Recensione Silenzio

Silenzio Book Cover Silenzio
Narratori Corbaccio
Shusaku Endo
Narrativa contemporanea, Romanzo storico
Corabaccio
2017
Cartaceo, copertina rigida
211

Nagasaki, 1633: l'indomito padre gesuita Cristovao Ferreira, che da anni si batte in Giappone per diffondere il cristianesimo, ha rinnegato la vera fede ed è diventato un apostata: questa è la notizia sconvolgente che giunge a Roma. La Compagnia del Gesù decide allora di inviare in Oriente due giovani fratelli, Sebastian Rodrigues e Francisco Garrpe per compiere un'indagine all'interno della chiesa locale. I due gesuiti però, partiti pieni di ideali e di entusiasmo, si scontrano ben presto con la dura realtà del Giappone dei Tokugawa e delle persecuzioni. I sospetti cristiani vengono costretti dalle autorità giapponesi a calpestare immagini sacre: chi si rifiuta viene torturato e ucciso, mentre chi accetta viene deriso e costretto a vivere ai margini della società, rifiutato tanto dalla comunità cristiana quanto dai giapponesi. La vita in Giappone si fa sempre più difficile per Rodrigues che ora vive in prima persona le persecuzioni e che finisce, evangelicamente, per essere tradito dall'amico Kichijiro, il suo "Giuda", mentre implora Dio di rompere il suo "silenzio".

Recensione | Silenzio

Perché ho fatto una cosa simile? Perché? Perché?
Nei boschi una cicala friniva roca. Dunque intorno c’era silenzio.

La storia

Silenzio è un romanzo storico delicato e affascinante, nonostante i temi trattati e le scene rappresentate non siano altrettanto delicate. Narra la storia del Giappone, nel 1600, periodo in cui il cristianesimo era in forte espansione e i missionari cristiani avevano come obiettivo primario quello di trasmettere il proprio credo, a qualsiasi costo.

In questo modo si trovano di fronte a diverse reazioni nei vari paesi in cui si avventurano: approvazione e accoglienza oppure disapprovazione e reazioni violente. In Giappone, in particolare, ha in un primo momento accolto il cristianesimo e, successivamente, lo ha rifiutato in quanto – secondo l’imperatore e parte del popolo – non era una dottrina adatta alla mentalità e alla società giapponese dell’epoca.

Di conseguenza, due mentalità fortemente radicate e perseveranti si trovano a scontrarsi: è guerra. Le catture e le torture dilagano. I missionari cristiani vengono costretti ad abiurare il proprio credo e, in caso contrario, costretti a subire torture disumane. In questa situazione si trova anche uno dei più famosi e affermati missionari dell’epoca – padre Cristovao Ferreira – che, dopo svariate torture rinnega la propria fede e genera il caos fino a Roma.

Due giovani fratelli vengono dunque inviati a portare avanti la missione di padre Ferreira in una terra ormai ostile e contraria all’insediamento del cristianesimo. I due fratelli, dopo un lungo viaggio, saranno loro stessi oggetto di tortura: metteranno in dubbio il proprio credo al di là delle torture subite, si troveranno a pregare il proprio Dio di rompere il silenzio e aiutarli a portare a termine la missione.

Il libro

Come in ogni storia sulla religione, si nota come alcuni credenti siano realmente disposti a tutto e professino la propria fede “nel bene” e come altri lo facciano solo per necessità o guadagno. Allo stesso modo, si può riflettere sulle scelte dell’imperatore: atti osceni, senza dubbio, ma d’altra parte i missionari stavano tentando di imporre qualcosa di estremamente diverso e sconosciuto nella sua terra. Chi ha ragione e chi ha torto? è difficile a dirsi; una cosa è certa: le torture e gli atti di violenza sono sbagliati da entrambe le parti, come sempre, soprattutto se per scopi religiosi.

In ogni caso, si tratta di un romanzo scritto in modo esemplare, l’atmosfera è quasi percettibile e l’ambientazione è resa alla perfezione. I personaggi principali sono descritti soprattutto sotto l’aspetto psicologico, soprattutto attraverso il loro pensiero e i loro scritti.

Silenzio è un libro che si legge con piacere, ha un ritmo medio e uno stile di narrazione molto delicato e raffinato, nonostante i temi trattati, come detto in precedenza. Consente di apprendere molto sulla società giapponese dell’epoca e, ovviamente, anche sulle missioni di diffusione del cristianesimo in Oriente.

Fondamentalmente è un libro sul Cristianesimo: attraverso le parole dei protagonisti si capisce come questo testo sia in difesa della religione cristiana e dei suoi rappresentanti. L’autore stesso è giapponese, di famiglia cristiana.

