Grafica per eventi: cos’è?

Grafica per eventi.

Nell’articolo di oggi daremo un’occhiata alla grafica per eventi e al suo utilizzo al giorno d’oggi.

Che cos’è?

Il termine grafica per eventi si riferisce a tutte quelle attività della grafica pubblicitaria che contribuiscono a pubblicizzare o svolgere correttamente degli eventi. Striscioni, volantini pubblicitari, bandiere, tovagliette… Gli aspetti fondamentali di questo tipo di grafica sono la coesione e coerenza dell’immagine e dei messaggi.

In questo frangente il grafico prepara un progetto per quella che diventerà l’identità dell’evento: colori, forme, tipi di media utilizzati e così via. Il progetto non consiste soltanto nel mettere assieme forme e colori in modo che stiano bene insieme: il progetto contiene i messaggi da comunicare, il modo in cui vengono comunicati, l’identità dell’evento e, ovviamente, l’aspetto estetico.

Ovviamente, se necessario, questo tipo di progetto include anche l’inserimento strategico di eventuali sponsor in media posizionati in punti d’interesse. Banalmente si può pensare ad uno striscione con il nome dello sponsor posizionato nell’area dell’evento che più può attirare potenziali clienti.

Grafica per eventi: a cosa serve?

Il ruolo fondamentale nella grafica per eventi è davanti agli occhi di tutti ma spesso ignorato: basta pensare a quella volta che siete stati ad un concerto del vostro musicista preferito, siete andati al cinema, ad una festa, ad una fiera o convegno di qualsiasi tipo. Avrete sicuramente notato striscioni, poster, bandiere ecc ecc… Tutti questi elementi non solo contribuiscono a dare un’identità all’evento, ma contribuiscono in modo essenziale all’atmosfera e al mood dell’ambiente.

Per esempio: pensate ad un evento estivo in piscina, i colori in questo caso sono allegri, caldi e presenti in grandi quantità; pensate, invece, ad un’asta di beneficienza per un museo di storia antica: il tono sarà più serio, contenuto e formale. In entrambi i casi i partecipanti all’evento sanno di dover prendere parte ad un determinato tipo di evento che prevede un certo comportamento, questo anche perchè un buon grafico ha saputo come conferire un’identità e un mood ad un evento tramite la grafica.


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Materiali riciclati per la pubblicità

Materiali riciclati per la pubblicità.

Come abbiamo visto nell’articolo sulla pubblicità ecosostenibile è possibile realizzare tutto ciò che serve in una campagna pubblicitaria con materiali a basso impatto ambientale. Nell’articolo di oggi scopriremo alcuni dei materiali riciclati che possono essere usati per farsi pubblicità. Vedremo anche alcuni dei prodotti più popolari realizzati con materiali reciclati.

Materiali riciclati: carta.

La carta ha sempre avuto un ruolo fondamentale per la pubblicità: volantini, biglietti, poster, cataloghi, tutto può essere realizzato con carta reciclata. La carta riciclata (oltre a poter essere a sua volta riutilizzata) ha un processo di produzione molto meno impattante sull’ambiente rispetto alla carta normale.

Legno, sughero, cotone: gadgets!

Se c’è qualcosa a cui le aziende non riescono a far a meno sono i gadget da distribuire a dipendenti e ospiti; il problema è che spesso questi gadgets sono realizzati in plastica, gomma o altri materiali dannosi per l’ambiente. Le alternative, però, esistono: il legno può essere utilizzato per creare il corpo delle penne; il cotone può essere utilizzato per creare borse, astucci e contenitori di ogni sorta. Da notare sono anche vetro e sughero che, da soli o in combinazione con altri sono materiali, sono perfetti per realizzare qualsiasi tipo di gadget.

Abbigliamento aziendale.

Anche per l’abbigliamento aziendale esistono materiali riclati/ricilabili: cotone e tessuto sintetico ottenuto dal riciclo della plastica.

I vantaggi dei materiali riciclati.

Il motivo principale per cui sia conveniente utilizzare dei prodotti riciclati o riciclabili per la pubblicità è il seguente: la maggior parte dei prodotti pubblicitari è usa e getta, oppure ha una vita molto breve. Basta pensare alle penne aziendali: create in grandi quantità e poi buttatate una volta finite. Se le penne fossero di legno o sughero invece che di plastica l’impatto ambientale sarebbe minimo.


