incidente automobilistico, dove i suogenitori perdono la vita, dall’America viene a vivere a Roma. Va a stare da sua zia Clara che gestisce il negozio esoterico “Filincanto”. Eilis ha un’amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato. I suoi occhi sono molto particolari: sono verdi, striati di grigio, giallo e blu notte, ma soprattutto nascondono un segreto.
Inizia così un thriller paranormale che vi avvolgerà dalla prima all’ultima pagina, tra omicidi misteriosi e misteriose presenze, e che troverà la conclusione a bordo del re dei treni: l’Orient Express.

L’autrice: Silvia Casini si è laureata in Lingue e Letterature Straniere, per poi lavorare, in veste di project manager, presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini. Si è in seguito specializzata in marketing strategico e ha iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv. Attualmente, si occupa di critica cinematografica e letteraria per diversi siti e testate giornalistiche ed è product placement manager per Echo Group srl.
È caporedattore di UpsideDownMagazine.it. Tiene un blog, I dermatoglifi di Bottondoro, ed è autrice dei seguenti libri: Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe (Nadia Camandona Editore), Tutto in una notte (Libro/mania, un marchio De Agostini/Newton Compton), Di magia e di vento (Antonio Tombolini Editore) e gusto speziato dell’amore (Leggereditore).

 

3° libro: Mario Soldati – La gioia di vivere

di Pier Franco Quaglieni
Genere: saggio
Pagg. 220
Prezzo: € 16,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Il libro esce nel ventennale della morte dello scrittore e regista torinese e – curato da Pier Franco Quaglieni, che gli dedica un corposo saggio iniziale – contiene testimonianze autorevoli sull’attività poliedrica di Soldati nella letteratura, nel cinema, nel giornalismo, nella TV, nel campo enogastronomico…
Un’appendice raccoglie degli inediti di Soldati ed interviste con lui di particolare significato e interesse.
Il libro consente di ripercorrere la vita e l’opera di Soldati in modo organico e rapido contemporaneamente.

L’autore: Pier Franco Quaglieni, docente e saggista di storia risorgimentale e contemporanea, è giornalista dal 1968 a 21 anni appena compiuti.
È direttore dalla sua fondazione del Centro di studi e ricerche “Mario Pannunzio”.
Ha vinto, tra gli altri, i premi “Voltaire”, “Tocqueville”, “Popper” e “Venezia”.
Ha scritto di lui Aldo Cazzullo: “È un cavaliere solitario che da decenni tiene viva la memoria di una grande tradizione culturale spesso misconosciuta”.
Autore di numerosi saggi, con Golem Edizioni ha già pubblicato Figure dell’Italia civile (2017) e Grand’Italia (2018).

 

4° libro: La logica dei bambini

di Patrizia Valpiani
Genere: racconti
Pagg. 120
Prezzo: € 12,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Bambini! Bambini conosciuti, bambini inventati ma sempre bambini che si confrontano con un mondo da scoprire e da conoscere attraverso la “loro” logica.
Una raccolta di racconti per tutte le età da leggere, scoprire, assaporare.
Il collante è l’osservazione della vita attraverso gli occhi dei bambini, i bambini di ieri e i bambini di oggi. A loro tanti misteri del mondo sono ancora preclusi, il libro dei sogni è aperto. Durante l’infanzia si forma l’individuo e il suo destino. Gli adulti ne sono modello e punto di riferimento. Anche noi siamo stati bambini e possiamo qui ritrovare il piacere della tenerezza attraverso la riappropriazione delle stesse emozioni infantili.

L’autrice: Patrizia Valpiani è nata a Pietrasanta di Versilia. Vive a Torino dove esercita la professione di medico chirurgo ortodontista, dopo essere stata medico di famiglia. È saggista, poetessa, narratrice.
Risalgono al 1994 i suoi primi riconoscimenti, è vincitrice con una poesia del premio Cesare Pavese e con un racconto del premio Bergamo. Ha pubblicato tre raccolte di racconti, cinque di poesia, un romanzo e una guida poetica di Torino. Attualmente è Presidente della Associazione Medici Scrittori Italiani. Con Golem Edizioni, sotto lo pseudonimo di Tosca Brizio (insieme a Gianfranco Brini), ha già pubblicato Chiaroscuro (2017) e L’ombra cupa degli ippocastani (2019).

