Recensione // Grafica italiana dal 1945 ad oggi di Carlo Vinti

Grafica italiana dal 1945 ad oggi Book Cover Grafica italiana dal 1945 ad oggi
artedossier
Carlo Vinti
Giunti
2016
50

✒ "La grafica, intesa in senso ampio come produzione di segni e scritture, è uno dei grandi capitoli della storia della cultura visuale dell'umanità".

📌 70 anni di storia della grafica italiana:

La storia della grafica italiana è un susseguirsi di vicende e protagonisti che hanno influenzato la grafica nel mondo occidentale e non solo. Sicuramente la massima espressione degli artisti nel campo della grafica è avvenuta nel periodo del secondo dopoguerra, quando il “graphic design” è diventato un lavoro a tutti gli effetti anche in Italia.

Tuttavia, prima di questo momento, vale la pena di ricordare almeno tre passaggi importanti:

  • seconda metà dell’800/inizi del ‘900: è il periodo dei cartellonisti, con influenze dello stile Liberty e Déco, delle avanguardie artistiche e del Novecento.
  • il Futurismo e la “Rivoluzione Tipografica”, che inizialmente hanno incontrato una certa resistenza da parte dei tradizionalisti, ma hanno aperto le porte ad una vera e propria rivoluzione tipograficache sfocerà nel Secondo Futurismo, con Carboni, Grignani e Munari.
  • gli anni ’30: sono gli anni dell’astrattismo razionalista, influenzato dalle avanguardie europee.

Ed è proprio in questi anni che si creano le basi per lo sviluppo della grafica italiana: nasce a Milano negli anni ’30 la figura del progettista grafico. Il capoluogo lombardo era, infatti, un punto geografico strategico per assimilare le influenze europee e svilupparle nei primi uffici pubblicitari.

Nel 1933 in particolare, accadono a Milano una serie di eventi che determineranno il futuro della grafica italiana. Alla V Triennale viene presentata una raccolta di lavori dei maggiori esponenti della Nuova tipografia, curata da Paul Renner – progettista del Futura, uno dei font più influenti del modernismo(eh si, è il mio font preferito!). Edoardo persico presenta la rivista “Casabella” in una nuova veste editoriale e nello stesso anno esordisce “Campo Grafico”, una rivista redatta da un gruppo di tipografi d’avanguardia.

In questi anni inoltre viene introdotta la fotografia come elemento fondamentale della grafica, il carattere tipografico assume un ruolo determinante e viene utilizzato in modo plastico ed espressivo, il colore viene usato con moderazione ed, infine, la composizione è basata sull’equilibrio degli elementi.

Successivamente la grafica italiana si sviluppa maggiormente nel nord del Paese, tra MilanoTorino e Genova. Queste tre città erano le più sviluppate economicamente e culturalmente: nel secondo dopoguerra le aziende hanno cominciato a ricostruirsi e rimodernarsi, puntando molto sull’immagine e sull’impressione sul consumatore (basti pensare ai manifesti della Fiat 500, o della Olivetti).
Inoltre queste città ospitavano intellettuali e studiosi italiani e non solo: questo ha reso possibile un collaborazione tra intellettuali e progettisti grafici con l’intenzione di democratizzare la cultura.

In seguito è stato un percorso in ascesa: lo stile italiano è diventato inconfondibile, il design “made in Italy” continua a fare tendenza e scuola in tutto il mondo.

📎 Il dossier è composto di sole 50 pagina ma, nonostante questo, trovo che sia assolutamente completo e ricco di informazioni. Contiene, inoltre, molti spunti di approfondimento e immagini.

 

 

Buondì lettori!

So di avervi già parlato di questo dossier tempo fa ma, considerando di creare una sorta di archivio dei testi che ho letto (riguardanti arte, grafica, immagine), ho decido di  dedicare nuovamente un po’ di spazio a questi testi che ritengo assolutamente utili e gradevoli!

Bianco & Arte

Salve lettori! oggi vi parlo del bianco nell’arte. Come vi ho detto nell’articolo precedente relativo a questo colore, si tratta di una tinta molto particolare: nonostante possa sembrare scontata e indefinita, è la base di tutto.

