La soffiatrice di vetro

La soffiatrice di vetro Book Cover La soffiatrice di vetro
Petra Durst-Benning
Fiction, Romanzo storico
Beat
2016
Copertina flessibile
397

A Lauscha, un piccolo villaggio tedesco immerso nei boschi della Turingia, gli abitanti si guadagnano da vivere da secoli allo stesso modo: soffiando il vetro. Una notte di settembre alla fine dell’Ottocento, però, il soffiatore Joost Steinmann muore inaspettatamente, lasciando le tre figlie – Marie, Ruth e Johanna – in ristrettezze economiche. Mentre Ruth pensa solo al bel giovane del villaggio che le fa gli occhi dolci e Johanna spera di trovare un impiego qualunque, Marie – la più piccola delle tre – ha un piano: diventare una soffiatrice di vetro, proprio come suo padre. Peccato, però, che a Lauscha la tradizione parli chiaro: solo gli uomini possono soffiare il vetro. Le donne devono occuparsi della decorazione e del confezionamento. Il buon senso vorrebbe che Marie lasciasse perdere. Invece la ragazza inizia a lavorare di nascosto, finché in paese non si diffonde la voce dell’arrivo di un nuovo misterioso soffiatore, e tutti accorrono per sapere chi si celi dietro quelle splendide e originalissime creazioni. Opera di una delle scrittrici di romanzi storici più affermate in Germania, La soffiatrice di vetro racconta la vicenda – ben scritta e impreziosita da un grande lavoro di documentazione – di tre sorelle costrette a lottare in un mondo chiuso alle novità e condizionato dai pregiudizi. Una storia irresistibile che mostra come a volte i sogni si realizzano restando fedeli a se stessi e al proprio cuore.

La soffiatrice di vetro è un romanzo storico dell’autrice tedesca Petra Durst-Benning che, attraverso la storia di tre sorelle coraggiose e determinate, racconta uno spaccato di storia della Germania e di una delle lavorazioni che all’epoca hanno reso famoso il Paese: la lavorazione del vetro.

Non solo: le tre sorelle sono la dimostrazione della capacità di alcune donne di emanciparsi nonostante l’epoca in cui sono vissute, i pregiudizi e le consuetudini.

Ora vi spiego meglio…

Il libro

Che cosa sarebbe la vita senza cambiamenti? Non possiamo impedire che succedano, questo è sicuro, ma qualche volta possiamo indirizzare il corso degli eventi.

La soffiatrice di vetro è ambientato in Germania, più precisamente nel paese di Laushca.

Si tratta di un piccolo paesino di campagna, ancora geograficamente e culturalmente abbastanza distante dalle città in via di sviluppo, con negozi e grandi commerci.

Tuttavia, è proprio nei piccoli paesi della Germania ottocentesca, però, che si produce ciò che manda avanti l’economia di buona parte delle attività del paese: il vetro soffiato.

Sono molti i mastri vetrai e i garzoni dediti a questa attività. Tra questi, il padre di Marie, Ruth e Johanna. Le tre sorelle si ritrovano precocemente orfane di madre e fanno del padre il fulcro della loro vita.

Questo, però, è reciproco: il padre infatti le tratta sempre con molto riguardo, insegna l’oro l’arte della decorazione del vetro e le fa lavorare nel suo laboratorio.

Questo si rivelerà indispensabile per la sopravvivenza delle tre ragazze dopo la morte del padre. Dopo un periodo di tristezza e smarrimento, infatti, si metteranno all’opera per affrontare le difficoltà quotidiane.

Siamo alla fine dell’800: la priorità per una donna dell’epoca era il matrimonio, la sistemazione definitiva. Per queste tre ragazze, invece, la priorità è guadagnarsi da vivere senza dover ripiegare su un matrimonio non desiderato.

Intraprenderanno tre percorsi lavorativi diversi: inizialmente tutte tre lavoreranno per un mastro vetraio molto esigente. Successivamente le strade si divideranno: Johanna si trasferirà in città, a lavorare in un famoso negozio che commercia con l’estero e lì scoprirà il suo lato più raffinato e delicato.

Ruth sarà la prima a sposarsi e mettere su famiglia, ma senza dimenticare le sorelle. Marie, infine, darà sfogo alla sua creatività sentendosi finalmente in pace dopo aver risistemato il laboratorio del padre e aver ripreso a disegnare.

Ovviamente, essendo costrette a lavorare e a vivere in un mondo prevalentemente maschile, dovranno affrontare parecchie difficoltà, ma avranno anche incontri piacevoli, riconoscenza e ammirazione.

Oltre la trama…

La soffiatrice di vetro è quindi un romanzo storico coinvolgente, duro e delicato allo stesso tempo.

Ciò che racchiude veramente questo romanzo è “la vita delle donne”: i discorsi tipici (tra sorelle, per esempio), le paure, le preoccupazioni, i desideri, i pregiudizi e le consuetudini che da sempre accompagnano il sesso femminile.

In poche parole: la forza che ogni donna deve trovare per affrontare la quotidianità.

Il libro ha un ritmo di lettura medio: i fatti non sono mai troppo rapidi e le descrizioni (sia degli aspetti materiali e sia di quelli emotivi) rendono il racconto fluido e piacevole, sbalzi nell’andatura.

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole e permette di percepire appieno l’atmosfera che vuole ricreare in ogni situazione: per esempio, il negozio in cui lavora Johanne e il laboratorio in cui lavora Ruth sono pressoché l’opposto, sia per come vengono descritti materialmente e sia per come le ragazze li percepiscono.

L’ambientazione, come anticipato è quella della Germania dell’800, molto affascinante.

In conclusione

Lo consiglio senza dubbio come buon romanzo storico. Inoltre contiene un bel messaggio sulle donne e per le donne.

Personalmente ho apprezzato praticamente tutto in questo romanzo: l’ambientazione, l’atmosfera, le protagoniste e lo stile!

Buona lettura!

__________________

Per tutte le altre recensioni: indicec

Fenix – La chiave di Thuta

Buongiorno lettori,

oggi vi parlo del libro Fenix – La chiave di Thuta.

Questa non sarà una vera e propria recensione, in quanto non vi parlerò di stile, lessico, ritmo, ma solo di trama e idee.

Fenix – La chiave di Thuta, infatti, è un libro ancora in fase di “elaborazione” ed è attualmente in prevendita su bookabook.it: come ben sapete, questa casa editrice pubblica tramite campagne di crowdfunding e questo libro si trova in campagna in questo momento… deve raggiungere le 200 copie per poter coronare il sogno dell’autrice e raggiungere il traguardo della pubblicazione!

Perciò, se vi va, date un’occhiata al sito della casa editrice e date una possibilità a questo libro!

Ora vi racconto qualcosa in più…

Il libro

Fenix è una ragazza di diciassette anni, vive a New York con la madre, non ha mai conosciuto il padre. Frequenta la Mendel High School, è piuttosto solitaria e non ha molti amici.

Il giorno del suo compleanno succedono alcuni fatti inaspettati: riceve un regalo da un ammiratore, la madre le promette la verità su suo padre… e in effetti verrà costretta a rivelarla!

La madre, Constantine, le fa anche un regalo: il suo Lapis Vitae…

Da questo momento la vita di Felix non sarà più la stessa, verrà proiettata in un mondo parallelo, fatto di Dormienti, Elfi, Mezz’elfi e creature fantastiche.

Un po’ per volta Felix dovrà abituarsi alla nuova vita, avrà modo di scoprire sé stessa e le sue origini (la parte più difficile di questo viaggio), scoprire la verità su suo padre e fare nuove amicizie.

 

L’idea

Benché l’inizio sia abbastanza consueto, questo libro contiene un’idea molto bella: quello di unire l’urban-fantasy al fantasy più tradizionale.

Troviamo, infatti, ambientazione e atmosfera moderne, soprattutto all’inizio  (tra vie caotiche di New York, scuola, partite, locali, ecc) e creature tipiche del fantasy classico, come per esempio gli elfi. Inoltre troviamo relazioni tra gli eventi e le gemme, i quattro elementi, la natura: questo dà al libro un ché di fiabesco e incantato.

 

In conclusione

Mi auguro che l’autrice possa realizzare il suo sogno e vedere pubblicato il suo libro 🙂 Mancano 83 giorni… Aiutiamola!!!

Questo è il link diretto al libro: Felix

Ah, quasi dimenticavo! Alla fine del libro c’è un questionario di 16 domande per scoprire a quale stirpe elfica si appartiene: io ho avuto un pareggio tra Fuoco e Aria, quindi sono per metà Amras e per metà Elwing… ora tocca a voi!

 

Vi riporto anche le informazioni date da bookabook e dall’autrice, in modo che possiate farvi un’idea più precisa:

Trama

Al compimento dei suoi diciassette anni, Fenix indossa per la prima volta il suo Lapis Vitae (gioiello elfico che racchiude l’anima di ogni figlio di Minhar), non sapendo che quella piccola gemma le cambierà la vita. Il suo custode, Redhmar figlio di Frya, riuscirà infatti così a trovarla e a consegnarle la Chiave di Thuta, piccola e dorata. La prima cosa che Redhmar le insegna è che anche la più piccola delle chiavi può aprire le porte di un mondo grandioso. La giovane scopre così di essere un’elfa, metà figlia di Minhar e metà figlia di Adham, con il diritto a frequentare i Giardini, scuola elfica per eccellenza, che si trova a Ethernity, la capitale di Miriël. Qui affronta la Porta del Vero Io, prova grazie alla quale i novelli, ogni anno, vengono divisi nelle quattro Stirpi: quella di Amras (Fuoco), la Stirpe di Elros (Terra), quella di Hidril (Acqua) e la Stirpe di Elwing (Aria). Ma ben presto Fenix capirà che quel mondo, apparentemente puro e incantato, nasconde in realtà molti segreti oscuri, finanche tremendi.

Perché ho scritto questo libro?

Ho sempre amato leggere e da qui è nato il bisogno di scrivere. Fu mia zia a insegnarmi l’amore per il fantasy e all’età di trentatré anni è morta, lasciandomi un grande vuoto dentro. Due anni fa ho subito un’aggressione, mi sono ritrovata in ospedale e lì ho immaginato Miriël, Ethernity, Fenix e la banda colorata. Credo sia stata una necessità, uno strano bisogno di evadere dalla realtà e devo dire che, grazie a questo racconto, la mia mente e la mia anima hanno ritrovato la pace.

Il paese degli addii

Il paese degli addii Book Cover Il paese degli addii
Link
Atia Abawi
Narrativa contemporanea
Giunti Editore
2019
Copertina flessibile
256

È il Destino in persona a narrare la storia di Tareq, un normale quindicenne siriano con una famiglia numerosa. Un giorno il suo palazzo viene colpito da una bomba e il ragazzo si ritrova solo con gli unici due superstiti, suo padre e sua sorella, a dover cercare di scappare dal paese. Passando per Raqqa e la Turchia, e incontrando vari compagni di viaggio tra cui Jalima, una ragazza afghana di cui Tareq si innamora, i fratelli lasciano indietro il padre e si imbarcano sul gommone per Lesbo. Da lì, e aiutati da Alexia, una volontaria americana che li prenderà a cuore, cercheranno di arrivare in Germania.

Il Paese degli addii è un libro contemporaneo e abbastanza tosto perché, nonostante la semplicità con cui affronta certi argomenti, rimangono comunque temi complicati.

Il libro

Se conoscervi è facile, comprendervi non lo è affatto, cari esseri umani.

Il Paese degli addii racconta, tramite un narratore decisamente inconsueto, la storia di Tareq e della sua famiglia.

Tareq è un ragazzino siriano, fa parte di una famiglia numerosa ed è il maggiore di 6 fratelli, vive con la madre, il padre, i fratelli e le sorelle in una zona che sta drasticamente cambiando a cause della guerra.

Un giorno come tanti, il palazzo di fronte alla casa di questa famiglia viene distrutto da un bombardamento; poco dopo, un altro bombardamento distrugge parte della casa in cui abitano.

Tareq si salva, così come una delle sorelle più piccole, Susan. Per Farrah, Salim, i due piccoli gemelli, e la madre non c’è scampo.

Da un momento all’altro, Tareq si ritrova con una famiglia decimata, la casa distrutta e soltanto corpi su cui piangere (uno dei fratelli non viene nemmeno ritrovato).

[…] è il vostro mondo che controlla me, non il contrario.
Io sono il Destino.

…è il Destino in persona a raccontare la storia, un narratore spesso preso in causa che, però, non si capacita di quanto l’uomo possa essere crudele e questo lo porti a incontrare le persone innocenti prima del tempo.

