Come iniziare a disegnare: prima parte

Come fare se si vuole iniziare a disegnare? Con questo articolo inizia una serie di consigli che ho pensato di pubblicare, sperando che qualcuno possa trarne beneficio. Ovviamente si tratta della mia esperienza e non vuole in nessun modo porsi come metodo universale ed efficace per tutti.

Come iniziare a disegnare

Il primo consiglio che mi viene da dare è: non avere paura. Secondo la mia esperienza personale, l’ostacolo più grande è la paura di disegnare qualcosa di brutto (nel mio caso il terrore è durato anni).

Ebbene, soprattutto all’inizio, è facile che questo accada o perlomeno che ciò cha abbiamo disegnato non ci soddisfi a pieno: è tutto assolutamente normale e, anzi, per quanto possa essere frustrante, non essere soddisfatti ci spinge a migliorare sempre e imparare cose nuove.

Inoltre, spesso si teme il giudizio altrui su ciò che si disegna ma l’arte è talmente varia e soggettiva che limitarsi per questo motivo è assurdo! Bisogna imparare la tecnica, questo sì, ma non si potrà mai piacere a tutti, perciò tanto vale impegnarsi sul disegno senza pensare troppo al resto!

Quindi mi sento di dire che per iniziare a disegnare sono sufficienti un foglio e una matita. Scontato? Banale? Forse. Ma io aspetterei a parlare di fantasia e creatività perché queste, contrariamente a quanto si crede, vanno allenate tanto quanto la pratica del disegno e la manualità.

Perciò il modo migliore per cominciare … copiare! Attenzione: non sto parlando di prendere un disegno di un’altra persona, metterlo contro il vetro e tracciarlo. Intendo copiare dalla realtà.

Prendiamo un oggetto qualsiasi, il più semplice e apparentemente insignificante al fine del disegno: una tazza, una bottiglia, un libro… Cerchiamo di fare uno schizzo, impreciso e veloce, per definirne la forma base (la forma geometrica a cui può essere ricondotto, se privato di tutti i dettagli). Poi, ricominciamo da capo e copriamo quello schizzo con i dettagli che trasformano una forma geometrica in un oggetto riconoscibile.

Questo è tutto ciò che serve per iniziare. Spesso si fa l’errore di voler partite da rappresentazioni complicare, tipo il corpo umano: in questo modo ci si rende conto di non essere in grado di farlo e si getta la spugna pensando che sia impossibile.

Questo metodo serve per imparare a “schematizzare” ogni figura che si intende rappresentare: dopo averlo provato con le figure più semplici, lo si può fare con qualsiasi altra cosa – anche il corpo umano!

Il primo consiglio di questa nuova rubrica si può, quindi, riassumere in: non avere paura e sperimentare partendo dalle cose più semplici

 


Blog

Su instagram

Artisti Fantasy

Torna l’appuntamento con l’arte e questa settimana si parla di artisti fantasy


Artisti fantasy: Alan Lee e Il Signore degli Anelli

Alan Lee  è un illustratore  inglese, noto soprattutto per essere stato il primo ad illustrare Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien. Nel 2004 ha vinto il Premio Oscar per la migliore scenografia con il film Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re di Peter Jackson.

Dopo il diploma, ha lavorato come illustratore freelance per diversi anni, affermandosi come illustratore di fama mondiale grazie alle sue copertine per libri best-seller, soprattutto di genere fantasy.

Opere celebri:

  • Fate (1979) con Brian Froud e David Larkin
  • Castles (1984) con David Day
  • The Moon’s Revenge (1987) di Joan Aiken (illustrazioni)
  • Merlin Dreams (1988) di Peter Dickinson (illustrazioni)
  • The Lord of the Rings (1991) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)
  • Black Ships Before Troy (1993) di Rosemary Sutcliff (illustrazioni)
  • Tolkien’s Ring (1994) di David Day (illustrazioni)
  • The Wanderings of Odysseus (1996) di Rosemary Sutcliff (illustrazioni)
  • The Hobbit (1997) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)
  • The Lord of the Rings Sketchbook (2005) di Alan Lee
  • The Children of Hurin (2007) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)

Wendy Froud

Wendy Froud è una scultrice americana, conosciuta per la realizzazione di pupazzi, statue, miniature e figure per il cinema, tra cui il famosissimo Yoda di Star Wars.

