Dracula

Dracula! Ediz. illustrata Book Cover Dracula! Ediz. illustrata
Oscar Draghi
Bram Stoker
Horror
Mondadori
2019
Copertina rigida
531

«Dracula», archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabile e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi che questo volume presenta insieme ad altri testi, di Stoker o di altri autori, che rendono conto dell'eccezionale "vitalità" dei non-morti

Dracula di Bram Stoker è IL grande classico dell’horror gotico: un romanzo epistolare che presenta una nuova versione del vampiro, diversa da quella nota nel folklore popolare fino al momento della sua pubblicazione.

Dracula

Trattandosi di un romanzo interamente epistolare, tutti i fatti che ne compongono la trama sono deducibili da ciò che viene raccontato nello scambio di lettere tra i personaggi principali.

La narrazione inizia il 3 maggio 1890, quando Jonathan Harker parte per la Transilvania e si reca dal Conte Dracula, acquirente di una tenuta a Londra, per conto del suo capo – il Signor Hawkins.

Oltre alle lettere, i fatti vengono raccontati attraverso i diari personali dei protagonisti: Jonathan annota ogni dettagli della sua permanenza presso la dimora del Conte, in modo da non dimenticare ciò che accade e non cadere nella confusione causata dagli avvenimenti strani e da orari e consuetudini particolari del Conte.

In questo modo si apprende, poco per volta, come Jonathan si trovi coinvolto nel piano diabolico del Conte di trasferirsi in Inghilterra per avere accesso illimitato a nuove fonti di nutrimento: il sangue degli inglesi.

Poco alla volta, infatti, Jonathan ha modo di intuire e poi confermare il grande segreto del Conte: è un vampiro.

Dall’altra parte dell’Europa, nel frattempo, Mina e la sua amica Lucy scrivono lettere e diari a loro volta: da questi si può capire come anche loro siano coinvolte in fatti strani e sinistri.

Proprio quando inizia a temere per la propria vita, Jonathan riesce a tornare in Inghilterra… ma questo è solo l’inizio!

Oltre la trama

Dracula è il frutto di studi approfonditi da parte del suo creatore: Stoker, infatti, si è basato su un personaggio storico realmente esistito ma ha anche articolato personaggi e ambientazione in modo che ogni dettagli rappresentasse qualcosa di specifico e assolutamente voluto.

Il Conte rappresenta lo straniero, come veniva visto dal popolo inglese dell’epoca; la sua crudeltà rappresenta ciò che l’Inghilterra ha subito dai popoli invasori.

La scelta dalle Transilvania come luogo d’origine del Male è stata particolarmente oculata: quella terra, infatti, è stata culla di popoli diversi per secoli e ha creato una fusione di religioni, credenze e culture più unica che rara. Inoltre la morfologia di questa zona geografica si adatta perfettamente al genere gotico di Stoker: una terra fredda e ostile, che viene rappresentata come praticabile soltanto da creature non umane.

Il Conte Dracula di Stoker è comunque ispirato alla figura storica del principe Vlad III di Valacchia: governatore della Valacchia – terra al confine con l’Impero Ottomano – fu investito dall’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo ed entrò a far parte dell’Ordine del Dragone: Draculea. “Drac” significa sia drago che demonio, da qui l’associazione a “figlio del demonio”.

Vlad III è passato alla storia come Vlad l’Impalatore a causa della sua propensione a punire gli avversari attraverso l’impalatura, tecnica appresa durante i suoi dieci anni di prigionia presso i turchi.

Questo personaggio già di per sé molto complicato e cruento, è stato l’ispirazione perfetta per creare il vampiro elegante e maestoso di Stoker.

Ovviamente la figura del vampiro non ha fatto la sua prima apparizione con Stoker, infatti era già largamente riportata nelle storie popolari e ripresa da altri autori prima di Stoker.

Tuttavia Stoker fornisce una nuova visione del vampiro: elegante, raffinato, subdolo e pianificatore, anziché bestia selvatica e aggressore senza scrupoli.

Sembra che Dracula sia nato da un incubo di Stoker, che poi ha studiato e approfondito nel dettagli tutto ciò che è servito per la composizione del romanzo.

Lo stile di Stoker

Con Dracula, Stoker è diventato il maestro dell’horror gotico, così come altri autori si sono contraddistinti in altre sottocategorie dell’horror: Poe con il classico, Lovecraft con il cosmico e così via.

Oltre alla trama, agli aspetti psicologici, alle metafore e ai personaggi, ciò che rende questo libro un grande classico da leggere assolutamente è lo stile dell’autore.

Si tratta di un romanzo epistolare, perciò ogni “visione” della storia è scritta e trasmessa attraverso i pensieri di personaggi diversi: ogni penna è caratterizzata in modo diverso; ogni personaggio è costruito non solo esteticamente e caratterialmente, ma anche psicologicamente e questo traspare da un diverso stile di scrittura per ogni narratore.

Il ritmo di lettura è lento: ogni dettaglio è volutamente descritto nel modo più accurato e preciso possibile. Questo, unito alla quantità di fatti e alla molteplice narrazione, inevitabilmente rende la lettura più lenta rispetto alla media. Ciò non toglie che sia un romanzo estremamente coinvolgente e appassionante.

Per quanto riguarda il lessico, invece, basta una parola: affascinate. Come ogni classico, grazie al lessico riesce a trasportare il lettore in un’atmosfera d’altri tempi e trasmettere una cura per il linguaggio che non è più così osservata al giorno d’oggi.


In conclusione: consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere ma anche agli amanti dei classici; lo stile di Stoker è qualcosa di unico e merita di essere scoperto anche dai lettori meno avvezzi all’horror.

Dracula è il mio romanzo preferito in assoluto, l’ho letto più volte a distanza di anni  e in diverse edizioni. A questo proposito mi permetto di consigliarvi l’edizione OscarVault Mondadori: dire che è estremamente curata è poco. Non solo la copertina, non solo la costa della pagine nera, non solo le illustrazioni interne, le foto d’epoca, gli schizzi: l’insieme. Ogni dettaglio è perfetto!

