Nuove Uscite – GOLEM EDIZIONI

Udite, udite lettori accaniti… da oggi in libreria ben 4 nuove uscite firmate Golem Edizioni!

1° libro: Indizi e silenzi

di Alessandro Cerutti
Genere: noir
Pagg. 240
Prezzo: € 13,90
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Il commissario Rita Salati riprende il servizio dopo che le hanno asportato un tumore al seno e deve immediatamente confrontarsi con un caso problematico e pericoloso: una serie di suicidi sospetti in cui le vittime sono tutti pregiudicati.
Grazie alla sua perseveranza e al suo acume, non tarderà a scoprire che le radici di questi avvenimenti trovano le loro radici in una sanguinosa rapina avvenuta quasi vent’anni prima.
Le indagini prendono una strana piega e presto il commissario si accorgerà che rovistare nel passato può mettere a serio rischio la sua stessa vita e che diventa quasi impossibile capire di chi potersi fidare: occorre seguire i pochi indizi e decifrare i tanti silenzi.

L’autore: Alessandro Cerutti è nato a Torino ed è laureato in Teologia. Dal 2011 insegna presso alcuni istituti superiori di Torino, tra cui il carcere “Lorusso Cotugno” e lo “Juventus college”. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’incantesimo e la spada (Riccadonna Editori) e da questo romanzo è stato tratto lo spettacolo teatrale “Fra magia e arte”. A maggio 2017 ha pubblicato, insieme ai suoi alunni del liceo, una raccolta di racconti sul tema della disabilità Volare liberi (Riccadonna Editori). Nel dicembre 2017 è uscito il suo secondo romanzo L’ordine del Mandylion (Riccadonna Editori). Ha scritto e scrive numerosi racconti
presenti in antologie.
Indizi e silenzi rappresenta il suo esordio nel mondo del noir..

2° libro: Gli occhi invisibili del destino

di Silvia Casini
Genere: thriller paranormale
Pagg. 360
Prezzo: € 16,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Eilis Rush, una giovane studentessa diciassettenne, dopo un incidente automobilistico, dove i suogenitori perdono la vita, dall’America viene a vivere a Roma. Va a stare da sua zia Clara che gestisce il negozio esoterico “Filincanto”. Eilis ha un’amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato. I suoi occhi sono molto particolari: sono verdi, striati di grigio, giallo e blu notte, ma soprattutto nascondono un segreto.
Inizia così un thriller paranormale che vi avvolgerà dalla prima all’ultima pagina, tra omicidi misteriosi e misteriose presenze, e che troverà la conclusione a bordo del re dei treni: l’Orient Express.

L’autrice: Silvia Casini si è laureata in Lingue e Letterature Straniere, per poi lavorare, in veste di project manager, presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini. Si è in seguito specializzata in marketing strategico e ha iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv. Attualmente, si occupa di critica cinematografica e letteraria per diversi siti e testate giornalistiche ed è product placement manager per Echo Group srl.
È caporedattore di UpsideDownMagazine.it. Tiene un blog, I dermatoglifi di Bottondoro, ed è autrice dei seguenti libri: Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe (Nadia Camandona Editore), Tutto in una notte (Libro/mania, un marchio De Agostini/Newton Compton), Di magia e di vento (Antonio Tombolini Editore) e gusto speziato dell’amore (Leggereditore).

 

3° libro: Mario Soldati – La gioia di vivere

di Pier Franco Quaglieni
Genere: saggio
Pagg. 220
Prezzo: € 16,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Il libro esce nel ventennale della morte dello scrittore e regista torinese e – curato da Pier Franco Quaglieni, che gli dedica un corposo saggio iniziale – contiene testimonianze autorevoli sull’attività poliedrica di Soldati nella letteratura, nel cinema, nel giornalismo, nella TV, nel campo enogastronomico…
Un’appendice raccoglie degli inediti di Soldati ed interviste con lui di particolare significato e interesse.
Il libro consente di ripercorrere la vita e l’opera di Soldati in modo organico e rapido contemporaneamente.