Nata da genitori artisti, si è sposata con un illustratore ed è diventata famosa in tutto il mondo per le sue opere. Ha realizzato un’opera composta da tre volumi per bambini.


Paolo Barbieri

Nato a Mantova nel 1971, Paolo Barbieri è diventato famoso grazie alle copertine realizzate per le saghe di Licia Troisi, a partire dal 2004 con Nihal della terra del vento, primo volume delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi.

Successivamente ha realizzato copertine e illustrazioni per decine di autori tra cui Ken Follet e Wilbur Smith.

Tra le sue opere:

  • Le creature del Mondo Emerso, libro illustrato in collaborazione con Licia Troisi, Mondadori, 4 novembre 2008.
  • Le guerre del Mondo Emerso – Guerrieri e creature, libro illustrato in collaborazione con Licia Troisi, Mondadori, 26 ottobre 2010
  • Favole degli Dei, libro illustrato, Mondadori, 18 ottobre 2011
  • L’inferno di Dante, libro illustrato, Mondadori, 23 ottobre 2012
  • Apocalisse, libro illustrato, introduzione di Luca Enoch, Mondadori, 22 ottobre 2013
  • Fiabe immortali, libro illustrato, introduzione di Herbie Brennan, Mondadori, 21 ottobre 2014
  • Tarot, i tarocchi di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 15 settembre 2015
  • Sogni, raccolta di illustrazioni, Lo Scarabeo, 26 maggio 2016
  • Zodiac, libro illustrato, testi di Gero Giglio, Lo Scarabeo, 16 novembre 2016
  • Zodiac Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, testi di Barbara Moore, Lo
  • Scarabeo, 10 marzo 2017
  • Draghi e altri animali, libro illustrato, Mondadori, 24 ottobre 2017
  • Fantasy Cats, libro illustrato, testi di Emanuele Vietina, Lo Scarabeo, 7 dicembre 2017
  • Chinese Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 11 ottobre 2018
  • Unicorns, libro illustrato, Lo Scarabeo, 8 novembre 2018
  • StarDragons, libro illustrato, Lo Scarabeo, 7 novembre 2019
  • Fantasy Cats Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 8 novembre 2019

 

Perfide

Perfide Book Cover Perfide
Roberta Balestrucci Fancellu, Loputyn
Biography & Autobiography, Illustrato
Hoop
2019
Copertina flessibile
128

Servono più cattive di qualità! Nella letteratura per ragazzi ci sono otto volte più cattivi maschi che femmine. E le femmine sono quasi sempre solo streghe. La storia insegna, però, che ci sono sempre state donne davvero perfide. Questa è una raccolta di ritratti e storie di donne realmente vissute che hanno agito male, facendo della perfidia la loro arma prediletta, adoperata per avere o mantenere il potere, per vendicarsi, per resistere a coercizioni, per ottenere giustizia o per rispondere a una passione irrefrenabile. Erodiade e Salomé, Tomoe Gozen, Alice Kyteler, Lucrezia Borgia, Anna Bolena, La Monaca di Monza, Maria la Sanguinaria, Erzsébet Bathory, Le piratesse dei Caraibi, La strega di Blair, Jill la Squartatrice, Mary Ann Cotton, Madame Popova, Bonnie Parker, Elisabeth Nietzsche, Ilse Koch, Christine Keeler, Elena Ceau?escu, Elsa Maxwell, Mamma Ebe sono le 20 perfide raccontate in questo libro.

Perfide è un libro illustrato che racconta tramite parole e immagini, la vita di alcune delle più celebri donne spietate e sanguinarie.

Perfide

Se la famosa Bloody Mary è passata alla storia per la sua sanguinosa storia familiare ed è conosciuta da tutti, ci sono altre donne passate alla storia, come lei, per fatti ben più inquietanti… ma forse sono meno conosciute!

In questo libricino scopriamo una moltitudine di donne che hanno compiuto gesta incredibili: amore, giustizia, vendetta, pazzia, sono solo alcune delle cause scatenanti delle loro azioni.

La prima donna samurai che lotta per la sua terra e il suo popolo, una donna che fa giustizia per altre donne che hanno subito abusi da parte di mariti e padri, una “strega” che cura un intero villaggio. Ma anche una Dracula che beve il sangue dei suoi servi, una levatrice omicida e una ladra senza scrupoli.