Una breve premessa:

Soprattutto nella società occidentale, il bianco è simbolo di pulizia, in passato anche di purezza (abiti da sposa, battesimo in bianco e così via). Il bianco è il colore del bene e, se c’è un colore associato al bene deve essercene anche uno associato al male: ed ecco il binomio bianco e nero, bene e male, angelo e demone, vita e morte, luce e buio. La maggior parte delle rappresentazioni artistiche, soprattutto del passato, si basano su questi concetti.

Non è così in Estremo Oriente e per molte popolazioni dell’Africa: in queste culture, infatti, il bianco è il colore del lutto, della morte e della malvagità.

E con questo aspetto del bianco, torniamo all’Occidente, perché a pensarci bene, anche nella cultura occidentale questo colore non ha sempre un significato positivo: il bianco di un fantasma, di un cadavere.

Anche questo colore, quindi, ha un doppio significato: probabilmente il suo lato candido e positivo è quello più immediato e facile da riconoscere ma, tuttavia, ne nasconde uno opposto che significa malessere e paura.

Detto ciò, vediamo alcune rappresentazioni artistiche che hanno il bianco come protagonista.

AGNELLO

Una delle raffigurazioni “in bianco” più celebri è sicuramente l’agnello. Non solo come animale sacro, ma anche come simbolo di sacrificio (tant’è che già nell’Odissea venivano offerte in sacrificio delle giovenche bianche al dio del sole). Nelle opere cristiane, poi, assume ancor di più un significato simbolico di gloria, cammino verso i cieli, luce divina.

Una rappresentazione interessante è quella di Francisco de Zurbarán (Fuente de Cantos, 7 novembre 1598 – Madrid, 27 agosto 1664) nella sua opera Angus Dei, in cui l’agnello è simbolo di sacrificio e martirio, sofferenza e liberazione.

PERLA

La perla è stato un elemento caratterizzante nel mondo dell’arte per molto tempo: il suo colore trasmetteva purezza di per sé a cui, poi, si aggiungevano la forma, la trasparenza, la luce, l’iridescenza. Insomma, un elemento che evocava una sensazione di perfezione, di purezza.

L’esempio più significativo è sicuramente la Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, ritratto che ha dato origine a interpretazioni letterarie e cinematografiche.

LUNA

La Luna è da sempre un soggetto fondamentale nell’arte, nella poesia, nella musica. Tinta di molti colori, dal giallo all’oro, dal bianco al rosso, ha ispirato artisti di ogni genere.

Il chiaro di luna è stato un punto fermo dell’arte e del romanticismo per secoli, perlomeno fino all’inizio del ‘900, con l’avvento del Futurismo. E, in questo caso, è d’obbligo citare l’opera Fuga in Egitto di Elsheimer.

NEVE

Un’altro elemento spesso utilizzato dagli artisti è la neve: in alcuni casi simbolo della stagione fredda, in altri casi di un “periodo freddo” come per esempio la guerra, la carestia, e così via.

Gli artisti che maggiormente hanno dato vita alla neve in campo artistico sono gli impressionisti, uno su tutti: Monet. Nelle sue opere spesso appaiono soggetti “immersi” nella neve: La gazza, Il carro sulla strada di Honfleur, e così via.

E ANCORA…

La neve, la luna, la perla e l’agnello sono solo alcuni dei molteplici significati attribuiti al bianco. Non si possono non citare, per esempio, la seta, la luce, il bianco nuziale, ecc.

 

Sei proprio il mio Typo

Sei proprio il mio Typo - la vita segreta dei caratteri tipografici Book Cover Sei proprio il mio Typo - la vita segreta dei caratteri tipografici
Simon Garfield
TEA
364

Si tratta di un volume di 364 pagine che racconta la storia dei font, partendo da Gutemberg per arrivare fino all’utilizzo dei caratteri tipografici in larga scala: al giorno d’oggi i font e caratteri tipografici conosciuti e utilizzati, sia su supporti cartacei e sia digitali, sono più di centomila ed ognuno ha delle caratteristiche proprie, uno stile in grado di trasmettere sensazioni.

Tornando al libro, “Sei proprio il mio typo” è scritto in modo scorrevole, suddiviso in più parti, e può essere apprezzato anche da chi volesse leggerlo solo per curiosità e non necessariamente per sfruttare i font a scopo commerciale. Oltre agli aspetti tecnici sulla “vita segreta” dei font, il libro contiene alcuni aneddoti divertenti come la storia del Comic Sans (utilizzato per da molti e odiato da altrettanti!).

Potete acquistarlo qui.

Alcune curiosità sul colore bianco

Buon venerdì lettori!

Oggi è il primo venerdì del mese, questo significa che è ora di cambiare colore: dopo il rosso natalizio non poteva non esserci il bianco! Quindi ecco alcune curiosità su questo colore:

  • “bianco” è il modo in cui vengono solitamente identificate le persone di origine europea nel linguaggio comune;
  • Nella cultura occidentale il bianco rappresenta la purezza, il matrimonio; nei Paesi asiatici, al contrario, è simbolo del lutto, della morte.
  • Il bianco è spesso un sinonimo d’arresa, da cui la “bandiera bianca”
  • Spesso viene utilizzato per simboleggiare ideologie positive: l’opposizione alla violenza sulle donne, la pace.
  • Il bianco è il colore del freddo, della neve, delle nuvole (ecco perché l’ho scelto per il mese di gennaio)
  • Tra le sue proprietà pare ci siano quella di attenuare la solitudine, tramettere tranquillità, chiarezza e senso di libertà.
  • In passato si credeva fosse il colore della luce; solo dopo gli studi e le dimostrazioni di Newton, si capì che il bianco è la combinazione di altri colori.

Artisticamente parlando, il bianco è la base di tutto: in primo luogo perché nella maggior parte dei casi è realmente la base su cui stendere il colore e, in secondo luogo, perché permette di creare sfumature, luci e gradazioni di colore. Ma di questo parleremo in modo più approfondito in uno dei prossimi articoli del mese.

 

//Grafica: il rosso e la pubblicità

Buon venerdì lettori! Mancano solo tre giorni a Natale! Siete pronti?

In questo periodo siamo circondati dal rosso: alberi di Natale, pacchi, fiocchi e quant’altro. Non a caso ho scelto proprio questo colore come tema di dicembre… è vero, ne siamo circondati e ce ne siamo accorti tutti ma qualcuno di voi ha fatto caso al “come”?

Oggi, quindi, vi parlerò di due versioni del rosso nella grafica pubblicitaria, così potrete approfittare di questo periodo di festa per notare maggiormente come viene impiegato e con quale scopo.

IL ROSSO “COMMERCIALE”

“Commerciale”… perché questa parola? Perché il rosso è il colore che viene utilizzato maggiormente per “far colpo” sui possibili clienti, a maggior ragione se può essere camuffato da un luogo comune noto a tutti: “il Natale è rosso”.

Sicché ci ritroviamo con manifesti rossi, volantini rossi, gadgets rossi e chi ne ha più ne metta.

Questo risultato è dato da due fattori:

  1. la capacità del rosso di ne, di colpire, di rimanere a mente
  2. l’emotività delle persone: anche se inconsciamente, in questo periodo in particolare, si è più propensi ad acquistare un articolo che sia presentato nella sua versione rossa, piuttosto che gialla o rosa, ecc.

Il rosso commerciale sarà quindi un’ottima soluzione per negozi di alimentari, abbigliamento, ristoranti, hotel… insomma, per chiunque voglia sfruttarlo a proprio favore.

Ed è così svelato il mistero dell’invasione del rosso!

IL ROSSO ELEGANTE

Il rosso non è solo commerciale, può essere anche elegante, tant’è che la lotta tra il rosso e il nero su quale sia il colore più elegante, non è ancora giunta al termine.

Probabilmente molto spesso i due tratti, commerciale ed elegante, finiscono per coincidere e fondersi in un unico scopo. Tuttavia, per ottenere un aspetto raffinato utilizzando il colore rosso, la soluzione migliore è quella di non abusare di questa tinta: dettagli rosso sangue / bordeaux su una base banca, nera, oro, rosa cipria (ecc) danno un tocco di classe a qualsiasi elemento d’immagine.

