La scelta

La Scelta Book Cover La Scelta
Morgane Mentil
Urban fantasy, Sci-fi
Self-published
2017
Copertina flessibile
336

Milano, giorni nostri. La città è colpita da improvvise esplosioni. In una di queste resta coinvolta Sarah Terenzi che, per miracolo, sopravvive. Da quel momento la vita della giovane cronista cambia. E non solo la sua. Le distruzioni si moltiplicano investendo l’intero Pianeta – dal Brasile alla Cina, dagli Stati Uniti all’Italia – e quel che sembrava un piano ben congegnato da una cellula terroristica assume i contorni di una devastazione su scala mondiale mai vista prima. Al fianco della ragazza, l’amico ed ex-fidanzato Michele Fontini, un giornalista ambizioso e con la propensione a cacciarsi nei guai, e il suo cameraman Andrea. Scoprire la verità non è cosa semplice ma Sarah ha un asso nella manica…

La scelta

La Scelta di Morgane Mentil potrebbe essere definito un urban-fantasy, data l’ambientazione realistica (parte infatti da

Milano) e le vicende sovrannaturali/di fantasia.

Si tratta di una storia mistica e misteriosa: i protagonisti affrontano avvenimenti e incontri inaspettati, ma soprattutto sono costretti ad affrontare sé stessi, scoprendo chi sono veramente e cosa vogliono diventare.

Un percorso di crescita personale e accettazione di sé stessi è alla base di tutta la narrazione: un percorso ad ostacoli che porta ogni protagonista ad affrontare i propri limiti e trovare soluzioni.

Non solo: alcuni si trovano davanti alla classica “seconda occasione”, il momento perfetto per riscattarsi da ciò che hanno fatto in passato.

La scelta: oltre la trama

La scelta è, oltre che il titolo, la chiave di lettura di tutto il libro: la possibilità di scegliere, di prendere decisioni, di cambiare le cose.

Ogni passo della trama è scandito, in effetti, da una scelta.

Senza dubbio è un libro pieno di vita e positività. In sostanza “tutto si affronta avendo come base amicizia, amore e famiglia”.

Era come se un’immensa dolcezza gli si fosse sciolta nel petto a ricordargli ciò che sapeva da tempo: proteggere, gli riusciva spontaneo.

Lo stile dell’autrice è molto curato e facilmente leggibile: questo permette una lettura scorrevole senza che lo stile sovrasti la trama o il messaggio.

A mio parere, infatti, la base della narrazione è il contrasto tra bene e male e come le scelte di ognuno (tra bene e male, appunto) possano ripercuotersi su ciò che c’è intorno.

La scelta è una storia d’amore, ma è anche un’avventura ai confini del mondo e del sovrannaturale; è una storia di amicizie e famiglia; è, come ho scritto all’inizio della recensione, un libro pieno di vita.

In conclusione

Consiglio questo libro agli amanti dell’urban-fantasy e non solo; è un libro che racchiude molti generi letterari e può essere apprezzato da un pubblico molto vasto e variegato!

Tra l’altro, secondo fonti decisamente attendibili (:P) l’autrice è attualmente al lavoro sul suo secondo romanzo, di genere diverso dal paranormal romance, e sta inoltre progettando la trama di un possibile seguito de La Scelta! (Anche perché il finale di questo lascia ben sperare, leggere per credere!)

Trovate tutte le informazioni sull’autrice e sul libro qui: www.morganementil.com
Passate da lei, è gentilissima <3


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Maison du Monde

Maison du monde (Mamihlapinatapai) Book Cover Maison du monde (Mamihlapinatapai)
Narrativa
Massimiliano Agarico
Fiction
Il Ciliegio
2018
137

Due storie ambientate tra Barcellona e Tossa de Mar, racchiuse in un unico racconto con un doppio filo conduttore: i sogni e la locanda "Maison du Monde". Sogni vissuti come fuga dalla realtà, che lentamente si trasformano in incubi e poi tornano ad avvolgere il cuore come racconti incantati. Il primo Percorso è la storia di Santiago, un uomo divenuto potente e cinico a causa di un passato infelice e segnato dalla violenza. Il secondo Percorso riguarda Samir, uno scrittore di racconti horror colpito dagli eccessi del successo e da tragedie familiari che lo hanno inseguito fin dalla giovinezza. Punto in comune fra i due la locanda Maison du Monde, crocevia immaginario attraverso il quale tutti i personaggi sono costretti a passare: per fare i conti con il passato, liberarsi da insopportabili pesi sul cuore, raccontare la verità un'ultima volta, tutta d'un fiato.


Minihlapinatapai, in un antico e quasi dimenticato dialetto cileno, significa: “Guardarsi negli occhi sperando che l’altra persona si offra di fare ciò che entrambi desideriamo ardentemente ma che nessuno dei due ha il coraggio di fare.

Maison du monde è un libro che si preannuncia come un viaggio tra sogno e realtà ma che, in effetti, racconta piuttosto di incubi e lati oscuri delle città in cui è ambientato – e delle persone che le abitano.

Maison du monde: il libro

Santiago portava qualcosa di doloroso e cupo dentro di sé, un groviglio di catene e spine, ma alla resa dei conti questa sua storia dimostrerà di essere anche delicata.

