Recensione | Diphylleia di Valentina Bonci

Diphylleia Book Cover Diphylleia
Valentuna Bonci
Narrativa moderna, Fiction, Attualità
MyBook
2017
ebook
78

✒ “L’uomo nasce libero, viene cresciuto come schiavo, e poi viene convinto che la cosa giusta da fare sia lottare per ottenere la propria libertà”.

📌Incipit

La lieve luce di un fiammifero illuminava lievemente il suo volto pallido. Il tremolio della sua mano aumentava, come il suo battito cardiaco. Con il suo fiammifero cercava di fare luce nelle tenebre. Ma quel buoi era così intenso che sembrava quasi avvolgerla completamente, farla diventare parte di sé.

📌Sinossi

“Chi era Aiyana? Chi era stata? Vuoto, soltanto vuoto nella sua mente. Un’aridissima distesa di niente era ormai il suo cuore, un mare di assenza la sua memoria. Eppure aveva qualcosa, ancorato all’anima, che non voleva morire, che non voleva precipitare nell’oblio. Qualcosa. Qualcuno. Doveva trovarla, doveva seguire quel richiamo, attenuare quell’incessante voglia d’amore. Doveva saziare il suo animo, riappacificare il suo cuore, doveva incontrarla, doveva chiederle chi fosse davvero”

Un libro che promette emozioni, scintille, batticuore, tutto. Parole che scavano nelle viscere dell’animo umano, parole che vogliono essere ascoltare.
Uno di quei libri che ci tiene svegli la notte, che sfiora le corde del cuore, toccante e struggente dalla prima all’ultima pagina.
La protagonista è Aiyana, la cui vita è andata in pezzi, non ricorda più niente. Eppure qualcosa la spinge a partire, a cercare, a sperare. Un nome, questa la sua ancora di salvezza. Un nome che sente pronunciare e a cui non sa resistere. Un nome che sente echeggiare nella sua mente, intrufolarsi nel suo cuore.
L’amore è come l’aria e se ne va in giro e avvolge chi gli pare, senza preoccuparsi delle conseguenze.
Come l’aria, ti manca e la desideri.
Allo stesso modo l’amore, senza preavviso se ne va o si nasconde e ti lascia a lottare per ritrovarlo.
E la vita, beh, sa come mettersi di traverso.
Aiyana ha spezzato i fili dei suoi ricordi, non ricorda più nulla, e forse è meglio così.
Potrebbe ricominciare davvero, tutto da capo.
È una storia misteriosa, di crescita, di ricerca del proprio passato. Ma è anche una storia di dolore, negazione, non accettazione.
Una storia dove il passato è un’ombra e il futuro una speranza apparentemente impossibile.
Eppure è per le speranze impossibile che si lotta più strenuamente.
Una storia difficile da spiegare, che dovete scoprire voi stessi e che certamente, saprà come stupirvi. Una storia in cui sarete voi a decidere il finale.

📌 Trama:

Aiyana viene aggredita improvvisamente da uno sconosciuto, mentre si trova sulle scale della cantina di casa sua: l’uomo la picchia ferocemente e la scaraventa contro il muro, per poi abbandonarla nel buio.

La giovane donna rimane gravemente ferita, con il volto sfigurato e diverse ossa rotte: viene portata in ospedale, dove rimane per tre mesi priva di sensi.

Ci sono solo due persone ad occuparsi costantemente di lei: la nonna Karla e l’infermiere Ben.

La nonna Karla è l’unica parente su cui la ragazza possa contare, mentre l’infermiere Ben è un ragazzo gentile e molto premuroso, che si affeziona alla povera Aiyana, benché non abbia mai potuto palare con lei e non l’abbia conosciuta prima dell’incidente.

Con il passare del tempo, Ben capisce di essersi innamorato della sua giovane paziente: la assiste continuamente, soprattutto di notte, quando la nonna non può fermarsi lì con lei.

Una sera, Ben esprime un desiderio: desidera con tutte le sue forze che la ragazza si svegli…e succede davvero!

Aiyana si sveglia e non capisce perché sia lì, non conosce Ben, in realtà non sa neanche chi sia lei stessa! Non ricorda assolutamente nulla.

Chiede spiegazioni a Ben, che però non può rispondere alle sue mille domande fino al giorno successivo, quando sarà presente anche la nonna.

La mattina seguente, la nonna raggiunge la nipote ed è sconcertata dalla sorpresa di trovarla sveglia: dopo gli ultimi esami, finalmente può portarla a casa con se e iniziare a raccontarle la storia della sua vita.

A più riprese, la giovane viene a conoscenza di diversi eventi: sua madre è morta da anni a causa di una grave malattia, il padre le ha abbandonate non appena è venuto a sapere della malattia della moglie, ha poi tentato di portare Aiyana con sé ma la nonna l’ha impedito.

Scopre anche il significato del tatuaggio che ha sul braccio: ne percepisce l’importanza ma ancora non ne ricorda il significato. L’ha fatto con una persona importante, ma chi?

Nel frattempo, le cure non sono più necessarie e Ben rischia di non poter più vedere la ragazza di cui si è lentamente innamorato: decide di chiederle un primo incontro pomeridiano, che poi diventa un invito a cena.

Ben è al settimo cielo, finalmente può stare vicino alla persona di cui si è innamorato in questo momento particolarmente difficile. Lei, tuttavia, continua a vedere Ben come un buon amico e, al contrario, si accorge di sentire dentro di se un “richiamo”, quasi una presenza, che però non è Ben!

Non vuole ferirlo ma, allo stesso tempo, è confusa e capisce che quello non è il posto in cui dovrebbe essere. Passano la notte insieme e, solo dopo questo evento, ricorda un nome: Selene.