Dopo i bombardamenti, il padre di Tareq decide di partire per l’Europa con i due figli rimasti. Viene arrestato, ma può pagare un “riscatto” per essere libero: quella parte di denaro sarebbe servita per il viaggio.

Inizia in questo modo il viaggio di Tareq e della sua sorellina verso un mondo nuovo, in fuga dalla guerra.

Tareq, la sorellina e il padre attraversano la Turchia. Durante il viaggio, Tareq incontra Jalima, una ragazzina afghana di cui si innamora.

Dopo peripezie e incontri di vario genere, Tareq e la sorellina giungono in Grecia, dove – ancora una volta – il Destino gioca la sua carta: un incontro inaspettato, una nuova speranza: Alexia.

Alexia è una ragazza americana in vacanza sulle isole greche che, dopo aver conosciuto la situazione dei profughi, decide di diventare volontaria e aiutarne il più possibile…

Un viaggio, vite che si incrociano, un Destino che spettatore e non sempre colpevole di ciò che accade: Il Paese degli addii.

Oltre la trama…

L’ambientazione cambia ripetutamente, seguendo il viaggio dei protagonisti. L’atmosfera cambia di conseguenza, passando dalla confusione iniziale alla pace finale.

Il ritmo di lettura è medio, nonostante la quantità di eventi narrati non è mai troppo veloce. Lo stile è semplice e diretto, utile per passare al lettore i messaggi desiderati.

La narrazione è sicuramente il punto di forza di questo libro: il Destino veste i panni del “saggio” spettatore che vede tutto e racconta il bene e il male di ogni cosa.

Ciò che conta il questo libro è, però, il messaggio che vuole trasmettere: benché quella raccontata non sia una storia vera, è la storia di molti; è la storia delle guerre e della crudeltà; è la storia di persone che vanno incontro ad un destino che non hanno cercato.

In conclusione

Lo consiglio ad ogni tipo di lettore, è una lettura adatta ad ogni età e gusto. Lo consiglio particolarmente a lettori in età adolescenziale, che può immedesimarsi nei protagonisti ed avere un’idea di situazioni critiche come quelle delle zone colpite dalle guerre.

______________________________________________

Ringrazio Giunti Editore per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima, vi lascio il link per l’acquisto su GiuntiAlPunto.

Per tutte le altre recensioni: Indice

Rock Springs, Richard Ford

Rock Springs Book Cover Rock Springs
Universale Economica
Richard Ford
Fiction, Raccolta di racconti
Feltrinelli
2013
190

Un Montana freddo e inospitale, dove le miniere di carbone si sono esaurite, il boom immobiliare è solo un ricordo e trattori solitari vagano nell'ombra della sera. In questo luogo, così lontano dalle luci di New York, Richard Ford ambienta storie di persone comuni sorprese in quell'attimo di stupita sospensione che precede un mutamento decisivo, in dieci racconti che sono insieme lirici e realistici, commoventi e spiritosi.

Rock Springs è una raccolta di racconti brevi di Richard Ford, ambientati tra il Wyoming e il Montana. Ho comprato questo libro principalmente per due motivi: da parecchio tempo volevo avvicinarmi alla lettura di Ford e mi è sembrato opportuno farlo da una raccolta di racconti, e poi perché il titolo del libro è il nome della città in cui abita una cara amica e mi ha incuriosito molto.

In realtà sono stata piacevolmente sorpresa da questo libro perché, benché i temi siano ricorrenti, racconta momenti di vita di persone comuni che si adattano e si arrangiano per sopravvivere tra roulotte, macchine rubare e motel. Ora vi spiego tutto…

Il libro

Rock Springs è una raccolta di 10 racconti ambientati tra il Wyoming  e il Montana. I temi trattati, come anticipato poco fa, sono ricorrenti: divorzi, relazioni tormentate, vite al limite, rapporti tra genitori e figli, furti e vite on the road.

Fattori determinanti in questo libro sono lo stile dell’autore e l’atmosfera che riesce a ricreare: si ha la sensazione di essere seduti al bancone di un locale, davanti ad un bicchiere di whisky, con un signore barbuto e malinconico che racconta storie di vite parallele…

Pensavo che la differenza tra una vita fortunata e una meno, […] consisteva nella capacità che avevi di toglierti queste cose dalla mente e di non lasciarti impressionare da loro, e forse, anche, da tutte le grane come questa che dovevi affrontare in una vita. Per fortuna o di proposito avevano tutti avuto meno grane e, in virtù della loro indole, le avevano dimenticate più in fretta. E questo è quello che volevo per me. Meno grane, meno ricordi di seccature.

Il ritmo di lettura è medio e i racconti sono piuttosto brevi, quindi il libro si legge velocemente e senza fatica. L’atmosfera è sempre piuttosto malinconica e nostalgica, ma è proprio questo a dare il giusto peso alle trame dei racconti.

L’ambientazione è, appunto, tra questi due stati americani, anche se prevale il Montana, mentre il Wyoming viene menzionato solo in un paio di racconti (Rock Springs si trova appunto nel Wyoming ed è il titolo sia di uno dei racconti e sia della raccolta).

Trattandosi di vicende ambientate principalmente tra strade, macchine e motel, l’atmosfera e l’ambientazione cambiano simultaneamente, così come le emozioni e le sensazioni che i protagonisti trasmettono.

Le cose più importanti della vita possono cambiare così bruscamente, in un modo così irrecuperabile, che uno le può dimenticare, loro e il contesto in cui si sono svolte, tanto si è distratti dalla casualità dell’accaduto e da tutto ciò che potrebbe succedere ancora e ancora succederà.

In conclusione

Rock Springs è un libro nostalgico e un po’ malinconico ma molto bello e ben scritto! Lo consiglio a chi volesse conoscere l’autore, come ho fatto io, iniziando dai racconti! 🙂 Buona lettura!

____________________________________________________

Per tutte le altre recensioni: indice

Rococò






Rococò Book Cover




Rococò





Eva Gesine Baur





Arte




Taschen




2007




96



Rococò

Il rococò è uno stile originario della Francia, nato nella prima metà del ‘700 come evoluzione dello stile Barocco.

Il rococò è uno stile inconfondibile. Si riconosce da alcune caratteristiche determinanti, che sono la sfarzosità, la grande quantità di dettagli e particolari, decorazioni floreali, onde e riccioli.

Ha avuto particolare successo e sviluppo nell’arredamento e nella moda (tant’è che esistono stilisti che tutt’oggi disegnano abiti e accessori ispirati a questo filone artistico), e poi nella pittura e nella scultura.

