Recensione | Il giardino di Amelia

Il giardino di Amelia Book Cover Il giardino di Amelia
I narratori
Marcela Serrano
Romanzo
Feltrinelli
2016
Cartaceo, Copertina flessibile
248

Sinossi:

Cile, anni ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet. Un giovane sovversivo, Miguel Flores, sospettato di svolgere attività rivoluzionarie, viene mandato al confino in un paese nei pressi di una grande tenuta, La Novena, di proprietà di una ricca latifondista, Amelia. Tra i due, dopo un'iniziale diffidenza, nasce un profondo legame, arricchito dal gusto per la lettura. Amelia è una signora avanti negli anni, vedova con figli, molto colta, che ha molto viaggiato ed è stata traduttrice. La sua mentore è stata una cugina, Sybil, che abita a Londra e lavora in una grande casa editrice. La vita scorre tranquilla, Amelia e Miguel conversano, meditano sul loro presente, sulla vita, sui libri; il legame si fa sempre più stretto, lui va a vivere da lei, finché una notte arrivano i militari a dargli la caccia perché sono state scoperte delle armi sepolte nella tenuta. Miguel riesce a fuggire, Amelia invece viene catturata, torturata e solo quando è riconosciuta estranea ai fatti viene rilasciata. Molti anni dopo Miguel, malgrado si sia rifatto una vita in Europa, rimane ossessionato dai ricordi e tramite Sybil viene a sapere cosa è successo ad Amelia dopo la sua fuga. Gettato nel più totale sconforto, capisce che l'unica chiave per superare i suoi sensi di colpa è tornare in Cile e affrontare il proprio passato.

 

Recensione Il giardino di Amelia

Il libro:

Il giardino di Amelia narra uno spaccato di storia del Cile, a cavallo degli anni ’80 per l’esattezza. Periodo particolarmente turbolento e tragico per questa nazione, a causa della situazione sociale e politica.

La narrazione avviene alternando momenti descrittivi da parte di un narratore esterno e parti che riportano i pensieri soggettivi di Miguel: in questo modo vengono cambiati anche lo stile ed il lessico, che nel caso dei pensieri di Miguel è molto più scurrile e “rabbioso”.

L’ambientazione è quella di un ricca proprietà sperduta tra le valli del Cile, La Novena, in cui vive Amelia – ricca latifondista – e in cui Miguel – attivista rivoluzionario – viene confinato in seguito alla sua cattura.

L’atmosfera che si percepisce è quella tipica delle situazioni si incertezza popolare, rivoluzione e malcontento diffuso: questo porta ad atti di violenza e, come vuole far notare il romanzo, ad un profondo distacco tra popolazione povera e ricchi latifondisti.

Un romanzo dalla struttura semplice e dal ritmo medio-lento: i protagonisti principali sono tre e le loro vicende si susseguono e si incrociano fino a prendere una forma ben definita a circa metà del libro.

A questo punto del racconto, però, si può anche intuire tutto ciò che resta: probabilmente questo è dovuto anche al fatto che tutto il libro sia basato sulle vicende politiche e storiche realmente accadute e che, di conseguenza, non potesse avere un percorso diverso.

Tuttavia, anche ciò che riguarda i personaggi inventati è piuttosto prevedibile sin dall’inizio.

Da non dimenticare, i messaggi contenuti nel romanzo. A mio parere si distinguono due messaggi ben distinti: il primo riguarda proprio la spaccatura creatasi tra poveri e ricchi e, attraverso l’amicizia di Miguel ed Amelia, il messaggio che viene passato è proprio la possibilità di mettere da parte le differenze sociali per trovare punti d’accordo nella cultura, nei libri; il secondo messaggio è decisamente più lampante e si tratta di un messaggio politico di totale disapprovazione per il regime del generale Pinochet.

In conclusione:

Una lettura piuttosto lenta ma che, tutto sommato, può essere piacevole.

Personalmente non l’ho apprezzato particolarmente per due motivi: il primo è il personaggio di Miguel che, per i primi tre quarti del romanzo, non mi è piaciuto affatto (per carattere, prese di posizione insensate e atteggiamento) – al contrario ho apprezzato molto Amelia, come personaggio; il secondo motivo è la quantità di politica che impregna questo romanzo: non che sia sbagliato, ma ho avuto l’impressione che venissero trasmesse le opinioni personali dell’autrice più che dei personaggi (cosa che può anche non essere vera, ma la mia impressione è stata quella).

Personalmente, credo che i libri che trattano di storia e di politica siano molto validi ma preferisco che la narrazione rimanga neutrale nel giudicare i fatti.

Ad ogni modo lo consiglio a lettori interessati a questo periodo storico o al Cile in generale; inoltre lo consiglio per conoscere l’autrice, che comunque è un’autrice di successo grazie a questa ed altre opere.

P.S. La traduzione non è delle migliori (“a me mi” per esempio).