Il colore nel make-up

Il make-up ha origini antichissime: già gli antichi egizi, i romani, i greci, le popolazioni nordiche utilizzavano coloranti di origine naturale, alcuni per intimorire i nemici durante le guerre, altri per un vero e proprio scopo estetico.

Sono gli egizi i primi a coltivare il culto della bellezza, creando la prima vera linea di cosmetici e testimoniandone l’importanza.

Ma come si è evoluto il mondo della cosmesi? E quale importanza ha il colore nel make-up?

In Egitto

Come si può notare da ogni immagine che ritragga persone dell’alto rango, re e regine erano soliti decorarsi il viso con il Kohl, una polvere di colore nero ottenuta dalla macinazione del bruciato di mandorle, il piombo e il rame, che veniva utilizzata per dare risalto agli occhi con una linea nera piuttosto marcata. Prima del nero le donne egizie usavano il colore verde, estratto dalla malachite.

In Grecia

Come le donne egizie, anche le quelle greche utilizzavano il Kohl, ma furono le prime a colorare le palpebre, come oggi facciamo con l’ombretto. I colori utilizzati maggiormente erano il blu, l’azzurro e il verde.

Usavano anche il nero, non solo per delineare la forma degli occhi, ma anche per tingere le ciglia, solitamente con del carbone (utilizzato fino agli anni ’50 per tingere anche i capelli).

Anche le labbra avevano una loro tintura: solitamente si usava il rosso estratto dall’oricello. Altri estratti vegetali di colore rosso intenso venivano utilizzati per dare colore alle guance, rendendole rosee.

A Roma

Le donne romane non vedevano di buon occhio il trucco intenso, come poteva essere quello egizio, preferivano la pelle bianca – ottenuta con un impasto di argilla e biacca – labbra rosse e palpebre solitamente verdi, ma mai eccessivamente marcate.

 

I Celti

Le donne celtiche curavano molto il loro aspetto: tingevano le lebbra di rosso con estratti di bacche, usavano ombretti creati con estratti di erbe e fiori. Secondo alcune fonti, pare che fossero solite tingere anche i capelli con tinte sui toni del rosso/biondo ed addirittura unghie mani.

L’epoca Vittoriana

In questo periodo il trucco del viso non era assolutamente ben visto. Le donne ricorrevano a misure estreme per avere una pelle bianchissima, utilizzando ingredienti come il piombo e l’arsenico. Evitavano il sole, riparandosi con veli e ombrellini, pur di non far scurire la pelle. Usavano fiocchi d’avena, miele, tuorli d’uovo, e rose per rendere la pelle bianca e morbida.

Gli anni ’30

Nel 1930 il trucco era utilizzato dalle donne di tutte le classi sociali. Le attrici non erano più viste in modo negativo, anzi erano un modello da seguire (come Greta Garbo e molte altre). Nascono le prime grandi case cosmetiche, la prima tra tutte fu L’Oreal.

La bocca veniva colorata di rosso formando un cuore all’interno dei contorni naturali, che andavano coperti col fondotinta. Sopracciglia sottili e cadenti completano il look del periodo.

Gli anni ’50

Sono gli anni del make-up per eccellenza: una vera rivoluzione. Gli esempi da seguire sono Marilyn Monroe e Audrey Hepburn, con il suo trucco “cat-eyes” assolutamente rivoluzionario. I colori dominanti sono tre: bianco, rosso e nero. Pelle bianca, labbra rosse, occhi delineati in nero.

Dagli anni ’70 al 2000

Il make up negli anni ’70 diventa ancor più eccentrico. Occhi coloratissimi, labbra pallide. Lo stile di questi anni da spazio a qualsiasi colore ci venga in mente: giallo, verde, rosso ecc…

Negli anni ‘80 il trucco è pesante, accentuato, gli occhi scuri e drammatici, truccati con eyeliner neri e ombretti vivaci nelle tonalità blu, verde e viola. Per le labbra colori forti, come il rosso.

Dagli anni ’90 in poi il mercato è invaso dai prodotti chimici con tinte sempre più vivaci, è tempo del metallizzato e del fluo.

Infine lo smokey-eyes e il trucco naturale, moda degli ultimi anni.

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