Il termine “rococò” deriva dal francese rocaille, una decorazione che veniva realizzata all’intero di arcate e grotte con pietre e conchiglie. Questa parola associata a quella italiana “barocco”, dà origine al termine Rococò.

Un altro segno distintivo dello stile rococò è il “messaggio” che contiene: leggerezza, delicatezza e spensieratezza. In un certo senso racchiude al suo interno lo stile di vita e il pensiero dell’aristocrazia libera settecentesca.

Il rococò si colloca, quindi, sulla linea del tempo della storia dell’arte tra Barocco e Neoclassico.

I motivi ricorrenti e le emozioni che questo stile vuole esprimere sono veicolati nei soggetti e nei colori scelti dagli artisti: luminosità, gioia e, ancora una volta, spensieratezza. Questo è ciò che traspare osservando le opere appartenenti a questo particolarissimo stile.

Il Rococò è, se vogliamo, una reazione al Barocco: si contrappone nettamente allo stile che lo ha preceduto rappresentando scene leggere piuttosto che battaglie e figure religiose.

Benché per parecchio tempo il Rococò abbia faticato a farsi riconoscere come uno stile vero e proprio perché considerato frivolo, viene oramai classificato come un stile artistico a tutti gli affetti e ne viene riconosciuto il peso nello sviluppo della storia dell’arte europea.

Arti decorative

La  massima espressione dello stile Rococò è avvenuta nelle arti decorative, in quanto la riproduzione di elementi decorativi molto articolati e particolareggiati è più agevole in oggetti di piccole dimensioni. Tuttavia, il Rococò ha potuto esprimersi anche attraverso l’architettura e la scultura, sebbene in quantità minore.

Il Rococò ha iniziato, quindi, a diffondersi inizialmente tramite oggetti e complementi d’arredo nelle abitazioni dell’aristocrazia francese, attraverso porcellane e argenteria principalmente.

Il Rococò è cresciuto e si è sviluppato, partendo dalla Francia per arrivare all’intera Europa. In questo modo gli artisti hanno avuto modo di diversificare lo stile:

  • in Francia, il Rococò è rimasto sobrio ed elegante; si è diffusa la lavorazione del legno con intarsi floreali, la creazione di elementi decorativi unendo legno, metalli e pietre preziose;
  • in Germania, questo stile è esploso il tutto il suo sfarzo, con opere molto elaborate e caratterizzate da una quantità esagerata di decorazioni e particolari;
  • in Inghilterra, lo stile è rimasto moderato, a causa della situazione religiosa ed economica dello stato all’epoca.
  • in Italia il massimo esponente del Rococò nell’arredamento è stato l’ebanista e intagliatore Pietro Piffetti, attivo a Torino fino al 1777. Ebanista di Carlo Emanuele III, ha creato molte opere destinate ai Savoia. Le sue opere sono molto preziose, grazie ai materiali scelti: avorio, argento, pietre preziose, tartaruga (un esempio: Biblioteca Piffetti – Palazzo del Quirinale).

Pittura

Il Rococò influenza anche il mondo della pittura, originando opere innovative e mai viste prima: gli artisti scelgono colori chiari, forme curvilinee e armoniose. Rappresentano scene di divertimento o intimità, dipingono cherubini e dame spensierate. Creano un nuovo filone artistico in cui l’arte è mondana e, in un certo senso, impertinente, fuori dagli schemi del barocco.

Una nota va fatta per il Capriccio: questo particolare movimento artistico è l’evoluzione del vedutismo (ovvero la rappresentazione di panorami reali), che unisce fantastico e reale con paesaggi fantastici in cui vengono collocate rovine classiche provenienti dai siti più disparati.

Tra i maggiori esponenti del Rococò ricordiamo:

  • Jean-Antoine Watteau
  • François Boucher
  • Jean-Honoré Fragonard
  • Thomas Gainsborough

In Italia

In Italia il Rococò si sviluppa quasi esclusivamente nelle regioni del nord, principalmente il Piemonte (come detto in precedenza, i Savoia furono grandi sostenitori dello stile), Liguria, Veneto e Lombardia. Le regioni del centro (fatta eccezione per la città di Jesi) subiscono ancora una forte influenza da parte della Chiesa e rifiutano lo stile Rococò, troppo leggero e frivolo per i canoni ecclesiastici.

Rococò Taschen Editore

Rococò fa parte della collana di libri illustrati editi da Taschen.

Si tratta di un libro relativamente breve ma molto valido: contiene tutte le informazioni di base e qualche approfondimento su questo movimento artistico.

Essendo un’edizione illustrata di buona qualità, permette di apprezzare le caratteristiche di questo particolarissimo movimento artistico e offre molti spunti di approfondimento sui singoli artisti o sulle opere citate e riprodotte.

Lo consiglio senza dubbio, buona lettura!

____________________________________________

Per tutti gli altri articoli, vi rimando alla sezione Museo AStratto!

L’apprendista Bardo, Federico L. Giampà

L'apprendista bardo Book Cover L'apprendista bardo
Federico Leonardo Giampà
Fantasy medievale
Bookabook
2018
Cartaceo, copertina flessibile
258

Conte per legame di sangue, bardo per istinto del cuore: il giovane Raymond affronta un viaggio dalla sua Provenza a Parigi attraverso una Francia devastata dalla carestia, scontrandosi con la necessità di scegliere tra responsabilità cavalleresche e passione musicale, tra razionalità e magia, tra il dovere e l’amore. Non sarà solo: il maestro bardo Luc, costretto da una maledizione nella forma di uccello, lo guiderà e lo inizierà alla musica magica e al potere delle parole. In un labirinto di sentieri, personaggi e leggende l’apprendista Raymond dovrà districarsi tra luci e ombre dentro e fuori di sé, per decidere infine se seguire il proprio destino, oppure riscriverlo.

L’apprendista bardo è un fantasy medievale molto bello e coinvolgente.

Ci sono sogni che non si ha il coraggio di sognare, ma che non di meno esistono.

Ha tutte le caratteristiche determinanti di questo genere letterario, infatti è strutturato secondo lo schema tipico della fiaba e contiene tutti i personaggi legati al fantasy: cavalieri e principesse, animali fantastici con poteri sovrannaturali, antagonisti malvagi e dall’aspetto inquietante, draghi e ippogrifi. Personalmente ho un solo appunto da fare, ora vi spiego tutto!

Alcuni trovano se stessi appena fuori casa, altri non lo trovano mai, ma la cosa sicura è che con questa premessa inizia ogni nuova storia.

Il libro.

L’apprendista bardo, come detto poco fa, è un libro molto piacevole e scorrevole.

Lo stile dell’autore è semplice e adatto ad un pubblico di tutte le età; il ritmo di lettura è piuttosto veloce, grazie sia alla quantità di eventi che effettivamente si svolgono abbastanza velocemente e sia al lessico scelto dall’autore.

La storia viene raccontata tramite un narratore odierno, che riporta le vicende del passato unendo la storia dei protagonisti del racconto alla reale Storia di Francia.

Molte storie appartengono ai bambini perché gli adulti non hanno abbastanza forza per accettare una realtà diversa.

L’ambientazione comprende principalmente due luoghi: la Provenza, luogo da cui parte il viaggio, e Parigi, luogo in cui si svolge la maggior parte degli eventi. A questi due luoghi reali si aggiungono i luoghi fantastici in cui si dovranno avventurare i protagonisti.

Devi sapere, Raymond, che tutto è connesso: colori, suoni, il mondo vegetale con quello animale,” spiegò Luc “tocca le corde giuste e, smuovendo un filo d’erba, riuscirai a smuovere le stelle”.

L’atmosfera iniziale è cupa: la Francia sta vivendo un periodo di carestia e malattia, la popolazione è stremata e così anche la terra.

Successivamente, però, quando i protagonisti si avventurano nei luoghi più disparati e fantastici, l’atmosfera è magica: un misto di musica, colore, armonia, natura.

Il protagonista è Raymond (un nome che la dice lunga sul suo destino, come ci spiegherà in narratore), erede della Contea di Provenza che, però,  non ne vuole sapere di prendere le armi e diventare Conte, ma vuole diventare bardo e liberare la sua musica.

Questo lo porta ad intraprendere un lungo viaggio – dalla Provenza a Parigi e oltre – accompagnato da Luc, il suo maestro bardo condannato a vivere il un corpo di gazza, Ric, un troll ingenuo e infantile, e Ivano, che per Raymond rappresenta la vera essenza di cavaliere.

Il gruppo si troverà ad affrontare paure e sacrifici, quesiti e incontri inaspettati fino alla fine, quando si comprenderà che non tutto è come sembra.

In conclusione

«Conosci il significato del tuo nome? Raggio di purezza, luce che monda. È il tuo destino, Raymond, far risplendere di nuovo la purezza dei raggi del sole sul regno di Francia.» Il vescovo Fulcherio tacque, poi osservò: «Sarebbe un miracolo. Ma è il mio dovere, credere ai miracoli».

Credo sia un libro adatto sia ad adulti che a ragazzi, si legge velocemente e lascia un bel ricordo. L’unico appunto personale di cui ho accennato all’inizio della recensione è sul paragone che ogni tanto viene fatto dal narratore tra Medioevo e presente: personalmente l’avrei evitato (perlomeno durante tutto il testo, lasciando il salto temporale per il finale) perché mi dà l’impressione che distragga dalla lettura e tolga importanza all’atmosfera che si crea leggendo di tempi passati e luoghi magici.

Per tutto il resto è un libro che mi è piaciuto molto e che sicuramente consiglierò spesso.

Vi lascio il link a bookabook.it

Ringrazio Il Taccuino Ufficio Stampa per avermi dato la possibilità di leggerlo.


Per tutte le altre recensioni: Indice

Fahrenheit 451, Ray Bradbury






Fahrenheit 451 Book Cover




Fahrenheit 451





Ray Bradbury





Distopico




Mondadori




1563 (1^edizione originale)




Cartaceo, copertina flessibile




177



In un'allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più conosciuto del celebre scrittore americano di fantascienza.

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

Fahrenheit 451  è un romanzo distopico di fantascienza del 1953, edito per la prima volta in Italia tre anni dopo la prima pubblicazione.

La trama è incentrata sulla caratteristica che contraddistingue l’epoca futura in cui è ambientato: leggere è un reato, possedere libri peggio ancora.

La soluzione per eliminare il problema è l’istituzione di un corpo dei Vigili del Fuoco, che ha il compito di bruciare ogni volume in circolazione.

Il protagonista è Guy Montag, discendente di una famiglia di Pompieri addetti ai roghi di libri che, grazie anche ad un incontro inaspettato, rivaluta la sua posizione.

«Bruciare sempre, bruciare tutto. Il fuoco splende e il fuoco pulisce»

Il libro

Dai alla gente concorsi a premi in cui basta conoscere le parole delle canzoni più famose, le capitali degli stati o quanto granoturco si è prodotto l’anno scorso nello Iowa. Riempila di informazioni innocue, rimpinzala di tanti “fatti” e si sentirà intelligente solo perché sa le cose. Loro crederanno di pensare, avranno l’impressione del movimento anche se non si muovono affatto.

Attraverso Guy Montag, il lettore viene inizialmente proiettato in un mondo futuro e distopico le cui caratteristiche non si apprendono immediatamente.

Proseguendo con la lettura, però, si capisce come sia strutturata la società, quali siano i divieti, le punizioni e quale ruolo fondamentale abbiano i Pompieri in tutto ciò.

Montag si trova poi ad assistere ad un evento che lo sconvolge a tal punto da portarlo a riflettere su tutto ciò che per lui è stato normale e scontato fino a quel momento.

A questo fatto si aggiunge un incontro inaspettato con una ragazzina curiosa e intelligente che, con la sua spontaneità, fa riflettere Montag su cosa stia facendo e su cosa sia giusto o sbagliato.

Da questo momento in poi gli eventi si susseguono ad ritmo sorprendentemente veloce, cambiando Montag radicalmente e mettendolo alla prova fino alla fine, quando la sua vita diventerà l’opposto di quella che era all’inizio del libro.

E ho pensato ai libri. Per la prima volta mi sono reso conto che dietro ogni libro c’è un essere umano. Un essere che ha dovuto pensarlo e usare il suo tempo per metterlo sulla carta. Non ci avevo mai riflettuto prima.

In conclusione

Lo consiglio vivamente ai pochi che ancora non dovessero conoscerlo; nonostante le apparenti differenze (quasi “assurde”) con il mondo reale, fa riflettere su quante siano le analogie con la società moderna, le sue regole e i suoi divieti. Caratteristica, questa, che contraddistingue e definisce tutti i distopici di alto livello.

Personalmente l’ho apprezzato molto anche se piuttosto breve e poco descrittivo (lascia molte cose non dette). Ho anche trovato parecchie analogie con Orwell, fatta eccezione per il finale che si rivela relativamente positivo rispetto agli standard si Orwell.

L’autore

Ray Douglas Bradbury è stato narratore e sceneggiatore televisivo e cinematografico.
Nato nel 1920 in Illinois, si è diplomato a Los Angeles.
Ha fatto il venditore di giornali agli angoli delle strade di Los Angeles dal 1938 al 1942, trascorrendo le notti alla biblioteca pubblica e le giornate alla macchina da scrivere.

È diventato uno scrittore a tempo pieno nel 1943.
Molti suoi racconti sono apparsi in periodici prima di essere raccolti in Dark Carnival nel 1947.

La sua fama nasce con la pubblicazione di The Martian Chronicles nel 1950 (pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo Cronache marziane nel 1954 tradotto da Giorgio Monicelli, omonimo del regista e lontano parente di Arnoldo Mondadori).
Dal romanzo Fahrenheit 451, del 1953 (in Italia tradotto sempre da Giorgio Monicelli e pubblicato dall’editore Martello nel 1956 col titolo Gli anni della fenice) considerato il suo capolavoro, François Truffaut ha tratto un film che è diventato un culto.

In realtà l’opera era nata come racconto sul numero di febbraio del 1951 di Galaxy dal titolo The Fireman (“Il pompiere”). Un paio d’anni più tardi, Bradbury lo allungò trasformandola nel romanzo Fahrenheit 451.

Fra le altre sue opere: Il gioco dei pianeti (The illustrated Man, 1951), Paese d’ottobre (The October Country, 1955), La fine del principio (A Medicine For Melancholy, 1959), Le macchine della felicità (The Machineries Of Joy, 1964), Io canto il corpo elettrico! (I sing the body electric!,1969), Ritornati dalla polvere (From The Dust Returned, 2001), Il popolo dell’autunno (Something wicked this way comes, 1962), Constance contro tutti (Let’s All Kill Constance, 2002), Il cimitero dei folliTangerineTroppo lontani dalle stelle e Viaggiatore nel tempo (The Toynbee Convector, 1988), tutte edite da Mondadori.
Bradbury è considerato uno dei maggiori innovatori del genere fantascientifico.

I suoi romanzi hanno rinnovato il genere introducendovi elementi insieme lirici e di denuncia. Nei suoi pianeti e nelle sue galassie si riflettono, deformati da un occhio visionario, le memorie infantili di un’America perduta e gli incubi della civiltà tecnologica.
Dopo aver ricevuto una menzione d’onore dal Premio Pulitzer, Bradbury ha deciso di rendere noto, in un’intervista al Los Angeles Times, che il suo scopo nello scrivere Fahrenheit 451 non era affatto quello di condannare la censura governativa, né tantomeno il senatore McCarthy.

Il libro rappresentava invece una critica della televisione, colpevole di distruggere l’interesse nella lettura.
Bradbury negli ultimi anni aveva rallentato la sua attività, per motivi di salute, ma era comunque rimasto attivo, scrivendo nuovi racconti, commedie e un libro di poesie.

Fonti: ibs.it
Enciclopedia della Letteratura Garzanti; Catalogo storico Arnoldo Mondadori Editore; Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori; Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale; fantascienza.com

 

_______________________

Per tutte le altre recensioni: indice

Recensione | Penitenziagite, Atti degli Apostoli






Penitenziagite - Atti degli apostoli Book Cover




Penitenziagite - Atti degli apostoli





Fabio Cosio





Romazo Storico




CreateSpace Independent Publishing Platform




2018




Cartaceo, Copertina flessibile




362



Dolcino, alla ricerca di fra Gherardino, si ritrova nella piana di Campaldino durante l'infuriare della battaglia tra guelfi fiorentini e ghibellini aretini e conosce un giovane soldato, Dante Alighieri.
A Roma, morto papa Niccolò IV, inizia un interminabile conclave che tra epidemie di peste, conflitti familiari e ingerenze reali, porterà, dopo 27 mesi, all'elezione del papa eremita: Celestino V.
Mentre a Milano Matteo Visconti gioca tutte le sue carte per mantenere il potere, la Sicilia si ribella alla decisione del re di Spagna di restituirla agli Angiò ed elegge un suo Re: Federico d'Aragona.
Quando Gherardino e Dolcino finalmente si incontrano il movimento apostolico inizia a strutturarsi, attirando sempre più seguaci e l'inevitabile tentativo di repressione da parte della Santa Inquisizione.
Penitenziagite - Atti degli apostoli è il secondo volume della storia di fra Dolcino.

Penitenziagite, Atti degli Apostoli

Dopo il primo volume della trilogia (Genesi), continua il viaggio di Fra Dolcino attraverso l’Italia –  questa volta alla ricerca di fra Gheraldino.

Il libro

Questo secondo volume catapulta il lettore non solo nella storia personale di Dolcino, ma anche nella storia d’Italia: questa parte del racconto, infatti, inizia nel 1289 e termina nel 1300. Siamo nel periodo della peste, della successione tra papa Nicolò IV e Celestino V, è il periodo del potere dei Visconti e delle rivolte in Sicilia, è il periodo dell’inquisizione.

Il racconto di questa parte della vita di Fra Dolcino, in realtà, può essere definita come una cornice ad una storia molto più complessa e articolata: la storia d’Italia che, ovviamente, all’epoca era ancora suddivisa e contesa.

Come per il primo volume, confermo l’accuratezza nella scelta del lessico e della forma: appropriato per l’epoca e mai in contrasto.

Il romanzo ha un ritmo di lettura medio e costante, adatto alla quantità di informazioni storiche, personaggi e scene che si susseguono.

In conclusione

Consiglio questa trilogia (il terzo volume è in elaborazione), come ho fatto quando ho letto il primo dei tre libri: come ho già detto, la ritengo molto accurata e fedele agli eventi storici, che sono stati rielaborati in modo da porre in evidenza le vicende di fra Dolcino.