Partendo dalla prima scena, si capisce subito di avere a che fare con un testo tutt’altro che roseo: si tratta infatti dello stupro di una ragazzina orfana di quattordici anni da parte di due senzatetto (ad uno dei due, tra l’altro, la ragazzina si era dedicata particolarmente, portando cibo ogni giorno).

Risulta quindi evidente l’impronta “oscura” che porta con sé la vicenda sin dall’inizio.

Tuttavia, una volta concluso si rivela una testo “completo”: triste e tragico per la maggior parte della narrazione ma comunque pieno di vita e, in un certo senso, di speranza nel trovare un senso alle cose e un giusto epilogo.

In entrambe le storie, infatti, a mio parere ciò che conta di più è la morale: alla fine viene data una spiegazione per tutto, o quasi. Ogni, positivo o negativo che sia, ha il suo epilogo corrispondente  al bene o al male che ha fatto in passato.

Maison du monde: oltre la trama

Per quanto riguarda gli aspetti “tecnici” del libro, personalmente ho apprezzato molto lo stile, benché si noti la ricerca maniacale della frase perfetta.

Ambientato nella Santiago più profonda e rozza, trasmette una sensazione di inquietudine ma, allo stesso tempo, di partecipazione a vite e momenti sconosciuti.

L’atmosfera è un’insieme di mille sensazioni: positività e negatività di mescolano continuamente.

In conclusione

Un libro “diverso”, che si presenta come un libro semplice ma non lo è, soprattutto per i temi che affronta. Lo consiglio a lettori di ogni genere perché credo sia un tipo di lettura universale, adatto a tutti.

Vi lascio il link a IlCiliegio


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Io, Tituba, strega nera di Salem

Io, Tituba, strega nera di Salem
Le chiocciole
Maryse Condé
Romanzo storico
Giunti
2019
Copertina flessibile
224

Nel 1692 la comunità puritana di Salem, nel New England, fu lacerata da uno dei più famigerati processi per stregoneria della storia. Le accuse, gli interrogatori, le torture e le condanne che seguirono coinvolsero più di centocinquanta persone e culminarono nella condanna a morte di diciannove imputati, in maggioranza donne. La nera Tituba, schiava di origine caraibica di proprietà del Reverendo Parris, fu accusata di istigare le donne e le fanciulle bianche alla stregoneria e ai commerci con il Maligno; la giovane schiava veniva dalle piantagioni delle Antille, e il romanzo a lei ispirato si apre sul luogo della sua nascita, l'isola di Barbada. Tituba è figlia di una donna nera violentata da un marinaio bianco durante la traversata oceanica e, nel corso delle peripezie che sconvolgono la sua vita fin dall'infanzia, viene iniziata ai riti e alla magia da Man Yaya, una vecchia curatrice africana. Da allora, Tituba ricorrerà spesso ai sortilegi e ai contatti con gli spiriti della sua tradizione, per reagire al disprezzo e ai soprusi dei bianchi: tutto il romanzo è così percorso da un'atmosfera di magia e sensualità, ma al tempo stesso è fondato sulla sanguinaria realtà della schiavitù nelle colonie del Nuovo Mondo, delle rivolte di schiavi e della "caccia alle streghe" del Seicento.

Io, Tituba, strega nera di Salem è uno dei libri più belli che abbia letto quest’anno e che sicuramente porterò con me per molto tempo.

Detto ciò, è il caso di spiegare i motivi di questa affermazione, tenendo presente che ho una predilezione per i libri di questo genere.

Io, Tituba, strega nera di Salem

Questo libro racconta una storia vera: la storia del processo di Salem del 1692, che ha visto la condanna di molte donne accusate di stregoneria.

Tituba è una ragazzina nera, nata da uno stupro da parte di un marinaio ai danni di una schiava. Tituba nasce schiava, da una madre che la schiva perché le ricorda quell’atto brutale di cui è stata vittima.

Mia madre pianse perché non ero un bambino. Le sembrava che la sorte delle donne fosse ancora più dolorosa di quella degli uomini. Per affrancarsi della loro condizione non dovevano forse essere 

Tuttavia, dopo infinite peripezie, la madre di Tituba trova un minimo di pace in un uomo – anche lui schiavo –  a cui viene “regalata” per distoglierlo dalle sue manie suicide.

Un uomo affettuoso, che regala a Tituba un po’ di calore e protezione, un vero padre.

Il futuro di Tituba e della sua famiglia, però, si rivela tutt’altro che semplice: in poco tempo rimane senza i genitori; è una donna ad aiutarla, un’anziana che la prende con sé e le insegna l’arte della natura: conoscere le piante medicinali e quelle velenose, come sfruttare ciò che si ha intorno per alleviare dolori e pene di ogni genere.

M’insegnò che tutto vive,ha un’anima, un respiro. Che tutto deve essere rispettato. Che l’uomo non è un padrone che percorre il suo regno a cavallo.

Purtroppo, però, anche questa donna è destinata a lasciare Tituba, che dovrà cavarsela da sola: si rifugia nel bosco, si crea una capanna, è in tutto e per tutto indipendente nonostante sia poco più che una bambina.

Ero fatta per curare, non per spaventare.

Ma questo è solo l’inizio: l’inizio della sua nomea da strega e l’inizio del percorso che la porterà fino al villaggio di Salem. L’incontro decisivo è quello con un ragazzo, di cui si innamora e per il quale è disposta a sacrificare la sua libertà.

Io, Tituba, strega nera di Salem: oltre la trama

Io, Tituba, strega nera di Salem è un libro che racconta di una donna estremamente forte, pur con le sue debolezze, e capace. Una donna che conosce la natura e le persone, le capisce e le aiuta. Una donna che viene definita strega da bambine viziate benestanti, figlie di famiglie cristiane dalla mentalità chiusa e sospettosa e per questo condannata.

Quello che inizialmente è stato un gioco infantile e un aiuto, si trasforma in sentenza.

Questo libro racconta la storia, attraverso Tituba, di nove milioni di donne condannate e uccise da uomini cristiani, in nome di Dio, perché temute. Perché capaci, perché più istruite pur non avendo frequentato le chiese e le istituzioni cristiane.

Racconta una storia triste ma magnifica: il legame tra una donna e le natura.

Sentivo che nella sua bocca la parola aveva un accento di obbrobrio. Come mai? Che significava? La facoltà di comunicare con gli invisibili, di conservare un legame costante con gli scomparsi, di curare, di guarire, non è forse una garanzia superiore fatta per ispirare rispetto, ammirazione e gratitudine? Di conseguenza la strega, se si vuol chiamare così colei che possiede una simile grazia, non dovrebbe forse essere vezzeggiata e riverita anziché temuta?

Tituba, a suo discapito, aveva “l’aggravante” di essere di colore: all’epoca le persone di colore venivano considerate come oggetti, comprate e vendute, usate fino all’esaurimento delle forze.

Tituba è stata sfruttata in tutto e per tutto, è stata consigliera e aiutante, ha curato e aiutato gente del villaggio, compreso il dottore. Poi, quasi per gioco, è diventata una strega: ha stregato le bambine, portandole ad avere comportamenti suggeriti dal Maligno.

Era vero? No. Le streghe aiutano. Tituba, su consiglio del marito e di un’altra prigioniera, inizia a stare al gioco dei sui carnefici dicendogli ciò che vogliono sentirsi dire (l’interrogatorio riportato è un estratto del vero rapporto stilato davanti a Tituba).

Come era stato predetto, la vita di Tituba è tutt’altro che rosea: costretta a sacrifici e sofferenze, resterà in piedi?

Io, Tituba, strega nera di Salem: caratteristiche

Io, Tituba, strega nera di Salem è un romanzo storico che racconta una storia vera e riporta anche alcune testimonianze originali.

Ovviamente, la storia vera è la base, mentre i dettagli sono fantasia dell’autrice.

Il tema principale è chiaramente quello della stregoneria, ma c’è un tema non secondario che viene affrontato in questo libro: la tratta degli schiavi e la loro ribellione (anche se si rivelerà un difensore unicamente della sua causa e non quella di Tituba, anzi! Inoltre la sua strategia per la sopravvivenza sembra essere l’accondiscendenza in tutto e per tutto. Insomma, anche in questo modo mostra un lato aspetto della vita e della schiavitù dell’epoca).

Tituba è la “rappresentante” dell’olocausto delle streghe, mentre John Indian è il “rappresentante” degli schiavi in America.

Si tratta di un romanzo storico che racchiude un significato sempre attuale. Probabilmente per questo motivo l’autrice ha scelto uno stile moderno ma non eccessivo, utilizzando comunque alcuni termini dell’epoca ed evitando modi di dire e parole tipiche del linguaggio odierno.

L’atmosfera e l’ambientazione sono necessariamente da analizzare in coppia: al variare di una, varia anche l’altra di conseguenza.

Per esempio, quando Tituba racconta della sua capanna sul fiume e del bosco circostante, si ha la percezione di un luogo desolato e ostile ma, in qualche modo, caldo e familiare.

Al contrario, quando parla di Salem, la percezione è quella di un luogo profondamente cupo, in cui gli abitanti vivono nel sospetto e nel pettegolezzo malevolo.

Nonostante i temi trattati non siano allegri e alcune scene siano piuttosto cruente, il libro si legge velocemente, grazie alla narrazione in prima persona di Tituba, che accompagna e culla il lettore dall’inizio alla fine, in una cantilena di sofferenze e piccole gioie.

In conclusione

Se dovessi trovare un difetto ad ogni costo, direi che personalmente avrei evitato i due o tre paragrafi in cui Tituba si preoccupa dei secoli a venire e del pensiero nel futuro perché, ripeto, personalmente li trovo un po’ forzati. Fatta eccezione per questo piccolo appunto soggettivo, credo sia un gran bel libro!

Io, Tituba, strega nera di Salem è un gran bel libro: lo consiglio a tutti gli appassionati di questo genere, soprattutto a chi fosse interessato a scoprire il “punto di vista di Tituba” su questa storia, per quanto “romanzata” possa essere.

Un punto a favore del libro è sicuramente lo stile dell’autrice: scorrevole, intrigante…in poche parole: voglio leggere tutti i suoi libri e questo ve lo consiglio sicuramente!

Per approfondire il tema dell’olocausto delle streghe dal punto di vista storico consiglio questo libro: I roghi delle streghe 


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Darsan

Darsan Book Cover Darsan
Marco Perini
Saggio
bookabook
2019
Copertina flessibile
358

Storie di magie ed esorcismi, insegnamenti di asceti nudi e solitari, riti antichi e inquietanti in luoghi trascurati dalle mappe, le vite incredibili di uomini incontrati per via, il racconto di come si possa rischiare la vita per far visita agli dei in templi fantastici. Un viaggio con il corpo e con l’anima nell’India più vera e profonda, madre accogliente di ogni contrario: luce e tenebra, meraviglia e orrore, vita e morte sempre vicine, indissolubilmente legate, che continuamente scivolano l’una nell’altra. Dietro, immobile, lo sfondo che regge gli opposti, la tela invisibile che sostiene il disegno, così che l’occhio, posandosi lieve, possa ammirarne la Bellezza.

 

 

Darsan è un libro che racchiude al suo interno ben tre generi letterari: è un saggio sull’india, un diario di viaggio e una testo di formazione personale.

Darsan // Recensione

Il libro si suddivide in più parti, analizzando ogni aspetto dell’India (luoghi, religione, usi e costumi, consuetudini e stranezze) e rivelandosi in questo modo un ottimo saggio per appassionati dell’Oriente, soprattutto perché descrive il Paese in modo inconsueto, non “turistico”.

Al pari è un diario di viaggio perché, a tutti gli effetti, racconta dell’esperienza diretta dell’autore, che ha attraversato il Paese in lungo e in largo imbattendosi nelle più disparate situazioni e conoscenze.

Non è il classico diario di viaggio in ordine cronologico, ma piuttosto una raccolta di testimonianze suddivise per argomento: per esempio templi, persone, luoghi e così via.

Sono in una condizione strana.
Ho incontrato l’India. Mi sento leggero e mi viene un po’ da piangere.

Darsan // Il libro

Come anticipato all’inizio della recensione, Darsan è suddiviso in più parti, che permettono di conoscere l’India in ogni suo aspetto. Soprattutto permette di conoscerne la parte più profonda e nascosta, con pregi e difetti, che ovviamente non vengono decantati sulle brochure di viaggio.

Si parla di povertà, di sporcizia e degrado: di umanità, nel bene e nel male.

Si viene a conoscenza di un’India che mantiene le tradizioni ma cerca, in qualche modo, di rimanere al passo con i tempi.

Questo viaggio attraverso il Paese viene suddiviso per argomenti e per esperienze. L’autore, infatti, già nella premessa specifica di non essersi recato in India come turista ma come individuo in cerca di qualcosa.

Ciò che stava cercando era in realtà sé stesso… Ed ecco che si arriva alla parte del libro che si può definire di “formazione” o di “crescita personale”. Si tratta del capitolo che precede l’epilogo: un capitolo scritto in chiave filosofica, che sviscera le riflessioni dell’autore sullo scopo e sull’esito del suo viaggio.

Proprio in questo capitolo conclusivo è contenuto il messaggio: la ricerca e l’importanza dell’individualità, l’essere in pace con sé stessi e con tutto il resto.

Darsan // Tecnicamente parlando…

Analizzando il testo dal punto di vista tecnico, si ha un buon saggio: ben strutturato, bilanciato tra oggettività ed emotività dell’autore.

Lo stile dell’autore è piuttosto semplice, alterna descrizioni di esperienze vissute e riflessioni personali (che sono il filo conduttore di tutto il testo, fino all’epilogo descritto poco fa).

Il ritmo è medio-lento ma il libro si legge comunque piacevolmente e piuttosto velocemente.

L’ambientazione è ovviamente l’India per l’intero testo; ciò che cambia e che dà risalto ad alcune parti del libro è l’atmosfera: grazie alle minuziose descrizioni delle scene riportate, è possibile immaginare e percepire gli aspetti meno conosciuti del Paese (il calore, gli odori, lo sporco di alcuni luoghi e la maestosità di altri luoghi).

In conclusione

Un buon libro adatto a: appassionati di viaggio e letture di questo genere, amanti dell’oriente, lettori che amano sperimentare e scoprire letture “diverse”.


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Grazie @bookabook!

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Invisibile

Invisibile Book Cover Invisibile
M
Ursula Poznanski, Arno Strobel,
Thriller
Giunti
2019
Copertina rigida
360

Un paziente trafitto a morte dal bisturi del chirurgo durante un'operazione a cuore aperto. Un agente immobiliare ucciso con ventiquattro coltellate sulla soglia di casa. Un ragazzo massacrato con una mazza da baseball per strada, davanti a decine di testimoni. Un assurdo bagno di sangue travolge la città di Amburgo, ma la cosa più singolare è la facilità con cui i commissari Daniel Buchholz e Nina Salomon riescono a catturare i colpevoli. Eppure il movente rimane incomprensibile: nessuno di loro sembrava conoscere davvero la vittima. L' unico elemento in comune è una rabbia feroce cresciuta a dismisura, fino a diventare inarrestabile. Una rabbia che non lascia immuni nemmeno gli investigatori: mentre l'indagine si fa sempre più tesa, Nina stenta a riconoscere il suo partner. Come è possibile che Daniel, di solito così controllato e padrone di sé, stia diventando ogni giorno più aggressivo e irrazionale? Intanto, un dubbio comincia a insinuarsi in lei: e se gli assassini fossero stati manipolati? Ma da chi? E soprattutto: come?

Invisibile è un thriller psicologico attuale e piuttosto inquietante.
Il tema principale del libro è “il giudizio degli altri” e l’effetto che fa sulle persone.

Invisibile: Il libro

Per evitare spoiler di qualsiasi tipo accenno soltanto al primo capitolo per dare un’idea di quale sia il contenuto del libro.

Ospedale. Un paziente deve essere operato al cuore, un’operazione di routine. Nell’ospedale lavorano due cardiologi e chirurghi tra i migliori che si possano trovare (uno è primario del reparto). L’operazione sta andando bene ma, all’improvviso, il primario si presenta in sala operatoria e trafigge il cuore del paziente. Il motivo? Una recensione negativa.

Già dal primo capitolo si comprende, quindi, quale sia il movente comune a tutta la serie di omicidi: il giudizio altrui e, in particolar modo, la “fama online“. Quanto influenza la vita quotidiana di ognuno? E cosa si sarebbe disposti a fare pur di cancellare un’opinione negativa?

Invisibile: Oltre la trama

Ciò che rende veramente inquietante (e quindi ben riuscito) questo thriller è proprio il fatto che gli assassini sono persone comuni e apparentemente innocue, senza moventi validi o trascorsi particolari.

L’unica cosa che accomuna queste persone è la presenza invisibile di un giudizio, un qualcosa da cui non riescono più a liberarsi.

Lo stile è semplice e particolarmente scorrevole, lascia spazio alla trama e ai retroscena psicologici delle vicende narrate. L’ambientazione cambia ripetutamente (pur restando nella città di Ambrugo), così come l’atmosfera: in realtà, a differenza di molti altri thriller, non trasmette uno stato di allerta costante ma piuttosto punta sui colpi di scena (come accennato per il primo capitolo, in cui ci si può aspettare qualcosa di insolito solamente perché si è consapevoli di leggere un thriller ma non perché siano i fatti raccontati a suggerirlo).

I protagonisti sono due detective, Daniel Buchholz e Nina Salomon, incaricati di scoprire le cause e i colpevoli di queste morti inspiegabili: sembra esserci una mente “superiore” in grado di manipolare gli assassini.

Questo è il secondo volume della serie che vede come protagonisti Daniel Buchholz e Nina Salomon (il primo è Anonimo) e sicuramente ci sarà un seguito.

In conclusione

Credo sia un thriller molto valido, gli appassionati non possono farselo scappare! Personalmente ho sospeso la lettura di thriller per qualche anno e ho ripreso da poco con questo genere ma credo che sia uno dei migliori tra le ultime uscite!

 


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Regina di ossa

Regina di ossa
Waves
Alisa Kwitney
Young adult, retelling, horror, giallo
Giunti
2019
Copertina rigida
336

Quando Elizabeth Lavenza si iscrive a Ingold, prima e unica studentessa di Medicina, capisce subito che dimostrare quanto vale a compagni e professori sarà cosa ardua. Così quando s'imbatte in un bio-meccanico difettoso - una delle creature che la scuola sta riportando in vita, usando cadaveri di giovani uomini allo scopo di addestrare un esercito di soldati-automi da spedire in guerra - si offre di ripararlo per farsi notare. Ma questo bio-meccanico sembra aver conservato ricordi, sentimenti... e una coscienza. Elizabeth scopre che si tratta di Victor Frankenstein, brillante studente di Ingold deceduto in circostanze misteriose, e ne è pericolosamente attratta. Si ritrova così invischiata in una rete di segreti, intrighi e oscuri esperimenti che paiono implicare la Regina Elisabetta.

Regina di ossa è un retelling in versione femminile di Frankenstein di Mary Shelley, edito da Giunti Editore.

Recensione: Regina di ossa

Regina di ossa racconta la storia di Elizabeth Lavenza, la giovane americana che, per seguire le orme del padre, si reca nello Yorkshire per frequentare la facoltà di medicina, pur essendo l’unica donna ad aver mai tentato fino a quel momento.

La facoltà di medicina, infatti, è aperta solo agli uomini, mentre le donne frequentano infermieristica, essendo ritenute adatte a questo ruolo e non all’altezza del mestiere di medico.

Proprio per questo motivo Lizzie incontra diverse difficoltà: una su tutte, l’astio di professori e compagni che cercano di metterle i bastoni tra le ruote.

Tuttavia Lizzie non si lascia sopraffare e continua le ricerche e gli esperimenti del padre.

Nella scuola si creano i biomeccanici, “persone” vive per metà che servono per l’esercito della regina d’Inghilterra.

Lizzie conosce per caso uno di questi pazienti, un certo Victor Frankenstein, con il quale porta avanti la terapia di suo padre fino ad ottenere risultati sorprendenti!

Ma questo è solo l’inizio perché Victor porta con se i misteri più macabri della scuola di Ingold e non solo…

Oltre la trama

Regina di ossa è un libro young adult, un libro per ragazzi, e bisogna leggerlo essendone consapevoli; vale a dire che non ci si può immaginare di avere tra le mani il grande classico che è Frankenstein di Mary Shelley.

Ad ogni modo come libro funziona e, considerandolo per quello che è, lo si può apprezzare sicuramente: la trama è ben costruita, non mancano i colpi di scena, le difficoltà da superare e un pizzico d’amore complicato che rende la lettura ancora più coinvolgente.

“Young adult” è semplicemente un modo per definirne il target ma definirne il genere non è semplice: ha elementi dell’horror, del giallo e del romanzo rosa.

Ambientato in un’Inghilterra d’epoca vittoriana, lascia trasparire un’atmosfera cupa e vagamente dar, tra corridoi bui e laboratori di medicina. L’atmosfera cambia completamente (come anche l’ambientazione) sul finale, quando si ha una svolta decisiva per i due protagonisti.