L’autore: Pier Franco Quaglieni, docente e saggista di storia risorgimentale e contemporanea, è giornalista dal 1968 a 21 anni appena compiuti.
È direttore dalla sua fondazione del Centro di studi e ricerche “Mario Pannunzio”.
Ha vinto, tra gli altri, i premi “Voltaire”, “Tocqueville”, “Popper” e “Venezia”.
Ha scritto di lui Aldo Cazzullo: “È un cavaliere solitario che da decenni tiene viva la memoria di una grande tradizione culturale spesso misconosciuta”.
Autore di numerosi saggi, con Golem Edizioni ha già pubblicato Figure dell’Italia civile (2017) e Grand’Italia (2018).

 

4° libro: La logica dei bambini

di Patrizia Valpiani
Genere: racconti
Pagg. 120
Prezzo: € 12,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Bambini! Bambini conosciuti, bambini inventati ma sempre bambini che si confrontano con un mondo da scoprire e da conoscere attraverso la “loro” logica.
Una raccolta di racconti per tutte le età da leggere, scoprire, assaporare.
Il collante è l’osservazione della vita attraverso gli occhi dei bambini, i bambini di ieri e i bambini di oggi. A loro tanti misteri del mondo sono ancora preclusi, il libro dei sogni è aperto. Durante l’infanzia si forma l’individuo e il suo destino. Gli adulti ne sono modello e punto di riferimento. Anche noi siamo stati bambini e possiamo qui ritrovare il piacere della tenerezza attraverso la riappropriazione delle stesse emozioni infantili.

L’autrice: Patrizia Valpiani è nata a Pietrasanta di Versilia. Vive a Torino dove esercita la professione di medico chirurgo ortodontista, dopo essere stata medico di famiglia. È saggista, poetessa, narratrice.
Risalgono al 1994 i suoi primi riconoscimenti, è vincitrice con una poesia del premio Cesare Pavese e con un racconto del premio Bergamo. Ha pubblicato tre raccolte di racconti, cinque di poesia, un romanzo e una guida poetica di Torino. Attualmente è Presidente della Associazione Medici Scrittori Italiani. Con Golem Edizioni, sotto lo pseudonimo di Tosca Brizio (insieme a Gianfranco Brini), ha già pubblicato Chiaroscuro (2017) e L’ombra cupa degli ippocastani (2019).

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Lo strano caso del Dr. Jekyl e Mr. Hyde Book Cover Lo strano caso del Dr. Jekyl e Mr. Hyde
Robert L. Stevenson
Romanzo, Classico
Giunti
2012 (1^ edizione 1886)
Cartaceo, copertina flessibile
144

Nella Londra fuligginosa di fine Ottocento si aggira un essere dall'aspetto ripugnante che commette crimini terribili per poi scomparire nel nulla. La sua identità è un mistero per tutti, tranne che per l'insospettabile Dr. Jekyll. Il buon dottore pare conoscerlo molto bene e sa che la sua comparsa ha a che vedere con certi esperimenti segreti che sta conducendo sullo sdoppiamento della personalità umana.

Recensione | Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Una cosa è certa: quell’uomo ha un aspetto fuori dal comune, eppure non saprei indicare un solo dettaglio anormale. Non so che dire, mi arrendo, non sono in grado di descriverlo. E non per un vuoto di memoria, perché vi assicuro che lo vedo come se lo avessi di fronte a me in questo momento. .

Il libro

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde è un grande classico di Stevenson, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo in quanto primo romanzo nel suo genere.

Si tratta un libro piuttosto breve ma intenso: lo stile di scrittura di Stevenson è particolarmente scorrevole e questo fa in modo che il lettore si concentri maggiormente sulla trama e sui personaggi, arrivando alla conclusione senza nemmeno accorgersene. La storia, conosciutissima, narra del buon Dr. Jekyll e dei suoi esperimenti sullo sdoppiamento della personalità. Già dalle prime pagine compaiono i primi fatti allarmanti e brutali: il primo tra tutti è quello della bambina che viene pestata e lasciata dolorante sul ciglio della strada.

Il lettore entra in questo modo in un vortice di eventi e spiegazioni o ipotesi fatte dai protagonisti – in particolare Utterson, il dottore – che coinvolgono sempre di più, fino ad arrivare a svelare il mistero che sta dietro a questi eventi.

Un enorme punto a favore dell’autore è dato dall’atmosfera: la resa di ciò che viene narrato è tale da rendere i luoghi e i fatti immaginabili nel minimo dettaglio. Questo si unisce alla descrizione dell’ambientazione: una Londra cupa e grigia, che cambia aspetto al cambiare delle scene.