Lascio il link per l’acquisto: qui. E ringrazio ancora una volta l’autore 🙂

______________________________________________

Riassunto del primo libro – Genesi

Fra Dolcino è passato alla storia come uno degli eretici più feroci d’Italia.
Ma chi era realmente?
1272, Prato Sesia (NO): Dolcino vive serenamente con la sua famiglia. Il padre, Giulio, è un prete che ha rinunciato ai voti per amore.
Tra i monti le ingerenze della Chiesa sono ancora minime, ma l’arrivo di un nuovo sacerdote con fama di potere cambia tutto. Messo ai margini della comunità, escluso, isolato, Giulio deciderà di affrontare un viaggio che cambierà per sempre le sorti della sua famiglia e di suo figlio.
1278, Parma: Gherardino Segarelli, dopo aver tentato di diventare frate domenicano, regala tutti i suoi averi e inizia a predicare una vita sull’esempio dei primi apostoli: povertà, umiltà, fratellanza.
Per lui tutti gli uomini e le donne sono uguali davanti a Dio e non è necessaria una chiesa per pregare.
Gherardino attira a sé migliaia di seguaci. Predica l’amore libero ma anche il sacrificio. Non conosce il latino, così sbaglia la frase che ha sentito più volte pronunciare ai frati, “penitentiam agite”, fate penitenza, pronunciandola “penitenziagite”, che ben presto diventa il motto dei suoi seguaci, gli apostolici.
1286, Roma: Benedetto Caetani è un cardinale dalle grandi aspirazioni. La sua famiglia sta acquisendo sempre più potere, entrando in conflitto con la famiglia Colonna per il possesso della città di Palestrina.
Quando Sciarra, figlio di Giovanni Colonna, scompare, l’incarico di indagare viene affidato ad Alderico, il capo della guardia. Alderico è un fedele di Gherardino Segarelli e fa infiltrare una sorella apostolica tra le serve del cardinal Caetani, scoprendo un mondo di lussuria e superstizioni, manovre politiche e inganni.
Un romanzo potente, in cui fede, giochi di potere, amicizia e amore si intrecciano, per portare alla nascita dell’eretico che farà tremare la Chiesa.
______________________________________________
Per tutte le altre recensioni: indice

La geisha e il suonatore di banjo, Jérôme Hallier






La geisha e il suonatore di banjo Book Cover




La geisha e il suonatore di banjo





Jérôme Hallier





Romanzo (rosa/fantasy/fiaba)




Giunti




2019




Cartaceo, copertina rigida




224



La storia struggente di un amore impossibile, sul romantico sfondo dell'esposizione universale di Parigi nel 1900.

«È stata una bellissima giornata. Arrivederci.»
Tommy esitò.
«Ci rivedremo?»
«Sì» disse lei, avvicinandosi «di giorno, nei nostri ricordi. E la notte, nei nostri sogni.»

Kyoto, 1900. In una delle più eleganti case da tè della città, vive O-miya, una giovane geisha che sogna di evadere dai confini ristretti del suo mondo. Un mondo dove fin da bambina le è stato insegnato come muoversi, parlare, vestirsi, in cui non c'è spazio per i propri desideri e nemmeno per l'amore, visto che è la sua padrona a scegliere per lei amanti e protettori. Ma un giorno un vecchio liutaio dona alla ragazza un misterioso shamisen, che ha il potere di commuovere chiunque lo ascolti. Così la fama di O-miya arriva fino all'imperatore, che le chiede di unirsi alla delegazione giapponese in partenza per l'Esposizione Universale di Parigi. Il gruppo di geishe risveglia la curiosità degli europei, che fanno la fila per vederle, ma è impossibile sfuggire alla rigida sorveglianza del capitano Yoshikawa, che le accompagna ovunque ed è segretamente innamorato della bella musicista. Finché l'inaspettato crollo di un'installazione non crea il panico tra la folla, e O-miya si ritrova fra le braccia di Tommy, un affascinante suonatore di banjo venuto dall'America... Due mondi lontanissimi, l'antico Oriente e il moderno Occidente, si incontrano a Parigi attraverso i destini di O-miya e Tommy. E forse, per qualche istante magico, la musica e l'amore riusciranno ad annullare la distanza che li separa. Una favola incredibilmente romantica, piena di esotismo, poesia e mistero.

La geisha e il suonatore di banjo è un romanzo al limite tra il rosa, il fantasy e il fiabesco.

I maggiori bookstore online lo inseriscono nel genere rosa. In realtà, a mio parere, va fatta una precisazione:  il libro, è vero, racchiude delle storie d’amore complicare – impossibili, oserei dire.

Queste storie, però, fanno da sfondo ad una trama che può essere definita d’avventura, addirittura con caratteri di fantasia. Ora vi spiego meglio cosa intendo…

Il libro

O-miya suonò la prima corda con il plettro. Quello shamisen non era come gli altri.
Piangeva
.

La geisha e il suonatore di banjo narra la storia dei due protagonisti, come si può intuire dal titolo, che si intrecciano con una moltitudine di personaggi, luoghi ed eventi.

La storia ha inizio in Giappone per la geisha e in America per il suonatore di banjo; le due storie si intrecceranno Parigi, in occasione di un evento di fama mondiale che rappresenta i popoli di tutto il mondo, con le loro tradizioni e caratteristiche.

L’ambientazione è quindi molto varia ma, unita all’atmosfera che l’autore riesce a ricreare, è sempre molto suggestiva. Il lettore percorre miglia e miglia, attraversando il mondo intero e passando dai locali dei bassifondi americani con whisky e fumo alle sale da tè giapponesi, tra rigore, disciplina e cerimonie.

Se nello spazio ci si sposta molto, nel tempo si percorrono soltanto un paio di anni a cavallo del 1900, per poi fare un salto temporale nell’epilogo, fino ai giorni nostri.

Ciò che accomuna tutti i protagonisti del libro è la musica (e questo vale anche per i personaggi secondari come, per esempio, colui che ha raccolto i suoni del mondo su cilindri fonografici e ha permesso alla storia di arrivare fino ad oggi!).

Musica che rende liberi, musica che accomuna e che divide, musica gioiosa e musica straziante.

Pensi che il fiume si preoccupi di ciò che pensano i pesci? è uno dei misteri della muscica: se suoni per gli altri, la tua musica non piacerà a nessuno. Ma se ami la tua musica, l’ameranno anche gli altri.

Ed ecco che arriviamo ai tratti fantasy del libro: lo shamisen suonato dalla geisha, infatti, sembra avere qualcosa di magico, capace di commuovere chiunque ne senta il suono. Ciò che non ci si aspetta, però, è il motivo per cui questo strumento sia diventato così potente e magico.

