Il tempo della guerra – The Witcher 4

Il tempo della guerra Book Cover Il tempo della guerra
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2020
Copertina flessibile
432

Tre ombre cavalcano nella notte. Sono tre sicari, lanciati all’inseguimento della loro prossima vittima. Tuttavia non sanno di essere a loro volta seguiti da una creatura più forte e più resistente di qualsiasi essere umano: Geralt di Rivia, l’assassino di mostri. In circostanze normali, lo strigo non si sporcherebbe le mani per eliminare dei comuni criminali, ma stavolta è diverso. Perché quei tre sono stati assoldati per uccidere la principessa Ciri e, se ci riusciranno, il mondo intero sarà perduto: Ciri è la Fiamma di Cintra, la maga di cui parlano le profezie, l’unica forza in grado di contrastare i piani dello spietato imperatore di Nilfgaard e di riportare la pace tra i popoli della terra. Per questo è essenziale che Ciri arrivi sana e salva sull’isola di Thanedd, dove si stanno radunando tutti gli altri maghi. E Geralt è disposto a ogni sacrificio pur di proteggere il suo cammino. Però nessuno può immaginare che la principessa non sarà al sicuro nemmeno sull’isola. Sebbene sia difesa da incantesimi potentissimi, le spie di Nilfgaard sono infatti sbarcate persino in quel luogo isolato. E adesso sono in attesa, pronte a colpire….

Il tempo della guerra è il quarto volume della saga di Geralt di Rivia in ordine di pubblicazione ma è il secondo vero e proprio romanzo (considerando che i primi due volumi sono raccolte di racconti).

Il tempo della guerra – SPOILER ALERT

I Regni del Nord e Nilfgaard sono sempre più in cattivi rapporti: in ogni angolo ci sono scontri tra potenze, maghi e bande.

Ciri continua la sua fuga perenne ma inizia a correre voce che sia stata uccisa. Nel frattempo Geralt cerca di far luce sull’identità di Rience e di chi lo ha assoldato.

Citi e Yennefer si recano a Gors Velen. Prima di spostarsi a Thanedd, dove Yennefer parteciperà alla riunione dei maghi e Ciri frequenterà la scuola di Aretuza, dove era già stata istruita Yennefer.

Durante il viaggio fanno tappa a Gros Valen dove Yennefer incontra un nano banchiere con cui pattuisce affari vantaggiosi per entrambi. Mentre Yennerfer è alle prese con in nano, Ciri si fa accompagnare da Fabio per visitare la città con la raccomandazione di non farsi notare, ma ovviamente non sarà così. Viene scambiata per una studentessa di Aretuza fuggita dalla scuola e…

La saga

Lo stile dell’autore rimane invariato in questo secondo (o quarto) volume della saga o, forse, si fa ancora più coinvolgente e “sottile”.

Letti singolarmente, i libri possono sembrare dispersivi e, dopo il secondo, le vicende si spezzettano in tanti piccoli frammenti e prendono strade diverse: addirittura per ogni personaggio ci possono essere più percorsi possibili. Tuttavia, nel complesso la saga è strutturata in modo magistrale: i due vertici della saga sono i due punti saldi a cui riconducono tutte le vicende che però, con il proseguire della lettura, si allontanano e si diversificano tantissimo.

Vengono infatti presentati nuovi luoghi, personaggi, collegamenti e grossi punti interrogativi.

In conclusione, non si può che confermare un giudizio più che positivo per l’intera saga.


Personalmente ho trovato alcuni passaggi un po’ lenti rispetto ai volumi precedenti – ma questo può essere dovuto ad un fattore prettamente soggettivo perché purtroppo non ho avuto modo di dedicare alla lettura il tempo e l’attenzione che avrei voluto.

Ho letto diverse opinioni negative su questa saga e sull’autore in generale: molto spesso queste critiche hanno come oggetto principale il “sospetto” che la saga sia stata scritta in modo confusionario e non programmato. In realtà io credo che l’effetto fosse voluto: tantissimi personaggi, tantissimi luoghi: impossibile ricordare tutto. Eppure, alla fine, tutto avrà un senso…


I volumi precedenti:


Recensioni: INDICE

 

Cronache di un venditore di sangue

Cronache di un venditore di sangue
Universale Economica
Hua Yu
Narrativa
Feltrinelli
2018
Copertina flessibile
230

