#bookhaul Febbraio!

Ehiii! Questo è il primo #bookhaul che pubblico sul blog, quindi ecco i miei acquisti di febbraio!

Troverete comunque la versione breve su Instagram @mirabilia_blog… fatemi sapere cosa ne pensate!

Le novità di febbraio nella mia libreria sono quindi:

  • Racconti del terrore, di Edgar Allan Poe;
  • La ragazza con l’orecchino di perla, di Tracy Chevallier (di cui vi ho già parlato nella recensione);
  • Divergent (la serie), di Veronica Roth: contiene l’intera trilogia, Divergent – Insurgent e Allegiant;
  • Wintersong, di S. Jae – Jones (anche di questo trovate la recensione tra gli articoli precedenti);
  • Wonder Woman di Leigh Bardugo

 

Recensione // Divergent di Veronica Roth

Divergent Book Cover Divergent
Divergent
Veronica Roth
Distopico, YA, Fantascientifico
De Agostini
2011 (2012 in Italia)
480

 

✒ "Ma le nostre menti si muovono in dieci direzioni diverse. Noi non possiamo essere confinati in un solo modo di pensare[...]"

✒ "La fazione prima del sangue"

📌 Sinossi ufficiale:

Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza...

📌 Trama:

Ambientato in un futuro non definito, in cui la popolazione della città di Chicago è suddivisa in cinque fazioni in base alle tendenze caratteriali personali, regime scelto dalla popolazione stessa per mantenere la pace e non incorrere più nell'errore delle guerre e degli scontri.

I confini della città sono delimitati da una recinzione e nessuno sa cosa ci sia all'esterno di essa.

La popolazione, divisa in fazioni, svolge compiti necessari al alla sopravvivenza della città; le fazioni sono cinque:

  • Candidi, sono convinti che le guerre siano state causate dall'ipocrisia, per questo dicono sempre la verità e si occupano dell'aspetto legislativo della città.
  • Pacifici, che, come si può dedurre dal nome, sono convinti che le guerre siano causate dalla malvagità umana e, per questo, rifiutano la violenza; si dedicano perlopiù alla coltivazione dei campi.
  • Eruditi, secondo cui la guerra è conseguenza dell'ignoranza, sono perlopiù ricercatori e scienziati.
  • Abneganti, convinti che l'egoismo sia il motivo della guerra, sono al servizio degli altri per tutta la loro vita.
  • Intrepidi, credono che la guerra sia causata dalla codardia, si occupano della vigilanza della città.

Esistono, poi, gli Esclusi: vivono nella periferia della città, in condizioni di povertà, perché non sono stati in grado di superare la fase di iniziazione all'interno della fazione che hanno scelto o perché, semplicemente, decidono di andarsene ma non possono tornare alla fazione da cui sono venuti.

La protagonista, Beatrice Prior, è una ragazza di sedici anni che appartiene alla fazione degli Abneganti, come il resto della sua famiglia. Il sedicesimo anno di età è, però, il momento della "Cerimonia della scelta", ovvero il momento in cui tutti i ragazzi e ragazze di quell'età devono scegliere la fazione in cui passeranno il resto della vita.

Per "aiutare" i ragazzi nella scelta della fazione, viene fatto loro un test - una simulazione sotto l'effetto di un particolare siero, che li pone davanti alla loro paure peggiori: in base alle scelte che faranno durante la simulazione mentale, risulteranno predisposti per una o l'altra fazione.

Beatrice, che si è sempre ritenuta inadatta alla fazione degli Abneganti, si reca con preoccupazione ad eseguire il test, che risulta "inconcludente": Beatrice risulta adatta a più fazioni, anziché una soltanto - questo fenomeno è detto Divergenza.

L'esaminatrice aiuta Beatrice a mantenere il suo segreto, ma la avverte sulla pericolosità di questo esito: il Governo dà la caccia ai Divergenti e, per questo Tori - l'esaminatrice - manomette il risultato in modo da far sembrare Beatrice una Abnegante.

