7

7 di Tristan Gracia è un libro sconvolgente: per lo stile, per la trama, per il messaggio. Quindi direi di analizzare ognuna di queste cose separatamente.

Il popolo ama le storie. E io non sono da meno.

Prima di tutto va fatta una precisazione. Prendendo in mano questo libro per la prima volta, senza saperne nulla, si potrebbe fraintenderne in contenuto: leggendo quanto scritto sulla quarta di copertina, infatti, si ha l’impressione di avere tra le mani un romanzo contemporaneo o distopico incentrato sulla droga Alice. No, questa è solo la prima delle sette storie.

7: le trame e il legame.

 

Come detto poco fa, 7 è composto da sette parti: le prime sei sono storie nettamente diverse tra loro ma con alcuni punti in comune, la settima è la chiave di lettura di tutto il libro ed è a sua volta divisa in sette capitoli.

  1. Alice: un esperto trafficante di droga d’élite conosce un gruppo di ragazzi che sta lavorando ad un nuovo tipo di droga, diverso da ogni genere visto fino a quel momento. La droga si chiama Alice, è estremamente potente e ha la capacità di far tornare indietro nel tempo – solo mentalmente e non fisicamente – impersonando sé stessi negli anni passati. Il viaggio nel tempo dipende dalla quantità di droga assunta e, ovviamente, ha dei limiti. Si parte con buone intenzioni ma si finisce per…
    Siamo come pietre che, però, soffrono.
    – distopico, sconvolgente, estremamente vivido e verosimile.
  2. I rulli di legno: un musicista entra in possesso di rulli di legno che all’apparenza non sono altro che statuette; dopo svariati tentativi, però, scopre che contengono i pezzi fondamentali della storia della musica passata e futura: cosa farne? E soprattutto che ruolo ha lui nel regolare andamento della Storia.
    […] e penso che non abbia sopportato il suono del futuro
    – nostalgico, coinvolgente.
  3. Sanguine: una modella bellissima, che nonostante il passare del tempo sembra non subirne gli effetti. Lei stessa non si capacita di tutto ciò, lo prende semplicemente come un dato di fatto. Ha solo un problema: degli eritemi che periodicamente si ripresentano sul suo volto e non hanno cura né spiegazione fino a quando, quasi per caso, non scopre che hanno una spiegazione eccome! Questo cambierà la sua vita, la percezione di sé e del mondo.
    – pieno di significato, crudo, devastante.
  4. La rivoluzione permanente: un sogno che porta in un mondo parallelo, per poi scoprire che quello è il mondo vero, che tutto il resto è stata finzione. La percezione della realtà cambia e si sconvolge radicalmente.
    – sconcertante, fantasioso e originale.
  5. L’esistenza degli extraterrestri: extraterrestri o no, questo racconto vede il suo fulcro nella fede. Quanto è determinante ciò in cui si crede? Si potrebbe dire che senza credere in qualcosa non si esisterebbe?
    – significativo e introspettivo.
  6. Emisferi: un mondo diverso per ogni “categoria” umana (animalisti, cattolici…); ogni uomo appartenente ad una categoria viene risucchiato nell’emisfero di appartenenza a vive separato dagli altri universi.
  7. La settima: Un ragazzo vive e rivive la propria vita: è praticamente immortale e ad ogni vita si ripresentano alcuni momenti uguali alla precedente e alcuni diversi, per sei volte, fino alla settima vita, quando le cose cambiano drasticamente e il ragazzo si trova a chiedersi “perché io?“, prima, e “ora che cosa devo fare?”, poi.

7: Il messaggio

Scorrendo le sintesi delle sette trame, si vedono delle parole in grassetto: quelle compongono il legame, che altro non è che il messaggio del libro.

Le sette storie, infatti, sono unite superficialmente da alcuni “simboli” (come il titolo di una canzone, per esempio) ma sono legate nel profondo da tutti gli elementi che compongono un essere umano e, soprattutto, il suo aspetto “filosofico” dovuto a paure, domande senza una risposta e fragilità conseguenti al fatto di essere umano.

Tempo, ruolo nella Storia, percezione di sé, realtà, fede, categorizzazione degli esseri umani, senso della vita: tutto questo compone una grossa sfera che è l’identificazione di sé e del proprio ruolo e sarà il ragazzino protagonista dell’ultima parte del libro a dare un senso a tutto o, se non altro, a lasciare qualche domanda al lettore.

7: lo stile

Lo stile di Tristan Garcia è qualcosa di unico e, unito alla cura di NNEdiotre, crea un piccolo gioiellino.

Si tratta di uno stile estremamente curato e versatile: nonostante cambino il genere e l’ambientazione per ognuna delle sette parti, riesce ad essere sempre molto coinvolgente e a creare atmosfere talmente vivide da essere percettibili.

Tristan Garcia, però, mantiene sempre la stessa struttura narrativa in ognuno dei racconti: inizialmente si ha un ritmo di lettura lento, che poi cresce a mano a mano che si va avanti con la storia, coinvolgendo il lettore senza che se ne accorga, per trasportarlo fino all’epilogo, contente il messaggio.

In conclusione:

Questo è sicuramente uno dei libri di narrativa migliori che abbia letto: ha contenuti forti, spinge a riflettere su argomenti che spesso si preferisce accantonare ma merita davvero di essere letto per tutte le caratteristiche che ho elencato finora.

Se non ne avete mai sentito parlare e non siete sicuri di volerlo leggere proprio per come è fatto e ciò che contiene, vi posso dire questo: come struttura si può paragonare a Cloud Atlas, benché i legami che uniscono le storie siano diversi, meno palesi ma più profondi. Come genere, invece, lo si può associare a Black Mirror, la serie tv distopica che ha sconvolto migliaia di spettatori. Ecco, se avete visto Black Mirror, avete presente la sensazione che lascia: quella sensazione elevata al quadrato è questo libro… forse proprio perché è un libro!

Spero davvero di avervi convinti…Buona lettura!


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