Requiem

Requiem Book Cover Requiem
Universale Economica
Antonio Tabucchi
Fiction, Narrativa contemporanea
Feltrinelli
2014
Copertina Flessibile

In uno stato a metà tra la coscienza e l'incoscienza, l'esperienza del reale e la percezione del sogno, un uomo si trova a mezzogiorno, senza sapersi spiegare come, nella Lisbona deserta e torrida dell'ultima domenica di luglio. Sa di avere delle azioni da compiere, soprattutto l'incontro con un personaggio illustre e scomparso, ma non ha idea di come compierle. Si affida così al flusso del caso e seguendo le libere associazioni dell'inconscio si trova a seguire un percorso che lo porta a ricordare (a vivere il ricordo nell'attualità di quella giornata) alcune tappe fondamentali della sua vita, spingendolo a cercare di sciogliere i nodi irrisolti all'origine del suo stato allucinatorio. Il romanzo è stato scritto in portoghese.

Requiem di Antonio Tabucchi è un romanzo in cui il protagonista è l'”io” immaginato dall’autore che, in una strana e torrida giornata portoghese, si trova ad affrontare un viaggio a metà tra sogno e realtà, incontrando personaggi di ogni genere e cercando di risolvere dubbi del passato.

Il libro

Requiem è un romanzo molto particolare sopratutto per la struttura della trama: non si capisce mai se il protagonista sia sveglio o se stia ancora sognando.

Inoltre in ogni capitolo il protagonista incontra un personaggio diverso che, a suo modo, lo aiuta a comprendere dubbi e fatti irrisolti della sua vita e del suo passato.

Ogni incontro è singolare e ha qualcosa di assurdo: il luogo o il tempo in cui si svolge, la natura della conversazione o addirittura il fatto che l’interlocutore sia defunto!

Tuttavia, il protagonista giunge al termine della sua giornata riuscendo a far luce su ciò che lo assillava ed in questo modo si giunge anche all’epilogo del libro.

Oltre la trama

Al di là della particolarità e della trama, questo libro è sicuramente da valutare più che positivamente per lo stile dell’autore, che narra fatti assurdi con una naturalezza incredibile.

Inoltre il ritmo di narrazione è sempre medio e costante, nonostante i repentini cambi di scena e personaggi. Un capitolo dopo l’altro il lettore segue il viaggio del protagonista “visivamente” e attraverso i suoi pensieri.

I temi principali sono il sogno, l’inconscio, lo stato di semi-coscienza. Ed è proprio in questo stato che il protagonista compie il suo viaggio: andare alla ricerca di soluzioni e spiegazioni nel passato, guidato dall’Inconscio, da una voce interiore o da più personaggi inventati che hanno l’esatto scopo di aiutarlo e indirizzarlo verso una scelta piuttosto che un’altra.

In conclusione

Consiglio questo libro a lettori di ogni genere: penso si possa adattare al gusto di ognuno perché racchiude diversi significati e generi senza prediligerne uno specifico. Si legge velocemente e senza difficoltà.

Requiem è stato il mio primo libro di Antonio Tabucchi ma sono certa di leggerne altri in futuro: lo stile e il ritmo sono veramente ottimi, la trama originale e ben costruita. Credo che il prossimo libro sarà Sostiene Pereira, il più celebre dell’autore!


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La musa degli incubi

La musa degli incubi Book Cover La musa degli incubi
Laini Taylor
Fantasy, Fiction
lainya
2019
Copertina flessibile
523

La peggiore paura degli abitanti di Pianto si è concretizzata: nella minacciosa fortezza di mesarzio i figli degli dèi sono ancora vivi. Sarai è diventata un fantasma, mentre il Sognatore ha appena scoperto di essere lui stesso un dio dalla pelle blu, l'unico capace di fronteggiare l'oscura Minya, animata dall'implacabile desiderio di vendetta nei confronti degli umani che massacrarono la sua gente. Lazlo si troverà di fronte alla più impensabile delle scelte: salvare la donna che ama oppure tutti gli altri. Ma inquietanti misteri dimenticati chiedono di essere risolti: da dove sono arrivati, veramente, i Mesarthim, e cosa ne è stato di tutti i bambini nati nella fortezza durante il dominio di Skathis? Quando i portali dimenticati si apriranno di nuovo, mondi lontani diventeranno pericolosamente vicini e un inatteso, potente nemico arriverà deciso a spazzare via le fragili speranze di tutti, dèi e umani. Sarai, la Musa degli Incubi, conoscitrice di ogni genere di paura fin da quando aveva sei anni, sarà costretta ad affrontare orrori che neanche immaginava e ad andare oltre i suoi stessi limiti: l'esperienza le ha insegnato che l'odio e il terrore sono sentimenti facili da provocare. Ma come si fa a rovesciare l'odio, a disinnescare la vendetta? È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli? In questo seguito de "Il Sognatore" va in scena lo scontro tra distruzione e salvezza.

La musa degli incubi, secondo capitolo della serie iniziata con Il sognatore, si è rivelato un ottimo epilogo della puntata precedente.

Ma prima di arrivare all’epilogo vero e proprio i nostri amati personaggi affronteranno l’impossibile attraverso mille sfide e imprevisti che li metteranno a dura prova.

Il libro

Per quanto riguarda lo stile dell’autrice vi rimando alla recensione de Il sognatore, in quanto a mio parere le caratteristiche tecniche dei due testi sono pressoché identiche.

Il ritmo è medio, “rallentato” solamente da qualche descrizione un po’ prolissa e da alcune scene volutamente più lente rispetto al resto del libro.

Come per il primo volume, anche per questo il punto di forza è l’originalità della componente fantasy: luoghi, persone, poteri magici ed eventi sovrannaturali si distinguono senza dubbio nel marasma dei fantasy recenti.

Personalmente questo è proprio l’aspetto che ho apprezzato di più perché rende la trama non scontata. Inoltre, a migliorare ulteriormente la trama ci sono continui colpi di scena e mutamenti nella percezione dei personaggi.

Almeno quattro dei personaggi dipinti come ” i cattivi” antagonisti nel primo romanzo, si riscoprono buoni in questo volume e viceversa. Anche se in realtà questa affermazione minimizza il districarsi della trama: i protagonisti stessi vengono messi alla prova e costretti a sfidare sé stessi in lotte interiori tra la realtà e l’inconscio.

La musa degli Incubi, o Sarai, è la vera protagonista di questo volume, ovviamente affiancata da Lazlo e Minya, che non perdono importanza.

Oltre la trama

Se nel primo volume l’elemento chiave era il Sogno, in questo secondo volume il tema portante è l’Incubo: non inteso solamente come “brutto sogno” ma anche come “il proprio incubo personale”, la paura più nascosta e terrificante che ognuno ha dentro di sé.

Di conseguenza ogni passo nell’evolversi della trama è scandito dalla paura di uno o più personaggi. Per Lazlo è la perdita di Sarai, per Sarai perdere Lazlo e incontrare il padre, per Minya rivivere il passato in cui è rimasta mentalmente intrappolata per quindici anni, e così via.

In conclusione

Consiglio questa serie a tutti gli amanti del fantasy e a chi volesse sperimentare una lettura diversa per ambientazione e protagonisti.

Personalmente l’ho trovata molto originale e ben strutturata (avrei evitato la prolissità e la lentezza delle scene sdolcinate tra Lazlo e Sarai, ma è un parere estremamente soggettivo, unico motivo per cui ho evitato le 5 stelle XD).

Sicuramente leggerò la serie precedente pubblicata da Laini Taylor, su cui a questo punto ho grandi aspettative!

Se vi va, commentate qui sotto o su instagram dandomi il vostro parere su questo libro.

Vi lascio il link per l’acquisto: la musa degli incubi.


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Eden, il paradiso può uccidere

Eden, il paradiso può uccidere
Luca Leone
Fantascienza
Infinito Edizioni
2016
Cartaceo, copertina flessibile
288

Una spedizione scientifica sui generis, un incidente, l'ingresso in un mondo incredibile che dietro l'apparenza nasconde un segreto insvelabile. Un segreto di guerra e di dominio che fonde passato remoto e presente in un connubio possibile e fatale. "Pensa a quei conflitti, a quelle dittature o a quei nuovi governi che, pretendendo libertà e autodeterminazione, respingono la protezione dei nostri finanziatori e dei loro alleati. Che cosa ci hanno dimostrato e ci dimostrano, al di là di tutto? Che il binomio uomo-tecnologia non riesce, almeno non ancora, a venire a capo dell'incredibile capacità di resistenza, di adattamento, di trasformazione e di metamorfosi dell'essere umano. L'uomo è più forte di se stesso, insomma. E allora, laddove neppure la tecnologia può giungere, non rimane che risvegliare gli incubi del passato, i mostri ancestrali, gli istinti pre-umani, ciò che l'uomo non conosce e a cui, almeno sulla carta, non può né sa resistere. I finanziatori vogliono questo, e noi siamo quasi riusciti a darglielo".

Eden, il paradiso può uccidere è un libro molto particolare, che unisce passato e presente, realtà e fantascienza.

Il libro

Eden, il paradiso può uccidere racconta di una spedizione scientifica che si trasforma in un viaggio tra passato e futuro. Attraverso questo racconto, però, ripercorre la storia e l’essenza dell’essere umano: spirito di sopravvivenza, istinto al conflitto, istinto al superarsi continuamente.

Questo è essenzialmente ciò che porta l’essere umano a fare nuove scoperte, a cimentarsi con tecnologie sempre più avanzate e, talvolta, ad essere superato da esse. Ma cosa succederebbe se, invece, tutto ciò dovesse venire a mancare?

Sotto molti aspetti, questo libro ripercorre la storia dell’uomo, che si ripete in un circolo vizioso, senza trarne insegnamenti.

Oltre la trama

Il punto di forza di Eden, il paradiso può uccidere è sicuramente lo stile: è evidente come ogni parola sia stata accuratamente selezionata per rendere l’effetto desiderato.

Il ritmo di lettura è medio (il giusto bilanciamento tra l’andamento della trama e le descrizioni che rallentano leggermente la lettura ma sono necessarie alla resa dell’ambientazione e dell’atmosfera).

Atmosfera e ambientazione, infatti, si sviluppano e cambiano parallelamente: sicuramente la scelta della spedizione scientifica come base di tutta la struttura del libro è perfetta per creare il giusto “ambiente” per la storia e per il lettore.

In conclusione

Eden, il paradiso può uccidere è un bel libro. Ben scritto e ben strutturato. Sicuramente adatto a tutti gli amanti del genere fantascientifico moderno e futuristico. Consigliato!

 

L’autore

@lucaleone

Giornalista e scrittore, ha collaborato con Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Medici Senza Frontiere, Misna, Popoli e Missione. È cofondatore e direttore editoriale della casa editrice Infinito edizioni. Tra i suoi libri: Infanzia negata (Prospettiva edizioni, 2003);
Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo con Stefania Divertito (Il Segno dei Gabrielli, 2004); Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (Sinnos editore, 2004); Srebrenica. I giorni della vergogna (Infinito edizioni, 2005);
Il prode Ildebrando e la bella Beotonta (Infinito edizioni, 2005);
Sotto il Mattone. L’avventura di cercare casa (Infinito edizioni, 2007);
Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo (Infinito edizioni, 2008).


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La persona giusta

La persona giusta Book Cover La persona giusta
ARYA
Sandra Petrignani
Fiction
Giunti
2019
Copertina flessibile
176

Hanno due nomi esotici, India e Michel. Lei 16, lui 18 anni. Scoppia l'amore, insperato, atteso. Sono diversi come l'acqua dal fuoco. Hanno famiglie lontanissime l'una dall'altra. Lui è nato ad Algeri, ha la pelle "abbronzata", come la definisce India, ed è stato adottato da una coppia molto borghese. Lei è figlia di due che andavano insieme in Oriente e che ora hanno divorziato. Michel ha un fratello, India una sorella. E amici che contano molto nella loro vita, e una nonna decisiva. La quotidianità scorre fra esami di licenza liceale e passione, fra scontri e riconciliazioni e tante canzoni, in una Roma estiva, in un viaggio alla ricerca del padre biologico, e corse al mare. Poi accade l'imprevedibile. Un romanzo d'amore ricco di colori e musica, in cui sarà facile e bello ritrovarsi senza aver paura dei propri sentimenti.

La persona giusta fa parte della collana ARYA edita da Giunti Editore, che raccoglie romanzi scritti dalla generazione Z e rivolti alla generazione Z.

Il libro

La persona giusta racconta la storia di due ragazzi di 16 e 18 anni, India e Michel, che si incontrano e si innamorano, contro ogni aspettativa.

India e Michel sono infatti molto diversi tra loro e le loro famiglie lo sono ancora di più: India è italiana, figlia di due appassionati d’Oriente che però hanno divorziato; Michel è nato ad Algeri ed è stato adottato da una famiglia borghese italiana.

La trama, di per sé, è abbastanza prevedibile: l’incontro tra i due ragazzi, la fase dell’innamoramento, la ricerca del padre biologico di Michel e poi una serie di problemi che complicano la storia.

Ciò che rende piacevole il libro è lo stile dell’autrice, unito alla quantità di suoni, colori ed emozioni che riesce a trasmettere.

Oltre la trama

Come ho anticipato, l’originalità del libro sta nell’insieme di tutto ciò che racchiude.

Il titolo, racchiude il significato di tutto il romanzo: la persona giusta si può trovare, esiste, nonostante le diversità e i problemi.

L’autrice trasmette questo messaggio attraverso la storia di Michel e India, con le loro incomprensioni, le loro differenze e così via: lo fa mescolando i fatti che compongono la trama alle poesie di India, alle canzoni che accompagnano i due ragazzi, ai colori dell’estate romana, ai profumi e alle emozioni.

Questo è ciò che crea l’atmosfera. Questo è ciò che rende il libro piacevole ed è anche ciò che veicola il messaggio più importante: trovare la persona giusta è una cosa fantastica.

Il ritmo di lettura è medio, lo stile è fresco e giovanile: il risultato è un libro piacevole nella sua semplicità.

In conclusione

Lo consiglio a lettori in età adolescenziale e a chi avesse voglia di fare un salto nei 18 anni, agli appassionati di romanzi rosa e del genere fiction/young adult.

In più

Giunti Editore, nel pubblicare questo libro, ha posto una domanda ai suoi lettori: “Capisci che è la persona giusta se ha letto e amato…?”

Io ho replicato la stessa domanda sul mio profilo Instagram  e il risultato è stato questo:

  • il 90% dei votanti ha detto “l’importante è che legga” e qualcuno ha aggiunto “perché sicuramente significa che è una persona sensibile / colta / premurosa”
  • alcuni hanno risposto “la mia persona non legge affatto, ma è giusta lo stesso”
  • altri sono andati sullo specifico citando principalmente classici e pilastri della letteratura: Dante, Jane Austen, Pirandello, ecc.

Cosa ne pensate? Potete rispondere anche nei commenti qui sotto!

 

Ringrazio Giunti Editore per avermi dato la possibilità di leggerlo.

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Alle tre del mattino, ora italiana

Alle tre del mattino, ora italiana Book Cover Alle tre del mattino, ora italiana
Diego Finelli
Distopico
bookabook
2019
Copertina flessibile
144

Una mattina il mondo si sveglia senza parole. Nessuno è più in grado di articolare qualcosa di sensato, eppure tutto sembra procedere come al solito, senza caos, senza disordine. Il protagonista, un impiegato di banca che non riesce a smettere di stupirsi per le piccole cose, non si dà pace: vuole capire perché è avvenuto questo blocco della parola, che cosa lo ha scatenato. In una sorta di pellegrinaggio per le vie di Torino, andiamo insieme a lui alla ricerca di qualcuno che si sia accorto del momento esatto in cui la parola è sparita, per trovare una verità forse irraggiungibile e riscoprire i gesti minimi e le piccole cose che ci circondano ma di cui, circondati dal rumore, non ci accorgiamo.