Silenzio è stato definito da Papa Francesco “un’esemplare storia di cristianesimo” e da molti un eccellente romanzo storico; è stato anche trasposto in versione cinematografica, a cura di Martin Scorsese.

Padre, noi non stiamo discutendo se la sua dottrina sia giusta o sbagliata. Il motivo per cui abbiamo bandito il cristianesimo dal Giappone è che, dopo profonda e seria considerazione, troviamo che questo insegnamento non abbia alcun valore per il Giappone di oggi.

In conclusione

Consiglio questo libro sopratutto per lo stile dell’autore; lo consiglio anche in quanto ottima rappresentazione di uno spaccato di storia del cristianesimo e del Giappone, molto interessante e dettagliato.

Per tutte le altre recensioni vi rimando alla pagina Indice

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Recensione | Butterfly

Butterfly Book Cover Butterfly
Waves
Yusra Mardini
Autobiografia
Giunti Editore
2019
Cartaceo, copertina flessibile
360

Mentre l'imbarcazione di Yusra naufraga, nell'ultimo tratto del suo lungo viaggio per fuggire dalla guerra in Siria, lei e sua sorella Sarah si tuffano in mare per condurre in salvo la barca e gli altri passeggeri a bordo. Nuotano per ore nelle acque gelide, rischiando la vita, riescono a raggiungere le coste di un'isola greca. Da lì, il loro viaggio prosegue fino a Berlino. Il coraggio di Yusra e il suo talento di nuotatrice sono stati premiati: si qualifica alle Olimpiadi di Rio 2016 e gareggia come membro della squadra olimpica degli atleti rifugiati. Yusra è oggi ambasciatrice dei rifugiati ed emblema per i migranti di tutto il mondo: un potente esempio di resilienza e determinazione.

Recensione | Butterfly

Il libro

Mille vite spente in un solo giorno. Per una volta, intorno a me, non si fa che parlare di politica. Vedo le famiglie dividersi perché un fratello è a favore del regime e un altro è contrario. Moltitudini di ragazzi vengono inghiottiti da un esercito o dall’altro e non tornano più. Sono giovane, ma abbastanza grande da rendermi conto che il nostro paese sta sprofondando nell’orrore. Sono devastata. Non ho mai chiesto che accadesse, non ho mai voluto che il mio paese andasse in pezzi. Farei di tutto, pur di riportare indietro le lancette dell’orologio.

Butterfly è l’autobiografia ufficiale dell’atleta olimpica Yusra Mardini, comparsa per la prima volta sullo scenario mondiale ai giochi olimpici di Rio, nel 2016.

Yusra ha gareggiato nella squadra dei rifugiati, messa insieme per la prima volta proprio in occasione dei giochi di Rio.

La sua è una storia di coraggio e determinazione ma, soprattutto di grande positività e forza d’animo. Il suo racconto parte dall’infanzia quando, ancora bambina, si allena con la sorella nella piscina della sua città.

Lei e Sara, la sorella, seguono allenamenti rigidissimi sotto stretta sorveglianza di un padre-allenatore estremamente esigente e rigoroso, che insegna loro la disciplina e la determinazione necessarie per arrivare a grandi risultati.

Yusra racconta di come questo padre si trasformi dentro e fuori le mura di casa: da padre ad allenatore e vice versa, due persone nettamente distinte. Non c’è spazio per le preferenze, per gli indugi e le insicurezze: il nuoto viene prima di tutto.

Crescendo Yusra attraversa momenti difficili e un contrasto interiore tra il desiderio di affetto da parte dei genitori e la consapevolezza che ciò che fanno è per il suo bene. Anche con la sorella ci sono alti e bassi: Sara ha qualche anno in più di lei e inizia ad entrare nel periodo adolescenziale, ad avere scontri di pensiero con i genitori e Yusra si sforza di capire e comportarsi di conseguenza.

Tutto procede per il meglio: Yusra e la sorella gareggiano in molte competizioni importanti, fino ad arrivare alla Nazionale. I frutti di tanto impegno iniziano a vedersi.

Poco per volta, però, iniziano ad arrivare a Damasco notizie di rivolte, bombardamenti, sparatorie. Ma la guerra sembra ancora lontana: ciò che conta è il nuoto.

La guerra, però, si avvicina inesorabilmente e un giorno una bomba colpisce la piscina in cui abitualmente Yusra si allena: la vede crollare dal lunotto posteriore dell’auto della madre. Da qui, l’inizio del tormento.

Notizie sempre più allarmanti, bombardamenti sempre più frequenti. Yusra e la sua famiglia sono costrette a spostarsi più volte, lasciando la propria abitazione per un hotel, poi per un appartamento, infine un seminterrato: sembra andare sempre peggio. Giungono notizie di conoscenti morti o feriti, i poliziotti e i terroristi sono ovunque, non ci si può più spostare liberamente e senza il pericolo di essere uccisi.

Cosa fare? Partire e rischiare la vita o rimanere nella propria terra e rischiarla ugualmente?

Sara e Yusra partono per l’Europa: un viaggio disperato e senza fine, un viaggio costoso e senza certezze. Si affidano a dei trafficanti, che organizza una prima parte del viaggio in autobus, poi su un gommone. Un gommone che si guasta prima di arrivare sulle coste europee. Qui il gesto eroico di Yusra, che si getta in acqua per dare il suo aiuto.

Il gommone riparte. Arrivano in Grecia, passano per l’Austria e l’Ungheria. Un viaggio in cui trovano ostacoli infiniti, difficoltà di ogni genere, persone ostili, freddo e fame… ma anche pochi momenti di serenità e grandi amicizie.

Infine arrivano in Germania, dove vengono accolte e aiutate. Yusra trova qualcuno che crede in lei, che la aiuta e che la porta a raggiungere il suo sogno di partecipare ai giochi olimpici.

Per tutti noi, l’incubo è finito. Niente più confini, niente più trafficanti, niente più bivacchi per strada, niente più pericolo, nè guerra. […]All’ingresso della stazione, altre persone applaudono e sollevano cartelli con la scritta “Benvenuti rifugiati”. Sorrido a Sara. E’ irreale. Tutti questi estranei, venuti a salutare e a offrirci un futuro. Chi sono?

Si ricongiungerà con la famiglia e dovrà affrontare insulti e incomprensioni, interviste e giornalisti che riportano notizie false.

In tutto ciò Yusra affronta due tipi di viaggio contemporaneamente: un viaggio fisico e uno mentale. Un percorso di crescita, fatto di molte difficoltà, lontana dai genitori, senza una casa e tutto ciò che ha composto la sua vita fino all’adolescenza. Un percorso difficile, fatto di indecisione, offese, momenti bui. Ma anche un percorso che l’ha portata a voler partecipare ai giochi non solo per il nuoto, ma anche e soprattutto per il suo paese, per chi come lei è costretto a lasciare tutto e rischiare la vita. Per chi tutto ciò non l’ha mai desiderato.

Butterfly è un’autobiografia scritta con uno stile giovanile ma discreto ed educato; è scorrevole, il ritmo di lettura è veloce, scandito dagli avvenimenti e dalle riflessioni della protagonista.

Protagoniste, oltre a Yusra, sono Sara e la Siria. In secondo piano compaiono il padre e la madre, la sorella più piccola e gli amici, i compagni di viaggio e gli allenatori tedeschi.

L’atmosfera e l’ambientazione cambiano ripetutamente, seguendo il racconto che porta Yusra da Damasco a Berlino: entrambe, però, rispecchiano lo stato d’animo della protagonista, con i suoi momenti di gioia e dolore.

Qualche informazione in più:

YUSRA MARDINI è una nuotatrice olimpica e una rifugiata siriana che, nel 2015, a soli diciassette anni, è fuggita con la sorella da Damasco, divenuta troppo pericolosa a causa del conflitto in corso. Nel 2016 ha gareggiato nei 100 metri farfalla e stile libero alle Olimpiadi di Rio, nella squadra dei Rifugiati. Vive a Berlino, dove continua ad allenarsi e a competere in vista dei Giochi di Tokio 2020.

Per saperne di più:
  • La storia di Yusra sta per diventare un film: la casa di produzione Working Title ha ingaggiato lo sceneggiatore Jack Thorne (Wonder) e il regista Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours) per lavorare al biopic.
  • Yusra è ormai simbolo della causa dei rifugiati. E per questo ha incontrato Papa Francesco, il presidente Obama, registi, opinion leader e molti leader mondiali.
  • L’incredibile vicenda di questa adolescente siriana ha fatto il giro del mondo: in tanti hanno tifato per lei durante le gare di stile libero e farfalla a Rio 2016.

In conclusione:

Consiglio di leggere Butterfly perché contiene un forte messaggio di incoraggiamento rivolto a tutti: non arrendersi mai, qualunque sia il proprio obiettivo.

Oltre a questo, è un libro che tocca molti punti delicati e che spesso vengono evitati:

  • la politica: tutto è politica – dalla guerra in Siria all’accoglienza in Germania;
  • l’Islam: quella di Yusra è una famiglia con una mentalità aperta, che mantiene le tradizioni del proprio popolo ma non in modo ossessivo (Yusra può indossare un costume, per esempio).
  • la guerra vista da chi non la desidera e non vuole farne parte: spesso ciò che si vede è il risultato di un conflitto; i morti, i bombardamenti, le città distrutte, questo ha ragione e quello ha torto… ma le persone?
  • un percorso di questo tipo attraverso gli occhi di una ragazzina.

