Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale
Albi illustrati
Tom Percival
Libri per bambini
Giunti editore
2020
Copertina rigida
32

Un racconto toccante e audace sull'individualità e sull'avere il coraggio di essere se stessi. Norman era sempre stato un ragazzo "normale", fino al giorno in cui gli spuntarono un paio di ali. All'inizio Norman era sorpreso e felice e si divertiva a volare in alto nel cielo. Ma poi giunse l'ora di cena: cosa penseranno i suoi genitori? Cosa penseranno tutti gli altri? Meglio coprire le ali con un grande cappotto. Ma nascondere ciò ci rende unici è difficile e doloroso... Età di lettura: da 4 anni.


 

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale è un albo illustrato per bambini che racconta una breve fiaba istruttiva e toccante.

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Si tratta di un libro piuttosto breve (poco più di 30 pagine), con una ridotta quantità di testo – come del resto è giusto che sia, trattandosi di un libro rivolto ad un pubblico infantile.

La trama è ovviamente semplice ma completa e con un messaggio molto importante per i piccoli lettori (o ascoltatoti). Norman è un bambino normalissimo, fino al giorno in cui gli spintano le ali: il giorno più entusiasmante della sua vita. Vola e si diverte insieme agli uccellini, ma quando si ferma si rende conto di non essere più come gli altri bambini.

Normal ora è diverso. Decide così di nascondere le sue ali ai genitori e agli amici, indossando un grosso cappotto. Il cappotto, però, gli impedisce di fare molte cose e Norman si sente sempre più solo.

Quando ormai Norman si sente completamente solo e inadeguato, si ricorda del suo primo volo e di quanto era stato felice. Decide così di abbandonare il cappotto e di spiccare il volo: poco dopo altri bambini seguono il suo esempio e scopre che sono diversi come lui.

La struttura si può assimilare a quella della fiaba, seppur semplificata.

L’illustrazione

La tecnica d’illustrazione usata dall’autore è molto semplice ma curata e, soprattutto adatta al pubblico.

Inoltre le tavole sono realizzate in tre modi diversi per accentuare il significato della trama: le tavole completamente a colori rappresentano i momenti felici di Norman, le tavole in bianco e nero con il protagonista a colori indicano i momenti in cui Norman si sente diverso, quelle totalmente in bianco e nero indicano i momenti tristi.

 

Norman e la storia di quando pensò di non essere normale è un libro davvero molto carino, adatto ai lettori più piccoli o come libro che i genitori possono leggere e mostrare ai loro bimbi. Davvero molto curato e piacevole!

Vi lascio il link al sito Giunti Editore, su cui trovate questo e altri albi di Tom Percival: Norman.

 

 


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La fattoria degli animali

La fattoria degli animali Book Cover La fattoria degli animali
Oscar moderni
George Orwell
Romanzo
Mondadori
1945 - 1^ edizione
Copertina flessibile
141

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull'uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali. L'acuta satira orwelliana contro il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un'energia stilistica che pongono "La fattoria degli animali" tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.


 

La fattoria degli animali è un romanzo di Orwell pubblicato nel 1945.

Secondo quanto affermato dall’autore stesso, il romanzo voleva essere una critica alla politica di Stalin e alla situazione generale della Russia durante e dopo la Rivoluzione.

Fu pubblicato per la prima volta con un sottotitolo (a fairy story), successivamente abolito per poi essere sostituito con altri sottotitoli nelle varie traduzioni che il romanzo ha avuto. In alcuni casi il sottotitolo faceva espressamente riferimento alla Russia.

Si tratta di un romanzo allegorico estremamente significativo e per comprenderlo a pieno bisogna analizzarne le singole parti.

La fattoria degli animali

Sinteticamente si può riassumere la trama in questo modo: gli animali presenti in una fattoria (gestita inizialmente da esseri umani, ovviamente) stabilisce una gerarchia interna, con un capo, dei subordinati, e ognuno ha il proprio compito. Ma, come in ogni comunità, col passare del tempo iniziano i problemi dovuti al pensiero politico e alle caratteristiche che contraddistinguono ogni corrente di pensiero.

La fattoria degli animali oltre a rappresentare la situazione politica russa negli anni ’40/’50, rappresenta in modo generico e universale le caratteristiche delle correnti politiche più rilevanti e le conseguenze della loro applicazione.

Per poi terminare con un epilogo significativo almeno quanto il contenuto del resto del romanzo. Gli animali cacciano il fattore, ma finiscono presto per instaurare un sistema altrettanto autoritario e problematico.

I personaggi

Vecchio Maggiore o Old Major nella versione originale, è un maiale rispettato da tutti gli altri animali poiché è il più longevo e di conseguenza il più saggio. Rappresenta Lenin: come Lenin muore dopo aver tenuto il suo discorso al popolo e, come per Lenin, il suo corpo (cranio) viene esposto come simbolo di rivoluzione.

Il discorso del maiale espone la teoria dell’Amimalismo, secondo la quale il lavoro di un animale produce più valore di quello necessario al suo mantenimento e le differenza viene “rubata” dall’umano parassita. Il Vecchio Maggiore è una sorta di rappresentazione dell’idea marxista.

Napoleone è un maiale opportunista che emerge rispetto agli altri animali, facendo leva sulla loro ignoranza. Rappresenta Stalin.

Palladineve, è un rivoluzionario convinto e sincero; non viene compreso dagli animali e viene boicottato da Napoleone, più astuto e crudele, che lo accusa di tradimento.

Clarinetto fa propaganda per conto di Napoleone, raccontando bugie e facendo leva sulla minaccia del possibile ritorno del fattore.

Boxer è un cavallo il cui lavoro è fondamentale per il funzionamento della fattoria. Rappresenta il lavoratore medio: umile e onesto. Il suo motto è “lavorerò di più”, ma questo lo porterà allo sfinimento e alla soppressione, su volere di Napoleone – che, tra l’altro il cavallo ha sempre sostenuto.

Beniamino è un cinico che dubita di tutti, un asino longevo e istruito che si rifiuta di mettere la sua istruzione al servizio degli altri animali. Rimane leale a Boxer fino alla fine e, solo dopo il crollo dell’Animalismo, accetta di leggere l’ultimo comandamento.

Berta (o Trifoglio) è la figura materna della fattoria, sensibile e di conforto per gli altri animali oppressi dai maiali; rappresenta il popolo ordinario, che viene inconsapevolmente manipolato e sfruttato.

Mollie è indifferente alla rivoluzione e sembra che tutto ciò che avviene nella fattoria non la tocchi realmente; le basta poter mantenere i suoi vizi. Rappresenta l’aristocrazia.

Mosè è il corvo rappresenta la Chiesa ortodossa russa: promette il paradiso agli animali, per alleviare il peso dello sfruttamento e indurli a sopportare ciò che avviene all’interno della fattoria, in accordo con chi la governa – in questo caso i maiali.

Minimus è il maiale poeta che canta le gesta di Napoleone, rappresenta l’intellettuale asservito al potere dittatoriale, che mette la sua cultura al servizio della propaganda.

I cani e le pecore vengono rappresentati come gruppo. I primi rappresentano la polizia politica che reprime le opposizioni, i secondi le masse facilmente manipolabili.

Ci sono, poi, le galline e i conigli e altri animali citati di rado: le galline, per esempio, simboleggiano il popolo costretto alla fame dal regime.

Infine c’è Jones, il fattore alcolista cacciato durante la rivoluzione dagli animali.

In questo libro l’ambientazione non è rilevante, in quanto la fattoria potrebbe essere ubicata in qualsiasi luogo del mondo: è un simbolo. L’atmosfera invece è molto rilevante, è percepibile: è la tipica atmosfera di inquietudine, oppressione, malessere comune, insoddisfazione generale e difficoltà che si percepisce in una qualsiasi comunità in cui a star bene sono solo i pochi al potere.

Per quanto riguarda lo stile, Orwell è un maestro. Riesce a coinvolgere a tal punto da far sembrare tutto reale e percepibile. Come in tutti gli altri suoi scritti, Orwell fa un uso magistrale del lessico, curato e appropriato: in questo modo riesce a rendere le sue storie assolutamente vere, pur essendo metafore.

La fattoria degli animali: significato

Oltre alla rappresentazione del regime di Stalin, della morte di Lenin, degli Zar di Russia e del popolo russo, La fattoria degli animali è la rappresentazione della politica e della natura umana egoista e autoritaria che si manifesta sotto forma di pensiero politico totalitario.

Inoltre rappresenta un ciclo che spesso si è ripetuto nella storia: una situazione di malessere e oppressione porta ad una rivoluzione. La rivoluzione ha successo grazie a degli esponenti capaci di coinvolgere le masse. Gli esponenti si trasformano in regime, proprio come coloro che hanno da poco spodestato.

In conclusione

Consiglio la lettura di questo libro a tutti. Si tratta di un romanzo che esce da tutti gli schemi ed è difficilmente assimilabile ad un genere. Piuttosto è un libro, come gli altri di Orwell (1984, Fiorirà l’aspidistra), che contiene una sorta di avvertimento a diffidare di chi si impone al governo, un’esortazione a riflettere sugli avvenimenti storici e politici per evitare di incappare negli errori sistematici già commessi più volte in passato.


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I libri del 2019

E’ ora di dare un po’ di numeri! Con l’avvento del 2020 è arrivato il momento di fare il punto della situazione sui libri che mi hanno accompagnato nel 2019. C’è un po’ di tutto quest’anno: fantasy, romanzi, classici famosi e non, pezzi di storia della letteratura e novità dell’anno.

I grandi libri del mio 2019.

Iniziamo facendo il punto sui libri di grandi autori che mi hanno tenuto compagnia in questo 2019.

Tra i preferiti inserirei anche alcuni titoli meno popolari come:

Le novità del 2019.

Veniamo ora alle novità dell’anno, con una menzione per genere letterario:

In tutto ci sono 10 classici, 15 fantasy, 6 libri d’arte, 2 biofgrafie, 2 romanzi di viaggio, 2 self-help, e via così! Il totale? Non lo so nemmeno io, ne avevo contati 85 ma prendendoli in mano per sccrivere questo articolo mi sono resa conto che non ne avevo considerati alcuni… totale 89. Senza contare i libri prestati e gli ebook, e senza contare fumetti e libri di disegno/illustrazione perchè li considero lavoro.

 

Quasi tutti i libri citati sono recensiti qui sul blog!

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Il lupo della steppa

Il lupo della steppa Book Cover Il lupo della steppa
Oscar moderni
Hermann Hesse
Romanzo, Classico
Mondadori
2016
Copertina flessibile
222

Il disagio di fronte alla volgarità e alla massificazione della società moderna, la ricerca di valori più elevati, la forza liberatrice degli impulsi primordiali, il rimettersi in gioco a partire da una nuova consapevolezza. Sono questi alcuni dei temi che si intrecciano nel "Lupo della steppa", uno dei romanzi più "radicali" e più affascinanti di Hesse, pubblicato nel 1927 in un'Europa in cui i regimi totalitari si andavano moltiplicando. Il protagonista, Harry Haller, vive in una condizione di impotente infelicità generata da un insanabile dissidio interiore tra l'"uomo" - tutto quello che ha in sé di spirituale, di sublimato, di culturale - e il "lupo" - tutto ciò che ha di istintivo, di selvatico e di caotico. Haller si è chiuso in un isolamento quasi totale rispetto al mondo meschino e privo di spirito in cui vive, arrivando a un passo dal suicidio. Verrà "rieducato" alla vita comune, quella di tutti, da una donna incolta ma esperta e intelligente, che lo aiuterà a trovare la via per meglio comprendere le "non regole" dell'assurdo gioco della vita. Introduzione di Daniela Idra.


 

Il lupo della steppa è un romanzo dello scrittore Hermann Hesse pubblicato nel 1927. Si tratta di un’opera in parte autobiografica (sebbene  attraverso uno pseudonimo), sviluppata perlopiù sul piano psicologico.

All’interno di quest’opera, l’autore racchiude una critica verso la società degli anni ’20, ma anche una profonda analisi di sé stesso.

L’ambientazione geografica e temporale non sono definite con precisione, ma si può intuire che si tratti degli anni ’20 per il fatto che il manoscritto ritrovato da cui ha origine il racconto si riferisca a qualche anno prima della pubblicazione, avvenuta nel ’27.

Attraverso il protagonista Harry Haller, si comprende il significato del libro: il protagonista è il lupo della steppa, isolato e infelice.

Haller trova il suddetto manoscritto e, successivamente, inizia il suo racconto personale attraverso un diario.

Questo libro contiene le memorie lasciate da quell’uomo che, con una espressione usata sovente da lui stesso, chiamavamo “il lupo della steppa”. 

Il lupo della steppa

Il lupo della steppa è un libro dai contenuti molto profondi, parla di sofferenza e infelicità, isolamento e di una lotta interiore tra uomo e lupo.

Attenzione: non si tratta di una lotta “fisica”, non stiamo parlando di licantropi. Il lupo della steppa è la rappresentazione dell’uomo che si isola, che sdegna la razza umana, che non vuole socializzare con nessuno.

A lottare con questo “lupo” è il lato umano: un uomo a tutti gli effetti, con le sue insicurezze e le sue paure; un uomo che ha bisogno di altre persone, di socializzare, un uomo che sbaglia, riflette, e si trova costantemente in conflitto con sé stesso e con gli altri.

«L’uomo non è una forma fissa e permanente […], ma un tentativo, una transizione, un ponte stretto e pericoloso fra la natura e lo spirito. Verso lo spirito, verso Dio lo spinge il suo intimo destino; a ritroso, verso la Natura, verso la Madre lo trae la sua intima nostalgia: tra l’una e l’altra di queste forze oscilla la sua vita angosciata e tremante.»

Haller si racconta, a tratti come uomo e a tratti come lupo:

  • l’uomo: è un cittadino tipico, conforme alla massa, che svolge attività ordinarie come lavorare quotidianamente, risparmiare, desiderare cose che non ha.
  • il lupo: è solitario, scettico, odia l’uomo e i suoi schemi, non vuole sentir parlare di politica eppure, dentro di sé, è in qualche modo un rivoluzionario.

Nel suo diario, Harry annota tutto ciò e, poco alla volta, capisce che la vita è l’unione di questi due aspetti, sempre.

Trama e significato

Oltre alle riflessioni sull’essere uomo o essere lupo, viene portata avanti parallelamente la trama vera e propria del romanzo: Harry sempre più solo e disperato, sempre più convinto di essere fuori posto, Harry che pensa al suicidio, programma il suicidio dopo il suo cinquantesimo compleanno. Harry che incontra Erminia (la sua metà androgina, tra l’altro) e riscopre i piaceri della vita “normale”. Harry che si crede di aver superato i suoi problemi, si innamora, frequenta donne e locali, fa uso di sostanze stupefacenti.

Harry arriva ad un epilogo. Un epilogo che contiene il messaggio – dichiarato e palese – dell’autore.

La prima parte del messaggio è l’impossibilità di identificare un uomo in modo univoco: un uomo ha tanti aspetti, nature molteplici. La seconda parte è da interpretare, perché potrebbe essere capita in due modi opposti perciò lascio a voi la scelta.

L’intero libro è da interpretare: ci sono molti punti su cui merita riflettere e trarre delle conclusioni. Harry è tutti noi. Ognuno di noi è un po’ uomo e un po’ lupo, chi più chi meno.

Il lupo della steppa è un libro complesso per i concetti che riporta, ma è reso semplice – quantomeno nella forma – da uno stile impeccabile e volutamente semplice. Questo fa sì che il testo abbia un ritmo di lettura piuttosto veloce, nonostante si tratti di un classico del secolo scorso con temi tanto delicati e complessi.

In conclusione:

Il lupo della steppa è un libro che consiglio a TUTTI: è un classico e spesso i classici o li si ama o li si odia. Per chi li ama non sarà un problema leggerlo, è un capolavoro. Per chi li odia…beh, si potrebbe tentare un’eccezione perché merita davvero. Ognuno di noi si è sentito un po’ lupo almeno una volta nella vita e trovare un libro che ne parla in questo modo è incredibile!


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Vincent Van Love

Vincent Van Love Book Cover Vincent Van Love
Ernesto Anderle
Graphic Novel, Fumetto, Illustrato
Becco Giallo
2019
Copertina flessibile
128

La maggior parte delle persone pensa che Van Gogh sia stata una persona triste, pazza e malinconica. Leggendo le lettere al fratello Theo emerge invece una persona solare che amava la vita. Tratto dalle pagine Facebook e Instagram di Vincent van Love, un libro che è un abbraccio sincero, un inno alla forza delle emozioni, una rappresentazione potente della fragilità e della sensibilità umana.

Vincent Van Love è una graphic novel “diversa”, se non altro per ciò che vuole trasmettere sul protagonista, il celebre artista Vincent Van Gogh.

Vincent Van…Love!

Come suggerisce il titolo, questa graphic novel è incentrata sugli aspetti più intimi, amorevoli e delicati dell’artista. Che sia stato un artista dalla vita turbolenta e spesso difficile è risaputo, ciò che spesso viene omesso, invece, è il lato sentimentale di Van Gogh.

In questa graphic novel viene ripercorsa tutta la vita dell’artista sin dall’infanzia, dando modo al lettore di apprendere effettivamente alcune nozioni reali (per esempio la sua propensione per il disegno, il rapporto con la famiglia, con chi l’ha definitivamente portato a dedicarsi all’arte e così via).

Particolare importanza viene data al rapporto con il fratello, al quale l’artista è molto legato sin dalla tenera età. Vengono riportate parti di lettere e citazioni che mettono in risalto le paure, le debolezze e incertezze di Van Gogh. Allo stesso modo viene fatto notare il suo bisogno d’affetto così come la sua propensione ad una forma di amore universale, nei confronti dell’arte e del mondo intero – con il quale si trova spesso a fare i conti però!

La graphic novel

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, la graphic novel è suddivisa in tavole a pagina intera (che spesso riportano citazioni o aneddoti sull’artista) e pagine strutturate come un vero e proprio fumetto.

Lo stile dell’autore è molto semplice: le illustrazioni sono complessivamente molto vivaci e colorate ma mai eccessive. La palette di colori utilizzati in Vincent Van Love è limitata – giustamente –  in modo da rendere omogeneo l’intero libro. La scelta delle citazioni è molto accurata e ogni citazione è abbinata ad una tavola: questo aumenta l’espressività e il significato di entrambe le parti.

In conclusione:

Libro consigliatissimo per gli amanti delle graphic novel, dell’arte e di Van Gogh nello specifico. Ben fatta, curata, piacevole.


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Il libro di Gaia

Il libro di Gaia: un bellissimo viaggio tra alchimia e magia.

La trama è piuttosto articolata. Racconta la storia di Sofia, maestra alchemica eccellente, che riesce a sintetizzare il cristallo dell’Io e ad iniziare un percorso alla scoperta di limiti inesplorati dell’alchimia.

Una voce misteriosa, però, la mette in guardia da coloro per cui lavora e di cui si è sempre fidata. Sofia capisce di essere sfruttata per scopi tutt’altro che buoni e decide di seguire la voce sconosciuta che l’ha avvertita di tutto ciò.

Sempre grazie alla voce, incontra Teleo, un giovane ragazzo esperto di erbe, piante medicinali e quant’altro. I due iniziano in questo modo un lungo viaggio che li porta a scoprire cosa c’è oltre il mondo che conoscono e, nonostante siano ormai considerati nemici pubblici, riusciranno a salvare il mondo e i loro cari.

La voce sconosciuta si rivela essere Gaia, la voce della Terra stessa, che guida i due ragazzi durante la loro impresa.

Il libro di Gaia: oltre la trama

In questo libro l’aspetto più rilevane, oltre la trama in sé, è il legame uomo-pianeta: davvero molto forte e toccante, contro avversità e “cattivi” – che spesso sono gli stessi umani nei confronti della Terra.

Un libro molto carino, con una trama intricata e un messaggio molto profondo.

I protagonisti sono ben definiti, soprattutto caratterialmente e per tutto ciò che riguarda i loro ideali.

Lo stile è semplice ma molto curato, così come i dettagli: trattandosi si un libro basato sull’alchimia, riporta molte informazioni a riguardo ed è sempre molto preciso e dettagliato. Il ritmo di lettura è medio e costante dall’inizio alla fine, benché ci siano delle scene più movimentate rispetto ad altre.

In conclusione:

Il libro di Gaia è stato uno dei libri migliori del 2019 tra le nuove scoperte, sicuramente per l’originalità e il messaggio. Consigliatissimo!

 

 

L’autore:
Giorgio Tarditi Spagnoli
GIORGIO TARDITI SPAGNOLI è nato nel 1982 a Sestri Levante. Dopo la
laurea triennale in Scienze Naturali all’università di Genova e ha conseguito
quella magistrale in Paleobiologia all’Università degli Studi di Milano e in Biologia Evoluzionistica all’Imperial College di Londra. Ha conseguito il dottorato di Scienze della Formazione all’Università di Milano-Bicocca ed è diplomato in Naturopatia e Counseling presso l’Associazione Europea Medicine Tradizionali di Torino. Lavora come naturopata, fioriterapeuta e counselor biografico e tiene incontri sull’antroposofia e l’esoterismo occidentale. Nel 2018 ha pubblicato Cabala e Antroposofia.
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Vampiri – Il mondo delle ombre

Vampiri – Il mondo delle ombre è un libro illustrato che contiene tavole di dieci grandi artisti contemporanei, illustratori e non.

Il tema predominante è ovviamente quello dei vampiri, come si può intuire dal titolo, unito al “mondo delle ombre” inteso come mondo misterioso, dark, popolato da spettri e anime in pena.

Gli artisti…

Bibian Blue

Artista eccentrica e particolare, è una delle maggiori rappresentanti della moda goth-underground contemporanea: possiede laboratori come stilista e partecipa a spettacoli di moda in tutto il mondo.

Melanie Delon

Melanie Delon è un’illustratrice freelance e una istruttrice di disegno digitale. I suoi personaggi, spesso donne, sono immersi in ambientazioni ampie e dettagliate che raccontano la storia del personaggio stesso. I colori freddi sono predominanti e conferiscono ai lavori della Delon un aspetto cupo e freddo.

Victoria Frances

Victoria Frances è una disegnatrice e illustratrice spagnola. I lavori della Francés alternano colori freddi come grigi, azzurri e carboncini a colori caldi; questo perchè in base al tipo di sensazione che il personaggio deve comunicare Victoria Francés sceglie diversi approcci al disegno, pur mantenendo il suo stile gotico e cupo.

Suzanne Gildert

Suzanne Gildert è un’illustratrice digitale, i suoi lavori sono raccolti nel progetto Gothicfall, il quale viene descritto dall’autrice stessa come un’esplorazione dei confini che esistono tra opposti come bene e male, luce e oscurità.

Diego Latorre

Diego Latorre è un illustratore, regista e videomaker. Noto anche per i suoi lavori nel mondo dei fumetti e della musica, Latorre ha uno stile molto particolare che l’ha reso ricercato per la produzione di opere che dessero un taglio distintivo ad un progetto.

Nekro

Nekro è un’illustratrice digitale che predilige creare composizioni complesse e molto dettagliate, solitamente in bianco e nero con qualche tocco di colore identificativo del personaggio.

Rebeca saray

Rebecca Saray è un’illustratrice, disegnatrice e fotografa spagnola. I soggetti della Saray sono quasi tutte donne, il cui viso è la parte centrale dell’opera.

Arantza sestayo

Arantza  Sesatyo è un’illustratrice Spagnola, il cui lavoro viene descritto da sé stessa come “fantasy puro con un tocco di erotismo“.

Katarina Sokolova

Katarina Sokolova è una disegnatrice in digitale e non, i suoi lavori sono esplosioni di colori e dettagli, spesso però con un tocco gotico.

Cris Ortega

Cris Ortega è un’illustratrice digitale, i suoi lavori mescolano romantico e gotico, talvolta con uno stile da fumetto.

La raccolta: Vampiri – Il mondo delle ombre

La raccolta è davvero incredibile: tanti stili, tante tecniche, tante opere uniche! La consiglio a tutti gli amanti del dark-gotico e dei libri illustrati!

I testi sono pochi e sono perlopiù citazioni abbinate alla tavola su cui sono riportate.

Nelle ultime pagine si trovano anche alcune informazioni sugli artisti e sulle loro opere pubblicate!

Buona lettura o… buona visione!


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L’eredità di Agneta

L'eredità di Agneta. Book Cover L'eredità di Agneta.
Le signore di Löwenhof
Corina Bomann
Fiction, Romanzo
2019
640

Stoccolma, 1913. Dall'ultimo violento litigio con i genitori a Natale, Agneta ha chiuso ogni rapporto con la famiglia di origine, rinunciando al titolo nobiliare di contessa di Löwenhof e trasferendosi in un piccolo appartamento nel quartiere studentesco della capitale. A venticinque anni, il suo sogno non è certo sposarsi con un buon partito, ma studiare per diventare pittrice, lottare per il diritto di voto insieme alle amiche femministe e, soprattutto, vivere liberamente le sue passioni, compresa quella per Michael, aspirante avvocato. Finché una mattina un telegramma le porta una notizia destinata a cambiare completamente il corso della sua vita: il padre e il fratello sono rimasti coinvolti in un incendio, e la madre le chiede di tornare subito a Löwenhof. Inaspettatamente, i verdi prati, i boschi imponenti, i recinti dei cavalli e la bianca villa padronale suscitano in lei una strana malinconia. Ancora non sa che la situazione è molto più grave del previsto e che sarà posta di fronte a una scelta: prendere la guida della tenuta o continuare a inseguire i suoi sogni di libertà. Dilaniata dal dubbio che l'incendio sia stato doloso, tormentata dalla madre che vorrebbe vederla sposata con un aristocratico, Agneta troverà sostegno solo in Max, il giovane amministratore delle scuderie da cui si sente pericolosamente attratta...

L’eredità di Agneta è il primo volume della saga Le signore di Löwenhof, della famosa autrice tedesca Corina Bomann.

L’eredità di Agneta

Come si può facilmente intuire dal titolo, la protagonista di questo volume della saga è Agneta.

Agneta è una giovane ragazza, figlia di nobili, che esce dagli schemi che le vengono imposti e da ciò che ci si aspetterebbe da una ragazza come lei.

Cosa ci si aspetta da lei? Che viva all’ombra del fratello primogenito, che rispetti le tradizioni della sua famiglia borghese e che, in quanto donna, si rassegni ad un matrimonio combinato per interesse.

Cosa fa invece? Si trasferisce in città, lasciando la tenuta di famiglia per vivere in un appartamento fatiscente. Si unisce alla suffragette e combatte per il diritto di voto. Frequenta un ragazzo di cui è innamorata, non perché lui le possa offrire una vita agiata. Vive come artista.

A interrompere i suoi piani è un telegramma della madre, che la avverte che il fratello e il padre hanno avuto un incidente. Preoccupata, torna alla tenuta di famiglia – e la sua vita cambia completamente.

Agneta è costretta a valutare le opzioni che la vita le mette davanti: ignorare la famiglia e restare in città? Tornare alla tenuta, ereditare i beni di famiglia, sposarsi con qualcuno che nemmeno conosce?

Gli avvenimenti che si susseguono tra il telegramma e l’epilogo sono davvero molti e il lettore li percorre con Agneta, assistendola nelle sue scelte e scoprendone i pensieri.

Oltre la trama

L’eredità di Agneta è un romanzo molto scorrevole, si legge in fretta ed è molto piacevole. Racconta di un periodo storico non facile, soprattutto per le donne.

Siamo negli anni ’20, un periodo in cui molte donne si sono battute per ottenere diritti che per gli uomini erano scontati da tempo.

Forse questo aspetto nel libro viene un po’ semplificato e coperto dalle storie d’amore e dagli eventi familiari, che prendono il sopravvento e rendono il libro più “leggero“. Questo ovviamente non deve essere per forza un aspetto negativo, dipende dai gusti e dalle priorità di ogni lettore.

Ad ogni modo: il libro è ben scritto, lo stile dell’autrice è semplice ma molto curato. Il ritmo di lettura è medio-veloce: nonostante sia un libro di più di 600 pagine si legge piuttosto velocemente.

Oltre alle descrizioni dei luoghi e degli avvenimenti, si ha modo di leggere anche i pensieri della protagonista e scoprire cosa la porta a fare determinate scelte.

Anche l’epilogo è un pensiero di Agneta, che chiude la storia e fornisce una spiegazione alla sua ultima scelta decisiva.

In conclusione:

L’eredità di Agneta è un romanzo storico, che racchiude molti tratti del romanzo rosa. Lo consiglio agli amanti delle saghe familiari, del romanzo storico/rosa e a chiunque cerchi una lettura leggera ma piacevole.


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Favole, Victoria Francés

Favole Book Cover Favole
Victoria Francés
Fantasy, Horror, Libri illustrati
Rizzoli Lizard
2012
Copertina rigida
248

Cavalieri e dee albine, demoni e principesse, angeli di pietra e seducenti spiriti immortali, ambigue sirene e ninfe spettrali: l'universo di Victoria Francés, popolato di presenze intriganti e morbosamente irresistibili, si è rivelato per la prima volta al mondo con i tre volumi di "Favole", debutto presto trasformatosi in un vero e proprio fenomeno internazionale. Oggi la serie che ha saputo inventare una nuova strada per il gotico torna in un'unica edizione integrale ricca di contenuti nuovissimi.

Victoria Francés

Victoria Francés è un’illustratrice spagnola. La sua carriera nel fantasy inizia con “Favole”, inizialmente pubblicato come singolo libro e poi diventato una trilogia edita da Rizzoli.
In questa trilogia di libri le illustrazioni sono accompagnate da storie con protagoniste giovani donne. Una serie di libri in cui le storie romantiche di giovani fanciulle si intrecciano con le favole e l’ispirazione gotica della Francés.
I lavori di  Victoria vengono anche usati per poster, magliette, calendari ecc ecc…
Le ispirazioni di Victoria Francés sono da ricercare nell’horror gotico del primo ‘900: trae ispirazione da Edgar Allan Poe, Anne Rice e Howard Phillips Lovecraft, e da Brian Froud e Arthur Rackham per quanto riguarda le illustrazioni. Per questo motivo sono spesso presenti vampiri, donne dai lunghi abiti e fantasmi.


Victoria Francés: opere

  • Favole 1. Lacrime di Pietra (Favole 1. Làgrimas de piedra)
  • Favole 2. Liberami (Favole 2. Libérame)
  • Favole 3. Gelida luce (Favole 3. Gélida luz)
  • Angel Wings
  • Portafolio
  • El corazón de Arlene
  • Misty Circus: 1. Sasha, il piccolo Pierrot
  • Misty Circus: 2. La notte delle streghe
  • Favole ed. integrale (Favole), Spagna: Norma Editorial // Italia: Rizzoli Lizard
  • Il lamento dell’oceano (El lamento del océano), Spagna: Norma Editorial // Italia: Rizzoli Lizard
  • Mater Luna, Spagna: Norma Editorial // Italia: Rizzoli Lizar

Favole: la trilogia

Favoleè la trilogia illustrata più celebre dell’autrice. Essenzialmente si tratta di una raccolta di illustrazioni legate da una trama.

L’edizione integrale Rizzoli comprende i tre volumi pubblicati tra il 2003 e il 2007, con l’aggiunta di illustrazioni, schizzi e testi.

Ovviamente, a rendere la trilogia incredibile sono le illustrazioni prima del racconto: luci e – soprattutto – ombre, creature magiche e fantastiche, il tetro e il dolce insieme.

Tra i personaggi ci sono spettri, vampiri, ninfe, streghe e angeli di pietra, fanciulle malinconiche e romantiche.

I protagonisti sono Favole, una fanciulla veneziana, ed Ezequiel, un vampiro dei Carpazi: il vampiro si innamora perdutamente della fanciulla e la porta a vivere nel suo castello.
Con il passare del tempo, il legame tra i due diventa sempre più forte ma il vampiro non viole dannare per l’eternità la sua amata e così la manda altrove per salvarla da questo destino crudele, pur soffrendo per questa decisione.

Ecco che l’intensità delle emozioni trasmesse dalle illustrazioni si fa sempre più forte: un amore puro e indissolubile che non può essere vissuto.

Nel ricercare il suo amato vampiro, Favole si imbatte in diversi personaggi fantastici, tra cui la Vergine del Lago, altri vampiri e così via, girando il mondo intero sulle tracce di Ezequiel.

Tutti i personaggi, umani e non, hanno qualcosa in comune: sono anime dannate, tormentate e costretta ad un destino non desiderato.

Favole è anche un omaggio ai grandi classici della letteratura, tra cui Dracula, I fiori del male e Clarimonde, di cui troviamo citazioni all’inizio e alla fine di ogni volume.

Lo stile dell’autrice è iper-dettagliato; le opere sono realizzate principalmente a matita e china per poi essere colorate. Alla fine della trilogia, troviamo anche una raccolta di schizzi e bozze che raccontano come è nata la trama di Favole e come hanno preso vita i suoi personaggi.

Favole è un autoritratto dell’autrice: le tavole raffiguranti la protagonista sono infatti tratte da fotografie raffiguranti l’autrice stessa!

In conclusione:

Questo libro è adatto ad un pubblico molto variegato: amanti dei libri illustrati, del gotico e del barocco, della letteratura fantasy/dark e così via.

Piccola nota personale: 

Victoria Francés è uno dei miei miti più grandi sin da quando ha pubblicato le sue prime opere: uno dei miei primi disegni, anni fa, si ispirava proprio a Favole ed Ezequiel… è rimasto appeso sopra il mio letto per anni!

Le opere di questa autrice mi ricordano sempre un periodo molto bello per me e, soprattutto, le collego al percorso che ho fatto per trasformare la mia passione nella mia professione… insomma,  Favole è uno dei libri che conservo con più affetto!

Quindi non posso fare altro che consigliarvi questo fantastico libro, sono sicura che vi piacerà!


Altri articoli: Museo AStratto

Il Corvo – Graphic Novel

Il corvo Book Cover Il corvo
James O'Barr
Comics & Graphic Novels
Edizioni BD
2013
Copertina flessibile
272

Quando James O'Barr riversò il dolore e l'angoscia della sua tragedia personale nelle pagine del Corvo, la storia catartica del ritorno dal regno dei morti di Eric per vendicare l'omicidio della fidanzata conquistò i lettori dì tutto il mondo. Ora il libro che diede vita a un film maledetto e leggendario torna in un'edizione ampliata e corretta direttamente dall'autore, arricchita di pagine e illustrazioni inedite, nuovi capitoli, sequenze andate perdute ricostruite con la tecnica originale e una introduzione di James O'Barr in persona. Il potente viaggio di un angelo vendicatore e celebrazione del vero amore... feroce, intelligente e indimenticabile come il giorno in cui è stato concepito.

Il corvo: la graphic novel di James O’Barr, che ha dato origine al celeberrimo film con Brandon Lee, viene presentata in questa edizione definitiva curata e integrata dall’autore stesso.

Il corvo: graphic novel di James O’Barr

La trama è conosciuta da tutti ma riassumiamola brevemente: Il corvo racconta la storia di Eric Draven, giovane innamorato a cui viene portata via la fidanzata da un gruppo di malviventi.

Il gruppo aggredisce la coppia, uccidendo Eric e violentando Shelly, per poi uccidere anche lei. Eric rimane intrappolato in uno stato di non-morte, risorgendo grazie al corvo che avrebbe dovuto trasportare la sua anima nel regno dei morti. Questo gli permette di vendicarsi degli assassini, mettendoli prima di fronte alla terribile paura di rivedere colui che hanno ucciso e provare ciò che hanno inflitto ad altri.

Pur faticando ed essendo attanagliato dai ricordi dei giorni felici con Shelly, Eric riesce a ed eliminare la banda di malviventi, uno ad uno, fino ad arrivare al capo – a cui fa provare la stessa straziante agonia imposta a Shelly.

Solo dopo essersi vendicato, Eric torna da Shelly…per sempre. In tutto ciò può contare solo su due persone: il capo della polizia e la sua giovane amica Sarah, a cui era legata anche Shelly.

Le illustrazioni:

Le tavole che compongono la graphic novel sono a dir poco impressionanti per quanto sono espressive. La cosa che le rende ancora più incredibili è il fatto che siano realizzate con due stili diversi per rispecchiare l’atmosfera e i sentimenti dei protagonisti.

Nel presente Eric è devastato dal dolore, è sofferente e arrabbiato, pieno di rancore e desiderio di vendetta. Le illustrazioni ambientate nel presente sono cupe, frenetiche e tragiche allo stesso tempo, con tratti decisi e lineamenti marcati e “spigolosi”.
Nel passato  e nei suoi ricordi Eric era felice e innamorato. Le illustrazioni che rappresentano il passato e i ricordi sono in scala di grigi, realizzate con tratti dolci e armoniosi.

Il contrasto tra le tavole realizzate con uno stile e l’altro e davvero netto: questo accentua tantissimo la percezione dei sentimenti di Eric e dell’atmosfera presente nel momento descritto.

Ciò che realmente riesce a dare intensità alla trama è proprio la capacità dell’illustratore di trasmettere attraverso i suoi disegni quella che, in realtà, è stata la sua tragedia personale.

I testi e la prefazione:

Per quanto riguarda i testi, secondo il mio parere, bisogna fare una distinzione.

Ciò che è stato curato e aggiunto dall’autore è assolutamente necessario per comprendere le scelte che ha fatto nel rivisitare il suo libro dopo vent’anni.

La prefazione è una sorta di spiegazione alle aggiunte fatte, ma anche una “confessione” su alcuni aspetti intimi dell’autore. Per esempio, la parte finale intitolata “Cavallo lucente” ha un significato molto profondo sia per l’autore e sia per la trama. L’autore spiega anche la sua storia personale nascosta dietro i personaggi di Eric e Shelly, una storia per cui si è portato dietro sensi di colpa per una vita, fino a rappresentarli apertamente con “il cavallo lucente”.

Oltre a questa scena, l’autore ha aggiunto tavole inedite che, secondo la sua visione della storia, avrebbero dovuto essere comprese già nella prima edizione ma, per ragioni tecniche ed emotive, non lo sono state.

Eric e Shelly, inoltre hanno due nomi noti: Shelly per Mery Shelly e Eric per Il fantasma dell’opera.

Infine l’autore lascia qualche dichiarazione sulla stesura dei testi originali e sulla realizzazione delle tavole.

Perché la distinzione sui testi? Perché, sempre a mio parere, l’unica pecca di questo libro incredibile è la traduzione dei dialoghi.

In conclusione:

Per gli amanti delle graphic novel questa è un must have. Ma credo che un libro di questa portata possa essere un buon inizio anche per chi volesse avvicinarsi per la prima volta al fumetto… merita davvero!


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