Una grande storia – al contempo commovente e ottimistica, grottesca e tragica – in uno dei più importanti romanzi della letteratura cinese contemporanea. Una storia per certi versi epica che racconta trent’anni della vita di Xu Sanguan, un lavoratore che trasporta tutto il giorno bachi in un grande setificio. Il protagonista vive con una moglie molto bella ma capricciosa e tre figli di cui va orgoglioso: Felice Uno, Felice Due, Felice Tre. Aiuta la sua famiglia a sopravvivere durante i duri anni della Rivoluzione culturale. E lo fa vendendo il proprio sangue nei momenti più difficili e importanti (in realtà una pratica ancora oggi realmente diffusa in Cina). Ma il sangue è anche una sorta di talismano: è un dono degli avi, e per questo non va sprecato... In questo romanzo Yu Hua dimostra di saper controllare con grande maestria un ventaglio di toni narrativi molto ampio, dal comico al grottesco, capacità che lo pone indubbiamente al vertice della narrativa cinese contemporanea.

Cronache di un venditore di sangue è libro di Yu Hua, il celebre scrittore cinese.

Come sempre, Yu Hua “porta l’oriente in occidente” attraverso i suoi libri: anche in questo caso racconta la cultura cinese e i suoi aspetti meno conosciuto come, appunto, quello della vendita del sangue.

Il protagonista di Cronache di un venditore di sangue è Xu Sanguan, un lavoratore che trasporta tutto il giorno bachi in un grande setificio.

Ha una vita monotona, ha una moglie, tre figli e un lavoro che si ripete identico ogni giorno.

Vive negli anni della rivoluzione culturale cinese e, come ogni famiglia, deve affrontare grosse difficoltà. Per sopravvivere economicamente, oltre a lavorare nel setificio, vende il proprio sangue.

La pratica della vendita del sangue è tutt’oggi in vigore in Cina: ed è proprio qui che entra in gioco l’abilità narrativa di Yu Hua.

Cronache di un venditore di sangue

Yu Hua ha uno stile narrativo molto particolare (o, se non altro, risulta tale probabilmente anche a causa della diversità rispetto allo stile occidentale a cui siamo senza dubbio più abituati).

Al di là degli aspetti tecnici di questo libro, che analizzeremo in seguito, ciò che va riconosciuto è l’ampio spettro di nozioni ed emozioni che contiene e trasmette: si parla di cultura popolare cinese, tradizioni, usi e costumi, fino ad arrivare alla quotidianità di un uomo medio nella Cina degli anni ’50.

Tutto ciò viene poi trasposto sul piano emotivo del protagonista, in quanto marito, uomo, padre.

Lo stile narrativo di Yu Hua, pur essendo molto semplice, ritmico e dal ritmo piuttosto lento, riesce a trasmettere una quantità indefinibile di sensazioni.

Probabilmente a rendere inconfondibili i suoi libri è proprio l’unione tra lo stile narrativo e ciò che racconta: una sorta di monotonia controllata e voluta (nello stile e nei passaggi della trama e dei protagonisti) con qualche attimo di assoluta estraniazione da tutto ciò.

In conclusione

Consiglio questo libro (e gli altri di Yu Hua) per conoscere la cultura cinese in modo diverso rispetto a come viene spesso riportata in Occidente.

Inoltre è un bel libro di narrativa che, una volta assimilato lo stile dell’autore, può essere anche molto piacevole da leggere.

Un’altro libro di Yu Hua: Vivere!

 


L’autore:

Yu Hua

Yu Hua è nato nel 1960 a Hangzhou. Figlio di un’infermiera e di un medico, trascorre lunghi pomeriggi dell’infanzia a giocare nei corridoi dell’ospedale. Lì fa il suo apprendistato di scrittore. È considerato uno dei migliori autori della nuova generazione. Ha pubblicato Torture (Einaudi, 1997), Le cose del mondo sono fumo (Einaudi, 2004), Racconti d’amore e di morte (Hoepli, 2010) e, con Feltrinelli Brothers, in due volumi (2008, 2009), Vivere! (2009), con il quale ha vinto il premio Grinzane Cavour e da cui è tratto il film omonimo di Zhang Yimou del 1994, La Cina in dieci parole (2012), Il settimo giorno (2017), Cronache di un venditore di sangue (Einaudi, 1999; Feltrinelli, 2018) e Mao Zedong è arrabbiato. Verità e menzogne dal pianeta Cina (2018) e L’eco della pioggia (Donzelli, 1998; Feltrinelli 2019) .

(Fonte: feltrinellieditore.it)


Recensioni: INDICE

Artisti Fantasy

Torna l’appuntamento con l’arte e questa settimana si parla di artisti fantasy


Artisti fantasy: Alan Lee e Il Signore degli Anelli

Alan Lee  è un illustratore  inglese, noto soprattutto per essere stato il primo ad illustrare Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien. Nel 2004 ha vinto il Premio Oscar per la migliore scenografia con il film Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re di Peter Jackson.

Dopo il diploma, ha lavorato come illustratore freelance per diversi anni, affermandosi come illustratore di fama mondiale grazie alle sue copertine per libri best-seller, soprattutto di genere fantasy.

Opere celebri:

  • Fate (1979) con Brian Froud e David Larkin
  • Castles (1984) con David Day
  • The Moon’s Revenge (1987) di Joan Aiken (illustrazioni)
  • Merlin Dreams (1988) di Peter Dickinson (illustrazioni)
  • The Lord of the Rings (1991) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)
  • Black Ships Before Troy (1993) di Rosemary Sutcliff (illustrazioni)
  • Tolkien’s Ring (1994) di David Day (illustrazioni)
  • The Wanderings of Odysseus (1996) di Rosemary Sutcliff (illustrazioni)
  • The Hobbit (1997) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)
  • The Lord of the Rings Sketchbook (2005) di Alan Lee
  • The Children of Hurin (2007) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)

Wendy Froud

Wendy Froud è una scultrice americana, conosciuta per la realizzazione di pupazzi, statue, miniature e figure per il cinema, tra cui il famosissimo Yoda di Star Wars.

Nata da genitori artisti, si è sposata con un illustratore ed è diventata famosa in tutto il mondo per le sue opere. Ha realizzato un’opera composta da tre volumi per bambini.


Paolo Barbieri

Nato a Mantova nel 1971, Paolo Barbieri è diventato famoso grazie alle copertine realizzate per le saghe di Licia Troisi, a partire dal 2004 con Nihal della terra del vento, primo volume delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi.

Successivamente ha realizzato copertine e illustrazioni per decine di autori tra cui Ken Follet e Wilbur Smith.

Tra le sue opere:

  • Le creature del Mondo Emerso, libro illustrato in collaborazione con Licia Troisi, Mondadori, 4 novembre 2008.
  • Le guerre del Mondo Emerso – Guerrieri e creature, libro illustrato in collaborazione con Licia Troisi, Mondadori, 26 ottobre 2010
  • Favole degli Dei, libro illustrato, Mondadori, 18 ottobre 2011
  • L’inferno di Dante, libro illustrato, Mondadori, 23 ottobre 2012
  • Apocalisse, libro illustrato, introduzione di Luca Enoch, Mondadori, 22 ottobre 2013
  • Fiabe immortali, libro illustrato, introduzione di Herbie Brennan, Mondadori, 21 ottobre 2014
  • Tarot, i tarocchi di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 15 settembre 2015
  • Sogni, raccolta di illustrazioni, Lo Scarabeo, 26 maggio 2016
  • Zodiac, libro illustrato, testi di Gero Giglio, Lo Scarabeo, 16 novembre 2016
  • Zodiac Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, testi di Barbara Moore, Lo
  • Scarabeo, 10 marzo 2017
  • Draghi e altri animali, libro illustrato, Mondadori, 24 ottobre 2017
  • Fantasy Cats, libro illustrato, testi di Emanuele Vietina, Lo Scarabeo, 7 dicembre 2017
  • Chinese Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 11 ottobre 2018
  • Unicorns, libro illustrato, Lo Scarabeo, 8 novembre 2018
  • StarDragons, libro illustrato, Lo Scarabeo, 7 novembre 2019
  • Fantasy Cats Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 8 novembre 2019

 

I luoghi della Terra di Mezzo

Guida ai luoghi della Terra di Mezzo. Disegni da casa Baggins a Mordor Book Cover Guida ai luoghi della Terra di Mezzo. Disegni da casa Baggins a Mordor
Illustrati
John Howe
Illustrati, Critica
Bompiani
2018
Copertina rigida
192

Un viaggio unico e indimenticabile attraverso il magico paesaggio delle opere di Tolkien.