Lo stile dell’autrice è molto semplice, adatto al pubblico di riferimento ma capace di catturare l’attenzione anche dei lettori “più adulti” in cerca di una lettura piacevole e  non eccessivamente complicata.

Fatta eccezione per alcuni termini medici legati alla strumentazione in voga all’epoca, il lessico utilizzato è moderno ma non fuori luogo o contrastante con la storia narrata.

I protagonisti sono essenzialmente due: Lizzie e Victor. Entrambi ben descritti e caratterizzati, soprattutto dal punto di vista caratteriale.

Gli antagonisti, invece, cambiano con il susseguirsi delle vicende: le persone su cui ricade l’odio inizialmente cambiano veste verso la fine, e viceversa.

Il personaggio di Lizzie è volutamente caratterizzato per sottolineare la sua determinazione e la sua volontà di emanciparsi nonostante l’epoca… A mio parere, questo è anche il messaggio principale contenuto nel libro: mai arrendersi e inseguire i propri desideri nonostante pregiudizi e convenzioni.

In conclusione

Consiglio la lettura di Regina di ossa agli amanti dei retelling e agli appassionati di Frankenstein, che potranno aggiungere un nuovo pezzetto alla collezione.

Ovviamente è un libro adatto a tutti: ragazzi ma anche adulti. Una lettura facile, veloce e piacevole.

Buona lettura!


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Tra loro

Tra loro
Narratori
Richard Ford
Biografia
Feltrinelli
2017
Copertina flessibile
144

Nel profondo Sud degli Stati Uniti, tra i ruggenti anni Venti e gli anni desolati della Grande Depressione, una strana coppia percorre le strade assolate del Mississippi e dell'Arkansas su una Ford a due porte. Lui è il rappresentante di una ditta di amido per il bucato. Lei è sua moglie. Si sono conosciuti giovanissimi, si sono sposati, si amano e hanno deciso di viaggiare insieme per non doversi separare. E così, per una ventina d'anni, passeranno da un grossista all'altro, da un albergo all'altro, da un ristorante all'altro (festeggiando ogni tanto con qualche bevuta, alla faccia del Proibizionismo), felici di una vita che non potrebbe essere migliore. L'imprevista gravidanza della moglie cambia tutto. L'arrivo di un figlio inatteso separa inevitabilmente quella coppia così unita, costringendo l'uno a un pesante lavoro solitario, l'altra a una vita stanziale in città. Ma quel figlio, peraltro graditissimo e accolto con immensa gioia da entrambi i genitori, non è un ragazzo qualunque, e nel corso degli anni si affermerà come importante scrittore americano contemporaneo: l'autore di questo libro, Richard Ford.

Tra loro è il memoriale scritto da Richard Ford sui suoi genitori.
Tramite la storia dei suoi genitori, però, l’autore offre una vista più ampia sulla storia d’America nel dopoguerra e su quali fossero le convenzioni dell’epoca.

Il libro

Tra loro è suddiviso in due parti, la prima dedicata al padre e la seconda alla madre.

La storia narrata è pressoché la stessa: ovviamente, si tratta delle stesse vite – ma vissute in due modi diversi, osservate e raccontate dallo stesso bambino ormai cresciuto.

Richard nasce dopo quindici anni di matrimonio, un tempo piuttosto lungo in cui in genitori si sono rassegnati all’idea di non avere un figlio, idea che forse non li ha mai nemmeno entusiasmati troppo.

Il padre è un commesso viaggiatore e si occupa di una zona molto vasta nel sud degli Stati Uniti; è un uomo buono, abitudinario, che ha bisogno di essere accudito e “tenuto al sicuro”.

La madre è una donna premurosa che presto si unisce al marito nei suoi lunghi viaggi attraverso l’America. Vivono così per quindici anni, tra motel, alberghi, tavole calde e chilometri di strada.

Poi nasce Richard, inaspettatamente. Per qualche anno la loro vita continua come prima, tra spostamenti e strade. Poi iniziano i problemi dovuti a Richard: qualche malattia, come ogni bambino piccolo, la necessità di una formazione scolastica, ecc.

Questo costringe la famiglia di Richard a fermarsi in un posto, comprare una casa e fare una vita più convenzionale. Da questo momento il padre rientra a casa solo nel fine settimana: gli unici due giorni in cui Richard vede il padre sono giorni in cui i problemi della settimana vengono volutamente ignorati per non turbare lo stato di quiete dei momenti in cui l’uomo è presente.

La vita di Richard prosegue in questo modo, rivalutando spesso la sua posizione rispetto ai genitori, facendosi domane su come il suo arrivo abbia stravolto le loro vite.

Tra loro…

Trattandosi di un memoriale la trama è strettamente legata alla vita privata della famiglia Ford, narrata da un Richard adulto che ricorda la sua infanzia, prima rapportandosi con il padre e poi con la madre.

Dal testo si possono comunque estrapolare valide informazioni sulla vita in America negli anni ’50, su come fosse definita una famiglia “normale” e su quali fossero le abitudini più comuni.

Questo, tra l’altro, è l’aspetto fondamentale che rende possibile la percezione dell’atmosfera e dell’ambientazione (ci sono anche alcune foto di famiglia tra i vari capitoli!).

Lo stile dell’autore è sempre ottimo: mai noioso o con una sola parola fuori posto. Tuttavia, il ritmo di questo libro è piuttosto lento, soprattutto a causa delle descrizioni di alcune fasi della vita della famiglia Ford (a volte anche ripetute) e sia per le riflessioni dell’autore stesso.

In conclusione

Un bel libro che, a mio parere, aiuta a comprendere maggiormente lo stile e gli argomenti tipici di Ford.

Tra loro è, in qualche modo, il ricordo di un bambino che ha ormai perso l’ingenuità ed è combattuto tra il mantenere vivi gli aspetti positivi di una vita fuori dal comune per come l’ha vissuta da piccolo, e il rivalutarla con una critica più matura e razionale.

In Rock Springs, per esempio, tutti i racconti hanno come tema principale il viaggio, lo spostamento, le giornate trascorse tra motel e auto, i divorzi, l’abbandono.

Personalmente credo che il passato dell’autore abbia influito molto sui suoi scritti, soprattutto dopo aver letto questo libro.

Lo consiglio a chi ha intenzione di leggere tutto Ford, approfondendo alcuni aspetti della sua vita e della sua persona.

 


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Per acquistare Tra loro:

 

Morte nelle Highlands

Morte nelle Highlands Book Cover Morte nelle Highlands
Lucy Foley
Thriller
Giunti
2019
372

Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l'ultimo dell'anno insieme. Per Emma, l'ultima arrivata, l'unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l'occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell'esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l'ospite viene ritrovato - morto - tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l'ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l'unica single del gruppo. Chi è l'assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?

Morte nelle Highlands è un thriller che potrebbe sembrare scontato per la trama ma, in realtà, è molto originale nella forma.

Mi spiego meglio: la trama presenta dei punti comuni a molti altri thriller. L’ambientazione in una baita sperduta, la festa tra amici che si trasforma in tragedia, omicidi senza apparente spiegazione, i sospetti che ricadono su coloro che fino ad un attimo prima erano stati compagni di scherzi e bevute.

La particolarità del romanzo è, invece, la struttura della narrazione: non solo non si sa chi sia l’assassino, non si sa nemmeno chi sia la vittima!

Il libro

Morte nelle Highlands si rivela comunque un buon thriller, soprattutto per la struttura descritta poco fa.

Può essere suddiviso in due parti: la prima dal ritmo più lento e costate e la seconda dal ritmo più veloce e con una serie di colpi di scena più repentini.

Se, per un accanito lettore di thriller, la prima parte può risultare lenta e prolissa, sicuramente la seconda metà può riscattare il libro e portare ad un giudizio positivo.

Quando ti rendi conto di quanto siamo isolati,
capisci che soltanto un matto sceglierebbe di viverci,
soltanto chi scappa da qualcosa,
o chi non ha niente da perdere.
Persone come me.

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole: si alternano descrizioni, dialoghi e pensieri. Per quanto riguarda il ritmo, invece, si nota molto la differenza tra la prima metà del libro e la seconda.

L’ambientazione, come anticipato, è una baita sperduta in montagna, d’inverno (è capodanno!). L’atmosfera è, inizialmente, festosa e spensierata; successivamente diventa inquieta e sospettosa.

I protagonisti sono molto vari: vengono descritti singolarmente, sono perlopiù coppie ma anche single che si ritrovano abitualmente per festeggiare insieme. Benché siano descritti come amici, sin dall’inizio vengono poste in evidenza situazioni di invidia, gelosia o incomprensione.

 

In conclusione

Consiglio questo libro (soprattutto in questo periodo… una buona “lettura sotto l’ombrellone”!) a lettori di thriller e non. Infatti si tratta di un thriller non eccessivamente cruento o psicologico, perciò può essere apprezzato anche da chi non predilige esclusivamente questo genere di letture.


Ringrazio @giuntieditore per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima!

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Tutto questo non cambia niente

Tutto questo non cambia niente
Francesco Scatigna
Narrativa
bookabook
2019
Copertina flessibile

Il razionale e cinico Roger Bell si ritrova a Versailles a inseguire la sfuggente Valentine Beyle. A nulla valgono le parole di Paul, che cerca continuamente di mettere in guardia l’amico dalla frivolezza di quella donna. Roger è testardo, vuole andare fino in fondo alle cose, convinto che l’apparenza celi sempre altro.
È proprio a Versailles, nel giardino di Palazzo Mancini, di fronte la statua dello stravagante Pan, che un mellifluo personaggio fa per la prima volta la sua apparizione: il conte Nikolai Vsevolodovich Rask’olnikov, accompagnato da un inquietante assistente, Malfidato. Il conte sogghigna, ridacchia, sembra conoscere i pensieri di Roger, i suoi desideri… Vuole solo che lui accetti il suo dono, e per farlo userà tutta la persuasione di cui è capace.

Tutto questo non cambia niente è un romanzo molto carino, che racconta una storia particolare, ricorda vagamente Dracula e il Patto di San Venganza.

Questa è una storia rumorosa, nonostante essa non ami il rumore; è una storia in cui innocenti saranno perseguitati dalla fortuna, nonostante nessuno di essi sia davvero privo di colpe; è la storia di un viaggio non corrisposto che, tuttavia, corrisponde. 

Il libro

Roger è un ragazzo cinico e abitudinario, non ha alcun tipo di fede, né religione, né superstizione o credenza di alcun tipo.