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Lo strano caso del Dr. Jekyl e Mr. Hyde Book Cover Lo strano caso del Dr. Jekyl e Mr. Hyde
Robert L. Stevenson
Romanzo, Classico
Giunti
2012 (1^ edizione 1886)
Cartaceo, copertina flessibile
144

Nella Londra fuligginosa di fine Ottocento si aggira un essere dall'aspetto ripugnante che commette crimini terribili per poi scomparire nel nulla. La sua identità è un mistero per tutti, tranne che per l'insospettabile Dr. Jekyll. Il buon dottore pare conoscerlo molto bene e sa che la sua comparsa ha a che vedere con certi esperimenti segreti che sta conducendo sullo sdoppiamento della personalità umana.

Recensione | Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Una cosa è certa: quell’uomo ha un aspetto fuori dal comune, eppure non saprei indicare un solo dettaglio anormale. Non so che dire, mi arrendo, non sono in grado di descriverlo. E non per un vuoto di memoria, perché vi assicuro che lo vedo come se lo avessi di fronte a me in questo momento. .

Il libro

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde è un grande classico di Stevenson, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo in quanto primo romanzo nel suo genere.

Si tratta un libro piuttosto breve ma intenso: lo stile di scrittura di Stevenson è particolarmente scorrevole e questo fa in modo che il lettore si concentri maggiormente sulla trama e sui personaggi, arrivando alla conclusione senza nemmeno accorgersene. La storia, conosciutissima, narra del buon Dr. Jekyll e dei suoi esperimenti sullo sdoppiamento della personalità. Già dalle prime pagine compaiono i primi fatti allarmanti e brutali: il primo tra tutti è quello della bambina che viene pestata e lasciata dolorante sul ciglio della strada.

Il lettore entra in questo modo in un vortice di eventi e spiegazioni o ipotesi fatte dai protagonisti – in particolare Utterson, il dottore – che coinvolgono sempre di più, fino ad arrivare a svelare il mistero che sta dietro a questi eventi.

Un enorme punto a favore dell’autore è dato dall’atmosfera: la resa di ciò che viene narrato è tale da rendere i luoghi e i fatti immaginabili nel minimo dettaglio. Questo si unisce alla descrizione dell’ambientazione: una Londra cupa e grigia, che cambia aspetto al cambiare delle scene.

Con la stessa cura con cui viene descritta l’ambientazione, vengono descritti i personaggi: sono pochi, ma minuziosamente curati sia nell’aspetto fisico che in quello psicologico. Ogni personaggio ha una doppia possibile interpretazione, oltre ovviamente al Dr. Jekyll, con momenti di dubbio e spesso tratti ironici.

Il ritmo di lettura è decisamente veloce, soprattutto grazie allo stile dell’autore. Si seguono i personaggi e le loro vicende fino alla fine, con curiosità, nonostante la storia sia più che conosciuta.

Il finale è scontato semplicemente perché la storia è conosciuta ma credo che all’epoca in cui è stato pubblicato abbia fatto un bel po’ di scalpore e che abbia ancor oggi molto da insegnare.

Il Dr. Jekyll e Mr. Hyde rappresentano un intero filone letterario e, prima di tutto, un concetto molto profondo che risiede nei meandri della mente umana: i due lati di una persona, quello buono e quello cattivo; quando è giusto che prevalga uno piuttosto che l’altro? Quando si “dividono” nettamente generando a tutti gli effetti due persone? Fino a che punto è giusto indagare sui possibili effetti degli esperimenti sulla mente umana?

Più che la degenerazione di un mio difetto, fu quindi la natura troppo esigente delle mie aspirazioni a fare di me quello che sono stato e a scavare in me un solco – più profondo  che negli altri – fra il bene e il male, le due province che scindono l’uomo e ne compongono la duplice natura.

In conclusione

Consiglio questo libro per diversi motivi. Il primo luogo perché è un classico e fa sempre bene leggere un classico. In secondo luogo perché, contrariamente a quanto si possa pensare, si legge tutto d’un fiato appassionandosi all’atmosfera e ai personaggi e arrivando alla fine desiderando che il libro non finisca. Leggetelo!

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Recensione | Le braci

Le braci Book Cover Le braci
Sandor Marai
Romanzo, Classico
Adelphi
1942
Cartaceo, copertina flessibile
181

Sinossi:

Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.

 

Le Braci

Il libro:

L’uomo vive finché ha qualcosa da fare su questa terra.