Preoccupata e incerta sul futuro, Beatrice evita di toccare l'argomento con la sua famiglia e, presto, arriva il momento della Cerimonia vera e propria. Incoraggiata dalla scelta del fratello Caleb di abbandonare gli Abneganti per gli Eruditi, Beatrice sceglie di diventare un'Intrepida, sperando di potersi distrarre temporaneamente dal peso di aver abbandonato la famiglia e dalla questione della Divergenza.

Dopo la scelta, i ragazzi si dividono tra le varie fazioni e Beatrice viene travolta dall'energia degli Intrepidi, che corrono e saltano su treni in movimento senza alcun timore.

Da questo momento inizia il suo percorso di iniziazione: salta per prima dal tetto di un palazzo, buttandosi senza sapere cosa ci sia ad attenderla, sotto trova quello che sarà il suo istruttore, Quattro, che le dice di scegliersi un nuovo nome, Tris, con cui verrà riconosciuta nella nuova fazione.

Il percorso di iniziazione si articola in tre parti: l'allenamento fisico, la prova mentale e la prova finale.

Con il rischio costante di diventare un'Esclusa, Tris si fa forza e supera la fase di addestramento fisico. Durante le prove mentali, però, la situazione si complica: i suoi risultati sono i migliori ma per il semplice fatto che lei è immune al siero che le viene somministrato per la simulazione.

Quattro è il primo a rendersi conto della sua Divergenza e, per quanto possa sembrare scontroso, la aiuta a mantenere il segreto, imparando a controllare le simulazioni.

Un giorno, però, gli Intrepidi si svegliano sotto l'effetto di un siero con cui vengono comandati a distanza: tramite il siero vengono condotti su un treno che li porta a giustiziare gli Abneganti, senza che se ne rendano conto.

I pochi che risultano immuni al siero vengono uccisi ancora prima che possano accorgersene, solo Tris e Quattro rimangono lucidi durante tutta la durata dell'operazione. Quando la loro vita viene messa in pericolo, però, escono allo scoperto: Quattro viene mandato al centro di controllo degli Eruditi, mentre Tris deve essere giustiziata.

Sua madre riesce a raggiungerla e le salva la vita e le rivela il suo passato da Intrepida: la madre viene uccisa da un colpo di pistola, mentre Beatrice riesce a scappare e dirigersi al nascondiglio in cui si sono rifugiati suo fratello e suo padre.

 

Da qui partirà con il padre, il fratello, Marcus (il padre di Quattro) e Peter, con la speranza di salvare Quattro e interrompere la strage di Abneganti.

📎 Cosa ne penso?

Complessivamente il romanzo mi è piaciuto: l'idea delle fazioni, i personaggi principali descritti e particolareggiati molto bene, il finale... 4/5 è il mio giudizio al termine del primo libro della serie: è un distopico, ma pur sempre per ragazzi, e trovo giusto che non sia eccessivamente pesante o catastrofico, per quanto la mia interpretazione dei romanzi distopici rimanga sempre quella dell'avvertimento, se così si può dire.

Recensione // Wintersong di S. Jae-Jones

Wintersong Book Cover Wintersong
S. Jae-Jones
Young Adult, Fantasy
Newton Compton
2017
375

✒"Potresti scoprire che preferisci una bella bugia alla dura verità"

✒"Volevo plasmare il mondo perché corrispondesse alla musica che avevo nell'anima"

📌 Sinossi ufficiale:

L'inverno si avvicina, e il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa... sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando la sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale.

📌 Trama (!!!SPOILER!!!)

Il racconto è ambientato nella Bavaria del 1700 e ha come punto di partenza una famiglia come tante, composta da madre, padre e tre figli: tutti, in famiglia, sono amanti della musica e musicisti, ognuno a suo modo. In effetti, è proprio la musica il filo conduttore di tutto il libro: dall'inizio alla fine, le avventure di Liesl sono da ricondurre alla sua passione per la musica, o meglio, per la composizione di musica.

Sin da piccola, Liesl si è isolata nel suo mondo fatto di suoni e natura: è in questo modo che alimenta la sua credenza nelle leggende popolari, raccontate dalla nonna Costanze, e si imbatte nel Re dei Goblin - il suo compagno di giochi d'infanzia, nonché la presenza misteriosa che l'ha aiutata e seguita fino all'età adulta.

All'età di diciotto anni, Liesl si trova a dover rivalutare l'esistenza del Re dei Goblin e del suo regno nel Sottosuolo: la sorella di Liesl viene rapita e, per salvarla, Liesl si avventura nel sottosuolo, affrontando le mille sfide del Signore degli Inganni. Queste prove non la mettono alla prova solo dal punto di vista fisico e materiale, ma anche mentale e spiritale: Liesl si trova a fare i conti con le sue incertezze e paure, con pensieri che ha tenuto nascosti da sempre.

Tutti questi avvenimenti portano Liesl ad un cambiamento radicale o, per meglio dire, una maturazione interiore: da ragazza a donna, da insicura a determinata. Inoltre, le sue scelte la porteranno a sacrificare se stessa per il bene dei suoi cari (o per egoismo? questi aspetti sono spesso coincidenti nel racconto), fino alla decisione finale di rimanere nel sottosuolo, al fianco del Re dei Goblin come sposa e come Regina.

Il loro rapporto cresce e muta continuamente, portando entrambi ad una conoscenza di sé e dell'altro sempre maggiore: musica da comporre e ostacoli da superare mettono alla prova costantemente la loro determinazione e, a questo punto, il loro amore. Amore: solo dopo aver compreso e accettato che è di questo che si tratta, Liesl e il suo sposo saranno in grado di prendere l'ultima, dolorosa, decisione.

Non c'è un lieto fine da fiaba, non c'è "e vissero per sempre felici e contenti": c'è, piuttosto, il risultato di un percorso affrontato insieme e una debole speranza rimasta in sospeso.

📎 Cosa ne penso?
Si tratta di un romanzo Young Adult, quindi non mi aspettavo una storia complessa o chissà quale caratteristica sconvolgente. Partendo da questo presupposto, devo dire che come idea non è affatto male, l'ambientazione è particolare e "accogliente", i personaggi principali sono ben caratterizzati, MA... sono ancora convinta che il linguaggio e i comportamenti non siano adatti all'ambientazione settecentesca.

Come ho scritto stamattina nella recensione breve su Instagram, mi ha ricordato molto Twilight (letto 10 anni fa!): ovviamente non sto parlando della storia o dell'identità dei personaggi, ma del linguaggio e degli atteggiamenti. Mi ha dato l'impressione che fosse un presente travestito da passato, letteralmente: "Divertiamoci. Ci sono uomini in abbondanza con cui ballare e flirtare"... da quanto tempo si usa la parla flirtare? Non credo dal 1700 e non credo che l'atteggiamento più comune fosse quello.

Detto ciò, complessivamente è un libro carino e adatto ad una lettura leggera, da alternare con altri libri! 🙂

 

 

 

L’avete letto? Vi è piaciuto? commentate qui sotto o su Instagram e… perdonate il paragone con Twilight, era solo per rendere l’idea! 🙂

Recensione // La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier

La ragazza con l'orecchino di perla Book Cover La ragazza con l'orecchino di perla
Tracy Chevalier
Romanzo storico
Neri Pozza
1999
240

✒ "Le nuvole le avevo guardate in tutta la mia vita, ma in quel momento ebbi l'impressione di vederle per la prima volta"

✒ "Aveva cominciato a farmi il ritratto".

📌 Deft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città... Griet, la giovane figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Deft - privato, per un incidente, "degli occhi e del lavoro" - è in cucina, intenta a sistemare, com'è solita fare, le verdure tritate (cavolo rosso, cipolle, carote, rape e porri ordinati splendidamente a cerchio e, in mezzo, una rondella di carota), quando ode voci decisamente insolite in una casa di un modesto decoratore, voci che suggeriscono "immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce". Sull'uscio, compaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e un'espressione ferma sul suo volto lungo e spigoloso, e una donna - piccoli ricci biondi, sguardo che guizza qua e là nervosamente - che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma. Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, gente ricca e influente, proveniente da vicino, dal Quartiere dei Papisti, eppure lontanissima da Griet e dal suo mondo.

Griet ha sedici anni e quel giorno apprende dalla voce della madre il suo destino: andrà a servizio dei Vermeer per otto stuiver al giorno, dovrà fare le pulizie nell'atelier del pittore, e dovrà agire delicatamente senza spostare né urtare nulla.

Romanzo che ci conduce con straordinaria precisione là dove l'arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile - tra Vermeer e Griet, l'artista e la serva, l'amato e l'amante, l'uomo potente e la giovane donna che non possiede altro che il suo incanto e la sua innocenza, si stabilisce un'intensa relazione fatta di sguardi, sospiri, frasi dette e non delle - La ragazza con l'orecchino di perla ci offre anche alcune delle pagine più felici, nella narrativa contemporanea sulla dedizione e sul coraggio femminile.

Griet è invisa a Katharina, gelosa della sua intima relazione con il marito, è costretta  a subire i rimproveri di Maria Thins, la suocera del pittore, a sfidare tutte le convenzioni dell'epoca, e tuttavia non cessa  per un solo istante di ubbidire all'amore per l'arte e alla passione che le muove. Gesto inaudito per la morale del tempo, poserà con le labbra sensualmente dischiuse per quel ritratto di Vermeer che è giunto fino a noi, e non cessa di stupirci per l'enigmaticità dello sguardo che vi è dipinto.

📎 Ho apprezzato molto questo romanzo: devo ammettere che il quadro è uno dei miei preferiti in assoluto e questo, probabilmente, ha influito sul mio giudizio. Tuttavia, ho trovato molto affascinante il modo in cui l'autrice ha descritto l'ambiente, le usanze, la società dell'epoca e, soprattutto, è stato molto bello poter immaginare la storia dietro il quadro.

Questo libro dà la possibilità di immaginare come è nata un'opera d'arte unica e irripetibile, raccontandone la nascita, lo sviluppo e le emozioni che tiene racchiuse da secoli. Non si tratta di storia dell'arte, non si tratta di infiniti dettagli tecnici sulla tecnica utilizzata da Vermeer, sui pigmenti che ha utilizzato o su quanto tempo abbia impiegato per realizzarlo: si tratta della vita del quadro e delle due persone che hanno rischiato tutto per realizzarlo.

Lo stile che ha scelto l'autrice per scrivere questo romanzo contribuisce notevolmente ad immaginare il periodo e l'ambiente in cui l'opera ha perso forma: molto descrittivo, un linguaggio moderno unito a termini e modi di dire che, ormai, non si sentono quasi più.

(Ci tengo a precisare che la valutazione che ho dato (4/5) è stata una media tra una valutazione obiettiva del libro e tutto ciò che ho detto finora).

Recensione // Grafica italiana dal 1945 ad oggi di Carlo Vinti

Grafica italiana dal 1945 ad oggi Book Cover Grafica italiana dal 1945 ad oggi
artedossier
Carlo Vinti
Giunti
2016
50

✒ "La grafica, intesa in senso ampio come produzione di segni e scritture, è uno dei grandi capitoli della storia della cultura visuale dell'umanità".

📌 70 anni di storia della grafica italiana:

La storia della grafica italiana è un susseguirsi di vicende e protagonisti che hanno influenzato la grafica nel mondo occidentale e non solo. Sicuramente la massima espressione degli artisti nel campo della grafica è avvenuta nel periodo del secondo dopoguerra, quando il “graphic design” è diventato un lavoro a tutti gli effetti anche in Italia.

Tuttavia, prima di questo momento, vale la pena di ricordare almeno tre passaggi importanti:

  • seconda metà dell’800/inizi del ‘900: è il periodo dei cartellonisti, con influenze dello stile Liberty e Déco, delle avanguardie artistiche e del Novecento.
  • il Futurismo e la “Rivoluzione Tipografica”, che inizialmente hanno incontrato una certa resistenza da parte dei tradizionalisti, ma hanno aperto le porte ad una vera e propria rivoluzione tipograficache sfocerà nel Secondo Futurismo, con Carboni, Grignani e Munari.
  • gli anni ’30: sono gli anni dell’astrattismo razionalista, influenzato dalle avanguardie europee.

Ed è proprio in questi anni che si creano le basi per lo sviluppo della grafica italiana: nasce a Milano negli anni ’30 la figura del progettista grafico. Il capoluogo lombardo era, infatti, un punto geografico strategico per assimilare le influenze europee e svilupparle nei primi uffici pubblicitari.

Nel 1933 in particolare, accadono a Milano una serie di eventi che determineranno il futuro della grafica italiana. Alla V Triennale viene presentata una raccolta di lavori dei maggiori esponenti della Nuova tipografia, curata da Paul Renner – progettista del Futura, uno dei font più influenti del modernismo(eh si, è il mio font preferito!). Edoardo persico presenta la rivista “Casabella” in una nuova veste editoriale e nello stesso anno esordisce “Campo Grafico”, una rivista redatta da un gruppo di tipografi d’avanguardia.

In questi anni inoltre viene introdotta la fotografia come elemento fondamentale della grafica, il carattere tipografico assume un ruolo determinante e viene utilizzato in modo plastico ed espressivo, il colore viene usato con moderazione ed, infine, la composizione è basata sull’equilibrio degli elementi.

Successivamente la grafica italiana si sviluppa maggiormente nel nord del Paese, tra MilanoTorino e Genova. Queste tre città erano le più sviluppate economicamente e culturalmente: nel secondo dopoguerra le aziende hanno cominciato a ricostruirsi e rimodernarsi, puntando molto sull’immagine e sull’impressione sul consumatore (basti pensare ai manifesti della Fiat 500, o della Olivetti).
Inoltre queste città ospitavano intellettuali e studiosi italiani e non solo: questo ha reso possibile un collaborazione tra intellettuali e progettisti grafici con l’intenzione di democratizzare la cultura.

In seguito è stato un percorso in ascesa: lo stile italiano è diventato inconfondibile, il design “made in Italy” continua a fare tendenza e scuola in tutto il mondo.

📎 Il dossier è composto di sole 50 pagina ma, nonostante questo, trovo che sia assolutamente completo e ricco di informazioni. Contiene, inoltre, molti spunti di approfondimento e immagini.

 

 

Buondì lettori!

So di avervi già parlato di questo dossier tempo fa ma, considerando di creare una sorta di archivio dei testi che ho letto (riguardanti arte, grafica, immagine), ho decido di  dedicare nuovamente un po’ di spazio a questi testi che ritengo assolutamente utili e gradevoli!

#wrapup di gennaio

Buona sera lettori! Eccomi con il primo #wrapup pubblicato sul questo blog!

A gennaio ho letto quattro libri, tutti molto diversi tra loro; di seguito vi spiego brevemente quali sono state le mie impressioni su ognuno di essi:

 1. Spiriti e medium sotto la Mole (3.5/5).

Si tratta di una raccolta di documenti e testimonianze che raccontano molti aspetti della società piemontese tra il ‘600 e il ‘700. Trattandosi, appunto, perlopiù di trascrizioni di altri testi o fonti in generale, ho apprezzato molto l’idea generale che fa emergere i lati più particolari degli abitanti di Torino in questo periodo storico.

Torino, si sa, è la capitale dell’occulto: da sempre avvolta da un alone di mistero e di fascino unico nel suo genere. Tuttavia, quello che in pochi sanno, è come si sia creato questo alone (che, tra l’altro, spesso viene visto come un aspetto negativo e macabro): ci sono molti fattori da considerare, dalle credenze popolari alle innovazioni della scienza, dalle pratiche pre-cattoliche all’avvento di nuove e stupefacenti tecnologie. Questo clima di cambiamento ha dato origine, spesso, a nuove e sbalorditive “leggende” ma, a parer mio, un fondo di verità c’è sempre, in qualsiasi cosa.

