Eden, il paradiso può uccidere

Eden, il paradiso può uccidere
Luca Leone
Fantascienza
Infinito Edizioni
2016
Cartaceo, copertina flessibile
288

Una spedizione scientifica sui generis, un incidente, l'ingresso in un mondo incredibile che dietro l'apparenza nasconde un segreto insvelabile. Un segreto di guerra e di dominio che fonde passato remoto e presente in un connubio possibile e fatale. "Pensa a quei conflitti, a quelle dittature o a quei nuovi governi che, pretendendo libertà e autodeterminazione, respingono la protezione dei nostri finanziatori e dei loro alleati. Che cosa ci hanno dimostrato e ci dimostrano, al di là di tutto? Che il binomio uomo-tecnologia non riesce, almeno non ancora, a venire a capo dell'incredibile capacità di resistenza, di adattamento, di trasformazione e di metamorfosi dell'essere umano. L'uomo è più forte di se stesso, insomma. E allora, laddove neppure la tecnologia può giungere, non rimane che risvegliare gli incubi del passato, i mostri ancestrali, gli istinti pre-umani, ciò che l'uomo non conosce e a cui, almeno sulla carta, non può né sa resistere. I finanziatori vogliono questo, e noi siamo quasi riusciti a darglielo".

Eden, il paradiso può uccidere è un libro molto particolare, che unisce passato e presente, realtà e fantascienza.

Il libro

Eden, il paradiso può uccidere racconta di una spedizione scientifica che si trasforma in un viaggio tra passato e futuro. Attraverso questo racconto, però, ripercorre la storia e l’essenza dell’essere umano: spirito di sopravvivenza, istinto al conflitto, istinto al superarsi continuamente.

Questo è essenzialmente ciò che porta l’essere umano a fare nuove scoperte, a cimentarsi con tecnologie sempre più avanzate e, talvolta, ad essere superato da esse. Ma cosa succederebbe se, invece, tutto ciò dovesse venire a mancare?

Sotto molti aspetti, questo libro ripercorre la storia dell’uomo, che si ripete in un circolo vizioso, senza trarne insegnamenti.

Oltre la trama

Il punto di forza di Eden, il paradiso può uccidere è sicuramente lo stile: è evidente come ogni parola sia stata accuratamente selezionata per rendere l’effetto desiderato.

Il ritmo di lettura è medio (il giusto bilanciamento tra l’andamento della trama e le descrizioni che rallentano leggermente la lettura ma sono necessarie alla resa dell’ambientazione e dell’atmosfera).

Atmosfera e ambientazione, infatti, si sviluppano e cambiano parallelamente: sicuramente la scelta della spedizione scientifica come base di tutta la struttura del libro è perfetta per creare il giusto “ambiente” per la storia e per il lettore.

In conclusione

Eden, il paradiso può uccidere è un bel libro. Ben scritto e ben strutturato. Sicuramente adatto a tutti gli amanti del genere fantascientifico moderno e futuristico. Consigliato!

 

L’autore

@lucaleone

Giornalista e scrittore, ha collaborato con Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Medici Senza Frontiere, Misna, Popoli e Missione. È cofondatore e direttore editoriale della casa editrice Infinito edizioni. Tra i suoi libri: Infanzia negata (Prospettiva edizioni, 2003);
Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo con Stefania Divertito (Il Segno dei Gabrielli, 2004); Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (Sinnos editore, 2004); Srebrenica. I giorni della vergogna (Infinito edizioni, 2005);
Il prode Ildebrando e la bella Beotonta (Infinito edizioni, 2005);
Sotto il Mattone. L’avventura di cercare casa (Infinito edizioni, 2007);
Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo (Infinito edizioni, 2008).


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Recensione | Eleinda – Una leggenda dal futuro

Eleinda - Una leggenda dal futuro Book Cover Eleinda - Una leggenda dal futuro
Valentina Bellettini
Fantasy, Sci-fi
Self-published
2017
Cartaceo, copertina flessibile
281

Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita.

A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua.

Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale.
Amata.
Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio della European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge.

Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E.T. a Milano.
Vuole stare con lui, perché da quando lo ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso.

Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
È disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale.

Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani.
Né uomini né draghi sono al sicuro.

Eleinda – Una leggenda dal futuro

L’autrice

Valentina Bellettini è in eterno bilico tra sogno a occhi aperti e razionalità, caratteristica che si ripercuote in tutte le sue opere.
Dopo otto anni di pubblicazioni con case editrici ha deciso di passare al self-publishing per esprimere meglio sé stessa e per avere un contatto diretto con i lettori.

Ama la vita, per lei mai noiosa e ordinaria, e lavora nei mercati in piazza dove cattura temi politici e sociali. Attenta ascoltatrice, spesso intreccia legami empatici con i suoi animali.
È sposata e gestisce il blog Universi Incantati.

 

Il libro

Questa varietà di mezzi di comunicazione serve solo per esprimere in mille modi diversi lo stesso stato d’animo: la solitudine. 

Eleinda Una leggenda dal futuro è un libro magico, un libro pieno stracolmo di messaggi ed emozioni; è  un libro fantasy/fantascientifico ma anche distopico, è un libro piacevole ma profondo, è un libro da leggere assolutamente, ecco perché:

Ambientato in un futuro non troppo lontano, tratta argomenti come la clonazione, l’assenza di interazioni umane, l’eccesso di mezzi di comunicazione e tecnologie che – in realtà – portano a ridurre al minimo i rapporti umani, fino a trasformare i sentimenti.

La protagonista è Eleonora, una ragazza che non accetta e non condivide la mentalità della sua epoca e il modo in cui tutto intorno a lei si sta evolvendo. Non è favorevole, per esempio, alla clonazione degli animali e alla loro riproduzione in laboratorio, tanto meno agli esperimenti genetici.

Vive, però, con un coinquilino che lavoro proprio in questo settore e che le regala uno di questi animali – uno degli esperimenti, tra l’altro.

Ma lei era stufa di replicare. Sfinita. Pensò che forse avrebbe dovuto aprire la mente come i progressisti le suggerivano, ma ancor prima, chiudere la coscienza come nessun tradizionalista avrebbe osato. Solo così, la sua vita sarebbe diventata più semplice.

Da questo momento in poi, Eleonora inizia la sua personale battaglia contro un sistema sbagliato e dannoso, ovviamente con il suo nuovo fedelissimo amico (su cui non svelo altro perché è davvero magico!!).

Altro che misera. Sono sola. I ribelli sono sempre tristi, incompresi e soli. 

Nel corso dell’itera avventura, vengono messi in evidenza molti argomenti degni di riflessione: per esempio, su come si stiano effettivamente evolvendo le cose nel mondo, la tecnologia, il passaggio di informazioni non sempre corrette. E ancora: la necessità di fare tutto di fretta, che porta a innumerevoli conseguenze, come l’acquisto online, i cibi precotti, tutto preconfezionato e preparato da altri al posto tuo. Tutto ciò fa risparmiare tempo, è vero, ma con quali conseguenze? Questi cibi sono sani? No. Che impatto hanno sul mondo tutte le lavorazioni e i passaggi che vengono fatti dietro ad ogni singola cosa per permettere a ogni individuo di risparmiare tempo? Devastanti.

Ebbene, in Eleinda si trova questo e molto di più. Nonostante i temi affrontati e gli spunti di riflessione offerti, Eleinda è un libro che trasmette speranza, attraverso le imprese e le idee di Eleonora e di chi la aiuta a portare avanti la sua missione. Inoltre, è un libro che si legge facilmente e in modo estremamente scorrevole, il ritmo di lettura è costante e consente al lettore di focalizzarsi su ciò che effettivamente il racconto vuole trasmettere: emozioni, umanità, consapevolezza e uno stimolo a non perdere mai la curiosità e la voglia di imparare e lottare.

 

In conclusione

Se non si fosse ancora capito: consiglio questo libro al 100%!! Opera di una persona molto consapevole e sensibile, è davvero una lettura piacevole ma anche una buona fonte di riflessioni e speranza. Personalmente, sono molto vicina al pensiero di Eleonora perciò ho apprezzato particolarmente la trama ma credo che sia un ottimo libro per chiunque, bambini, ragazzi e adulti.

Vi lascio il link per l’acquisto: amazon.

E ringrazio infinitamente Valentina per avermi dato la possibilità di leggere questo bellissimo libro, non vedo l’ora di leggere il secondo!

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Recensione – L’isola bianca

L'isola bianca: 33°22'04.0"N, 112°16'10.0"W Book Cover L'isola bianca: 33°22'04.0"N, 112°16'10.0"W
Gabriele Valenza
Fantascienza, Avventura, Post-apocalittico
2016
ebook
166

Per colpa di una sanguinosa guerra nucleare il mondo fu ridotto a brandelli e la vita si estinse in quasi tutte le sue forme. Le radiazioni tennero in scacco gli uomini e le donne che sopravvissero, costringendoli a vivere come prigionieri all’interno di rifugi antiatomici. Molti anni dopo quegli eventi, in un mondo ormai privo di risorse, l’unico modo per sopravvivere è: uccidere prima di essere uccisi. Gira voce, però, che ci sia un luogo non contaminato dalle radiazioni, un luogo ancora intatto e pieno di vita: l’isola bianca. Duncan Glisworth racconta di come la sua ricerca dell’isola bianca lo porterà a dover prendere la decisione più difficile della sua vita.

Recensione  – L’isola bianca: 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W

Adesso che la civiltà è stata spazzata via, c’è qualcosa di sottile che ha penetrato il mio cuore. La portata del mio libero arbitrio è aumentata, sono giudice delle vite altrui e il mio fucile è il martello attraverso cui emetto il verdetto. 

Il libro

L’isola bianca è un romanzo post-apocalittico, crudo e diretto. Lo si intuisce già dall’incipit.

L’ambientazione e l’atmosfera sono ricreate alla perfezione: devastazione e desolazione occupano il mondo intero. Questo è percepibile sia attraverso le descrizioni e sia attraverso le azioni e i pensieri dei protagonisti. I personaggi sono pochi e vengono descritti sotto il punto di vista fisico ma soprattutto sotto quello psicologico: la solitudine, la fame e la disperazione portano alla pazzia e all’irrazionalità.

In questo modo viene descritta non solo la storia dei protagonisti ma la natura del genere umano: quella di prevaricare sugli altri, di salvarsi ad ogni costo.

Il ritmo di lettura è piuttosto frenetico: nonostante le descrizioni e i momenti “di tranquillità”, le vicende si susseguono con un ritmo tale che è difficile annoiarsi e considerare il romanzo “lento”, anzi! A creare ancora più curiosità e desiderio di proseguire la lettura è il susseguirsi di più protagonisti, che di volta in volta portano avanti la storia. Con il passaggio da un protagonista ad un altro, si ha anche un salto temporale e una descrizione dei luoghi, che permettono di comprendere come si sia trasformato il mondo nel lasso di tempo in questione.

Lo stile dell’autore è semplice ma estremamente curato. Il lessico scelto è perfetto per il tipo di narrazione, come se il lettore stesse leggendo un diario o ascoltando un racconto. Spesso si trovano dei momenti di ironia (o autoironia, dei protagonisti), dal sapore amaro, tipico della situazione in cui si trovano.

Dall’inizio alla fine, il lettore segue il percorso dei protagonisti (sia fisico che mentale) che parte dal disorientamento, passa per lo sconforto e successivamente arriva alla disperazione. Solo dopo aver affrontato ogni genere di emozione devastante e aver superato scelte e atti altrettanto devastanti, ecco che ricompare la speranza: L’isola Bianca. L’unico posto al mondo che non sia stato distrutto dai bombardamenti nucleari.

Il protagonista inizia quindi il suo ultimo viaggio, verso la speranza, verso l’isola bianca. Ma, ovviamente, non si tratterà di un viaggio semplice, tutt’altro!

In conclusione:

Consiglio questo libro per la cura con cui è stato scritto, prima di tutto. Lo consiglio ovviamente anche per la trama e per il ritmo di lettura, che formano una combinazione vincente. Vi avverto: non è un libro semplice da metabolizzare, è piuttosto crudo (per le scene descritte) e “duro” (per gli argomenti trattati, soprattutto i risvolti psicologici degli eventi sulla mente umana). In ogni caso, ne vale la pena. Buona lettura!

Grazie a @anubisgabriele per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro! Vi lascio il link per il download su Amazon: qui.

Per tutte le altre recensioni vi rimando alla pagina Indice

Recensione | Flatlandia

Flatlandia Book Cover Flatlandia
Edwin A. Abbott
Fantascienza
Feltrinelli
1884 - 1^ edizione / 2018
Cartacao, copertina flessibile
150

 

 

Recensione Flatlandia

Descrizione:

Tra le grandi allegorie letterarie, “Flatlandia” è sicuramente quella che rimane oggetto di maggior culto tra scienziati, cyberpunk e appassionati di letteratura fantastica. Il mondo piatto immaginato e descritto minuziosamente nei suoi usi e costumi da Edwin Abbott può essere abitato soltanto da figure geometriche che frequentano una scala sociale che discende dai poligoni fino ai triangoli (e più in là fino alle povere semplici linee rette – le donne – a cui non è data neppure la bidimensionalità), tutte quante inconsapevoli della possibile esistenza di dimensioni altre. Abbott delinea in queste pagine una satira assai poco velata della società vittoriana rigidamente divisa in classi.

Ma il fascino di “Flatlandia” va ben oltre il contingente del pamphlet politico. Nella seconda parte del libro Abbott narra difatti l’incontro del suo protagonista, il Quadrato, io narrante dell’opera, prima con il mondo monodimensionale di Linealandia, e in seguito con un’inconcepibile Sfera, alla ricerca di un apostolo che possa divulgare il concetto della tridimensionalità nel paese di Flatlandia, trascinando così il Quadrato in un viaggio iniziatico in altre dimensioni.

Il libro:

Un libro molto particolare, innovativo, unico nel suo genere.

Come anticipato nella descrizione, racconta l’avventura del protagonista, un Quadrato, che si spinge in luoghi sconosciuti, dove le dimensioni sono differenti.

Un libro che unisce fantascienza, satira, politica.

Il ritmo della narrazione è medio, scandito dai vari viaggi e incontri del protagonista.

I personaggi sono elementi geometria ad una, due o tre dimensioni e, benché non siano “personaggi tradizionali” sono descritti nei minimi dettagli, sia fisicamente che caratterialmente. Inoltre vengono descritti usi e costumi delle varie società ed una o più dimensioni.

Il fattore più importante nel libro è il messaggio: sostanzialmente l’autore descrive in sotto “falsa forma” la struttura tipica delle società costruite dall’uomo, con ogni difetto e mancanza.

[…] è maturale per noi flatlandesi sbattere in galere un Quadrato che ha predicato la Terza Dimensione quanto lo è per voi spaziolandesi rinchiudere in manicomio un Cubo per aver predicato la Quarta. Ahimè, sono davvero forti le somiglianze, le affinità tra gli esseri umani in tutte le Dimensioni ciechi e persecutori!

Inoltre, viene anche fatta ironia sulla “limitazione” mentale delle figure (=uomo) nel non pensare sufficientemente in modo aperto. Le figure, infatti, non riescono ad immaginare un mondo con più di, rispettivamente, una – due – tre dimensioni.

La mia volontà si ribella al doloroso compito di raccontare l’umiliazione patita, eppure, quasi fossi un secondo Prometeo, sopporterò questo e altro pur di insinuare nelle interiora dell’Umanità piana e solida un moto di ribellione contro il dogma che vorrebbe limitare le nostre Dimensioni a due o a tre o a qualsiasi numero che non sia infinito.

Lo stile dell’autore è impeccabile; il lessico scelto è perfetto per rendere l’idea di ciò che vuole trasmettere: da un lato un mondo fantastico, dall’altro una satira in piena regola.

In conclusione:

Personalmente ho apprezzato molto questo libro per l’idea di rappresentare una struttura tipicamente umana con delle figure geometriche; ho apprezzato lo stile dell’autore, così come le rappresentazioni dei vari mondi, i dettagli e le descrizioni.

Personalmente non ho apprezzato il fatto che, in un testo così “visionario”, il genere femminile fosse, in ogni società, quello meno considerato e stimato, ad eccezione di un solo caso.

Lo consiglio agli appassionati di fantascienza e di letture “sperimentali”.