In conclusione, Butterfly è un libro che si legge piacevolmente e lascia un bel ricordo nonostante i contenuti difficili da affrontare; lo consiglio sia come messaggio di positività personale e sia per la storia che racconta.

Ringrazio Giunti Editore per avermi dato la possibilità di leggerlo a pochi giorni dalla pubblicazione e vi lascio il link per l’acquisto.

Recensione | Il gigante sepolto

Il gigante sepolto Book Cover Il gigante sepolto
Super ET
Kazuo Ishiguro
Fantasy, Narrativa contemporanea
Einaudi
2017 (1^ ed. 2015)
Cartaceo, Copertina flessibile
320

Sinossi:

Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti - il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re - e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l'aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig...

Recensione Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro

Non c’era l’uso di passare al passato, tra quella gente, nemmeno se prossimo.

Il gigante sepolto è un fantasy ambientato in Britannia, pochi anni dopo la morte del leggendario Re Artù. La caratteristica che definisce l’atmosfera e l’ambientazione, però, è la presenza di una nebbia anomala che ha invaso l’intero Paese: questa nebbia sembra avere la capacità di cancellare i ricordi delle persone che ne vengono a contatto.

La trama quindi si sviluppa intorno al fattore “memoria” e alla sua importanza, fino alla fine. I protagonisti sono Axl e Beatrice, due anziani coniugi che partono per un lungo viaggio alla ricerca del figlio scomparso: durante questo viaggio incontrano molte persone, buone e cattive, disponibili e avverse. Si troveranno a girovagare per la Britannia supponendo che il figlio si trovi sempre in posti diversi. La memoria mette a dura prova tutte le loro certezze: il luogo in cui si trova il figlio, le strade da percorrere, i discorsi fatti e le decisioni prese e, ad un certo punto, sembra mettere in discussione il loro amore indissolubile.

Il ritmo di lettura è molto lento, ogni passaggio viene descritto con estrema cura e spesso la narrazione sembra ripetitiva. Tuttavia, lo stile dell’autore e l’inserimento di affannosi ricordi qua e là aiutano il lettore a proseguire. Nonostante la lentezza della narrazione, infatti, ci si trova a proseguire la lettura senza alcun problema, anzi!

Il libro precede in questo modo fino alla fine, quando – proprio nelle ultime pagine – accade qualcosa di inaspettato. Quella che è stata la colonna portante del racconto fino a quel punto viene abbattuta, rivelando un finale decisamente sorprendente, a cui si possono dare interpretazioni diverse.

Anche i personaggi assumono una veste diversa alla fine del libro e con l’evolversi della storia: Axl e Beatrice si presentano come due coniugi di vecchia data, che hanno passato una vita insieme e che non metterebbero mai in discussione il proprio rapporto. In realtà, proseguendo con la lettura anche queste certezze vengono messe in discussione, portando il lettore ad interrogarsi su quali siano verità e quali siano bugie.

Detto ciò, a mio parere, sono due i punti di forza del libro: atmosfera e messaggio. 

L’atmosfera, come accennato in precedenza, porta il lettore in un mondo fiabesco e misterioso, con draghi e antichi villaggi sperduti tra i boschi della Britannia. Sicuramente utile per rendere maggiormente l’idea dello smarrimento e della confusione portati dalla nebbia. Inoltre, porta il lettore a visualizzare i luoghi in cui avvengono i fatti e questa è sempre una cosa positiva, sia per ambientazioni reali che di fantasia.

Il messaggio è chiaramente sull’importanza della memoria: se perdessimo la memoria cosa resterebbe di noi? E, sapendolo, agiremmo nello stesso modo?
I protagonisti affrontano (e spiegano) proprio questo, attraverso le loro continue amnesie e i ricordi confusi.

In conclusione

Senza dubbio, questo è un fantasy sopra la media. La maggior parte dei fantasy, infatti, racconta una storia fine a sé stessa, questo invece ha un messaggio molto importate da trasmettere. Lo consiglio quindi sia agli appassionati del genere e sia a chiunque volesse sperimentare qualcosa di nuovo perché è sicuramente un libro molto valido.

Personalmente non ho ancora deciso se la lentezza di questo libro sia un bene o un male: aiuta riflettere o annoia? Non ne sono sicura. Ciò che posso dirvi, però, è che si tratta di un libro che lascia una bella sensazione. Ccome se ci avessero letto una leggenda tramandata nei secoli…

Infine, chiunque dovesse leggerlo, chiedo di soffermarsi sul finale: credo abbia almeno tre interpretazioni possibili e sarebbe bello discuterne! Buona lettura

 

Per tutte le altre recensioni vi rimando alla pagina Indice!