La Terra di Mezzo è stata cartografata, i viaggi di Bilbo e Frodo tracciati e misurati, eppure resta una terra selvaggia. Le strade inesplorate sono molto più numerose di quelle lungo le quali J.R.R. Tolkien ci ha condotto nei suoi libri. "Guida ai luoghi della Terra di Mezzo" è un viaggio a piedi nel mondo tolkieniano per visitare non solo i luoghi al centro delle storie, ma anche quelli appena oltre le colline e l'orizzonte. Il libro spazia dalle battaglie di ere lontane - ormai leggenda all'epoca del "Signore degli Anelli" - a regni perduti e antichi miti, fino a territori appena accennati nell'opera di Tolkien: reami del profondo Nord, lande di là dai mari. Disegni che sembrano schizzati dal vero s'intrecciano a osservazioni dell'artista sulle saghe di Tolkien: nascono così immagini dipinte con le parole e la matita. John Howe riporta inoltre alla memoria il periodo trascorso a fianco di Peter Jackson durante la lavorazione delle due trilogie cinematografiche del "Signore degli Anelli" e dello "Hobbit". "Guida ai luoghi della Terra di Mezzo" raccoglie bozzetti prodotti per i film, classici disegni dall'ambientazione tolkieniana e moltissimi schizzi e dipinti realizzati apposta per il libro.

I luoghi della Terra di Mezzo  è un libro illustrato che racconta, attraverso parole e immagini, i luoghi da casa Baggins a Mordor.

Si tratta di un volume per appassionati, non solo per l’edizione curata “da collazione”, ma soprattutto per il contenuto: una quantità indefinibile di dettagli su ogni luogo menzionato nella trilogia fantasy più celebre al mondo.

Per avere un’idea del contenuto di questo libro di può fare in questo modo: immaginare di fare una passeggiata partendo da casa Baggins per andare a Mordor, passando per tutti i luoghi in cui sono stati i protagonisti della saga.

Attenzione: non bisogna immaginare di vivere le loro avventure. Semplicemente di viaggiare con loro senza farsi coinvolgere, come se si stesse fluttuando alle loro spalle, dentro una bolla.

A questo punto basta osservare ciò che il panorama e i paesaggi hanno da offrire: questi sono i luoghi della Terra di mezzo.

Questo libro illustrato offre al lettore un vero e proprio viaggio “turistico” attraverso il mondo de Il signore degli anelli, con tanto di guida. Di tanto in tanto, infatti, tra le varie illustrazioni si trovano delle digressioni in cui vengono spiegati dei dettagli aggiuntivi che potrebbero non trapelare dai disegni.

Per esempio vengono raccontati fatti e curiosità sulla vita nella Contea: molto interessante.

I luoghi della Terra di Mezzo

Nel complesso questo libro è un vero gioiellino: permette di cogliere delle peculiarità che potrebbero sfuggire leggendo la saga. Allo stesso tempo, è come se mettesse a disposizione un ulteriore “filtro” attraverso cui guardare il mondo tolkieniano.

Lo consiglio assolutamente a tutti gli appassionati di Tolkien e anche a chi ha preferito seguire solo le versioni cinematografiche delle sue storie: semplicemente BELLISSIMO.


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Come leggere tanti libri

Oggi, dopo lustri, torna un articolo per la rubrica Parliamo di libri. 

L’argomento del giorno è: come fare per leggere tanti libri?

Ebbene, ci sono tante risposte a questa domanda. Ovviamente ciò che può andare bene per un lettore può risultare assolutamente improponibile per un altro, perciò analizziamo insieme alcuni punti.

Come leggere tanti libri?

La prima regola è: non farsi prendere dal panico. 

Sopratutto per i lettori onnivori e accumulatori, è facile ritrovarsi con pile di libri che crescono di giorno in giorno in ogni angolo della casa e, soprattutto, che osservano minacciose e spazientite in attesa che venga il loro turno.

Il primo passo è quindi fare in modo che i libri non creino disagio: sono una passione, un momento di relax o un’occasione per imparare, non un problema o l’ennesima cosa da portare a termine in una giornata!

Poi: pianificare e organizzare.

Questo punto è estremamente soggettivo. Anche dopo la pianificazione e l’organizzazione, non bisogna assolutamente fare in modo che i libri diventino una “faccenda da sbrigare”.

Farsi un’idea di ciò che si vuole leggere in un determinato periodo è utile, ma non deve diventare una forzatura. Perciò è bene scegliere una quantità di libri ragionevole in base agli altri impegni che si hanno.

Personalmente preferisco fare una breve lista di libri – solitamente abbinati alla stagione – in cui inserisco le “priorità”, poi ovviamente se riesco a leggere di più è tanto di guadagnato!

Una volta presa l’abitudine della pianificazione generale delle letture, è utile organizzare i momenti di lettura quotidianamente, settimanalmente o addirittura mensilmente in base al tempo che si ha a disposizione.

Va da sé che per leggere tanti libri è molto utile leggerne più di uno nello stesso periodo: c’è chi inorridisce al solo pensiero e c’è chi non riesce a leggere un solo libro alla volta.

Sia che facciate parte della prima categoria e sia della seconda, vi consiglio di suddividere il libro in parti (da leggere ogni giorno, ogni settimana, quando vi pare insomma!): questo sistema vi aiuterà a leggere con costanza e soprattutto, ad ogni parte conclusa, avrete la soddisfazione di aver completato qualcosa – anche se il libro non è ancora terminato!

Personalmente non riesco a leggere un solo libro alla volta: capita di non aver voglia di continuare, capita di essere stanchi e non avere la concentrazione necessaria per un determinato libro, capitano tante cose per cui è utile iniziarne più di uno. Se si tratta di libri lunghi li suddivido in parti da 50 o 100 pagine, se si tratta di libri corti difficilmente faccio suddivisioni.
Annoto su un piccolo taccuino i titoli letti in un anno (lo faccio da 4 anni) e su un diario di lettura i libri migliori!

Ok… e ora?

Vi ho dato alcuni suggerimenti su come leggere tanti libri MA ciò che mi sento di consigliarvi davvero è questo: leggete per il vostro piacere e per nient’altro. 

Vedere pile enormi di libri letti a fine anno è una grande soddisfazione ma è un traguardo che non è sempre raggiungibile: non paragonate le vostre letture a quelle degli altri. Ci sono lettori che macinano 100 o 150 libri all’anno: questi sì che sono traguardi invidiabili! Purtroppo, però, le giornate sono fatte di 24 ore e, a meno che leggere non sia l’occupazione principale, è praticamente impossibile raggiungerli!

Perché vi dico questo? Perché mi sono accorta che con il nuovo sistema di diffusione e promozione dei libri, soprattutto sui social, la lettura è diventata un “obbligo”, una scadenza da rispettare: lo è fino ad un certo punto! La lettura è prima di tutto un piacere!

Ma… a proposito di pianificazione… siamo ad ottobre: è tempo di letture autunnali!

Vi lascio la lista dei libri che ho intenzione di leggere quest’autunno:

  • Il cacciatore di draghi, Tolkien
  • La città dell’assedio, L. Buggio
  • La signora del lago, A. Sapkowski

…e tutti quelli che riuscirò a leggere in aggiunta sono ancora da scoprire!

Buona lettura a tutti <3

Spietati gentiluomini

Spietati gentiluomini Book Cover Spietati gentiluomini
Ginn Hale
Fantasy, Gotico moderno, Thriller
Triskell Edizioni
2016
Copertina flessibile
219

Belimai Sykes è molte cose. È un prodigo, il discendente di antichi diavoli, una creatura di oscure tentazioni e rari poteri. È anche un uomo con un passato brutale e una pericolosa dipendenza.
E Belimai Sykes è l’unico uomo a cui il capitano William Harper può rivolgersi quando deve affrontare una serie di sanguinosi omicidi.
Il signor Sykes, però, non lavora gratuitamente e il prezzo della sua frequentazione costerà al capitano Harper ben più della propria reputazione.
Dai palazzi sontuosi dei nobili, dove la vivisezione e la stregoneria sono celati da una patina dorata, ai quartieri malsani dei Bassinferi, il capitano Harper deve combattere per la giustizia e per la propria vita.
Ha molti nemici e il suo unico alleato è un diavolo che conosce fin troppo bene. Sono questi i pericoli che si incontrano quando si ha a che fare con gli spietati.

Spietati gentiluomini è un romanzo fantasy-gotico moderno con la struttura di base di un thriller.

Difficile da definire? Si. Questo romanzo è molte cose; rientra in generi diversi: ha la struttura di un giallo/thriller, ha alcuni elementi di un horror ma non troppo marcarti, ha del fantasy – senza dubbio.

Spietati gentiluomini

Belimai, il protagonista, è un prodigo dal passato discutibile, con una dipendenza pericolosa, incline all’autodistruzione, troppo duro con sé stesso e intrappolato nei ricordi di un passato tormentato e difficile ma, a tratti, comunque migliore del futuro che lo attende.

Fino al momento in cui viene ingaggiato per indagare sul caso di una misteriosa sparizione: il capitano Harper si rivolge a Belimai per ritrovare la sorella scomparsa ma questo è solo l’inizio della turbolenta avventura, che proseguirà con una serie di sanguinosi omicidi tra umani e prodighi.

Per Belimai e il capitano Harper, però, si intravede una luce alla fine del tunnel: la possibilità di un nuovo inizio, di redenzione e di pace…sarà possibile?

Spietati Gentiluomini è, quindi, molte cose: i prodighi fanno pensare all’horror, l’ambientazione ad un dark fantasy, la struttura ad un thriller.

L’unione di vari generi letterari crea in questo modo un libro originale, con elementi diversi dal solito nonostante la struttura di base sia quella di un giallo.

Lo stile dell’autrice è molto curato. La lettura risulta scorrevole e piacevole; il lettore viene completamente catturato dalla storia dei protagonisti da non curarsi delle pagine che scorrono. Il ritmo di lettura è piuttosto veloce, sia grazie allo stile che alla trama.

In conclusione:

Spietati gentiluomini si è rivelato una belle scoperta: una storia fuori da ogni schema narrativo e d’immaginazione.

Lo consiglio ai lettori che vogliono sperimentare testi nuovi e diversi!+

Personalmente non conoscevo l’autrice né il libro, è stato un regalo apprezzatissimo che, oltre al piacere della lettura, mi ha regalato qualche perla di ispirazione per quanto riguarda la creazione dei personaggi e delle ambientazioni immaginarie.


Indice recensioni

Miti del Nord

Miti del Nord Book Cover Miti del Nord
Neil Gaiman
Miti e leggende
Oscar Vault Mondadori
2019
Copertina flessibile
228

Odino il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, suo figlio, incredibilmente forte ma non certo il più intelligente fra gli dèi; e Loki, figlio di un gigante, fratello di sangue di Odino, insuperabile e scaltrissimo manipolatore. Sono alcuni dei protagonisti che animano il nuovo libro di Neil Gaiman: noto per essersi ispirato spesso ai miti dell'antichità nel creare universi e personaggi fantastici, questa volta Gaiman ci offre una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti. Tra i racconti più avventurosi ci sono quello di Thor, che, per riprendersi il martello che gli è stato rubato, è costretto a travestirsi da donna, un'impresa non da poco considerando la sua barba e il suo sconfinato appetito; o quello di Kvasir - il più saggio fra gli dèi - il cui sangue viene trasformato in un idromele che colma di poesia chi lo assaggia. Il finale del libro invece è dedicato a Ragnarok, il giorno del giudizio, il crepuscolo degli dèi, ma anche la nascita di un nuovo tempo e nuovi popoli.

I miti del Nord è una raccolta di racconti di Nail Gaiman che racchiude i più importanti miti norreni, partendo dalla creazione dei nove mondi fino a Ragnarok, la fine del mondi conosciuti e l’inizio di una nuova era.

I miti del Nord

Attraverso una decina di racconti, Nail Gaiman ripercorre in ordine cronologico le vicende chiave dell’intero filone narrativo norreno: dalla genesi dei mondi a Ragnarok, dal sacrificio del gigante Ymir per la creazione della nostra Terra a storie più buffe e divertenti.

Inoltre, l’autore presenta alcune delle divinità più importanti: Odino, Thor, Loki, Hela, Heimdal e così via.

Vengono narrate storie di giganti e di nani, di come gli Dei abbiano avuto il loro potere, le loro armi e le loro usanze.

Nel complesso Miti del Nord è un bel libro, adatto ad appassionati e a chi si avvicina per la prima volta alla mitologia norrena, soprattutto perché scritto in modo semplice, scorrevole e non prolisso.

Lo stile di Gaiman è molto diretto, usa un lessico semplice e periodi poco articolati. Il ritmo di lettura, di conseguenza, è piuttosto veloce.

Si può dire quindi che sia un buon libro ma, attenzione, si tratta di una versione “romanzata” a piacere dell’autore perciò, se si sta cercando un testo approfondito sulla mitologia norrena che spieghi in modo dettagliato tutte le caratteristiche di questi racconti, questo non è il libro giusto.

Si potrebbe definire come un romanzo riassuntivo sulla mitologia norrena.

 

NOTA PERSONALE:

Dopo aver analizzato questo libro in modo oggettivo, mi sento di aggiungere un parere soggettivo, sperando che possa tornare utile a qualche lettore appassionato di mitologia nordica.

Leggendo Miti del Nord ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa “fuori posto”. Alla fine del libro ho capito: è moderno. Il lessico e lo stile sono estremamente moderni, contemporanei. Cos’era fuori posto? Nulla. Semplicemente per mio gusto personale avrei preferito che i miti fossero riportati con uno stile più classico e un ritmo più lento.

Ribadisco: questo è un appunto personale che non ha nulla a che vedere con la qualità del libro, che si è dimostrato valido in tutto e per tutto.


 

RECENSIONI: INDICE

L’ombra d’argento

L'ombra d'argento. Fate, regine e principesse magiche nell'immaginario popolare piemontese Book Cover L'ombra d'argento. Fate, regine e principesse magiche nell'immaginario popolare piemontese
Donatella Taverna
Saggio
Nuova Cultura
2011
Copertina flessibile
112

I racconti popolari, ancora oggi fortemente presenti sul territorio piemontese, riguardanti figure femminili con caratteristiche e poteri magici o occulti celano talora verità storiche, riferendosi a dame e regine effettivamente esistite, anche se in alcuni casi ben poco ricordate dalla storia, come l'imperatrice Eufrosina Dukaina Kamatera. Altre volte conservano, in una terra sempre segnata da forti presenze di alterità religiose e di dissidenze, un contenuto spirituale antico o denegato, o semplicemente in apparenza cancellato dalla cristianizzazione. In ogni caso, l'approfondimento di tali racconti restituisce una fisionomia complessa della cultura del territorio, consentendo anche di verificare collegamenti con altre zone culturali e linguistiche, soprattutto con le regioni della Francia centro meridionale, cui il Piemonte è ancora oggi fortemente legato, ma anche con la Catalogna, le terre pirenaiche, e in alcuni casi zone lontane e lontanissime, in una affascinante riprova di una antica comunità di pensiero tra tutti gli uomini, mai veramente cancellata nel segreto della coscienza

L’ombra d’argento è un saggio di Donatella Taverna che esamina le principali figure femminili nell’immaginario popolare piemontese.

Il folclore piemontese è particolarmente ricco di figure, soprattutto femminili, che hanno qualcosa di “oscuro” e sinistro. Ma non sempre è così: nei secoli, infatti, si sono sviluppate storie di fate e altre figure positive, creature magiche e personaggi dai poteri straordinari.

L’ombra d’argento

In questo volume viene sottolineato come, spesso, figure presenti nei racconti popolari fossero in realtà chiare rappresentazioni di personaggi realmente esistiti o come le vicende narrate contenessero verità storiche.

Ad oggi, i racconti popolari sono ancora molto presenti nella tradizione piemontese e, anche quando questi non vengono ricordati, rimane nelle viscere della cultura piemontese il retaggio di una cultura precristiana forte e indissolubile nonostante il passare dei secoli.

Il Piemonte, in passato, è stato una terra di dissidenze, lotte, contrasti politici e religiosi; è stato una terra fertile per la conoscenza popolare, spesso condannata e schernita da chi non l’ha mai compresa, accettata, e l’ha sempre temuta.

L’ombra d’argento esamina tutto ciò e ricollega il Piemonte a zone vicine e lontane, in Europa e nel mondo, portando alla luce una cultura comune.

Un saggio breve ma curato e approfondito, soprattutto su argomenti (personaggi o vicende) che molto spesso vengono dimenticati.


 

Recensioni: INDICE

L’amico devoto

L'amico devoto Book Cover L'amico devoto
Il principe felice
Oscar Wilde
Fiaba
2005 (Prima pubblicazione 1888)
Copertina flessibile
32

"L'amico devoto" è un racconto che fa parte della raccolta "Il principe felice", scritta e pubblicata da Oscar Wilde nel 1888. Il racconto affronta i temi dell'amicizia, dell'onestà e del sacrificio contrapposti all'ipocrisia della società abbiente e benpensante.

“L’amico devoto” è un racconto che fa parte della raccolta “Il principe felice”, scritta e pubblicata da Oscar Wilde nel 1888. Il racconto affronta i temi dell’amicizia, dell’onestà e del sacrificio contrapposti all’ipocrisia della società abbiente e benpensante.

L’amico devoto

Come molti degli scritti di Oscar Wilde, anche questa breve fiaba affronta temi importanti e – soprattutto – si pone come critica della società. Il narratore è un uccellino che, spalleggiato da un’anatra, racconta una storia ad un topo di fogna: la storia è quella del piccolo Hans, una persona di buon cuore, altruista e sempre sorridente nonostante le sue scarse possibilità economiche e la sua vita modesta.