 

Il guardiano degli innocenti – The Withcer 1

Il guardiano degli innocenti. The Witcher Book Cover Il guardiano degli innocenti. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2019
372

Geralt è uno 'strigo', un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...

Il guardiano degli innocenti è il primo volume della saga The Witcher: un gran bel fantasy.

Il guardiano degli innocenti

Il primo volume della saga The Witcher fa egregiamente il suo lavoro: catapultare il lettore in questo mondo fantastico sapientemente creato e raccontato, e invogliarlo a leggere l’intera saga.

Si comincia con una scena che presenta il protagonista, Geralt di Rivia, e da questo momento si inizia a seguirlo in tutte le sue avventura a caccia di mostri imbattibili e creatura di ogni genere.

Il guardiano degli innocenti si basa sulla perfetta unione di quattro elementi fondamentali:

  • lo stile;
  • i personaggi;
  • l’ambientazione;
  • l’atmosfera.

La prima cosa da analizzare è sicuramente l’insieme dei personaggi.

Come ogni fantasy che si rispetti, anche questo libro contiene una grande varietà di personaggi umani e non: ci sono molti personaggi dalle sembianze umane ma dai poteri sovrannaturali; e poi ci sono moltissime creature di ogni forma e genere, che riprendono in qualche modo le fattezze di quelle menzionate o descritte in testi del passato, o sono originate dall’unione di alcune di queste creature.

Il protagonista è, come accennato poco fa, Geralt di Rivia (lo strigo, o witcher): un uomo a tutti gli effetti, ma dotato di forza, capacità e conoscenze fuori dal comune. Subito dopo di lui, come importanza, ci sono Jennefer e Cirilla: due donne con poteri incredibili e con ruoli estremamente diversi all’interno della storia.

Dopodiché compaiono una serie infinita di personaggi secondari e creature mostruose: re e regine, elfi, fauni, strigi, maghe, e così via.

Ovviamente, essendo il primo volume di una saga composta da sette libri, alla fine si hanno le soluzioni ad alcuni dei fatti che hanno inizio in questa prima fase, ma non a tutti: ci sono alcuni punti che rimangono in sospeso e che, giustamente, invogliano il lettore a proseguire. Principalmente si tratta dei legami che uniscono i tre protagonisti e le vicende che riguardano il loro passato o futuro, mentre le vicende risolte nell’immediato sono quelle che danno un senso ai personaggi e, se vogliamo, spiegano anche il significato del titolo.

Il guardiano degli innocenti è, infatti, Geralt, lo strigo dalla fama indiscussa di uccisore, mercenario e spietato, che però si trova più di una volta a salvare vite innocenti e spiegare misteri incompresi da persone che altrimenti avrebbero continuato ad agire nell’ignoranza.

Ambientazione e atmosfera

Come anticipato, questi due elementi sono molto rilevanti e vanno avanti di pari passo: nel momento in cui una scena cambia, cambia l’ambientazione, e l’atmosfera di conseguenza. Questo avviene molto spesso e talvolta velocemente: le scene si susseguono repentinamente e si alternano momenti di tensione e di pace; ciò che si percepisce è sempre molto chiaro: al variare della scena, cambia nettamente anche l’atmosfera, passando da scene di battaglia a scene scherzose di dialogo e svago.

Ciò che non cambia per tutta la durata del testo, è la capacità dell’autore di far immaginare ogni dettaglio pur non essendo prolisso nella descrizione dei luoghi, dei personaggi e degli avvenimenti.

Infine, lo stile

Lo stile dell’autore ne Il guardiano degli innocenti, è assolutamente impeccabile: scorrevole, divertente e crudo al punto giusto, mai prolisso, mai eccessivo in alcun senso. Tant’è che ci si ritrova a leggere un libro di 500 pagine in tre giorni, e senza nemmeno avere tanto tempo a disposizione (o, almeno, questo è ciò che è successo a me!).

Il ritmo di lettura è quindi veloce, non tanto per la trama in sé (che è piuttosto articolata), quanto per lo stile dell’autore. Oltre tutto il libro è stato tradotto, su richiesta dell’autore, direttamente dalla lingua originale, senza passare per la traduzione intermedia in inglese!

 


Libro e Serie TV Netflix

Personalmente cerco sempre di non paragonare il libro alla sua trasposizione cinematografica, ma piuttosto cerco di vederli come due elementi ben distinti da valutare separatamente.

Ad ogni modo, ho pensato di riportare la mia opinione anche sulla serie TV.

Trattandosi appunto di una serie, è stata realizzata senza dubbio in modo strategico: senza aver letto il libro molti collegamenti rimangono irrisolti fino alla fine della stagione. Inoltre è strutturata con molteplici salti avanti e indietro nel tempo, a differenza del libro che è molto più lineare.

Ovviamente, come serie incuriosisce molto di più essendo strutturata in questo modo piuttosto che “in linea retta”, e invoglia gli spettatori a rimanere incollati allo schermo puntata dopo puntata.

Ci sono poi altre due differenze rispetto al libro: nella serie i tre protagonisti assumono importanza quasi equivalente sin dall’inizio, mentre nel libro Geralt rimane sempre un gradino più in alto; infine, sono state apportate alcune modifiche allo svolgimento della trama (il motivo per cui Geralt si trova a corte con la regina Calathe, per esempio).

 

In conclusione vi consiglio sia il libro che la serie, magari senza paragonarli troppo! La saga merita davvero… e la serie è ben fatta nonostante le incongruenze con il libro! Buona lettura e buona visione!


