La scelta

La Scelta Book Cover La Scelta
Morgane Mentil
Urban fantasy, Sci-fi
Self-published
2017
Copertina flessibile
336

Milano, giorni nostri. La città è colpita da improvvise esplosioni. In una di queste resta coinvolta Sarah Terenzi che, per miracolo, sopravvive. Da quel momento la vita della giovane cronista cambia. E non solo la sua. Le distruzioni si moltiplicano investendo l’intero Pianeta – dal Brasile alla Cina, dagli Stati Uniti all’Italia – e quel che sembrava un piano ben congegnato da una cellula terroristica assume i contorni di una devastazione su scala mondiale mai vista prima. Al fianco della ragazza, l’amico ed ex-fidanzato Michele Fontini, un giornalista ambizioso e con la propensione a cacciarsi nei guai, e il suo cameraman Andrea. Scoprire la verità non è cosa semplice ma Sarah ha un asso nella manica…

La scelta

La Scelta di Morgane Mentil potrebbe essere definito un urban-fantasy, data l’ambientazione realistica (parte infatti da

Milano) e le vicende sovrannaturali/di fantasia.

Si tratta di una storia mistica e misteriosa: i protagonisti affrontano avvenimenti e incontri inaspettati, ma soprattutto sono costretti ad affrontare sé stessi, scoprendo chi sono veramente e cosa vogliono diventare.

Un percorso di crescita personale e accettazione di sé stessi è alla base di tutta la narrazione: un percorso ad ostacoli che porta ogni protagonista ad affrontare i propri limiti e trovare soluzioni.

Non solo: alcuni si trovano davanti alla classica “seconda occasione”, il momento perfetto per riscattarsi da ciò che hanno fatto in passato.

La scelta: oltre la trama

La scelta è, oltre che il titolo, la chiave di lettura di tutto il libro: la possibilità di scegliere, di prendere decisioni, di cambiare le cose.

Ogni passo della trama è scandito, in effetti, da una scelta.

Senza dubbio è un libro pieno di vita e positività. In sostanza “tutto si affronta avendo come base amicizia, amore e famiglia”.

Era come se un’immensa dolcezza gli si fosse sciolta nel petto a ricordargli ciò che sapeva da tempo: proteggere, gli riusciva spontaneo.

Lo stile dell’autrice è molto curato e facilmente leggibile: questo permette una lettura scorrevole senza che lo stile sovrasti la trama o il messaggio.

A mio parere, infatti, la base della narrazione è il contrasto tra bene e male e come le scelte di ognuno (tra bene e male, appunto) possano ripercuotersi su ciò che c’è intorno.

La scelta è una storia d’amore, ma è anche un’avventura ai confini del mondo e del sovrannaturale; è una storia di amicizie e famiglia; è, come ho scritto all’inizio della recensione, un libro pieno di vita.

In conclusione

Consiglio questo libro agli amanti dell’urban-fantasy e non solo; è un libro che racchiude molti generi letterari e può essere apprezzato da un pubblico molto vasto e variegato!

Tra l’altro, secondo fonti decisamente attendibili (:P) l’autrice è attualmente al lavoro sul suo secondo romanzo, di genere diverso dal paranormal romance, e sta inoltre progettando la trama di un possibile seguito de La Scelta! (Anche perché il finale di questo lascia ben sperare, leggere per credere!)

Trovate tutte le informazioni sull’autrice e sul libro qui: www.morganementil.com
Passate da lei, è gentilissima <3


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Maison du Monde

Maison du monde (Mamihlapinatapai) Book Cover Maison du monde (Mamihlapinatapai)
Narrativa
Massimiliano Agarico
Fiction
Il Ciliegio
2018
137

Due storie ambientate tra Barcellona e Tossa de Mar, racchiuse in un unico racconto con un doppio filo conduttore: i sogni e la locanda "Maison du Monde". Sogni vissuti come fuga dalla realtà, che lentamente si trasformano in incubi e poi tornano ad avvolgere il cuore come racconti incantati. Il primo Percorso è la storia di Santiago, un uomo divenuto potente e cinico a causa di un passato infelice e segnato dalla violenza. Il secondo Percorso riguarda Samir, uno scrittore di racconti horror colpito dagli eccessi del successo e da tragedie familiari che lo hanno inseguito fin dalla giovinezza. Punto in comune fra i due la locanda Maison du Monde, crocevia immaginario attraverso il quale tutti i personaggi sono costretti a passare: per fare i conti con il passato, liberarsi da insopportabili pesi sul cuore, raccontare la verità un'ultima volta, tutta d'un fiato.


Minihlapinatapai, in un antico e quasi dimenticato dialetto cileno, significa: “Guardarsi negli occhi sperando che l’altra persona si offra di fare ciò che entrambi desideriamo ardentemente ma che nessuno dei due ha il coraggio di fare.

Maison du monde è un libro che si preannuncia come un viaggio tra sogno e realtà ma che, in effetti, racconta piuttosto di incubi e lati oscuri delle città in cui è ambientato – e delle persone che le abitano.

Maison du monde: il libro

Santiago portava qualcosa di doloroso e cupo dentro di sé, un groviglio di catene e spine, ma alla resa dei conti questa sua storia dimostrerà di essere anche delicata.

Partendo dalla prima scena, si capisce subito di avere a che fare con un testo tutt’altro che roseo: si tratta infatti dello stupro di una ragazzina orfana di quattordici anni da parte di due senzatetto (ad uno dei due, tra l’altro, la ragazzina si era dedicata particolarmente, portando cibo ogni giorno).

Risulta quindi evidente l’impronta “oscura” che porta con sé la vicenda sin dall’inizio.

Tuttavia, una volta concluso si rivela una testo “completo”: triste e tragico per la maggior parte della narrazione ma comunque pieno di vita e, in un certo senso, di speranza nel trovare un senso alle cose e un giusto epilogo.

In entrambe le storie, infatti, a mio parere ciò che conta di più è la morale: alla fine viene data una spiegazione per tutto, o quasi. Ogni, positivo o negativo che sia, ha il suo epilogo corrispondente  al bene o al male che ha fatto in passato.

Maison du monde: oltre la trama

Per quanto riguarda gli aspetti “tecnici” del libro, personalmente ho apprezzato molto lo stile, benché si noti la ricerca maniacale della frase perfetta.

Ambientato nella Santiago più profonda e rozza, trasmette una sensazione di inquietudine ma, allo stesso tempo, di partecipazione a vite e momenti sconosciuti.

L’atmosfera è un’insieme di mille sensazioni: positività e negatività di mescolano continuamente.

In conclusione

Un libro “diverso”, che si presenta come un libro semplice ma non lo è, soprattutto per i temi che affronta. Lo consiglio a lettori di ogni genere perché credo sia un tipo di lettura universale, adatto a tutti.

Vi lascio il link a IlCiliegio


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Darsan

Darsan Book Cover Darsan
Marco Perini
Saggio
bookabook
2019
Copertina flessibile
358

Storie di magie ed esorcismi, insegnamenti di asceti nudi e solitari, riti antichi e inquietanti in luoghi trascurati dalle mappe, le vite incredibili di uomini incontrati per via, il racconto di come si possa rischiare la vita per far visita agli dei in templi fantastici. Un viaggio con il corpo e con l’anima nell’India più vera e profonda, madre accogliente di ogni contrario: luce e tenebra, meraviglia e orrore, vita e morte sempre vicine, indissolubilmente legate, che continuamente scivolano l’una nell’altra. Dietro, immobile, lo sfondo che regge gli opposti, la tela invisibile che sostiene il disegno, così che l’occhio, posandosi lieve, possa ammirarne la Bellezza.

 

 

Darsan è un libro che racchiude al suo interno ben tre generi letterari: è un saggio sull’india, un diario di viaggio e una testo di formazione personale.

Darsan // Recensione

Il libro si suddivide in più parti, analizzando ogni aspetto dell’India (luoghi, religione, usi e costumi, consuetudini e stranezze) e rivelandosi in questo modo un ottimo saggio per appassionati dell’Oriente, soprattutto perché descrive il Paese in modo inconsueto, non “turistico”.

Al pari è un diario di viaggio perché, a tutti gli effetti, racconta dell’esperienza diretta dell’autore, che ha attraversato il Paese in lungo e in largo imbattendosi nelle più disparate situazioni e conoscenze.

Non è il classico diario di viaggio in ordine cronologico, ma piuttosto una raccolta di testimonianze suddivise per argomento: per esempio templi, persone, luoghi e così via.

Sono in una condizione strana.
Ho incontrato l’India. Mi sento leggero e mi viene un po’ da piangere.

Darsan // Il libro

Come anticipato all’inizio della recensione, Darsan è suddiviso in più parti, che permettono di conoscere l’India in ogni suo aspetto. Soprattutto permette di conoscerne la parte più profonda e nascosta, con pregi e difetti, che ovviamente non vengono decantati sulle brochure di viaggio.

Si parla di povertà, di sporcizia e degrado: di umanità, nel bene e nel male.

Si viene a conoscenza di un’India che mantiene le tradizioni ma cerca, in qualche modo, di rimanere al passo con i tempi.

Questo viaggio attraverso il Paese viene suddiviso per argomenti e per esperienze. L’autore, infatti, già nella premessa specifica di non essersi recato in India come turista ma come individuo in cerca di qualcosa.

Ciò che stava cercando era in realtà sé stesso… Ed ecco che si arriva alla parte del libro che si può definire di “formazione” o di “crescita personale”. Si tratta del capitolo che precede l’epilogo: un capitolo scritto in chiave filosofica, che sviscera le riflessioni dell’autore sullo scopo e sull’esito del suo viaggio.

Proprio in questo capitolo conclusivo è contenuto il messaggio: la ricerca e l’importanza dell’individualità, l’essere in pace con sé stessi e con tutto il resto.

Darsan // Tecnicamente parlando…

Analizzando il testo dal punto di vista tecnico, si ha un buon saggio: ben strutturato, bilanciato tra oggettività ed emotività dell’autore.

Lo stile dell’autore è piuttosto semplice, alterna descrizioni di esperienze vissute e riflessioni personali (che sono il filo conduttore di tutto il testo, fino all’epilogo descritto poco fa).

Il ritmo è medio-lento ma il libro si legge comunque piacevolmente e piuttosto velocemente.

L’ambientazione è ovviamente l’India per l’intero testo; ciò che cambia e che dà risalto ad alcune parti del libro è l’atmosfera: grazie alle minuziose descrizioni delle scene riportate, è possibile immaginare e percepire gli aspetti meno conosciuti del Paese (il calore, gli odori, lo sporco di alcuni luoghi e la maestosità di altri luoghi).

In conclusione

Un buon libro adatto a: appassionati di viaggio e letture di questo genere, amanti dell’oriente, lettori che amano sperimentare e scoprire letture “diverse”.


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Grazie @bookabook!

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Tutto questo non cambia niente

Tutto questo non cambia niente
Francesco Scatigna
Narrativa
bookabook
2019
Copertina flessibile

Il razionale e cinico Roger Bell si ritrova a Versailles a inseguire la sfuggente Valentine Beyle. A nulla valgono le parole di Paul, che cerca continuamente di mettere in guardia l’amico dalla frivolezza di quella donna. Roger è testardo, vuole andare fino in fondo alle cose, convinto che l’apparenza celi sempre altro.
È proprio a Versailles, nel giardino di Palazzo Mancini, di fronte la statua dello stravagante Pan, che un mellifluo personaggio fa per la prima volta la sua apparizione: il conte Nikolai Vsevolodovich Rask’olnikov, accompagnato da un inquietante assistente, Malfidato. Il conte sogghigna, ridacchia, sembra conoscere i pensieri di Roger, i suoi desideri… Vuole solo che lui accetti il suo dono, e per farlo userà tutta la persuasione di cui è capace.

Tutto questo non cambia niente è un romanzo molto carino, che racconta una storia particolare, ricorda vagamente Dracula e il Patto di San Venganza.

Questa è una storia rumorosa, nonostante essa non ami il rumore; è una storia in cui innocenti saranno perseguitati dalla fortuna, nonostante nessuno di essi sia davvero privo di colpe; è la storia di un viaggio non corrisposto che, tuttavia, corrisponde. 

Il libro

Roger è un ragazzo cinico e abitudinario, non ha alcun tipo di fede, né religione, né superstizione o credenza di alcun tipo.

Ha un amico fidato con cui passa la maggior parte del suo tempo, a cui si rivolge per consigli e confessioni. Ha anche una smisurata infatuazione per una ragazza misteriosa e sfuggente, erede dell’alta borghesia francese, nota per il suo ruolo di spicco tra salotti e ricevimenti.

Questa ragazza sembra portare con sé un alone di mistero e fascino inspiegabile, che attira Roger senza pietà, spingendolo a seguirla in giro per il mondo nonostante gli avvertimenti dell’amico Paul.

Con queste premesse, il personaggio cinico e razionale si trova a fare un incontro inaspettato: il conte Nikolai Vsevolodovich Rask’olnikov, che promette gli promette di esaudire i suoi desideri… sembra una cosa semplice, no?

Oltre la trama

Come anticipato nell’introduzione Tutto questo non cambia niente è un romanzo piacevole, dall’atmosfera e ambientazione molto suggestive.

Ambientato tra Versailles e Parigi, sfondo perfetto per una storia d’amore (difficile e prevalentemente non corrisposto) dall’animo dark.

A metà tra il reale e il surreale, narra la storia di un protagonista che viene stravolto e un antagonista ambiguo.

Lo stile dell’autore è scorrevole, bilanciato. Dal lessico semplice, alterna descrizioni, dialoghi e pensieri del protagonista – che spesso anticipano e determinano la scena successiva.

Il ritmo è medio e costante ma il libro si legge comunque velocemente poiché è abbastanza breve.

In conclusione

Si tratta di un libro piacevole, che trova i suoi punti di forza nell’ambientazione e nei personaggi.

Lo consiglio a lettori di ogni genere, è un libro che si legge velocemente e senza difficoltà ma racconta una bella storia!

L’autore

Francesco Scatigna
FRANCESCO SCATIGNA, nato nel 1988, ha vissuto in diversi Paesi europei prima di stabilirsi a Bruxelles, dove vive tuttora con moglie e figlia. È con- sulente in Affari Europei e Capo Ricerca in un’agenzia di consulenza e Tutto questo non cambia niente è il suo primo romanzo.
Francesco Scatigna on sabfacebook

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Eden, il paradiso può uccidere

Eden, il paradiso può uccidere
Luca Leone
Fantascienza
Infinito Edizioni
2016
Cartaceo, copertina flessibile
288

Una spedizione scientifica sui generis, un incidente, l'ingresso in un mondo incredibile che dietro l'apparenza nasconde un segreto insvelabile. Un segreto di guerra e di dominio che fonde passato remoto e presente in un connubio possibile e fatale. "Pensa a quei conflitti, a quelle dittature o a quei nuovi governi che, pretendendo libertà e autodeterminazione, respingono la protezione dei nostri finanziatori e dei loro alleati. Che cosa ci hanno dimostrato e ci dimostrano, al di là di tutto? Che il binomio uomo-tecnologia non riesce, almeno non ancora, a venire a capo dell'incredibile capacità di resistenza, di adattamento, di trasformazione e di metamorfosi dell'essere umano. L'uomo è più forte di se stesso, insomma. E allora, laddove neppure la tecnologia può giungere, non rimane che risvegliare gli incubi del passato, i mostri ancestrali, gli istinti pre-umani, ciò che l'uomo non conosce e a cui, almeno sulla carta, non può né sa resistere. I finanziatori vogliono questo, e noi siamo quasi riusciti a darglielo".

Eden, il paradiso può uccidere è un libro molto particolare, che unisce passato e presente, realtà e fantascienza.

Il libro

Eden, il paradiso può uccidere racconta di una spedizione scientifica che si trasforma in un viaggio tra passato e futuro. Attraverso questo racconto, però, ripercorre la storia e l’essenza dell’essere umano: spirito di sopravvivenza, istinto al conflitto, istinto al superarsi continuamente.

Questo è essenzialmente ciò che porta l’essere umano a fare nuove scoperte, a cimentarsi con tecnologie sempre più avanzate e, talvolta, ad essere superato da esse. Ma cosa succederebbe se, invece, tutto ciò dovesse venire a mancare?

Sotto molti aspetti, questo libro ripercorre la storia dell’uomo, che si ripete in un circolo vizioso, senza trarne insegnamenti.

Oltre la trama

Il punto di forza di Eden, il paradiso può uccidere è sicuramente lo stile: è evidente come ogni parola sia stata accuratamente selezionata per rendere l’effetto desiderato.

Il ritmo di lettura è medio (il giusto bilanciamento tra l’andamento della trama e le descrizioni che rallentano leggermente la lettura ma sono necessarie alla resa dell’ambientazione e dell’atmosfera).

Atmosfera e ambientazione, infatti, si sviluppano e cambiano parallelamente: sicuramente la scelta della spedizione scientifica come base di tutta la struttura del libro è perfetta per creare il giusto “ambiente” per la storia e per il lettore.

In conclusione

Eden, il paradiso può uccidere è un bel libro. Ben scritto e ben strutturato. Sicuramente adatto a tutti gli amanti del genere fantascientifico moderno e futuristico. Consigliato!

 

L’autore

@lucaleone

Giornalista e scrittore, ha collaborato con Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Medici Senza Frontiere, Misna, Popoli e Missione. È cofondatore e direttore editoriale della casa editrice Infinito edizioni. Tra i suoi libri: Infanzia negata (Prospettiva edizioni, 2003);
Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo con Stefania Divertito (Il Segno dei Gabrielli, 2004); Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (Sinnos editore, 2004); Srebrenica. I giorni della vergogna (Infinito edizioni, 2005);
Il prode Ildebrando e la bella Beotonta (Infinito edizioni, 2005);
Sotto il Mattone. L’avventura di cercare casa (Infinito edizioni, 2007);
Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo (Infinito edizioni, 2008).


Per l’acquisto: amazon

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La persona giusta

La persona giusta Book Cover La persona giusta
ARYA
Sandra Petrignani
Fiction
Giunti
2019
Copertina flessibile
176

Hanno due nomi esotici, India e Michel. Lei 16, lui 18 anni. Scoppia l'amore, insperato, atteso. Sono diversi come l'acqua dal fuoco. Hanno famiglie lontanissime l'una dall'altra. Lui è nato ad Algeri, ha la pelle "abbronzata", come la definisce India, ed è stato adottato da una coppia molto borghese. Lei è figlia di due che andavano insieme in Oriente e che ora hanno divorziato. Michel ha un fratello, India una sorella. E amici che contano molto nella loro vita, e una nonna decisiva. La quotidianità scorre fra esami di licenza liceale e passione, fra scontri e riconciliazioni e tante canzoni, in una Roma estiva, in un viaggio alla ricerca del padre biologico, e corse al mare. Poi accade l'imprevedibile. Un romanzo d'amore ricco di colori e musica, in cui sarà facile e bello ritrovarsi senza aver paura dei propri sentimenti.

La persona giusta fa parte della collana ARYA edita da Giunti Editore, che raccoglie romanzi scritti dalla generazione Z e rivolti alla generazione Z.

Il libro

La persona giusta racconta la storia di due ragazzi di 16 e 18 anni, India e Michel, che si incontrano e si innamorano, contro ogni aspettativa.

India e Michel sono infatti molto diversi tra loro e le loro famiglie lo sono ancora di più: India è italiana, figlia di due appassionati d’Oriente che però hanno divorziato; Michel è nato ad Algeri ed è stato adottato da una famiglia borghese italiana.

La trama, di per sé, è abbastanza prevedibile: l’incontro tra i due ragazzi, la fase dell’innamoramento, la ricerca del padre biologico di Michel e poi una serie di problemi che complicano la storia.

Ciò che rende piacevole il libro è lo stile dell’autrice, unito alla quantità di suoni, colori ed emozioni che riesce a trasmettere.

Oltre la trama

Come ho anticipato, l’originalità del libro sta nell’insieme di tutto ciò che racchiude.

Il titolo, racchiude il significato di tutto il romanzo: la persona giusta si può trovare, esiste, nonostante le diversità e i problemi.

L’autrice trasmette questo messaggio attraverso la storia di Michel e India, con le loro incomprensioni, le loro differenze e così via: lo fa mescolando i fatti che compongono la trama alle poesie di India, alle canzoni che accompagnano i due ragazzi, ai colori dell’estate romana, ai profumi e alle emozioni.

Questo è ciò che crea l’atmosfera. Questo è ciò che rende il libro piacevole ed è anche ciò che veicola il messaggio più importante: trovare la persona giusta è una cosa fantastica.

Il ritmo di lettura è medio, lo stile è fresco e giovanile: il risultato è un libro piacevole nella sua semplicità.

In conclusione

Lo consiglio a lettori in età adolescenziale e a chi avesse voglia di fare un salto nei 18 anni, agli appassionati di romanzi rosa e del genere fiction/young adult.

In più

Giunti Editore, nel pubblicare questo libro, ha posto una domanda ai suoi lettori: “Capisci che è la persona giusta se ha letto e amato…?”

Io ho replicato la stessa domanda sul mio profilo Instagram  e il risultato è stato questo:

  • il 90% dei votanti ha detto “l’importante è che legga” e qualcuno ha aggiunto “perché sicuramente significa che è una persona sensibile / colta / premurosa”
  • alcuni hanno risposto “la mia persona non legge affatto, ma è giusta lo stesso”
  • altri sono andati sullo specifico citando principalmente classici e pilastri della letteratura: Dante, Jane Austen, Pirandello, ecc.

Cosa ne pensate? Potete rispondere anche nei commenti qui sotto!

 

Ringrazio Giunti Editore per avermi dato la possibilità di leggerlo.

Link per l’acquisto: qui.


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Alle tre del mattino, ora italiana

Alle tre del mattino, ora italiana Book Cover Alle tre del mattino, ora italiana
Diego Finelli
Distopico
bookabook
2019
Copertina flessibile
144

Una mattina il mondo si sveglia senza parole. Nessuno è più in grado di articolare qualcosa di sensato, eppure tutto sembra procedere come al solito, senza caos, senza disordine. Il protagonista, un impiegato di banca che non riesce a smettere di stupirsi per le piccole cose, non si dà pace: vuole capire perché è avvenuto questo blocco della parola, che cosa lo ha scatenato. In una sorta di pellegrinaggio per le vie di Torino, andiamo insieme a lui alla ricerca di qualcuno che si sia accorto del momento esatto in cui la parola è sparita, per trovare una verità forse irraggiungibile e riscoprire i gesti minimi e le piccole cose che ci circondano ma di cui, circondati dal rumore, non ci accorgiamo.

Alle tre del mattino, ora italiana è un distopico, che “riassume la sua distopia” nel giro di pochi giorni.

Il libro

Il narratore è un uomo qualsiasi, che vive a Torino con la moglie, i figli, cani e gatti. Lavora in banca, ha una vita ordinaria ma riesce a stupirsi per le piccole cose, quotidianamente.

Una mattina come tante, il mondo intero si sveglia senza parole. Ogni essere umano è semplicemente in grado di emettere versi, ma non di formulare frasi e nemmeno di pronunciare le parole più semplici come “si” o “no”.

Il fatto strano è che nessuno sembra essere in alcun modo disturbato da quanto è successo: la vita di ognuno continua come sempre, soltanto senza parole.

Il protagonista sembra essere l’unico a non arrendersi all’assurdità del fatto e inizia la sua personale indagine sulla causa e sul meccanismo di quanto è successo.

A quanto pare, l’inizio di tutto è stato proprio alle tre del mattino, ora italiana.

Il protagonista inizialmente riscontra problemi anche nella lettura, non solo nella comunicazione, ma poco dopo questa capacità sembra ristabilirsi e ha così la possibilità di comunicare e “intervistare” colleghi, amici e conoscenti su tutto ciò che ricordano dalla sera precedente, scrivendo su carta, lavagna o qualsiasi altro supporto utile.

Riuscirà a scoprire la causa scatenante della perdita della parola generale?

Oltre la trama

Alle tre del mattino, ora italiana è un flusso di pensieri che scorre senza freno dall’inizio alla fine.

Sembra realmente di essere nella testa del protagonista e sentire tutti i suoi pensieri, le sue supposizioni, anche le cose più assurde!

L’unico limite allo scorrere di questo flusso è l’alternarsi dei capitoli a “cose che stupiscono l’autore”: un elenco di piccole cose di cui continua ad essere sorpreso nonostante il passare del tempo (grazie a questo ho scoperto che “solo più” è un modo di dire piemontese, a me sembrava una cosa normale XD).

La chiave di lettura di tutto il romanzo è infatti la ricerca delle piccole cose: il protagonista non si arrende alla realtà piatta (in qualsiasi forma – ordinaria o assurda – si possa presentare) e cerca nelle piccole cose una via di fuga e, in un certo senso, una soluzione.

Alle tre del mattino, ora italiana è un libro piuttosto breve, ma sicuramente originale nell’idea e nello stile. Ha un ritmo di lettura veloce, rallentato leggermente solo dalla presenza dell’elenco di cose sorprendenti. Il lessico è semplice e colloquiale, mai troppo ricercato.

In conclusione

Lo consiglio a chi volesse avvicinarsi al genere distopico, iniziando da qualcosa di leggero e, ovviamente, ai torinesi che sicuramente si sentiranno a casa tra le vie e i luoghi citati nel testo!

Ringrazio bookabook per avermi dato la possibilità di leggerlo.
Link per l’acquisto: qui.


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La notte del b(r)uco

La notte del b(r)uco Book Cover La notte del b(r)uco
Menzella, Cirigliano
Fiction, Giallo
Eretica edizioni
2018
ebook
128

In una notte senza fine, scossa dal vento e avvolta dai vapori acidi delle strade, un gruppo di amici si mette alla ricerca di qualcuno. Intrappolati nel cemento di una città consumata dal vizio e dalla droga, che sfuma tra le note cupe di un arpeggio e i lamenti della notte, scendono nell'abisso, come Orfeo alla ricerca di Euridice. La città di notte, con le sue stradine che si intersecano nel buio, è la stessa della loro interiorità, smarrita nel groviglio delle possibilità incerte. L'assassinio misterioso di un amico, a cui ne seguono altri, il ritrovamento di lettere che annunciano l'arrivo della morte, li spingono a cercare una meta, a fuggire dalla morte, ma allo stesso tempo a trovarla e guardarla negli occhi, nei due buchi neri sulla maschera del malinconico Pierrot, o dietro le lenti scure dell'uomo che si fa chiamare il Bruco. Trafitti da un'apatia bianca che ha il sapore di una noia amara, di un eterno e irrisolto conflitto con la vita, cercano se stessi nel vuoto, progettando un futuro che gli sfugge.

Fuori il mondo dorme, il brusio della notte culla il moto ondoso dei sospiri. Anche gli incubi si fanno sentire, quelli che accompagnano i respiri affannosi o i passi furtivi che risuonano tra le vie deserte. Il buio mormora parole sconosciute che fanno rumore, insieme agli stivali chiodati sulle foglie secche, sui ramoscelli che si spezzano al passaggio delle ombre.

La notte del b(r)uco è un giallo dall’animo malinconico.

Il libro

La storia ha inizio con un’aggressione: un ragazzo nota la scena ma ha paura e non interviene; si rivolge alla polizia ma senza ottenere aiuto o consigli. Decide allora di contattare un programma radiofonico per raccontare ciò che ha visto ad un pubblico più ampio.

La conduttrice crede alla sua storia ma non può fare nulla per aiutarlo, anzi viene rimproverata per averlo ascoltato.

Inizia in questo modo una caccia al colpevole “alternativa” e decisamente non consueta.

– Questa notte nessuno mi fermerà, la morte vi verrà a cercare, ve lo volevo solo far sapere. Il Bruco non si è dimenticato di voi, ricordatevelo.

L’intera narrazione è accompagnata da un sottofondo musicale: una playlist strepitosa che include gruppi che hanno fatto la storia del rock.

Bury me softly in this womb
I give this part of me for you
Sand rains down and here I sit
Holding rare flowers
In a tomb, in bloom…

Down in a hole – Alice in chains

Questo è fondamentale per la resa dall’atmosfera: cupa, malinconica. Ed è così che il protagonista assume la sua veste di “pierrot” come descritto nella sinossi.

Un pierrot che non smetterà di stupire fino alla fine, quando verranno rivelate le cause dei suoi gesti, una sorta di giustificazione magari non condivisibile ma in qualche modo comprensibile.

Oltre la trama

Un thriller dal ritmo medio ma dalle tante sorprese: a cominciare dal Bruco stesso, il pierrot che vaga per le vie della città sembrando pazzo all’inizio e diventando un vendicatore alla fine.

La notte del b(r)uco non è semplicemente un thriller, è un romanzo che narra di droga, di spacciatori, di giovani e cattive compagnie, di morte.

Il risultato è quindi un romanzo che unisce thriller e formazione. Scritto in modo fluido, unisce descrizioni, dialoghi e stralci di canzoni in un flusso costante, dall’inizio alla fine.

In conclusione

Lo consiglio a tutti gli appassionati di giallo/thriller.

Non ho voluto descriverlo in modo troppo dettagliato per evitare di rovinare la lettura, perché ogni dettaglio aggiuntivo avrebbe rovinato la “sorpresa” della trama. Ad ogni modo è un gran bel thriller, con una colonna sonora pazzesca!

Ringrazio gli autori, nonché fondatori di Eretica Edizioni, per avermi dato la possibilità di leggerlo. Vi lascio il link per l’acquisto qui.


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Nomen Omen

Nomen omen Book Cover Nomen omen
Claudia Marras
Romanzo, Fiction
Edizioni Effetto
2018
Copertina flessibile
244

Nomen Omen è una locuzione latina che significa “il nome è un presagio”.

Il libro Nomen Omen di Claudia Marras, infatti, è interamente strutturato intorno a presagi di vario genere (palindromi, date, e così via), che si mescolano ad antiche leggende e credenze popolari.

Il libro

Una notte di un giorno qualsiasi, il vento soffiava talmente forte che mi impediva di dormire, così, non riuscendo a prendere sonno, iniziai ad ascoltarlo. Mi narrò una storia, ma prima di acquietarsi mi disse che non potevo tenerla per me; e poiché da allora sono passati diversi anni, è giunto il momento di raccontarla.

Nomen Omen inizia con una data, l’11 11 1991. La nascita di una bambina di nome ANNA. Il nome e la data di nascita sono due palindromi.

Anna nasce in un giorno di vento, o meglio, in un giorno in cui due venti opposti soffiano contemporaneamente: Anna ha dentro di se queste due forze opposte, il bene e il male, la magia bianca e quella nera.

Anna nasce proprio grazie alla magia di tia Ada, sciamana del paese a cui si rivolge sua madre, disperata per la sua infertilità. Tia Ada le offre la possibilità di avere tre bellissime bambine, ma la più giovane dovrà prendere il suo posto come sciamana.

La donna accetta e per alcuni anni vive la sua vita con le due bambine, ma il giorno della terza nascita arriva e l’inquietudine si impadronisce di lei.

Dal momento della sua nascita, Anna è segnata da questa duplice forza, questa lotta interiore che ancora non sa come gestire. Cresce come una bambina estremamente intelligente e dotata, sensibile ed emotiva. Ad aiutarla nella sua crescita ci sono la nonna e la sciamana buona del paese, che le insegneranno a gestire il proprio potere e a fare le sue scelte.

L’urgenza, l’urgenza… Stiamo sempre a correre dalla mattina alla sera e i pensieri corrono ancora più veloci, non gli dedichiamo mai il tempo di cui hanno bisogno, e allora diventano torrenti, fiumi, mari in tempesta nelle nostre menti. I pensieri vanno curati come le parole, occorre prendersi un po’ di tempo per loro. 

Oltre la trama

Grazie alla storia di Anna, della sua famiglia e delle due sciamane, il lettore ha modo di conoscere alcune leggende e credenze tipiche della Sardegna, nonché di entrare nel mondo fantastico della magia “reale”.

Ci sono persone che altro non sono che unità che si ripetono, a mano a mano che la loro vita su questa terra s’incarna in una nuova aumentano la loro potenza. Tu dentro hai la forza di chi ti ha preceduto, la cui energia ha viaggiato fino a te. 

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole. Utilizza alcuni modi di dire o brevi frasi in dialetto sardo ma sono assolutamente comprensibili e aiutano a ricreare l’atmosfera tipica del paese rurale. L’ambientazione è, appunto, quella di un piccolo paesino che non viene descritto dettagliatamente. Piuttosto vengono descritti gli ambienti interni in cui si svolgono le vicende (la casa della nonna o della sciamana, la scuola, ecc..).

In conclusione

Ho apprezzato molto Nomen Omen, perciò lo consiglio sicuramente agli appassionati di storie mistiche e non solo: è ottimo sia per la storia di per sé e sia per gli aspetti “magici” che implica (simboli, erbe e così via). Inoltre è sempre bello scoprire leggende e tradizioni delle singole regioni.

Ringrazio Edizioni Effetto per avermi dato la possibilità di leggerlo.

L’autrice

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Claudia Marras ha vissuto fino a diciannove anni in un paese della provincia di Sassari: Bessude. La sua passione per la scrittura nasce dalla magia delle sue vie, dalle Domus de Janas, dagli imponenti nuraghi, dalla cultura e dalle tradizioni di una terra ventosa. Oggi vive con il marito e i suoi due figli a Quartu Sant’Elena, vicino ai colori e al profumo del mare. Lavora a Castiadas dove, con altri soci, gestisce la casa per ferie Villaggio Carovana, un luogo dove le barriere mentali e architettoniche crollano per lasciare spazio all’incontro e alla conoscenza. Nomen Omen è il suo romanzo d’esordio.

Vi lascio il link per l’acquisto: qui.


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Nuove Uscite – GOLEM EDIZIONI

Udite, udite lettori accaniti… da oggi in libreria ben 4 nuove uscite firmate Golem Edizioni!

1° libro: Indizi e silenzi

di Alessandro Cerutti
Genere: noir
Pagg. 240
Prezzo: € 13,90
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Il commissario Rita Salati riprende il servizio dopo che le hanno asportato un tumore al seno e deve immediatamente confrontarsi con un caso problematico e pericoloso: una serie di suicidi sospetti in cui le vittime sono tutti pregiudicati.
Grazie alla sua perseveranza e al suo acume, non tarderà a scoprire che le radici di questi avvenimenti trovano le loro radici in una sanguinosa rapina avvenuta quasi vent’anni prima.
Le indagini prendono una strana piega e presto il commissario si accorgerà che rovistare nel passato può mettere a serio rischio la sua stessa vita e che diventa quasi impossibile capire di chi potersi fidare: occorre seguire i pochi indizi e decifrare i tanti silenzi.

L’autore: Alessandro Cerutti è nato a Torino ed è laureato in Teologia. Dal 2011 insegna presso alcuni istituti superiori di Torino, tra cui il carcere “Lorusso Cotugno” e lo “Juventus college”. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’incantesimo e la spada (Riccadonna Editori) e da questo romanzo è stato tratto lo spettacolo teatrale “Fra magia e arte”. A maggio 2017 ha pubblicato, insieme ai suoi alunni del liceo, una raccolta di racconti sul tema della disabilità Volare liberi (Riccadonna Editori). Nel dicembre 2017 è uscito il suo secondo romanzo L’ordine del Mandylion (Riccadonna Editori). Ha scritto e scrive numerosi racconti
presenti in antologie.
Indizi e silenzi rappresenta il suo esordio nel mondo del noir..

2° libro: Gli occhi invisibili del destino

di Silvia Casini
Genere: thriller paranormale
Pagg. 360
Prezzo: € 16,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Eilis Rush, una giovane studentessa diciassettenne, dopo un incidente automobilistico, dove i suogenitori perdono la vita, dall’America viene a vivere a Roma. Va a stare da sua zia Clara che gestisce il negozio esoterico “Filincanto”. Eilis ha un’amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato. I suoi occhi sono molto particolari: sono verdi, striati di grigio, giallo e blu notte, ma soprattutto nascondono un segreto.
Inizia così un thriller paranormale che vi avvolgerà dalla prima all’ultima pagina, tra omicidi misteriosi e misteriose presenze, e che troverà la conclusione a bordo del re dei treni: l’Orient Express.

L’autrice: Silvia Casini si è laureata in Lingue e Letterature Straniere, per poi lavorare, in veste di project manager, presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini. Si è in seguito specializzata in marketing strategico e ha iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv. Attualmente, si occupa di critica cinematografica e letteraria per diversi siti e testate giornalistiche ed è product placement manager per Echo Group srl.
È caporedattore di UpsideDownMagazine.it. Tiene un blog, I dermatoglifi di Bottondoro, ed è autrice dei seguenti libri: Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe (Nadia Camandona Editore), Tutto in una notte (Libro/mania, un marchio De Agostini/Newton Compton), Di magia e di vento (Antonio Tombolini Editore) e gusto speziato dell’amore (Leggereditore).

 

3° libro: Mario Soldati – La gioia di vivere

di Pier Franco Quaglieni
Genere: saggio
Pagg. 220
Prezzo: € 16,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Il libro esce nel ventennale della morte dello scrittore e regista torinese e – curato da Pier Franco Quaglieni, che gli dedica un corposo saggio iniziale – contiene testimonianze autorevoli sull’attività poliedrica di Soldati nella letteratura, nel cinema, nel giornalismo, nella TV, nel campo enogastronomico…
Un’appendice raccoglie degli inediti di Soldati ed interviste con lui di particolare significato e interesse.
Il libro consente di ripercorrere la vita e l’opera di Soldati in modo organico e rapido contemporaneamente.

L’autore: Pier Franco Quaglieni, docente e saggista di storia risorgimentale e contemporanea, è giornalista dal 1968 a 21 anni appena compiuti.
È direttore dalla sua fondazione del Centro di studi e ricerche “Mario Pannunzio”.
Ha vinto, tra gli altri, i premi “Voltaire”, “Tocqueville”, “Popper” e “Venezia”.
Ha scritto di lui Aldo Cazzullo: “È un cavaliere solitario che da decenni tiene viva la memoria di una grande tradizione culturale spesso misconosciuta”.
Autore di numerosi saggi, con Golem Edizioni ha già pubblicato Figure dell’Italia civile (2017) e Grand’Italia (2018).

 

4° libro: La logica dei bambini

di Patrizia Valpiani
Genere: racconti
Pagg. 120
Prezzo: € 12,50
In libreria dal 30 maggio 2019

Sinossi: Bambini! Bambini conosciuti, bambini inventati ma sempre bambini che si confrontano con un mondo da scoprire e da conoscere attraverso la “loro” logica.
Una raccolta di racconti per tutte le età da leggere, scoprire, assaporare.
Il collante è l’osservazione della vita attraverso gli occhi dei bambini, i bambini di ieri e i bambini di oggi. A loro tanti misteri del mondo sono ancora preclusi, il libro dei sogni è aperto. Durante l’infanzia si forma l’individuo e il suo destino. Gli adulti ne sono modello e punto di riferimento. Anche noi siamo stati bambini e possiamo qui ritrovare il piacere della tenerezza attraverso la riappropriazione delle stesse emozioni infantili.

L’autrice: Patrizia Valpiani è nata a Pietrasanta di Versilia. Vive a Torino dove esercita la professione di medico chirurgo ortodontista, dopo essere stata medico di famiglia. È saggista, poetessa, narratrice.
Risalgono al 1994 i suoi primi riconoscimenti, è vincitrice con una poesia del premio Cesare Pavese e con un racconto del premio Bergamo. Ha pubblicato tre raccolte di racconti, cinque di poesia, un romanzo e una guida poetica di Torino. Attualmente è Presidente della Associazione Medici Scrittori Italiani. Con Golem Edizioni, sotto lo pseudonimo di Tosca Brizio (insieme a Gianfranco Brini), ha già pubblicato Chiaroscuro (2017) e L’ombra cupa degli ippocastani (2019).