Il piccolo Hans crede profondamente nella vera amicizia ma, ahimè, la sua fiducia è riposta nella persona sbagliata: il suo “migliore amico” infatti è un mugnaio benestante e tutt’altro che altruista, che sfrutta il piccolo Hans fino alla morte. Con la scusa di prestargli un carriola, lo mette continuamente  nella posizione di sentirsi in debito, tant’è che il piccolo Hans fa tutto ciò che gli viene chiesto, mettendosi a disagio, rimettendoci e rischiando la vita per l’amico.

Alla fine, il piccolo Hans muore proprio per cercare di fare un favore all’amico che, nemmeno davanti ad una necessità del suo stesso figlio, riesce ad essere altruista.

La storia si conclude con il mugnaio che si rimprovera per essere stato troppo buono nel concedere la carriola in prestito ed averci rimesso con la morte del piccolo Hans. L’uccellino narratore chiude la fiaba spiegando la morale ai suoi ascoltatori e, ovviamente, Wilde rivolge la morale all’intera società: sempre ipocrita ed egoista.

In più

L’edizione de L’amico devoto che ho avuto il piacere di leggere è un molto carina: un piccolo libro illustrato che contiene questa sola favola e non l’intera raccolta. Molto breve ma altrettanto curato. Lo consiglio senza dubbio!

 

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Strane creature

Strane creature
Tracy Chevalier
Romanzo storico, biografia
Neri Pozza
2009
Copertina rigida
287

È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex. Un giorno sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha e l'aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista. Quand'era poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dell'incidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.

Strane creature è un romanzo storico di Tracy Chevalier, ambientato in Inghilterra, basato sulla biografia di due donne straordinarie.

Ovviamente, come precisato dall’autrice stessa, si tratta di una versione romanzata e arricchita di dettagli di fantasia rispetto a quanto accaduto realmente. Per vari motivi, infatti, è praticamente impossibile risalire a tutti i fatti nel dettaglio.

La ricostruzione di una vita non è mai semplice, nemmeno quando si tratta di quella di personaggi illustri su cui si possono trovare testimonianze e documentazioni. Questo compito è reso tanto più difficile, in questo caso, dal fatto che le vite in questione fossero di due donne, per di più bizzarre per la loro epoca.

Le donne in questione sono Mary Anning e Elizabeth Phiplot che, grazie alla loro curiosità e voglia di apprendere, hanno scoperto esemplari fossili fino ad allora sconosciuti e hanno scatenato non poche critiche e dubbi sul mondo per come lo si conosceva.

Strane creature

Dopo la morte del padre, tre sorelle sono costrette a trasferirsi a Lyme Regis, un paese decisamente meno mondano e attraente rispetto alla rigogliosa città di Londra.

Qui, ognuna di esse si dedica ad un’attività diversa, ma è Elizabeth a trovare sé stessa e molto di più.

Nel giro di poco tempo dopo il suo arrivo a Lyme Regis, scopre i fossili e se ne appassiona, tanto da passare intere giornate cercandone.

In questo modo incontra la giovane Mary Anning, una ragazzina che cerca fossili per venderli con il fratello.

Questa coppia stravagante dovrà affrontare una società patriarcale, dominata dalla religione e completamente assoggettata alle scritture bibliche per portare alla luce i primi esemplari di dinosauro fossile (all’epoca ritenuto coccodrillo) e mettere in discussione argomenti come l’estinzione, fino ad allora nemmeno contemplata.

Oltre la trama

Tracy Chevalier si dimostra ancora una volta una maestra del romanzo storico, mettendo alla portata di tutti biografie spesso dimenticate o messe in secondo piano.

Questa volta lo fa con due donne che hanno cambiato lo studio della paleontologia e la percezione del mondo e del tempo.

Lo fa in modo impeccabile. Stile, ritmo, ambientazione e atmosfera: tutto perfetto.

Strane creature è un romanzo relativamente breve, dall’andamento costante e dalla trama coinvolgente ed affascinante: lo si può letteralmente divorare in poche ore.

Senza dilungarsi ulteriormente sullo stile che, appunto, si conferma impeccabile, va aggiunta una sola nota.

La narrazione avviene attraverso due punti di vista alternati, quello di Mary e quello di Elizabeth. Le due protagoniste sono molto diverse tra loro (una di ceto medio, l’altra povera; una istruita, l’altra no; una “zitella” che non si sposerà mai, l’altra appena adolescente): le diversità sono percettibili dallo stile dell’autrice, che cambia e si caratterizza in modo diverso in base alla voce narrante.

In conclusione: non posso fare altro che consigliarvi questo libro e l’autrice in generale! Leggete tutto ciò che ha scritto!


INDICE RECENSIONI

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La ragazza con l’orecchino di perla