Recensione | La leggenda della nave di carta

La leggenda della nave di carta - Racconti di fantascienza giapponese Book Cover La leggenda della nave di carta - Racconti di fantascienza giapponese
Kobo Abe, Ryo Hammura, Shinichi Hoshi, Takashi Ishikawa, Morio Kita, Sakyo Komatsu, Taku Maymura, Yasutaka Tsutsui, Tetsu Yano, Shono Yoriko, Sei Takekawa, Mariko Ohara, Tensei Kono
Fantascienza, Contemporaneo
Fanucci Editore
2002
Cartaceo / copertina flessibile
270

Sinossi:

Lungo una linea che risale fino alle leggende e ai miti tradizionali del Sol Levante, pur non disconoscendo la lezione dei grandi autori europei della seconda metà dell’Ottocento, come Verne o Wells, i sedici racconti che compongono La leggenda della nave di carta rappresentano una finestra su un mondo, una società, una cultura che sono altro da noi e che, proprio per questo, ci risultano affascinanti, sorprendenti. Distanti dagli stereotipi più diffusi, che vogliono la fantascienza giapponese legata all’epopea di mostri leggendari come Godzilla o alle saghe anime, questi racconti esplorano territori più accidentati e stimolano suggestioni profonde su temi complessi e insoluti come la rapida modernizzazione della società, gli strascichi del militarismo degli anni Trenta e Quaranta, l’inquinamento ambientale, l’isolamento culturale, la condizione femminile, la fiducia – spesso tradita – nel progresso tecnologico. Il ritratto che se ne ricava è quello di un mondo vulnerabile, scosso, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo ancorato al suo passato recente, all’evento che ne ha sconvolto l’attualità, segnandone per sempre l’identità e l’immaginario: l’apocalisse atomica su Hiroshima e Nagasaki.

 

 

Noi siamo scatole. Scatole di cartone. Noi possiamo fare ben altro che contenere mandarini. Anche quando ci avranno svuotato dei mandarini, potremo sempre contenere qualche altra cosa. (La scatola di cartone)

Questo dimostra che, contrariamente a quanto si creda, la gente desidera la distruzione.[…] Anche se, quando aprono bocca, parlano di pace e di lavori umanitari, nella loro testa, consciamente o meno, vogliono tutti essere testimoni della fine del mondo, dell’olocausto finale e non di una noiosa prosperità. La gente, in un modo o nell’altro, è morbosa. Non desidera altro che spiare. (Fate la vostra scelta)

È un mondo troppo difficile per scrivere. (Donna in piedi)

Il libro:

La leggenda della nave di carta è una raccolta di sedici racconti di autori giapponesi e prende il nome da uno dei racconti che ne fanno parte.

I racconti sono:

  • Il diluvio – Kobo Abe
  • La scatola di cartone – Ryo Hanmura
  • Tansu – Ryo Hanmura
  • Bokko-Chan – Shinichi Hoshi
  • Eeehiii, laggiù! – Shinichi Hoshi
  • La strada verso il mare – Takashi Ishikawa
  • Il campo vuoto – Morio Kita
  • La bocca selvaggia – Sakyo Komatsu
  • Triceratopo – Sakyo Komatsu
  • Donna in piedi – Yasutaka Tsutsui
  • La leggenda della nave di carta – Tetsu Yano
  • Complesso di curvatura temporale – Shono Yoriko
  • Notte senza luna – Sei Takekawa
  • Ragazza – Mariko Ohara

Prima di cominciare la lettura vera e propria dei racconti, ci si trova a leggere un’introduzione che spiega il contenuto molto particolare della raccolta: si tratta infatti una raccolta di racconti molto diversi tra loro, che trattano argomenti differenti e ambientati in periodi e luoghi diversi. Ciò che li accomuna è la cultura giapponese, ciò significa che sono impregnati di tutto ciò che ha definito questo Paese (passato, pensiero, popolo, tradizioni).

Oltre all’introduzione, per aiutare il lettore ad immergersi in questo mondo, viene riportata una serie di testimonianze di bambini e ragazzi che sono sopravvissuti alla bomba atomica sganciata su Hiroshima nel 1945: il prologo si intitola, infatti, I bambini di Hiroshima e contiene testimonianze, quindi fatti realmente accaduti e scene realmente vissute da queste persone.

Inutile dire che questa prima parte varrebbe da sola la lettura del libro: semplicemente impressionante. Le scene riportate hanno condizionato irrimediabilmente la vita di queste persone e meritano di essere diffuse.

Non posso scrivere oltre. Non posso tenere oltre la penna fra le dita. Anche se non ho finito, non rileggerò ciò che ho scritto.

I racconti:

Trattandosi di racconti di autori diversi, va da sé che lo stile sia differente in ognuno di essi. Noi, lettori occidentali, potremmo comunque definirla “fantascienza giapponese” perché, senza un’analisi dettagliata dello stile di ogni autore, ciò che accomuna questi racconti è comunque lo stile orientale, con il suo fascino e la sua particolarità.

All’interno del libro si possono trovare racconti che narrano di ogni cosa: dalla persona al robot, dalla scatola di cartone all’animale. Ovviamente le trame sono nettamente distinte e, allo stesso modo, cambiano i punti di vista, la narrazione, l’ambientazione e il ritmo (a livello generale, personalmente ho trovato più scorrevole la prima metà del libro; singolarmente il ritmo varia da racconto a racconto).

Gli elementi più rilevanti, al di là delle trame, a mio parere sono due:

  1. L’atmosfera: nonostante alcuni racconti siano realmente bizzarri, l’atmosfera riesce a far immedesimare il lettore nel protagonista, o comunque a far immaginare le scene come se fossero reali – addirittura si arriva a comprendere i sentimenti di una scatola di cartone!
  2. I messaggi: ogni racconto contiene un messaggio e, in alcuni casi, merita davvero riflettere su ciò che questi racconti vogliono trasmettere (anche se è un robot a suggerirlo!).

In conclusione:

La classifica dei miei racconti preferiti è:

  1. Bokko-Chan
  2. Donna in piedi
  3. La scatola di cartone

Ad ogni modo… Libro consigliatissimo! Non solo agli amanti della cultura giapponese, ma a qualsiasi lettore: i racconti si leggono in tempi brevi ma hanno molto da offrire e, come ho già detto, anche solo il prologo vale la lettura dell’intero libro!

Vi lascio il link al sito della casa editrice: FANUCCI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *