Recensione | Macchia

Macchia Book Cover Macchia
Fabio Cosio
Romanzo, giallo
Self
2018
Cartaceo, copertina flessibile
203

Una terribile tempesta colpisce il piccolo paese di Zemello, arroccato tra le montagne piemontesi, isolandolo dal resto del mondo. Mentre infuriano gli elementi, strane creature iniziano ad aggirarsi per le case e le persone iniziano a scomparire. Unico indizio: una forte luce e rumore di ossa rotte.
Ma non sono gli unici nuovi arrivati: c'è anche un uomo con un bastone e un cane capace di curare qualsiasi ferita solo con una leccata.
Tra chi cerca un rifugio sicuro e chi prova a trarne un vantaggio economico si ergono alcune figure: due diciassettenni e una poliziotta, decisi a proteggere gli abitanti di Zemello da qualcosa di oscuro e affamato. Qualcosa che nessuna arma sulla terra è in grado di fermare.

Recensione – Macchia

Terra, fogliame, radici. La prospettiva era sbagliata era quella di un verme, o di un topo. Il bosco era troppo grande e gli alberi troppo alti e il freddo sulla faccia troppo umido e intenso.

Macchia

Zemello, un paese sperduto tra le montagne piemontesi, è il luogo ideale in cui ambientare un libro con “effetto sorpresa”: è il classico paesino in cui la calma e l’abitudine regnano sovrane, per definizione degli stessi abitanti è un paese in cui non capita assolutamente nulla.

Ciò che genera interesse sono cose come il sindaco, i pettegolezzi, qualche nuova idea che non viene mai ben accettata: è questo il caso del turismo, per esempio. Per alcuni possibile fonte di guadagno, per altri una perdita di tempo e un guaio inutile. Gli elementi caratteristici non mancherebbero di certo: il lago, i boschi, la chiesa di legno… eppure Zemello, il suo sindaco e buona parte dei sui abitanti, non vogliono nemmeno immaginare di avere estranei che vagano per le vie del paese. Tant’è che arrivano ad escogitare un piano bizzarro: spargere la voce che a Zemello ci sia un misterioso orso aggressivo e pericoloso, in modo da tener lontani escursionisti, turisti e impiccioni.

La valle era stata inondata, trasformandosi in un placido lago. la riva occidentale si era formata in prossimità di un pianoro, con un’ampia passeggiata e un grande prato che accompagnava, in leggera salita, alle case di Zemello. 

Da queste basi emergono i due protagonisti: Alice e Gianni, due diciassettenni carichi di vitalità e nuove idee, che desiderano fare qualcosa per cambiare le loro vite e il loro paese. Da qui, l’idea di candidare Alice come sindaco del paese e combattere in questo modo la mentalità chiusa dei suoi predecessori.

Poco a poco la storia si fa più fitta, fino a quando fa la sua comparsa Macchia (così soprannominato dai due ragazzi), un cane randagio che si aggira per i boschi di Zemello e pare sia capace di curare le ferite. Il sindaco indice una caccia apposita per togliere di mezzo il misterioso cane ma Alice e Gianni tentano di proteggerlo.

Poco dopo Zemello viene scosso da una terribile tempesta che taglia il paese fuori dal mondo, senza nessuna possibilità di contatto con l’esterno. Da questo momento in poi il romanzo cambia, trasformandosi in un fantasy-horror. Strane creature ed eventi ancor più strani si abbattono su Zemello, mettendo in pericolo il paese e non solo: Alice, Gianni e un nuovo alleato in armatura sono gli unici a poter fare qualcosa per salvare Zemello dal buio eterno – MA non senza l’aiuto di Macchia!

 

Il libro

Si tratta di un libro che inizia con i presupposti per essere un giallo/thriller ma, dalla comparsa di Macchia in poi, si trasforma in un fantasy “oscuro” e molto coinvolgente. I punti a suo favore sono, senza dubbio, il fatto di essere ambientato in un luogo che potrebbe tranquillamente essere reale, con personaggi verosimili e un’atmosfera ideale per questo tipo di racconto. Il colpo di scena principale avviene proprio quando si capisce che Macchia non è un cane qualunque: da questo momento il lettore entra in un mondo parallelo, pur restando nei boschi di Zemello.

Zemello è un nome di fantasia, ma dalla descrizione potrebbe benissimo essere un qualsiasi paesino sulle Alpi piemontesi. Questo è ciò che rende l’ambientazione realistica al massimo.
D’altro canto, però, troviamo Macchia, il cane con poteri curativi, che rende tutto più magico e surreale.

Un libro ben scritto, che si legge in modo semplice e scorrevole e che coinvolge il lettore fino all’ultima pagina. Lo stile dell’autore è semplice e piacevole, il lessico scelto è giustamente più moderno e confidenziale rispetto a quello dei romanzi precedenti (Penitenziagite, la saga su Fra Dolcino da Novara).

In conclusione

Consiglio questo libro come precedentemente ho consigliato la saga Penitenziagite: due scritti estremamente diversi, per genere e per stile ma che hanno delle idee di base molto originali. In entrambi i casi, infatti, troviamo personaggi ed eventi fuori dal comune. In questo caso, in particolare, Macchia e tutti gli eventi che si scatenano dopo la sua comparsa.

Si tratta di un libro che mette in evidenza la mentalità tipica dei piccoli paesi e racconta una storia, che potrebbe essere un sogno o l’immaginazione di una abitante di questi paesini. Bello. Leggetelo.

Ma non è dai sogni che nascono i cambiamenti?