Recensione | Come il sole di mezzanotte di Liliana Onori

Come il sole di mezzanotte Book Cover Come il sole di mezzanotte
Liliana Onori
Romanzo storico, Romance
LibroSì Edizioni
2015
e-book
277

✒«Un leggenda irlandese narra di un re innamorato di una contadina…», la voce gli tremava per l’emozione, «ma il suo era un amore sfortunato perché lei non lo ricambiava e così, non potendo vivere senza la donna della sua vita, decise di uccidersi ma nel testamento lasciò scritto di incidere un fregio sulla sua lapide: due mani che sorreggono un cuore incoronato. Da allora, quell’anello è diventato il simbolo di tutti gli amori». William tirò fuori una scatolina di velluto dalla tasca della giacca e la aprì. Un Claddagh ring d’oro bianco splendeva tra il raso blu su cui era poggiato. «Le mani rappresentano l’amicizia… il cuore l’amore… la corona la lealtà», Anna lo guardava senza riuscire a parlare.

📌Incipit

“Piovigginava quella mattina di maggio, ma non era una stranezza nella contea irlandese di Cork. Correva veloce sul ponete la carrozza che stava riportando a casa Anna DeLarey sull’isola di Queenstown, che sorgeva alla foce del fiume Lee e che era collegata alla terraferma da una serie di ponti”.

📌 Sinossi

Nell’Irlanda di fine ottocento la contessina Anna Delarey torna a casa dopo aver concluso il college. Non conosce l’amore, ma sa cosa vuole: non permetterà a nessuno, nemmeno a sua madre, di farle accettare un matrimonio combinato. Sogna un uomo da amare, al di là delle convenzioni sociali e, quando incontra Julian, il bel marinaio, è amore assoluto in grado di illuminare ogni cosa, come il sole di mezzanotte. Anna e Julian sono certi che il loro sentimento potrà superare qualsiasi pregiudizio, ma il destino è in agguato e Anna si troverà di fronte ad una scelta: rimanere ancorata a un passato che non può più tornare oppure faticosamente, coraggiosamente, lottare per il proprio futuro.

📌 Trama

Irlanda, 1889.

Anna è una diciassettenne, figlia di un conte e della sua amata sposa e, come di consueto per le famiglie di rango elevato, la giovane ragazza è tenuta ad imparare la buona educazione, ad avere un’istruzione impeccabile e, soprattutto, ad essere presente a tutti gli eventi che coinvolgono questo ceto sociale: balli, ricevimenti e quant’altro.

Anna è di ritorno da un lungo soggiorno lontano dalla sua famiglia, a causa dell’istruzione che le è stata imposta dalla madre; è felice di tornare a casa e rivedere il padre, a cui è particolarmente legata. Una volta a casa, però, la madre inizia a imporle feste, balli e tè come se fossero il fulcro di una vita intera. Lei, invece, preferisce passare il tempo in biblioteca oppure all’ombra di Alfred, la quercia a cui ha dato il nome del suo caro nonno.

Questo suo carattere solitario la allontana presto dalle coetanee e, a poco a poco, dalla madre: la donna si ostina, infatti, a volersi mostrare alla figlia come un esempio da seguire e non come un affetto, inoltre è più preoccupata di ciò che gli amici di famiglia possano pensare di sua figlia, piuttosto che del suo bene.

Anna, un giorno, incontra Julian, un ragazzo senza cognome, senza famiglia, senza una casa (o meglio, ha solo una casa sull’albero). Un marinaio, uno sconosciuto che lavora al porto e, presto, un amico.

Dopo un periodo di sospetto e diffidenza, Anna è decisa a fidarsi di Julian: i due si vedono ogni pomeriggio, si confidano, parlano e scherzano. Purtroppo il tempo a loro disposizione è poco, ma un po’ alla volta capiscono di essersi innamorati. Continuano a vedersi nel bosco, ma la voglia di stare insieme è tanta e il tempo sembra essere sempre meno.

Nel frattempo, i genitori di Anna iniziano a prendere in considerazione un matrimonio combinato per la loro figlia: la madre, in particolare, è molto ostinata su questo punto, credendo che sia la cosa migliore da fare per garantire un futuro agiato alla figlia e mantenere il buon nome della famiglia.

Durante una festa, organizzata dalla madre, viene proposta ad Anna la corte del figlio di amici di famiglia: Anna rifiuta, il ragazzo è spregevole e non perde occasione di farsi vanto delle sue avventure con cameriere e giovani ragazze.

Questo porterà ad un litigio tra i due (Julian salverà Anna) e all’allontanamento delle due famiglie. Anna, da quel momento, sarà costretta a non andare più nel bosco.

Dopo un po’ di tempo i genitori di Anna si recano ad una festa per tentare di riallacciare i rapporti con i vecchi amici e mantenere una parvenza di normalità nonostante l’accaduto.

Anna rimane sola a casa e chiede alla sua tata, che è sempre stata a conoscenza di tutto, di portare un messaggio a Julian da parte sua: si incontreranno nella sua stanza mentre i genitori sono assenti. Durante queste ore passate insieme Anna si concede a Julian e lui le chiede di sposarlo. I genitori, però, tornano prima del previsto e li scoprono insieme: non li lasciano parlare, rinchiudono Anna e fanno frustare Julian.

Poco dopo, arriva la notizia che Julian è morto e Anna, da quel momento, cade nell’apatia più totale: non mangia, non beve, non dorme. Ha allucinazioni e incubi; la madre non vuole chiamare il dottore per paura di fare brutta figura e per questo viene cacciata di casa dal padre. A questo punto, la tata e il padre iniziano una lotta devastante per cercare di tenere in vita Anna che, il giorno del suo diciottesimo compleanno, abortisce.

Scopre così che quella notte con Julian aveva dato origine al loro bambino, che non nascerà mai a causa del suo stato di depressione e denutrizione.

Ancora una volta, il padre e la tata la aiuteranno e, poco a poco, Anna e suo padre riusciranno a stabilire un rapporto quasi normale.

Tempo dopo, un amico del padre rimasto vedovo e i suoi figli, faranno visita ad Anna e suo padre, e si fermeranno da loro per un po’: in questo modo, Anna conoscerà William.

Dapprima un amico, successivamente – e non senza problemi e difficoltà – William sarà l’amore assoluti e ancora più intenso di Julian.

Ma i fantasmi del passato torneranno a sorprendere Anna, proprio nel momento in cui lei si sente al sicuro, felice: dovrà fare delle scelte difficili, affrontare perdite e lutti ma, soprattutto, se stessa.

 

📎 Il libro:

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e chiaro, alterna le descrizioni di alcuni luoghi ai dialoghi tra i personaggi ed i loro pensieri. La narrazione è in terza persona e alterna scene che ritraggono i vari personaggi principali. Descrive solo i luoghi indispensabili al racconto (il bosco, il lago, la villa, la stanza di Anna), senza dilungarsi eccessivamente nei dettagli ma, allo stesso tempo, riuscendo a far immaginare in modo molto preciso l’ambientazione e, in molti casi, addirittura l’atmosfera in un determinato momento (gli incontri per il tè, i balli, le passeggiate).

I dialoghi sono soprattutto tra Anna e un’altra persona, che può essere Julian, la tata, il padre o William. Nonostante il personaggio principale, Anna, sia spesso combattuto tra ciò che può o non può dire, per evitare di ferire qualcuno o per evitare spiacevoli conseguenze su se stessa o su altri, si riesce ugualmente ad intuire il motivo per cui si comporti un determinato modo. Sono la perenne lotta per la sopravvivenza contro le avversità e le usanze dell’epoca a stabilire il ritmo del racconto: Anna affronta, per prima cosa, il confronto tra ciò che sente e ciò che le è stato insegnato, poi la madre, in seguito un aborto, ancora dopo la perdita della madre e i sensi di colpa, e così via fino alla fine del racconto.

📎  Cosa ne penso?

Premetto che i romanzi rosa non sono esattamente il mio genere preferito. Tuttavia, quando hanno una bella ambientazione e un bel significato, riesco ad apprezzarli molto. Ed è proprio questo il caso di Come il sole di Mezzanotte: l’autrice ci porta alla fine del 1800 quando, soprattutto per le donne, l’amore non era una cosa così ovvia e semplice.

La maggior parte dei matrimoni era organizzata dai genitori, o comunque da chi aveva il compito di gestire gli affari della famiglia. Si, affari, di questo si trattava a tutti gli effetti (purtroppo, in molti casi, è ancora così al giorno d’oggi).

Credo che, al di là della storia tra Anna e Julian, e poi tra Anna e William, ci sia qualcosa di ben più importante in questo libro: le battaglie di chi non si vuole conformare ad un certo stile di vita (in questo caso Anna, che ha rifiutato i luoghi comuni della borghesia sin dall’inizio), le sofferenze e conseguenze subite da chi mette al primo posto la famiglia e non il pensiero della gente.  In questo, purtroppo, il mondo è cambiato solo nell’apparenza: troppo spesso, infatti, le persone scelgono di apparire piuttosto di essere. Di conseguenza, questo influisce su se stessi e sugli altri, che si tratti di amici o familiari, proprio come è successo ad Anna e sua madre.

Oltre al messaggio “triste” su questo aspetto della società, c’è anche un invito a non arrendersi, a lottare, a fare le proprie scelte, per quanto difficili possano essere, e ad apprezzare i pochi che realmente se lo meritano: questo è ciò che dimostra Anna nel finale del libro.

Lo consiglio, ovviamente, a tutti gli amanti del Romance. Ma anche a chiunque voglia perdersi per qualche momento nell’Irlanda del 1800!

👍 Cosa mi è piaciuto:

  • il messaggio che c’è dietro il racconto;
  • la tata: la dimostrazione che la saggezza e il buonsenso non sono una prerogativa dei ceti elevati;
  • Alfred, la quercia antica, il “luogo sicuro” in cui tutti, almeno una volta, ci siamo rifugiati;
  • la leggenda del re irlandese.

Ringrazio Liliana per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro, non vedo l’ora di leggere il seguito!

Vi lascio il link per acquistare il libro su Amazon:

Come il sole di mezzanotte – Liliana Onori

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *