Arancione nell’Arte #MuseoAStratto

Non c’è blu senza il giallo e senza l’arancione.
(Vincent Van Gogh)

L’arancione nell’arte

autoritratto di Van Gogh 1
L’Autoritratto di Van Gogh

Come si può intuire dalla citazione di Van Gogh, l’arancione è un colore fondamentale per i maestri dell’arte.

L’arancione è il giusto equilibrio tra il rosso (molto forte, simbolo di amore, sangue) e il giallo (molto vivace, troppo vivace per rappresentare determinate scene).

Inoltre, è la perfetta contrapposizione all’azzurro (Autoritratto di Van Gogh, per esempio): lo stesso risultato per sensazioni trasmesse non sarebbe stato possibile con l’abbinamento rosso-blu.

L’arancione si è dimostrato nel corso degli anni un colore molto flessibile ed adattabile a vari contesti politici e non solo; per questo motivo ha avuto un crescente sviluppo ed utilizzo in tutto il mondo occidentale.

Sin dall’antichità, infatti, il colore arancione veniva estratto come pigmento da pietre sulfuree.  In realtà l’orpimento è un minerale altamente tossico perché ricco di arsenico ma, se posto sul fuoco, genera un serie di pigmenti che vanno dal giallo all’arancio intenso.

Così alchimisti (convinti che l’orpimento fosse un ingrediente base per la generazione della pietra filosofale) e artisti (affascinati dal mistero della creazione del pigmento arancione) si sono esposti per secoli a queste sostanze altamente tossiche.

Ad ogni modo, e nonostante tutto, il colore arancione è diventato fondamentale per la storia dell’arte.

Jean-Honoré Fragonard L'ispirazione 1 Poco alla volta, l’arancione non determina più solamente il calore dell’opera d’arte, ma anche la sua espressività, capace di trasmettere le emozioni più nascoste e forti dell’artista.
L'Urlo di Munch 1

Per esempio nell’opera L’urlo di Munch, la tragicità della scena non sarebbe stata così marcata senza l’utilizzo dell’arancione: il blu e il nero avrebbero reso la scena cupa, senza dubbio, ma non drammatica come con l’aggiunta del colore caldo.

Non finisce qui: l’arancione viene utilizzato dalla maggior parte dei grandi maestri dell’arte come colore fondamentale per dare una chiave di lettura ad ogni opera, per esempio:
  • Van Gogh, Terrazza di caffè di notte, 1888
  • Frederic Leighton, Flaming June, 1895
  • Max Ernst, La vestizione della sposa, 1940

 

Arancione nell’arte… Qualche curiosità

  • il colore arancione si trova nello spettro dei colori tra il rosso e il giallo, viene spesso abbreviato il “arancio”;
  • prende il nome dal frutto dell’arancia; prima della scoperta di questo frutto e dell’associazione al colore, veniva identificato come rosso, tant’è che alcune forme colloquiali sono rimaste invariate, per esempio i “gatti rossi” sono in realtà arancioni;
  • è un colore caldo che viene spesso associato all’estate o alla primavera, al sole e alla fioritura.

Arancione e simbolismo

  • Nell’arte araldica l’arancione simboleggia forza e onore ma compare raramente negli stemmi nobiliari, se non per qualche dettaglio secondario.
  • L’arancione è il colore nazionale dei Paesi Bassi benché sia stato sostituito dal rosso nella bandiera attuale.
  • Nella cultura cristiana l’arancione simboleggia i peccati di gola.
  • Nell’Antica Roma l’arancione era il colore dell’abito nuziale delle donne.
  • L’arancione è il secondo colore del Chakra e simboleggia fantasia ed entusiasmo.
  • Viene utilizzato in cromoterapia per trovare l’ottimismo e combattere la depressione.
  • L’arancione è il colore di molte pietre semi preziose come l’avventurina ed è associato al segno zodiacale del Leone.
  • Nel settore dell’home-design il colore arancione viene spesso utilizzato per ambienti “caldi” come la cucina e il soggiorno, ma anche per stanze dei bambini e dei giochi, proprio per sviluppare creatività ed entusiasmo.

 


Per leggere gli altri articoli sul colore: il colore nell’arte

Grafica italiana dal 1945 ad oggi di Carlo Vinti

Grafica italiana dal 1945 ad oggi Book Cover Grafica italiana dal 1945 ad oggi
artedossier
Carlo Vinti
Giunti
2016
50

✒ "La grafica, intesa in senso ampio come produzione di segni e scritture, è uno dei grandi capitoli della storia della cultura visuale dell'umanità".

📌 70 anni di storia della grafica italiana:

La storia della grafica italiana è un susseguirsi di vicende e protagonisti che hanno influenzato la grafica nel mondo occidentale e non solo. Sicuramente la massima espressione degli artisti nel campo della grafica è avvenuta nel periodo del secondo dopoguerra, quando il “graphic design” è diventato un lavoro a tutti gli effetti anche in Italia.

Tuttavia, prima di questo momento, vale la pena di ricordare almeno tre passaggi importanti:

  • seconda metà dell’800/inizi del ‘900: è il periodo dei cartellonisti, con influenze dello stile Liberty e Déco, delle avanguardie artistiche e del Novecento.
  • il Futurismo e la “Rivoluzione Tipografica”, che inizialmente hanno incontrato una certa resistenza da parte dei tradizionalisti, ma hanno aperto le porte ad una vera e propria rivoluzione tipograficache sfocerà nel Secondo Futurismo, con Carboni, Grignani e Munari.
  • gli anni ’30: sono gli anni dell’astrattismo razionalista, influenzato dalle avanguardie europee.

Ed è proprio in questi anni che si creano le basi per lo sviluppo della grafica italiana: nasce a Milano negli anni ’30 la figura del progettista grafico. Il capoluogo lombardo era, infatti, un punto geografico strategico per assimilare le influenze europee e svilupparle nei primi uffici pubblicitari.

Nel 1933 in particolare, accadono a Milano una serie di eventi che determineranno il futuro della grafica italiana. Alla V Triennale viene presentata una raccolta di lavori dei maggiori esponenti della Nuova tipografia, curata da Paul Renner – progettista del Futura, uno dei font più influenti del modernismo(eh si, è il mio font preferito!). Edoardo persico presenta la rivista “Casabella” in una nuova veste editoriale e nello stesso anno esordisce “Campo Grafico”, una rivista redatta da un gruppo di tipografi d’avanguardia.

In questi anni inoltre viene introdotta la fotografia come elemento fondamentale della grafica, il carattere tipografico assume un ruolo determinante e viene utilizzato in modo plastico ed espressivo, il colore viene usato con moderazione ed, infine, la composizione è basata sull’equilibrio degli elementi.

Successivamente la grafica italiana si sviluppa maggiormente nel nord del Paese, tra MilanoTorino e Genova. Queste tre città erano le più sviluppate economicamente e culturalmente: nel secondo dopoguerra le aziende hanno cominciato a ricostruirsi e rimodernarsi, puntando molto sull’immagine e sull’impressione sul consumatore (basti pensare ai manifesti della Fiat 500, o della Olivetti).
Inoltre queste città ospitavano intellettuali e studiosi italiani e non solo: questo ha reso possibile un collaborazione tra intellettuali e progettisti grafici con l’intenzione di democratizzare la cultura.

In seguito è stato un percorso in ascesa: lo stile italiano è diventato inconfondibile, il design “made in Italy” continua a fare tendenza e scuola in tutto il mondo.

📎 Il dossier è composto di sole 50 pagina ma, nonostante questo, trovo che sia assolutamente completo e ricco di informazioni. Contiene, inoltre, molti spunti di approfondimento e immagini.

 

 

Buondì lettori!

So di avervi già parlato di questo dossier tempo fa ma, considerando di creare una sorta di archivio dei testi che ho letto (riguardanti arte, grafica, immagine), ho decido di  dedicare nuovamente un po’ di spazio a questi testi che ritengo assolutamente utili e gradevoli!

Bianco & Arte

Salve lettori! oggi vi parlo del bianco nell’arte. Come vi ho detto nell’articolo precedente relativo a questo colore, si tratta di una tinta molto particolare: nonostante possa sembrare scontata e indefinita, è la base di tutto.

Una breve premessa:

Soprattutto nella società occidentale, il bianco è simbolo di pulizia, in passato anche di purezza (abiti da sposa, battesimo in bianco e così via). Il bianco è il colore del bene e, se c’è un colore associato al bene deve essercene anche uno associato al male: ed ecco il binomio bianco e nero, bene e male, angelo e demone, vita e morte, luce e buio. La maggior parte delle rappresentazioni artistiche, soprattutto del passato, si basano su questi concetti.