Il ritmo di lettura è piuttosto veloce, ma lo stile dell’autore trasmette una sensazione di calma (nonostante la tragicità degli eventi), come se stesse raccontando una fiaba o un’antica leggenda.

La nostra memoria è un oceano nel quale accumuliamo migliaia di ricordi. La maggior parte sprofonda negli abissi. Solo i più importanti, felici o  tristi che siano, nuotano in superficie. Immergiti in quest’oceano e cerca un ricordo nascosto. Dev’essere dolce, caldo, delicato come il cotone. Raccoglilo adagio e conservalo in un piccolo cassetto nel tuo cuore. Non servirtene troppo spesso, non devi sciuparlo. Fallo solo se ne hai bisogno, apri il cassetto e lascia che la dolcezza di quel ricordo ti rassicuri.

 

In conclusione

La geisha e il suonatore di banjo è un libro molto piacevole, dall’ambientazione e dall’atmosfera estremamente suggestive. Lo consiglio proprio per questo motivo: un viaggio attorno al mondo sul nascere del XX secolo, tra tradizioni e popoli estremamente diversi tra loro.

Quindi, benché sia classificato come “romanzo rosa” non aspettatevi un libro sdolcinato, ma piuttosto una “fiaba” tragica ed emozionante.

Consigliatissimo!

Vi lascio il link per l’acquisto: Giunti

Buona lettura! 🙂

_____________________________

Per tutte le altre recensioni: indice

Se sembra impossibile allora si può fare, Bebe Vio






Se sembra impossibile allora si può fare Book Cover




Se sembra impossibile allora si può fare





Bebe Vio





Biografia




Rizzoli




2017




Cartaceo, Copertina rigida




261



Chiunque incontri Bebe, o anche solo la veda in tv, rimane incantato dall'energia positiva che sprigiona a ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. Come si spiega questo suo modo di essere che le ha permesso non solo di superare difficoltà apparentemente insormontabili, ma anche di raggiungere eccezionali traguardi sportivi? Sembra un mistero.Invece, se si leggono gli spassosissimi racconti dei tanti episodi raccolti in questo libro, si scopre che Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione... anche se spesso non se ne accorge nemmeno! Innanzi tutto, Bebe è da sempre consapevole che bisogna trovarsi un sogno da perseguire con la massima passione: per esempio, lei ha iniziato a cinque anni a desiderare con tutte le sue forze di andare alle Olimpiadi. Per raggiungere la propria meta è fondamentale poi imparare a collaborare con gli altri, fare squadra, chiedere aiuto perché «da solo non sei nessuno». Ma ci sono anche tanti altri alleati a portata di mano: l'ironia, la capacità di rimanere "scialli", il saper fare tesoro delle critiche positive stando però attenti a quelle cattive e agli hater. E persino la paura, un'emozione normalissima, può essere gestita: basta sapere come prenderla.Scritto con lo stile spontaneo e frizzante che contraddistingue Bebe, Se sembra impossibile, allora si può fare è una lettura che può ispirare e confortare persone di tutte le età, dai giovanissimi, che possono rispecchiarsi nella sensibilità e nel linguaggio fresco di una ventenne, agli adulti che si trovano a combattere battaglie quotidiane, magari impercettibili agli altri ma ugualmente gravose e impegnative.

Se sembra impossibile allora si può fare è il romanzo autobiografico di Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma.

Si tratta di un libro molto tosto. Nonostante l’apparenza scherzosa ed estremamente positiva, affronta temi come la malattia (il suicidio), la famiglia, la disabilità e tutto ciò che essa comporta.

Che abbiate dieci, venti, quaranta o ottantanove anni come mio nonno Tino, la squadra più importante è quella con cui siete nati. Tenetevela stretta.

Il libro è focalizzato sulla positività, fattore fondamentale per affrontare ogni cosa nella propria vita. Positività che è dovuta a molti fattori: impegno per raggiungerla, vicinanza di una famiglia consapevole e presente, amici, determinazione e passione.

Tutte queste cose insieme servono a raggiungere una mentalità proiettata all’ottimismo e a realizzare i propri sogni, nonostante tutto.

La differenza tra un sogno e un obiettivo sta nell’iniziare a lavorare per raggiungere ciò che si vuole ottenere.

Il libro

Come anticipato, Se sembra impossibile allora si può fare è una biografia. Ma è una biografia fuori dagli schemi: gli eventi raccontati sono tutti selezionati per veicolare dei messaggi.

I temi affrontati sono principalmente:

  • famiglia e amicizia (le cosiddette Squadre)
  • malattia e disabilità
  • sogni e passione

Tutti questi elementi racchiudono più messaggi, tra i quali si possono nettamente distinguere quelli rivolti a chi si trova in una situazione analoga a quella dell’autrice, quelli generici e rivolti a chiunque e quelli universali relativi ai sogni, alla determinazione e all’impegno.

Lo stile dell’autrice è semplice e  scherzoso ma, come ho già detto, dietro questa “veste” si nasconde un libro molto profondo: è un testo scorrevole e si legge davvero in pochi giorni, il linguaggio è giovanile e diretto.

Trattandosi di una biografia ripercorre la vita di Bebe da quando era una bambina fino ad oggi, all’età di vent’anni. Durante l’infanzia è stata colpita da una grave malattia che ha portato all’amputazione di braccia e gambe, ad un dolore smisurato e ovviamente ad avere una vita completamente stravolta.

Nonostante tutto, Bebe ha ricavato il meglio da questa tristissima esperienza (come sottolinea più volte, anche grazie alle sue squadre): è campionessa di scherma, ha fondato una Onlus per aiutare bambini e ragazzi con i suoi stessi problemi e, soprattutto, ha imparato a sorridere alla vita e a godersi ogni momento – e questa è la cosa più difficile per ognuno, qualunque sia il suo problema.

Cambiare può essere traumatico, ma è stupendo. Dà la possibilità di ricominciare, di provare cose nuove e costruire una nuova felicità.

In conclusione

Consiglio questo libro veramente a TUTTI: ragazzi e adulti, chiunque. Si tratta di un libro pieno di speranza, vitalità e messaggi positivi; un invito a non arrendersi mai.

Inoltre, lo stile fresco, giovanile e diretto lo rende veramente adatto a lettori di ogni genere.

Personalmente l’ho apprezzato molto e spero possa piacere anche a voi! Buona lettura!

La cosa più bella che possiamo fare per noi stessi e per gli altri è mostrarci per quello che siamo in qualsiasi situazione.

 

Per tutte le altre recensioni: indice