Grazie ai racconti della nonna, si mette sulle tracce della misteriosa donna che le ha mandato una rosa ogni mese e una lettera, per tutto il periodo in cui è stata in ospedale.

La trova: trova la sua casa, molto particolare e stravagante, e la ragazza – che rimane a dir poco sorpresa nel vederla comparire proprio in casa loro, non sapendo nemmeno che si fosse svegliata.

Si ritrovano: parlano, chiariscono alcuni dubbi e incertezze ma, soprattutto, sono di nuovo insieme e Selene promette ad Aiyana che la aiuterà a ricordare, a riprendersi la sua vita.

Poco dopo, però, arriva Ben. Urla il nome di Aiyana e le chiede di andare via con lui: Selene si sente tradita e caccia Aiyana di casa.

Aiyana, dopo questo breve assaggio di pace e serenità, si sente di nuovo sola, infelice, vuota.

Purtroppo, il dolore sembra non finire mai: la nonna avvisa Aiyana di un terribile incidente, in cui Ben perde la vita.

Aiyana si reca al funerale dell’amico con la nonna, che però la conduce a casa di Selene: non la trova. Selene non è in casa, ma al funerale di Ben; Aiyana non può saperlo e si sente doppiamente afflitta e sola.

Selene e Aiyana sentono la mancanza l’una dell’altra ma, questa volta, è Selene a fare il primo passo: si reca da Aiyana, la fa salire in macchina e la porta al Superior Lake, l’inizio di tutto, il loro posto magico.

Qui, le racconta la loro storia, le racconta di tutte le volte in cui sono andate in quel posto, le emozioni, i dialoghi e, Aiyana improvvisamente ricorda, o è convinta di ricordare, in ogni caso sono lì, insieme, felici, in pace.

Proprio in quel momento la nonna telefona ad Aiyana per dirle che ha chiamato suo padre, che deve parlarle urgentemente. Dopo quella telefonata Aiyana, finalmente, ricorda tutto: l’uomo che l’ha aggredita è suo padre, l’uomo che le ha distrutto la faccia è l’uomo che avrebbe dovuto proteggerla dal mondo.

Rivela questa incredibile verità a Selene, insieme al motivo dell’aggressione: gli aveva detto della loro relazione, del viaggio che volevano fare insieme.

…da qui in poi l’autrice ci offre due finali possibili. Il primo: violento e, purtroppo, realistico. Il secondo: quello che tuti desiderano ma che richiede un grande coraggio, unito ad un rischio ancora più grande.

Ovviamente non vi svelo né uno né l’altro: sono la chiave del libro e, soprattutto sono il messaggio che, a mio parere, l’autrice vuole trasmettere ai suoi lettori.

📎 Il libro:

  • lo stile è molto semplice, con un narratore esterno (che si svela solo alla fine) e un alternarsi di descrizione e dialoghi/pensieri dei protagonisti;
  • è “neutrale”: il luogo in cui si svolgono i fatti viene nominato solo tre volte nel racconto e non è descritto in modo dettagliato; questo, a mio parere, lo rende universale: si tratta, infatti, di una vicende che potrebbe essere ambientata in qualsiasi posto nel mondo;
  • il ritmo è piuttosto veloce: in circa settanta pagine vengono raccontati all’incirca quattro mesi di vita di questi cinque individui; credo che questo dia la possibilità di concentrarsi maggiormente su ciò che l’autrice vuole comunicare, e non sulla vicenda in sé.

👍 Cosa mi è piaciuto:

  1. il fatto che il libro, come detto poco fa, sia universale;
  2. il significato del titolo: DIPHYLLEIA. Conoscete il significato di questo termine? Si tratta del nome di un fiore molto particolare, conosciuto anche con il nome di Fiore Scheletro a causa del suo aspetto. Ed, inoltre, tutti i significati nascosti nei nomi dei personaggi, nei colori, nella scelta dei fiori (è tutto spiegato al fondo del racconto).
  3. il personaggio della nonna Karla che, come tutte le nonne, sa sempre cosa fare in ogni situazione;

📎  Cosa ne penso?

Sinceramente, credo che il contenuto di questo racconto sia molto valido, soprattutto per tre motivi:

  • il fatto che possa essere adattato facilmente a qualsiasi storia analoga: questo dà la possibilità a molte persone di immedesimarsi nei personaggi e, nel migliore dei casi, trarne un po’ di forza;
  • offre un punto di vista reale: leggendo i ringraziamenti ho notato i riferimenti dell’autrice alla sua storia personale, questo avvalora ulteriormente il messaggio contenuto nel testo;
  • mette in luce il fatto che, purtroppo, esistono molti casi di violenza in cui le persone che dovrebbero proteggere sono le stesse che si rivelano spietate (genitori, figli, insegnanti, amici).

Vi lascio il link all’intervista all’autrice, in modo che possiate approfondire la sua storia e i suoi punti di vista.

http://www.recensionilibri.org/2018/02/intervista-a-valentina-bonci-autore-de-diphylleia-il-ricordo.html

 

2 thoughts on “Recensione | Diphylleia di Valentina Bonci

  1. Ho letto la recensione e mi ha reso felicissimo. Penso sia una delle migliori ricevute fino ad ora, davvero molto dettagliata e che sa scendere nel particolare. Ho apprezzato sopratutto il fatto che tu abbia dato un tuo giudizio personale sul libro indossando i panni di una semplice lettrice, senza la presunzione di erigerti a giudice e/o critica letteraria come molti fanno. Apprezzo la tua sincerità e la tua gentilezza. Sono davvero felice di sapere che hai letto e apprezzato il mio libro!

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