Ha un amico fidato con cui passa la maggior parte del suo tempo, a cui si rivolge per consigli e confessioni. Ha anche una smisurata infatuazione per una ragazza misteriosa e sfuggente, erede dell’alta borghesia francese, nota per il suo ruolo di spicco tra salotti e ricevimenti.

Questa ragazza sembra portare con sé un alone di mistero e fascino inspiegabile, che attira Roger senza pietà, spingendolo a seguirla in giro per il mondo nonostante gli avvertimenti dell’amico Paul.

Con queste premesse, il personaggio cinico e razionale si trova a fare un incontro inaspettato: il conte Nikolai Vsevolodovich Rask’olnikov, che promette gli promette di esaudire i suoi desideri… sembra una cosa semplice, no?

Oltre la trama

Come anticipato nell’introduzione Tutto questo non cambia niente è un romanzo piacevole, dall’atmosfera e ambientazione molto suggestive.

Ambientato tra Versailles e Parigi, sfondo perfetto per una storia d’amore (difficile e prevalentemente non corrisposto) dall’animo dark.

A metà tra il reale e il surreale, narra la storia di un protagonista che viene stravolto e un antagonista ambiguo.

Lo stile dell’autore è scorrevole, bilanciato. Dal lessico semplice, alterna descrizioni, dialoghi e pensieri del protagonista – che spesso anticipano e determinano la scena successiva.

Il ritmo è medio e costante ma il libro si legge comunque velocemente poiché è abbastanza breve.

In conclusione

Si tratta di un libro piacevole, che trova i suoi punti di forza nell’ambientazione e nei personaggi.

Lo consiglio a lettori di ogni genere, è un libro che si legge velocemente e senza difficoltà ma racconta una bella storia!

L’autore

Francesco Scatigna
FRANCESCO SCATIGNA, nato nel 1988, ha vissuto in diversi Paesi europei prima di stabilirsi a Bruxelles, dove vive tuttora con moglie e figlia. È con- sulente in Affari Europei e Capo Ricerca in un’agenzia di consulenza e Tutto questo non cambia niente è il suo primo romanzo.
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Requiem

Requiem Book Cover Requiem
Universale Economica
Antonio Tabucchi
Fiction, Narrativa contemporanea
Feltrinelli
2014
Copertina Flessibile

In uno stato a metà tra la coscienza e l'incoscienza, l'esperienza del reale e la percezione del sogno, un uomo si trova a mezzogiorno, senza sapersi spiegare come, nella Lisbona deserta e torrida dell'ultima domenica di luglio. Sa di avere delle azioni da compiere, soprattutto l'incontro con un personaggio illustre e scomparso, ma non ha idea di come compierle. Si affida così al flusso del caso e seguendo le libere associazioni dell'inconscio si trova a seguire un percorso che lo porta a ricordare (a vivere il ricordo nell'attualità di quella giornata) alcune tappe fondamentali della sua vita, spingendolo a cercare di sciogliere i nodi irrisolti all'origine del suo stato allucinatorio. Il romanzo è stato scritto in portoghese.

Requiem di Antonio Tabucchi è un romanzo in cui il protagonista è l'”io” immaginato dall’autore che, in una strana e torrida giornata portoghese, si trova ad affrontare un viaggio a metà tra sogno e realtà, incontrando personaggi di ogni genere e cercando di risolvere dubbi del passato.

Il libro

Requiem è un romanzo molto particolare sopratutto per la struttura della trama: non si capisce mai se il protagonista sia sveglio o se stia ancora sognando.

Inoltre in ogni capitolo il protagonista incontra un personaggio diverso che, a suo modo, lo aiuta a comprendere dubbi e fatti irrisolti della sua vita e del suo passato.

Ogni incontro è singolare e ha qualcosa di assurdo: il luogo o il tempo in cui si svolge, la natura della conversazione o addirittura il fatto che l’interlocutore sia defunto!

Tuttavia, il protagonista giunge al termine della sua giornata riuscendo a far luce su ciò che lo assillava ed in questo modo si giunge anche all’epilogo del libro.

Oltre la trama

Al di là della particolarità e della trama, questo libro è sicuramente da valutare più che positivamente per lo stile dell’autore, che narra fatti assurdi con una naturalezza incredibile.

Inoltre il ritmo di narrazione è sempre medio e costante, nonostante i repentini cambi di scena e personaggi. Un capitolo dopo l’altro il lettore segue il viaggio del protagonista “visivamente” e attraverso i suoi pensieri.

I temi principali sono il sogno, l’inconscio, lo stato di semi-coscienza. Ed è proprio in questo stato che il protagonista compie il suo viaggio: andare alla ricerca di soluzioni e spiegazioni nel passato, guidato dall’Inconscio, da una voce interiore o da più personaggi inventati che hanno l’esatto scopo di aiutarlo e indirizzarlo verso una scelta piuttosto che un’altra.

In conclusione

Consiglio questo libro a lettori di ogni genere: penso si possa adattare al gusto di ognuno perché racchiude diversi significati e generi senza prediligerne uno specifico. Si legge velocemente e senza difficoltà.

Requiem è stato il mio primo libro di Antonio Tabucchi ma sono certa di leggerne altri in futuro: lo stile e il ritmo sono veramente ottimi, la trama originale e ben costruita. Credo che il prossimo libro sarà Sostiene Pereira, il più celebre dell’autore!


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