Recensioni: INDICE

L’arte della lentezza

L'arte della lentezza. Trovare il tempo per sé in un mondo sempre in corsa Book Cover L'arte della lentezza. Trovare il tempo per sé in un mondo sempre in corsa
Varia Ispirazione
Véronique Aïache
Self-Help
Giunti
2020
Copertina flessibile
144

Fin dalla tenera età veniamo sottoposti a orari, scadenze e regole che ci costringono a comprimere i nostri ritmi di vita, nella convinzione che il tempo non vada sprecato e che la quantità sia lungamente più importante della qualità. L’autrice di questo piccolo ma prezioso volume, Véronique Aïache, ci aiuta a riflettere su questo presupposto e a riconoscere i pericoli dell’urgenza, quella che ci impone il mondo e quella che imponiamo a noi stessi, per mostrarci una filosofia di vita, la “slow attitude”, basata invece sul prendersi il proprio tempo e sul decelerare il ritmo frenetico delle nostre vite stressanti. Attraverso una serie di tecniche e consigli L’arte della lentezza ci insegna a disconnetterci dal mondo esterno e a riconnetterci con noi stessi.

L’arte della lentezza è assimilabile ai manuali self-help. Si tratta infatti di una guida alla “gestione” e comprensione del tempo che si ha a disposizione.

L’arte della lentezza

Ogni individuo ha la propria routine. Ci sono persone più abitudinarie e persone che invece preferiscono una vita più dinamica e meno monotona. Tuttavia, ci sono ormai aspetti della quotidianità che sono comuni a tutti: appuntamenti, orari di lavoro, orari per i pasti, orari per impegni vari e svago. Orari, orari, orari. Scadenze da rispettare e così via.

In questo manuale, l’autrice mette il lettore di fronte a questa evidenza e suggerisce degli accorgimenti per impadronirsi nuovamente del proprio tempo.

Non si può analizzare questo libro nel  modo “tradizionale” in quanto non si tratta di un romanzo o un libro di narrativa o un racconto. L’arte della lentezza è un manuale di aiuto personale, che serve appunto a trovare il proprio equilibrio.

Il ritmo di lettura è quindi molto soggettivo: il libro è suddiviso in capitoli molto brevi, che permettono una lettura in tempo breve ma, piuttosto, richiedono tempo per essere assimilati.

Lo stile dell’autrice è semplice, mai troppo “tecnico” o distaccato: l’impressione che si ha è quella di ascoltare una persona che sta dando dei consigli sinceramente.

Ovviamente ciò che l’autrice riporta è quanto più universalmente applicabile possibile, ma non può essere valido per tutti.

I fattori che entrano in gioco sono molti: le propria abitudini imprescindibili, le necessità a cui non si può trovare alternativa e, soprattutto l’individualità di ognuno.

Ogni lettore, infatti, troverà alcuni consigli più praticabili di altri e viceversa.

Inoltre…

L’arte della lentezza inizia con una “spiegazione” di come sia cambiata la percezione del tempo nei secoli, di come sia diversa per ognuno e di come sia condizionata dalla cultura individuale e collettiva.

L’uomo è condizionato dallo scorrere del tempo ma in alcune culture, credenze o situazioni personali, questo viene visto come un fattore negativo e angosciante; in altri casi invece viene visto come una linea infinita senza effetti negativi sull’individuo.

Oltre a fornire questa premessa storica, però, il libro ha la funzione di aiutare il lettore a comprendere il proprio rapporto con il tempo e, successivamente, a sfruttarlo al meglio e goderne a pieno.

Come anticipato, è un libro che va letto al momento giusto ma è davvero adatto a tutti: può fornire buoni spunti di riflessione e altrettanto buoni consigli.


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Per una visione alternativa del Self-help: Maledetta felicità

4 3 2 1

4 3 2 1 Book Cover 4 3 2 1
Super ET
Paul Auster
Narrativa contemporanea
Einaudi
2017
Copertina flessibile
939

Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell'altra scuola, se... Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosi ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale»: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto "4321", il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l'incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un'opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c'è molto altro in "4321". C'è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l'assassinio di Kennedy, c'è lo sport e il Sessantotto, c'è Parigi e c'è New York, c'è tutta l'opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l'hanno ispirato, c'è il fato e la fatalità, c'è la morte e il desiderio.

4 3 2 1 è IL romanzo di Paul Auster. Per quanto tutti i suoi scritti sino geniali, questo li supera senza ombra di dubbio.

Si tratta infatti di un romanzo di più di 950 pagine che racchiude al suo interno quattro romanzi minori: attenzione, non è una raccolta di romanzi, ma bensì quattro versioni della stessa storia, la vita di Archie Ferguson.

4 3 2 1

4 3 2 1 inizia col raccontare la storia degli avi del protagonista e, nello specifico, del nonno paterno a cui deve il cognome. Il nonno è un immigrato ebreo, che cerca una nuova vita in America: a causa di un malinteso al suo arrivo su Ellis Island, il suo cognome rimarrà Ferguson.

Dopodiché Auster fornisce una panoramica sulla vita del padre di Archie, i  suoi fratelli e la moglie, introducendo in questo modo la prima versione della vita del bambino, che nasce nel 1947.

Da questo momento in posi si susseguono le quattro versioni (1.1, 2.1,…) in ordine cronologico rispetto alla vita del protagonista: infanzia, adolescenza, età adulta e così via.

Il romanzo ha quindi una struttura piuttosto complessa e, soprattutto all’inizio si può avere qualche difficoltà a ricordare cosa sia capitato ad ogni Archie.

Tuttavia la trama, o meglio le trame, si fanno più lineari e comprensibili man mano che si prosegue con la lettura.

Come in ogni romanzo di Auster sono fondamentali due componenti: l’atmosfera (e di conseguenza l’ambientazione) e i personaggi.

L’atmosfera

Varia più volte: in base alla fascia d’età del protagonista, alla situazione familiare ed economica, ai rapporti con la famiglia e gli amici o i parenti, all’ambientazione geografica e temporale di ogni scena. Ma rimane comunque sempre determinante per la piena resa del racconto.

L’atmosfera è assolutamente percettibile in ogni momento e, anzi, si può distinguere di due parti: una “micro-atmosfera“, che è quella che caratterizza ogni momento della vita di Archie, e una “macro-atmosfera“, cioè quella che dipende dalla storia d’America.

Ciò che rende questo libro un grande romanzo è proprio l’attenzione al minimo dettaglio: Auster non si lascia sfuggire nemmeno un particolare della storia d’America. Dall’arrivo degli immigrati ebrei, all’entrata in guerra, dall’elezione di Kennedy alla morte, dall’avvento del consumismo alla grande depressione.

In poche parole: la storia di una nazione raccontata da persone comuni, dagli occhi di un bambino che cresce e diventa adulto in quel determinato lasso temporale.

I personaggi

I personaggi sono tantissimi. Ce n’è però un numero ristretto che si ritrova in ogni versione, o quasi. Ovviamente sono fondamentali i genitori di Archie, i fratelli del padre e la sorella della madre, con rispettivi coniugi in alcuni casi. Ci sono poi alcuni amici ed Amy, il primo amore di Archie. La zia, sorella della madre, riappare in tutte le versioni con ruoli sempre piuttosto importanti.

In ogni versione della vita di Archie i personaggi sono caratterizzati in modo diverso in base a ciò che li ha formati: il loro passato, i loro rapporti, tutto ciò che li ha costruiti passo a passo, formando una personalità, un’identità e un aspetto ben precisi.

Questo fa parte del significato del libro: l’identità, le scelte, il passato, come è composto un essere umano.

Il mondo non era più reale. Tutto era una copia fasulla di quello avrebbe dovuto essere, e tutto quello che accadeva non sarebbe dovuto accadere.

Il significato

Il significato di tutto ciò (macro-storia e micro-storia) è intuibile sin dal momento in cui si comprende che il libro offre quattro possibili versioni di una vita: ogni individuo è ciò che sceglie in ogni istante della sua vita, ed è strettamente legato al suo passato (micro-storia di Archie) e a ciò che avviene attorno a lui (macro-storia d’America).

Inoltre…

4 3 2 1 è un libro piuttosto lungo e ha un ritmo di lettura medio. Il ritmo narrativo è volutamente lento: Auster spiega ogni singolo dettaglio della vita dei protagonisti, in ognuna della quattro versioni. Questo è determinante per immergersi nella lettura e, soprattutto, per avere una visione chiara di quello che sarà il messaggio finale.

Inoltre, come detto poco fa, Asuter integra all’interno della sua storia i dettagli della Storia d’America: tutto ciò rende la lettura complessa ed un ritmo lento è assolutamente indicato. Ciò che velocizza la lettura è, però, lo stile dell’autore: sempre scorrevole al punto che il lettore non si rende conto dello scorrere della pagine, curato e preciso.

In conclusione

Questo è il classico libro da consigliare a tutti. Probabilmente all’inizio è scoraggiante per via della mole (più di 900 pagine!) ma merita davvero di essere letto.

Personalmente ho preferito avvicinarmi ad Auster cominciando da Nel paese delle ultime cose, che tuttora rimane uno dei miei libri preferiti, per poi continuare con Mr.Vertigo e Trilogia di New York.

Tuttavia, come ho scritto all’inizio della recensione, questo rimane il grande romanzo di Paul Auster, perciò sta a voi la scelta di cominciare dal più celebre e impegnativo o da uno degli altri romanzi.


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I sogni camminano

I sogni camminano Book Cover I sogni camminano
Mariarosaria Guido
Fantascienza
Bookabook
Copertina flessibile

Jim Thomas, giornalista un po’ apatico, viene convinto dal lontano cugino Roger a sperimentare una nuova tecnologia: una capsula impiantata nel cervello in grado di cancellare i brutti ricordi e vivere per sempre una vita felice. In breve però la capsula inizia a mettere a repentaglio la sua vita e la neonata storia d’amore con Kyrsten, perché i sogni di Jim sfuggono totalmente al suo controllo, diventando indipendenti e prendendo vita.
Nel tentativo di capire cosa ci sia veramente dietro l’invenzione della capsula e chi sia davvero Roger, Jim sarà costretto a prendere in mano le redini della sua vita e dovrà fare i conti con i suoi sogni per salvare il suo lavoro, la sua storia d’amore e la sua stessa vita.

I sogni camminano è un romanzo fantascientifico di Mariarosaria Guido, edito da Bookabook.

I sogni camminano

La trama si sviluppa attorno alla vita di Jim, il protagonista, un giornalista ordinario di New York, con una vita ordinaria. A dare una svolta alla sua vita è l’innesto di un sistema tecnologico innovativo nel suo cervello.

La proprietà di questa capsula è di rimuovere i brutti ricordi e permettere al portatore di vivere una vita felice e spensierata.

Da questo momento, però, tutto cambia: proprio nel momento in cui la vita di Jim sembra prendere la strada giusta, ecco che il chip inizia ad avere i suoi effetti. I sogni di Jim prendono letteralmente vita  e, ovviamente questo porta a delle conseguenze non indifferenti.

Si tratta di un libro estremamente scorrevole, che si legge piuttosto in fretta: ha un ritmo piuttosto veloce, dovuto soprattutto ad uno stile semplice ma curato, fresco e giovanile. Per quanto riguarda la trama, invece, il ritmo è più lento nella prima parte del romanzo, per poi velocizzarsi dopo gli eventi più rilevanti.

Infine, merita soffermarsi sul messaggio contenuto in questo libro: la ricerca della felicità a costo di eliminare il ricordo del passato. Ovviamente questo ha delle conseguenze piuttosto serie: oltre a modificare l’identità dell’individuo modificandone i ricordi, fa anche sì che ciò che avrebbe dovuto essere eliminato una volta per tutte, rimanga in realtà nel subconscio e si manifesti come sogno.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti della fantascienza e non solo, si tratta di una lettura leggera ma che lascia un bel ricordo e soprattutto, porta un messaggio significativo. Ora ne lascio a voi l’interpretazione!


 

L’aurtice

Mariarosaria Guido
MARIAROSARIA GUIDO è nata a Gallipoli nel 1998 e vive a Collepasso, in provincia di Lecce. Nel 2017 ha conseguito il diploma artistico e attualmente collabora con il giornale online Epeira. Suona il violino dal 2007 e I sogni camminano è il suo romanzo d’esordio.

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7

7 di Tristan Gracia è un libro sconvolgente: per lo stile, per la trama, per il messaggio. Quindi direi di analizzare ognuna di queste cose separatamente.

Il popolo ama le storie. E io non sono da meno.

Prima di tutto va fatta una precisazione. Prendendo in mano questo libro per la prima volta, senza saperne nulla, si potrebbe fraintenderne in contenuto: leggendo quanto scritto sulla quarta di copertina, infatti, si ha l’impressione di avere tra le mani un romanzo contemporaneo o distopico incentrato sulla droga Alice. No, questa è solo la prima delle sette storie.

7: le trame e il legame.

 

Come detto poco fa, 7 è composto da sette parti: le prime sei sono storie nettamente diverse tra loro ma con alcuni punti in comune, la settima è la chiave di lettura di tutto il libro ed è a sua volta divisa in sette capitoli.

  1. Alice: un esperto trafficante di droga d’élite conosce un gruppo di ragazzi che sta lavorando ad un nuovo tipo di droga, diverso da ogni genere visto fino a quel momento. La droga si chiama Alice, è estremamente potente e ha la capacità di far tornare indietro nel tempo – solo mentalmente e non fisicamente – impersonando sé stessi negli anni passati. Il viaggio nel tempo dipende dalla quantità di droga assunta e, ovviamente, ha dei limiti. Si parte con buone intenzioni ma si finisce per…
    Siamo come pietre che, però, soffrono.
    – distopico, sconvolgente, estremamente vivido e verosimile.
  2. I rulli di legno: un musicista entra in possesso di rulli di legno che all’apparenza non sono altro che statuette; dopo svariati tentativi, però, scopre che contengono i pezzi fondamentali della storia della musica passata e futura: cosa farne? E soprattutto che ruolo ha lui nel regolare andamento della Storia.
    […] e penso che non abbia sopportato il suono del futuro
    – nostalgico, coinvolgente.
  3. Sanguine: una modella bellissima, che nonostante il passare del tempo sembra non subirne gli effetti. Lei stessa non si capacita di tutto ciò, lo prende semplicemente come un dato di fatto. Ha solo un problema: degli eritemi che periodicamente si ripresentano sul suo volto e non hanno cura né spiegazione fino a quando, quasi per caso, non scopre che hanno una spiegazione eccome! Questo cambierà la sua vita, la percezione di sé e del mondo.
    – pieno di significato, crudo, devastante.
  4. La rivoluzione permanente: un sogno che porta in un mondo parallelo, per poi scoprire che quello è il mondo vero, che tutto il resto è stata finzione. La percezione della realtà cambia e si sconvolge radicalmente.
    – sconcertante, fantasioso e originale.
  5. L’esistenza degli extraterrestri: extraterrestri o no, questo racconto vede il suo fulcro nella fede. Quanto è determinante ciò in cui si crede? Si potrebbe dire che senza credere in qualcosa non si esisterebbe?
    – significativo e introspettivo.
  6. Emisferi: un mondo diverso per ogni “categoria” umana (animalisti, cattolici…); ogni uomo appartenente ad una categoria viene risucchiato nell’emisfero di appartenenza a vive separato dagli altri universi.
  7. La settima: Un ragazzo vive e rivive la propria vita: è praticamente immortale e ad ogni vita si ripresentano alcuni momenti uguali alla precedente e alcuni diversi, per sei volte, fino alla settima vita, quando le cose cambiano drasticamente e il ragazzo si trova a chiedersi “perché io?“, prima, e “ora che cosa devo fare?”, poi.

7: Il messaggio

Scorrendo le sintesi delle sette trame, si vedono delle parole in grassetto: quelle compongono il legame, che altro non è che il messaggio del libro.

Le sette storie, infatti, sono unite superficialmente da alcuni “simboli” (come il titolo di una canzone, per esempio) ma sono legate nel profondo da tutti gli elementi che compongono un essere umano e, soprattutto, il suo aspetto “filosofico” dovuto a paure, domande senza una risposta e fragilità conseguenti al fatto di essere umano.

Tempo, ruolo nella Storia, percezione di sé, realtà, fede, categorizzazione degli esseri umani, senso della vita: tutto questo compone una grossa sfera che è l’identificazione di sé e del proprio ruolo e sarà il ragazzino protagonista dell’ultima parte del libro a dare un senso a tutto o, se non altro, a lasciare qualche domanda al lettore.

7: lo stile

Lo stile di Tristan Garcia è qualcosa di unico e, unito alla cura di NNEdiotre, crea un piccolo gioiellino.

Si tratta di uno stile estremamente curato e versatile: nonostante cambino il genere e l’ambientazione per ognuna delle sette parti, riesce ad essere sempre molto coinvolgente e a creare atmosfere talmente vivide da essere percettibili.

Tristan Garcia, però, mantiene sempre la stessa struttura narrativa in ognuno dei racconti: inizialmente si ha un ritmo di lettura lento, che poi cresce a mano a mano che si va avanti con la storia, coinvolgendo il lettore senza che se ne accorga, per trasportarlo fino all’epilogo, contente il messaggio.

In conclusione:

Questo è sicuramente uno dei libri di narrativa migliori che abbia letto: ha contenuti forti, spinge a riflettere su argomenti che spesso si preferisce accantonare ma merita davvero di essere letto per tutte le caratteristiche che ho elencato finora.

Se non ne avete mai sentito parlare e non siete sicuri di volerlo leggere proprio per come è fatto e ciò che contiene, vi posso dire questo: come struttura si può paragonare a Cloud Atlas, benché i legami che uniscono le storie siano diversi, meno palesi ma più profondi. Come genere, invece, lo si può associare a Black Mirror, la serie tv distopica che ha sconvolto migliaia di spettatori. Ecco, se avete visto Black Mirror, avete presente la sensazione che lascia: quella sensazione elevata al quadrato è questo libro… forse proprio perché è un libro!

Spero davvero di avervi convinti…Buona lettura!


Per tutte le altre recensioni: indice

Gloria

Gloria Book Cover Gloria
Venus Marion
Romanzo storico
Self-published
24 novembre 2019
Copertina flessibile
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⤜IL MEDIOEVO COME NON LO AVETE MAI LETTO⤞

Un matrimonio combinato…Una contea in pericolo…Un gioco di bugie…Un richiamo di gloria.⤜SINOSSI⤞Nell’anno di Nostro Signore 1214, a seguito della morte della madre, Cybele si ritrova nella contea di Nottingham, sotto la custodia dell’unico parente in vita rimastole: il vice sceriffo suo zio Guy di Gisborne. Messa alle strette dalla prospettiva di un matrimonio combinato, pur di evitare il letto di uno sconosciuto stringe una deprecabile alleanza con i fuorilegge della foresta di Barnsdale, capitanati da Adam di Locksley, figlio del famigerato e ormai defunto Robin Hood. Nascondendosi dietro un muro di bugie, Cybele inizia a muoversi all’interno di due mondi, quello di facciata al cospetto dello sceriffo e dello zio, e quello reale dei fuorilegge e degli abitanti della contea. Ma con l’arrivo di Sir Goliath di Rochester, suo promesso sposo, tenere il piede in due staffe si rivela più complicato del previsto. E forse dietro un classico matrimonio combinato si nasconde più dell’intento di Gisborne di trovare l’uomo ideale per sua nipote…

⤜QUELLO CHE LA SINOSSI NON DICE⤞
1) Adam di Locksley è un idiota;
2) Goliath di Rochester è più figo del previsto;
3) le spade pesano davvero troppo;
4) se non puoi essere te stessa fingi; a meno che tu non sia una Gisborne… allora fingi come una Gisborne.

⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.

Cover Art by © Alice Sogno

Gloria è la terza pubblicazione di Venus Marion, della quale ho recensito La settima imperatrice – Lo scettro un paio d’anni fa.

Devo fare una premessa, prima di iniziare con la recensione vera e propria: mi sono affezionata molto a questo libro, avendo avuto modo di leggerne una bozza precedente rispetto alla versione definitiva e avendone illustrato la copertina. Perciò, inevitabilmente, ci saranno alcune opinioni personali all’interno di questa recensione…

Gloria

Gloria è un romanzo storico anacronistico, ambientato nel Medioevo, in quel di Barnsdale. Perché anacronistico? Per due motivi: alcuni elementi inseriti nel romanzo (come il castello, per esempio) sono precedenti o antecedenti rispetto agli anni che compongono la trama; inoltre lo stile narrativo è moderno, così come il lessico utilizzato per i dialoghi e così via.

Analizzando questo libro in modo oggettivo, si nota come lo stile dell’autrice sia cambiato rispetto agli scritti precedenti: benché già ne La settima imperatrice fosse molto curato, in Gloria la cura è stata ancora maggiore. Ogni  parola è scelta con attenzione per trasmettere un’emozione ben precisa.

Emozione… questo è il pezzo forte di Gloria.
Questo romanzo contiene una quantità indefinibile di emozioni che vengono letteralmente scaraventate sul lettore. Attraverso le avventure dei protagonisti si passa dalla gioia incontenibile al dolore più forte, dalla rabbia all’orgoglio, dall’amore all’odio.

La trama è complessa ma ben strutturata, tant’è che il lettore si trova immerso negli intrighi dei protagonisti, tra bugie e inganni, per poi arrivare all’epilogo senza nemmeno accorgersene.

L’epilogo, per quanto doloroso *Venus I’ll find you*, è necessario e dà un significato molto profondo all’intero libro. Non è facile da metabolizzare perché, proprio quando si inizia a sperare che tutto prenda in verso giusto, succede qualcosa per cui la trama cambia rotta completamente… ma tant’è ed è giusto che sia così. Leggendolo capirete cosa intendo.

Oltre alle emozioni, ciò che dà valore a questo libro è la “costruzione“, sia dei personaggi che della struttura generale. I personaggi sono caratterizzati nel minimo dettaglio, fisicamente ma soprattutto caratterialmente e psicologicamente.

La protagonista principale è Cybele Gisborne, una ragazza condannata ad un matrimonio che non approva, che si ritrova a vivere nella foresta con una banda di fuorilegge. Attenzione, Cybele è tante cose in una: è una donna, è un’amica, una promessa sposa e una fidanzata in segreto, è una ragazza insicura ma coraggiosa.

Poi ci sono Adam e Goliath, Kate e Seth, e così via. Se non si entra in sintonia con uno, lo si fa necessariamente con un’altro e non c’è via d’uscita.

Scendere nei dettagli di questo libro non è semplice, ci sarebbero troppi aspetti di cui parlare. Perciò mi limito ad accennarne alcuni:

  • cristianesimo, paganesimo e religiosità nella vita quotidiana;
    Danzeremo scalzi fino all’inferno.
  • una forma di femminismo che non spesso si trova: quello che ogni donna nasconde nel suo profondo e tira fuori in caso di bisogno; in questo caso, in un’epoca in cui questo era il solo femminismo possibile;
    “Ragazze che dovevano stare a galla in un mondo di uomini, costruito dagli uomini per gli uomini. Io e Kate ci siamo dette, proviamo a vedere di che stoffa sono fatte. Così abbiamo racimolato armi, sparso la voce. E tenuto il segreto fino ad ora”. 
  • amicizia, legami che si creano nel corso di una vita, anche nei modi più inaspettati;
  • un amore come dovrebbe essere: con litigi, incomprensioni, ma soprattutto basato sulla fiducia e su un legame indissolubile;
  • scene di sesso (questa cosa ha scatenato una vera battaglia su Instagram): le scene in Gloria sono sempre molto curate, discrete ma decise, per trasmettere anche in questo caso ciò che realmente sentono i protagonisti – senza soffermarsi unicamente sulla scena fisica.

Note personali:

Ebbene, potrei andare avanti a blaterare di questo libro in eterno, ma finirei per spoilerare tutto. Quindi vi dico questo: leggetelo perché merita di essere letto e, soprattutto, parlatene perché merita di essere conosciuto. Ci sono stati dieci anni di studi, lotte e notti insonni da parte dell’autrice per tirare fuori questa storia: leggetelo! Si tratta di un romanzo anacronistico e scritto in chiave moderna ma, vi assicuro, si basa su studi approfonditi e ogni dettaglio è assolutamente voluto!

Lo trovate su Amazon in versione digitale e cartacea!

Gloria è un libro che porterò sempre nel cuore perché, grazie a questo libro, ho realizzato la mia prima copertina interamente illustrata e soprattutto ho trovato una vera amica.

 


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Il vecchio e il mare, graphic novel

La graphic novel Il vecchio e il mare è liberamente ispirata al celebre romanzo di Ernest Hemingway, di cui ho pubblicato la recensione qualche tempo fa.

Il vecchio e il mare, graphic novel

La trama, ovviamente, rimane invariata rispetto al romanzo originale. La quantità di testo è notevolmente ridotta, quasi al minimo, riportando unicamente alcuni stralci di dialogo e i passaggi fondamentali della trama.

L’intero racconto avviene dunque attraverso le immagini. Le illustrazioni sono tutte molto pulite e basiche: l’autore usa una palette limitata di quattro colori base (e le loro gradazioni) come tinte piatte, senza sfumature; i tratti neri sono marcati e netti, le ombre decise e il contrasto molto alto.

Questo aumenta notevolmente l’impatto visivo e fa in modo che il lettore si concentri sulla storia. Anche l’impaginazione aiuta molto in questo senso: schematica e ordinata, al contrario di molte graphic novel, si amalgama perfettamente con lo stile e l’impostazione di tutto il libro, dando un effetto finale perfetto.

Un capolavoro, sempre

Chi segue il blog o la pagina Instagram sa quanto io stimi Hemingway e quanto apprezzi i suoi scritti: Il vecchio e il mare è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto, soprattutto grazie allo stile narrativo dell’autore.

Tuttavia, questo romanzo deve la sua grandezza anche al messaggio che contiene e al modo in cui è veicolato tramite i personaggi: questo non cambia se il viene rappresentato in prosa o in tavole!

Questo, unito ad una rappresentazione grafica ad hoc, origina una graphic novel veramente bella e piacevole.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti delle graphic novel perché merita davvero di essere letta e osservata per le sue caratteristiche grafiche, ma anche agli amanti di Hemingway, perché è una degna rappresentazione del suo più celebre romanzo.


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Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale
Albi illustrati
Tom Percival
Libri per bambini
Giunti editore
2020
Copertina rigida
32

Un racconto toccante e audace sull'individualità e sull'avere il coraggio di essere se stessi. Norman era sempre stato un ragazzo "normale", fino al giorno in cui gli spuntarono un paio di ali. All'inizio Norman era sorpreso e felice e si divertiva a volare in alto nel cielo. Ma poi giunse l'ora di cena: cosa penseranno i suoi genitori? Cosa penseranno tutti gli altri? Meglio coprire le ali con un grande cappotto. Ma nascondere ciò ci rende unici è difficile e doloroso... Età di lettura: da 4 anni.


 

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale è un albo illustrato per bambini che racconta una breve fiaba istruttiva e toccante.

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Si tratta di un libro piuttosto breve (poco più di 30 pagine), con una ridotta quantità di testo – come del resto è giusto che sia, trattandosi di un libro rivolto ad un pubblico infantile.

La trama è ovviamente semplice ma completa e con un messaggio molto importante per i piccoli lettori (o ascoltatoti). Norman è un bambino normalissimo, fino al giorno in cui gli spintano le ali: il giorno più entusiasmante della sua vita. Vola e si diverte insieme agli uccellini, ma quando si ferma si rende conto di non essere più come gli altri bambini.

Normal ora è diverso. Decide così di nascondere le sue ali ai genitori e agli amici, indossando un grosso cappotto. Il cappotto, però, gli impedisce di fare molte cose e Norman si sente sempre più solo.

Quando ormai Norman si sente completamente solo e inadeguato, si ricorda del suo primo volo e di quanto era stato felice. Decide così di abbandonare il cappotto e di spiccare il volo: poco dopo altri bambini seguono il suo esempio e scopre che sono diversi come lui.

La struttura si può assimilare a quella della fiaba, seppur semplificata.

L’illustrazione

La tecnica d’illustrazione usata dall’autore è molto semplice ma curata e, soprattutto adatta al pubblico.

Inoltre le tavole sono realizzate in tre modi diversi per accentuare il significato della trama: le tavole completamente a colori rappresentano i momenti felici di Norman, le tavole in bianco e nero con il protagonista a colori indicano i momenti in cui Norman si sente diverso, quelle totalmente in bianco e nero indicano i momenti tristi.

 

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale è un libro davvero molto carino, adatto ai lettori più piccoli o come libro che i genitori possono leggere e mostrare ai loro bimbi. Davvero molto curato e piacevole!

Vi lascio il link al sito Giunti Editore, su cui trovate questo e altri albi di Tom Percival: Norman.

 

 


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La fattoria degli animali

La fattoria degli animali Book Cover La fattoria degli animali
Oscar moderni
George Orwell
Romanzo
Mondadori
1945 - 1^ edizione
Copertina flessibile
141

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull'uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali. L'acuta satira orwelliana contro il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un'energia stilistica che pongono "La fattoria degli animali" tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.


 

La fattoria degli animali è un romanzo di Orwell pubblicato nel 1945.

Secondo quanto affermato dall’autore stesso, il romanzo voleva essere una critica alla politica di Stalin e alla situazione generale della Russia durante e dopo la Rivoluzione.