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Pubblicità ecosostenibile: un’introduzione

Al giorno d’oggi la pubblicità è fondamentale per un’azienda che spera nel successo: su carta stampata, su plastica, online e chi più ne ha più ne metta. Esiste però un problema: molti dei sistemi maggiormente utilizzati per diffondere la pubblicità sono estremamente dannosi per l’ambiente. La soluzione? La pubblicità ecosostenibile.

Perché la pubblicità tradizionale danneggia l’ambiente.

Tradizionalmente la pubblicità viene diffusa tramite carta o gadget (penne, bicchieri, accendini, ecc). Il problema della carta è che, spesso, le compagnie che la forniscono alle stamperie creano un enorme danno ad interi ecosistemi per via dello sfruttamento eccessivo delle foreste. Il problema della plastica, invece, è noto a tutti: ne produciamo e ne abbiamo prodotta troppa.


Le soluzioni?

Per quanto riguarda la carta si può banalmente parlare di carta riciclata oppure proveniente da foreste in cui sono rispettati determinati standard ambientali, sociali ed economici. Per la plastica invece la riposta è molto più sfaccettata: si possono trovare materiali alternativi e prodotti alternativi.

Pubblicità ecosostenibile: in cosa consiste?

La pubblicità ecosostenibile si basa su prodotti che possano soddisfare le esigenze di marketing ma che, allo stesso tempo, hanno un impatto ambientale minimo.
I prodotti stampati ecosostenibili sono certificati FSC: la quale garantisce che i prodotti siano stampati su materiali provenienti da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Alcuni materiali ecosostenibili.

Alcuni dei materiali ecosostenibili su cui si basa la nostra pubblicità sono: la carta riciclata, il sughero, il legno e i tessuti organici.
Con questi materiali si può realizzare tutto il necessario per un piano pubblicitario a 360°: biglietti da visita, carta intestata, volantini (e tutto ciò che è cartaceo), gadgets promozionali di ogni genere e per ogni utilizzo, shopper, abbigliamento e articoli da regalo.

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Grafica per aziende: a cosa serve?

Molte grandi aziende, al giorno d’oggi, si affidano ad uno o più grafici per curare la loro identità digitale; ma qual è l’utilità di avere un grafico o un team di grafici al proprio fianco? Nell’articolo di oggi scopriremo a cosa serve la grafica per aziende.

Identità digitale.

L’identità digitale, aspetto fondamentale di qualsiasi business nell’era social, è l’insieme di caratteristiche estetiche, social e web che rendono un’azienda riconoscibile. Un logo, un sito web, un account social ecc ecc… Sono tutti aspetti fondamentali nella creazione di una forte identità digitale. Il grafico che si occupa di un’azienda porta un contributo importantissimo alla creazione dell’immagine digitale dell’azienda.

Grafica per aziende, è necessaria?

Una domanda che alcuni potrebbero porsi è se la grafica, al giorno d’oggi, sia fondamentale per le aziende; la risposta breve è assolutamente. Un’azienda nel 2020 non può sperare di crescere soltanto per passa parola fra clienti e giuste scelte di imprenditoria. Un’azienda, nel 2020, per crescere necessita di una forte identità digitale, coadiuvata da una forte presenza social e pubblicità innovative e creative.
A differenza di quello che credono molte piccole aziende: non basta stampare un foglio di carta con una foto del prodotto e una scritta rossa a caratteri cubitali per fare pubblicità;  allo stesso modo non basta scrivere il nome della propria azienda con un disegnino carino per creare un logo. La pubblicità è un sottile lavoro che richiede abilità e conoscienze specifiche, così come per la creazione di un logo e, per esteso, un’identità digitale.

Risvolti positivi della grafica per aziende.

Il lavoro di un grafico è far si che le persone notino l’azienda: se un grafico fa al meglio il proprio lavoro e i prodotti dell’azienda sono validi, i risvolti si notano nell’aumento delle vendite. Ovviamente i risultati del lavoro di un grafico non si vedono nei giorni successivi alla pubblicazione dei suoi lavori e dipendono sempre dal prodotto offerto dall’azienda.


