Recensione | Le montagne della follia – H.P. Lovecraft

Le montagne della follia Book Cover Le montagne della follia
Howard Phillis lovecraft
Romanzo, Horror
il Saggiatore
Prima pubblicazione: 1936 / edizione il Saggiatore: 2015
Cartaceo / copertina rigida
188

✒ “Bisognava stare attenti alla propria immaginazione, all’ombra di quelle montagne della follia”.

✒ “Esso (si riferisce al viaggio) segnò per me la fine, all’età di cinquantaquattro anni, della pace e dell’equilibrio che le menti normali posseggono grazie alla loro abitudinaria concezione della Natura e delle leggi di Natura”.

✒ “Per farsi un’idea anche solo rudimentale dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni nel penetrare in quel labirinto costruito da mani inumane, che da eoni non conosceva che silenzio, bisogna ricomporre un caos disperatamente sconcertante di umori effimeri, ricordi e impressioni”.

📌Incipit

Mi vedo costretto a parlare perché gli uomini di scienza si rifiutano di seguire il mio consiglio senza prima conoscerne le ragioni.

📌 Sinossi

Il basso sole antartico di mezzanotte rosseggiava sull’orizzonte meridionale tra le spaccature delle rovine frastagliate, e la terribile antichità e mancanza di vita della spaventevole città sembravano ancora più estreme. Il cielo sopra di noi era un’opalescente masse di tenui e turbolenti vapori di ghiaccio, e il freddo ci attanagliava le viscere.

[descrizione ufficiale dell’edizione Il Saggiatore] Ambientato in Antartide, racconta quanto accaduto a una spedizione scientifica alle prese con reperti antichi milioni di anni. In una terra di ghiaccio e di morte senza tempo, il gruppo s’imbatte in campioni zoologici che, apparentemente, non provengono da questo pianeta. Le difese della razionalità illuminista cadono, una a una, di fronte all’impossibilità di spiegare con la logica il quadro che inesorabilmente si prefigura. Una serie di colpi di scena da incubo spingono i protagonisti sull’orlo della pazzia e l’avventura finisce in tragedia, catapultando il lettore in un mondo visionario dominato dal terrore e dall’angoscia. La nuova traduzione resta il più possibile fedele al testo originale, senza semplificazioni né asciugature, conservando il ritmo glaciale e ipnotico della prosa lovecraftiana.

📌 Trama

Un’esplorazione scientifica nell’Antartico, con l’intento di accumulare importati dati sulla conformazione geologica di quella zona, porta sedici individui – tra scienziati e tecnici – ad affrontare, invece, uno sconvolgente scenario, che nessuno di loro avrebbe mai potuto immaginare.

La vicenda è narrata dal geologo del gruppo, che narra la storia dopo esserne uscito sano (quantomeno fisicamente) e salvo: la sua intenzione è quella di far conoscere al mondo gli orrori di cui è stato testimone ed evitare che altre spedizioni possano verificarsi in futuro.

Per prima cosa, scoprono una catena montuosa imponente, più grande di tutte quelle conosciute fino a quel momento: montagne di dimensioni irreali, caratterizzate da un’atmosfera inquietante e capace di provocare allucinazioni – o forse no.

Tra queste montagne scoprono una caverna, che contiene degli essere viventi mai visti prima, rimasti intatti a causa del congelamento protrattosi per milioni di anni. Ne prelevano uno per analizzarlo: la prima ipotesi è che si tratti di un anfibio, benché abbia anche alcune caratteristiche di un mammifero, piuttosto che di un uccello e così via.

La spedizione viene, quindi, organizzata nel dettaglio: una base operativa con mezzi scientifici all’avanguardia e il supporto di diversi cani, sono la chiave per arrivare ad una spiegazione logica per questo misterioso ritrovamento.

Tuttavia, i cani sono come impazziti dopo aver percepito la presenza di questi strani esseri congelati. Per questo motivo, vengono rinchiusi in un recinto, realizzato con ghiaccio e neve, abbastanza lontano dalla base da garantire la tranquillità dei cani, che altrimenti avrebbero fatto a pezzi i resti degli esseri sconosciuti.

Ricerche più approfondite, portano a definire gli strani esseri “Antichi”, in quanto la loro presenza sulla Terra deve risalire a milioni e milioni di anni prima.

Fino a questo momento, le ricerche sono state possibili grazie alla suddivisione degli esploratori in due gruppi e alla comunicazione costante tra loro, per poi diffondere le notizie al resto del mondo – ovviamente limitando i dettagli.

Il gruppo del professor Lake, autore della scoperta, interrompe le comunicazioni col campo base il giorno dopo il ritrovamento. Il narratore e altri esploratori decidono di controllare cosa sia successo. Arrivati al campo di Lake tramite l’ultimo aereo rimasto, trovano solo cadaveri di uomini e cani e nessuna traccia delle strane creature.