Recensione | Fiorirà l’apidistra

Fiorirà l'aspidistra Book Cover Fiorirà l'aspidistra
Oscar Moderni
George Orwell
Classico, Moderno
Mondadori
2016 (1^ pubblicazione 1936)
Cartaceo, Copertina flessibile
268

Sinossi

Londra, anni Trenta. Il giovane Gordon Comstock coltiva ambizioni letterarie e, per mantenersi, fa il commesso in libreria. Figlio della piccola borghesia britannica, si ribella alla morale della sua classe: il rifiuto della rispettabilità e del mito del "buon posto" gli fa intraprendere una vera e propria discesa agli inferi. Per affermare i diritti della poesia contro il mondo dominato dal denaro, vive in solitudine, povertà e squallore, macerandosi nel vittimismo e nella frustrazione. Fino a che una notizia inaspettata segna la sua "resurrezione", o forse la resa al sogno di una casa con le tendine ricamate e una pianta di aspidistra alla finestra.

 

Fiorirà l’aspidistra di George Orwell è un classico-moderno senza tempo. Perché senza tempo? Perché tratta di argomenti che erano attuali al momento della prima pubblicazione, sono attuali tuttora e lo saranno in futuro: alla base di tutto “i quattrini”, come li definisce il protagonista.

Un libro immenso nel contenuto e nel significato, non al pari di 1984 ma quasi!

Trama in breve e significato

La mancanza di quattrini significa disagio fisico e morale, significa squallide preoccupazioni, significa mancanza di tabacco, significa coscienza onnipresente del proprio fallimento, soprattutto significa solitudine.

Gordon, il protagonista, è una persona comune, forse fin troppo ordinaria, ma impegnata in una battaglia solitaria contro il denaro. O meglio, contro il sistema che dipende strettamente dal denaro.

Per mantenersi lavora lo stretto indispensabile, come commesso in libreria: un lavoro senza aspettative di crescita ma che gli garantisce il minimo per sopravvivere. Il minimo assoluto.
Infatti, Gordon si rifiuta di migliorare la sua posizione sociale ed economica nonostante la sua famiglia si sia votata a questo, esclusivamente per lui.

La sorella, per esempio, sacrifica la sua intera esistenza per fare in modo che il fratello abbia un’istruzione e migliori lo stato sociale della famiglia. I genitori stessi ne sono convinti sin dalla nascita dei due bambini, tant’è che la sorella finisce per credere fermamente di essere inferiore (perché donna e perché ignorante).

L’intera trama si sviluppa sul concetto di ossessione per in denaro in ogni ambito della vita di Gordon: non può uscire, non può avere una relazione con una donna, non può curarsi, non può.  Il motivo di tutti questi vincoli è la mancanza di denaro, che crea una catena di privazioni e, soprattutto, porta il protagonista ad essere ossessionato da questi pensieri, fino alla depressione a all’autodistruzione.

Forse è la sola vera religione – la sola religione veramente sentita – che ci sia rimasta. Il denaro è ormai ciò che Dio era un tempo.

Non solo: oltre agli impedimenti materiali, si aggiungono i pregiudizi. Ciò che conta davvero nella società dell’epoca (…e in quella odierna?) è “ciò che pensano gli altri”: avere un buon posto di lavoro, un buon matrimonio, una casa e un’auto, un’aspetto rispettabile. In poche parole bisogna approdare nella borghesia a tutti i costi.

In tutto ciò, fa la sua comparsa la pianta di aspidistra, fiore nazionale inglese, che diventa il simbolo dell’odio che Gordon prova verso la società inglese della sua epoca. Odia il conformismo: tutti possiedono una pianta di aspidistra, anche Gordon la possiede. Solo che lui vuole ucciderla.

Questo meccanismo senza via di scampo porta Gordon all’isolamento totale: si trasferisce in un monolocale devastato e trascurato, esattamente come lui. Allontana la donna di cui si è innamorato perché non sopporta che lei abbia possibilità economiche migliori delle sue. Allontana l’amico e idolo Philip, un borghese con cui si è confrontato spesso, che idolatra Marx e il suo pensiero.

Vuole fare il poeta e unisce la sua visione di artista alla deriva alla sua repulsione per il denaro e il conformismo. Ha la sua occasione d’oro, proprio grazie alla poesia: vince dei soldi ma li spreca in una sola notte ritrovandosi al punto di partenza.

Poteva resistere a quella insignificante vita d’ufficio, perché non pensava mai, nemmeno per un istante, che potesse essere permanente. In un modo o nell’altro, un giorno o l’altro, Dio solo sapeva come e quando, se ne sarebbe liberato.

Ci sarà un unico evento capace di cambiare radicalmente Gordon interiormente ed esteriormente…

 

Il libro

Come sempre Orwell si dimostra un maestro nel rappresentare una condizione universale e perpetua come se fosse un unico caso al mondo: Gordon è tutti.