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Alcune opere simbolo del graphic design moderno.

Come abbiamo visto nel precedente articolo il graphic design si può far risalire agli antichi egizi, o agli stemmi araldici delle casate nobiliari del medioevo. In questo articolo, però, vogliamo concentrarci su quelle che sono alcune delle opere moderne di graphic design che ogni grafico, studente o appassionato dovrebbe conoscere.

Cosa si intende per opere di graphic design?

Come per qualsiasi lavoro artistico, le definizioni sono molto labili; tuttavia cercheremo di spiegare a caratteri generali cosa si intende per opera di graphic design. Il graphic design si basa sulla rappresentazione di un’idea per comunicarla ad un pubblico, per cui considereremo come opere tutti quei loghi, simboli eccetera che svolgono questo scopo.

Un simbolo di uguaglianza e pace.

Il logo,o bandiera, dei giochi olimpici è un’opera che incapsula il significato delle olimpiadi: pace e uguaglianza. Pierre de Coubertin, ideatore del logo, spiega che i cinque cerchi sono i continenti, interlacciati tra loro dallo spirito olimpionico. I colori invece rappresentano tutti i colori presenti nelle bandiere del mondo al momento della creazione del logo. In questo caso occorre osservare la semplicità relazionata ad un’alta densità di significati: de Coubertin utilizza una forma semplice, dei cerchi , per rappresentare uguaglianza fra tutti i colori nazionali dei mondi; mentre i cerchi intersecati simboleggiano la pace e l’indissolubile unione di stati che partecipano alle olimpiadi.


 

Rompere le regole.

David Carson, designer statunitense, ha fatto del superamento delle regole un punto saldo della sua produzione. Carson è un convinto sostenitore della teoria secondo la quale, per creare un prodotto iconico, occorra crearsi le proprie regole, non seguire quelle seguite da tutti gli altri. La filosofia di Carson si riflette nelle sue opere, difficili da descrivere e inquadrare, ma sicuramente memorabili. Difficile identificare una singola opera di Carson che possa identificare a pieno il perchè lui sia una lezione per tutti i grafici: copertine, poster, ecc ecc… Carson ha prodotto un vastissimo numero di opere, tutte degne di nota.


 

Semplicità a rigore: Jacqueline Casey.

Jacqueline Casey è stata una designer statunitense. I suoi lavori sono famosi per la rigorosa applicazione di una semplicità funzionale alla comunicazione di un messaggio chiaro e deciso. Alcuni dei lavori più famosi di Casey riguardano i poster pubblicitari per il MIT. Sicuramente uno studio importante per tutti i grafici: i poster di Jacqueline Casey sono tutt’ora all’avanguardia, sia per capacità comunicativa che per bellezza del design.

 


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I grandi maestri del graphic design.

Una pratica comune tra gli artisti è quello di “copiare” le opere dei grandi maestri per imparare i loro segreti. Dalle repliche degli studi di Leonardo al lavoro di pennello di Repin, i maestri del passato sono sempre i migliori da cui imparare. Anche nella grafica, un’arte sempre in evoluzione, un occhio al passato può avvantaggiare sia lo studente che il professionista, oggi vedremo alcuni dei maestri del graphic design del passato.

Jan Tschichold.

Nato a Lipsia nel 1902 Tschichold è stato un tipografo, scrittore, insegnate e soprattuto designer. Il suo apporto alla grafica fu principalmente teorico, fondendo diversi correnti di pensiero nord europee e russe, Jan creò uno stile incredibilmente futuristico, anche per l’epoca corrente. Il suo approccio innovativo ha portato grandissime innovazioni nel mondo del graphic design. Per gli studenti di grafica è consigliabile studiare le sue produzioni, in primis le copertine dei libri, ma soprattutto leggere i libri teorici da lui pubblicati.

Herbert Bayer.