Non è così in Estremo Oriente e per molte popolazioni dell’Africa: in queste culture, infatti, il bianco è il colore del lutto, della morte e della malvagità.

E con questo aspetto del bianco, torniamo all’Occidente, perché a pensarci bene, anche nella cultura occidentale questo colore non ha sempre un significato positivo: il bianco di un fantasma, di un cadavere.

Anche questo colore, quindi, ha un doppio significato: probabilmente il suo lato candido e positivo è quello più immediato e facile da riconoscere ma, tuttavia, ne nasconde uno opposto che significa malessere e paura.

Detto ciò, vediamo alcune rappresentazioni artistiche che hanno il bianco come protagonista.

AGNELLO

Una delle raffigurazioni “in bianco” più celebri è sicuramente l’agnello. Non solo come animale sacro, ma anche come simbolo di sacrificio (tant’è che già nell’Odissea venivano offerte in sacrificio delle giovenche bianche al dio del sole). Nelle opere cristiane, poi, assume ancor di più un significato simbolico di gloria, cammino verso i cieli, luce divina.

Una rappresentazione interessante è quella di Francisco de Zurbarán (Fuente de Cantos, 7 novembre 1598 – Madrid, 27 agosto 1664) nella sua opera Angus Dei, in cui l’agnello è simbolo di sacrificio e martirio, sofferenza e liberazione.

PERLA

La perla è stato un elemento caratterizzante nel mondo dell’arte per molto tempo: il suo colore trasmetteva purezza di per sé a cui, poi, si aggiungevano la forma, la trasparenza, la luce, l’iridescenza. Insomma, un elemento che evocava una sensazione di perfezione, di purezza.

L’esempio più significativo è sicuramente la Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, ritratto che ha dato origine a interpretazioni letterarie e cinematografiche.

LUNA

La Luna è da sempre un soggetto fondamentale nell’arte, nella poesia, nella musica. Tinta di molti colori, dal giallo all’oro, dal bianco al rosso, ha ispirato artisti di ogni genere.

Il chiaro di luna è stato un punto fermo dell’arte e del romanticismo per secoli, perlomeno fino all’inizio del ‘900, con l’avvento del Futurismo. E, in questo caso, è d’obbligo citare l’opera Fuga in Egitto di Elsheimer.

NEVE

Un’altro elemento spesso utilizzato dagli artisti è la neve: in alcuni casi simbolo della stagione fredda, in altri casi di un “periodo freddo” come per esempio la guerra, la carestia, e così via.

Gli artisti che maggiormente hanno dato vita alla neve in campo artistico sono gli impressionisti, uno su tutti: Monet. Nelle sue opere spesso appaiono soggetti “immersi” nella neve: La gazza, Il carro sulla strada di Honfleur, e così via.

E ANCORA…

La neve, la luna, la perla e l’agnello sono solo alcuni dei molteplici significati attribuiti al bianco. Non si possono non citare, per esempio, la seta, la luce, il bianco nuziale, ecc.

 

Sei proprio il mio Typo

Sei proprio il mio Typo - la vita segreta dei caratteri tipografici Book Cover Sei proprio il mio Typo - la vita segreta dei caratteri tipografici
Simon Garfield
TEA
364

Si tratta di un volume di 364 pagine che racconta la storia dei font, partendo da Gutemberg per arrivare fino all’utilizzo dei caratteri tipografici in larga scala: al giorno d’oggi i font e caratteri tipografici conosciuti e utilizzati, sia su supporti cartacei e sia digitali, sono più di centomila ed ognuno ha delle caratteristiche proprie, uno stile in grado di trasmettere sensazioni.

Tornando al libro, “Sei proprio il mio typo” è scritto in modo scorrevole, suddiviso in più parti, e può essere apprezzato anche da chi volesse leggerlo solo per curiosità e non necessariamente per sfruttare i font a scopo commerciale. Oltre agli aspetti tecnici sulla “vita segreta” dei font, il libro contiene alcuni aneddoti divertenti come la storia del Comic Sans (utilizzato per da molti e odiato da altrettanti!).

Potete acquistarlo qui.

Design e comunicazione visiva di Bruno Munari

Design e comunicazione visiva Book Cover Design e comunicazione visiva
Bruno Munari
Arte e immagine
Laterza
1968
365

Conoscere la comunicazione visiva è come imparare una lingua fatta solo di immagini che hanno lo stesso significato per persone di qualunque nazione e quindi di qualunque lingua.

Questa citazione tratta dal testo di Munari riassume perfettamente il contenuto ed il significato del libro: perché la comunicazione visiva è fondamentale e come fare per comprenderla ed utilizzarla nel modo giusto.

Essenzialmente si tratta di un testo che racchiude le esperienze personali dell'autore come professore universitario e ciò che egli stesso ha appreso da questo percorso.

Alcuni dei metodi di insegnamento e sperimentazione dell'utilizzo delle immagini, dei colori e dell'occhio umano, potrebbero sembrare obsoleti considerando la quantità di immagini che vengono sottoposte al nostro sguardo ogni giorno. Tuttavia, per quanto l'occhio e il cervello umano possano essere assoggettati e abituati alla presenza costante di immagini nel mondo circostante, ci sono alcuni aspetti che vale la pena di analizzare e su cui riflettere attentamente, se non altro per avere una spiegazione di ciò che quotidianamente percepiamo, anche inconsciamente.

Credo sia un testo molto scorrevole e apprezzabile anche dai "non addetti ai lavori", per questo consigliatissimo!

Alcune curiosità sul colore bianco

Buon venerdì lettori!

Oggi è il primo venerdì del mese, questo significa che è ora di cambiare colore: dopo il rosso natalizio non poteva non esserci il bianco! Quindi ecco alcune curiosità su questo colore:

  • “bianco” è il modo in cui vengono solitamente identificate le persone di origine europea nel linguaggio comune;
  • Nella cultura occidentale il bianco rappresenta la purezza, il matrimonio; nei Paesi asiatici, al contrario, è simbolo del lutto, della morte.
  • Il bianco è spesso un sinonimo d’arresa, da cui la “bandiera bianca”
  • Spesso viene utilizzato per simboleggiare ideologie positive: l’opposizione alla violenza sulle donne, la pace.
  • Il bianco è il colore del freddo, della neve, delle nuvole (ecco perché l’ho scelto per il mese di gennaio)
  • Tra le sue proprietà pare ci siano quella di attenuare la solitudine, tramettere tranquillità, chiarezza e senso di libertà.
  • In passato si credeva fosse il colore della luce; solo dopo gli studi e le dimostrazioni di Newton, si capì che il bianco è la combinazione di altri colori.

Artisticamente parlando, il bianco è la base di tutto: in primo luogo perché nella maggior parte dei casi è realmente la base su cui stendere il colore e, in secondo luogo, perché permette di creare sfumature, luci e gradazioni di colore. Ma di questo parleremo in modo più approfondito in uno dei prossimi articoli del mese.

 

//Grafica: il rosso e la pubblicità

Buon venerdì lettori! Mancano solo tre giorni a Natale! Siete pronti?

In questo periodo siamo circondati dal rosso: alberi di Natale, pacchi, fiocchi e quant’altro. Non a caso ho scelto proprio questo colore come tema di dicembre… è vero, ne siamo circondati e ce ne siamo accorti tutti ma qualcuno di voi ha fatto caso al “come”?

Oggi, quindi, vi parlerò di due versioni del rosso nella grafica pubblicitaria, così potrete approfittare di questo periodo di festa per notare maggiormente come viene impiegato e con quale scopo.

IL ROSSO “COMMERCIALE”

“Commerciale”… perché questa parola? Perché il rosso è il colore che viene utilizzato maggiormente per “far colpo” sui possibili clienti, a maggior ragione se può essere camuffato da un luogo comune noto a tutti: “il Natale è rosso”.

Sicché ci ritroviamo con manifesti rossi, volantini rossi, gadgets rossi e chi ne ha più ne metta.

Questo risultato è dato da due fattori:

  1. la capacità del rosso di ne, di colpire, di rimanere a mente
  2. l’emotività delle persone: anche se inconsciamente, in questo periodo in particolare, si è più propensi ad acquistare un articolo che sia presentato nella sua versione rossa, piuttosto che gialla o rosa, ecc.

Il rosso commerciale sarà quindi un’ottima soluzione per negozi di alimentari, abbigliamento, ristoranti, hotel… insomma, per chiunque voglia sfruttarlo a proprio favore.

Ed è così svelato il mistero dell’invasione del rosso!

IL ROSSO ELEGANTE

Il rosso non è solo commerciale, può essere anche elegante, tant’è che la lotta tra il rosso e il nero su quale sia il colore più elegante, non è ancora giunta al termine.

Probabilmente molto spesso i due tratti, commerciale ed elegante, finiscono per coincidere e fondersi in un unico scopo. Tuttavia, per ottenere un aspetto raffinato utilizzando il colore rosso, la soluzione migliore è quella di non abusare di questa tinta: dettagli rosso sangue / bordeaux su una base banca, nera, oro, rosa cipria (ecc) danno un tocco di classe a qualsiasi elemento d’immagine.

Lo troverete facilmente in ristoranti, boutique ed artigianato d’alta gamma.

 

… adesso potete girovagare per il mondo in questo clima di festa e notare tutti i dettagli rossi che vi circondano! Buone Feste!!

I 10 volti del rosso nell’arte… più uno!

Buon venerdì lettori!
Oggi vi propongo il rosso nella sua veste artistica, in … versioni diverse e tutte da scoprire!

Il più antico dei colori

Il rosso è stato definito dagli studiosi il “più antico dei colori”, questo perché gli studi effettuati su alcuni campioni di ocra rossa – rinvenuti nella grotta di Blombos, in Sudafrica – hanno rivelato come questi rudimentali coloranti fossero utilizzati per la colorazione del corpo già più di 70000 anni fa. Successivamente (tra il 13000 e il 10000 a.C.), possiamo trovare il rosso come colore base dell’arte rupestre, raffigurante principalmente scene di caccia. In queste opere è sorprendente la maestria con cui è stato utilizzato il colore: nero, rosso e giallo ocra per creare sfumature o tratti netti (esempi significativi sono la Grotta di Altamira, in Spagna, e di Lascaux, in Francia).

Ceramica a figure rosse

Si tratta dell’evoluzione della classica ceramica greca: inizialmente le ceramiche greche venivano realizzate con “figure nere”, creando delle sagome nere sullo sfondo chiaro del vaso. Successivamente (dal 530 a.C.), i colori vengono invertiti e nasce, così, la tecnica delle “figure rosse“: le sagome si distinguono chiaramente sullo sfondo nero lucido ed i particolari vengono dipinti, non più incisi. L’esempio più significativo di questo tipo di realizzazione è l’hydria raffigurante pittori di ceramiche al lavoro, realizzata nel 480 a.C. dal Pittore di Leningrado.

Antica Roma

Il Rosso Pompeiano è una tonalità di colore particolarmente accesa e vivace, così chiamata a causa della quantità di questo colore presente sui muri di Pompei, e non solo. Questa tinta nasce in un periodo in cui la massima espressione della classe e dell’eleganza sono da ricondurre al bianco e al marmo: particolare, non è così?

In realtà la storia di questo colore (conosciuto anche come rosso Ercolano, terra di Pozzuoli, rosso inglese e terra rossa di Verona), è piuttosto curiosa: in un primo tempo veniva ricavato da un costosissimo cinabro che, successivamente, è stato sostituito dall’ematite (il nome stesso di questa pietra deriva dal suo colore), già nota in tempi antichi come fonte di pigmenti, utilizzati per vari scopi.

Rubino e corallo

I colori rubino e corallo hanno sempre avuto un ruolo importante nell’arte, non solo per la loro capacità di dare “profondità” e importanza ai dettagli, ma anche perché pare avessero un significato quasi mistico: oltre a comparire come ornamenti, servivano a proteggere e salvaguardare chi indossava elementi realizzati con questi materiali.

Secondo la mitologia greca, il corallo è stato generato dal sangue di Medusa, decapitata da Perseo. Da sempre utilizzato per creare gioielli e piccoli ornamenti, nell’Antica Roma si credeva fosse in grado di scacciare il malocchio; nel Medioevo si usava appendere al collo dei neonati dei piccoli ciondoli di corallo per sconfiggere le malattie.

Ira

Con quale colore viene rappresentata la rabbia? Ovviamente il rosso! Sia che si tratti di cartoni animati e sia di mitologia e storia. Il rosso è il colore di Marte, dio della guerra, è il colore delle divise militari inglesi e non solo (fino alla comparsa delle armi da guerra moderne, che hanno reso questo colore impossibile da utilizzare sul campo in quanto troppo visibile), è il colore del pianeta Marte e del fuoco in ogni sua raffigurazione.

Non solo il rosso tinge gli abiti e i dettagli dei personaggi crudeli e sanguinosi, ma spesso viene utilizzato anche per scurirne la carnagione e l’aspetto in generale: questo per aumentare il contrasto purezza/brutalità.

Lussuria

Dopo l’ira, non si può non citare la lussuria: il rosso è il colore anche di questo aspetto del genere umano, in ogni sua versione. La mela rossa (non espressamente descritta, ma così rappresentata) della Bibbia, la mela di Biancaneve, le bacche rosse di Bosch e così via: il rosso è tentazione, è peccato, è lussuria.

Seduzione

Oltre a essere il simbolo dell’amore e della passione, il rosso e anche simbolo di seduzione.

In questo caso prendiamo in considerazione due esempi Dalì che il progetto un intero salotto ispirato alla Diva del cinema Mae West creando per esempio il famoso divano a forma di labbra rosse.  Il secondo maestro del rosso è sicuramente Valentino che nel mondo del lusso e dell’alta moda ha raggiunto fama internazionale proprio grazie al “rosso Valentino”, con cui ha realizzato i suoi abiti esposti nel primo Atelier a Roma nel 1959.

Porpora

Il color porpora è da sempre associato alla Chiesa e al potere in quanto simbolo dei Cardinali (colore della loro veste), già nell’Antica Roma era il colore delle tuniche dei Patrizi e, successivamente, soltanto dell’Imperatore, questo colore simboleggia spesso il martirio e, anche i giorni nostri, è rimasto il colore delle tuniche dei cardinali.

Sangue

Il colore rosso è spesso associato anche al sangue, per questo utilizzato di frequente in tutto ciò che riguarda la violenza e l’orrore.

È parte integrante di molti aspetti dell’essere umano sia positivi sia negativi: per esempio ferite e malattie, oppure nascita e prosperità. In questo caso non si può non citare Caravaggio, che è sicuramente stato uno degli artisti più “sanguinari”, raffigurando scene molto violente come per esempio Giuditta e Oloferne, dipinto con un realismo sorprendente. Non è un caso che nello stesso periodo siano state fatte grandi scoperte sulla circolazione del sangue all’interno del corpo umano.

Negli anni successivi Caravaggio si sbizzarrisce con la rappresentazione di teste mozzate: oltre a Oloferne dipingere anche Medusa, San Giovanni Battista, il gigante Golia e, infine, nel 1606 viene condannato alla decapitazione perché accusato di omicidio.

Il rosso sangue ha mantenuto negli anni sempre la stessa determinazione è influenza soprattutto nella cultura occidentale, basti pensare a ogni rappresentazione o raffigurazione che abbia in qualche modo a che fare con la violenza o con il mondo dell’horror.

Il Giappone

Come da tradizione, il Giapponeviene definito il paese del Sol levante, non a caso questo elemento viene raffigurato come un grosso disco di colore rosso in molti dipinti della tradizione giapponese: uno tra tutti è, appunto, il Sol Levante di Monet dipinto tra il 1872 e il 1873. Il rosso nella cultura orientale – e in particolare in Giappone – è un elemento positivo e di grande speranza, per questo viene spesso utilizzato con maggiore “disinvoltura” nelle opere d’arte, una tra tutte il Fuji rosso di Hokusai,  il grande maestro dello stile Ukyo-e.

 

Percezione e memoria

A questo punto non si può non citare Henri Matisse e la sua opera Lo studio rosso: come egli stesso afferma, molte delle sue opere sono state intrise a tal punto dal rosso che ne è diventato il colore dominante. Questo perché è il colore per eccellenza che ha la capacità di rimanere in memoria e trasmettere il maggior numero di sensazioni ed emozioni in quanto in grado di far aumentare la pressione e addirittura il battito cardiaco, va da sé che sia nettamente più influente sulla psicologia umana rispetto ad altri colori.

 

Rosso: interpretazione

Buon venerdì lettori!
Lo so, è un giorno di festa, ma sto cercando di mantenere l’abitudine di pubblicare sempre di venerdì.
Oltretutto l’8 Dicembre per molti è il giorno dedicato agli addobbi e ai preparativi per il

periodo natalizio: non c’è niente di più appropriato considerando che il tema del blog di questo mese è proprio il colore rosso.

Anche il rosso, proprio come il giallo del mese scorso, è un colore dalle mille caratteristiche ed interpretazioni: festa, calore, amore, ma anche terrore, sangue, violenza.

Il rosso è il colore a cui sono stati attribuiti più significati in assoluto, spesso contrastanti tra loro: ciò dipende molto dalla cultura e dalla posizione geografica a cui si fa riferimento (es: Oriente / Occidente).

Proprio per questo motivo oggi ho deciso di parlarvene sotto vari aspetti.. quindi ecco a voi alcune curiosità:

  • Energia: pare che questo colore sia in grado di trasmettere energia fisica e psichica
  • Personalità: gli amanti del rosso solitamente sono individui energici e competitivi; al contrario, chi non tollera il colore rosso, spesso ha una personalità irrequieta e preferisce la tranquillità piuttosto che l’avventura
  • Natale: il rosso è il colore che più rappresenta questa festività.
  • Politica: il rosso è stato spesso utilizzato come “bandiera” politica, ma non necessariamente sempre dallo stesso schieramento; in alcuni casi è stato simbolo di destra e in altri di sinistra.
  • Medioevo: durante questo periodo storico, il rosso era il colore del guelfismo.
  • Calore: in qualsiasi rappresentazione strumentale o tecnica, il rosso è simbolo di calore (acqua, impianti, ecc)
  • Luci rosse: film, quartieri.. da dove proviene questo termine? In passato il quartieri in si praticava prostituzione, venivano segnalati tramite delle lanterne rosse.
  • Pericolo: il rosso è il colore che si riconosce con più facilità e a maggiore distanza, per questo viene utilizzato per i segnali di pericolo e avvertimento.
  • Fuoco: il rosso identifica questo elemento dai tempi più remoti, tutt’oggi utilizzato per segnalare oggetti e strumenti legati in qualche modo al fuoco.
  • Sistema nervoso: il rosso è in grado di stimolare il sistema nervoso, aumentare il battito cardiaco e la pressione, nonché il senso di appetito.
  • Deserto: il nome (DeSheReT) deriva dal colore rosso (DeSheR, per gli antichi egizi).
  • Amore e seduzione: dall’aspetto romantico a quello dei sensi, il rosso è il colore degli innamorati per eccellenza.
  • Andare in rosso: un modo di dire utilizzato da sempre per indicare una situazione di debito.
  • Laurea: si festeggia con nastri e confetti rossi.

Si potrebbe andare avanti in eterno con l’elenco di tutti gli ambiti in cui viene utilizzato il rosso propriamente o impropriamente, ciò dimostra quanto questo colore sia fondamentale per la conoscenza e l’interpretazione del mondo che ci circonda.

Nei prossimi articoli di questo mese ve ne parlerò sotto l’aspetto artistico, grafico e, ovviamente, non potrà mancare l’articolo dedicato ai #LibriATema.

 

Il giallo nell’arte

Buon lunedì lettori! Questo è l’ultimo articolo dedicato al giallo, in cui vi parlo di “giallo nell’arte”.

Come vi ho già accennato nei post precedenti, il giallo è un colore “controverso”: se da un lato è simbolo di energia e forza, dall’altro è malattia e ansia. Molto dipende dalla tonalità e dal contesto in cui viene utilizzato (storico, geografico e culturale), vediamo alcuni esempi.

Culture:

  • Antico Egitto: simbolo di tutto ciò che è eterno e forte (positivo);
  • Grecia: simbolo di follia;
  • Impero romano: simbolo di forza, potenza, esaltazione della personalità (giallo-oro)
  • In Oriente: il giallo è il colore del sole, della fertilità e della regalità

Artisti:

  • Klimt: utilizza spesso un giallo-oro, anche in questo caso con un significato contrastante che rappresenta da un lato il malessere diffuso nella società e dall’altro la gioia di vivere, l’allegria.
  • Kandisky: si affida al colore in tutto e per tutto per esprimere emozioni e pensieri attraverso le sue opere (un esempio di utilizzo “positivo” del colore giallo è Piccole gioie)
  • Van Gogh: utilizza il giallo in molte delle sue opere, una tra tutte I Girasoli, anche nel suo caso spesso il giallo viene utilizzato con significato positivo, ma altrettanto spesso assume un significato negativo (Il caffè di notte)

Per approfondire l’argomento vi segnalo il libro “I colori nell’arte” di Stefano Zuffi, edito da Rizzoli.