Non solo, a mio avviso, rappresentante della classe operaia, ma anche di quelle più elevate sotto certi aspetti: chi è realmente soddisfatto di ciò che ha e non pensa a ciò che non può avere? Credo sia una condizione molto diffusa. Inoltre, il suo “non poter fare” a causa della mancanza di denaro è tema tuttora attuale e lo sarà sempre di più con l’eliminazione del ceto medio.

L’altro fattore che rende questo libro attuale in tutto e per tutto è il concetto di voler apparire a tutti i costi: sessant’anni fa lo si faceva sfoggiando pellicce e gemelli d’oro, oggi lo si fa postando sui social foto di posti in cui – magari – non si è neanche stati realmente. Perché? Perché ciò che pensano gli altri spesso è più importante di ciò che pensiamo noi stessi.

Tornando al libro: è un testo dal ritmo piuttosto lento, una sorta di loop di depressione e pessimismo ma contiene significati immensi. I personaggi sono pochi ma sufficienti a spiegare il tutto al meglio: Gordon (insoddisfatto, depresso), Philip (baldanzoso e inconsciamente pieno di sé), Rosemary (realista e decisa), l’aspidistra (simbolo di conformismo, morte e resurrezione), gli “altri” (una società ostile e troppo esigente).

Il lessico e lo stile dell’autore sono perfetti per fare in modo che la storia sia universale; la collocazione storica e geografica contribuiscono a creare un’atmosfera cupa, grigia e pesante – proprio come Gordon!

Il primissimo effetto della miseria è quello di uccidere il pensiero.

 

In conclusione

Consiglio questo libro a chiunque, benché abbia dei momenti di lentezza e ripetizione perché sono proprio questi a dare spessore al messaggio. Ci sono alcune frasi che vengono ripetute decine di volte all’interno del libro: inizialmente sembrano eccessive ma successivamente sottolineano maggiormente il messaggio che Gordon porta con se. (Spero di aver dato un’idea del contenuto con le citazioni che ho selezionato).

Si ma tu capisci tutto ciò solo perché lo dice Marx! Tu non sai che cosa significhi doversi arrabattare, dover trascinare la vita con due sterline a settimana. Non si tratta di dover sopportare delle durezze o fare dei sacrifici. Durezze e sacrifici sono cose pulite, che temprano. è la maledetta meschinità, lo squallore strisciante in cui devi esistere. Vivere solo per settimane di seguito, perché quando non hai quattrini non hai amici. Crederti uno scrittore e non riuscire mai a produrre qualcosa perché sei sempre troppo infelice e depresso per scrivere. E’ una specie di lurido subpianeta quello in cui vivi. Una specie di fogna spirituale.

Infine, consiglio a tutti coloro che lo leggeranno di soffermarsi a riflettere sul finale: rassegnazione? Conformismo senza vie di scampo? O cosa?

Recensione | Mr.Vertigo

Mr. Vertigo Book Cover Mr. Vertigo
ET Scrittori
Paul Auster
Romanzo, Narrativa contemporanea
Einaudi
2015
Cartaceo, Copertina Flessibile
284

Sinossi:

Walt Rawley è un ragazzino senza futuro nell'America degli anni '20. È orfano, vive nelle strade di St. Louis, ma possiede "il dono" e Master Yehudi, un personaggio misterioso, gli promette di insegnargli a volare. L'apprendistato è bizzarro e comprende l'essere seppellito sottoterra per ventiquattr'ore, ma alla fine Walt diventa davvero il "Bambino Prodigio", star di uno spettacolo ambulante di cui Master Yehudi è il regista nascosto. Il bambino volante attraversa la storia di mezzo secolo americano tra incursioni del Ku Klux Klan, storie di gangster, giocatori di baseball e vite bruciate, finendo per aprire a Chicago negli anni '30 un locale clandestino destinato a diventare famoso, il Mr Vertigo.

 

Il libro:

Mr. Vertigo è un libro piccolo nelle dimensioni ma immenso nel contenuto: come detto in precedenza nella recensione del libro Nel paese delle ultime cose, Auster si conferma un maestro del realismo sotto false spoglie.

Benché il contenuto del libro, infatti, sia nettamente surreale (Walt, il bambino, impara la tecnica della levitazione, ma con risultati a dir poco sovrumani: può realmente volare a parecchi metri da terra!), tutto ciò che circonda questo nucleo di fantasia è, a tutti gli effetti, un’esasperazione della realtà o, se non altro, una descrizione cruda e veritiera di una persona, una società, un periodo storico.

Ed ecco che entra in gioco l’abilità dell’autore nel coinvolgere attraverso i dettagli, attraverso la sintonia che si crea con i personaggi: non che ci si ritrovi ad essere assolutamente d’accordo con ciò che succede, ma sicuramente non si riesce a smettere di leggere perché si deve assolutamente scoprire il passo successivo.