Herbert Bayer è stato un insegnante e designer di origine austriaca. I suoi lavori si basano su un uso creativo della geometria tridimensionale: cubi, sfere e piramidi usati per accenturare i colori e il linguaggio delle forme associato al soggetto. Di Bayer sono alcuni dei design più colorati e fantasiosi, seppur semplici e facilmente leggibili, esposti nei musei. Per lo studente di grafica Bayer è un manuale su come creare opere ricche e colorate senza rendere l’immagine confusa o difficilmente leggibile.

Michele Spera: uno dei maestri italiani del graphic design.

Nato a Potenza nel 1937, questo designer italiano è noto per la forte riconoscibilità ed identità delle sue opere. Lo stile di Spera è rigoroso, fatto di linee e cubi che si intrecciano per formare complesse strutture. Per un occhio esperto è semplice riconoscere l’incredibile numero di design, prodotti al giorno d’oggi, inspirati da questo fantastico designer italiano; un must da conoscere per ogni creativo.

Come studiare i maestri del graphic design.

Come per le altre forme artistiche i maestri sono molti, ed ognuno tende a trovare i propri “mentori” da cui rubare i segreti per realizzare opere uniche. Questo articolo potrebbe durare all’infinito, e potrei elencare decine e decine di maestri come  Edoardo Smolli, Armando Milani, Melville Brody e così via. Spero di aver dato un punto di partenza a chi cerca ispirazione o, semplicemente, sta studiando la materia.

Ma come si studiano i grandi maestri?
Lo studio dei maestri del graphic design si può svolgere in due/tre modi: il primo metodo, quello più semplice, è lo studio teorico, quindi la lettura di libri e testi sull’argomento.
Il secondo metodo consiste nell’osservare le opere e appuntare ciò che ci salta all’occhio immediatamente, per poi proseguire in uno studio approfondito seguito dall’analisi sul perchè alcuni elementi risaltino. Il terzo metodo consiste nel copiare le opere del maestro: come conseguenza dell’osservazione, per interiorizzare i concetti osservati.



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Storia della grafica.

Oggi iniziamo ad esplorare la storia della grafica:  dalle origini al giorno d’oggi. Osserveremo come il graphic design si sia evoluto e come sia stato usato per scopi differenti. Per prima cosa, però, dobbiamo inquadrare il concetto di grafica nella storia contemporanea.

Che cosa significa grafica?

La grafica rappresenta l’unione delle attività di stampa, illustrazione, tipografia e fotografia. Lo scopo è quello di generare contenuti di tipo visivo per pubblicizzare, educare o, come dimostrato da alcuni periodi storici, persuadere ad accettare un’idea. L’inizio della storia della grafica si può far risalire all’incirca al 1922, anno in cui William Addison Dwiggins associò all’unione delle attività sopra citate il termine graphic design, in realtà la grafica ha una storia molto più lunga, che accompagna quella del genere umano dall’alba della civiltà.

Le origini della grafica.

La storia della grafica inizia nella preistoria, periodo nel quale l’uso dell’illustrazione era indirizzato verso celebrazioni di cacce ed eventi memorabili per le comunità. In questo periodo non si può parlare di grafica vera e propria dato che non esistevano ne la scrittura ne la stampa e le illustrazioni erano, ovviamente, molto semplici.

Un passo avanti nella storia della grafica: la scrittura.

L’invenzione della scrittura rappresenta il passo in avanti verso il concetto odierno di grafica: l’invenzione della scrittura è accreditata ai sumeri, sono stati però gli egizi, con l’uso dei  geroglifici, ad associare ad un’illustrazione un significato contestuale all’argomento del documento. La rivoluzione dei geroglifici segna il passaggio dall’uso dell’illustrazione “preistorico” (celebrazioni importanti ecc…) ad un’illustrazione a fini educativi, “pubblicitari” e persuasivi. Il secondo, importantissimo, passo in avanti nel campo della grafica è ,di nuovo, da attribuire agli egizi: l’uso del papiro e l’invenzione dei manoscritti illustrati.

 

Storia della grafica in Asia.

In Asia, nel frattempo, i Cinesi inventano la scrittura, successivamente la carta e, molto tempo dopo, una “primitiva” stampa a caratteri mobili (circa 1041 d.c.). L’invenzione della carta e della stampa rappresentano due importanti step verso il concetto odierno di grafica: la carta rappresenta la fondazione su cui la grafica si è basata maggiormente per un lunghissimo periodo temporale (fino in tempi recenti, con l’introduzione di internet e dell’arte digitale). La stampa rappresenta ancora oggi uno dei metodi di produzione più usati nel campo della grafica.

Lo sviluppo tecnico del rinascimento.

Tralasciando gli eventi storici legati allo sviluppo dell’iconografia avanzata degli albori della società umana e gli sviluppi tecnologici e tecnici dei periodi seguenti. Arriviamo direttamente al rinascimento, periodo in cui i mercanti e la classe borghese necessitavano di un modo per copiare immagini o testi. In questo periodo si sviluppano le xilografie, le incisioni e molti altri metodi di produzione che gettano le basi per la futura crescita della grafica.

E’ importante sottolineare come, prima del 1922, la grafica fosse considerata come una forma d’arte simile alle arti fini per questo motivo l’approccio alla produzione di opere grafiche era molto diverso.

Questo ci porta direttamente alle rivoluzioni industriali: in questi periodi i progressi tecnologici e industriali hanno contribuito all’evoluzione della grafica. Tra le innovazioni più importanti ci sono la fotografia, i passi avanti nella stampa e l’istituzione in alcuni stati di appositi organi statali per la stampa.

Cromolitografia e propaganda.

Una data sicuramente fondamentale per tutto ciò che riguarda le arti stampate è quella del 1837, data in cui viene brevettata la cromolitografia, ossia la litografia a colori. Nonostante al giorno d’oggi il nome di questo brevetto ad opera di uno stampatore francese non riconduca nessun’opera alla mente, molte sono le stampe iconiche prodotte con questo metodo. Ad esempio la propaganda di arruolamento statunitense: il famosissimo “i want you”, lo zio Sam. In questo caso iniziamo ad osservare come la grafica non influenzi soltanto gli aspetti più mondani della società ma anche in quelli più importanti: la grafica diventa anche un metodo per veicolare la propaganda, i totalitarsmi della seconda guerra mondiale sono l’esempio maggiore di come il graphic design sia diventato fondamentale nell’influenzare le nazioni.

L’evoluzione della grafica.

Come si evince dal breve riassunto sulla storia della grafica, questo è un settore che dipende interamente dallo sviluppo tecnologico: la velocità di produzione e le potenzialità del graphic designer dipendono non solo dalle sue abilità ma dai mezzi tecnologici di cui dispone. Oggi i grafici usano tavolette da disegno per realizzare opere digitali, software di modifica immagini e sfruttano potenti hardware per rendere i loro pc in grado di processare questo tipo di operazioni. In futuro la grafica si evolverà ulteriormente, esistono già software di disegno 3D e software di scultura da usare con l’ausilio della realtà virtuale.


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Pantone 2020: blu classico!

Come promesso, nell’articolo di oggi si parla del pantone 2020. Come detto nello scorso articolo il blu classico è un colore vivo, energico ma anche elegante e forte con molte potenzialità espressive e creative.

Pantone 2020: come sfruttarlo al meglio.

L’immagine che vedete è un lavoro di esempio che ho realizzato sfruttando le potenzialità del blu classico puntando ad esaltare l’eleganza delle forme, del font, ma soprattutto del colore.

Semplicità, eleganza e vitalità.

Il pantone 2020 mi ha permesso di realizzare l’intero logo usando soltanto due colori. Il colore predominante è, ovviamente, il blu classico mentre il colore secondario è una sfumatura più scura di blu.

La semplicità del logo conferisce personalità e professionalità. Non occorre molto per spiegare come ho creato un logo “semplice”: ho usato una sola forma, ripetuta tre volte. Così facendo ho ottenuto una ripetizione che soddisfa l’occhio ma non lo impegna con troppi stimoli visivi.

L’eleganza del logo è l’area d’interesse del protagonista di questo articolo. Il pantone 2020 è un colore estremamente elegante, usato in combinazione con un font corsivo, elaborato ma non troppo crea un effetto di eleganza e professionalità. La ripetizione delle forme, ad un angolo ben definito e geometrico, contribuisce alla creazione di un senso di eleganza e ordine al lavoro.

L’energia, la vitalità del logo sono conferiti dalle linee curve della forma che occupa una parte consistente del design: le curve vanno verso l’alto e culminano in un angolo molto acuto, dando movimento ed energia all’immagine ma mantenendo l’eleganza, il senso di geometria e l’associata sensazione di professionalità.

In conclusione il pantone 2020 è un colore estremamente versatile che, se usato sapientemente, può essere associato a messaggi vari e diversi. Tramite l’associazione con le giuste forme il blu classico rende possibile la comunicazione di sensazioni e mood estremamente diverse fra loro.

 

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Grafica per tutti!

Nell’articolo di oggi introdurremo una nuova rubrica, o meglio, riporteremo in vita una rubrica che ho abbandonato tempo fa! La rubrica in cui si parla di qualsiasi cosa riguardi il mondo della grafica.

Grafica per tutti.

Il titolo della rubrica parla chiaro: il mio obiettivo è quello di poter trasmettere la mia passione per la grafica a tutti, anche coloro che non sono “del mestiere”. Parleremo di colori, tecniche, forme, idee, insomma tutto ciò che può essere utile ad esprimere la propria creatività in forma grafica. Non solo, di volta in volta cercherò anche di portare alcuni dei miei lavori con un’enfasi sul perchè ho compiuto determinate scelte in fase di progettazione e realizzazione così da dare un punto di vista privilegiato sul mio lavoro sia a curiosi che ad aspiranti grafici. E quale miglior modo di iniziare una rubrica sulla grafica per tutti se non parlando del nuovo Pantone 2020: il blu classico.

Prima di tutto: cos’è un Pantone?

Pantone è un’azienda che si occupa di colori in tutte le loro sfumature. Ogni anno un nuovo paragrafo della rubrica Pantone viene scritto: viene associato il numero dell’anno ad un colore scelto per quell’anno, per esempio, il blu classico 2020. I Pantoni, nel corso degli anni, hanno influenzato moltissimo i creativi , specialmente quelli commerciali, creando tendenze e mode di design.

Il Pantone 2020: il blu classico.

Questa parte dell’articolo, oltre a servire come introduzione alla rubrica servirà anche come introduzione al prossimo articolo della rubrica “grafica per tutti” all’interno del quale vi mostrerò come ho usato il blu classico in alcuni lavori.

Ma ora veniamo al nostro protagonista, il blu classico 2020. Questo specifico Pantone è una sfumatura di blu molto viva e piena capace di reggere da sola intere creazioni ma anche in grado di risaltare altri colori accesi come il giallo. Allo stesso tempo il blu classico si sposa bene con colori meno vivaci come il bianco e i colori pastello.

 

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Sei proprio il mio Typo

Buon venerdì lettori! Come già detto nei due post precedenti, questo mese il tema del blog è il giornale e oggi vi scrivo per consigliarvi un libro.

Font: cosa nascondono?

Per la mia rubrica #LibriATema, ho deciso di proporvi “Sei proprio il mio typo – la vita segreta dei caratteri tipografici” di Simon Garfield, giornalista e autore britannico.

Si tratta di un volume di 364 pagine che racconta la storia dei font, partendo da Gutemberg per arrivare fino all’utilizzo dei caratteri tipografici in larga scala: al giorno d’oggi i font e caratteri tipografici conosciuti e utilizzati, sia su supporti cartacei e sia digitali, sono più di centomila ed ognuno ha delle caratteristiche proprie, uno stile in grado di trasmettere sensazioni.

Ogni font può essere più o meno adatto per un determinato settore (food, design, abbigliamento, sport e così via), ed è proprio questo il motivo per cui i font sono determinanti nella comunicazione visiva.

Tornando al libro, “Sei proprio il mio typo” è scritto in modo scorrevole, suddiviso in più parti, e può essere apprezzato anche da chi volesse leggerlo solo per curiosità e non necessariamente per sfruttare i font a scopo commerciale. Oltre agli aspetti tecnici sulla “vita segreta” dei font, il libro contiene alcuni aneddoti divertenti come la storia del Comic Sans (utilizzato per da molti e odiato da altrettanti!).

Lo consiglio assolutamente: ☆☆☆☆☆/5
Potete acquistarlo qui.


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