Sempre a causa della mia passione per questi aspetti della storia e per la città di Torino, credo che questo libro meriti assolutamente di essere letto, a patto che si sia un minimo interessati all’argomento!

2. La piccolaParigi (3.5/5).

La Piccola Parigi è un libro che mi è stato inviato dall’autore, Alessandro Tonoli  – cosa che ho apprezzato molto.

Si tratta di un “racconto di paese“: i classici racconti che si tramandano di generazione in generazione e che, ahimè, rischiano di sparire. Ho trovato la storia molto particolare e, soprattutto, carica di speranza, nonostante la vena malinconica e nostalgica che la percorre dall’inizio alla fine.

In linea generale si tratta di una lettura piacevole, che può essere apprezzata da chiunque – soprattutto da chi ha un debole per il significato delle piccole cose.

3. Cospirazione Caravaggio (4/5).

Di questo libro trovate la recensione in uno degli articoli precedenti.

Non consigliatissimo come thriller, quanto per l’infinità di dettagli sulle opere e sulla vita di Caravaggio.

4. 1984 (5/5).

Cinque stelle. Si, ho dato cinque stelle! Una cosa quasi scontata.

Anche di questo libro trovate la recensione in uno dei post precedenti e, come vi ho già detto, volendo tralasciare gli aspetti politici e quant’altro, credo sia IL romanzo distopico per eccellenza e che dovrebbe essere letto da tutti. Dovrebbe portare a riflettere quantomeno sulla prima parte, quella descrittiva, che credo non si discosti molto dalla nostra realtà attuale.

Oltre alla situazione generale spaventosamente simile a quanto descritto da Orwell, dovrebbe far riflettere anche sull’importanza della cultura e del pensiero, fondamentali per poter gestire e comprendere qualsiasi situazione e cambiamento.

Ripeto, al di là del pensiero politico e implicazioni conseguenti, lo consiglio davvero!

 

Recensione // 1984 – Geroge Orwell

1984 Book Cover 1984
George Orwell
Distopico
Mondadori
1948
333

✒"Dovevate vivere (e di fatto vivevate, in virtù di quell'abitudine che diventava istinto) presupponendo che qualsiasi rumore da voi prodotto venisse ascoltato e qualsiasi movimento - che non fosse fatto al buio - attentamente scrutato".

✒"Giorno dopo giorno, anzi quasi minuto dopo minuto il passato veniva aggiornato".

✒"A quel punto la menzogna prescelta sarebbe passata nell'archivio permanente e sarebbe diventata verità".

📌1984. Il mondo è diviso in tre superstati in guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. L'Oceania, la cui capitale è Londra, è governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa. I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la psicopolizia che interviene al minimo sospetto. Tutto è permesso, non c'è legge scritta. Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare. Tranne amare. Tranne divertirsi. Insomma: tranne vivere, se non secondo i dettami del Grande Fratello. Dal loro rifugio, in uno scenario desolante, solo Winston Smith e Julia lottano disperatamente per conservare un granello di umanità...

📎Il libro è stato scritto nel 1948, circa tre generazioni fa. Questo fa pensare che l'ambientazione, la storia e il massaggio che contiene possano essere stati influenzati dal periodo in cui è stato scritto: la cosa disarmante, invece, è scoprire quanto molti aspetti siano assolutamente attuali. Senza voler giudicare gli aspetti politici contenuti nel romanzo, credo che la prima parte (la più descrittiva delle tre) sia sufficiente a far riflettere.
Le citazioni che ho riportato all'inizio di questo post sono tutte contenute nella prima parte: e, tralasciando la politica, in conclusione credo che si possa riflettere su come la parte "minimamente istruita" della popolazione fosse costretta a seguire un solo pensiero, mentre la parte non istruita vivesse una libertà e soddisfazione apparenti, date solo all'ignoranza.

Credo che questo sia il testo #distopico per eccellenza (il finale ne è la dimostrazione) e, prima di ogni altra cosa, credo che serva a far riflettere dando una sorta di avvertimento. .