Il gruppo capitanato dal professor Lake interrompe le comunicazioni dopo l’analisi dei resti degli esseri misteriosi: il narratore e il suo compagno di viaggio – Danforth – si recano, quindi, al campo base, ma trovano solo i corpi senza vita dei compagni e dei cani, mentre i resti degli animali misteriosi sono spariti.

A questo punto i due superstiti non hanno alternative, se non tornare sul logo dell’esplorazione per trovare una spiegazione al terribile massacro. Dopo la prima escursione aerea, trovano un altopiano con i resti di una città dalle dimensioni indescrivibili, realizzata in arenaria e saponaria. Ipotizzano che possa trattarsi di una città degli Antichi, molto evoluta nonostante il periodo a cui risale.

Decidono di esplorare la città a piedi; sono, quindi, costretti ad atterrare all’interno della città immensa: qui trovano sculture e raffigurazioni, estremamente dettagliate nonostante le dimensioni ciclopiche, che consentono loro di ricostruire la storia degli antichi, attraverso i vari mutamenti che la Terra ha subito nel corso della storia.

Le sculture e le raffigurazioni narrano la storia degli Antichi, suddivisi tra popolo di mare e di terra, i discendenti di Cthulhu, i Mi-Go e gli Shoggoth: una descrizione molto accurata delle sembianze e delle vicissitudini di queste creature accompagna il lettore in un lungo viaggio attraverso la mitologia Lovecraftiana, fino al racconto degli scontri tra gli antichi e la stirpe di Cthulhu.

A questo punto il geologo e il suo compagno, scoprono un tunnel che conduce agli abissi e decidono di esplorarlo: durante questa fase, trovano il resti del compagno e del cane scomparsi dalla base, congelati.

La loro deduzione è, quindi, che gli Antichi non fossero morti ma solo ibernati e che siano stati risvegliati dalle loro ricerche: a questo punto, spaventati e confusi dalla presenza di questi strani esseri – gli umani – gli Antichi hanno reagito tentando di capire cosa fossero; pare, infatti, che gli Antichi abbiano eseguito una sorta di autopsia sull’uomo e sul cane.

I due proseguono ancora all’interno del tunnel, fino a trovare un gruppo di pinguini giganteschi, albini e ciechi. Successivamente trovano altri Antichi, mutilati e sanguinanti, e questo li porta a dedurre che le mutilazioni siano avvenute durante uno scontro recente. I corpi degli Antichi sono senza testa: gli è stata strappata, non tagliata e, dopo innumerevoli supposizioni, i due esploratori apprendono che uno Shoggoth è ancora in vita ed è capace di assumere qualsiasi forma voglia.

A questo punto Lovecraft narra la storia degli Shoggoth e di ciò che si cela ancora oltre la catena montuosa: pare che il suo compagno di viaggio abbia visto qualcosa di ancora più terribile rispetto a quanto raccontato finora…

 

📎 Il libro:

Lo stile con cui è scritto questo romanzo è, a dir poco, geniale: Lovecraft utilizza una narrazione in prima persona (attraverso la figura del geologo) per raccontare i fatti di cui questo individuo è venuta a conoscenza. Sembra che il narratore sia spaventato e timoroso nel rivelare al mondo ciò che ha visto ma, allo stesso tempo, si sente in obbligo a farlo, per evitare che altre persone possano perdere la vita nel tentativo di svelare cosa si cela sulle montagne della follia: questo rende il racconto ancora più misterioso e cupo ma, allo stesso tempo, tiene il lettore incollato alle pagine.

La narrazione è elegante e dettagliata, come se fosse una spiegazione, una lezione – con i lunghi periodi articolati che caratterizzano la prosa dell’autore – e rende questo testo una base solida per tutta la letteratura horror. Nonostante sia scritto in modo ipnotico e pacato, il ritmo del racconto non lascia un attimo di respiro al narratore e al lettore: anche quando vengono elencati dettagli sull’architettura degli Antichi, piuttosto che sulle autopsie e quant’altro, c’è sempre qualcosa di indispensabile per la storia.

👍 Cosa mi è piaciuto:

  1. Lo stile, soprattutto per la narrazione elegante e pacata in contrasto con ciò che realmente viene narrato;
  2. l’ambientazione: il ghiaccio, il freddo, la neve, rendono la storia ancora più misteriosa;
  3. il personaggio del geologo: timoroso ma allo stesso tempo coraggioso, per sempre traumatizzato dalle sue scoperte.

📎  Cosa ne penso?

Credo sia uno dei libri da leggere assolutamente, soprattutto per gli amanti dell’horror e del mistero. Ispiratosi ad Edgar Allan Poe, Lovecraft rimane una colonna portante di questo genere letterario.

 

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