Alle tre del mattino, ora italiana è un distopico, che “riassume la sua distopia” nel giro di pochi giorni.

Il libro

Il narratore è un uomo qualsiasi, che vive a Torino con la moglie, i figli, cani e gatti. Lavora in banca, ha una vita ordinaria ma riesce a stupirsi per le piccole cose, quotidianamente.

Una mattina come tante, il mondo intero si sveglia senza parole. Ogni essere umano è semplicemente in grado di emettere versi, ma non di formulare frasi e nemmeno di pronunciare le parole più semplici come “si” o “no”.

Il fatto strano è che nessuno sembra essere in alcun modo disturbato da quanto è successo: la vita di ognuno continua come sempre, soltanto senza parole.

Il protagonista sembra essere l’unico a non arrendersi all’assurdità del fatto e inizia la sua personale indagine sulla causa e sul meccanismo di quanto è successo.

A quanto pare, l’inizio di tutto è stato proprio alle tre del mattino, ora italiana.

Il protagonista inizialmente riscontra problemi anche nella lettura, non solo nella comunicazione, ma poco dopo questa capacità sembra ristabilirsi e ha così la possibilità di comunicare e “intervistare” colleghi, amici e conoscenti su tutto ciò che ricordano dalla sera precedente, scrivendo su carta, lavagna o qualsiasi altro supporto utile.

Riuscirà a scoprire la causa scatenante della perdita della parola generale?

Oltre la trama

Alle tre del mattino, ora italiana è un flusso di pensieri che scorre senza freno dall’inizio alla fine.

Sembra realmente di essere nella testa del protagonista e sentire tutti i suoi pensieri, le sue supposizioni, anche le cose più assurde!

L’unico limite allo scorrere di questo flusso è l’alternarsi dei capitoli a “cose che stupiscono l’autore”: un elenco di piccole cose di cui continua ad essere sorpreso nonostante il passare del tempo (grazie a questo ho scoperto che “solo più” è un modo di dire piemontese, a me sembrava una cosa normale XD).

La chiave di lettura di tutto il romanzo è infatti la ricerca delle piccole cose: il protagonista non si arrende alla realtà piatta (in qualsiasi forma – ordinaria o assurda – si possa presentare) e cerca nelle piccole cose una via di fuga e, in un certo senso, una soluzione.

Alle tre del mattino, ora italiana è un libro piuttosto breve, ma sicuramente originale nell’idea e nello stile. Ha un ritmo di lettura veloce, rallentato leggermente solo dalla presenza dell’elenco di cose sorprendenti. Il lessico è semplice e colloquiale, mai troppo ricercato.

In conclusione

Lo consiglio a chi volesse avvicinarsi al genere distopico, iniziando da qualcosa di leggero e, ovviamente, ai torinesi che sicuramente si sentiranno a casa tra le vie e i luoghi citati nel testo!

Ringrazio bookabook per avermi dato la possibilità di leggerlo.
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La notte del b(r)uco

La notte del b(r)uco Book Cover La notte del b(r)uco
Menzella, Cirigliano
Fiction, Giallo
Eretica edizioni
2018
ebook
128

In una notte senza fine, scossa dal vento e avvolta dai vapori acidi delle strade, un gruppo di amici si mette alla ricerca di qualcuno. Intrappolati nel cemento di una città consumata dal vizio e dalla droga, che sfuma tra le note cupe di un arpeggio e i lamenti della notte, scendono nell'abisso, come Orfeo alla ricerca di Euridice. La città di notte, con le sue stradine che si intersecano nel buio, è la stessa della loro interiorità, smarrita nel groviglio delle possibilità incerte. L'assassinio misterioso di un amico, a cui ne seguono altri, il ritrovamento di lettere che annunciano l'arrivo della morte, li spingono a cercare una meta, a fuggire dalla morte, ma allo stesso tempo a trovarla e guardarla negli occhi, nei due buchi neri sulla maschera del malinconico Pierrot, o dietro le lenti scure dell'uomo che si fa chiamare il Bruco. Trafitti da un'apatia bianca che ha il sapore di una noia amara, di un eterno e irrisolto conflitto con la vita, cercano se stessi nel vuoto, progettando un futuro che gli sfugge.

Fuori il mondo dorme, il brusio della notte culla il moto ondoso dei sospiri. Anche gli incubi si fanno sentire, quelli che accompagnano i respiri affannosi o i passi furtivi che risuonano tra le vie deserte. Il buio mormora parole sconosciute che fanno rumore, insieme agli stivali chiodati sulle foglie secche, sui ramoscelli che si spezzano al passaggio delle ombre.

La notte del b(r)uco è un giallo dall’animo malinconico.

Il libro

La storia ha inizio con un’aggressione: un ragazzo nota la scena ma ha paura e non interviene; si rivolge alla polizia ma senza ottenere aiuto o consigli. Decide allora di contattare un programma radiofonico per raccontare ciò che ha visto ad un pubblico più ampio.

La conduttrice crede alla sua storia ma non può fare nulla per aiutarlo, anzi viene rimproverata per averlo ascoltato.

Inizia in questo modo una caccia al colpevole “alternativa” e decisamente non consueta.