Fu pubblicato per la prima volta con un sottotitolo (a fairy story), successivamente abolito per poi essere sostituito con altri sottotitoli nelle varie traduzioni che il romanzo ha avuto. In alcuni casi il sottotitolo faceva espressamente riferimento alla Russia.

Si tratta di un romanzo allegorico estremamente significativo e per comprenderlo a pieno bisogna analizzarne le singole parti.

La fattoria degli animali

Sinteticamente si può riassumere la trama in questo modo: gli animali presenti in una fattoria (gestita inizialmente da esseri umani, ovviamente) stabilisce una gerarchia interna, con un capo, dei subordinati, e ognuno ha il proprio compito. Ma, come in ogni comunità, col passare del tempo iniziano i problemi dovuti al pensiero politico e alle caratteristiche che contraddistinguono ogni corrente di pensiero.

La fattoria degli animali oltre a rappresentare la situazione politica russa negli anni ’40/’50, rappresenta in modo generico e universale le caratteristiche delle correnti politiche più rilevanti e le conseguenze della loro applicazione.

Per poi terminare con un epilogo significativo almeno quanto il contenuto del resto del romanzo. Gli animali cacciano il fattore, ma finiscono presto per instaurare un sistema altrettanto autoritario e problematico.

I personaggi

Vecchio Maggiore o Old Major nella versione originale, è un maiale rispettato da tutti gli altri animali poiché è il più longevo e di conseguenza il più saggio. Rappresenta Lenin: come Lenin muore dopo aver tenuto il suo discorso al popolo e, come per Lenin, il suo corpo (cranio) viene esposto come simbolo di rivoluzione.

Il discorso del maiale espone la teoria dell’Amimalismo, secondo la quale il lavoro di un animale produce più valore di quello necessario al suo mantenimento e le differenza viene “rubata” dall’umano parassita. Il Vecchio Maggiore è una sorta di rappresentazione dell’idea marxista.

Napoleone è un maiale opportunista che emerge rispetto agli altri animali, facendo leva sulla loro ignoranza. Rappresenta Stalin.

Palladineve, è un rivoluzionario convinto e sincero; non viene compreso dagli animali e viene boicottato da Napoleone, più astuto e crudele, che lo accusa di tradimento.

Clarinetto fa propaganda per conto di Napoleone, raccontando bugie e facendo leva sulla minaccia del possibile ritorno del fattore.

Boxer è un cavallo il cui lavoro è fondamentale per il funzionamento della fattoria. Rappresenta il lavoratore medio: umile e onesto. Il suo motto è “lavorerò di più”, ma questo lo porterà allo sfinimento e alla soppressione, su volere di Napoleone – che, tra l’altro il cavallo ha sempre sostenuto.

Beniamino è un cinico che dubita di tutti, un asino longevo e istruito che si rifiuta di mettere la sua istruzione al servizio degli altri animali. Rimane leale a Boxer fino alla fine e, solo dopo il crollo dell’Animalismo, accetta di leggere l’ultimo comandamento.

Berta (o Trifoglio) è la figura materna della fattoria, sensibile e di conforto per gli altri animali oppressi dai maiali; rappresenta il popolo ordinario, che viene inconsapevolmente manipolato e sfruttato.

Mollie è indifferente alla rivoluzione e sembra che tutto ciò che avviene nella fattoria non la tocchi realmente; le basta poter mantenere i suoi vizi. Rappresenta l’aristocrazia.

Mosè è il corvo rappresenta la Chiesa ortodossa russa: promette il paradiso agli animali, per alleviare il peso dello sfruttamento e indurli a sopportare ciò che avviene all’interno della fattoria, in accordo con chi la governa – in questo caso i maiali.

Minimus è il maiale poeta che canta le gesta di Napoleone, rappresenta l’intellettuale asservito al potere dittatoriale, che mette la sua cultura al servizio della propaganda.

I cani e le pecore vengono rappresentati come gruppo. I primi rappresentano la polizia politica che reprime le opposizioni, i secondi le masse facilmente manipolabili.

Ci sono, poi, le galline e i conigli e altri animali citati di rado: le galline, per esempio, simboleggiano il popolo costretto alla fame dal regime.

Infine c’è Jones, il fattore alcolista cacciato durante la rivoluzione dagli animali.

In questo libro l’ambientazione non è rilevante, in quanto la fattoria potrebbe essere ubicata in qualsiasi luogo del mondo: è un simbolo. L’atmosfera invece è molto rilevante, è percepibile: è la tipica atmosfera di inquietudine, oppressione, malessere comune, insoddisfazione generale e difficoltà che si percepisce in una qualsiasi comunità in cui a star bene sono solo i pochi al potere.

Per quanto riguarda lo stile, Orwell è un maestro. Riesce a coinvolgere a tal punto da far sembrare tutto reale e percepibile. Come in tutti gli altri suoi scritti, Orwell fa un uso magistrale del lessico, curato e appropriato: in questo modo riesce a rendere le sue storie assolutamente vere, pur essendo metafore.

La fattoria degli animali: significato

Oltre alla rappresentazione del regime di Stalin, della morte di Lenin, degli Zar di Russia e del popolo russo, La fattoria degli animali è la rappresentazione della politica e della natura umana egoista e autoritaria che si manifesta sotto forma di pensiero politico totalitario.

Inoltre rappresenta un ciclo che spesso si è ripetuto nella storia: una situazione di malessere e oppressione porta ad una rivoluzione. La rivoluzione ha successo grazie a degli esponenti capaci di coinvolgere le masse. Gli esponenti si trasformano in regime, proprio come coloro che hanno da poco spodestato.

In conclusione

Consiglio la lettura di questo libro a tutti. Si tratta di un romanzo che esce da tutti gli schemi ed è difficilmente assimilabile ad un genere. Piuttosto è un libro, come gli altri di Orwell (1984, Fiorirà l’aspidistra), che contiene una sorta di avvertimento a diffidare di chi si impone al governo, un’esortazione a riflettere sugli avvenimenti storici e politici per evitare di incappare negli errori sistematici già commessi più volte in passato.


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