Queste sono solo alcune delle donne descritte nel libro. Ad ognuna di esse sono dedicate poche pagine di testo accompagnate da piccole illustrazioni e un’illustrazione iniziale, in cui vengono raffigurate mettendo in evidenza le loro caratteristiche principali.

Perfide è quindi un bel volumetto: illustrato molto bene e scritto in modo scorrevole e riassuntivo. Consigliato a tutti, lettori e appassionati d’illustrazione, ad eccezione di chi fosse in cerca di informazioni dettagliate sui personaggi storici citati perché, in questo caso, si rivelerebbe “troppo riassuntivo”. Vale comunque la pena di averlo nella collezione dei libri illustrati, tanto più considerandone l’originalità: non spesso, infatti, si trovano biografie illustrate!


Indice recensioni

 

A est del sole, a ovest della luna e Kay Nielsen

A est del sole, a ovest della luna Book Cover A est del sole, a ovest della luna
Kay Nielsen
Fantasy, Fiaba, Biografia
Taschen
1 marzo 2016
Copertina rigida
168

La ristampa di un grande classico della cultura mondiale. Entrate in un mondo fatto di innamorati osteggiati dal destino, venti magici e troll dispettosi, e lasciatevi incantare da alcune delle più raffinate illustrazioni nella storia del libro. Con questa ristampa, l'editore fa rivivere il più ambizioso progetto editoriale dell'amato artista danese Kay Nielsen, uno dei più apprezzati illustratori di libri per l'infanzia di tutti i tempi. Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è una celebre antologia di fiabe che i leggendari folkloristi norvegesi Peter Christen Asbjornsen e Jorgen Engebretsen Moe hanno raccolto nel corso dei loro viaggi per la Scandinavia a metà del XIX secolo. L'edizione illustrata da Nielsen dei racconti di Asbjornsen e Moe è considerata un gioiello della letteratura per ragazzi del Ventesimo secolo, osannato dai collezionisti d'arte e di libri di tutto il mondo. Una copia originale autografata di questo libro è stata venduta all'asta nel 2008 per il prezzo più alto mai pagato per un libro illustrato di letteratura per ragazzi. Questa curatissima riproduzione presenta 10 delle fiabe originali, con un totale di 46 illustrazioni e numerosi ingrandimenti degli acquerelli originali di Nielsen, stampati in cinque colori per consentire agli straordinari dettagli di brillare di luce propria. Il volume include inoltre due saggi illustrati da decine di opere rare e inedite di Nielsen, ed esplora la storia delle fiabe norvegesi, la vita e le opere dell'artista, nonché la genesi del libro.

 


 

A est del sole, a ovest della luna è una raccolta di fiabe norvegesi (prende il nome da una di esse), illustrata dell’artista danese Kay Nielsen.

In particolare, questa edizione firmata Taschen è suddivisa in due parti: la prima parte è sostanzialmente una biografia del celebre illustratore; la seconda parte contiene la raccolta di fiabe.

Kay Nielsen

Celebre artista danese, è vissuto nell’epoca d’oro dell’illustrazione. Ha partecipato alla realizzazione di alcune opere che hanno fatto la storia, tra cui illustrazioni per la Disney. Tuttavia, la sua celebrità si è accresciuta maggiormente dopo la sua morte piuttosto che in vita, come spesso accade per gli artisti innovativi e fuori dagli schemi.

Le fiabe

La raccolta è composta da fiabe classiche, perciò i temi e la struttura sono simili in tutte. La struttura e la trama si basano sempre su protagonista e antagonista (anche multipli), una situazione iniziale, un fatto decisivo, una trasformazione o evoluzione e un epilogo.

Nella raccolta si ripresentano spesso anche alcune figure importanti: per esempio, in quasi tutte le fiabe si trovano del troll. Creature malvagie e subdole, che hanno la capacità di assumere le sembianze umane e trarre in inganno gli ignari protagonisti delle storie.

Altrettanto importanti sono alcuni elementi della natura, rappresentati come figure pensanti, con una volontà propria: l’esempio più rilevante è quello dei Venti, capaci di aiutare i protagonisti in più occasioni.

Lo stie narrativo è ovviamente molto semplice e scorrevole, adatto ad un pubblico di età varia. I periodi sono brevi ed essenziali, il lessico altrettanto semplice. Va da sé che la lettura nel suo complesso acquisisca un ritmo veloce e un andamento costante.

Come per ogni fiaba che si rispetti, la funzione di queste storie risiede nella morale: fiducia, amicizia, amore, famiglia, inganno, curiosità e rispetto, sono solo alcuni degli argomenti che stanno alla base dei messaggi veicolati in questi racconti!

Le illustrazioni

Ovviamente il punto di forza di questo libro sta nelle illustrazioni, opera di Kay Nielsen, che vede proprio in questa raccolta una delle sue opere più grandiose e complesse.

Ogni fiaba contiene numerose illustrazioni che accompagnano la trama dall’inizio alla fine. Ogni illustrazione è caratterizzata da una quantità incalcolabile di dettagli e da contrasti forti, in netta contrapposizione con i tratti semplici e la composizione delle tavole.

 

 


indice recensioni

Art Nouveau: la rivoluzione floreale

Art nouveau Book Cover Art nouveau
Dossier d'art
Laura Vinca Masini
Storia dell'arte
Giunti editore
13/06/2017
Copertina flessibile
52

L’Art Nouveau è uno stile artistico sviluppatosi tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900. In Italia è stato definito con molti nomi: Liberty, Arte Floreale, Arte Nuova o Arte Moderna. Ha coinvolto diverse discipline artistiche, tra cui tutte le arti figurative e l’architettura. In ogni stato europeo è stato coniato un nome diverso per identificare questo stile ma, in tutti i casi, è stato assimilato a qualcosa di “nuovo”,  “giovane” o “moderno”.

In Italia L’Arte Nuova si è diffusa dopo l’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902.

L’art nouveau: caratteristiche e ideologia

L’arte nuova è nata come un vero e proprio tentativo di rivoluzione: un tentativo di opporsi al grigiore dell’industrializzazione e di tornare ad una maggiore consapevolezza e rispetto della natura, nonché ad uno stile di vita sano.

Attraverso diverse forme d’arte (dai manifesti alle riviste, fino alla pittura), l’art nouveau ha preso piede in tutta europa come una forma di espressione e di comunicazione di un’idea, trovando la sua ispirazione più grande proprio nella natura.

Per questo motivo, in tutte le opere appartenenti a questo movimento artistico, si possono notare motivi floreali e zoomorfi. Le linee dinamiche e la ripetizione di motivi legati alla natura rappresentano la vitalità, la creatività e la continua rigenerazione.

Parallelamente, molti artisti appartenenti a questo movimento hanno sviluppato un particolare interesse per l’occulto, praticando sedute spiritiche e e sperimentando con le scienze esoteriche. Questo per entrare ancora più in sintonia con il flusso della vita e per tentare di comprendere i misteri dell’esistenza. Uno dei più celebri sostenitori di queste pratiche è stato Alfons Mucha, uno dei massimi esponenti dell’Arte Nuova.

In questo ambito, anche la figura della donna ha avuto un ruolo rilevante, sia come rappresentazione da parte di artisti uomini, sia come interpretazione da parte delle stesse donne. Ha iniziato in questo modo a farsi strada un’immagine della donna che sfidava i precedenti canoni morali, con rappresentazioni eroiche e spesso erotiche di artiste (cantanti, artiste) e modelle.

Letteratura e Art Noveau

Cronologicamente, tra la fine del decadentismo e dell’estetismo e nelle avanguardie, come il futurismo e l’espressionismo, si collocano:
Gabriele D’Annunzio
Paul Verlaine
Italo Svevo
Luigi Pirandello
Stefan Zweig
Franz Kafka
Oscar Wilde
Giovanni Pascoli
I crepuscolari (es. Guido Gozzano, Sergio Corazzini, il primo Corrado Govoni e Marino Moretti)


ArteDossier Giunti:

Anche in questo caso, i dossier della Giunti Editore si sono confermati un ottimo affare. Breve, riassuntivo ma esaustivo, il volume sul’Art Nouveau è una piccola chicca: ricco di immagini e descrizioni, racconta tutto ciò che c’è da sapere sul movimento artistico e sui suoi maggiori esponenti.

 


Altri articoli: Museo AStratto

 

Alcune opere simbolo del graphic design moderno.

Come abbiamo visto nel precedente articolo il graphic design si può far risalire agli antichi egizi, o agli stemmi araldici delle casate nobiliari del medioevo. In questo articolo, però, vogliamo concentrarci su quelle che sono alcune delle opere moderne di graphic design che ogni grafico, studente o appassionato dovrebbe conoscere.

Cosa si intende per opere di graphic design?

Come per qualsiasi lavoro artistico, le definizioni sono molto labili; tuttavia cercheremo di spiegare a caratteri generali cosa si intende per opera di graphic design. Il graphic design si basa sulla rappresentazione di un’idea per comunicarla ad un pubblico, per cui considereremo come opere tutti quei loghi, simboli eccetera che svolgono questo scopo.

Un simbolo di uguaglianza e pace.

Il logo,o bandiera, dei giochi olimpici è un’opera che incapsula il significato delle olimpiadi: pace e uguaglianza. Pierre de Coubertin, ideatore del logo, spiega che i cinque cerchi sono i continenti, interlacciati tra loro dallo spirito olimpionico. I colori invece rappresentano tutti i colori presenti nelle bandiere del mondo al momento della creazione del logo. In questo caso occorre osservare la semplicità relazionata ad un’alta densità di significati: de Coubertin utilizza una forma semplice, dei cerchi , per rappresentare uguaglianza fra tutti i colori nazionali dei mondi; mentre i cerchi intersecati simboleggiano la pace e l’indissolubile unione di stati che partecipano alle olimpiadi.


 

Rompere le regole.

David Carson, designer statunitense, ha fatto del superamento delle regole un punto saldo della sua produzione. Carson è un convinto sostenitore della teoria secondo la quale, per creare un prodotto iconico, occorra crearsi le proprie regole, non seguire quelle seguite da tutti gli altri. La filosofia di Carson si riflette nelle sue opere, difficili da descrivere e inquadrare, ma sicuramente memorabili. Difficile identificare una singola opera di Carson che possa identificare a pieno il perchè lui sia una lezione per tutti i grafici: copertine, poster, ecc ecc… Carson ha prodotto un vastissimo numero di opere, tutte degne di nota.


 

Semplicità a rigore: Jacqueline Casey.

Jacqueline Casey è stata una designer statunitense. I suoi lavori sono famosi per la rigorosa applicazione di una semplicità funzionale alla comunicazione di un messaggio chiaro e deciso. Alcuni dei lavori più famosi di Casey riguardano i poster pubblicitari per il MIT. Sicuramente uno studio importante per tutti i grafici: i poster di Jacqueline Casey sono tutt’ora all’avanguardia, sia per capacità comunicativa che per bellezza del design.

 


Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

I grandi maestri del graphic design.

Una pratica comune tra gli artisti è quello di “copiare” le opere dei grandi maestri per imparare i loro segreti. Dalle repliche degli studi di Leonardo al lavoro di pennello di Repin, i maestri del passato sono sempre i migliori da cui imparare. Anche nella grafica, un’arte sempre in evoluzione, un occhio al passato può avvantaggiare sia lo studente che il professionista, oggi vedremo alcuni dei maestri del graphic design del passato.

Jan Tschichold.

Nato a Lipsia nel 1902 Tschichold è stato un tipografo, scrittore, insegnate e soprattuto designer. Il suo apporto alla grafica fu principalmente teorico, fondendo diversi correnti di pensiero nord europee e russe, Jan creò uno stile incredibilmente futuristico, anche per l’epoca corrente. Il suo approccio innovativo ha portato grandissime innovazioni nel mondo del graphic design. Per gli studenti di grafica è consigliabile studiare le sue produzioni, in primis le copertine dei libri, ma soprattutto leggere i libri teorici da lui pubblicati.

Herbert Bayer.

Herbert Bayer è stato un insegnante e designer di origine austriaca. I suoi lavori si basano su un uso creativo della geometria tridimensionale: cubi, sfere e piramidi usati per accenturare i colori e il linguaggio delle forme associato al soggetto. Di Bayer sono alcuni dei design più colorati e fantasiosi, seppur semplici e facilmente leggibili, esposti nei musei. Per lo studente di grafica Bayer è un manuale su come creare opere ricche e colorate senza rendere l’immagine confusa o difficilmente leggibile.

Michele Spera: uno dei maestri italiani del graphic design.