– Questa notte nessuno mi fermerà, la morte vi verrà a cercare, ve lo volevo solo far sapere. Il Bruco non si è dimenticato di voi, ricordatevelo.

L’intera narrazione è accompagnata da un sottofondo musicale: una playlist strepitosa che include gruppi che hanno fatto la storia del rock.

Bury me softly in this womb
I give this part of me for you
Sand rains down and here I sit
Holding rare flowers
In a tomb, in bloom…

Down in a hole – Alice in chains

Questo è fondamentale per la resa dall’atmosfera: cupa, malinconica. Ed è così che il protagonista assume la sua veste di “pierrot” come descritto nella sinossi.

Un pierrot che non smetterà di stupire fino alla fine, quando verranno rivelate le cause dei suoi gesti, una sorta di giustificazione magari non condivisibile ma in qualche modo comprensibile.

Oltre la trama

Un thriller dal ritmo medio ma dalle tante sorprese: a cominciare dal Bruco stesso, il pierrot che vaga per le vie della città sembrando pazzo all’inizio e diventando un vendicatore alla fine.

La notte del b(r)uco non è semplicemente un thriller, è un romanzo che narra di droga, di spacciatori, di giovani e cattive compagnie, di morte.

Il risultato è quindi un romanzo che unisce thriller e formazione. Scritto in modo fluido, unisce descrizioni, dialoghi e stralci di canzoni in un flusso costante, dall’inizio alla fine.

In conclusione

Lo consiglio a tutti gli appassionati di giallo/thriller.

Non ho voluto descriverlo in modo troppo dettagliato per evitare di rovinare la lettura, perché ogni dettaglio aggiuntivo avrebbe rovinato la “sorpresa” della trama. Ad ogni modo è un gran bel thriller, con una colonna sonora pazzesca!

Ringrazio gli autori, nonché fondatori di Eretica Edizioni, per avermi dato la possibilità di leggerlo. Vi lascio il link per l’acquisto qui.


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Trilogia di New York, Paul Auster

Trilogia di New York Book Cover Trilogia di New York
Paul Auster
Giallo, Narrativa contemporanea
Einaudi
2014
Copetina flessibile
314

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "Trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "Città di vetro" è la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l'errore del caso e fingendosi un'altra persona cerca di risolvere un mistero. "Fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. "La stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Piccola premessa prima di partire con la recensione vera e propria: come ben sapete, Auster è uno dei miei autori preferiti in assoluto MA , a mio  parere, Trilogia di New York non uno dei suoi BEST. Ovviamente, si tratta di un parere personale quindi cercherò di essere oggettiva e raccontarvi tutto ciò che c’è da sapere questo libro!

Trilogia di New York

New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sé.

Trilogia di New York è una serie di tre romanzi, proposti appunto come trilogia perché collegati tra loro: Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa.

Alla base dei tre racconti ci sono essenzialmente fatti “assurdi”; sono inoltre accomunati dal fatto di essere tutti ambientati a New York e dal fatto di avere personaggi che possono rivelarsi quantomeno sorprendenti… o inaspettati!

Ho riflettuto parecchio prima di scrivere questa recensione e, nonostante tutto, non sono riuscita a dare una definizione chiara e netta di questa trilogia: l’unica cosa certa è che alla base c’è il giallo.

Questo perché emergono i tratti distintivi di questo genere letterario: un evento inaspettato, un mistero e un personaggio incaricato di risolverlo.

Non si tratta comunque del “classico giallo”. Paranormale? No. Violento? No. Direi piuttosto originale.

Ciò che contraddistingue questa trilogia è, infatti, l’originalità delle idee. Tant’è che l’autore si trova faccia a faccia con un suo omonimo…leggendolo capita quasi di avere crisi d’identità!

Benché si tratti di idee assurde, alla fine si trova sempre una conclusione “credibile” e, dopo aver letto tutti tre i racconti, si riesce finalmente a collegarli tra loro.

Come ho già detto nelle recensioni precedenti (Mr. Vertigo e Nel paese delle ultime cose), lo stile di Paul Auster è sicuramente il uso punto di forza: semplice se rapportato alla complessità della struttura delle sue opere, ma sempre estremamente curato.

Leggendo questo libro (o qualsiasi altro di Auster), si nota come non sia soltanto la struttura ad essere complessa, ma anche i personaggi. Più ce ne sono e più sono particolareggiati.

Ogni singolo personaggio viene definito nell’aspetto, nel carattere, nella mentalità e in ogni suo tratto determinante: i dialoghi sono  il punto in cui si percepisce di più questa capacità dell’autore.

In questo libro, in particolare, i personaggi sono molti quindi si ha modo di notare questo aspetto in diversi punti dei racconti.

L’ambientazione, come si può intuire è la Grande Mela: in realtà New York fa da sfondo “sfocato” alle ambientazioni più specifiche (il locale, la stanza dell’appartamento e così via). Questi ambienti vengono descritti in modo molto più particolareggiato rispetto alla città, anche per ricreare l’atmosfera giusta.

L’atmosfera trasmette una sensazione di “chiuso”, una via di mezzo tra l’oppressione e l’allerta, uno stato di inquietudine.

Il ritmo è forse la causa per cui non ho apprezzato questo libro quanto gli altri che ho letto di Auster. Ovviamente si tratta si un parere personale, ma ho trovato questo libro più lento se paragonato a quelli che ho citato poco fa.