Siamo a St. Louis, negli anni ’20: Walt è rimasto orfano ed è destinato ad una vita di miseria, arrabattandosi tra piccoli furti e carità. Un uomo, però, vede il lui qualcosa di magico: un dono, il saper volare. Quest’uomo è Maestro Yehudi, che porta Walt all’esasperazione durante i suoi allenamenti, lo porta ripetutamente al limite della sopportazione, della disperazione e delle capacità fisiche e mentali, fino ad ottenere il risultato sperato: Walt impara a volare.

La strana coppia inizia quindi un viaggio attraverso l’America e la sua storia: circa cinquant’anni di storia d’America visti attraverso gli occhi di un bambino che cresce nei bassifondi e diventa una star, senza mai risparmiarsi da una vita sregolata e senza limiti.

L’atmosfera e l’ambientazione sono perfette: si ha la sensazione di vivere realmente questi anni incerti della storia americana; si passa da strade occupate da gangster a night club esclusivi, da strade libere e senza meta a spalti sovraffollati.

Il ritmo di lettura è veloce: i cambiamenti di scena sono così rapidi e repentini che non si ha il tempo di soffermarsi troppo su un’unica scena. Ci sono solo alcuni “rallentamenti”, posizionati strategicamente per rimarcare un determinato aspetto o messaggio.

I personaggi sono fantastici: ognuno di essi è una metafora. Il Maestro, per esempio, è un personaggio burbero e scontroso ma dal cuore tenero, intrappolato in un circolo vizioso di auto-isolamento. Walt? Walt è vita, ed è morte allo stesso tempo; è un bambino esuberante, ed è un ragazzo autodistruttivo. E così via, ogni singolo personaggio rappresenta un caleidoscopio di emozioni.

Per tutta l’ora successiva la mia testa fu un turbinio di pensieri disperati. Passai dal dolore alla collera, dalla dichiarazione di guerra alla voglia di ridere, dal groppo in gola alla più nauseante autoironia. L’universo si era ridotto ad un cumulo di macerie, e io ero solo, ramingo nella landa desolata del tradimento.

In conclusione:

Consiglio questo libro, come consiglio di leggere Auster in generale: si può essere titubanti su alcuni passaggi, si possono approvare o meno alcune scene ma il risultato finale è che questi libri lasciano qualcosa. LEGGETELO!

Non è che credessi a quella bugia, è che avevo troppa paura di non crederci.

Un romanzo vero, crudo, pieno di vita (sia nel bene che nel male) e, allo stesso tempo, surreale e fantasioso.

Recensione Vikings

Vikings - La saga di Ragnar Lodbrok Book Cover Vikings - La saga di Ragnar Lodbrok
Fanucci
2017
Cartaceo, Copertina rigida
217

Sinossi:

Da sempre i vichinghi hanno colpito il nostro immaginario: possenti guerrieri, bellicosi conquistatori forgiati dalle gelide terre del Nord. Abili costruttori di navi in grado di solcare le acque con rara velocità, quasi invisibili agli occhi del nemico. Un popolo che ha per eroi valorosi condottieri, invincibili sul campo di battaglia. Uomini i cui nomi evocano il clangore delle armi, il grido di paesi messi a ferro e fuoco, e che rimangono indissolubilmente legati a un destino di gloria anche dopo la morte. È così che la Storia li tramanda. E dalle nebbie della leggenda, un personaggio emerge in tutta la sua potenza: è Ragnar Lodbrok, ardente di una febbre di conquista che l’ha condotto dove altri avevano solo sognato di arrivare. Non abbiamo prova irrevocabile della sua esistenza, alcuni lo identificano con il capo vichingo che saccheggiò Parigi nell’845, altri con quel Raginarius cui il re franco Carlo il Calvo donò delle terre nell’840, altre cronache ancora narrano di un re norreno di nome Ragnall che razziò l’Irlanda. Il mito s’intreccia alla verità storica nel racconto delle gesta di questo guerriero tenace, sicuro, protetto e guardato con favore dagli dèi. Questo libro racchiude le antiche saghe che hanno tramandato la sua storia, quella delle sue mogli, dei suoi figli e di un intero, straordinario popolo.

“Allora vincemmo la bella Thora:
così i guerrieri mi chiamarono
Lodbrok, quando sconfissi
l’anguilla dell’erica in battaglia […]”

Il libro:

Vikings La saga di Ragnar Lodbrok è un libro che si propone come “must” per gli appassionati di letteratura nordica e leggende. Ebbene, il contenuto è sicuramente ottimo ma, perlomeno secondo la mia opinione, per alcuni potrebbe risultare un po’ ostico.

La prima parte del libro è un’introduzione alla letteratura nordica e alle leggende di questi popoli, molto interessante ma, forse, un po’ troppo piena di nozioni per essere la prefazione di un racconto.

Il libro, poi, si presenta come una raccolta delle più famose leggende vichinghe: assolutamente interessanti e appassionanti, soprattutto per chi è già amante del genere; ciò che disorienta, però, è il passaggio dalla traduzione letterale dei versi alla prosa. Ciò avviene di continuo e, a mio avviso, disorienta il lettore che si trova a leggere due forme diverse di testo.

Per quanto riguarda l’edizione, però, Fanucci si conferma un attento editore, soprattutto nei contenuti: come detto in precedenza, la prefazione è già sufficiente a elogiare questo libro: per alcuni potrà sembrare eccessiva ma, se realmente interessati a scoprire di più sul popolo vichingo e sulle sue leggende, è sicuramente un testo valido.

Inoltre, i curatori e traduttori Ben Waggoner e Gabriele Girogi, hanno fato un ottimo lavoro, includendo spiegazioni e note molto utili, soprattutto per quanto riguarda la comprensione del testo originale norreno.

In conclusione:

Lo consiglio ad appassionati del genere, che possano apprezzare questo libro nella veste che gli è stata data, con quaranta pagine di introduzione e cinquanta pagine di bibliografia e note. Detto ciò, ho apprezzato particolarmente la parte finale, Krakumal, interamente in versi. Come avrete notato, sono dibattuta sul giudizio di questo libro, ma mi sento comunque di consigliarlo proprio per le storie di cui parla, sopravvissute a secoli di narrazioni orali di popolo in popolo.

Recensione libro Il buio oltre la siepe

Il buio oltre la siepe Book Cover Il buio oltre la siepe
Universale Economica Feltrinelli
Harper Lee
Romanzo
Feltrinelli
1960
Cartaceo, Copertina flessibile
290

Sinossi:

In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

 

Il libro:

Il boio oltre la siepe è un classico moderno (1960) conosciuto in tutto il mondo grazie ai riconoscimenti ottenuti e alla trasposizione cinematografica ma, soprattutto, grazie al contenuto.

Ciò che definisce l’importanza questo libro, infatti, è il messaggio che vuole trasmettere: racconta, attraverso la storia dei protagonisti, società e mentalità americane negli anni ’30, quando le persone di colore erano ancora fortemente discriminate perché considerate inferiori.

La vicenda si svolge in Alabama, appunto, nel 1935. I protagonisti sono Atticus, i suoi due figli – Scout (che narra la storia) e Jem – e Dill, amico di Scout. I personaggi secondari sono proprio quelli che danno origine ai passaggi del libro su cui riflettere, perché oggetto di discriminazione o violenza e per i loro rapporti con i protagonisti.

Mi ritirai, meditando sulla mia colpa. Non m’ero mai messa di volontà a imparare a leggere, ma tutte le sere, fin da quando avevo memoria, m’ero ingozzata illecitamente di giornali, nonché di qualsiasi altra cosa stesse leggendo Atticus, quando mi raggomitolavo, ogni sera, sulle sue ginocchia.

Lo stile dell’autrice è semplice, senza eccessive digressioni ma con spiegazioni e descrizioni tali da rendere possibile l’immaginazione dei luoghi e delle persone. Questo rende il libro molto scorrevole, con un ritmo di lettura medio-veloce.
Personalmente ho trovato più lenta la prima parte rispetto al resto del libro: solo dopo la prima parte si riesce ad entrare nell’ottica di ciò che viene narrato e a comprendere i messaggi che verranno trasmessi fino alla fine; è come trovarsi davanti ad una lunga introduzione.

Nonostante ciò, il libro risulta comunque scorrevole in quanto i fatti narrati e i personaggi menzionanti si susseguono velocemente, fino alla fine.

C’è però un’istituzione in questo paese di fronte alla quale tutti gli uomini sono stati creati uguali. Tale istituzione, signori, è il tribunale. I nostri tribunali hanno i loro difetti, ma, in questo paese, per i nostri tribunali, tutti gli uomini sono stati creati uguali.

Vincitore del premio Pulitzer e oggetto di numerose lodi (tra cui quella dell’ex-presidente degli Stati Uniti, Obama), questo libro è entrato a far parte dei classici nonostante la sua pubblicazione relativamente recente: i temi trattati, infatti, sono tutt’ora attuali e parzialmente irrisolti.

Si parla di società razziste e maschiliste: probabilmente sono cambiati il soggetto e l’oggetto della discriminazione ma non il risultato, soprattutto per quanto riguarda la mentalità maschilista, ancora profondamente radicata nel pensiero comune.

In conclusione:

Consiglio questo libro a chiunque, come parte di un bagaglio culturale, come testimonianza e spunto di riflessione.