Nato a Potenza nel 1937, questo designer italiano è noto per la forte riconoscibilità ed identità delle sue opere. Lo stile di Spera è rigoroso, fatto di linee e cubi che si intrecciano per formare complesse strutture. Per un occhio esperto è semplice riconoscere l’incredibile numero di design, prodotti al giorno d’oggi, inspirati da questo fantastico designer italiano; un must da conoscere per ogni creativo.

Come studiare i maestri del graphic design.

Come per le altre forme artistiche i maestri sono molti, ed ognuno tende a trovare i propri “mentori” da cui rubare i segreti per realizzare opere uniche. Questo articolo potrebbe durare all’infinito, e potrei elencare decine e decine di maestri come  Edoardo Smolli, Armando Milani, Melville Brody e così via. Spero di aver dato un punto di partenza a chi cerca ispirazione o, semplicemente, sta studiando la materia.

Ma come si studiano i grandi maestri?
Lo studio dei maestri del graphic design si può svolgere in due/tre modi: il primo metodo, quello più semplice, è lo studio teorico, quindi la lettura di libri e testi sull’argomento.
Il secondo metodo consiste nell’osservare le opere e appuntare ciò che ci salta all’occhio immediatamente, per poi proseguire in uno studio approfondito seguito dall’analisi sul perchè alcuni elementi risaltino. Il terzo metodo consiste nel copiare le opere del maestro: come conseguenza dell’osservazione, per interiorizzare i concetti osservati.



Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

Storia della grafica.

Oggi iniziamo ad esplorare la storia della grafica:  dalle origini al giorno d’oggi. Osserveremo come il graphic design si sia evoluto e come sia stato usato per scopi differenti. Per prima cosa, però, dobbiamo inquadrare il concetto di grafica nella storia contemporanea.

Che cosa significa grafica?

La grafica rappresenta l’unione delle attività di stampa, illustrazione, tipografia e fotografia. Lo scopo è quello di generare contenuti di tipo visivo per pubblicizzare, educare o, come dimostrato da alcuni periodi storici, persuadere ad accettare un’idea. L’inizio della storia della grafica si può far risalire all’incirca al 1922, anno in cui William Addison Dwiggins associò all’unione delle attività sopra citate il termine graphic design, in realtà la grafica ha una storia molto più lunga, che accompagna quella del genere umano dall’alba della civiltà.

Le origini della grafica.

La storia della grafica inizia nella preistoria, periodo nel quale l’uso dell’illustrazione era indirizzato verso celebrazioni di cacce ed eventi memorabili per le comunità. In questo periodo non si può parlare di grafica vera e propria dato che non esistevano ne la scrittura ne la stampa e le illustrazioni erano, ovviamente, molto semplici.

Un passo avanti nella storia della grafica: la scrittura.

L’invenzione della scrittura rappresenta il passo in avanti verso il concetto odierno di grafica: l’invenzione della scrittura è accreditata ai sumeri, sono stati però gli egizi, con l’uso dei  geroglifici, ad associare ad un’illustrazione un significato contestuale all’argomento del documento. La rivoluzione dei geroglifici segna il passaggio dall’uso dell’illustrazione “preistorico” (celebrazioni importanti ecc…) ad un’illustrazione a fini educativi, “pubblicitari” e persuasivi. Il secondo, importantissimo, passo in avanti nel campo della grafica è ,di nuovo, da attribuire agli egizi: l’uso del papiro e l’invenzione dei manoscritti illustrati.

 

Storia della grafica in Asia.

In Asia, nel frattempo, i Cinesi inventano la scrittura, successivamente la carta e, molto tempo dopo, una “primitiva” stampa a caratteri mobili (circa 1041 d.c.). L’invenzione della carta e della stampa rappresentano due importanti step verso il concetto odierno di grafica: la carta rappresenta la fondazione su cui la grafica si è basata maggiormente per un lunghissimo periodo temporale (fino in tempi recenti, con l’introduzione di internet e dell’arte digitale). La stampa rappresenta ancora oggi uno dei metodi di produzione più usati nel campo della grafica.

Lo sviluppo tecnico del rinascimento.

Tralasciando gli eventi storici legati allo sviluppo dell’iconografia avanzata degli albori della società umana e gli sviluppi tecnologici e tecnici dei periodi seguenti. Arriviamo direttamente al rinascimento, periodo in cui i mercanti e la classe borghese necessitavano di un modo per copiare immagini o testi. In questo periodo si sviluppano le xilografie, le incisioni e molti altri metodi di produzione che gettano le basi per la futura crescita della grafica.

E’ importante sottolineare come, prima del 1922, la grafica fosse considerata come una forma d’arte simile alle arti fini per questo motivo l’approccio alla produzione di opere grafiche era molto diverso.

Questo ci porta direttamente alle rivoluzioni industriali: in questi periodi i progressi tecnologici e industriali hanno contribuito all’evoluzione della grafica. Tra le innovazioni più importanti ci sono la fotografia, i passi avanti nella stampa e l’istituzione in alcuni stati di appositi organi statali per la stampa.

Cromolitografia e propaganda.

Una data sicuramente fondamentale per tutto ciò che riguarda le arti stampate è quella del 1837, data in cui viene brevettata la cromolitografia, ossia la litografia a colori. Nonostante al giorno d’oggi il nome di questo brevetto ad opera di uno stampatore francese non riconduca nessun’opera alla mente, molte sono le stampe iconiche prodotte con questo metodo. Ad esempio la propaganda di arruolamento statunitense: il famosissimo “i want you”, lo zio Sam. In questo caso iniziamo ad osservare come la grafica non influenzi soltanto gli aspetti più mondani della società ma anche in quelli più importanti: la grafica diventa anche un metodo per veicolare la propaganda, i totalitarsmi della seconda guerra mondiale sono l’esempio maggiore di come il graphic design sia diventato fondamentale nell’influenzare le nazioni.

L’evoluzione della grafica.

Come si evince dal breve riassunto sulla storia della grafica, questo è un settore che dipende interamente dallo sviluppo tecnologico: la velocità di produzione e le potenzialità del graphic designer dipendono non solo dalle sue abilità ma dai mezzi tecnologici di cui dispone. Oggi i grafici usano tavolette da disegno per realizzare opere digitali, software di modifica immagini e sfruttano potenti hardware per rendere i loro pc in grado di processare questo tipo di operazioni. In futuro la grafica si evolverà ulteriormente, esistono già software di disegno 3D e software di scultura da usare con l’ausilio della realtà virtuale.


Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

 

Arte medievale: un’occhiata al passato.

L’ arte medievale copre un lungo periodo di circa mille anni ed è quindi un insieme di culture, influenze e artisti distribuiti, non solo nel tempo, ma anche in uno spazio molto vasto. Più precisamente i territori interessati dal maggiore sviluppo artistico nell’epoca medievale sono: Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Le influenze dell’arte medievale.

L’arte medievale si sviluppa in un periodo di “incontro” fra numerose culture: i romani in decadimento, i popoli barbari del nord, le culture medio-orientali e nord africane e i popoli cristiani, per questo motivo l’arte durante il medioevo si presenta come un’unione di influenze sfruttate per scopi diversi.

Arte sacra.

Il periodo medievale è un periodo di fervore religioso nato principalmente per via della sempre maggiore influenza del cristianesimo. L’artista medievale si trovava quindi spesso a sacrificare parte della sua libertà di espressione al fine di relazionarsi con i dogmi religiosi dell’epoca. La religione stessa però è uno dei motori principali che trainano l’avanzamento artistico in periodo medievale: per rappresentare il “sacro” gli artisti spingono sempre più in là le loro tecniche e i loro studi per raggiungere la perfezione.

Nel tardo medioevo la chiesa prende posizione rispetto all’arte, vedendola come un modo per educare il popolo a seguire i propri dogmi e insegnamenti morali: da questo momento in poi la maggior parte dell’arte “commissionata” agli artisti è di carattere prettamente religioso.

L’artista medievale

L’artista medievale è storicamente inteso come anonimo, questo non perchè l’artista non avesse interesse ad essere associato al proprio lavoro ma perchè il lavoro dell’artista era considerato al pari di quello artigiano. Spesso anche i guadagni e lo status sociale di un artista erano come quelli di un artigiano. Altre volte, però, l’artista medievale sfruttava il lavoro di bottega per vivere ma cercava di lasciare il proprio segno nelle opere in modo che fossero riconoscibili.

 

Per leggere di più sull’arte medievale leggi: l’arte prima dell’anno mille!