Se dovessi giudicarlo senza paragonarlo a quelli letti in precedenza, direi comunque che ha un ritmo medio, tendente al lento in alcuni punti.

 

In conclusione

Sicuramente Trilogia di New York è un bel libro, non si può dire altrimenti. Tuttavia, se non avete ancora letto nulla di Auster vi consiglio di non partire da questo ma piuttosto da uno dei suoi romanzi brevi, in modo da poterlo apprezzare appieno.

Se invece conoscete già l’autore ve lo consiglio assolutamente, soprattutto per l’originalità e l’assurdità delle idee che sono alla base dei tre romanzi! Buona lettura!

Curiosità (fonte:Wikipedia):
Città di vetro venne adattato nel 1994 nella trasposizione sperimentale in romanzo grafico degli illustratori e fumettisti David Mazzucchelli e Paul Karasik, acclamata dalla critica. Venne pubblicato come City of Glass: The Graphic Novel nel 2004. Nel 2009, Audible.com ha prodotto una versione audio della Trilogia di New York, narrato da Joe Barrett, come parte della sua linea Modern Vanguard di audiolibri.

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Nomen Omen

Nomen omen Book Cover Nomen omen
Claudia Marras
Romanzo, Fiction
Edizioni Effetto
2018
Copertina flessibile
244

Nomen Omen è una locuzione latina che significa “il nome è un presagio”.

Il libro Nomen Omen di Claudia Marras, infatti, è interamente strutturato intorno a presagi di vario genere (palindromi, date, e così via), che si mescolano ad antiche leggende e credenze popolari.

Il libro

Una notte di un giorno qualsiasi, il vento soffiava talmente forte che mi impediva di dormire, così, non riuscendo a prendere sonno, iniziai ad ascoltarlo. Mi narrò una storia, ma prima di acquietarsi mi disse che non potevo tenerla per me; e poiché da allora sono passati diversi anni, è giunto il momento di raccontarla.

Nomen Omen inizia con una data, l’11 11 1991. La nascita di una bambina di nome ANNA. Il nome e la data di nascita sono due palindromi.

Anna nasce in un giorno di vento, o meglio, in un giorno in cui due venti opposti soffiano contemporaneamente: Anna ha dentro di se queste due forze opposte, il bene e il male, la magia bianca e quella nera.

Anna nasce proprio grazie alla magia di tia Ada, sciamana del paese a cui si rivolge sua madre, disperata per la sua infertilità. Tia Ada le offre la possibilità di avere tre bellissime bambine, ma la più giovane dovrà prendere il suo posto come sciamana.

La donna accetta e per alcuni anni vive la sua vita con le due bambine, ma il giorno della terza nascita arriva e l’inquietudine si impadronisce di lei.

Dal momento della sua nascita, Anna è segnata da questa duplice forza, questa lotta interiore che ancora non sa come gestire. Cresce come una bambina estremamente intelligente e dotata, sensibile ed emotiva. Ad aiutarla nella sua crescita ci sono la nonna e la sciamana buona del paese, che le insegneranno a gestire il proprio potere e a fare le sue scelte.

L’urgenza, l’urgenza… Stiamo sempre a correre dalla mattina alla sera e i pensieri corrono ancora più veloci, non gli dedichiamo mai il tempo di cui hanno bisogno, e allora diventano torrenti, fiumi, mari in tempesta nelle nostre menti. I pensieri vanno curati come le parole, occorre prendersi un po’ di tempo per loro. 

Oltre la trama

Grazie alla storia di Anna, della sua famiglia e delle due sciamane, il lettore ha modo di conoscere alcune leggende e credenze tipiche della Sardegna, nonché di entrare nel mondo fantastico della magia “reale”.

Ci sono persone che altro non sono che unità che si ripetono, a mano a mano che la loro vita su questa terra s’incarna in una nuova aumentano la loro potenza. Tu dentro hai la forza di chi ti ha preceduto, la cui energia ha viaggiato fino a te. 

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole. Utilizza alcuni modi di dire o brevi frasi in dialetto sardo ma sono assolutamente comprensibili e aiutano a ricreare l’atmosfera tipica del paese rurale. L’ambientazione è, appunto, quella di un piccolo paesino che non viene descritto dettagliatamente. Piuttosto vengono descritti gli ambienti interni in cui si svolgono le vicende (la casa della nonna o della sciamana, la scuola, ecc..).

In conclusione

Ho apprezzato molto Nomen Omen, perciò lo consiglio sicuramente agli appassionati di storie mistiche e non solo: è ottimo sia per la storia di per sé e sia per gli aspetti “magici” che implica (simboli, erbe e così via). Inoltre è sempre bello scoprire leggende e tradizioni delle singole regioni.

Ringrazio Edizioni Effetto per avermi dato la possibilità di leggerlo.

L’autrice

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Claudia Marras ha vissuto fino a diciannove anni in un paese della provincia di Sassari: Bessude. La sua passione per la scrittura nasce dalla magia delle sue vie, dalle Domus de Janas, dagli imponenti nuraghi, dalla cultura e dalle tradizioni di una terra ventosa. Oggi vive con il marito e i suoi due figli a Quartu Sant’Elena, vicino ai colori e al profumo del mare. Lavora a Castiadas dove, con altri soci, gestisce la casa per ferie Villaggio Carovana, un luogo dove le barriere mentali e architettoniche crollano per lasciare spazio all’incontro e alla conoscenza. Nomen Omen è il suo romanzo d’esordio.