Con la stessa cura con cui viene descritta l’ambientazione, vengono descritti i personaggi: sono pochi, ma minuziosamente curati sia nell’aspetto fisico che in quello psicologico. Ogni personaggio ha una doppia possibile interpretazione, oltre ovviamente al Dr. Jekyll, con momenti di dubbio e spesso tratti ironici.

Il ritmo di lettura è decisamente veloce, soprattutto grazie allo stile dell’autore. Si seguono i personaggi e le loro vicende fino alla fine, con curiosità, nonostante la storia sia più che conosciuta.

Il finale è scontato semplicemente perché la storia è conosciuta ma credo che all’epoca in cui è stato pubblicato abbia fatto un bel po’ di scalpore e che abbia ancor oggi molto da insegnare.

Il Dr. Jekyll e Mr. Hyde rappresentano un intero filone letterario e, prima di tutto, un concetto molto profondo che risiede nei meandri della mente umana: i due lati di una persona, quello buono e quello cattivo; quando è giusto che prevalga uno piuttosto che l’altro? Quando si “dividono” nettamente generando a tutti gli effetti due persone? Fino a che punto è giusto indagare sui possibili effetti degli esperimenti sulla mente umana?

Più che la degenerazione di un mio difetto, fu quindi la natura troppo esigente delle mie aspirazioni a fare di me quello che sono stato e a scavare in me un solco – più profondo  che negli altri – fra il bene e il male, le due province che scindono l’uomo e ne compongono la duplice natura.

In conclusione

Consiglio questo libro per diversi motivi. Il primo luogo perché è un classico e fa sempre bene leggere un classico. In secondo luogo perché, contrariamente a quanto si possa pensare, si legge tutto d’un fiato appassionandosi all’atmosfera e ai personaggi e arrivando alla fine desiderando che il libro non finisca. Leggetelo!

Per tutte le altre recensioni vi rimando alla pagina INDICE

 

Recensione | Le braci

Le braci Book Cover Le braci
Sandor Marai
Romanzo, Classico
Adelphi
1942
Cartaceo, copertina flessibile
181

Sinossi:

Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.

 

Le Braci

Il libro:

L’uomo vive finché ha qualcosa da fare su questa terra.

Come sempre, lascio la mia opinione personale come conclusione della recensione e, per prima cosa, cercherò di dare una definizione di questo libro che possa essere valida per chiunque dovesse leggerlo.

Si tratta di un romanzo classico relativamente recente, molto famoso e apprezzato dalla maggior parte dei lettori. I motivi per cui questo libro è così apprezzato sono molti: la trama, i personaggi, l’ambientazione o l’atmosfera.

Guardiamo in fondo ai nostri cuori: che cosa vi troviamo? Una passione che il tempo ha soltanto attutito senza riuscire a estinguerne le braci.

C’è, però, un elemento che prevarica su tutto: lo stile. Senza questo il romanzo risulterebbe noioso e, per alcuni, addirittura banale.

Perché lo stile è così determinante? Senza dubbio perché emana eleganza ad ogni parola. Benché si tratti essenzialmente di un monologo (lo è almeno al 90%), riesce a non essere noioso e a tenere il lettore incollato alle pagine.

Come si può desumere dalla sinossi, infatti, i protagonisti sono due uomini, inizialmente molto amici e successivamente legati da un passato indelebile, che si trovano dopo anni di lontananza per fare luce su quanto accaduto a loro stessi a chi hanno avuto accanto durate gli anni.

La narrazione dei fatti, però, avviene tramite il monologo di uno dei due protagonisti,  che ripercorre tutto ciò che è avvenuto a partire dal primo incontro dei due fino a questo ultimo agognato ritrovo.

In questo modo vengono analizzati i vari eventi che si sono susseguiti negli anni e, allo stesso modo, fanno la loro comparsa i personaggi secondari, che hanno contribuito alla tessitura della trama.

Sappiamo sempre qual è la verità, quella verità diversa che viene occultata dai ruoli, dalle maschere, dalle circostanze della vita.

L’ambientazione e l’atmosfera non sono da non sottovalutare: sia il contesto storico che quello geografico, infatti, contribuiscono a creare una sensazione di pace ed eleganza nonostante gli argomenti trattati spesso non siano dei più rosei (vengono nominati solo due luoghi: Vienna, come luogo più realistico, e i Tropici come luogo ideale; le vicende in realtà fanno riferimento o si svolgono quasi interamente nella casa di uno dei due protagonisti che pare aver conservato il suo aspetto nonostante i decenni trascorsi).

Tutto è caduto in pezzi, sono rimasti solo i frammenti. La patria per me era un sentimento. Questo sentimento è stato offeso.

Il ritmo con cui si svolgono i fatti è piuttosto lento (sono più di quarant’anni), ma il modo in cui vengono narrati lo rende abbastanza sostenuto o, perlomeno, fa in modo che il lettore sia interessato a proseguire la lettura nell’attesa che capiti qualcosa di sconvolgete. In realtà il ritmo è crescete nella seconda metà del libro, fino ad arrivare alla conclusione della storia alla scoperta del messaggio che l’autore vuole passare. Un messaggio che è racchiuso nel comportamento del protagonista e, si scoprirà, richiede pazienza e costanza: per questo motivo può essere interpretato come un esempio da seguire o come un’assurdità.

In conclusione:

Si tratta di un libro estremamente elegante e curato, motivo per cui lo consiglio ad ogni tipo di lettore: lo consiglio in particolare a coloro che cercano lo stile prima della trama.

Personalmente l’ho apprezzato molto proprio per questo motivo: quando definisco un libro “elegante” è perché l’autore riesce ad esprimere concetti estremamente belli o estremamente brutti senza essere indiscreto o volgare. Sinceramente mi sarei aspettata qualcosa di più eclatante per il finale, ma questi sono punti di vista.

Jane Austen è…

#ParliamoDiLibri: Jane Austen è…

Ho raccolto i vostri commenti dai vari post dedicati a Jane Austen o ad uno dei sui romanzi; eccoli qui:

  • mizuage76 Jane Austen incarna lo spirito inglese….
  • ylaila.books Ok.. mi devo mettere nell’angolo della vergogna perché non ho mai letto niente di suo
  • lostpuf Che bella idea 🙏 io di Jane Austen ho letto solo “Orgoglio e pregiudizio” e anche anni fa a dire il vero 😅 quindi è possibile che se lo rileggessi ora il mio giudizio sarebbe differente. L’ho trovato un romanzo rilassante, non come altri classici pesanti e tediosi, nonostante riesca a incarnare quelli che sono gli ideali dell’epoca! Quando avrò tempo sicuramente leggerò altro di lei
  • lalibromane Io la adoro 😂😍 amo il periodo storico, il suo romanticismo e la sua ironia, la sua osservazione e analisi della realtà sociale del tempo, amo come costruisci i personaggi, i quali non vengono mai creati a caso ma hanno tutti un ruolo.. La sua scrittura la trovo scorrevole, delicata, non troppo semplice ma nemmeno pretenziosa.. Amo in primis Orgoglio e Pregiudizio ma in generale mi piacciono tutti i suoi lavori 🙈
  • sopralerighe85Mi stupisce la sua modernità, ogni volta. Orgoglio e pregiudizio è un libro che non mi stanco mai di leggere, così elegante e raffinato.
  • scarlett.k.winterfallAdoriamo il fatto che fosse così moderna per la sua epoca 😏 una vera eroina per noi… Una scrittrice, insomma un modello💖 Inoltre pur non amando i classici ci è stato impossibile non eleggere “Orgoglio e Pregiudizio” nostro classico preferito 👑
  • leggoquandovoglioIo se non voglio farmi odiare devo stare zitta 😂 però bravissima perché quest’idea è fantastica! 💖
  • gc_lellaChe bella rubrica! Io ho amato “Orgoglio e pregiudizio” e “Persuasione”❤️Indubbiamente, in questi due romanzi, aveva uno stile distinto. Visto che ci dobbiamo sbizzarrire passo alle note dolenti: letto uno, letti tutti… non linciatemi 🙈ma pecca molto nell’originalità e nelle descrizioni. Credo sia così apprezzata perché ha fatto centro con “Orgoglio e Pregiudizio”.
  • gattinoonomantePenso che sia tanto amato perché è un classico… E come tutti i classici, si amano e si odiano al contempo, però non possiamo farne a meno. Rimangono dei grandi esempi, forse alle volte idealizzati a tal punto da renderli immuni alle critiche.
  • alessandra_nekkina93_72Per ora ho letto solo “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen, ma quanto l’ho amato!!! 😍 prossimamente leggerò “Ragione e Sentimento” e poi tanti altri, li ho quasi tutti 😍
  • deilibrisottoilbraccioCuriosa di sapere il tuo parere 😊 io adoro Jane Austen 😍❤
  • lalibromaneadoro zia Jane❤ spero piaccia anche a te!
  • scarlett.k.winterfallComplimenti per la fotografia innanzitutto 😍😍 Orgoglio e Pregiudizio resta il nostro classico preferito 😍 Ricordiamo di averlo scelto come libro da esaminare per una vecchia tesina di storia 💙 Uno degli aspetti che ci avevano più interessate era il rapporto tra le sorelle 😏
  • fallinbooks._Arrivo molto in ritardo ma spero di essere in tempo! Beh, che dire? “Orgoglio e Pregiudizio” è il mio libro del cuore. L’ho letto 4 volte e ogni volta oltre ad trovare la stessa bellezza, scopro sempre qualcosa di nuovo. Adoro la prosa di Jane, la sua sottile ironia, il suo modo di descrivere il carattere dei personaggi lasciando che il lettore li conosca man mano. Mi piace molto il modo in cui analizza l’animo umano e riesce a raccontare con minuzia la sua epoca. Nel bene e nel male. E poi la coppia Lizzie/Darcy è la più bella di tutte. Le loro schermaglie iniziali, i ripensamenti, le delusioni e l’idillio finale…Insomma meraviglioso!!❤️

Infine, il mio parere:

Credo che Jane Austen sia intramontabile grazie al suo stile: elegante, rilassante, discreto. Personalmente ho apprezzato molto questo aspetto dei suoi romanzi.

Per quanto riguarda le trame, credo che fossero innovative per il momento storico in cui sono state scritte, così come i personaggi femminili; lette oggi risultano piacevoli ma, a mio parere, un po’ limitate (siamo abituati a leggere di qualsiasi argomento possibile e leggere di romanzi interamente strutturati intorno ad un matrimonio o un fidanzamento può risultare monotono). Per esempio, in Orgoglio e Pregiudizio ciò che ho apprezzato di più nella trama è stato il legame tra le sorelle e all’interno della famiglia delle protagoniste in generale.

Tuttavia, credo che i suoi libri vadano letti (perlomeno Orgoglio e Pregiudizio), in quanto classici senza tempo, da cui si può sempre imparare qualcosa!

La lettera scarlatta – Nathaniel Hawthorne

La lettera scarlatta Book Cover La lettera scarlatta
Grandi Classici
Nathaniel Hawthorne
Romanzo storico
Crescere
2014 (1^ pubblicazione: 1850)
Cartaceo / copertina flessibile
256

 

📌 Sinossi

Il romanzo si apre con una donna sul patibolo, mostrata alla popolazione di Boston, dopo il processo per adulterio che l'ha giudicata colpevole. Hester, infatti, ha dato alla luce una bambina, nonostante il marito sia assente dalla città da molto tempo: per questo viene esposta al pubblico ludibrio; ma la pena più infamante sarà portare sul petto una lettera scarlatta, la A di "adultera", che renderà sempre evidente il suo peccato agli occhi della chiusa comunità puritana della Boston del XVII secolo. Per amore, la donna non rivela chi è il padre della piccola Pearl, scontando da sola la sua pena e costruendosi una dignitosa esistenza appartata e solitaria, mentre il suo amante, uno degli uomini più rispettati della città, vive nel tormento e nella disperazione per la sua vigliaccheria e la sua ipocrisia. Intanto il marito di Hester è tornato dopo una lunga prigionia presso gli indiani. Nemmeno a lui la donna rivela chi sia il padre di Pearl e l'uomo assume un'altra identità con l'intenzione di scoprirlo...

 

✒Citazioni

Il volgo, che in quei lugubri tempi attribuiva invariabilmente un orrore a quanto lo colpiva nell’immaginazione, escogitò una storia sulla lettera scarlatta, con cui ci sarebbe facile di comporre una paurosa leggenda.

Possiamo osservare come le persone dedite alle più audaci speculazioni si conformino sovente alle norme esteriori del viver sociale. Ad esse basta il pensiero, senza che questo debba prender corpo nell’azione.

📌 Trama

Hester, la protagonista, è una donna che si trasferisce prima del marito in un nuovo paese: un paese puritano, per l’esattezza. Hester viene lasciata sola per molto tempo e, durante questo periodo inizia una relazione segreta con un uomo – non un uomo qualunque – che la porterà ad avere una bambina, Pearl.

La piccola comunità la condannerà per adulterio, verrà incarcerata, processata ed, infine, costretta a portare perennemente sul petto un A scarlatta, simbolo di adulterio, per esporsi ai suoi compaesani, in modo che il suo peccato sia sempre ben visibile e riconoscibile, origine di vergogna ed emarginazione per lei e per la piccola Pearl.

Hester non rivelerà mai in nome del padre di Pearl, ma il marito tornerà, si stabilizzerà nello stesso paese in cui lei vive e la tormenterà per ottenere quel nome. Attraverso vari inganni e segreti, Hester arriverà a condurre una vita di isolamento, ma non per questo pentita o demoralizzata.

📎 Il libro:

Non voglio assolutamente svelarvi il finale, ma vi posso assicurare che l’ho trovato molto interessante.
Mi è piaciuto praticamente tutto di questo libro: lo stile, classico ed elegante; il ritmo, mai troppo lento; l’ambientazione: Boston, una cittadina in cui tutti si conoscono e tutti si permettono di giudicare, un’atmosfera calda seppur un po’ cupa.

Mi è piaciuta Hester: la vera natura del marito si scopre solo verso la fine, così come le circostanze che l’hanno portata a doversi marchiare con la A scarlatta. Tuttavia, si è dimostrata una donna molto forte: ha cresciuto una figlia in totale autonomia, crescendola e istruendola a suo modo; si è mantenuta da sola, riuscendo a convertire il simbolo del suo peccato in una sorta di dimostrazione delle sue potenzialità come sarta; è riuscita a sopportare i commenti, le ingiustizie e le avversità di una comunità chiusa ed ottusa.

Devo dire che mi è piaciuta molto anche la figlia, Pearl: il volerla far sembrare “demoniaca” a causa della sua nascita al di fuori del matrimonio e al fatto che non fosse battezzata, non ha fatto altro che aumentare l’intensità dello sforzo nel sopravvivere che hanno dovuto affrontare madre e figlia.

👍 Cosa mi è piaciuto:

  1. Le due protagoniste;
  2. L’ambientazione;
  3. Lo stile.

📎  Cosa ne penso?

Siamo nel 1642: le donne dell’alta società potevano essere figlie, spose o madri. Spesso non secondo la propria volontà ma secondo quella della famiglia o degli interessi. Le donne appartenenti al popolo, invece, essenzialmente erano costrette al duro lavoro e alla giurisdizione completa di uomini in veste di marito, di giudice, di dottore e, in alcuni casi, di prete – come poteva capitare, ad esempio, in una società estremamente religiosa e puritana come quella di cui si parla in questo libro.

Cosa ne penso? Veniamo al dunque: gli uomini non erano soggetti ad alcun tipo di reato di questo tipo. Voglio dire: se il romanzo fosse stato uguale, ma la vicenda fosse stata incentrata su un uomo, non avrebbe di certo fatto scalpore (ed ecco che il romanzo diventa una sorta di critica alle regole assurde di una società estremamente puritana). D’altro canto, è anche vero che ad un uomo non sarebbe stata ricamata una A sul petto, o sbaglio?

Sicché mi viene da pensare: cosa è effettivamente cambiato? Ben poco. Parlo per ciò che ho visto finora: un uomo ha mille relazioni? Sicuramente è: fortunato, incredibile, affascinante, eccetera. Una donna ha mille relazioni? Che cos’è? …

Al giorno d’oggi, a mio avviso, si fa finta che questo “punto di vista” non sia più attuale, ma non so fino a che punto sia realmente così: questa mentalità, benché fosse già criticata nel 1850 – quando il romanzo è stato scritto, rimane comunque ben radicata nella maggior parte delle persone anche al giorno d’oggi.

Detto ciò, torniamo al libro: come vi dicevo, mi è piaciuto molto. Sia per il fatto che già più di un secolo e mezzo fa tentasse di criticare questa mentalità estremamente bigotta ed ottusa che, per eccesso di regole e fanatismo, ha portato addirittura a condanne per stregoneria e quant’altro, e sia per la storia in se – ben costruita, particolareggiata e coinvolgente.