Seguimi su instagram per non perdere nessun post!

Arte prima dell’anno 1000

Tra l’anno 0 e l’anno 1000 sono successe parecchie cose: guerre, rivolte, esplorazioni, civiltà che sono nate e scomparse. Stranamente però pochi sembrano interessarsi alle forme artistiche che si sono sviluppate in questo lungo periodo di tumulti e civiltà importantissime per la cultura moderna. In realtà la mancanza di documentazione riguardo all’arte rende difficile ricostruire a pieno la linea del tempo della storia dell’arte dall’anno 0 all’anno mille. In ordine cronologico, dall’anno 0, la maggior parte dell’arte si sviluppa in territorio romano, con influenze dalla cultura ellenica.

 

Arte Romana: dall’anno 0 al  400 d.c.

L’arte romana non era un’arte realizzata per il puro godimento estetico ma era spesso creata per fini ben più materiali come per esempio la propaganda. Infatti molte delle opere romane rappresentano capi politici, militari e religiosi e, di conseguenza, celebrano la loro figura e le loro imprese. Un fattore cruciale sia nella società che nell’arte romana è la divisione fra patrizi e plebei: l’arte plebea, indirizzata ad un pubblico ritenuto inferiore, aveva caratteristiche diverse da quella indirizzata ai patrizi. Di rilievo sono le sculture, le incisioni e le opere architettoniche in questo periodo artistico che si estende fino al 476 d.c. ma che è influente ancora oggi.

 Arte Tardoantica dal 400 al  500 d.c.

L’arte tardoantica si estende fino alla fine del v secolo dopo cristo. In questo periodo sono ancora di rilievo le sculture, le incisioni, i rilievi e le opere architettoniche. Sono molte, però, le innovazioni sia tecniche che stilistiche che vengono apportate all’arte in questo periodo precedente all’anno 1000. E’ importante sottolineare che l’influsso cristiano inizia ad essere preponderante, quindi i soggetti ed il modo in cui vengono rappresentati cambia drasticamente.

Arte medievale dal 500 d.c. all’anno 1000.

Il periodo dell’arte medievale si estende per circa mille anni, portandoci verso la fine del nostro viaggio nell’arte dall’anno 0 all’anno mille. Questo periodo, per l’arte e per la società, è profondamente influenzato dalle dottrine religiose.

Il periodo medievale, data la sua estensione temporale, viene diviso in filoni principali. Che sono:
Il filone dell’arte bizantina;
Il filone dell’arte islamica;
Il filone dell’arte romanica;
Il filone dell’arte gotica.

Il filone dell’arte bizantina.

L’arte bizantina ha mantenuto forti influssi in Italia almeno fino alla seconda metà dell’800 d.c. In quest’arte sono protagonisti i mosaici che diventano simbolo della raffinatezza e tecnica artistica. E’ un filone molto ramificato e differenziato in base alle zone in cui si è sviluppat0: dall’influenza persiana a quella romana, dalla nobiltà alle campagne.

Il filone dell’arte islamica.

L’arte islamica si è espressa nel medioevo soprattutto in campo architettonico (le altre arti patirono le limitazioni che l’Islam impone alla rappresentazione figurativa, a partire da Allah). La diffusione dell’arte islamica avviene principalmente in nord Africa, medio oriente, Sicilia e penisola iberica.

Il filone dell’arte romanica.

L’arte romanica è quella, che in tutte le sue forme, rappresenta al meglio il periodo di conflitti e tumulti nella società e nelle istituzioni. L’arte romanica rappresenta anche il conflitto religioso che era in corso, specialmente per quando riguarda la raffigurazione di figure religiose. La massima diffusione di questo filone d’arte medievale avviene attorno all’anno 1000 grazie alla rinascita del lavoro e all’affermazione del ceto borghese.

Il filone dell’arte gotica.

Questo filone conclude il nostro viaggio e ci porta oltre l’anno 1000, questo periodo è un periodo di distruzione delle regole e dei dogmi dell’arte classica (gotico, da Goti, uno dei nomi attribuiti ai barbari). Il gotico è anche un periodo di traguardi nella tecnica e nello stile, rappresenta la massima evoluzione del romanico.

 


L’arrivo del millennio

Continua con: Movimenti artistici, la linea del tempo


Seguimi su instagram per non perdere nessun post!