Grafica per aziende: a cosa serve?

Molte grandi aziende, al giorno d’oggi, si affidano ad uno o più grafici per curare la loro identità digitale; ma qual è l’utilità di avere un grafico o un team di grafici al proprio fianco? Nell’articolo di oggi scopriremo a cosa serve la grafica per aziende.

Identità digitale.

L’identità digitale, aspetto fondamentale di qualsiasi business nell’era social, è l’insieme di caratteristiche estetiche, social e web che rendono un’azienda riconoscibile. Un logo, un sito web, un account social ecc ecc… Sono tutti aspetti fondamentali nella creazione di una forte identità digitale. Il grafico che si occupa di un’azienda porta un contributo importantissimo alla creazione dell’immagine digitale dell’azienda.

Grafica per aziende, è necessaria?

Una domanda che alcuni potrebbero porsi è se la grafica, al giorno d’oggi, sia fondamentale per le aziende; la risposta breve è assolutamente. Un’azienda nel 2020 non può sperare di crescere soltanto per passa parola fra clienti e giuste scelte di imprenditoria. Un’azienda, nel 2020, per crescere necessita di una forte identità digitale, coadiuvata da una forte presenza social e pubblicità innovative e creative.
A differenza di quello che credono molte piccole aziende: non basta stampare un foglio di carta con una foto del prodotto e una scritta rossa a caratteri cubitali per fare pubblicità;  allo stesso modo non basta scrivere il nome della propria azienda con un disegnino carino per creare un logo. La pubblicità è un sottile lavoro che richiede abilità e conoscienze specifiche, così come per la creazione di un logo e, per esteso, un’identità digitale.

Risvolti positivi della grafica per aziende.

Il lavoro di un grafico è far si che le persone notino l’azienda: se un grafico fa al meglio il proprio lavoro e i prodotti dell’azienda sono validi, i risvolti si notano nell’aumento delle vendite. Ovviamente i risultati del lavoro di un grafico non si vedono nei giorni successivi alla pubblicazione dei suoi lavori e dipendono sempre dal prodotto offerto dall’azienda.


Leggi altri articoli dal blog.
Il mio portfolio.

Alcune opere simbolo del graphic design moderno.

Come abbiamo visto nel precedente articolo il graphic design si può far risalire agli antichi egizi, o agli stemmi araldici delle casate nobiliari del medioevo. In questo articolo, però, vogliamo concentrarci su quelle che sono alcune delle opere moderne di graphic design che ogni grafico, studente o appassionato dovrebbe conoscere.

Cosa si intende per opere di graphic design?

Come per qualsiasi lavoro artistico, le definizioni sono molto labili; tuttavia cercheremo di spiegare a caratteri generali cosa si intende per opera di graphic design. Il graphic design si basa sulla rappresentazione di un’idea per comunicarla ad un pubblico, per cui considereremo come opere tutti quei loghi, simboli eccetera che svolgono questo scopo.

Un simbolo di uguaglianza e pace.

Il logo,o bandiera, dei giochi olimpici è un’opera che incapsula il significato delle olimpiadi: pace e uguaglianza. Pierre de Coubertin, ideatore del logo, spiega che i cinque cerchi sono i continenti, interlacciati tra loro dallo spirito olimpionico. I colori invece rappresentano tutti i colori presenti nelle bandiere del mondo al momento della creazione del logo. In questo caso occorre osservare la semplicità relazionata ad un’alta densità di significati: de Coubertin utilizza una forma semplice, dei cerchi , per rappresentare uguaglianza fra tutti i colori nazionali dei mondi; mentre i cerchi intersecati simboleggiano la pace e l’indissolubile unione di stati che partecipano alle olimpiadi.


 

Rompere le regole.

David Carson, designer statunitense, ha fatto del superamento delle regole un punto saldo della sua produzione. Carson è un convinto sostenitore della teoria secondo la quale, per creare un prodotto iconico, occorra crearsi le proprie regole, non seguire quelle seguite da tutti gli altri. La filosofia di Carson si riflette nelle sue opere, difficili da descrivere e inquadrare, ma sicuramente memorabili. Difficile identificare una singola opera di Carson che possa identificare a pieno il perchè lui sia una lezione per tutti i grafici: copertine, poster, ecc ecc… Carson ha prodotto un vastissimo numero di opere, tutte degne di nota.