Lo troverete facilmente in ristoranti, boutique ed artigianato d’alta gamma.

 

… adesso potete girovagare per il mondo in questo clima di festa e notare tutti i dettagli rossi che vi circondano! Buone Feste!!

//Immagine: il giallo nell’arte

Buon lunedì lettori! Questo è l’ultimo articolo dedicato al giallo, in cui vi parlo di “giallo nell’arte”.

Come vi ho già accennato nei post precedenti, il giallo è un colore “controverso”: se da un lato è simbolo di energia e forza, dall’altro è malattia e ansia. Molto dipende dalla tonalità e dal contesto in cui viene utilizzato (storico, geografico e culturale), vediamo alcuni esempi.

Culture:

  • Antico Egitto: simbolo di tutto ciò che è eterno e forte (positivo);
  • Grecia: simbolo di follia;
  • Impero romano: simbolo di forza, potenza, esaltazione della personalità (giallo-oro)
  • In Oriente: il giallo è il colore del sole, della fertilità e della regalità

Artisti:

  • Klimt: utilizza spesso un giallo-oro, anche in questo caso con un significato contrastante che rappresenta da un lato il malessere diffuso nella società e dall’altro la gioia di vivere, l’allegria.
  • Kandisky: si affida al colore in tutto e per tutto per esprimere emozioni e pensieri attraverso le sue opere (un esempio di utilizzo “positivo” del colore giallo è Piccole gioie)
  • Van Gogh: utilizza il giallo in molte delle sue opere, una tra tutte I Girasoli, anche nel suo caso spesso il giallo viene utilizzato con significato positivo, ma altrettanto spesso assume un significato negativo (Il caffè di notte)

Per approfondire l’argomento vi segnalo il libro “I colori nell’arte” di Stefano Zuffi, edito da Rizzoli.

 

 

 

#LibriATema: Il Giallo

Buon venerdì lettori! Oggi l’articolo per la rubrica #LibriATema sarà un po’ diverso perché vi parlerò di un genere letterario anziché di un singolo libro: il giallo.

Il giallo è un genere letterario che ha riscosso successo a livello mondiale a partire dalla sua nascita, cioè verso la metà XIX secolo. Si basa su un tema dominante: il crimine, in ogni sua forma; proprio a causa delle innumerevoli sfaccettature di questo genere letterario, lo si può riconoscere chiaramente anche all’interno di romanzi storici o fantascientifici, anche se i più comunemente identificati come “gialli” sono il poliziesco classico, il noir e il thriller (suddiviso a sua volta tra thriller legale e medico).

Perché questo genere letterario ha preso il nome di “giallo”?

In realtà è un fatto abbastanza curioso: il termine Giallo come genere letterario viene utilizzato solo in Italia (il primo ad avermi incuriosito su questo aneddoto è stato il mio professore di italiano alle superiori!), mentre negli altri Paesi questo genere mantiene il nome di poliziesco o simili.
Il nome italiano risale alla collana Il Giallo Mondadori, ideata da Lorenzo Montano e pubblicata in Italia da Arnoldo Mondadori a partire dal 1929: il colore della copertina è diventato di fatto la denominazione di un genere letterario
(i volumi che vedete nella foto sono del mio nonnino e risalgono agli anni ’50/’60).

Breve storia del Giallo

La nascita e la definizione del genere Giallo sono da ricondurre principalmente a due personaggi:

  • Auguste Dupin da I delitti della via Morgue di Edgar Allan Poe: un personaggio dall’intuito sorprendente, tanto da risolvere i casi semplicemente leggendo gli articoli sui giornali;
  • Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, protagonista di Uno studio in rosso, pubblicato nel 1887. Si tratta di un personaggio che non è mai uscito di scena, tutt’oggi alla basa di racconti, serie TV e così via.

In seguito sono stati molti i “maestri del giallo”: da Agatha Christie e George Simenon.

Al giorno d’oggi esistono molti sottogeneri e ramificazioni del romanzo giallo: contemporaneo, storico (il mio preferito), fantascientifico, e molti altri: l’aspetto poliziesco è passato in secondo piano, mentre il crimine rimane il punto fondamentale.