Come sempre, lascio la mia opinione personale come conclusione della recensione e, per prima cosa, cercherò di dare una definizione di questo libro che possa essere valida per chiunque dovesse leggerlo.

Si tratta di un romanzo classico relativamente recente, molto famoso e apprezzato dalla maggior parte dei lettori. I motivi per cui questo libro è così apprezzato sono molti: la trama, i personaggi, l’ambientazione o l’atmosfera.

Guardiamo in fondo ai nostri cuori: che cosa vi troviamo? Una passione che il tempo ha soltanto attutito senza riuscire a estinguerne le braci.

C’è, però, un elemento che prevarica su tutto: lo stile. Senza questo il romanzo risulterebbe noioso e, per alcuni, addirittura banale.

Perché lo stile è così determinante? Senza dubbio perché emana eleganza ad ogni parola. Benché si tratti essenzialmente di un monologo (lo è almeno al 90%), riesce a non essere noioso e a tenere il lettore incollato alle pagine.

Come si può desumere dalla sinossi, infatti, i protagonisti sono due uomini, inizialmente molto amici e successivamente legati da un passato indelebile, che si trovano dopo anni di lontananza per fare luce su quanto accaduto a loro stessi a chi hanno avuto accanto durate gli anni.

La narrazione dei fatti, però, avviene tramite il monologo di uno dei due protagonisti,  che ripercorre tutto ciò che è avvenuto a partire dal primo incontro dei due fino a questo ultimo agognato ritrovo.

In questo modo vengono analizzati i vari eventi che si sono susseguiti negli anni e, allo stesso modo, fanno la loro comparsa i personaggi secondari, che hanno contribuito alla tessitura della trama.

Sappiamo sempre qual è la verità, quella verità diversa che viene occultata dai ruoli, dalle maschere, dalle circostanze della vita.

L’ambientazione e l’atmosfera non sono da non sottovalutare: sia il contesto storico che quello geografico, infatti, contribuiscono a creare una sensazione di pace ed eleganza nonostante gli argomenti trattati spesso non siano dei più rosei (vengono nominati solo due luoghi: Vienna, come luogo più realistico, e i Tropici come luogo ideale; le vicende in realtà fanno riferimento o si svolgono quasi interamente nella casa di uno dei due protagonisti che pare aver conservato il suo aspetto nonostante i decenni trascorsi).

Tutto è caduto in pezzi, sono rimasti solo i frammenti. La patria per me era un sentimento. Questo sentimento è stato offeso.

Il ritmo con cui si svolgono i fatti è piuttosto lento (sono più di quarant’anni), ma il modo in cui vengono narrati lo rende abbastanza sostenuto o, perlomeno, fa in modo che il lettore sia interessato a proseguire la lettura nell’attesa che capiti qualcosa di sconvolgete. In realtà il ritmo è crescete nella seconda metà del libro, fino ad arrivare alla conclusione della storia alla scoperta del messaggio che l’autore vuole passare. Un messaggio che è racchiuso nel comportamento del protagonista e, si scoprirà, richiede pazienza e costanza: per questo motivo può essere interpretato come un esempio da seguire o come un’assurdità.

In conclusione:

Si tratta di un libro estremamente elegante e curato, motivo per cui lo consiglio ad ogni tipo di lettore: lo consiglio in particolare a coloro che cercano lo stile prima della trama.

Personalmente l’ho apprezzato molto proprio per questo motivo: quando definisco un libro “elegante” è perché l’autore riesce ad esprimere concetti estremamente belli o estremamente brutti senza essere indiscreto o volgare. Sinceramente mi sarei aspettata qualcosa di più eclatante per il finale, ma questi sono punti di vista.

Jane Austen è…

#ParliamoDiLibri: Jane Austen è…

Ho raccolto i vostri commenti dai vari post dedicati a Jane Austen o ad uno dei sui romanzi; eccoli qui:

  • mizuage76 Jane Austen incarna lo spirito inglese….
  • ylaila.books Ok.. mi devo mettere nell’angolo della vergogna perché non ho mai letto niente di suo
  • lostpuf Che bella idea 🙏 io di Jane Austen ho letto solo “Orgoglio e pregiudizio” e anche anni fa a dire il vero 😅 quindi è possibile che se lo rileggessi ora il mio giudizio sarebbe differente. L’ho trovato un romanzo rilassante, non come altri classici pesanti e tediosi, nonostante riesca a incarnare quelli che sono gli ideali dell’epoca! Quando avrò tempo sicuramente leggerò altro di lei
  • lalibromane Io la adoro 😂😍 amo il periodo storico, il suo romanticismo e la sua ironia, la sua osservazione e analisi della realtà sociale del tempo, amo come costruisci i personaggi, i quali non vengono mai creati a caso ma hanno tutti un ruolo.. La sua scrittura la trovo scorrevole, delicata, non troppo semplice ma nemmeno pretenziosa.. Amo in primis Orgoglio e Pregiudizio ma in generale mi piacciono tutti i suoi lavori 🙈
  • sopralerighe85Mi stupisce la sua modernità, ogni volta. Orgoglio e pregiudizio è un libro che non mi stanco mai di leggere, così elegante e raffinato.
  • scarlett.k.winterfallAdoriamo il fatto che fosse così moderna per la sua epoca 😏 una vera eroina per noi… Una scrittrice, insomma un modello💖 Inoltre pur non amando i classici ci è stato impossibile non eleggere “Orgoglio e Pregiudizio” nostro classico preferito 👑
  • leggoquandovoglioIo se non voglio farmi odiare devo stare zitta 😂 però bravissima perché quest’idea è fantastica! 💖
  • gc_lellaChe bella rubrica! Io ho amato “Orgoglio e pregiudizio” e “Persuasione”❤️Indubbiamente, in questi due romanzi, aveva uno stile distinto. Visto che ci dobbiamo sbizzarrire passo alle note dolenti: letto uno, letti tutti… non linciatemi 🙈ma pecca molto nell’originalità e nelle descrizioni. Credo sia così apprezzata perché ha fatto centro con “Orgoglio e Pregiudizio”.
  • gattinoonomantePenso che sia tanto amato perché è un classico… E come tutti i classici, si amano e si odiano al contempo, però non possiamo farne a meno. Rimangono dei grandi esempi, forse alle volte idealizzati a tal punto da renderli immuni alle critiche.
  • alessandra_nekkina93_72Per ora ho letto solo “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen, ma quanto l’ho amato!!! 😍 prossimamente leggerò “Ragione e Sentimento” e poi tanti altri, li ho quasi tutti 😍
  • deilibrisottoilbraccioCuriosa di sapere il tuo parere 😊 io adoro Jane Austen 😍❤
  • lalibromaneadoro zia Jane❤ spero piaccia anche a te!
  • scarlett.k.winterfallComplimenti per la fotografia innanzitutto 😍😍 Orgoglio e Pregiudizio resta il nostro classico preferito 😍 Ricordiamo di averlo scelto come libro da esaminare per una vecchia tesina di storia 💙 Uno degli aspetti che ci avevano più interessate era il rapporto tra le sorelle 😏
  • fallinbooks._Arrivo molto in ritardo ma spero di essere in tempo! Beh, che dire? “Orgoglio e Pregiudizio” è il mio libro del cuore. L’ho letto 4 volte e ogni volta oltre ad trovare la stessa bellezza, scopro sempre qualcosa di nuovo. Adoro la prosa di Jane, la sua sottile ironia, il suo modo di descrivere il carattere dei personaggi lasciando che il lettore li conosca man mano. Mi piace molto il modo in cui analizza l’animo umano e riesce a raccontare con minuzia la sua epoca. Nel bene e nel male. E poi la coppia Lizzie/Darcy è la più bella di tutte. Le loro schermaglie iniziali, i ripensamenti, le delusioni e l’idillio finale…Insomma meraviglioso!!❤️

Infine, il mio parere:

Credo che Jane Austen sia intramontabile grazie al suo stile: elegante, rilassante, discreto. Personalmente ho apprezzato molto questo aspetto dei suoi romanzi.

Per quanto riguarda le trame, credo che fossero innovative per il momento storico in cui sono state scritte, così come i personaggi femminili; lette oggi risultano piacevoli ma, a mio parere, un po’ limitate (siamo abituati a leggere di qualsiasi argomento possibile e leggere di romanzi interamente strutturati intorno ad un matrimonio o un fidanzamento può risultare monotono). Per esempio, in Orgoglio e Pregiudizio ciò che ho apprezzato di più nella trama è stato il legame tra le sorelle e all’interno della famiglia delle protagoniste in generale.

Tuttavia, credo che i suoi libri vadano letti (perlomeno Orgoglio e Pregiudizio), in quanto classici senza tempo, da cui si può sempre imparare qualcosa!