Maison du Monde

Maison du monde (Mamihlapinatapai) Book Cover Maison du monde (Mamihlapinatapai)
Narrativa
Massimiliano Agarico
Fiction
Il Ciliegio
2018
137

Due storie ambientate tra Barcellona e Tossa de Mar, racchiuse in un unico racconto con un doppio filo conduttore: i sogni e la locanda "Maison du Monde". Sogni vissuti come fuga dalla realtà, che lentamente si trasformano in incubi e poi tornano ad avvolgere il cuore come racconti incantati. Il primo Percorso è la storia di Santiago, un uomo divenuto potente e cinico a causa di un passato infelice e segnato dalla violenza. Il secondo Percorso riguarda Samir, uno scrittore di racconti horror colpito dagli eccessi del successo e da tragedie familiari che lo hanno inseguito fin dalla giovinezza. Punto in comune fra i due la locanda Maison du Monde, crocevia immaginario attraverso il quale tutti i personaggi sono costretti a passare: per fare i conti con il passato, liberarsi da insopportabili pesi sul cuore, raccontare la verità un'ultima volta, tutta d'un fiato.


Minihlapinatapai, in un antico e quasi dimenticato dialetto cileno, significa: “Guardarsi negli occhi sperando che l’altra persona si offra di fare ciò che entrambi desideriamo ardentemente ma che nessuno dei due ha il coraggio di fare.

Maison du monde è un libro che si preannuncia come un viaggio tra sogno e realtà ma che, in effetti, racconta piuttosto di incubi e lati oscuri delle città in cui è ambientato – e delle persone che le abitano.

Maison du monde: il libro

Santiago portava qualcosa di doloroso e cupo dentro di sé, un groviglio di catene e spine, ma alla resa dei conti questa sua storia dimostrerà di essere anche delicata.

Partendo dalla prima scena, si capisce subito di avere a che fare con un testo tutt’altro che roseo: si tratta infatti dello stupro di una ragazzina orfana di quattordici anni da parte di due senzatetto (ad uno dei due, tra l’altro, la ragazzina si era dedicata particolarmente, portando cibo ogni giorno).

Risulta quindi evidente l’impronta “oscura” che porta con sé la vicenda sin dall’inizio.

Tuttavia, una volta concluso si rivela una testo “completo”: triste e tragico per la maggior parte della narrazione ma comunque pieno di vita e, in un certo senso, di speranza nel trovare un senso alle cose e un giusto epilogo.

In entrambe le storie, infatti, a mio parere ciò che conta di più è la morale: alla fine viene data una spiegazione per tutto, o quasi. Ogni, positivo o negativo che sia, ha il suo epilogo corrispondente  al bene o al male che ha fatto in passato.

Maison du monde: oltre la trama

Per quanto riguarda gli aspetti “tecnici” del libro, personalmente ho apprezzato molto lo stile, benché si noti la ricerca maniacale della frase perfetta.

Ambientato nella Santiago più profonda e rozza, trasmette una sensazione di inquietudine ma, allo stesso tempo, di partecipazione a vite e momenti sconosciuti.

L’atmosfera è un’insieme di mille sensazioni: positività e negatività di mescolano continuamente.

In conclusione

Un libro “diverso”, che si presenta come un libro semplice ma non lo è, soprattutto per i temi che affronta. Lo consiglio a lettori di ogni genere perché credo sia un tipo di lettura universale, adatto a tutti.

Vi lascio il link a IlCiliegio


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