 

Semplicità a rigore: Jacqueline Casey.

Jacqueline Casey è stata una designer statunitense. I suoi lavori sono famosi per la rigorosa applicazione di una semplicità funzionale alla comunicazione di un messaggio chiaro e deciso. Alcuni dei lavori più famosi di Casey riguardano i poster pubblicitari per il MIT. Sicuramente uno studio importante per tutti i grafici: i poster di Jacqueline Casey sono tutt’ora all’avanguardia, sia per capacità comunicativa che per bellezza del design.

 


Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

I grandi maestri del graphic design.

Una pratica comune tra gli artisti è quello di “copiare” le opere dei grandi maestri per imparare i loro segreti. Dalle repliche degli studi di Leonardo al lavoro di pennello di Repin, i maestri del passato sono sempre i migliori da cui imparare. Anche nella grafica, un’arte sempre in evoluzione, un occhio al passato può avvantaggiare sia lo studente che il professionista, oggi vedremo alcuni dei maestri del graphic design del passato.

Jan Tschichold.

Nato a Lipsia nel 1902 Tschichold è stato un tipografo, scrittore, insegnate e soprattuto designer. Il suo apporto alla grafica fu principalmente teorico, fondendo diversi correnti di pensiero nord europee e russe, Jan creò uno stile incredibilmente futuristico, anche per l’epoca corrente. Il suo approccio innovativo ha portato grandissime innovazioni nel mondo del graphic design. Per gli studenti di grafica è consigliabile studiare le sue produzioni, in primis le copertine dei libri, ma soprattutto leggere i libri teorici da lui pubblicati.

Herbert Bayer.

Herbert Bayer è stato un insegnante e designer di origine austriaca. I suoi lavori si basano su un uso creativo della geometria tridimensionale: cubi, sfere e piramidi usati per accenturare i colori e il linguaggio delle forme associato al soggetto. Di Bayer sono alcuni dei design più colorati e fantasiosi, seppur semplici e facilmente leggibili, esposti nei musei. Per lo studente di grafica Bayer è un manuale su come creare opere ricche e colorate senza rendere l’immagine confusa o difficilmente leggibile.

Michele Spera: uno dei maestri italiani del graphic design.

Nato a Potenza nel 1937, questo designer italiano è noto per la forte riconoscibilità ed identità delle sue opere. Lo stile di Spera è rigoroso, fatto di linee e cubi che si intrecciano per formare complesse strutture. Per un occhio esperto è semplice riconoscere l’incredibile numero di design, prodotti al giorno d’oggi, inspirati da questo fantastico designer italiano; un must da conoscere per ogni creativo.

Come studiare i maestri del graphic design.

Come per le altre forme artistiche i maestri sono molti, ed ognuno tende a trovare i propri “mentori” da cui rubare i segreti per realizzare opere uniche. Questo articolo potrebbe durare all’infinito, e potrei elencare decine e decine di maestri come  Edoardo Smolli, Armando Milani, Melville Brody e così via. Spero di aver dato un punto di partenza a chi cerca ispirazione o, semplicemente, sta studiando la materia.

Ma come si studiano i grandi maestri?
Lo studio dei maestri del graphic design si può svolgere in due/tre modi: il primo metodo, quello più semplice, è lo studio teorico, quindi la lettura di libri e testi sull’argomento.
Il secondo metodo consiste nell’osservare le opere e appuntare ciò che ci salta all’occhio immediatamente, per poi proseguire in uno studio approfondito seguito dall’analisi sul perchè alcuni elementi risaltino. Il terzo metodo consiste nel copiare le opere del maestro: come conseguenza dell’osservazione, per interiorizzare i concetti osservati.



Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

Storia della grafica.

Oggi iniziamo ad esplorare la storia della grafica:  dalle origini al giorno d’oggi. Osserveremo come il graphic design si sia evoluto e come sia stato usato per scopi differenti. Per prima cosa, però, dobbiamo inquadrare il concetto di grafica nella storia contemporanea.

Che cosa significa grafica?

La grafica rappresenta l’unione delle attività di stampa, illustrazione, tipografia e fotografia. Lo scopo è quello di generare contenuti di tipo visivo per pubblicizzare, educare o, come dimostrato da alcuni periodi storici, persuadere ad accettare un’idea. L’inizio della storia della grafica si può far risalire all’incirca al 1922, anno in cui William Addison Dwiggins associò all’unione delle attività sopra citate il termine graphic design, in realtà la grafica ha una storia molto più lunga, che accompagna quella del genere umano dall’alba della civiltà.

Le origini della grafica.

La storia della grafica inizia nella preistoria, periodo nel quale l’uso dell’illustrazione era indirizzato verso celebrazioni di cacce ed eventi memorabili per le comunità. In questo periodo non si può parlare di grafica vera e propria dato che non esistevano ne la scrittura ne la stampa e le illustrazioni erano, ovviamente, molto semplici.

Un passo avanti nella storia della grafica: la scrittura.

L’invenzione della scrittura rappresenta il passo in avanti verso il concetto odierno di grafica: l’invenzione della scrittura è accreditata ai sumeri, sono stati però gli egizi, con l’uso dei  geroglifici, ad associare ad un’illustrazione un significato contestuale all’argomento del documento. La rivoluzione dei geroglifici segna il passaggio dall’uso dell’illustrazione “preistorico” (celebrazioni importanti ecc…) ad un’illustrazione a fini educativi, “pubblicitari” e persuasivi. Il secondo, importantissimo, passo in avanti nel campo della grafica è ,di nuovo, da attribuire agli egizi: l’uso del papiro e l’invenzione dei manoscritti illustrati.

 

Storia della grafica in Asia.

In Asia, nel frattempo, i Cinesi inventano la scrittura, successivamente la carta e, molto tempo dopo, una “primitiva” stampa a caratteri mobili (circa 1041 d.c.). L’invenzione della carta e della stampa rappresentano due importanti step verso il concetto odierno di grafica: la carta rappresenta la fondazione su cui la grafica si è basata maggiormente per un lunghissimo periodo temporale (fino in tempi recenti, con l’introduzione di internet e dell’arte digitale). La stampa rappresenta ancora oggi uno dei metodi di produzione più usati nel campo della grafica.

Lo sviluppo tecnico del rinascimento.

Tralasciando gli eventi storici legati allo sviluppo dell’iconografia avanzata degli albori della società umana e gli sviluppi tecnologici e tecnici dei periodi seguenti. Arriviamo direttamente al rinascimento, periodo in cui i mercanti e la classe borghese necessitavano di un modo per copiare immagini o testi. In questo periodo si sviluppano le xilografie, le incisioni e molti altri metodi di produzione che gettano le basi per la futura crescita della grafica.

E’ importante sottolineare come, prima del 1922, la grafica fosse considerata come una forma d’arte simile alle arti fini per questo motivo l’approccio alla produzione di opere grafiche era molto diverso.

Questo ci porta direttamente alle rivoluzioni industriali: in questi periodi i progressi tecnologici e industriali hanno contribuito all’evoluzione della grafica. Tra le innovazioni più importanti ci sono la fotografia, i passi avanti nella stampa e l’istituzione in alcuni stati di appositi organi statali per la stampa.

Cromolitografia e propaganda.

Una data sicuramente fondamentale per tutto ciò che riguarda le arti stampate è quella del 1837, data in cui viene brevettata la cromolitografia, ossia la litografia a colori. Nonostante al giorno d’oggi il nome di questo brevetto ad opera di uno stampatore francese non riconduca nessun’opera alla mente, molte sono le stampe iconiche prodotte con questo metodo. Ad esempio la propaganda di arruolamento statunitense: il famosissimo “i want you”, lo zio Sam. In questo caso iniziamo ad osservare come la grafica non influenzi soltanto gli aspetti più mondani della società ma anche in quelli più importanti: la grafica diventa anche un metodo per veicolare la propaganda, i totalitarsmi della seconda guerra mondiale sono l’esempio maggiore di come il graphic design sia diventato fondamentale nell’influenzare le nazioni.

L’evoluzione della grafica.

Come si evince dal breve riassunto sulla storia della grafica, questo è un settore che dipende interamente dallo sviluppo tecnologico: la velocità di produzione e le potenzialità del graphic designer dipendono non solo dalle sue abilità ma dai mezzi tecnologici di cui dispone. Oggi i grafici usano tavolette da disegno per realizzare opere digitali, software di modifica immagini e sfruttano potenti hardware per rendere i loro pc in grado di processare questo tipo di operazioni. In futuro la grafica si evolverà ulteriormente, esistono già software di disegno 3D e software di scultura da usare con l’ausilio della realtà virtuale.


Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

 

Design e comunicazione visiva di Bruno Munari

Design e comunicazione visiva Book Cover Design e comunicazione visiva
Bruno Munari
Arte e immagine
Laterza
1968
365

Conoscere la comunicazione visiva è come imparare una lingua fatta solo di immagini che hanno lo stesso significato per persone di qualunque nazione e quindi di qualunque lingua.

Questa citazione tratta dal testo di Munari riassume perfettamente il contenuto ed il significato del libro: perché la comunicazione visiva è fondamentale e come fare per comprenderla ed utilizzarla nel modo giusto.

Design e comunicazione visiva

Essenzialmente si tratta di un testo che racchiude le esperienze personali dell’autore come professore universitario e ciò che egli stesso ha appreso da questo percorso.

Alcuni dei metodi di insegnamento e sperimentazione dell’utilizzo delle immagini, dei colori e dell’occhio umano, potrebbero sembrare obsoleti considerando la quantità di immagini che vengono sottoposte al nostro sguardo ogni giorno.

Tuttavia, per quanto l’occhio e il cervello umano possano essere assoggettati e abituati alla presenza costante di immagini nel mondo circostante, ci sono alcuni aspetti che vale la pena di analizzare e su cui riflettere attentamente, se non altro per avere una spiegazione di ciò che quotidianamente percepiamo, anche inconsciamente.

Credo sia un testo molto scorrevole e apprezzabile anche dai “non addetti ai lavori”, per questo consigliatissimo!


altre recensioni sul blog

Alcune curiosità sul colore bianco

Buon venerdì lettori!

Oggi è il primo venerdì del mese, questo significa che è ora di cambiare colore: dopo il rosso natalizio non poteva non esserci il bianco!

Quindi ecco alcune curiosità sul colore bianco:

  • “bianco” è il modo in cui vengono solitamente identificate le persone di origine europea nel linguaggio comune;
  • Nella cultura occidentale il bianco rappresenta la purezza, il matrimonio; nei Paesi asiatici, al contrario, è simbolo del lutto, della morte.
  • Il bianco è spesso un sinonimo d’arresa, da cui la “bandiera bianca”
  • Spesso viene utilizzato per simboleggiare ideologie positive: l’opposizione alla violenza sulle donne, la pace.
  • Il bianco è il colore del freddo, della neve, delle nuvole (ecco perché l’ho scelto per il mese di gennaio)
  • Tra le sue proprietà pare ci siano quella di attenuare la solitudine, tramettere tranquillità, chiarezza e senso di libertà.
  • In passato si credeva fosse il colore della luce; solo dopo gli studi e le dimostrazioni di Newton, si capì che il bianco è la combinazione di altri colori.

Artisticamente parlando, il bianco è la base di tutto: in primo luogo perché nella maggior parte dei casi è realmente la base su cui stendere il colore e, in secondo luogo, perché permette di creare sfumature, luci e gradazioni di colore. Ma di questo parleremo in modo più approfondito in uno dei prossimi articoli del mese.


altri post sul blog

//Grafica: il rosso e la pubblicità

Buon venerdì lettori! Mancano solo tre giorni a Natale! Siete pronti?

In questo periodo siamo circondati dal rosso: alberi di Natale, pacchi, fiocchi e quant’altro. Non a caso ho scelto proprio questo colore come tema di dicembre… è vero, ne siamo circondati e ce ne siamo accorti tutti ma qualcuno di voi ha fatto caso al “come”?

Oggi, quindi, vi parlerò di due versioni del rosso nella grafica pubblicitaria, così potrete approfittare di questo periodo di festa per notare maggiormente come viene impiegato e con quale scopo.

IL ROSSO “COMMERCIALE”

“Commerciale”… perché questa parola? Perché il rosso è il colore che viene utilizzato maggiormente per “far colpo” sui possibili clienti, a maggior ragione se può essere camuffato da un luogo comune noto a tutti: “il Natale è rosso”.

Sicché ci ritroviamo con manifesti rossi, volantini rossi, gadgets rossi e chi ne ha più ne metta.

Questo risultato è dato da due fattori:

  1. la capacità del rosso di ne, di colpire, di rimanere a mente
  2. l’emotività delle persone: anche se inconsciamente, in questo periodo in particolare, si è più propensi ad acquistare un articolo che sia presentato nella sua versione rossa, piuttosto che gialla o rosa, ecc.

Il rosso commerciale sarà quindi un’ottima soluzione per negozi di alimentari, abbigliamento, ristoranti, hotel… insomma, per chiunque voglia sfruttarlo a proprio favore.

Ed è così svelato il mistero dell’invasione del rosso!

IL ROSSO ELEGANTE

Il rosso non è solo commerciale, può essere anche elegante, tant’è che la lotta tra il rosso e il nero su quale sia il colore più elegante, non è ancora giunta al termine.

Probabilmente molto spesso i due tratti, commerciale ed elegante, finiscono per coincidere e fondersi in un unico scopo. Tuttavia, per ottenere un aspetto raffinato utilizzando il colore rosso, la soluzione migliore è quella di non abusare di questa tinta: dettagli rosso sangue / bordeaux su una base banca, nera, oro, rosa cipria (ecc) danno un tocco di classe a qualsiasi elemento d’immagine.

Lo troverete facilmente in ristoranti, boutique ed artigianato d’alta gamma.

 

… adesso potete girovagare per il mondo in questo clima di festa e notare tutti i dettagli rossi che vi circondano! Buone Feste!!

Rosso: interpretazione

Buon venerdì lettori!
Lo so, è un giorno di festa, ma sto cercando di mantenere l’abitudine di pubblicare sempre di venerdì.
Oltretutto l’8 Dicembre per molti è il giorno dedicato agli addobbi e ai preparativi per il

periodo natalizio: non c’è niente di più appropriato considerando che il tema del blog di questo mese è proprio il colore rosso.

Anche il rosso, proprio come il giallo del mese scorso, è un colore dalle mille caratteristiche ed interpretazioni: festa, calore, amore, ma anche terrore, sangue, violenza.

Il rosso è il colore a cui sono stati attribuiti più significati in assoluto, spesso contrastanti tra loro: ciò dipende molto dalla cultura e dalla posizione geografica a cui si fa riferimento (es: Oriente / Occidente).

Rosso: curiosità

Proprio per questo motivo oggi ho deciso di parlarvene sotto vari aspetti.. quindi ecco a voi alcune curiosità:

  • Energia: pare che questo colore sia in grado di trasmettere energia fisica e psichica
  • Personalità: gli amanti del rosso solitamente sono individui energici e competitivi; al contrario, chi non tollera il colore rosso, spesso ha una personalità irrequieta e preferisce la tranquillità piuttosto che l’avventura
  • Natale: il rosso è il colore che più rappresenta questa festività.
  • Politica: il rosso è stato spesso utilizzato come “bandiera” politica, ma non necessariamente sempre dallo stesso schieramento; in alcuni casi è stato simbolo di destra e in altri di sinistra.
  • Medioevo: durante questo periodo storico, il rosso era il colore del guelfismo.
  • Calore: in qualsiasi rappresentazione strumentale o tecnica, il rosso è simbolo di calore (acqua, impianti, ecc)
  • Luci rosse: film, quartieri.. da dove proviene questo termine? In passato il quartieri in si praticava prostituzione, venivano segnalati tramite delle lanterne rosse.
  • Pericolo: il rosso è il colore che si riconosce con più facilità e a maggiore distanza, per questo viene utilizzato per i segnali di pericolo e avvertimento.
  • Fuoco: il rosso identifica questo elemento dai tempi più remoti, tutt’oggi utilizzato per segnalare oggetti e strumenti legati in qualche modo al fuoco.
  • Sistema nervoso: il rosso è in grado di stimolare il sistema nervoso, aumentare il battito cardiaco e la pressione, nonché il senso di appetito.
  • Deserto: il nome (DeSheReT) deriva dal colore rosso (DeSheR, per gli antichi egizi).
  • Amore e seduzione: dall’aspetto romantico a quello dei sensi, il rosso è il colore degli innamorati per eccellenza.
  • Andare in rosso: un modo di dire utilizzato da sempre per indicare una situazione di debito.
  • Laurea: si festeggia con nastri e confetti rossi.

Si potrebbe andare avanti in eterno con l’elenco di tutti gli ambiti in cui viene utilizzato il rosso propriamente o impropriamente, ciò dimostra quanto questo colore sia fondamentale per la conoscenza e l’interpretazione del mondo che ci circonda.

Nei prossimi articoli di questo mese ve ne parlerò sotto l’aspetto artistico, grafico e, ovviamente, non potrà mancare l’articolo dedicato ai #LibriATema.


altri articoli sul blog

Il giallo nell’arte

Buon lunedì lettori! Questo è l’ultimo articolo dedicato al giallo, in cui vi parlo di “giallo nell’arte”.

Come vi ho già accennato nei post precedenti, il giallo è un colore “controverso”: se da un lato è simbolo di energia e forza, dall’altro è malattia e ansia. Molto dipende dalla tonalità e dal contesto in cui viene utilizzato (storico, geografico e culturale), vediamo alcuni esempi.

Culture:

  • Antico Egitto: simbolo di tutto ciò che è eterno e forte (positivo);
  • Grecia: simbolo di follia;
  • Impero romano: simbolo di forza, potenza, esaltazione della personalità (giallo-oro)
  • In Oriente: il giallo è il colore del sole, della fertilità e della regalità

Artisti:

  • Klimt: utilizza spesso un giallo-oro, anche in questo caso con un significato contrastante che rappresenta da un lato il malessere diffuso nella società e dall’altro la gioia di vivere, l’allegria.
  • Kandisky: si affida al colore in tutto e per tutto per esprimere emozioni e pensieri attraverso le sue opere (un esempio di utilizzo “positivo” del colore giallo è Piccole gioie)
  • Van Gogh: utilizza il giallo in molte delle sue opere, una tra tutte I Girasoli, anche nel suo caso spesso il giallo viene utilizzato con significato positivo, ma altrettanto spesso assume un significato negativo (Il caffè di notte)

Per approfondire l’argomento vi segnalo il libro “I colori nell’arte” di Stefano Zuffi, edito da Rizzoli.

 

 

 

Giallo: quando sceglierlo per la grafica

Buon venerdì lettori! Questo pomeriggio vi propongo il secondo dei quattro post dedicati al colore giallo e vi racconto come viene utilizzato nel mondo del Graphic Design.

Come vi ho già spiegato nel post precedente, il giallo è un colore controverso: ha molti aspetti positivi (è allegro, vivace, stimola la concentrazione…) ma ha anche delle controindicazioni: mai eccedere con questo colore!

Molto apprezzato nel mondo della grafica e della pubblicità per le sue capacità di attirare l’attenzione, proprio come il rosso (che sarà il tema di dicembre, ndr), utilizzato soprattutto per promuovere prodotti per giovani e bambini; attenzione però: è molto “commerciale” e per chi volesse un’immagine raffinata andrebbe sicuramente evitato o utilizzato a piccole dosi.

Sicuramente, se la vostra intenzione fosse quella di incuriosire, sarebbe il colore adatto.

Non è finita qui: pare che questo colore sia in grado di stimolare l’appetito, come il rosso e l’arancione. Per questo motivo viene spesso utilizzato nel campo della ristorazione… Qualcuno ha detto McDonald?!

La seconda versione del giallo nella grafica è il contrasto: esistono pochi colori che riescano a creare un contrato così evidente se associati al nero o al grigio. In questo caso viene utilizzato esclusivamente un duetto di colori, soprattutto per agenzie di comunicazione e simili.

Detto questo, il giallo è da scegliere o no?

Come già detto, stiamo parlando di un colore molto vivace e allegro, da scegliere quindi per composizioni grafiche rivolte ad un pubblico giovane (locali, eventi…) oppure per promuovere una campagna pubblicitaria che punti sull’aspetto economico e prettamente commerciale (saldi, sconti, e così via). Ovviamente è un colore perfetto per chi si occupa di ristorazione e derivati.

In alternativa lo si può “alterare”: giallo pastello per i bambini, ocra per ambienti rustici; oppure abbinare ad altri colori: giallo-blu-bianco, molto particolare e sicuramente d’impatto, giallo-rosso per macellerie o centri commerciali, ecc.

Da evitare categoricamente per ambienti eleganti e raffinati, perderebbero la loro classe.

Da ricordare: secondo alcune ricerche, il giallo associato al nero forma la combinazione di colori che si nota e ricorda con più facilità.