Recensione | Flatlandia

Flatlandia Book Cover Flatlandia
Edwin A. Abbott
Fantascienza
Feltrinelli
1884 - 1^ edizione / 2018
Cartacao, copertina flessibile
150

 

 

Recensione Flatlandia

Descrizione:

Tra le grandi allegorie letterarie, “Flatlandia” è sicuramente quella che rimane oggetto di maggior culto tra scienziati, cyberpunk e appassionati di letteratura fantastica. Il mondo piatto immaginato e descritto minuziosamente nei suoi usi e costumi da Edwin Abbott può essere abitato soltanto da figure geometriche che frequentano una scala sociale che discende dai poligoni fino ai triangoli (e più in là fino alle povere semplici linee rette – le donne – a cui non è data neppure la bidimensionalità), tutte quante inconsapevoli della possibile esistenza di dimensioni altre. Abbott delinea in queste pagine una satira assai poco velata della società vittoriana rigidamente divisa in classi.

Ma il fascino di “Flatlandia” va ben oltre il contingente del pamphlet politico. Nella seconda parte del libro Abbott narra difatti l’incontro del suo protagonista, il Quadrato, io narrante dell’opera, prima con il mondo monodimensionale di Linealandia, e in seguito con un’inconcepibile Sfera, alla ricerca di un apostolo che possa divulgare il concetto della tridimensionalità nel paese di Flatlandia, trascinando così il Quadrato in un viaggio iniziatico in altre dimensioni.

Il libro:

Un libro molto particolare, innovativo, unico nel suo genere.

Come anticipato nella descrizione, racconta l’avventura del protagonista, un Quadrato, che si spinge in luoghi sconosciuti, dove le dimensioni sono differenti.

Un libro che unisce fantascienza, satira, politica.

Il ritmo della narrazione è medio, scandito dai vari viaggi e incontri del protagonista.

I personaggi sono elementi geometria ad una, due o tre dimensioni e, benché non siano “personaggi tradizionali” sono descritti nei minimi dettagli, sia fisicamente che caratterialmente. Inoltre vengono descritti usi e costumi delle varie società ed una o più dimensioni.

Il fattore più importante nel libro è il messaggio: sostanzialmente l’autore descrive in sotto “falsa forma” la struttura tipica delle società costruite dall’uomo, con ogni difetto e mancanza.

[…] è maturale per noi flatlandesi sbattere in galere un Quadrato che ha predicato la Terza Dimensione quanto lo è per voi spaziolandesi rinchiudere in manicomio un Cubo per aver predicato la Quarta. Ahimè, sono davvero forti le somiglianze, le affinità tra gli esseri umani in tutte le Dimensioni ciechi e persecutori!

Inoltre, viene anche fatta ironia sulla “limitazione” mentale delle figure (=uomo) nel non pensare sufficientemente in modo aperto. Le figure, infatti, non riescono ad immaginare un mondo con più di, rispettivamente, una – due – tre dimensioni.

La mia volontà si ribella al doloroso compito di raccontare l’umiliazione patita, eppure, quasi fossi un secondo Prometeo, sopporterò questo e altro pur di insinuare nelle interiora dell’Umanità piana e solida un moto di ribellione contro il dogma che vorrebbe limitare le nostre Dimensioni a due o a tre o a qualsiasi numero che non sia infinito.

Lo stile dell’autore è impeccabile; il lessico scelto è perfetto per rendere l’idea di ciò che vuole trasmettere: da un lato un mondo fantastico, dall’altro una satira in piena regola.

In conclusione:

Personalmente ho apprezzato molto questo libro per l’idea di rappresentare una struttura tipicamente umana con delle figure geometriche; ho apprezzato lo stile dell’autore, così come le rappresentazioni dei vari mondi, i dettagli e le descrizioni.

Personalmente non ho apprezzato il fatto che, in un testo così “visionario”, il genere femminile fosse, in ogni società, quello meno considerato e stimato, ad eccezione di un solo caso.

Lo consiglio agli appassionati di fantascienza e di letture “sperimentali”.