Vi lascio il link per l’acquisto: qui.


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Gotico, Storia dell’arte #MuseoAStratto

Gotico Book Cover Gotico
Robert Suckale, Matthias Weniger, Manfred Wundram
Arte, Architettura
Taschen
2007
Copertina flessibile
95

Gotico

Il gotico è uno stile artistico che nasce nei pressi di Parigi, intorno al 1100 e si diffonde in tutta Europa.

Il gotico si insedia in ogni forma d’arte: dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla miniatura fino all’oreficeria e all’arte tessile.

In realtà, è stato definito un momento ben preciso per la nascita del Gotico: la costruzione dell’Abbazia di Saint-Denis a Parigi, consacrata nel 1144.

Il Gotico si diffonde poi in tutti i principali Paesi europei, assumendo significati diversi in base alla situazione politica e religiosa di ogni Paese, a chi commissionava la realizzazione di un’opera e con quale scopo.

 

Architettura

Ciò che rende riconoscibile lo stile Gotico nell’architettura è la struttura stessa: scompaiono le mura imponenti dello stile romanico per dare spazio ad un nuovo metodo di costruzione che distribuisce il peso su pilastri portanti; le facciate sono composte da vetrate colorate e molto luminose, con forme allungate verso l’alto.
Si sviluppa poco per volta la struttura con volta a crociera che, in seguito, viene modificata ulteriormente con strutture a sei spicchi, a raggiera e a ventaglio, per distribuire uniformemente il peso dell’edificio.

Tutto, nella realizzazione di un edificio gotico, sembra puntare verso il cielo: guglie e vetrate indirizzano lo sguardo verso l’alto, tramite decori e forme affusolate.

Ovviamente, lo stile Gotico non può essere definito in modo universale se non per i suoi tratti caratteristici generali; in ogni Paese europeo si è poi creata una diversa versione dello stesso stile, con particolati caratteristiche.

Pittura

La pittura gotica si sviluppa successivamente rispetto all’architettura e alla scultura, in questo caso, non in Francia: è grazie ai pittori della scuola toscana che la pittura gotica riesce a svilupparsi e, nel XIII secolo subisce un radicale rinnovamento grazie a Giotto.

I motivi di questo distacco nello sviluppo è probabilmente dovuto alla situazione politico-religiosa dei Paesi europei tra il 1100 e il 1300. Per esempio, erano molto diffuse le opere bizantine a causa della crociata del 1200.

Inoltre, lo spazio dedicato alla pittura all’interno degli edifici e nettamente inferiore rispetto ai tempi dello stile gotico, ed è occupato principalmente da vetrate.

Dopo la metà del 1200, però, la pittura gotica riacquista importanza e si diffonde in modo esponenziale in tutta Europa.

Vetrate

Vere protagoniste del periodo Gotico sono le vetrate: essendo realizzate prevalentemente a scopo decorativo, danno la possibilità agli artisti di esprimersi senza vincoli.

L’unico vincolo è l’impossibilità di realizzare grosse lastre di vetro: motivo per cui le vetrate sono realizzate in tante piccole sezioni. In questo modo le vetrate diventano il simbolo e il tratto distintivo dell’arte gotica.

Con l’avanzare degli anni, cambia anche la situazione politico-sociale e di conseguenza le rappresentazioni artistiche: la società diventa sempre più propensa alla concretezza, le figure bibliche vengono attualizzate e rappresentate nelle vesti dell’epoca.

In Italia, tuttavia, il Gotico non estirpa completamente la tradizione e rimangono in auge affreschi e dipinti, nonostante la diffusione progressiva dell’arte gotica in ogni ambito.

Fonte immagine: wikipedia

Gotico – Taschen Edizioni

Come anticipato per il volume Rococò, le edizioni Taschen sulla storia dell’arte si rivelano sempre molto affidabili e accurate.

Il libro riporta nelle prime 25 pagine la storia dello stile Gotico. Dopodiché troviamo, per le restanti 70 pagine, una vastissima serie di riproduzioni di opere con relativa descrizione: ogni descrizione non contiene esclusivamente informazioni sull’opera in questione ma anche sullo stile in generale.

La qualità delle immagini è ottima, le spiegazioni sono dettagliate ma mai troppo complesse: CONSIGLIATISSIMO!

Per altri approfondimenti sulla storia dell’arte: MuseoAStratto

I senza cuore

I senza cuore
ScrittoriGiunti
Giuseppe Conte
Romanzo storico, Thriller storico
Giunti
2019
Copertina rigida
420

Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un’emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.

Anno Domini 1116, la Grifona salpa dal porto di Genova con 192 anime a bordo: la rotta è verso il burrascoso Atlantico e le brume della Cornovaglia bretone, dove un monastero pare custodisca un misterioso manoscritto. Il suo comandante Guglielmo il Malo, della famiglia degli Embriaci e trionfatore alla Prima Crociata, è segretamente in cerca della verità sul Vaso di smeraldo, portato a Genova come bottino di guerra e dono della Regina di Saba a Salomone, presente sulla tavola dell'Ultima Cena di Nostro Signore. È davvero l'originale? O è un clamoroso falso? Ma Guglielmo, l'ingegnoso costruttore di macchine da guerra, è subito costretto a calarsi nei panni di un riluttante detective, per indagare col fedele, sveglio scrivano Oberto da Noli, narratore di tutta la storia, sui delitti di un efferato serial killer che semina il terrore a bordo della sua galea nelle notti di luna nuova: tre ufficiali sono stati uccisi uno dopo l'altro e lasciati con il petto squarciato e senza cuore. Fra dramma e leggenda, bonacce e tempeste, scarsità di viveri e malattie che riducono l'equipaggio a 109 anime, fra incontri con pirati e Vichinghi ma anche ammutinamenti, Giuseppe Conte scrive un romanzo corale, ricco di suspense e colpi di scena: protagoniste sono le crociate e le conquiste della sua grande Genova, ma anche la pace e la nonviolenza che vedono Conte in persona prestare un po' della sua voce al mastro d'ascia sufi Yusuf Abdel Rahim, alias Giuseppe Pietrabruna. Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un'emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.

 

I senza cuore è un romanzo storico, ambientato tra Genova e l’Inghilterra nella prima metà del 1100.

Racconta, attraverso due narratori diversi, due storie parallele che si mescolano e confluiscono nel finale.

Devo rassegnarmi. L’assassino è sulla galea, chiunque di noi può sospettare l’altro, ed essere a sua volta sospettato.
Una condizione terribile, se ci aggiungo i pirati che forse ci inseguono ancora, le provviste che diminuiscono, il mare tutt’intorno, animale senza pietà che come niente alza la cresta e gli artigli delle onde.

Il libro

Ne I senza cuore vengono raccontate due storie, con protagonisti e ambientazioni diverse.

La prima è quella della Grifona, nave salpata dal porto di Genova con 192 uomini a bordo, diretta in Cornovaglia. Sulla nave, poco dopo la partenza viene commesso un omicidio: un uomo, Astor Della Volta, viene trovato a terra, senza cuore.

Il comandante inizia la sua indagine per scovare l’assassino: interrogatori, incarcerazioni e punizioni. Tutti i marinai vengono passati in rassegna per avere informazioni sulla notte del delitto, invano.

Il viaggio si protrae per mesi, la Grifona fa tappa in vari porti e riparte ogni volta nonostante i continui problemi: epidemie, mancanza di cibo, inquietudine generale.

Molti, tra rematori e schiavi, muoiono sulla Grifona e vengono gettati in mare. Alcuni uomini perdono la ragione, altri si ammalano. Vengono commessi altri omicidi… ma il responsabile sembra non possa essere trovato!

Tutto ciò viene raccontato tramite l’abile scribacchino che, date le circostanze del viaggio, si trova ad avere un’occupazione molto più consistente rispetto al previsto. Non è dato sapere molto su di lui, se non una breve presentazione e qualche segreto svelato sul finale.

Parallelamente viene portata avanti la storia di Giannetta Centurione, figlia di una nobile famiglia genovese rimasta orfana di madre.

è lei stessa a raccontare la propria storia: è una donna forte, coraggiosa, un’arciera che sogna di diventare una combattente in difesa delle bambine e delle giovani donne di cui ha sentito storie di rapimenti e stupri.

La matrigna e il padre la obbligano ad un matrimonio che lei non desidera, si innamora di un uomo ma sarà messa alla prova e il destino la porterà in una direzione completamente diversa…

 

Oltre la trama…

I senza cuore è un libro ben costruito: ha una buona trama (o meglio due trame parallele), i personaggi principali sono ben costruiti e sono sostenuti da una quantità indefinita di personaggi secondari, molto utili a ricreare l’atmosfera giusta.

Gli aspetti positivi di questo romanzo sono sicuramente la trama, i personaggi e le descrizioni.

Sulle descrizioni, infatti, merita fare una nota: solitamente, per quanto un viaggio sia descritto come insidioso, l’atmosfera sulla nave ha sempre qualcosa di affascinante e magico (come se la nave fosse sempre splendente…in stile Priati dei Caraibi, per intenderci).

In questo libro non è così: l’atmosfera “magica” – ma tetra – viene ricreata a causa degli omicidi e delle superstizioni dei marinai, della possibile maledizione che imperversa sulla nave e così via.

Le descrizioni dell’ambiente, però, sono molto molto realistiche e crude: topi, escrementi, sporcizia di ogni genere e un tanfo insopportabile sono i veri abitanti della Grifona.

Il viaggio viene raccontato in maniera molto verosimile. Lo stesso le abitudini dei marinai, degli schiavi e di chiunque si trovasse nei porti o per mare.

Il ritmo di lettura è medio e costante: i racconti dello scribacchino e di Giannetta vengono spesso intervallati a descrizioni di eventi o luoghi.

L’ambientazione cambia spesso lungo il tragitto di viaggio ma la maggior parte delle scene si svolge sulla Grifona per lo scribacchino e l’equipaggio, e a Genova per Giannetta.

L’atmosfera resa è molto realistica, mai troppo “solare”.

 

In conclusione

Lo consiglio come buon romanzo storico, un thriller in viaggio e un buon racconto sulla tradizione navale tra il 1100 e il 1200.

L’unico appunto leggermente negativo è sullo stile dell’autore: l’ho trovato un po’ difficile da seguire. Non tanto per il lessico o per il ritmo, quanto per la struttura dei periodi. Ovviamente si tratta di un parere personale, per molti non sarà assolutamente così!

Per concludere ve lo consiglio senza pensarci due volte: vi innamorerete di Giannetta!

Per l’acquisto vi rimando a GIUNTIALOPUNTO.IT


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